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Daenith Kanda

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"Vedere i propri sogni realizzati
ed essere felici
sono due cose completamente diverse,
questa contraddizione mi è ancora incomprensibile"

ID CARD

Nome: DaenithCognome: Kanda
Età: 184 anniRazza: Mezzelfo
Peso: 45 kgAltezza: 160 cm
Capelli: CastaniOcchi: Dorati
Allineamento: Neutrale PuroDivinità: Physis
Tipo di GDR: By ChatNome GDR: Vulkania
Genere GDR: Fantasy ClassicoPF: 0

Descrizione Fisica

difficile dire quanti anni abbia, difficile capire se sia solo una bambina troppo cresciuta. Sguardo dorato, cupo e distante. Labbra rosee, mai schiuse in un sorriso aperto. Pelle candida come la neve di dicembre, chiusa e riservata, non si sa se sia capace di parlare. Un passato scritto con il sangue, un futuro ambiguo guidano i suoi passi, chi o cosa sia lo lascia per se, come uno dei più terrificanti segreti, come un sussurro della morte.

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la vita delle persone cambia, alle volte radicalmente. Freddo lo sguardo della mezzelfa, trasmette negli animi quella sua profonda tristezza. Amarezza nel suo animo, diffiddente di chi le si avvicina. Tante cose hanno cambiato la sua vita dal proprio avvento a vulkania. Giudicare se siano in bene o in peggio spetta a chi vorrà avvicinarsi ad ella. Il nero manto non l'abbandona mai, celando la fragile figura della mezza. I lunghi capei castani circondano un volto dal pallore lunare, quasi esangue. La fortuna par aver giocato col suo cuore e con i suoi sentimenti.

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oro fuso colora quelle iridi. Ma di sola freddezza hanno preso il riflesso. Nascondono un’anima distrutta dal fato.
Lacrime non ha più.
Pallore lunare si riflette sul suo viso. Pelle candida, come la neve di dicembre. 
Castana chioma, scivolano sulle piccole spalle. 
Un cuore distrutto, in frantumi. 
Vorrebbe ricomporlo, ma troppi pezzi mancano al puzzle. 
“guardami. Guarda come mi hai ridotta”
non vuole che qualcuno le si avvicini.
“tutti intorno a me spariscono”.
Solo le ombre riescono a donarle ciò che cerca. Un luogo sicuro, in un pezzetto del suo cuore. 
Esasperanza, paura.
“non lasciatemi sola”
un abbraccio, silenzio.
“nascondimi…”
non vuole la pena altrui
non vuole conforto.
Parole intrinse di amarezza.
Sarcasmo sgorga, alle volte. 
Fantasmi riempiono la sua mente, annebbiando la ragione.
Non sa cosa sia.

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Occhi Dall’oro Hanno Rubato Il Colore, Preziosi Più Di Tal Metallo. 
Castani I Capelli, Lasciati Sciolti Sulle Spalle Minute.
Piccola La Sua Figura, Che A Malapena Raggiunge Le Centosessanta Cannelle.
Pelle Candida, Come La Neve.
Una Vita Rinchiusa In Quel Corpo Semimortale. 

“Non Guardatemi A Quel Modo.. Vivo Per Voi.. Solo Per Voi.. Ve Ne Prego..”



Affetti

¯``°¤.¸Diciamo di vivere per gli altri,
Ma in realtà, noi viviamo solo per noi stessi´¯

--Yuu--
"Io.. Voi..nient'altro desidero in questa mortale vita.. L'eternità per ora può attendere.. Sono qui ora per vivere ogni singolo secondo.. Per recuperare quegl'anni che abbiamo perduto.. "

--Lavi--
"Piccolo mio, sangue del mio sangue. Immensa luce in questo piccolo cielo. Prezioso come l'aria"

--Merlino--
"La madre non ha saputo più indirizzarmi sui vostri passi.. Scusatemi.. Ma non riesco più a rimanere qui, ad aspettare in una stanza vuota.."

-- Con una forza di cui posso andare fiera
Vivo per me stessa e solo per me stessa ho intenzione di morire.
Non mi sacrificherò mai per qualcun altro
Poiché conosco la sofferenza di chi rimane in vita. --

--Marcos--
"Sono passati anni da allora. Eppure, non vi ho dimenticato.. Chissà, dove vi han portato i vostri passi.
Spero che la fortuna v’abbia sorriso.."


--Sesshoumaru--
"Mio Principe delle Tenebre, so che da qualche parte osservate tutto.
Attenderò nel silenzio una vostra parola, poiché i miei occhi non dimenticheranno quell’oro che brillava nei vostri"

--Physis--
"Proteggetemi, Madre, perché ho peccato.. Ho fatto soffrire colui che in terra fa il vostro volere..
Perdonate questa povera mortale.. Permettetemi di rimanergli accanto, ancora una volta."



Amicizie

¯``°¤.¸A questo mondo non esistono le casualità, esiste solo l'inevitabile¸.¤°´¯

¯``°¤.¸Nessuno è degno di tale nome¸.¤°´¯

"Solo conoscenze perse nell'oblio.."

--Altarion--
"Immortale di terre lontane"

--Sophitia--
"L'oscurità vi ha inghiottita. Ed il sangue dei vostri occhi da laggiù brilla"

--Thorin--
"In me non c'era nulla che potevate definire buono"

--Rosa Blu--
"Con ali nere mi proteggete dal mondo. Mia dannazione, mia passione"

*Chiudi lentamente gli occhi al riparo delle mie ali.
Quando ci sveglieremo.
Comprenderemo che si è trattato solo di un incubo...
E che l'incubo è già finito..*

--Adamarro--
"Tante le vostre parole, servitore di Elios"

--Aliana Ed Alice--
"Gettate quest'anima al mare.
Da qui tutto inizia e tutto termina"

--Elenath--
"Vedevo un dolore simile al mio, nei vostri occhi.."

--Micer Arquer--
"Di parole vi armate,
Di rime mi disarmate.
Ma nella poesia siete sparito"

--Nyura--
"Il medesimo destino, in una cella oscura"

--Domino Viridian Stonridge--
"Fra libri e polveri v'ho incontrato. Ma dalla Babilon siete ora sparito"

--Claud--
"Perseguite un sogno impossibile.
Ma io sono come voi"

--Badblue Fheldane San--
"Attore o musico? Molto di più, forse. Il vostro nome scolpito nella mia mente"

--Kaim Argonar--
"Che gli dei vi guidino e v'aiutino a ritrovare la vostra memoria"

--Soul Eater--
"Sparito? Come farò a dirvi.. Che avevate ragione?.. Grazie, di tutto.."

--Kuro--
"Piccolo drow.. Che cercate di fare? Non mi conoscete, non ancora.. Non sono come una di quelle del mondo di sotto"



Storia

´¯``°¤.¸(¯`-Non importa quanto sangue sporchi queste mani: posso sempre lavarlo via-´¯)¸.¤°´¯`

Lasciati alle spalle tutto ciò in cui credi. Lascia i convenevoli, le parole di conforto. Non servono.
Parlale. La voce fredda ti risponderà.
Non avere timore, di un fantasma.

“Sono la vostra ombra”

Avrai timore di ciò che ti segue dalla nascita?
Siediti ad ascoltare cosa narrano le mura di questa città. Ascolta ciò che queste labbra non osano raccontare.
Una storia. Una favola.

§ PROLOGO §
Venne un di un uomo, un viandante umano dalle origini sconosciute. Un viandante di quelle terre, che non sapeva ormai dove andare. Si trascinava da giorni, i vestiti erano logori per il lungo viaggio ed una barba stava già iniziando a crescere. Sui suoi passi trovò un antico villaggio elfico, i cui abitanti erano molto orgogliosi delle loro origini, ritenendo gli umani una razza inferiore, guerrafondaia e rozza. L’umano chiese loro ospitalità solo per qualche giorni, dopodiché sarebbe andato via da li e loro si sarebbero dimenticati di lui. Questo era il suo piano,all’inizio .i giorni divennero settimane e le settimane mesi. Sembrava essersi ambientato fra quella gente, sebbene per loro era un fastidio vederlo girare per il villaggio. Un’elfa s’era presa il compito d’accudirlo alla propria casa, donandogli un luogo in cui dormire e del cibo. Ma la loro relazione divenne più profonda. Quando tutti lo scoprirono accadde l’inferno. L’uomo venne cacciato via dal loro villaggio per aver tradito la loro fiducia, la giovane donna venne mandata in esilio, in un casa fuori dai confini del villaggio, lontana dai loro occhi. In grembo portava il frutto di un amore perso…

§ I PRIMI ANNI §
Nacque in una uggiosa notte senza luna. La madre, aiutata da poche donne rimaste a lei amiche, diede alla luce una mezzelfa dai capelli castani e gl’occhi di un bizzarro colore: d’oro. Ma non riuscì mai a vederla, spegnendosi subito dopo la sua nascita. Gl’elfi non vollero tenerla nel loro villaggio, quale frutto di un amore proibito ed oltraggio nei loro confronti. Venne abbandonata, avvolta in fasce, in una foresta. Pianse a lungo, un pianto struggente, che gl’elfi sperarono in se attirasse i lupi. Ma ciò non avvenne. Un anziano mezz’elfo la trovò e la portòa casa sua. Per trent’anni la crebbe, come fosse sua nipote, istruendola.
Venne però un di in cui tutto ciò finì. Uno spaventoso incendio colpì la foresta, generato da una lotta per un malinteso tra elfi e umani. Lei fu portata al sicuro, lasciata scivolare lungo le sponde del fiume che attraversava la foresta. Ma il nonno rimase vittima dell’incendio, e non lo rivide più. Aveva perso un’altra persona.

§ TRA GLI ELFI §
La propria casa era distrutta, non conosceva niente e nessuno al di fuori della foresta. Giunse al villaggio in cui era nata e la misero sin da subito in cattiva luce, vedendo l’ombra dell’umano che causò la morte della loro consanguinea, incolpando la mezzelfa stessa della sua nascita. Insulti la coprirono duramente. Insulti seguiti poi da una parola dura, proferita con puro disgusto: “mezzosangue”. Eppure.. Più osservava gl’elfi e più credeva d’esser un loro simile. Non capiva, data la giovane età, ciò che comportò la relazione dei suoi genitori. Crebbe, vivendo nella casetta abbandonata dalla madre, nella solitudine più cupa, crebbe, vivendo come poteva con le proprie forze, comprendendo man mano le differenze tra lei e gli elfi e gli umani. Gl’elfi iniziarono a ignorarla quando la vedevano passare davanti loro. Non la degnavano di sguardi. Ed il suo cuore iniziò a trascinarla sempre più nelle oscurità, avvolgendola nel nero mantello che sempre portava con sé, a celare la sua figura dagli sguardi degli elfi. Imparò ad ignorare gli immortali, troppo stupidi per lei per poter comprendere cosa sia realmente la vita.

§ L'ARRIVO §
Abbandonò la propria casa dopo lunghi anni, lasciando gl’elfi nella loro ignoranza e superbia, sicuri delle loro convinzioni. Lasciò dietro di se quella metà elfica che l’aveva disprezzata. Se avesse potuto, avrebbe tagliato quelle orecchie appuntite, ma mai la pazzia si era spinta a quel livello. Non sapeva dove andare. Gl’elfi la disprezzavano, gl’umani avevano paura di lei.
Giunse poi un dì in cui si ritrovò in una strana città. Vedeva intorno a se miriadi di esseri convivere come se nulla fosse. Il primo edificio che visitò fu la biblioteca, dove strani accadimenti la colpirono subito. Sin dall’inizio etichettò bizzarra e un po’ pericolosa quella città.
Dopo pochi giorni, conobbe nella biblioteca colui che le diede una strada da seguire. Qualcuno che guardava oltre il suo essere sanguemisto. Le diede una famiglia, un luogo dove stare, ed anche diversi compiti da adempire. Ma quei giorni terminarono presto. Si ritrovò nuovamente sola.

§ DI UN FUGACE AMORE §

Un dì si ritrovò nel boschetto di vulkania a girovagare senza meta. Qualcuno tese una trappola a lei ed a un altro uomo che si trovava li, forse per caso. Dopo pochi giorni, si incontrarono nuovamente ed una fiamma s’accese fra loro, un qualcosa che mai. La mezzelfa aveva provato veramente per qualcuno. Perse però i contatti con quest’uomo.

§ SOLITUDINE §
Nella solitudine vagò per le terre, chiusa nei propri pensieri, circondata dal nero mantello che mai l’aveva abbandonata. Gl’occhi freddi s’osservavano intorno, vuoti di sentimenti. Qualcosa la tenne aggrappata alla vita, forse una sottile speranza che qualcosa cambiasse in lei… qualcosa che nemmeno lei sa che esista.

§ NUOVA VITA §
Di nuove avventure si colora la sua vita. Nuove persone incrociano la sua via, molti dei quali visto sol una volta. Un uomo, a lei sconosciuto, che l’osserva un dì alla locanda mentre di pioggia s’asciuga. Par esser curioso del suo fare e freddi scambi di parole son quelli che si pongono. Un esponente di nobil razza, che tanto lei odia, riesce di un poco avvicinarla, mentre che chiacchierano lungo il belvedere. Forse solo la stanchezza o il paesaggio che le si prospetta dinanzi non fanno allontanare l’elfo. Una bimba, dagli strani occhi rossi, pallida come non mai. Qualcuno cerca, ma sa di non poterle dare molto d’aiuto. Sebbene il suo dire ed il suo fare la incuriosiscono.
Colui poi, che maggiormente riscalda il cuore suo incontra una sera nella biblioteca. Par quello il luogo in cui ella incontra coloro che più l’attirano. Il suo dire ed il suo fare la incuriosiscono e insospettiscono. Sin da subito le par d’essere il bersaglio di quell’uomo, tanto bello quanto arrogante. Al teatro ed in locanda, nei giardini ed ovunque ella vada par che egli vi sia, come se di nascosto la pedinasse. Ma nobile sentimento muove quel suo fare. Un sentimento che ella conobbe per poco e che ora inizia a riscoprire, nel suo dolce ed amaro essere. Fredda agli astanti, ironica e sarcastica verso coloro che non sono il suo amato. Sol a lui sguardi più dolci.
Inscenò con un amico una splendida scenetta alla spiaggia. Il fato volle ch'ella si trovasse li a girovagare sulla riva. D'una finta morte vide colpito yuu. Lacrime scorrevano sul pallido volto e parole dure venivano rivolte verso quell'uomo sconosciuto che l'aveva attaccato. Ma solo di una messa in scena si trattava. Lui la rassicurò e senza che s'aspettasse ciò, le chiese di sposarlo. Pensiero alcuno le attraversava la mente e disse subito si.
Dopo poche settimane, compì quel passo che le sembrava impossibile. Eppure, lo fece. Si sposò con lui, yuu kanda in una notte di tempesta.
Momenti gioiosi si alternavano a momenti solitari, dove lui doveva dividersi fra lei e i suoi compiti. Ma tutto sembrava avere un tenero equilibrio.

§ IL RITORNO DELLE OMBRE §
Le cose belle sono destinate a durare poco.
Una lettera al suo risveglio sembra farle crollare quel piccolo mondo che s'era creata.
Partito senza dire per dove o per quanto. Sa solo una cosa: yuu non c'è più. Lasciata sola, torna a girovagare per le vie di vulkania, con la speranza che ancora li si trovi. Ma di sola speranza non si vive. Sempre più s'incupisce l'animo suo, tornando nero come al suo arrivo nella città. Il suo girovagare la porta al belvedere. Il tempo è cupo, coperto da grigie nuvole. La luna è nascosta dietro quel soffice manto. Ed è in quella notte priva di luna che rincontra una persona: colui che le regalò una via al suo arrivo nella città. Colui per la quale ha atteso per tutto questo tempo è tornato.
Ma per poco tempo rimane li, come a voler dettare ultime note a chi riprenderà il cammino suo.
I cavalieri risorgono, in nome del principe. Ma ei non li vedrà mai tornare.

"Il susseguirsi di tutte queste persone.. Confondono sempre più la mente mia"
Colei che di nessuno ha mai avuto bisogno, tenta di frenare tutto ciò che le accade.
Ma ciò pare ancora impossibile.
È il mare a metterle davanti la verità. L’incontro con due donne le fa aprire gl’occhi. Le manca una cosa che mai ha avuto: l’amicizia. Siede accanto a loro, due matte. Eppure nella pazzia, riescono a farla ridere, e di gusto. Una sensazione nuova, per la mezzelfa. Trasportata dalle due, apre parte di quel cuore che soffriva. Dimentica per ora il suo triste passato, concentrandosi sul presente. Chiede alla sirena di consegnare al mare un oggetto: un anello. Dura è come scelta, ma lei non vuol più sentirsi legata a quel passato che mai più tornerà.

Abbandona per un anno intero la città. Troppi ricordi vi erano legati. Ed una vana speranza di ritrovare ciò che ha perso.

§ IL DESTINO §
Crudele, alle volte, con persone che già soffrono abbastanza per ciò che ha fatto loro. Si stringe un cerchio attorno a lei, di persone che sconosce, persone che non sa cosa vogliano da lei. Rapimento. Tristezza. Solitudine. Assenza.
Prigioniera in un incubo.

§ LIBERTA' §
tanto agognata, ma improvvisa. Non le pareva vero. Le lascia li, nel bosco, a cercar la via di casa da sole. Non le ha torto un capello, così come aveva promesso loro una sera, tra un bicchiere di vino e l’altro. Pareva solo una sceneggiata, così come era bravo a prepararle il suo yuu. Era morto. Se l’era ripetuto migliaia di volte, durante le notti insonne. Ma non riusciva ad accettarlo. Giunge nella città, separandosi dal cadetto al tramonto. La pioggia bagnava le vie, lavando via tutte le colpe. La locanda le pare l’unico luogo in cui trovare rifugio. Non aveva più nessuno da cui tornare. Li, rincontra un amico. Qualcuno che s’era dato la pena di cercarla. E nel vederla tornare aveva rischiarato una luce. Si preoccupa, le dona parole gentili ed un bacio la sfiora. Sorpresa nel cuore, la ragazza non lo respinge. Varie giornate si susseguono, tranquille alla locanda. Ritrova quel poco buon umore che aveva, perdendolo la sera durante gli incubi che la catturavano. Iniziava a parlare sola quando nessuno la poteva ascoltare. Parole gelide dalle labbra sottili provenienti da un passato che voleva riemergere e che con tutte le forze tentava di sopprimere. La presenza di merlino l’aiuta a combattere quella voce crudele.
§ DI UN ORRORE AI GIARDINI §
Perché di orrore si trattò. Un tranquillo pomeriggio trascorreva all’ombra dell’obelisco, ai giardini, a discorrere con earine e domino. Quando la terra tremò intorno a loro, rumori strani provenienti da dietro l’obelisco. Ed una grande ferita sul terreno apparve, spaccandolo in due. Fumi sulfurei s’alzarono, aggrovigliandosi intorno alle loro caviglie. Quando in un sbatter d’ali fece la sua comparsa il più grande orrore che la mezza abbia mai visto. Una gigantesca ape, di almeno quattro metri, apparve scatenando paura e disgusto nella mente della mezzelfa. Ma questo presto s’allontanò. La natura reclamava ed avvertiva.

§ D'UNA PROPOSTA E DI UNA CONVIVENZA §
Numerose volte si recava ai piani inferiori della locanda per controllare che colui che la stava riportando alla luce fosse li ad aspettarla. Rincontra venere,la donna che stava per essere rapita insieme a lei, ma che ben più fortuna ha avuto. E merlino, lo stesso di le propone di venire ad abitare con lui, non sopportando l’idea che ella continui a rimanere in locanda e che non voglia tornare alla propria dimora. Ma non accetta subito, non sapendo cosa fare. Ed ei, forse per dalle del tempo, scompare per un paio di giorni.
I giorni si fanno settimana e passato il plenilunio ei torna. La locanda era deserta, non fosse stato per ottavino. La figura del mannaro era seduta al bancone e come ogni sera la ragazza era scesa per cena. Un mantello scivola ai piedi del mannaro, che di spalle non viene riconosciuto. Lo raccoglie e cerca d’attirare l’attenzione del proprietario.

”E’ vostro?”
Domanda più volte, ma senza risposta, fin quando non si volta, incrociando i suoi occhi. Era li, di nuovo per lei. Credeva d’averlo perso dopo tutto quel tempo ed invece era tornato. Le domanda quale sia la sua scelta, e senza esitazione decide d’andare a vivere insieme a lui, raccogliendo quei pochi affetti che possedeva.
I giorni passavano tranquilli, fin quando nuovamente il plenilunio si fa avanti. E lui scompare di nuovo. Alcuni dubbi iniziano a montare nella mente della ragazza. Troppe coincidenze, forse. Un pomeriggio decide di volere dei chiarimenti, ma è lui stesso a darglieli. Era un mannaro, proprio come il defunto marito. Era un figlio della luna, di gaya. Ma a lei non importava. Non aveva pregiudizi proprio lei che era stata odiata per essere una sanguemisto.

§ LA DISPERAZIONE §
Molte volte capita di crearsi un piccolo mondo. E che questo venga distrutto come un castello di carte.
Durante una missione, merlino viene ferito e portato alle case di cura. Appresa la notizia dalle bacheche della città, s’avvia subito da lui. Voleva vederlo coi propri occhi. Apprensione si leggeva nei suoi occhi, benché sul viso vi fosse disegnata una certa rabbia. Ma lui stava bene, o almeno,meglio di quanto s’era immaginata. Sarebbe tornato il giorno dopo a casa, da lei. E rassicurata di ciò ritorna a dormire nella loro dimora. Qualcosa di funesto il giorno dopo si svela davanti ai suoi occhi. Eppure, doveva prevederlo. Una tempesta infuriava sulla città, l’ira degli dei. Decide comunque di recarsi alla babilon, per rincontrare alice e chiederle del loro colloquio. Voleva diventare bibliotecaria, almeno per rendersi utile a casa di merlino. Ma non trova lei ne savino li dentro. Trova lui, tornato dopo un anno ed alla ricerca disperata della moglie. Senza sapere che la moglie ormai lo disegnava morto da tempo, che lo odiava per averla abbandonata, per non averla cercata quando era stata rapita. Le mostra i segni di torture inimmaginabili e le porge la mano chiedendole di tornare al suo fianco. Ma non può, ripete più volte. Non poteva tornare così e dirle di venire con sé. Aveva tracciato una nuova strada e questa s’allontanava molto da lui. Capisce yuu che il cuore della ragazza non le appartiene più. Ha atteso troppo che lui tornasse con quel suo beffardo sorriso a riabbracciarla. Non sarebbe corsa fra le sue braccia a piangere. Glielo leggeva negl’occhi. Decide di levarsi la vita, come ultimo gesto d’amore per lei. Pensa di liberarla così, dal suo passato. Cerca di frenarlo. Non vuole che ei muoia per lei, che si faccia del male. Lo insegue con fatica su per le scale, dove una finestra viene aperta. Lo supplica, tenta di fermarlo. Ed anche la crudele voce cerca di insinuarsi sulle labbra della ragazza.

”Se vi ucciderete, la farete morire. Non è questo che volete, vero?”
Stava impazzendo di nuovo. La voce crudele continuava a parlare senza sosta fra le lacrime sincere. Ma lui, deciso a farla finire, si getta dalla finestra. Il fato non par tanto crudele, con gli altri però. Cade da molto più basso di quanto s’era aspettato, fratturandosi entrambe le gambe. Lei non lo sapeva, disperata piangeva davanti la finestra. Con molta difficoltà riesce a scendere dal piano rialzato e corre a cercare le guardie. Sconvolta, fra le lacrime, le guida verso il luogo in cui immaginava trovarsi yuu. Ma lui non era morto. Lascia che sia l’altra persona dentro di sé a parlare, rifugiandosi in un angolo oscuro del proprio cuore. Gelida, fra le lacrime calde, rifiuta per un ultima volta il ritorno al suo fianco. Nessuna implorazione. Era un addio, lo sapeva. Inizia a correre, lontana da quel luogo, senza meta. La pioggia ancora bagnava le vie e ben presto divenne zuppa. Ma non le importava. Sentiva un dolore lancinante al cuore e la voce maligna si crogiolava nella sua disperazione. Senza sapere come, si ritrova ai piedi dell’obelisco, ancora in lacrime. Il manto blu la copriva dagli sguardi altrui, ignara che qualcuno sarebbe venuta a cercarla. La chiamava, nella tempesta. Temeva di averla persa, così presto. Ma la trova. Non riesce a capire perché si trovi li a piangere. Le aveva chiesto di rimanere a casa. Fragile, non si oppone quando la prende fra le sue braccia. Un momento di silenzio.

”e’ tornato..”
*chi.. Chi è tornato?*
ma nel suo cuore già conosceva la risposta.
”lui… Yuu..”
Aveva paura di perderlo per quelle parole. Ma lui la stringe più forte.
*ti proteggerò io..*

§ LA MORTE §
Piangi o luna, piangete stelle. La vostra figlia ha conosciuto l'altro regno. Un alone di mistero circonda la fine della mezza.
Ricordatela.. Forse tornerà da voi

§ RITORNO §
Un soffio di vita ha riportato indietro la mezzelfa. Lungo il suo cammino verso la luce è stata accompagnata dalla mano della madre. Si ritrova a calpestare nuovamente le vie di vulkania. Non ricorda cosa le sia successo, sa solo di essere tornata a casa myrddin e che merlino quasi scoppiò a piangere alla sua vista. Era tornata a casa. Una nuova vita le era stata donata dalla madre ed a lei verrà dedicata la propria esistenza.

§ LUI, DI NUOVO §
Non era facile andare avanti senza ricordare cosa accadde quella notte. l’inverno era inoltrato e una soffice coltre di neve copriva le strade della città. una serie di pomeriggi si susseguono all’insegna della confusione. dopo il suoi ritorno, vede Yuu passare davanti la propria casa. ironia della sorte: abitavano l’uno di fianco l’altra. una bella scenetta mise in pratica il mannaro, facendole credere di aver perso la memoria e di non ricordarsi minimamente di lei. un nuovo incontro, un pomeriggio mentre che merlino era fuori casa segna il cuore di lei. solo la madre sa come non sia crollata, quel giorno.

§ LEI, IL SUO DESIDERIO §
Passarono meno di due giorni dal loro primo incontro dopo il ritorno della mezzelfa. La neve cadeva a fiocchi e in mezzo a quella il mannaro sembrava uno di quei spiriti della natura… così belli ed irraggiungibili. L'aveva convinta con quella sua falsa amnesia. In fondo, si trattava di qualcosa di estremamente doloroso. Si era ripromessa di non rivederlo, di far si di non appartenere più alla sua vita. Ma lei non sapeva che lui aveva progettato tutto. Candida la neve copriva i mantelli dei due ex-coniugi. Lui, inginocchiato sul manto innevato a far finta d'impazzire per ricordarsi di lei. Lei, inginocchiata davanti a lui, in lacrime, ripetendogli che non doveva ricordare, che era meglio così. Per far finire quell'agonia, gli rivela che erano stati sposati un tempo, ma che le loro strade s'erano separate. Lui cede a quella tentazione, violando le sue labbra. Un bacio che li riporta agl'anni passati e che apre una breccia in quella sua confusione.

SKILL

Incantesimi/Skill



Talenti



Abilità 



OFF GAME

Ricordo di quando chiuse un gdr in cui ero approdata da un paio di mesi. Si chiamava Annelin, un fantasy classico, vecchio stile, di quelli che piacciono a me. Ma per problemi di gestione chiuse. Fu li che, qualche mese dopo, nacque Vulkania. Erano in molti ad essere di Annelin, tante nomi conosciuti ed inizialmente mi iscrissi con la mezzelfa che giocavo. Ma da tempo ormai non riusciuvo più a gestire un personaggio sostanzialmente buono. E poi, l'idea di rifarlo copia e incolla a quello di un altro gdr non mi garbava. Volevo creare qualcosa di nuovo, almeno per me. Volevo creare io il nome di quel pg e mettere su una storia ben più complessa dalla solita pappardella. Fu così che, impiegando qualche giorno per pensarci, creai Daenith. Il nome viene dall'unione di due parole elfiche che significano "Piccola donna" e "Ombra". Le diedi un background, un volto (adoravo il soggetto di Miyu in quel periodo). Non pensavo, ma fu uno dei miei pg più longevi. Le gilde a cui si affiliò furono davvero poche e nemmeno si interessò particolarmente alla razza. Aveva ben altro in effetti a cui pensare, tra pene d'amore, tradimenti, abbandoni e quant'altro. Si può dire che nella sua vita ogni singolo momento di felicità è sempre seguito da un lungo periodo d'oscurità. Come l'abbandono dopo il primo matrimonio con Yuu, o come il tentato suicidio di quest'ultimo quando ella, dopo anni, va a vivere con Merlino. Fu con la nascita di Lavi, forse, che decisi di accantonarla. Cinque anni di gioco, saltuari a dire il vero. Ma ai tempi dicevamo sempre: "Vulkania non si abbandona mai sul serio!".. Per poi decidere che è meglio chiudere il capitolo ed iniziarne uno nuovo, che è il momento di cambiare. E dopo cinque anni nasce Sailemla.. Ma questa è un'altra storia.
Daenith farà un ultima comparsa dopo un anno di chiusura della land, nel giugno 2011. Scoperta una versione beta, la tentazione di tornare a giocare con quel pg fu tanta. Solo una giocata di ritorno, insieme al piccolo Lavi e a Manwe (con la quale ho condiviso anche l'ultima giocata di Vulkania).

Vulkania si dice sia l'Isola dei Sogni. E quei 5 anni in cui ho mosso Daenith ho avuto modo di sognare.

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