Jeyrel Adaire Solitude

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Nome: Jeyrel Cognome: Adaire
Età: 118 anni Razza: Bosmer (Elfo dei boschi)
Peso: 57 kg Altezza: 185 cm
Capelli: Rosso ramato Occhi: Interamente neri, iride ambra
Allineamento: Neutrale Puro Sesso:
Divinità: Auri-El Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Solitude Genere Gdr: Fantasy epico


Classe: Ladro

Descrizione Fisica

Spesso vestita di pelli o della sua armatura elfica, a vederla si direbbe una Bosmer, ma qualcosa non torna. Ha lunghi capelli rosso ruggine, grandi occhi interamente neri, non fosse per l'iride ambra a dare un po' di colore, una carnagione dorata tipicamente Altmer, lineamenti tipici della stirpe, con fronte ampia, zigomi pronunciati ed un taglio affilato del viso, eppure un'altezza decisamente fuori dalla norma. L'unico sfregio visibile è una cicatrice di una ventina di centimetri, sullo zigomo destro- il taglio di una lama fortuitamente mancato. Il fisico è quello di chi caccia per vivere: snello e longilineo, senza forme salenti o pronunciate, nè una muscolatura eccessiva. Tuttavia le cicatrici del passato non parlano certo di sola caccia: tre perforazioni di freccia, una sulla spalla destra, una sullo stesso fianco ed un altra sulla stessa coscia; cicatrice inferta da piccola lama sotto la scapola sinistra; una bruciatura che comprende il ventre e parte del fianco sinistro, probabilmente il risultato di un incantesimo; oltre naturalmente al taglio sul viso.

Descrizione Psicologica

Dai più è conosciuta come una donna composta, tutta d'un pezzo, marziale nel fare quanto nel portamento. Più soldato che altro, per indole e propensione, come lo testimonia la tendenza ad agire, prima ancora di pensare, oltre che una fedeltà cieca ed indiscussa al Dominio. Divisa fra una natura Bosmer, istintiva e selvaggia, e le abitudini Altmer assimilate come sue, algide e composte, risulta spesso lunatica, anche se difficilmente imprevedibile: persino il modo in cui perde le staffe rientra in uno schema, spesso, rendendola prevedibile, alle volte. Nonostante tutto, sembra che non sia molto selettiva nella compagnia, che sia, da brava Bosmer, più o meno divertita, tagliente o sorridente con chiunque.



Quando combatte, lo fa per la sopravvivenza, il più delle volte. Tuttavia, tutti sanno che ha sviluppato un suo codice d'onore frequentando i Compagni, fin troppo legato alle leggi naturali di Y'ffre e quelle rigide di Auriel.
La sua fedeltà al Dio del Sole non sembra essere intaccata dalla sua particolare e nuova visione delle cose, nè dalla sua relazione con la sua controparte nordica. 

Quando parla dei suoi ideali, trova la capacità di esporre come un vero leader dovrebbe il suo pensiero, di motivare, giustificare, lenire certi concetti. Una capacità che non si traspone spesso nelle cose più pratiche, rendendola di fatto pessima a mascherare del tutto le sue intenzioni, come fanno invece i suoi antenati Altmer. La sua altra metà Altmer e lunghi anni nel Thalmor le hanno dato il giusto compenso, la giusta fermezza, una grande cultura ed un'ancora più grande forza di volontà. Tuttavia, ha la brutalità Bosmer a scorrerle sotto pelle, ad uscire non appena stuzzicata, una natura caotica che si sazia solo come i suoi simili: caccia, sangue, violenza. Una fame che fa parte di lei e con cui ha imparato a convivere.

Segni Particolari

( Note su di lei: )

× Mente. Con una facilità ed una disinvoltura tanto disarmante, che il più delle volte il vero rischio è quello di non essere creduti mai da nessuno. Cosa che capita piuttosto puntualmente;
× Il suo rispetto del patto verde è profondo e radicato- raro che utilizzi strumenti in legno o derivati da piante anche se non fabbricati dalla sua gente- così come di tutte le tradizioni antiche del suo popolo, pur avendo seguito in passato il diverso ideale degli Altmer. Una strana ambivalenza che tutt'ora funziona;
× Dal padre Altmer ha preso, oltre che un'altezza insolita per la sua razza e la carnagione tendente al dorato, il cognome Adaire, con cui è conosciuta fra i Thalmor e ricercata a Skyrim. 
× Si è arruolata nell'esercito Aldmeri poco prima della Grande Guerra, portandone tutt'ora le insegne più spesso e con più fierezza di quanto non faccia con quelle del Thalmor;
× Parla fluentemente l'Altmer, conosce alcune delle tradizioni della gente di suo padre e, spesso e volentieri, ha atteggiamenti loro tipici, trasmessi più dall'abitudine e dalla necessità che da una vera inclinazione personale;
× E' fedele ad alcune delle tradizioni e delle usanze più antiche e brutali della sua gente, di cui la sua famiglia, fortemente attaccata alla purezza Mer, si fa portatrice. Fra queste il cannibalismo, rituale e legato al patto verde, un'usanza abbandonata da alcuni Bosmer;
× Nel tempo, ha sviluppato un suo modo di onorare entrambe le divinità maggiori dei Pantheon Mer, Auri-El ed Y'ffre, facendole combaciare persino alla sua convivenza coi nord. E' una fedele convinta, fanatica a volte, in una visione d'insieme dove religione e realtà storica diventano spesso, per lei, un tutt'uno armonico;
× A dispetto dell'apparenza, sa essere una donna di cultura. Di cultura unicamente Altmer e Bosmer, certo, decisamente chiusa ed ermetica ad influenze esterne. Capace di ascoltare, ma non di condividere, quasi mai. E' evidente la sua stima smisurata per chi pratica la scienza, che sia alchemica o meno, ma non parla mai delle ragioni di questa predilezione.

  • AFFETTI
  • AMICIZIE
  • STORIA

 

E' nata sotto l'egida di un'educazione Thalmor, sotto il sogno del Dominio Aldmeri. Una cosa non del tutto comune, per i Bosmer- da sempre restii e schivi verso i loro cugini Altmer, troppo civilizzati ed altezzosi per i loro gusti. Una minoranza, certo, ma una minoranza certamente rafforzata dalla cessione di Valenwood all'Impero Aldmeri. L'adesione di una giovane Jeyrel è stata forte ed immediata alla causa, già da prima, in effetti. La convinzione ed i discorsi sul dominio dei discendenti degli Aldmer sulle altre razze non deve essere stato un tema troppo alieno a lei ed al suo ristretto- quanto bizzarro- nucleo familiare: con un padre Altmer -che le ha dato una pelle così chiara ed un altezza riguardevole rispetto alla sua gente- Thalmor insediatosi a Valenwood proprio dopo la nascita della figlia, dall'unione probabilmente di comodo con una Bosmer sanguepuro, non poteva essere altrimenti.

E' cresciuta divisa: da una parte sua madre, le tradizioni antiche del suo popolo, l'ombra della foresta, sua cugina Araneth, più Bosmer di lei nell'indole ma figlia anche lei di Altmer, il fratello paterno per esattezza; dall'altra il padre, vera ancora e modello di una Jeyrel ragazzina, che lo segue nei suoi viaggi a Summerset e, nel tentativo continuo di compiacerlo, si lascia affascinare dall'ideale Thalmor nella sua forma più pura, tanto quanto da quel popolo, così distante dal suo. Ritenuto, seriamente, superiore.

E' una strada in salita, specie per una come lei, a metà fra mondi simili, uniti sotto il nome di Alinor ma opposti per molti versi. Se da un lato il richiamo della foresta e dei suoi istinti è sempre forte, quello dell'ideale lo è stato abbastanza di più da portare una come lei a mitigarsi. Ad essere quel che gli Altmer volevano da lei, che il padre voleva da lei. Per questo motivo, sempre superiore alla cugina- troppo selvaggia per essere motivo di completo orgoglio.

Dopo anni di piccoli lavoretti appresso al padre, il suo momento arriva, finalmente, ed il momento della gloria del suo popolo contro l'indisciplinato popolo umano sembra giunto. Si unisce alla causa dei Thalmor seduta stante, causa in cui Araneth la segue a ruota, lasciando che i più astuti Altmer dispongano delle loro risorse per i loro scopi. 

Il duo non ha vita facile fra i purosangue, da subito, ma le due mezzosangue mandano giù e vanno avanti. Sentinelle prima, perchè fa comodo avere sentinelle Bosmer. Spie, poi, dopo una gavetta durata più del dovuto. E' qui che le due fanno la conoscenza del terzo elemento del trio, Tauryon. Lui è Altmer almeno, sanguepuro e alchimista puro, posto alla guida delle due come supervisore, ma effettivamente incapace di andare oltre alle strategie ed i potenti veleni o pozioni di cura elargiti.

E' un periodo relativamente breve della sua vita, questo, in cui si guadagna il rispetto del Thalmor facendosi strada, assieme al padre, negli intrighi che portarono allo smascheramento delle Blades e l'incidente di Falinesti- città d'origine della Bosmer.

Riceve l'onoreficenza di Inquisitrice, probabilmente complice l'influenza paterna, portandosi ad un livello superiore che la vede equiparata all'Altmer del gruppo. I due condividono esperienze profonde e pericolose nel clima che precede la Grande Guerra, da cui entrambi hanno tratto profitto reciproco. Jeyrel si avvicina all'alchimia, Tauryon- di natura curiosa e dall'approccio fin troppo analitico alle cose- invece alle brutali usanze dei Bosmer, in un clima di vicinanza e segretezza di cui molti Altmer hanno malignamente vociferato. Un clima destinato a durare poco

Quel che si sa di certo è che la guerra, quella vera, arrivò davvero alla fine.

 

Per quanto addestrati, non si è mai pronti. Lei, poi, non è mai stata davvero un soldato prima d'ora, furono certamente un misto di fortuna, istinto di sopravvivenza e propensione ad essere dalla sua. Fu l'impeto giovanile a spingerla, a pressare, per lottare sui campi di battaglia, contro il volere ed il parere di Tauryon. Inutile dire che fu un tentativo vano, specie quando la cugina le diede man forte, unendosi come lei all'Armata Aldmeri.

Partecipò a diverse battaglie nella marcia a Cyrodiil ed ebbe un ruolo di retroguardia nella presa della Capitale dell'Impero, battaglia in cui si procurò diverse ferite importanti, oltre a quella che ne sfregia la guancia destra in maniera decisamente visibile. A seguito dell'evento Tauryon la trascinò via dal campo, probabilmente salvandole la vita: nelle sue condizioni, il ritorno delle truppe dell'Impero le sarebbe stato facilmente fatale. Separata da Anareth, impegnata assieme alle altre truppe nella battaglia dell'Anello rosso, la sua leggerezza, comunque, non fu senza conseguenze, poichè gli Imperiali erano comunque vicini: caduti in un'imboscata sulla via del ritorno, i due si vedono costretti a lottare per la propria vita e Tauryon, più alchimista che altro, ha la peggio. Vide il compagno morire, salvandole la vita per la seconda volta, per quanto anche lì ne sia uscita malconcia. Nella smania della propria razza, Jeyrel gli rende onore divorandone le spoglie, ma il gesto non è certo sufficiente a tenerlo con sè.

 

Rimasta sola e ferita, Jeyrel, non può che ritirarsi. In quel breve periodo- una settimana circa- è il suo istinto di sopravvivenza a tenerla in vita. Riscopre una brutalità perduta, nascosta e latente, sotto la figura di vero Altmer che si era costruita intorno. Scossa e senza nulla da perdere, è la sola, cieca, fedeltà al Dominio a portarla indietro, verso i confini di Valenwood. Qui viene intercettata dalla cugina e ricondotta a Falinesti, con tutti gli onori del sopravvissuto.

Cura lentamente le sue ferite, mentre il Concordato Oro Bianco viene accettato: una sconfitta definitiva per l'indomito spirito Bosmer, spezzato dalla guerra come tanti altri, maturato in essa. Crollati quei due capisaldi, crolla in un'apatia da cui non si riprenderà mai del tutto.

Ci volle tempo per ripredersi del tutto, almeno fisicamente e, ormai sfumato in parte il sogno di un dominio, si lascia affascinare da una proposta di missione: andare a Skyrim, unirsi ai gruppi Thalmor che vigilano sul rispetto dei patti del Concordato.

 

Nel suo piccolo, il lato selvaggio della Bosmer era certamente solleticato dalla prospettiva di accettare un ruolo da Inquisitore, di nuovo, dall'altro la remota Skyrim non era certo la terra più ospitale ed amabile per una come lei. Partì ugualmente, complice lo stato d'animo del momento, lasciando ancora una volta che la speranza di un successo la ritemprasse. Seguì gli eventi quasi sempre fuori dall'ambasciata, nell'ombra. Quando i Draghi si sono risvegliati, tuttavia, fece il suo gesto: sparì. A seguito di una missione affidata, semplicemente non fece più ritorno, simulando la propria morte. Distaccatasi dal Thalmor, passa sette anni come vagabonda, come cacciatrice. Un'esule.

 

All'arrivo a Skyrim:

 

Il suo latitare per Skyrim ha l'effetto di distogliere l'attenzione dell'Ambasciata e del Thalmor da lei per qualche tempo, garantendole un periodo di volontaria solitudine e calma. Campa di caccia ma, giunto l'ennesimo inverno, stanca di girovagare fra un Feudo ed un altro, finisce per stabilirsi a Whiterun. Una scelta certamente non solo dettata dal caso: il fortuito incontro con l'Altmer Imlach Tasartir la porta a mettersi in gioco nuovamente per il Thalmor, pur agendo entrambi alle spalle dell'Ambasciata- fin troppo rigida per compiere qualsiasi tipo di missione intraprendente. E' lo stesso a mandarla a Whiterun, sulle tracce di un certo Talkis, altro contatto Thalmor di cui si sono perse le tracce proprio alla corte di Dragonsreach. Riuscendo ad infiltrarsi come Guardia del Whiterun Hold, lavora alle dipendenze dello Jarl Hakon Alaldsen con una fedeltà discussa dal popolo per lo più per la sua natura di Mer, mai ben vista, riuscendo comunque ad ottenere le informazioni ricercate. Le voci su di lei in città diventando maligne e discordanti, tanto per il suo atteggiamento, che lascia trapelare le sue vere inclinazioni in più occasioni, tanto per la compagnia del fu mago della corte di Winterhold, Isaac Hunt- che qualcuno dice d'aver visto in atteggiamenti decisamente poco estranei con lei. Ben presto, complice il completamento della sua principale missione a Whiterun, riprende a muoversi, sfruttando alcune missioni affidate dallo Jarl come scusante. In ogni caso, il Thalmor torna a bussare direttamente alle sue porte: invia Araneth Ivyshade, sua cugina di sangue non che commilitone durante la guerra, a Skyrim per mettersi sulle sue tracce che, alla fine, la trova. Jeyrel riesce a convincerla ad allontanarsi dall'Ambasciata e non fare rapporto sulla situazione, proseguendo assieme la missione di infiltrarsi nelle corti degli Jarl. Vengono interrotte nei loro piani giusto da Isaac e si disperdono, separandosi di nuovo.

 

Dalla calma, tuttavia, arriva la tempesta: il Thalmor riesce a trovarla davvero, stavolta, ma Jeyrel non oppone alcuna resistenza o fuga. Si presta alle contorte volontà del Dominio, che la vuole nel complicato e- per lei almeno- rischioso ruolo di Primo Emissario dell'Ambasciata.

 

La sua ascesa nel Thalmor ricomincia immediatamente con diverse difficoltà, trovandosi a dover rivelare la sua identità di neo eletta Emissaria al suo Jarl, Hakon Alaldsen, che accoglie la realtà come affronto al suo potere: viene allontanata dalla guardia, poichè in concomitanza un altro membro del Thalmor agisce in maniera sconsiderata, facendosi scoprire a Solitude come agente sotto copertura. Ed è proprio il suo contatto, Imlach Tasartir, a porla in quella fragile situazione.

Solitude esige un tributo in denaro e cerca di gettare nell'umiliazione il Dominio tramite delle scuse pubbliche, che le due cugine Adaire sfruttano invece abilmente per rivolgersi alla città in un discorso pubblico: l'evento diventa un successo ed il crollo della posizione dell'Ambasciata sventato.

E' in questo periodo che Isaac Hunt la lascia indietro per via delle sue ideologie, ed è in questo periodo che trova conforto nella fede, rialzando il capo da un periodo travagliato e pericoloso della sua vita. Si sottopone al rito dell'Illuminazione della Chiesa di Auri-el spontaneamente, senza alcun aiuto, conquistandosi il titolo di Paladino cavaliere della divinità. Carica della sua ideologia, trova qualcun altro con cui scontrarsi- fisicamente e moralmente- proprio a Whiterun. Fa infatti la conoscenza di Dreng Haakisson, l'Harbinger, Sacerdote degli antichi nords: due ideologie opposte, modi simili, una sfida perenne e tanto, tanto sarcasmo.

I due, anzi tre con sua cugina Araneth, cominciano a legare, ed essere un improbabile gruppo di viaggio, ironico quanto mal composto. Il confronto fra le due culture li porta a trovare punti comuni e differenze, in un confronto che diventa stranamente costruttivo.

Ed è un legame che qualcun altro noterà.

 

Arriva il giorno dell'incautela e dell'istinto, in cui viene incastrata a Morhal da alcuni nord razzisti, che picchiando un suo simile a sangue la spingono a reagire. Un altro Altmer la aiuta nell'impresa e la Forra diventa una carneficina. Viene immediatamente accusata di omicidio dal locandiere e fugge, d'istinto. Fugge verso l'unica persona di cui si fidi, oltre alla cugina, verso Dreng.

  • INCANTESIMI
  • TALENTI
  • ABILITA'

Alchimia lvl 2

Agilità lvl 1

Furtività lvl 1

Arcieria lvl 1

Armi ad una mano lvl 1

 

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  • AVATAR

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