Christoph Gruber Cronache di Gehenna

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Nome: Christoph Cognome: Gruber
Età: 234 anni. anni Razza: Immacolato
Peso: 71 kg Altezza: 2 cm
Capelli: Neri. Occhi: Azzurri.
Allineamento: Legale Buono Sesso: Maschile
Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Cronache di Gehenna Genere Gdr: Urban Fantasy


  • AFFETTI
  • AMICIZIE
  • STORIA
NOME: Christoph Barachiel. Il suo nome di battesimo è Christoph, ma nel 1811, anno in cui si trovava già a Gehenna, ha deciso di aggiungervi quello del suo padre angelico.
SULLA FAMIGLIA: La famiglia Gruber è originaria di Bolzano, ma i bis-bis nonni paterni di Christoph si trasferirono in Austria nel 1650 per motivazioni economiche. Nel 1680, nel centro della già fiorente cittadina di Kufstein, una delle più importanti e note del Tirolo Austriaco, aprirono la bottega di famiglia, ancora aperta e in attività quando egli era in vita. Sua madre, invece, era originaria di Innsbruck.
LUOGO DI NASCITA: Kufstein - Contea Principesca del Tirolo. Anche se è nato e cresciuto nel Tirolo Austriaco, è a conoscenza delle origini della sua famiglia e ha, pertanto, sempre avuto un certo riguardo per i Welschtiroler, volgarmente detti tirolesi italiani. Fu per quello, oltre che per far sì che imparasse l'italiano e per tutt'una serie di altri motivi, che i suoi genitori decisero, inizialmente contro la sua volontà, di fargli frequentare il Liceo Ginnasio (antenato del nostro Liceo Classico) a Bolzano.
ETA'& DATA DI NASCITA: Morì a 26 anni. Nacque il 12/04/1783.
OCCUPAZIONE: Ex-membro degli Schutzen, una milizia volontaria adibita alla difesa territoriale della Contea, i cui membri erano anche conosciuti come bersaglieri tirolesi o scizzeri (Trentino Alto-Adige), patriota tirolese e fermo oppositore della dominazione napoleonica. Ha lavorato per anni nella bottega appartenuta alla sua famiglia, costituita da noti mastri vetrai, che furono capaci di arricchirsi con un'attività oggi non molto remunerativa. Si iscrisse alla facoltà di filosofia di Innsbruck, e valutò l'idea di prendere gli ordini, salvo poi comprendere che non era la sua strada. Infatti, pur essendo profondamente religioso, comprese che la sua visione del mondo era abbastanza laica da precludergli la chiusura in un mondo come quello monastico: era ed è una persona molto ambiziosa, e percorrere una strada non sua unicamente per devozione e senza una reale vocazione deve essergli risultato tutt'altro che giusto, e lui stesso, del resto, non si riteneva completamente adatto al compito di pastore di anime. Ex-Vetraio | ex-studente del Liceo Ginnasio di Bolzano, diplomato | ex-studente dell'Università di Innsbruck, facoltà di filosofia | A Gehenna: ex-esploratore della Selva Oscura, insegnante presso il Complesso San Giacomo. Ophanim&Protettore dell'Empireo, araldo di Rashnu. Direttore del nascente centro di recupero dell'Arco Ecce Homo a Fengari. I lavori sono stati recentemente ultimati, ma deve ancora essere inaugurato. L'intento è stato recentemente annunciato sul Legion dal Seraphim dell'Empireo.
ALTEZZA: 1,75m.
 
PESO: 71kg
STATO CIVILE: Vedovo.
DATING HISTORY. Maria Margarita Cosser (compagna, non vi si sposò).
Andreja Arčon (Mannara da Branco, daino. Compagna a Gehenna per un breve periodo, mai sposata.)
Sandra Lechner (Titanide Sovrana, moglie a Gehenna fino alla sua ascesa, avvenuta durante Luglio 1957.) 
FAMIGLIA.
Padre: Alexander Stefan Gruber.
Madre: Johanna Mayer. Sorella: Maria Anna Gruber. Fratello: Johann Gruber.
 
Lingue conosciute: Tedesco austriaco, italiano.
Fede: Cattolicesimo. In origine, la sua famiglia era tra le poche ortodosse del Tirolo.
Altro: Fori di proiettile sulla collottola. Nome in enochiano scritto lungo il suo braccio destro, (Sigillo del Giuramento). Tra le poche persone a Gehenna a renderlo pubblico, visto che dal 1960 si firma Christoph Barachiel Gruber per ragioni così banali che, in effetti, non s'è mai preso il disturbo di spiegare. Ha sempre fatto ampio uso del telegrafo, prima che il cellulare divenisse noto e usato in tutta Gehenna.
In vita:

Scrisse diverse lettere indirizzate a dei noti sudtirolesi. Morì a Bergisel, durante una battaglia rivelatasi vittoriosa, per uno sciocco errore dovuto anche alla sua scarsa preparazione militare. I rapporti con suo fratello e sua sorella sono sempre stati vacillanti, ma, sebbene non si siano mai frequentati troppo una volta lasciata casa al di là di visite d'obbligo o di cortesia, si sono spesso supportati a vicenda. Molte delle sue lettere, però, rivelano una grande affezione per la sorella Maria Anna, probabilmente non del tutto ricambiata. Molto più rare furono, invece, quelle indirizzate a Johann, spesso riguardanti più la sua volontà di unirsi ai compatrioti per partecipare a sua volta all'insurrezione. 

"Awake, arise or be forever fallen!"
(Svegliati, alzati o sii caduto per sempre!)


Una breve descrizione:
Un uomo camaleontico, facilmente fraintendibile e che bada poco al carattere delle persone che ha di fronte, purché siano animate da buoni propositi. Ha un temperamento focoso ed è poco incline alle lamentele e alla resa, come ci si aspetterebbe da un Immacolato della sua stirpe. Paradossalmente imprevedibile nella vita di tutti i giorni, meno nei modi di agire. Sempre alla ricerca di nuove idee e di modi per realizzarle, attivo e operoso.

Più approfonditamente:
Premessa:
{I duecento anni trascorsi a Gehenna hanno influito notevolmente sulla sua personalità, plasmandola molto di più di quanto abbia mai potuto fare il mondo terreno. La Rivelazione, infatti, ha messo sulle sue spalle un peso enorme, quasi insostenibile: ancora legato alla sua vita terrena, ha faticato notevolmente per concentrarsi sul compito che gli è stato affidato. Il dilemma, in realtà, nacque anche dalla difficoltà che provò ad accettare la sua natura di Immacolato, inizialmente vista come distante e poco adatta alla sua indole. I suoi problemi, in realtà, furono maturati in piena e ricreativa solitudine: in pubblico, infatti, si mostrava assorto, ancora un po' distante dalla realtà di Gehenna, ma sicuro della sua nuova posizione. Vacillanti erano, però, i discorsi su come fosse giunto lì, e difficile gli fu mescersi con le altre Anime Grandi: troppo saldo il suo attaccamento al mondo terreno, che lo rendeva una figura che a lungo andare si svelava un po' più malinconica di quanto il suo temperamento facesse presagire.}




Una prima impressione:
Perennemente inquieto. Non perché spaventato o impaurito, cosa impossibile: la sua, fondamentalmente, è una smania di movimento, di agire: è raro già solo vederlo stare fermo troppo a lungo. E' un modo di porsi che ha sviluppato con il tempo, per motivi strettamente legati ai suoi vissuti, ma che lui stesso non saprebbe probabilmente enunciare, visto che non si rende conto di questo fatto se non proprio quando gli viene fatto notare in maniera diretta, cosa che peraltro succede di rado. Non è un uomo alto, Christoph. A tratti potrebbe persino essere definito un po' goffo. Proprio per questo, sebbene sia molto espressivo, può in un primo momento sembrare una persona eccessivamente seria; non è un comportamento di auto-difesa, il suo, né tanto meno indica che abbia qualcosa da nascondere: semplicemente, lo ha assunto con il tempo e non ha mai fatto niente per risolverlo o evitarselo, evidentemente poco interessato alla questione. Non bada troppo al modo di fare delle persone, Christoph, bensì ai loro obiettivi e al modo in cui li vogliono realizzare. Agli occhi di un estraneo, in genere, potrebbe apparire come un uomo pacato e tranquillo, impressione che sfuma facilmente dopo qualche sguardo un po' più approfondito: è un tipo molto nervoso, sebbene non se ne renda conto e non sia tipo da sfogarlo o da farlo pesare a chi gli sta attorno. Se ce se ne rende conto, è perché tende effettivamente ad assumere atteggiamenti - tra tic, camminate nervose e quant'altro - che possono facilmente lasciarlo intuire. Innegabili anche da chi lo ha visto una sola volta, però, sono in genere il senso del dovere, un'immane gentilezza e modi decisamente riservati. Per abitudine tende, mentre parla, a fare smorfie che gli conferiscono un'apparenza un po' burbera, che è più un atteggiamento che ha preso con il tempo che altro.


Carattere:
La perdita degli affetti e il calarsi, progressivamente, in un mondo che cambiava man mano connotati fino a divenire completamente diverso da quello che aveva conosciuto sono furono fattori che hanno contribuito notevolmente a fortificare il suo carattere e, al contempo, renderlo sempre più stanco di Gehenna, con cui ha un rapporto molto conflittuale, a dispetto delle apparenze. Raramente ne parla, raramente cita, se non in maniera molto superficiale, questo fatto, ma è uno dei motivi per cui s'è progressivamente legato alla missione dell'Empireo, che prima perseguiva al di fuori della fazione, per cui ha iniziato a nutrire relativa fiducia dalla dipartita della Seraphim Jeanne. In passato era l'attaccamento alla sua vita precedente e a quei suoi pochi ma ben radicati ideali laici a non permettergli ciò, ma la visione del Paradiso avuta durante il Giuramento, il raggiungimento della carica di Ophanim e lo stato della sua anima lo hanno avvicinato sempre più concretamente alla sua missione, rendendolo più umile man mano che s'avvicina al Cielo e, via via, sempre meno teso a sopportare e a comprendere le malvagità dell'animo quanto a riuscire a comprendere come dovrebbe i mali terreni del prossimo, che a volte tende ingenuamente a sottovalutare, talvolta senza neanche rendersene conto. Ostinato nella sua Crociata contro chi sceglie volontariamente di servire il male, non accetta che li si tratti con tolleranza e con accondiscendenza, poiché vede in questo la matrice della presunta debolezza della fazione di cui è parte e che difende non solo fisicamente, ma anche da ogni accusa perpretata ai loro danni, in quanto araldo dell'angelo soprannominato "Essenza della Verità". La tipica sincerità degli Immacolati si traduce in lui in una certaspontaneità, tant'è che ha fatto della semplicità un suo tratto distintivo ed è con questo tipo di persone che tende per lo più a legarsi. I suoi discorsi possono sembrare complessi, ma, abituato al mestiere di maestro, ha imparato a spiegarsi in una maniera elementare e banale, conservando quest'attitudine anche nei discorsi fatti con le altre Anime Grandi, persino - e soprattutto - quando parla del sublime. Paradossalmente, riesce spesso ad essere ambiguo quando si esprime, visto che ha spesso l'abitudine di interrompersi a metà discorso, di usare parole strane in un dato contesto e di essere un po' plastico nelle espressioni facciali. Nella maggior parte dei casi i suoi discorsi non hanno un inizio, una fine o un filo logico, dato che è pure, come se non bastasse, molto logorroico. Convinto che non tutto il progresso sia positivo, bada con scetticismo al cambiamento radicale, ma non disegna quelli graduali e con risvolti positivi. Con il tempo si è adattato, senza mai abbandonare i propri princìpi, a tutto ciò che le Anime Grandi più recenti hanno portato a Gehenna, mostrando una buona capacità di apertura nei confronti delle novità. Ritiene che parte delle Anime Grandi più recenti, soprattutto persone morte particolarmente giovani, manchino quasi del tutto di punti di riferimento e di forza di volontà. Raramente, però, generalizza, e si sforza per lo meno di non farlo, tenendoci a mantenere una certa onestà intellettuale. Certo è, in ogni caso, che non sempre ci riesce, dal momento in cui ha anche i suoi motivi per farlo. Sostiene il concetto medievale di insapiens inteso come uomo che nega, non conosce o ignora Dio, che è l'unica fonte del sapere. Al di là del suo essere alla mano, è un uomo molto riservato, che apprezza i legami umani profondi e disprezza quelli legati alla convenienza o alla semplice compagnia: considera davvero pochi, attualmente quasi nessuno, dei veri e propri amici, convinto che l'amicizia sia una vera e propria comunione di intenti, più che un mero e generico "fare affidamento l'uno sull'altro". La sicurezza e l'invariabilità dei suoi ideali hanno caratterizzato quella che è stata, a Gehenna, una vita statica e priva di grandi cambiamenti non strettamente legati alla sua personalità, se non nei primi e negli ultimi anni di permanenza. Ha sempre apprezzato e idealizzato la vita mondana, i paesani, i reietti e le persone vitali, purché non siano invadenti o eccessivamente vivaci. A ben vedere, è sempre e comunque animato da un pio senso di carità e di comunione, da persona severa con se stesso in primis. Non è semplice riuscire a stargli dietro, del resto, imprevedibile com'è e anche se è certo che ogni sua azione miri al bene dargli fiducia non è semplice. Ha una vita frenetica e movimentata ed è forse anche per questo che appare - dandogli un'occhiata un po' più attenta - come una persona frettolosa e agitata. In realtà, ormai, questo suo stato d'animo è diventato una tale abitudine che tende persino a non rendersene più conto e ad infastidirsi quando gli viene fatto notare in maniera insistente o addirittura quando nota che gli altri ne vengono a loro volta innervositi. Il suo atteggiamento un po' severo e la sua disciplina quasi militare possono farlo sembrare una persona inavvicinabile, persino scostante e superba. In realtà, bisogna semplicemente distinguere le impressioni dalla realtà dei fatti. Se è vero che talvolta mostra fin troppa sicurezza in alcune sue azioni, o nei preconcetti che si è costruito nel corso dei suoi duecento e passa anni di vita, davanti a proposte pacate o ragionevoli e che percepisce come plausibili o comunque ben poste, lo si noterà molto più aperto di quanto possa esserlo in genere. In caso contrario, proverà sempre e semplicemente a far ragionare l'altro qualora considerasse le sue risposte drasticamente errate, senza mai fare critiche a vuoto. La sua fede è molto privata e, sebbene lui la manifesti apertamente e senza remore, raramente lo si può vedere pregare in pubblico e ancora più raramente fare atti di bene davanti ad altre persone; se non è costretto al contrario, preferisce agire in silenzio, con umiltà. Sorprende sapere, quindi, che è sempre stato un uomo molto ambizioso e che non lo ha mai negato, consapevole di questa sua caratteristica.
"La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri"
è la massima che riassume una parte delle idee di quest'uomo, che, pur avendo sempre nutrito un certo astio nei confronti dei tempi moderni e della deriva che lui presume abbiano preso per tutt'una serie di motivi, non s'è mai accanito eccessivamente sulle nuove generazioni, preferendo, talvolta in maniera un po' insistente, porsi come guida e come aiuto. D'altro canto, ha più volte fatto l'errore, tipico anche di una normale persona che invecchia, di idealizzare sia la sua giovinezza in vita che i primi anni trascorsi in Purgatorio, arrivando, talvolta, persino a tralasciare l'iniziale e lungo periodo di smarrimento avuto.
Anche gli Immacolati hanno un lato umano, piuttosto palese in uno come Christoph, che ne è sempre stato tremendamente influenzato, più della maggior parte di quelli che lo hanno preceduto o seguito. Nel suo caso, questo concetto non è riducibile ad un sentimentalismo eccessivo - anzi - né all'estremo opposto; certo è, comunque, che può essere fatto risalire prima al suo attaccamento al mondo e alla sua vita terrena, che gli è in giovinezza costato molte pene, poi ad una graduale consapevolezza di questo suo lato, che né il tempo né una fede incrollabile sono riusciti ad accantonare del tutto.
Tiene profondamente alla salvezza di ogni singola anima, ma è anche convinto dell'importanza della penitenza che precede la riconciliazione e del fatto che, seppur potenzialmente chiunque possa ottenere il perdono ed entrare in Paradiso, siano in pochi, in fin dei conti, ad essere abbastanza tenaci da voler perseguire una strada simile: ritiene, in sostanza, molto superficiale l'approccio delle persone al tema della salvezza dell'anima, importante non solo per un buon cristiano, ma per ogni Anima Grande, che è a Gehenna per sottoporsi all'ultimo giudizio. 


Fatti:
-Anche se in vita nutriva l'aspirazione di diventare romanziere, a Gehenna ha riposto completamente il suo amore per la scrittura e per la lettura, dedicandosi al teatro e, in misura minore, al cinema e alla fotografia. L'arte, in ogni sua forma, ha comunque avuto nella sua vita un ruolo abbastanza importante; meno si può dire della filosofia, che ha sì studiato, ma senza reale passione, come una sorta di sotterfugio. 
-Solo ultimamente ha ripreso la sua per lungo tempo tralasciata passione per la lettura, in particolare per le opere principali e reperibili a Gehenna dei padri della Chiesa e per Tolstoj, Dostoevskij‎ e Derzavin. Ha talmente poco tempo, però, che raramente vi dedica l'attenzione che dovrebbe e le sue letture sono parecchio discontinue. D'altronde, con tutti gli avvenimenti che hanno sconvolto Gehenna, si può in parte escludere che si sia rintanato nella lettura, ma d'altro canto è pur vero che raramente ne parla, ritenendolo un passatempo quasi intimo. D'altronde, non s'è mai legato, a livello di amicizie, a persone in particolare con l'avvento del nuovo secolo, quindi, a parte qualche collega di lavoro, raramente ha compagnia e la cosa, ormai, non lo tange nemmeno più di tanto. Invecchiando ha, infatti, cominciato a preferire la solitudine alla compagnia, a priori da ciò che il suo carattere può suggerire alla maggior parte delle persone che lo conoscono.
-Non ha uno stile ben definito in quanto a vestiario. In genere predilige colori scuri a quelli chiari, in ogni caso, in particolar modo il grigio. In Inverno indossa spesso cappotti lunghi. Raramente e solo per comodità lo si vede andare in giro con tute o felpe. Sul luogo di lavoro indossa spesso cardigan e camicie azzurre. Si è facilmente adeguato ai tempi, in questo caso, tant'è che non è raro vederlo con jeans e quant'altro. Un tempo tendeva ad avere più cura di certi particolari, ma è vero che tutt'oggi non ama uscire in disordine: quel che è certo è che, qualunque sia l'occasione, lo si vedrà quasi sempre con abiti puliti e ordinati, semplicemente perché sono le uniche cose cui tiene a proposito. Il suo accessorio preferito è un orologio con il cinturino nero, anche se da quanto è entrato a far parte dell'Empireo indossa spesso sia la Benedizione del Fratello che una ciondolo a forma di vecchia croce di legno sorretto da un semplice filo nero. Tiene in maniera particolare ad un bracciale d'oro a catenina, che indossa raramente.
-A dispetto delle apparenze, le uniche guerre che ritiene meritevoli di essere combattute sono quelle di difesa, onorevoli e che non creino danni agli innocenti. "La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere": in questo ha sempre creduto lui, ed è questo che ripete a chiunque lo accusi di metodi bruschi, cosa che, a dire il vero, non può che farlo sorridere e spingerlo a considerarla al pari di una vera e propria calunnia.
-Poca familiarità con le pozioni. Le apprezza, ma le usa raramente in combattimento poiché preferisce affidarsi alle sue capacità, senza agevolazioni di sorta, fatto accettabile solo quando si trova occupato in combattimenti poco importanti. Fuori dal combattimento, invece, fa ampio uso di curative, non avendo mai sviluppato poteri di guarigione, anche se è tutt'ora sicuro di poterlo fare. Da quando è entrato nell'Empireo, grazie anche ai consigli di alcuni suoi compagni, ne sta però facendo un uso maggiore, anche se preferisce sempre evitare di esagerare e di diventarne dunque dipendente, sebbene, in realtà, il rischio sia minimo se non inesistente.
-Pur essendo un maestro del San Giacomo, e forse a maggior ragione, ha completamente messo da parte l'eventualità di avere figli a Gehenna, ritenendolo un gesto egoista. Fu per questo motivo che litigò a più riprese con la moglie. L'essere padre, in sostanza, è l'unica realizzazione che gli manca nella sua vita secolare e lui ritiene che sarebbe stato ottimo nel rivestire un ruolo del genere.
-Devoto a San Sebastiano, patrono degli Schutzen. In vita venerava la reliquia del Sacro Cuore, ma una volta morto ha cominciato a considerare il culto delle reliquie, persino quello accettato dalla Chiesa, come una degenerazione da evitare, passando da un estremo all'altro. 
-Anche se dorme sogni tranquilli da molto tempo, man mano che è andato avanti con l'età le sue ore si sonno si sono via via ridotte. Dorme in media cinque ore a notte, svegliandosi sempre alle sette del mattino, persino di Domenica, giorno in cui non lavora e si dedica, fondamentalmente, a una canonica ora di preghiera alla Cupola della Roccia.
-In vita ha avuto il pallino del gioco d'azzardo e anche a Gehenna, talvolta e per piccole somme, ha scommesso in un casinò, in passato. Oggi ha perso del tutto l'abitudine, ma, in ogni caso, evita luoghi del genere, così come evita ogni sorta di tentazione, anche se prima di conoscere sua moglie pare che, spinto da un amico, abbia frequentato un paio di volte il Lady Tunshuq. Per sua fortuna, ha sempre saputo controllare i suoi vizi e istinti, tanto da riuscire quasi sempre a smettere al momento opportuno, anche tormentato dal cosiddetto culto della vergogna.
-Il suo cibo preferito è la pasta, ma apprezza molto anche le brodaglie di legumi. Come cibi dolci, invece, ha sempre mangiato molti biscotti integrali e ha sempre preferito la cioccolata bianca a quella fondente o nera. Segue un modello di dieta prettamente mediterraneo.
-Ricorda poche cose e male. Pur avendo in passato partecipato alla stesura di una mappa della Selva Oscura, oggi ricorda a malapena quali piante ci si potrebbero trovare nello specifico.
-Un quadro nel soggiorno della sua casa suggerisce una sua passione per le navi, in particolare per quelle ottocentesche. Quella ritratta è un Brigantino Armida.




-La sua famiglia era composta da persone molto riservate. Maria Anna, sua sorella, era una donna insofferente, anaffettiva, un po' scostante e molto femminile, ma decisamente affezionata alla famiglia, un po' meno a Christoph, che dal canto suo le è sempre stato molto legato. Pare che il dissapore fosse per lo più stato causato sia dal marito di lei che dalla volontà dell'allora ventenne di dedicarsi sempre meno all'attività di famiglia, che aveva però intenzione di portare avanti ugualmente, contrariamente alle aspettative di buona parte delle persone che lo conoscevano. Johann Gruber era invece un uomo sveglio, che ebbe per un lungo periodo di tempo lo stesso vizio del gioco del fratello, anche se né lui né altri vennero mai a saperlo, mentre Christoph ebbe la fortuna di essere beccato con le mani del sacco prima da un amico e poi da uno zio. Era a sua volta molto ambizioso, ma poco convinto delle sue capacità, che non riusciva a far fruttare come avrebbe voluto. Sua madre era stata una vivandiera, casalinga e discreta artigiana, introversa e poco paziente, nonché molto più attaccata ai soldi di quanto ci si aspetterebbe da una donna dell'epoca. Era, in cambio, una madre molto affettuosa con i suoi figli, in particolare nei confronti dell'unica figlia femmina, anche se lo stesso Christoph l'ha sempre trovata "molto castrante", citando le sue stesse parole. Alexander Stefan era invece un uomo proveniente da una famiglia di fede ortodossa, che aveva rigettato in favore di quella cattolica grazie alla madre. Uomo grezzo, mediamente acculturato, tenne molto all'istruzione dei figli, a tal punto da preferire che entrambi frequentassero il liceo a Bolzano, in maniera tale da poter imparare anche l'italiano, come era d'uso all'epoca. Proveniente da una famiglia ortodossa, era stato tra i primi a convertirsi al cattolicesimo, spinto, diceva, "da alcune esperienze". Teneva molto all'essere ligi al dovere dei suoi figli, ma dal canto suo non era mai stato un uomo proprio onesto o persino solo sincero, molto più legato ai suoi interessi che a quelli degli altri, fatto che influenzò molto i suoi figli e in particolar modo Maria Anna, donna paradossalmente molto sensibile. I più, alla sua morte, lo ricordarono come un uomo cordiale, carismatico e poco più estroverso della moglie. Persone normali, al di là di tutto, cresciute con ideali ben saldi, che tenevano molto alla famiglia e a mantenerla unita, tant'è che facevano sì che i figli frequentassero regolarmente gli zii, i nonni e i cugini.

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