| Nome: Luthien | Cognome: Luinwe |
| Età: 57 anni | Razza: Mezzelfo |
| Peso: 51 kg | Altezza: 170 cm |
| Capelli: Neri | Occhi: Verdi |
| Allineamento: Legale Buono | Sesso: |
| Tipo di Gdr: By Chat | |
| Nome Gdr: Quarta Era | Genere Gdr: Fantasy |
Dolce mezzelfa dall'animo nobile e gentile. I fini lineamenti di lei erano caratteristici dell'immortale razza, sebbene qualche tratto del padre l'ha sempre caratterizzata, soprattutto nel carattere.
Donna di ammirevole coraggio, che affrontava tutto con testa alta, senza mai abbattersi. Devota alla propria famiglia, madre amorevole e moglie affettuosa, sempre pronta ad essere al fianco dei propri cari.
Fu Signora di Numenor, Cittadina onorevole dell'Eriador, Sapiente Celeste e Mercante
Lion Oronir
L'uomo che ha amato, incondizionatamente. Nobile cavaliere. L'amore per lui è ciò che di più puro esiste al mondo.
Aran Oronir
Frutto del loro amore, nato in uno dei talan di Bosco Atro.
Molti oramai perduti nei recessi del mondo.
Alcuni nomi risuonano un eco di tempi passati.
Altri, più saldi, rimarranno impressi nel cuore.
}•I Primi Anni Di Luthien.•{
Nata ad Andunie, una città situata a nord-Ovest dell'isola di Numenor, il 2 Narië dell'anno 120 della Quarta Era. L'elfa, sua madre era una creatura dalla rarità estrema. La sua bellezza era unica, bellezza che ebbe passato alla piccola Luthien. La sua bontà infinita era conosciuta in tutta la città di Andunie. Era un'elfa tenace, forte, alcune volte anche testarda ma solo per fin di bene, sostenitrice di ideali di cui andava fiera, ideali che facevano illuminare gli occhi ai concittadini. Era stimata e amata da tutti,o quasi. Faceva parte di un’antica congrega di maghi, per questo delle volte, era vista da alcuni con timore. Il padre, un mezz’elfo, era un uomo coraggioso, abile sia con l’arte della spada che dell’arco. Un uomo coraggioso e stimato da tutti, ma dolce con la famiglia e rispettoso del proprio codice d'onore. Tuttavia Luthien non riuscì mai a conoscerlo, partito molto prima della sua nascita per le Terre Ferme, sotto l'ordine della propria gilda. Molto legata invece era al fratello maggiore, che la trattava con dolcezza nella crescita della piccola Luthien ancora in fasce.
}•Il Sacrificio.•{
Con il passare del tempo, nel popolo ci fu una scissione di idee. Si formarono gruppi di famiglie che, stringendo alleanze e patti, incominciarono a lottare tra loro. Nella città ci fu confusione, e anche la madre, coinvolta inevitabilmente nel conflitto, si trovò in mezzo alle tensioni fra la popolazione. Fu proprio lei, secondo i concittadini della parte opposta, a creare tutto questo. In una notte di estate vi fu il dramma: entrarono nella loro dimora alcuni sicari mandati ad ucciderla. La madre prese con se i due bambini, Luthien ancora di pochi anni, e il fratello maggiore, che era maturo abbastanza per capire che stesse succedendo alla loro famiglia. Vi fu una fuga da parte della madre, corsero per le vie della città in cerca di scampo, ma fu incastrata in un vicolo cieco. L'unica cosa che poteva fare per salvare la bambina e il figlio era quello di poter usare i suoi poteri e teletrasportarli lungi dal quel pericolo. La magia andò a buon fine, ma costò la sua vita per la troppa energia usata per poterne usufruire su tutti e due i bambini. Cadde così a terra, priva di vita.
Luthien fu trasportata magicamente presso le rive del Siril, un fiume che percorre le terre a Sud dell'Isola. Il fratello Lamalas, invece, si ritrovò distante da lei chilometri e chilometri, in una cittadella agricola.
}•L’Infanzia di Luthien.•{
Trovata priva di sensi lungo una sponda del fiume, venne raccolta da una carovana di mercanti proveniente da Romena e diretti al porto di Nindamos. Dopo lunghi giorni di viaggio, in cui la bambina, solitamente vispa e dalla grande parlantina, non pronunciò alcuna parola, giunsero a Nindamos, dove affidarono la bambina a una famiglia di mercanti, arricchiti dai guadagni dei prodotti da loro venduti. Luthien crebbe forte e sana, circondata da mille attenzioni da parte dei servi dei genitori adottivi. Amata da tutti, sebbene non si conosceva il motivo del suo abbandono. Visse un’infanzia piatta, fredda e monotona in sfarzose corti, priva del calore di una famiglia vera e unita, poiché entrambi i genitori, mercanti, lavoravano molto. Avvicinandosi all’età adulta, iniziò a lottare per ottenere un minimo di indipendenza. All'età di 41 anni la ebbe, in parte. In quel mese nel porto di Nindamos era in allestimento e in preparazione una barca mercantile. Era ormeggiata poco distante dalla dimora della giovine, fu proprio quella barca il primo passo verso la sua autonomia. Dopo settimane i genitori adottivi le diedero la concessione di salpare sulla nave diretta come ultima meta ai Rifugi Oscuri ma ad una condizione: doveva stare sempre a fianco del Servo, Buiad, il più fedele e anche il più vicino a Luthien. Fu così che la ragazzina ebbe modo di andare oltre alla prigionia in quella città. Poteva cambiare le sue giornate, poteva finalmente scoprire posti nuovi, lochi di cui aveva sentito solamente parlare, poteva dare sfogo alla sua infinita e appassionata voglia di viaggiare, la sua curiosità era troppa per tenerla ferma a Nindamos.
}•Verso Le Terre Ferme.•{
Partì assieme a Buiad in un pomeriggio invernale per il Grande Mare, puntando la prua verso Est. Viaggiarono lungo le coste di Gondor, fermandosi alcuni giorni nel regno umano. Continuarono il viaggio lungo le rive della Terra di Mezzo,costeggiando la Rivalunga di Anfalas. Procedendo verso Nord fino ad arrivare sulle coste di Harlindon per poi immettersi nel Golfo di Luhun. Giunti dopo lunghe settimane di viaggio ai Porti Grigi, nella ragazza affiorarono idee e sogni. La curiosità, caratteristica della sua razza, si delineò durante il lungo viaggio, fin quando comprese: voleva viaggiare, voleva conoscere nuovi posti e nuove creature.
Presi i due cavalli donatole dai genitori, cavalcarono verso la Contea, la Terra dei mezz’uomini, per una commissione. Si fermarono a Lungacque per una notte e lungo la strada, mentre girava da sola per il paesino, trovò un bambino. Si poteva ben confondere tra i bambini hobbit, se non fosse stato per i lineamenti del viso. Occhi intelligenti, sopracciglia che sembravano disegnate e orecchie appuntite. Era solo, addormentato sul ciglio della stradina. Decise di portarlo con se, come successe a lei. Ma non volle dire nulla al servo, sebbene dopo quel lungo viaggio la loro amicizia si strinse parecchio. Trovò anche una lettera insieme al piccolo bambino, scritta di pugno dalla madre, dove aveva scritto gli addii al figlio del suo suicidio. Una storia triste, quasi come la propria, per questo decise di prendersi cura del bambino sebbene la sua precoce età. Parlò con Buiad, dicendogli che non aveva intenzione di tornare a Nindamos dai genitori adottivi, volendosi liberare dalla prigione di cristallo in cui era tenuta, seppur grata in cuor suo per quello che avevano fatto fino a quel momento.
}•Il Ritorno.•{
Buiad partì solo, raccontando una bugia per proteggere la fuga dell’amica.
Poco dopo Luthien si imbarcò su una nave diretta a Romenna, insieme al piccolo Tuor Seregon (il nome del mezzelfo), per poi partire verso Anduine, la città in cui nacque secondo ciò che le raccontò Buiad una volta.
Nessuno seppe del suo ritorno a Numenor, vivendo con tranquillità e serenità.
Crebbe sempre più, allevando il piccolo mezzelfo come fosse sua madre. Riuscì a raccogliere informazioni frammentate su sua madre. Gli abitanti di Anduine furono molto sorpresi quando lei tornò. Ebbero paura inizialmente che fosse il fantasma della madre. Ma i loro timori si spesero rapidamente, iniziando a voler bene a Luthien, un moto di rammarico e rancore per ciò che anni prima era accaduto. Venne a conoscenza anche del nome del padre che non aveva mai visto, ma nessuno le seppe mai dire dove andò.
}•Nuovi viaggi e Nuovi Incontri.•{
10 anni passarono dal proprio ritorno, Tuor crebbe forte, attaccandosi sempre più a Luthien. Ma qualcosa crebbe sempre più in lei. Un desiderio che voleva far avverare: visitare le Terre Libere di Arda e riuscire a ritrovare il padre. Un giorno, prese a se il piccolo mezz’elfo, mettendolo al corrente del proprio desiderio. Gli propose di venire con lei, ma Tuor era ormai attaccato alla città, a Numenor. A 51 anni ella partì, salpando da Romena su una nave diretta ai Porti Grigi. Riattraversò il Grande Mare. Cavalcò per la Contea senza fermarsi, poiché già visitato il Regno dei piccoli uomini. Giunse a Brea, punto d’incontro di molte razze, alla ricerca di notizie. Rimase a lungo li, ascoltando storie e racconti d’ogni genere. Molto spesso le era stato nominato il Regno del Bosco Dorato e delle sacre acque del Lago di Lorien. Partì, decisa a giungere in quelle terre, scordandosi per il momento del padre e del suo ritrovamento.
Il 25 Luglio 170, raggiunto il sacro Lago, incontrò la creatura che cambiò la sua vita e forse il suo destino. Un dolce umano, forse un po’ imbranato nelle movenze, ma nobile e puro d’animo…Lion Oronir. Lunghe giornate passo insieme a lui, sulle sponde del Lago e addentrandosi delle volte nel Bosco. Fin quando capì: il suo destino era incrociato con quello di Lion.
}•Insieme.•{
Intrapresero un viaggio, attraversando il del Bosco dell'Eryn Lasgalen, Rivendell e infine nuovamente Brea, senza riuscire a trovare nessun accenno della propria famiglia. Ma ormai non era più sola. Aveva Lion al suo fianco, dal quale non voleva più distaccarsi. Molti paesi visitò, fin a tornare a Nindamos con lui. Mesi tranquilli passarono insieme. Quando un dì, Lion dovette partire per Gondor: dal proprio clan era stato richiesto aiuto tra le mura della Bianca Città. Un lungo mese passò nella solitudine e nella tristezza. Molto spesso si recava sulla Torre di Tar-Meneldur Elentirmo, attendendo il suo ritorno. Perse un dì le speranze, sull’alta Torre il proprio amore l’attendeva, un sorriso che solo per lei riservava era sulle proprie labbra. Le promise di non separasi più da lei, che le sarebbe rimasta accanto.
In una notte limpida ai piedi di Tar-Meneldur Elentirmo, Luthien si trovava insieme a Lion. I suoi modi e il suo comportamento erano strani alla ragazza. Preso di coraggio, infine, le si inginocchiò inginocchiò dinanzi e le chiese di unirsi a lui, per la vita. Solo due parole escono dalle labbra, presa di sorpresa. Un piccolo “si”. I preparativi del matrimonio ebbero inizio. Il 17 Ringarë 170, Luthien e Lion si uniscono finalmente in matrimonio, giurandosi eterna fedeltà e appoggio l’uno dell’altra.
}•Incontri E Separazioni.•{
Alcune settimane più tardi, dopo essersi sposati, sull'Isola di Numenor accadono fatti inspiegabili, dal cielo scendono meteoriti che allagano le coste dell'isola, compresa la città di Nindamos. Così i due coniugi sono costretti a lasciare la propria patria, non essendo più sicura. Sulle terre ferme il Marito entra a far parte nelle più potenti gilde come paladino al servizio dei Valar. Il marito tiene sempre al sicuro la moglie, tenendola lontano dal pericolo mentre lui è occupato a contrastare le forze di Mordor dal Bosco di Lothlorien. La fanciulla intanto resta a Bosco Atro, sotto la protezione di un elfo suo amico, non che migliore amico d’arme del marito: Irenicus, un Garante Silvano appartenente alla stirpe degli Eledil. Un pomeriggio di primavera Luthien incontra felicemente suo padre: Elder di Bosco Atro, Sentinella Silvana. La famiglia della mezzelfa sembra ricomporsi, ma un vuoto incolmabile rimane dentro di lei, la madre, che tanto ama, seppure non l'abbia mai conosciuta dal vero, non ritornerà più fra le sue braccia, nessuno potrà sostituire il suo affetto.
Di questo la fanciulla ne soffre. Intanto, al contrario della tranquillità del Bosco dell'Eryn Lasgalen, a miglia di distanza, Mordor, con le sue armate, assedia la città di Minai Tirith, ove il marito sta proteggendo le ultime cerchie rimaste intatte.
Divenne mercante, seguendo in parte le orme di quei genitori che la spinsero ai viaggi
}•La Decisione.•{
Luthien non riesce a star così lontano dal marito, quindi con decisione con un pizzico di avventatezza raggiunge Minas Tirith, riuscendo ad entrare nella città grazie al cavallo alato dei Signori di Dominio. Visse per parecchio tempo tra le mura della capitale gondoriana assediata, stando a fianco del coniuge nel momento difficile e cruciale. Dentro la bianca città ella rimane in cinta del figlio di Lion, di conseguenza però, a contrapporsi alla buona notizia, ella deve essere allontanata e portata in salvo,sembra che le speranze di far reggere le mura di Minas Tirith si stiano spegnendo lentamente. Così, contro alla sua volontà, quella di rimanere al fianco del marito, viene fatta uscire dalle mura e trasportata per mezzo di una evocazione della gilda del paladino presso Bosco Atro per portare in salvo sia ella che il bambino che cresce nel suo grembo. Rincontra suo padre Elder e sotto la Grande Quercia una nuova sorpresa è ad attenderla: suo fratello maggiore Lamalas, diventato un Druido del Bosco.
}•L’Ego di Luthien.•{
Nel Verdefoglie la mezzelfa incomincia a guardare dentro di se. Nella sua solitudine, mentre dentro di se il figlio cresce, riesce veramente a percepire chi ella sia. Circondata dalla natura, immersa in innaturale silenzio, riesce a scorgere il suo vero io. Riesce, dopo anni passati a vagare e ad errare per conoscere le sue radici, finalmente a svelare se stessa.
Uno dei tanti frammenti, uno degli infiniti frammenti di melodia primordiale è in lei...
Luthien fu il mio primo vero personaggio quando entrai nel mondo dei gdr, nata nella lontana estate del 2004. Inizialmente, come tutti, non sapevo bene come muovermi, come giocare, come caratterizzare al meglio il personaggio. Ma pian piano si cresce. Purtroppo, quando smisi di giocare con lei per diversi problemi nella vita reale, non riuscii a salvare quella che era la mia scheda e molto (soprattutto la descrizione) è frutto di una mia ricostruzione. Non fu a tutti gli effetti il mio personaggio più longevo, sebbene comunque due anni non furono nemmeno pochi. Ma con lei ho iniziato ed a lei sono legata in un modo molto particolare..
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