AFFETTI

KATIA (MARY ANN) DE MARCHELIER: Mia figlia. Tutto il mio mondo. Ora e per sempre MIA! 

JACK FOSTER: Tu, il padre che non ho mai conosciuto. Non lascerò mai la tua mano. Una parte di me, per sempre.

ISOBEL BOUCHARD: Sei la moglie di Jack ed è grazie a lui che ti sto conoscendo. Ma se anche fossi stata una sconosciuta ed io avessi avuto il tempo per conoscerti, per conto mio, non avrei comunque potuto desiderare una madre migliore di te.

JEAN DE MARCHELIER: Amico. Amante. Il padre di mia figlia.

AMICIZIE

DAMIAN SMITH

STORIA

Mi chiamo Nadiya Petrova, nata a Krasnodar ventiquattro anni fa, e sono una Mutaforma.

Mia madre, Tania Belov, era una Mutaforma, una creatura sovrannaturale che ospitava dentro di se lo spirito animale del Leopardo delle Nevi. Era il suo animale guida, e negli anni sarebbe diventato anche il mio animale guida. Mi venne rivelato cosa, chi, realmente fossi solo all'età di dieci anni, ed quel tempo mio padre era morto da un pezzo.

Mio padre, Dimitri Petrov, in vita era stato un “sapiente”, un umano che aveva conoscenza del mondo sovrannaturale, e per anni si era occupato della salvaguardia del segreto dell'esistenza delle razze e della protezione di mia madre. Mia madre lo ha sempre descritto con affetto e profondo rispetto, quindi credo che, infondo, lui l’amasse davvero. Tuttavia quando nacqui io, e fu chiaro cosa sarei diventata, per lui fu troppo. Il suo rifiuto nell'accettare una figlia Mutaforma lo portò ad abbandonare me e mia madre ad una settimana dalla mia nascita. Ed esattamente un mese dopo fu trovato morto. Non seppi da cosa o da chi mio padre fu ucciso, ma il coroner dichiarò che “la giugulare presentava segni d’artiglio, pertanto la carotide risultava recisa. Probabile causa della morte: l’attacco di un animale selvatico”.

Per quanto mi riguarda, lui era mio padre e l’unica cosa che sapevo a quel tempo fu che mi era stato strappato via. Amavo mia madre e lei amava me. Sacrificò tutto per me, il suo essere donna, il suo essere Leopardo, tutto per essere madre. Non mi fece mai mancare nulla, anche grazie all'aiuto della sua famiglia. Non mi crebbe come un’umana o come un animale, ma come una Mutaforma. Mi insegnò il rispetto per le regole, per gli esseri umani ed, in generale, per ogni essere vivente. Mi insegnò cosa significasse essere un Mutaforma.

Così imparai a conoscere me stessa. Non sottoposta ad alcuna influenza da parte del ciclo lunare, dalla mia nascita fino alla mia morte avrei condiviso il mio destino insieme alla mia bestia. Non ero ne donna, ne leopardo, ma un’interessante e straordinaria unione delle due essenze. Amavo la mia diversità e facevo sempre i capricci quando mia madre, cercava di spiegarmi l’importanza del rimanere celati agli occhi degli umani inconsapevoli. Così mi insegnò una filastrocca: “se promessa infrangerai, saranno guai”. Ogni volta che provavo il desiderio di assumere le mie sembianze feline, dovevo ripetermi questa filastrocca, così, mi diceva, non ti trasformerai e la strega Baba Yaga non verrà a prenderti. Fu così che imparai a controllarmi.

Quando divenni più grande, circa all'età di quattordici anni, mia madre mi insegnò anche che in Russia i mutaforma erano molto gelosi del loro spirito animale e che rivelarne la natura e far vedere la Bestia era una pratica ritenuta estremamente intima, indice di grande fiducia. In tutta onestà, non ne capii realmente il senso se non molti anni più tardi.

A conti fatti, vissi un’infanzia ed un’adolescenza felice. Tuttavia, più crescevo più prendevo consapevolezza della mancanza di una figura paterna nella mia vita. Più crescevo, più mi interrogavo del perché di quell'assenza, del perché della sua morte. Nemmeno mia madre sapeva darmi una risposta. O almeno è quello che credevo io.

Infatti, il giorno del mio diciottesimo compleanno, mentre ero intenta a cercare nei cassetti di mia madre la sua sciarpa preferita color panna, maculata nera e tortora, trovai una busta gialla. Presa dalla curiosità la aprii e vi trovai due foto stampate di mio padre. Lo ritraevano riverso sulla neve completamente inzuppata del rosso del suo sangue, la gola un ammasso di sangue raggrumato e lembi di pelle e carne. In una appariva il dettaglio di una medaglietta militare dove si leggeva solo l'incisione "U.S.A. Army". Mia madre sapeva. Esatto, fu allora che capii che mia madre sapeva tutto.

Mi sentii tradita dalla persona di cui mi fidavo di più al mondo e così, compiuta la maggiore età, decisi di lasciare la Russia ed intraprendere la mia strada. Avrei scoperto la verità su mio padre, ma non avrei potuto vivere ancora in un Paese che mi ricordava cosa avessi perso ed il tradimento subito.

Quindi, una volta preparati i bagagli, presi il primo volo per gli Stati Uniti. Era l'unico indizio che avessi.

Ottenuta la Green Card, che mi era costata tutti i tortuosi ed estenuanti iter burocratici, decisi di non rimanere in un unico posto, ma continuare a muovermi finché le mie ricerche non fossero giunte ad un risultato e le mie domande avessero ottenuto una risposta.

Il primo anno negli USA lo passai a Seattle, dove mi mantenni facendo la commessa in una famosa catena di caffetterie americane. La paga da fame, però, non mi permise granché così mi accampai con una tenda nei vicoli, lavandomi nel bagno del bar e mangiando quello che riuscivo a comprare.

Compiuti i diciannove anni comprai, con i soldi risparmiati, una Ford Fiesta del 2000 e viaggiai, continuando e le mie ricerche ancora infruttuose, fino all’Illinois.  Lì lavorai in un negozio etnico il cui pezzo forte erano le bamboline voodoo personalizzabili. Credo, ancora oggi, che quello fu l’anno più divertente di tutta la mia vita. Tuttavia ancora una volta non riuscii a trovare le risposte che cercavo, e sebbene avessi un tetto e due pasti al giorno assicurati, era ora di andarmene.

A vent’anni, decisi di trasferirmi a New York sia per assaggiare un po’ dello stile di vita newyorkese, sia perchè lì abitava un mutaforma amico di famiglia. Ancora non sapevo, però, che quella di New York si dimostrò essere una scelta pessima. L.J., l'amico di famiglia, si rivelò essere uno squallido pappone con il proprio bordello di donne tutte mutaforma, e quasi tutte russe. Mi offrì informazioni preziose su mio padre, ma non me le avrebbe date gratuitamente. In cambio dovevo offrirgli la cosa più cara che avessi: me. Così finii per offrire il mio corpo per denaro ed informazioni. Informazioni che quel vecchio depravato mutaforma non mi diede mai. Dopo avermi costretta a fare cose terribili, decisi che appena possibile sarei scappata. Aspettavo solo la mia occasione. La goccia che fece traboccare il vaso, cadde quando L.J. mi portò sul set di quello che risultò essere uno snuff movie. Io capii cosa stesse per succedere solo dopo essere stata incatenata per polsi, caviglie e collo. Dopo, fu tutto uno scatenarsi di urla, grida e pianti.

Fu così che prima devi ventun’anni scappai da New York, verso il Montana. Lì vi rimasi per quasi due anni, innamorata del posto e della gente. Fu proprio per questa ragione che scappai anche da lì. Letteralmente. Stavo perdendo me stessa e la ragione che mi aveva spinto nella terra delle promesse: mio padre. Nel Montana conobbi lui, Michael McKenzie. Me ne innamorai follemente, ma lui era un umano inconsapevole ed io una mutaforma. Non c'era futuro per noi. Così una notte, alzandomi dal suo letto, mi vestii e � semplicemente sparii dalla sua vita.

Ed eccomi qui, adesso, a Southport, prossimo avamposto per le mie ricerche.

Ricerche che non hanno avuto alcun riscontro positivo, tuttavia durante il lungo anno passato in questa città ho fatto molte conoscenze ed ho scoperto cos'è il vero amore, la vera paura e la vera forza. Da crisalide sono divenuta una farfalla e la mia metamorfosi è giunta a compimento il 3 Dicembre del 2014.

Il 03/12/2014 nasce mia figlia, Katia Mary Ann. Lei è tutto, d'ora in avanti ogni respiro, ogni azione è subordinata a lei e soltanto a lei renderò conto. Sei la mia seconda possibilità, vivrò attraverso te la vita che non ho potuto vivere. Raggiungerò attraverso te la felicità che non ho ancora potuto raggiungere.

Trasferitami con tutta la famiglia in Canada, eccomi di ritorno a Southport. Home sweet home.