S'ssiks Selbress Herenill

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Nome: S'ssiks Cognome: Selbress
Età: 231 anni Razza: Drow
Peso: 45 kg Altezza: 160 cm
Capelli: Avorio Occhi: Rossi tendenti al Porpora
Allineamento: Legale Malvagio Sesso:
Divinità: Chriwener Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Herenill Genere Gdr: Fantasy Medievale


Descrizione Fisica

Segni Particolari:
Una cicatrice sul palmo della mano che va dalla base del pollice fino all'altro lato della mano.

Vestiti:
Tende ad indossare dei pantaloni di velluto neri, ai piedi un paio di stivali di pelle rossi. Mentre il busto è avvolto sotto le stoffe di una camicia porpora nascosta sotto ad un lungo vestito da viaggio nero con alcuni dettagli in rosso, come: bottoni, bordo delle mani, bordo del colletto.

 

Descrizione Psicologica

Carattere

Sarcastico e riflessivo.
E' quello che comunemente viene definito "Camaleonte Sociale"; ovvero adatta il proprio comportamento alle persone che ha attorno. Negli anni ha imparato che è meglio fingere di essere quello che gli altri vogliono piuttosto che mostrare quello che si è realmente. Evita di parlare di se stesso e quando lo fa di solito si inventa episodi immaginari che non sono mai avvenuti.

Avvolte lui stesso si ritrova a chiedersi dove finisca la maschera che indossa e dove inizi il suo vero io.

Una delle poche cose che non camuffa o cela è il proprio piacere per la morte ed il dolore, ovvero gli piace provocare dolore alle altre persone sia in forma di dolore fisico, sia in forma di dolore psicologico; entrambi sono egualmente appaganti per lui.

Raramente si lascia trasportare dalle emozioni, preferendo una lenta e macchinosa vendetta ad uno sbrigativo pugno sul naso.

 

Si trova a disagio con le femmine della sua specie, per lo più il contatto fisico con esse o il trovarsi in eccessiva intimità  gli causa ansia.

 

  • AFFETTI
  • AMICIZIE
  • STORIA

 

12 Fharios 920 - Prima Trascrizione

Non ho ricordi di quando sono nato, ne ho mai visto il volto della matrona che mi ha generato in quanto non degno di tale onore, solo i racconti della sacerdotessa che mi ha allevato. Lei mi ha spiegato che sarei stato un guerriero perché così voleva la matrona e che avrei dovuto seguire i suoi voleri se volevo avere un futuro, tutti nel casato dovevano seguire il suo volere in effetti.Non appena potei reggere un pugnale in mano mi venne insegnato ad usarlo, il maestro d'armi della casata era severo e mi imponeva non solo ad estenuanti esercizi per migliorare la forma fisica e l'agilità. Per rinforzare le dita passavo ore ad affondare le dita all'interno di un recipiente pieno di piccoli sassi levigati. Il giorno dopo invece venivo costretto ad ore ed ore di affondi, stoccate e schivate con varie armi; arrivavo nella mia camera che a stento riuscivo a reggere il cucchiaio con cui mangiare la cena. Il dolore era parte permeante di ogni momento della giornata, fortunatamente ogni tanto riuscivo a trovare qualche attimo per affinare le mie conoscenze scappando in biblioteca e cercando libri che esulassero il semplice combattimento o la società degli elfi oscuri.

 

01 Mher 947 - La Sacerdotessa

Oggi ho capito che mai e poi mai la mia tutrice mi lascerà leggere i libri che voglio, mi ha detto chiaramente quello che per anni ha celato dietro ad una maschera di finto interesse per la mia istruzione. Sono stato bravo lo ammetto a stuzzicarla ed a farla adirare fino a farle confessare quello che realmente la spinge a negarmi i libri che le richiedo. La frustrazione ne ha molto peggiorato il già pessimo carattere,la mia nascita poi e la nomina a mia tutrice è stata la ciliegina sulla torta come beffa da parte della matrona. Devo ammettere che più arrivo a comprendere le sue decisioni e più ne ammiro la sagacia e la perfidia. Ma l'euforia per la rivelazione ottenuta dalla mia tutrice ha avuto breve , dato che mi ha rivelato che domani partirò per l'accademia dei combattenti. Sapevo gia che quel giorno sarebbe arrivato ma non immaginato che sarebbe stato proprio domani... 

 

02 Mher 947 - Primo Giorno in Accademia

Oggi le porte dell'accademia mi si sono chiuse alle spalle assieme alla mia vecchia vita.
Subito io ed un altro allievo siamo stati portati davanti al maestro d'armi che ci ha spiegato le regole e gli orari delle varie lezioni. Ci hanno poi condotti nell'arena in modo da iniziare subito gli addestramenti, abbiamo combattuto l'uno contro contro l'altro. Devo ammettere che l'abilità del mio avversario mi ha messo in crisi in un primo momento, ma è bastata una manciata di terriccio negli occhi a ribaltare l'incontro e porvi fine.

Chissà domani cosa mi aspetterà...

 

(Ritratto di Sssiks da giovane)

 

14 Wharia 984 - Prima Cicatrice

Oggi il maestro mi ha fatto combattere contro due prigionieri umani armati di spada, mi ha detto chiaramente che se non riuscivo a batterli dopo che ero in accademia da 30 anni potevo anche morire per mano loro. Non è stato semplice affrontarli, dato che quella feccia cercava di attaccarmi da entrambi i lati. Ho dovuto sfruttare tutta la mia agilità per muovermi e fare in modo che si ostacolassero a vicenda in modo da trovarsi sempre uno dietro all'altro. Lo scontro ovviamente è finito con la mia vittoria o non sarei qui a raccontarla, però l'umano prima di morire è riuscito a ferirmi al fianco in profondità.

Il maestro è rimasto molto colpito quando gli ho detto che non desideravo alcuna cura medica, che un essere tanto infimo non poteva arrecare alcuna ferita seria ad un nobile come me. Una volta in camera ho medicato la ferita con una mistura di cui avevo appreso la preparazione su un libro che spesso usavo per i piccoli tagli che gli allenamenti con i sassi procurava alle mani. La ferita mi fa un male cane ed ho dovuto fasciarla tanto stretta da togliermi il respiro dopo aver applicato l'unguento. 

 

 

13 Rheimor 1002 - Il primo veleno

Ho impiegato quasi sette settimane per riuscire a trovare tutti gli ingredienti di cui ho bisogno per il veleno che ho ideato. Già prima di entrare in accademia avevo letto delle varie interazioni fra le sostanze ed avevo trovato che alcune di esse unite assieme potevano essere la base per un ottimo veleno. Sono riuscito a tenere nascosta una torcia magica che ho sfilato in un dei corridoi. Ho quindi lasciato bollire l'infuso per tutto il giorno. Oggi è un giorno di festa anche se non ho ancora capito bene il motivo, ne in effetti mi sono premurato di scoprirlo. Ma la sospensione delle lezioni è la perfetta occasione per distillare il mio siero...

 

19 Rheimor 1002 - Il Successo

Ha funzionato! Non ci posso credere, ha funzionato davvero. Non sono più riuscito a resistere al desiderio di testare il mio veleno. Non è stato semplice riuscire a versarlo nel pasto del migliore fra gli allievi, anzi devo ammettere che una buona dose di fortuna mi ha aiutato; non avrei mai potuto prevedere che due degli allievi prendessero stupidamente a litigare ruggendo come due orchi infuriati. Questi Ilythirri di basso rango sono una vergogna per l'intera razza, anche se senza la loro stupida liti probabilmente qualcuno mi avrebbe visto. Qualche minuto fa il veleno ha fatto effetto, lo ho capito da come nell'accademia si sia generato il panico. Ho provveduto a lasciare la boccetta che usavo per il veleno nella tasca di uno di quei plebei, nemmeno si è accorto di averla e di sicuro non immagina che quella fiala lo condurrà ad una punizione esemplare. Uccidere un nobile e farsi scoprire è un grave reato. Già pregusto il piacere di osservare la matrona che lo punisce.

 

 

27 Harmir 1010 - La prova del Sangue

Oggi ho finalmente mia madre mi ha concesso di vederla in volto, sono rimasto per alcuni secondi a fissarla in volto cercando di imprimermelo a fuoco nella memoria. Ottenere questo privilegio non è stato semplice, infatti ho dovuto affrontare un dannato elfo armato di lancia, armato soltanto di due pugnali dalla lama seghettata. Uno scontro in apparenza del tutto squilibrato se non fossi riuscito a far sfuggire alle guardie dell'arena una piccola boccetta di veleno preparato appositamente contro il mio avversario. Una volta che il filo era stato bagnato con il veleno è bastato un piccolo taglietto perché il veleno iniziasse a fare effetto rallentando i riflessi ed i movimenti del mio avversario. Il rituale ha consegnato anche un nuovo drider alla guardia della nostra cittadina. Infatti il giovane con cui sono entrato in accademia è riuscito si ad uccidere il proprio avversario ma non senza che quest'ultimo lo abbia più volte umiliato ferendo a morte. Destino che probabilmente avrebbe preferito ma che è stato un immenso piacere vedergli negato dalla matrona per uno ben peggiore di esilio e solitudine.
Questa sera è l'ultima volta che dormo nella mia camera dell'accademia, domani tornerò a casa.

 

3 di Ophil 1215 06:00 circa

Mi sto allenando nella sala di addestramento quando un altro membro della casata fa irruzione nella sala urlando agitato qualcosa riguardo ad una sacerdotessa con la gola tagliata ed un bambino scomparso. Il disturbatore si allontana per diffondere l'allarme mentre io cerco di rallentare l'agitazione ed il battito del mio cuore; mi impongo di ragionare con calma invece di farmi prendere dall'isteria generale. C'è un unico posto dove l'assassino può essersi diretto ed è li che ho intenzione di aspettarlo.

 

3 di Ophil 1215 11.00 circa

La città alle mie spalle è ancora in tumulto mentre aspetto all'inizio del tunnel che si collega con una grotta della superficie. Una figura Scavalca il muro di cinta e si cala, sulla schiena ha un piccolo zaino con all'interno qualcosa che si muove appena in modo impercettibile. L'espressione sorpresa sul suo volto nel trovarmi lì fa allargare il sorriso sulle mie labbra “Ben arrivato Zav, dove pensavi di andare?” i nostri sguardi si fondono mentre ci studiamo restando immobili uno di fronte all'altro. Avvicino la mano lentamente al mio pugnale mentre lui fa altrettanto, arrivo quasi a sfiorare l'elsa quando un sibilo fende l'aria subito seguito da una fitta di dolore alla gamba. Cado a terra mentre il mio avversario mi supera con un agile balzo scappando velocemente, correndo a perdifiato, volta l'angolo e sparisce dalla mia vista. Abbasso gli occhi sulla freccia che ho nella coscia e la spezzo onde evitare danni ulteriori. 

 

4 di Ophil 1215

Entro zoppicando nel salone tenendo il mio sguardo fisso sul pavimento. Mi inginocchio e porto la fronte a sfiorare il terreno lasciando che i capelli bianchi caschino su di esso quasi come fa un sipario, nascondendo il mio volto dietro di essi. “Alcuni dicono che hai aiutato Zav a fuggire” Sento il rumore dei suoi passi farsi sempre più vicini, poi il tacco della matrona mi si pianta fra le costole con forza togliendomi il respiro. Non parlo e resto in silenzio sapendo benissimo che provare a parlare senza il suo consenso poteva essere l'ultimo errore che commettevo. “Ora convincimi del contrario e cerca di essere credibile”. Non sollevo il capo ed il solo gonfiare i polmoni per parlare mi risulta difficoltoso e doloroso in quel momento; c'è una sola frase che può scagionarmi “Lasciate che vi riporti la sua testa ed il bimbo ve lo giuro, non tornerò davanti al vostro cospetto finché non avrò tenuto fede al mio giuramento”.

 

Diario della Superficie

 

18°Giorno di Fharios 1221

Al porto ho dato fuoco al palco di due schiavisti ed ottenuto una schiava personale. La donna è una shurita dalla lingua affilata e dalle mente brillante. Sono sicuro che mi tornerà utile. Si chiama Nayaa.

 

4°Giorno di Mher 1221

Ho finalmente raggiunto un accordo con Nayaa; l'ho portata nella sua vecchia casa e le ho mostrato cosa ne rimaneva della sua famiglia. La ragazza ha accettato di aiutarmi in cambio del mio impegno ad uccidere il sultano di Shuron lentamente e dolorosamente. 

 

18°Giorno di Fher del 1221

Oggi ho incontrato Zav, mi aspettava in una fattoria fuori da dehinir. Lo ho convinto ad affidarmi suo figlio ed a togliersi la vita con uno dei miei pugnali, che ho deciso di chiamare come lui per non dimenticare il suo coraggio e la sua follia. Ho poi recuperato il bambino dopo aver ucciso un'inutile contadina piantandole il mio pugnale nella gola. Ho seppellito il cadavere dello stregone nel bosco in modo che non venga più ritrovato tenendomi per me il suo cuore.

 

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