Magsaadi Krargh Herenill

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Nome: Magsaadi Cognome: Krargh
Età: 110 anni Razza: Orco
Peso: 90 kg Altezza: 190 cm
Capelli: Neri Occhi: Porpora
Allineamento: Caotico Neutrale Sesso:
Divinità: Thaures Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Herenill Genere Gdr: Fantasy


Forza: 200 Destrezza: 160
Intelligenza: 175
Classe: Erudito Livello: 1

Descrizione Fisica





Magsaadi è una giovane orchessa di 110 anni. Nel suo metro e novanta di altezza per un centinaio di chili si presenta in un corpo meno forgiato dalla muscolatura tipica dei suoi parirazza. La sua femminilità è nascosta dietro a quei muscoli nervosi pronti a scattare e le sue curve per i canoni orcheschi si presentano piene, fianchi larghi e una vita piuttosto sottile, segnata da addominali scolpiti. Seni sodi e pieni sono racchiusi da una semplice pellame tenuto a mò di fascia nel schiacciarli e coprirne solo la parte centrale di essi. Attorno il suo collo un vistoso colletto spicca incoronando la sua testa. Il colorito della sua pelle si presenta di una colorazione verdognola e piuttosto dura e ruvida al tatto. I suoi capelli sono neri e grossi di una lunghezza media che raggiungono le sue ampie spalle, spesso raccolti in una acconciatura fermata da un grosso osso e nastri viola attorciagliati attorno per rendere un effetto maggiormente voluminoso e imponente, proprio come quello delle vecchie sciamane che dicevano di provenire dalla defunta Shegrat. Una collana di denti di animali è portata attorno il suo viso, cadente verso il suo naso schiacciato e dalla linea sottile. Occhi di un'intensa colorazione porpora, sembrano essere iniettati di rabbia e le sue labbra si presentano carnose. Le orecchie allungate e appuntite si affacciano a lato della testa, dando uniformità a quel viso sottile.

Descrizione Psicologica

Nata il 2 di Waria è sotto il segno del fuoco. Come tale l'orchessa ha acquistato un animo forte e coraggioso. Il suo animo appartiene solo al signore del fuoco, il suo calore riempe l'orchessa rendendo il suo animo decisamente caldo e carismatico. E'determinata e quasi ossessivo il modo in cui si sente legata al suo dio. Come un fuoco è pronta ad esplodere se colta dalla rabbia e difficile sarà trattenerla. Nonostante la sua indole più paziente e più meditativa rispetto i suoi parirazza. Si può certo definire un'orchessa egoista e ha la tendenza ad essere circospetta e sospettosa nei confronti degli altri.

  • AFFETTI
  • AMICIZIE
  • STORIA

L'inizio della sopravvivenza - Anno 1111

" I ricordi si perdono ormai al soffio del vento e al fumo delle fiamme che ancora ardono nel focolare di questa umile capanna. La vita di una sciamana potrebbe risultare tediosa ai molti orchi che vivono unicamente servendo il loro padre nel loro fiero spirito di guerriero. Ma questa femmina giovane, cosa può offrire al signore del fuoco? Dal suo calore sono nata, io baciata dalla sua passione esplosiva, sono una delle poche prescelte, ma il mio percorso è appena iniziato, sono solo una piccola fiammella ora, pronta ad incendiare ogni cosa. Ma ora non sono qui per raccontare quello che sarò, sono qui perchè i miei discendenti possano avere ricordo di quello che siamo e che saranno."


Nacqui il 2 Waria dell'anno 1111, l'inizio dell'ultimo mese della stagione del raccolto. Era una mattina come un'altra all'accappamento che ormai da tempo ospitava i nuovi naufraghi che sopraggiungensero dalla famosa Shegrat. Io ero una discendente della nobile stirpe, entrambi i miei genitori erano originari di Shegrat, ma io ebbi la sfortuna di non vedere mai con i miei occhi il mio regno. No le mie urla e i grugniti di mia madre nel mettermi al mondo con tutta la fierezza di una femmina, si udirono in quella mattina assolata per quasi tutta la valle dei regni. Erano diverse le femmine che circondavano proprio la capanna in cui io tutt'ora vivo sola. Mio padre in quel momento non c'era all'evento forse più importante, di ritorno da una battuta di caccia, quando tornò dalla sua compagna, ella pronunciò solamente.

"E' una femmina."

Lui non espresse nessun pensiero, nessuna espressione di felicità o di delusione verso la moglie che fece dono non di un maschio, ma di una femmina. Lui grugnì nervoso e senza battere ciglio si avvicinò proprio a mia madre, distesa su quelle pellicce, mentre mi tratteneva stretta al suo seno.

La guardò a lungo i capelli della piccola orchessa erano neri, ma ancor di più furono il colore porpora dei suoi occhi ad attirare come un segnale l'interesse del padre. Non erano occhi comuni, nè lui e nè la madre di Magsaadi avevano occhi color porpora e questo segnò un destino per la piccola, che a non tutti era concesso.

Il padre accettò la sua figlia e accettò ancor di più che ella fosse una femmina. Non si intromise mai nell'educazione della piccina una volta ultimato lo svezzamento. La madre aveva iniziato a istruirla sulle regole base della loro società patriarcale, nel portare il massimo rispetto al capodella tribù di quel villaggio e ai maschi che vivevano nell'accampamento. La piccola fu inoltre presentata alle anziane sciamane, le quali videro che in quegli occhi porpora vi era la forza e il fuoco di Thaures, era un segnale per loro, tanto che chiesero di riunire in una notte fredda, l'intero villaggio e il capotribù stesso al cospetto per decidere le sorti di quella piccola orchessa che non aveva nemmeno più di 10 anni e del dono speciale che Thaures aveva portato a loro, un'erede che potesse portare avanti le speranze di un futuro che le tre anziane sapevano ormai di non poter più a lungo resistere.


Il fuoco del padre- Anno 1141

Trascorsero trent'anni dal momento del mio giudizio, senza rendermene conto mi ero guadagnata un posto in quella società, un posto riservato solo a pochissime elette e io ero una di quelle. Le mie giornate le passavo lontano dalla mia capanna, lasciando mia madre sola nelle sue faccende quotidiane e iniziai presto ad essere seguita dalle anziane che in tutto questo tempo mi introdussero verso un mondo fatto di conoscenza e sapienza visto attraverso gli occhi del padre di fuoco. Non mi era permesso svolgere i loro rituali ancora, dopotutto ero solo un' apprendista. Le storie narrate riguardo le nostre origini mi lasciarono spiazzate, leggende che si sussurravano tra le anziane di generazione in generazione, fece accrescere in me l'odio particolare verso i drow, i drow che per tutto quel tempo manipolarono le vite dei nostri antenati e che grazie al favore di Thaures riuscimmo a guadagnarci la nostra libertà, lottando. Imparavo presto e ogni sera al tramonto facevo ritorno nella capanna dove mia madre mi attendeva e assieme a lei aiutavo a preparare la cena per mio padre che tornava dopo lunghe giornate a cacciare. Quasi ogni notte quando ci si ritirava per dormire, finiva con i ringhi e gli ansimi dei miei genitori, ma io non vi badavo dopotutto, mi voltavo dall'altra parte per lasciargli la loro intimità e chiudevo gli occhi esausta.
Nonostante il villaggio si trovasse in un punto piuttosto lontano dai territori umani e dei centauri, nessuno causava disturbo alla nostra quotidiana vita. Ma si sa che il mio popolo freme per poter menare le mani e ben presto qualcuno all'interno del villaggio di cui io facevo parte, stava iniziando a creare problemi alle compagne vicine. Dopotutto ognuno di noi desiderava tornare a Shegrat e i nervosismi e le tensioni crescevano ogni giorno di più, ma io non me ne rendevo conto, ero troppo piccola e il mio entusiasmo era devoto unicamente al padre del fuoco.


L'attacco al villaggio - Anno 1156

Altri 15 anni trascorsero e io avevo poco più di 45 anni, una bambina che si avvicina all'età dello sviluppo, ma ero ancora solo una bambina e la mia istruzione con le anziane sciamane si faceva ogni giorno più approfondita. Se prima erano solo lezioni di teoria, di preghiera e della storia del mio popolo, ora erano diventata anche lezioni pratiche. Una delle anziani sciamane era una guaritrice e da lei ebbi modo di apprendere le mie conoscenze erboristiche, le droghe che preparavamo per i rituali a cui ancora non avevo mai partecipato. Inizialmente non mi venne detto a cosa servissero quelle droghe, io le preparavo senza chiedere, dal momento che prima o poi avrei saputo che sarebbe stato il mio momento e da allora avrei conosciuto i loro segreti.

Dalla seconda sciamana appresi un avvicimanento alla preghiera, mi aiutò a rafforzare la mia fede nel signore del fuoco, guardando attraverso le sue fiamme del suo braciere lei riusciva a vedere determinate visioni, sapevo che mi stavo avvicinando anche io a questa opportunità di apprendere l'arte della piromanzia. Il fuoco era il simbolo sacro. Mi avvicinò lei a questo mondo, oltre che ad occuparmi del suo focolare, lei mi dava il compito di rimanere lì davanti a concentrarmi e usare gli occhi che erano chiusi, gli occhi della mente, per poter vedere attraverso le fiamme.

Infine la terza sciamana era colei che svolgeva rituali di guerra ai guerrieri. Tutti gli orchi si sentivano più forti, sicuri di sè dopo che facevano visita ed erano benedetti sotto il suo tocco. Fu lei che iniziò ad avvicinarmi con la preghiera ad una nuova conoscenza, trarre potere dal padre, ma questa volta non attraverso il fuoco e non attraverso le droghe, solo con la forza della fede e della mente.

Tutto questo per me era fonte di orgoglio e ogni giorno che passava sentivo che dentro di me le mie capacità stavano migliorando, anche gli orchi del villaggio, per quanto fossi solo una bambina, iniziavano a guardarmi con un occhio diverso, con maggior rispetto, esatto. Mi sentivo fiera di quello che ero e io l'ostentavo quando non ero nella mia capanna, dal momento che lì tornavo ad essere solamente la figlia di due orchi e il mio ruolo sociale come donna mi imponeva di offrire il massimo rispetto al maschio di famiglia, mio padre. Non ricevevo mai da lui congratulazioni, era solo mia madre ad esortarmi a fare di più, di migliorarmi. Sapevo però che i silenzi di mio padre erano sempre un segno positivo, che dopotutto anche lui mi guardava non più solo come una semplice femmina, ma anche come un'apprendista di tre potenti sciamane.

Passarono diversi mesi e tutto accadde così rapidamente, quando una notte per la prima volta, durante le mie abitudinali esercitazioni, riuscì a vedere attraverso le fiamme. Fu travolgente il modo in cui la mia mente si aprì, risucchiata in quel fuoco e il mio corpo bruciava di sensazioni nuove, la mia mente si apriva sconcertata in quello che con gli occhi della mente vidi e vidi il mio villaggio. Fiamme e morti e umani. Compresi e di scatto tornai a riaprire i miei occhi, ritrovandomi con il fiatone e sudata chiamai le tre sciamane per avvisare quello che ero riuscita a intravedere attraverso quel fuoco.

Le lezioni che mi vedevano tanto presa non mi fecero accorgere di come la situazione stesse scappando di mano,le tre anziane non ne sembravano sorprese e più di una volta cercarono convocazione con il capotribù, il quale non sembrava particolarmente interessato a fermare le razzie di alcuni orchi che si erano spinti troppo ad est, verso le campagne Hariniane, andando a portare via il loro riso, stuprando le loro donne e mettendo a ferro e a fuoco i loro villaggi. La situazione presto però prese una piega che portò alla rovina il villaggio.

Era la stagione del risveglio, mese di Lhantil, quando poco prima dell'alba qualcosa si avvicinò di fretta e furia verso il nostro insediamento. Si udirono i primi corni suonare, e poi le prime grida e l'odore del fumo che iniziò a salire alto nel cielo, divampando con la sua luce magnifica. Ci stavano attaccando!
Mio padre uscì di corsa dalla capanna e io portai con me mia madre, dalle tre anziani le quali si stavano preparando per affrontare gli invasori, uomini armati di Harin con armi finemente lavorate che giungevano saltuariamente a fare pulizia dei villaggi orcheschi che da tempo stavano causando non pochi problemi alla loro società.

Ero troppo piccola per poter combattere e la mia istruzione non era ancora portata a termine nonostante avevo iniziato con il fare della pratica. Fu un'alba di sangue, il cielo macchiato dello stesso colore lasciava intuire che ci ritrovammo impreparati all'evenienza di un attacco, nonostante la mia primissima previsione. Mi madre riuscì a nascondersi e così pochi i sopravvissuti furono guidate dalle anziane, ma delle tre solo due rimasero, poichè una non ce l'aveva fatta. Nemmeno mio padre torno la notte dopo. Eravamo rimaste sole, ma non piangevamo i nostri defunti, no. Non li piangevamo poichè erano morti con onore, battendosi per proteggere il villaggio. Con i pochi sopravvissuti, per lo più le poche femmine presenti e alcuni maschi, ancora giovani, dammo fuoco ai morti, offrendo la dovuta sepoltura per permettere ai loro corpi tramite il fuoco di poter far sì che il loro spirito giungesse a Thaures e non a Dinrres.


I superstiti - Anno 1176

Da allora trascorsero altri venti anni, avevo poco più di 65 anni. Gli orchi dallo scontro ripresero a costruire nuove capanne e presto il villaggio tornò come prima, solo che eravamo molti meno. Il capotribù era sopravvissuto e fu lui a continuare a mandare avanti la sua gente, con l'aiuto delle due sciamane.

Io non ero più una bambina, ero una giovane orchessa nel pieno della sua adolescenza. Ero una femmina che iniziava ad attirare non poco interesse da parte dei giovani maschi. La mia statura era nella media, ero già un metro e novanta e probabilmente non sarei più cresciuta di così. Il mio corpo era cambiato, il mio petto non era più piatto, ma forme procaci e piene emersero come colline, la mia vita si affinò, la mia muscolatura si rafforzò e così i miei fianchi si allargarono. I miei desideri si accesero presto e intrapresi quel segnale come se fossi ormai pronta ad unirmi al signore del fuoco. Ero come un fuoco, le mie pulsioni, le mie voglie, ma ebbi la fortuna di essere guidata dalle due anziane per controllare quei desideri che in me erano più marcati che non ad altre femmine che non possedevano il dono. Era indubbiamente un momento molto particolare della mia vita e sicuramente fragile.
I maschi coetanei avevano timore della mia figura, nonostante osavano guardarmi. Erano quelli che mostravano un temperamento dominante a farsi avanti per reclamarmi come la loro compagna e spesso ero spettatrice di scontri tra pretendenti. Questo mi eccitata e con quel caldo sorriso divertito e stranito da come due maschi potessero contendersi qualcosa, nemmeno fosse una loro preda, mi rendeva più sicura di me stessa.
Ma io ero già predisposta ad appartenere al padre lui alimentava il mio fuoco e io lo cercavo, nessun altro maschio avrebbe potuto colmare il suo calore. Fu il momento in cui le due sciamane rimaste mi prepararono al giorno del giudizio, il rituale che avrei dovuto affrontare per diventare a tutti gli effetti una di loro e operare come nuova sciamana del piccolo insediamento rimasto.

La prova di iniziazione - Anno 1216

Arrivò anche il tempo, dovevo solo attendere di raggiungere la mia età adulta per poter diventare a tutti gli effetti una sciamana riconosciuta e rispettata. Questi quarant'anni trascorsero senza problemi o guai. Mia madre morì nell'anno 1187, undici anni più tardi di vecchiaia. La sua fiamma si stava spegnendo all'età ormai di 290 anni e io le rimasi vicina assieme le altre sciamane, per far sì che la sua essenza potesse ridare indietro il favore a Thaures nell'averle concesso la forza e il suo calore.

Ero forte, non piansi nemmeno la sua morte, accettandola e ringraziandola per quello che aveva fatto nella sua umile esistenza di semplice moglie e compagna di un orco. Da allora ero rimasta sola, mi rimanevano solo le due anziane, ma anche loro non erano più giovani come un tempo e così anche ora iniziavo ad affiancarle nei rituali, dove venivano chiamate, io ero con loro ad osservare e apprendere come poter svolgere al meglio quello che sarebbe spettato a me.

Arrivò così anche la notte del 23 Mherr dell'anno 1216 era un giorno speciale per me, questa volta sarei stata la partecipante del rituale e non più un'osservatrice.
Le sciamane mi drogarono nel primo pomeriggio, spiegandomi solo ora i segreti che quelle droghe avrebbero avuto sul mio corpo e nella mia mente, e io mi abbandonai completamente nelle loro mani, senza più pulsioni, quella notte era anche un'iniziazione dove avrei perduto in maniera onorevole la mia verginità, offrendo il mio fuoco a Thaures e il mio corpo al maschio che avrebbe preso presto le redini come nuovo capovillaggio. Era un orco non molto più anziano di me, raggiungeva i due metri e la sua stazza era imponente. Mi lasciarono nuda e sola nella capanna del rituale, dove avrei consumato la mia prima notte assieme a lui e quando mi riempi con il suo seme, io caddi esausta ridendo sul giaciglio di pelli che ci ospitava e lui sopra di me, disteso contro la mia schiena. Fu all'alba che tornarono le due sciamane, lui era già andato via,lasciandomi sola. Mi presero con loro e mi lavarono, mi rivestirono con nuovi indumenti, indumenti di una vera sciamana che tutt'ora indosso, piumaggio di corvi. Mi acconciarono i miei capell neri, attorcigliandoli attorno un grosso osso e dei nastri viola per trattenere l'acconciatura, nel rendere imponente la mia figura. Infine un bastone da guerra, che sarebbe stato da allora il mio sigillo che mi lega a Thaures. C'era tutto il villaggio attorno al focolare ed era ormai mattina, quando una delle due sacerdotesse invocò una preghiera rivolta al dio del fuoco, e io rimasi lì ferma, mentre l'altra con una ciotola in mano contenente del sangue, si macchiò tre dita e portò a segnare sulla mia coscia tre segni, simili a dei graffi e annunciando che ora ero a tutti gli effetti la nuova sciamana di quel villaggio, una promessa che avrei dato a loro quella di rifondare shegrat, tornando a casa.
La prova ultimò con la marchiatura di quei tre segni sulla mia coscia, la sciamana richiamò il calore del fuoco nella sua mano e quella mano posò seguendo la linea di quei tre graffi, bruciandomi, ritrovandomi a chiudere i miei occhi e stringere i denti, per non lasciarmi sfuggire nemmeno un urlo a quel calore che dilaniava le mie carni.
Mi sentivo fiera e orgogliosa, sapevo che tutti avevano gli occhi puntati su di me e sì che sarei stata la loro guida.

La nuova Magsaadi - Anno 1218 al 1221:

Dal giorno della prova l'orco si fece vedere per altri notti, reclamandomi come la sua femmina e come tale lo soddisfavo cullandomi nel suo fuoco di passione e del suo seme che nutriva il mio grembo, ove ormai era instillata la vita. Già la mia pancia crebbe presto di dimensioni e io portavo con me un peso, le due anziane morirono qualche giorno prima del mio parto e fu un parto sofferente, come tutti i parti dopotutto, ma quello che non mi aspettai che il mio figlio nacque morto. Il travaglio fu lungo e io cercavo di essere forte, circondata dalle altre femmine. Come la presi? Era un messaggio che Thaures mi mandò, un esplicito segnale che nessun orco sarebbe riuscito a sconfiggere il mio fuoco, nessuno al di fuori di Thaures avrebbe potuto darmi la vita. Il piccolo orco nato morto era un maschio, un maschio evidentemente debole.

I miei silenzi si erano fatti spesso più marcati, dopo la perdita del mio figlio, qualcosa dentro di me ruggiva di rabbia, la perdita di qualcosa che sarebbe stato mio e mio soltanto.
Ma dopotutto il mio scopo era un altro, riportare in vita Shegrat, riportare gli orchi al loro antico splendore e rendere il capotribù il Re indiscusso di tutto il regno orchesco.

Eventi attuali:

Anno 1221 - Stagione del risveglio:

Magsaadi lascia il suo villaggio con l'intenzione di voler mettersi alla ricerca dei suoi simili, per riunirli e guidarli a ritrovare la consapevolezza e l'esigenza di riformare un nuovo regno e un unico re. Questa sua motivazione la spinge a iniziare un viaggio che la vede muoversi lungo le coste a sud del borgo, procedendo verso nord. Sono stati pochi gli incontri avvenuti, con Arkan e Miriel, una figlia del fuoco.
L'incontro più strano però è avvenuto con Griselmand, una creatura alata e strana e pericolosa che ha cercato di sfidare l'orchessa in un mortale indovinello. Magsaadi però ne è uscita vincitrice e il piccoletto le ha fatto dono di una mappa segnata da simboli arcani. Magsaadi dopo l'incontro con Griselband crede che la mappa sia un dono voluto da Thaures per poter dare inizio alle sue ricerche su dove rifondare la nuova Shegrat, così si mette in viaggio per cercare di risposte. Incontra Arkan in forma umana, ma non è in grado di aiutarlo, lui si offre di mettersi con lei in viaggio, interessato. I due prenderanno strade diverse, ma si reincontreranno davanti i cancelli di Dehinir.

Magsaadi passa alcuni giorni a Dehinir, recandosi con Arkan nell'accademia per avere informazioni sulla mappa. Cinque indovinelli vengono a loro detti e svelati. Un umano e un nuovo orco che Magsaadi non sembra per nulla piacere, si sono trovati sulla loro via. Salva la vita di Ragnar, non per misericordia, ma solo perchè quell'uomo torni utile al gruppo e acquistarne la sua fiducia, probabilmente farà da guida al gruppo particolare che si è formato. Ora diretti verso i portali di Shuro, dovranno attraversare il deserto una volta che hanno fatto le scorte. Il gruppo è in attesa di compiere il viaggio per fermare Griselbrand. Griselbrand ormai è stato sconfitto e io sono tornata alla mia vita quotidiana, nel ricercare colui che sarà il signore degli orchi e colui a cui offrirò eredi.

Anno 1221 - Stagione del sonno:

Ha inizio la nuova ricerca così, non vi sono stati orchi degni di mie attenzioni fino adesso, mi sono arrangiata da sola, i pochi arrivati hanno fatto presto anche a scomparire, ma molti stanno rispondendo al richiamo del sommo Thaures, La costruzione del suo tempio ha avuto successo, un insediamento al momento, ma io ne sono ufficialmente la sciamana, l'inizio è solo l'inizio della nostra grande potenza orchesca.

  • INCANTESIMI
  • TALENTI
  • ABILITA'

DIVINAZIONI:

- Piromanzia: il tipo di divinazione preferita dalle Sciamane. Consiste nell'osservazione delle fiamme, cercando di trarre visioni da esse. Il fuoco divinatorio deve essere acceso dal veggente stesso, in modo che il legame con la fiamma sia più intenso. Talvolta è usanza gettare nel fuoco erbe allucinogene come la belladonna.

- Lampadomanzia: metodo divinatorio per porre domande minori. Si osservano i movimenti della fiamma di una candela o di una torcia. Ad uno specifico movimento della fiamma, corrisponde una certa risposta. E' il veggente stesso che deve stabilire nella sua mente, dopo essersi concentrato, a quali movimenti corrispondono alle risposte che si aspetta. Ad esempio se vuole porre una domanda che richiede una risposta come si o no, nella sua mente potrà decidere che un movimento a destra significa sì, mentre uno a sinistra no.

- Divinazione dei coltelli:la sciamana tiene in mano un grosso sacco pieno di coltelli che sono stati usati almeno una volta in battaglia in passato. Dopo essersi concentrata, ella versa il contenuto del sacco per terra e studia le forme che i coltelli hanno formato sul terreno, le loro eventuali vibrazioni, ecc.

- RITUALE DI RESURGO PER ORCHI E GENASI;

INVOCAZIONI CULTO DI THAURES (ORCHI):

1. Benedizione:

Questa invocazione concede la possibilità di benedire oggetti e situazioni, come:

- Benedizioni armi: Le sciamane sono le uniche sono in grado di benedire le armi dei guerrieri conferendo la fiamma mistica all'arma, ovvero danno un'anima di fuoco all'arma. L'arma diventa parte stessa del guerriero, che la tratterà come un'importante parte di sè stesso e non potrà essere più ceduta.

- Benedizioni di amuleti: i mistici possono compiere benedizioni su oggetti come gioielli o amuleti, rendendoli oggetti benedetti dalla madre.

- Benedizioni delle armature: gli sciamani come per i rituali compiuti prima di una guerra su tutti i soldati, possono benedire le armature di ogni soldato fedele alla madre.

- Benedizione e maledizione di Thaures: questa benedizione permette di ingrandire in maniera istantanea il mistico o un individuo, raddoppiando la sua altezza e moltiplicando per 8 il suo peso. il bersaglio triplica la forza, ma si dimezza la destrezza. Usata come maledizione, invece tende a destabilizzare la taglia del mistico o del soggetto, dimezzando la sua altezza e il suo peso, e agendo sul fattore forza che si dividerà per tre, ma aumenterà la sua capacità di destrezza raddoppiandola. Questo effetto ha una durata di tre turni.

- Purificazione del fuoco: questa benedizione permette al mistico di poter donare ad altri o a sè stesso una resistenza fisica al calore del fuoco o a luoghi che manifestano temperature assai elevate. La divinità permette di poter accedere in quei luoghi inaccessibili normalmente.

A fine incanto se non si è in presenza di un fato, è necessario lanciare un tiro di dado (1d4) per determinare se la benedizione ha avuto successo. Benedire equivale a garantire all'oggetto o alle persone soggette a questo potere, nelle immediate vicinanze del mistico, di non ricevere alcun tipo di danno arcano. Le benedizioni si annullano quando c'è una maledizione a contrastare, in questo caso si annullano entrambe, se una delle due forze viene invocata sull'altra , poichè nessuna delle due può prevalere sull'altra controparte.

2. Difesa:

Questa è un'invocazione di tipo difensivo che consente al fedele e chiunque si trovi dietro di lui, fino ad un massimo di tre persone (mistico incluso), di ricevere una protezione da parte della divinità per 3 turni. La volontà del dio, attraverso quest'invocazione, formerà uno scudo di fuoco dal diametro pari all'altezza del mistico. La superficie dello scudo avrà un costante moto ondulatorio e avrà funzioni simili ad uno specchio che inghiottirà ogni attacco da parte di incantatori e/o frecce risucchiandolo al proprio interno, disintegrandolo o annullandone gli effetti. Attacchi da contatto faranno rimbalzare all'indietro il nemico.

3. Attacco poderoso:

Quest'invocazione è in grado d'incrementare notevolmente le potenzialità combattive del mistico. Se la divinità acconsente a concedere il proprio potere il pg in questione riscontrerà un aumento di velocità, potenza e precisione dei propri colpi,questi infatti saranno portati con un incremento di forza e destrezza pari al 20% della sua mente. Tale potenziamento ha effetto esclusivamente sui colpi sferrati quindi non andrà ad influire le capacità difensive o di movimento del mistico.(Valida per 3 turni)

Lingue conosciute:

1. ORCHESCO - LINGUA MADRE

Abilità razziali:

Udito ed olfatto sviluppato [innata]: L'udito di un orco è al pari a quello di un elfo. Tramite l'olfatto gli orchi sanno riconosce la razza di appartenenza di una creatura, o la presenza di creature nascoste nei paraggi ad una distanza massima di 50 m, se il vento è a favore.

Visione crepuscolare [innata]: una creatura con visione crepuscolare può vedere due volte più lontano di un umano alla luce delle stelle , luce lunare, luce delle torce e simili condizioni di scarsa illuminazione. Mantiene inoltre la capacità di distinguere i colori e dettagli anche in queste condizioni. Non è in grado però di vedere in assenza di luce.

Ruggito intimidatorio: [innata - un turno] un orco se vuole intimidire qualcuno è sufficiente che emetta un potente ruggito, che farà intimidire e desistere i nemici ad attaccare l'orco, facendoli fuggire a gambe levate al termine del ruggito.

Affinità animale verso i lupi:[innata] Gli orchi si sono guadagnati il rispetto di quest'animale, che difficilmente li attaccherà, essendo bendisposto a tollerare la presenza di un orco nel proprio territorio.

Malus:

Sensibilità ai suoni: come per ogni creatura con un udito fine è sensibile a quei rumori improvvisi e forti, che causano uno stordimento di un turno.

Ira frenetica: molti orchi per l'impazienza di voler scendere in battaglia e la frenesia di vedere del sangue, spesso stravolgono i piani dei grandi strateghi, rovinando molti brillanti piani o finendo anche in trappole predisposte dai loro nemici. L'ira frenetica avviene quando un orco cede alla sua natura irosa. Ferite di qualunque genere quando cadono in questo stato, vengono ignorate, fino a quando non ha termine un combattimento.

Abilità mestiere:

Religione: il personaggio ha accumolato svariate conoscenze riguardo gli dei, alle tradizioni e alle cerimonie religiose, agli effetti divini, ai simboli sacri e alla teologia. Questa conoscenza arriva anche a comprendere informazioni su creature rare e sconosciute. Un erudito possiede una conoscenza rappresentata da uno studio accademico, di tipo formale o portato avanti come passione personale che gli consente di ottenere più facilmente informazioni di questo campo.

Arcano: un erudito ha accumulato svariate conoscenze sul funzionamento della magia e sugli effetti magici. Questa conoscenza arriva anche a comprendere i piani di esistenza seguenti e le creature originarie di essi.

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