Vezra Nerjie Bridge of Blood

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Nome: Vezra Cognome: Nerjie
Età: 30 anni Razza: Vampiro - Toreador
Peso: 65 kg Altezza: 170 cm
Capelli: Bruni, mossi Occhi: Neri
Allineamento: Caotico Neutrale Sesso:
Divinità: Mussulmana Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Bridge of Blood Genere Gdr: Mondo di tenebra


Forza: 2 Destrezza: 3
Costituzione: 2 Intelligenza: 3
Carisma: 4

Descrizione Fisica



- DATI ANAGRAFICI -  

Nome:   Vezra;                                                                                                                    
Cognome: Nerjie;                      
Età:  30;
Origini: Marocchine;
Segno zodiacale: Toro;
Altezza: 170 cm;
Peso: 65 kg;
Occhi: Neri, ama valorizzarli con kajal marocchino;
Capelli: Bruni, mossi e lunghi;
Religione: Mussulmana non praticante;
Hobby: Danza del ventre, cucinare piatti della tradizione marocchina, ascoltare le storie degli altri e dei luoghi, scrivere e fotografare.
Lingue parlate:   Madre lingua Araba, ottima conoscenza dell'inglese, francese, ceco, latino, aramaico, greco, lettura dei geroglifici.
Lavori: freelancer come giornalista, recensionista, insegnante di lingue e insegnante di danza del ventre

ATTRIBUTI FISICI:

  • Forza:   2
  • Destrezza:  3
  • Costituzione: 2

ATTRIBUTI SOCIALI:

  • Aspetto: 3
  • Carisma: 4
  • Persuasione: 3

ATTRIBUTI MENTALI:

  • Intelligenza: 3
  • Percezione: 2
  • Prontezza: 2

VIRTU':

  • Coraggio: 4
  • Coscienza: 2
  • Self - control: 4

ATTITUDINI:

  • Empatia: 4 (guadagnare fiducia);
  • Espressività: 4 ( giornalismo);
  • Intimidire: 1
  • Schivare: 2
  • Sesto senso: 2
  • Sotterfugio: 4 ( Seduzione).

CAPACITA':

  • Espressione artistica: 4 ( danza del ventre);
  • Mischia: 2
  • Sopravvivenza: 2

CONOSCENZE:

  • Accademiche: 3
  • Informatica: 1
  • Investigare: 4 (RIcerche)
  • Occulto: 1
  • Linguistica: 4 (linguaggio cifrato)

 

 

 

 

 

 

 

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- STORIA -



 

Marrakech - 9 mesi prima del concepimento anno 1984

Non si ha scelta di poter decidere del proprio destino quando si è una donna e si nasce in una salda società patriarcale. Si accetta spesso in silenzio le decisioni del capofamiglia e si fa di tutto per rispettarle e non deludere, rinunciando ai propri sogni. Il nonno di Vezra aveva già stretto una promessa con uno dei suoi più cari amici di famiglia. Il loro giovane figlio Khalid, avrebbe preso in moglie Yasmine non appena compiuti i 14 anni.
I 14 anni per Yasmine arrivarono, da pochi anni divenuta una giovane donna, il suo volto fu presto coperto dal velo. Khalid poco più di un diciottenne, già lavorava presso l' attività commerciale del padre, non le era permesso di vederla o anche solo incontrarla, finchè non sarebbe divenuta la sua seconda moglie.

Il matrimonio si svolse secondo le tradizioni mussulmane e fu in questa occasione che i due si incontrarono e videro per la prima volta. Sul viso di lei c'era solo un velo sottile colorato e la sua figura era magnifica con le stoffe pregiate e colorate usate per le nozze. Gli hennè sulle mani e piedi. Quel copricapo metteva in ombra la sua pelle bruna, risaltandone la morbidezza di quelle labbra in carne, fatte per essere baciate. Gli occhi di Khalid si soffermarono a lungo a guardarle, ammutolito senza alcuna espressione, nonostante le stesse già ringhiando contro il suo desiderio, sorpreso di avere tra le mani una tale bellezza. C'era la paura negli occhi neri di Yasmine, paura perchè non avrebbe più avuto la sicurezza dei suoi genitori, dal momento che sarebbe diventata una proprietà esclusiva del suo futuro marito e una compagna /sorella della prima moglie.

Yasmine perse la sua verginità nella stessa notte delle nozze, travolta dal desiderio di Khalid nel possederla. Gli incensi offuscavano l'aria calda della notte, i veli del baldacchino si gonfiavano al soffio della brezza, cuscini a terra e lenzuola tirate via da un lato. Si sentivano i loro respiri alterati, ma quello di Yasmine non era piacere. In silenzio versava lacrime di paura, rigavano i suoi alti zigomi bruni e gli occhi ormai annaquati, irrigidita e con una smorfia sul viso celato dai folti capelli, mentre lui giaceva su di lei, sentendone i suoi ansimi, i suoi sospiri contro il proprio orecchio, nel chiamarla e quelle mani nel cercare i suoi fianchi. Infine lui sfinito si accasciò su di lei, addormentandosi. Yasmine rimase sveglia tutta la notte, senza fare nulla, dire nulla. Quello che non sapeva la giovane donna era che sarebbe rimasta gravida quella stessa notte. Non c'era notte che lui non la cercasse e questo scaturì gelosia nei confronti della prima moglie, che si sentì per la prima volta messa da parte. Lei più vecchia di Yasmine, meno avvenente di Yasmine.

Nei quattro mesi successivi iniziò a percepire malesseri, tipici segni di una gravidanza. Fu il medico curante che avvisò il marito delle sue condizioni, era in dolce attesa. L'espressione dell'uomo si illuminò di contentezza nel sapere che avrebbe avuto presto un erede, ma non sapeva che si trattava di una femminuccia. Yasmine prese consapevolezza in quei 9 mesi di gravidanza, sarebbe divenuta una madre, non doveva più badare ai figli della prima moglie. Come ogni donna non le era permesso di poter lavorare, poichè il suo compito era quello di occuparsi della famiglia e dell'educazione dei figli. La prima moglie aveva ovviamente lei il comando in casa, era lei che si occupava di Yasmine, lasciandole poco respiro, opprimendola. Fu però lei ad aiutarla a partorire quando arrivò il momento.


6 Giugno 1984: Nascita di Vezra, i primi undici anni della sua vita. educazione e infanzia

Era da poco sorta l'alba e l'aria era mite dal calore del sole, nonostante fosse già Giugno. Quella mattina le urla e i grugniti di Yasmine ruppero il silenzio nella casa. Khalid era già uscito per lavoro, i figli maschi della prima moglie erano stati allontanati ed era rimasta solo la compagna in casa e il medico ad assistere che non vi fossero complicazioni durante il travaglio. dopo lunghe agoniate ore, Yasmine esausta trasse un ultimo sospiro quando sentì il vagito della figlia porre fine alle sue sofferenze. Il sudore imperlava la sua fronte, bagnava i suoi capelli e il suo cuscino sulla quale era appoggiata. Con lacrime agli occhi e quel sorriso sincero, puro di una madre, la strinse a sè, nel suo caldo abbraccio per poter allattarla al seno, sfinita. Khalid rientrò al tramonto quando lui tornò raggiunse la compagna e quegli occhi indagatori cercarono subito il piccolo fagotto. Lui non espresse nessun pensiero, nessuna espressione di felicità o di delusione verso la moglie che fece dono non di un maschio, ma di una femmina. Si avvicinò senza battere ciglio verso la compagna distesa su delle coperte, mentre tratteneva stretta al suo seno la neonata. Guardò a lungo i capelli della piccola neonata, figlia Nerjie, poteva vederne i suoi capelli neri, il colore così nero e intenso dei suoi occhi ad attirare come un segnale l'interesse del padre e la sua pelle bruna. Il padre solo dopo aver osservato con tale cura la figlia, baciò sulle labbra la moglie e sulla fronte la bambina, riconoscendola come propria, per quanto avesse preso molto dalla madre.

 
"Allah ci ha fatto dono di una femmina sana che garantirà a saldare i legami con la famiglia Halif. Vezra sarà il suo nome."

Decise il padre già manipolando il futuro della piccina. Non aggiunse altro e da qui la piccola fu riconosciuta dalla famiglia. Viste le condizioni economiche buone. L'infanzia di Vezra passò nella tranquillità, ricevendo l'amore da parte di entrambi i genitori, tra i giochi dei suoi fratellastri iperprotettivi nei suoi confronti. Una ferrea educazione incentrata sulla religione e la disciplina di rispettare il proprio capofamiglia. Nulla di nuovo insomma. All'età dei sei anni a Vezra viene concessa l'opportunità di poter frequentare privatamente una scuola femminile, viste le condizioni economiche in cui la famiglia Nerjie si trovava. La società del padre andava a gonfie vele e per quanto fosse solo una donna, le fu dato modo di ricevere una sua istruzione. Per Vezra questo significò molto, anzi crebbe il suo senso di autostima, la sua sicurezza la resero una bambina brillante, avida di conoscenza. Prese cognizione di una tale opportunità che non voleva lasciarsi sfuggire e che molto probabilmente avrebbe risentito negli anni a venire.

Adolescenza di Vezra:

Frequentate le scuole elementari, le fu concesso poter proseguire i suoi studi, sempre in istituti femminili, i rapporti con ogni maschio le era proibito e normale che così fosse per ogni ragazza di quell'età che ormai non era più bambina. La madre per quanto cercasse di non darlo a vedere di fronte gli occhi del marito, era orgogliosa che la propria figlia potesse studiare, non c'era sera in cui lei glielo diceva, quando passavano il tempo insieme in cucina e in camera a parlare di argomenti femminili. Il diploma di scuola superiore e dopo di chè al diciottesimo anno di età, ella avrebbe abbandonato gli studi per finire in moglie in un matrimonio combinato e deciso dai capifamiglia al momento della sua nascita. Vezra non era a conoscenza del fatto che il padre aveva già previsto per lei il suo futuro e che si sarebbe dovuta unire in matrimonio con il figlio di un suo socio di affari. La povera Vezra era convinta che avrebbe potuto seguire la sua formazione scolastica e chissà riuscire ad ottenere quel diploma in più che molte delle sue compagne non avrebbero mai raggiunto, una volta finire in moglie a qualcuno. Desiderio ancor più grande poter frequentare l'università per poter farsi il suo spazio un giorno. Illusioni e castelli di sabbia i suoi, quando il diciottesimo anno di età venne raggiunto.

La difficile scelta di Vezra:

I 18 anni arrivano quando meno ce lo si aspetta. Così anche per Vezra ormai diplomata e scoperto una passione per le lingue, il suo tempo di tranquillità giunse a termine. Eh si, era sera, ora di cena, In tavola c'era Khalim suo padre, Yasmine la madre, la prima moglie di Khalim, i due fratellastri e il fratellino minore di Vezra. Fu il padre che annunciò alla figlia il giorno delle sue nozze. Tra una settimana sarebbe finita in moglie ad un uomo che lei non aveva mai visto, che avrebbe abbandonato i suoi studi, per poter concentrarsi a compiacere come compito di moglie, le volontà del suo futuro sposo. Vezra imbiancò alla notizia, i suoi occhi sembravano essere usciti fuori dalle orbite e rimase a lungo tempo a bocca aperta, incredula di quanto le era stato predestinato. Una donna fedele alla propria famiglia, non si sarebbe mai permessa di reagire nel modo in cui lo fece Vezra. Sotto lo schok della madre e di tutti gli altri componenti della famiglia, per la prima volta lei si ribellò, sentendo il suo sangue ribollire nelle proprie vene, salirle al cervello e accecarla di pura rabbia e indignazione. Sarebbe dovuta sentirsi fiera dell'opportunità che il padre le aveva predestinato, ma per lei non fu così. La troppa sicurezza e ormai l'avidità con cui aveva da sempre studiato, non voleva far fallire tutto per aria. Non voleva rinunciare alla propria vita lavorativa per un uomo.

"Mai!"

Fu duro il tono, il modo in cui scattò in piedi, il modo in cui andò a strapparsi via dalla testa il proprio velo per sbatterlo lì sulla tavola, sotto gli occhi del padre che fiammeggiavano di altrettanta rabbia per l'indisposizione della figlia che lo stava sfidando apertamente. La tensione alle stelle e poi quello che avvenne subito dubito fu il caos. Il padre scattò con irruenza verso di lei, schiaffeggiandola e Vezra cadde di sedere a terra, la sedia rotolò su un lato e le donne si sbrigarono a far allontanare gli altri figli, senza permettersi di intromettersi. Con le lacrime agli occhi per il dolore, per la rabbia che saliva lungo la sua gola, cercò di rialzarsi per poter affrontare il padre, o quanto meno scegliere la fuga, come sua conquista di libertà. Ma il padre la intercettò e si avventò strattonandola per i capelli e trascinandola fuori per la strada. Vezra si dimenava cercando di scalciare e con le mani aggrapparsi ai polsi del padre. Sentiva bene le sue parole.
 
" E' questo quello che ti è stato insegnato in tutto questo tempo!? Comportarti come un'eretica! Osi rifiutare il dono che Allah  ha previsto per te?! Verrai punita per la tua insolenza e imparerai a stare al tuo posto e rispettare le scelte che sono state fatte per te !"


Le botte non si sprecarono quella sera di fronte a tutti, lì per strada, Khalim doveva dimostrare di essere un vero capofamiglia e qualora si fosse lasciato sopraffare dai capricci di una donna, la stima che avrebbero avuto in lui, sarebbe scesa. Vezra si ritrovò con diversi lividi sul viso, sulle braccia e sulle gambe. Fu la madre che si sbrigò ad andare a recuperare la figlia, quando il padre ritenne che la lezione fosse finita e si allontanò. Lei rimase inerme distesa sul fianco sulla strada, ma non aveva più lacrime ormai e anche il suo respiro sembrava ormai essere spento. La riportò in casa, senza dire una parola, quando il marito se ne andò. Non c'era compassione negli occhi di Yasmine quel giorno, dopotutto era ciò che si meritava.

Vezra per quella notte non fece nulla, il giorno seguente era rimasta in silenzio per tutto il tempo, lasciando credere al padre di essere riuscito a farla stare al suo posto, ma lei aveva un piano, qualcosa che stava già premeditando dopo la lite avvenuta. Attese il buio, preparò rapidamente i suoi indumenti e quello che poteva servirle e infine sgattaiolò via dalla casa in silenzio, assicurandosi che nessuno potesse udirla. Era il momento di preghiera per molti, e la cosa andava a suo favore. Vezra aveva la fortuna di essere rimasta in contatto con una delle insegnanti, un aggancio era tutto ciò che le servisse. Così scappò da lei.

La nuova vita di Vezra:


La famiglia di Vezra e il suo futuro marito non riuscirono ad intercettare dove fosse finita la figlia scappata, o meglio ormai era troppo tardi. Grazie a Zahira e la sua stretta amicizia con Khaled, le due donne riuscirono a lasciare in tutta sicurezza il Marocco, facendone perdere le tracce. Presero il volo per Praga e avrebbero trovato alloggio presso una delle case lasciate a disposizione di Khaled. Vezra ebbe modo di poter frequentare l'università di lingue straniere come interprete arabo - inglese.La difficoltà di dover apprendere un'ulteriore lingua: quella ceca, fu una delle cause che non le permise diambientarsi da subito in una realtà completamente diversa da quella in cui lei proveniva.

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