03:24 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Era tornato il Leon che conosceva..E che stava pian piano imparando a conoscere, anche con i suoi scatti d'ira. Ma quel gesto cancellava tutto. Alla fine, era pur sempre un pirata rinchiuso e costretto fra quattro mura. Si sarebbe stancata e stressata anche lei al suo posto. Annuisce piano al suo invito, stringendo con delicatezza la mano che aveva afferrato la propria. Si lascia così guidare verso lo spazio dedicato alla sua degenza, sentendo ancora il freddo scorrere lungo la propria schiena. Si prospettava una lunga notte. Nonostante il gesto quasi spontaneo, l'imbarazzo è quasi inevitabile. Ma cerca di sorvolarvi e di comportarsi da adulta. Stava accettando pian piano quei sentimenti, ancora un pò confusi nella propria mente e nel proprio cuore. La pioggia intanto prosegue, come se non avesse mai piovuto sull'isola. I vetri vengono rigati dalle gocce. Ma almeno li dentro, non faceva freddo. Non più.

03:14 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Le loro labbra si incontrano, per la seconda volta. Leon ne assapora con piacere la morbidezza e il profumo, delicato e avvolgente, carico di sensazioni che iniziano a diramarsi nel suo corpo e nella sua mente, un formicolio alla nuca e un brivido che gli percorre la schiena. Lui le afferrerebbe la mano per tenerla ancora li, vicino, stretta al petto. Vorrebbe rimanere legato alle sue labbra ancora a lungo, come a perdersi in quel gesto, cosi che nessun pensiero e nessun altro sentimento potesse cibarsi della sua anima e della sua mente. « Vieni...» direbbe poi sorridendole. Dopo aver diviso le sue labbra dalle sue, e aver sfiorato nel distacco la sua guancia mancina, la inviterebbe a seguirlo al suo posto, a parlare e trascorrere l'intera notte in sua, piacevole e amichevole compagnia.

03:04 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Sente il calore alle proprie spalle ed una sensazione più piacevole dell'arrabbiatura per il momento prende il sopravvento. Rimane ancora un pò ad occhi chiusi, sentendo l'abbraccio avvolgerla delicatamente. Sente la sua domanda, vicina al proprio orecchio, e la rabbia defluisce abbandonandola. Il braccio destro viene piegato e la mano sollevata verso il viso del pirata. Ancora fredda ed un pò umida, la mano andrebbe a posarsi sulla sua guancia. Il cuore le batte più veloce, da quando l'ha bloccata. Il viso viene pian piano sollevato e voltato in direzione dell'altro. Gli occhi dorati vengono aperti e puntati su di lui. Con la mano destra, che aveva pocanzi sollevato, lo guiderebbe con un tocco morbido e lieve per farlo voltare di qualche centimetro verso di lei. Avvicina maggiormente il viso, scoccando un breve e flebile bacio, ricercando per una volta le labbra del capitano. «si..» Sussurra poi, calmandosi infine. Il cuore non smette di battere all'impazzata, mentre le guance si colorano di un rosa più acceso.

02:50 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Lei si appoggia finalmente a lui, adagiando la schiena sul suo torace ancora in pulsante fermento, bollente di adrenalina. Il contatto con i suoi capelli bagnati per poco non fanno evaporare l'acqua assorbita sotto la pioggia, in uno sfrigolio e rivoletti di fumo. Leon appoggerebbe il mento sulla sua testa, con delicatezza...sentirebbe il bisogno di chiedere ancora scusa, ma sarebbe forse troppo per lui. Lascia scivolare la mano destra, dalla spalla della Tyler, più giù, fino ad avvolgerla e tirarla ancor più a se, stringendo con le dita la spalla di lei, opposto, con il braccio dello spadaccino che le attraverso lo spazio tra il collo e la linea dei seni. La sentirebbe tremare, di sicuro per il freddo, forse per il nervoso e la delusione dell'accoglienza ricevuta. « Scuse accettate...? » chiederebbe infine quasi in un sospiro per conferma, al suo orecchio.

02:43 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] La mano sulla propria spalla la blocca quasi subito. Fissa il muro davanti a sè, non voltandosi per il momento. Sente ancora la rabbia montarle dentro. In fondo, era venuta li per fargli compagnia ed informarlo di ciò che era accaduto fuori di quelle mura.. E poi giungono le scuse. Inspira l'aria a pieni polmoni, rilasciandola poi in un lungo sospiro. Tanta pazienza. Tanta, tanta pazienza. China il capo, chiudendo gl'occhi dorati. Così vicini, andrebbe ad annullare le distanze fra loro. La schiena viene appoggiata contro il petto di lui. Trema, e già poteva sentirlo quando la mano l'ha bloccata. Trema da quando è arrivata, poichè il freddo sembra attanagliarle la carne. «...» Rimane a lungo in silenzio, forse per lasciarlo sulle spine. Si morde infine il labbro inferiore. «Scuse accettate..» Borbotta infine, facendo sbollentare l'arrabbiatura. Non rialza ancora il viso e non apre per il momento gli occhi dorati. Rimane semplicemente appoggiata contro di lui.

02:31 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Ecco...l'ha fatta arrabbiare! Non vi sono dubbi, quando Leon è fuori di se, non c'è verso che le cose vadano bene. Vedendo i capelli zuppi della compagna, e le sue spalle che non gli concedono varchi, sente scemar via la rabbia, lasciando spazio ora al risentimento, per se stesso. Allungherebbe la mano che prima ha picchiato il muro, cosi da posarla con delicatezza sulla spalla di lei. Per alcuni lunghissimi secondi non direbbe nulla. Poi...ancora in un sussurro, facendosi decisamente più vicino, quasi a sforarne i capelli bagnati con il petto nudo e fasciato, considerata la differenza di altezza, direbbe: « Scusa...» semplice e secco, ma sommesso. Ovviamente ha sentito la sua allusione a delle notizie, ma adesso è decisamente più importante far pace con lei...

02:15 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Lascia così andare la sua mano. Le proprie vengono portate ai fianchi, ed un'espressione particolarmente stizzita si disegna sul viso della ragazza. «No, non mi sono allenata. Sto aspettando che esci da questa gabbia.» Commenta con tono che riprenderebbe quello del capitano. Il sorriso che stava tentando pocanzi svanisce, lasciando posto ad un'espressione più seria. «Ma ho vissuto sulla nave di Sir Spike Maleficus abbastanza a lungo da imparare comunque a difendermi. Non te lo scordare.» Sbuffa appena, voltandosi ora. I lunghi capelli rimangono appiccicati in parte alla schiena, pesanti e zuppi d'acqua. Muove ora il proprio passo, iniziando ad allontarsi da lui per avviarsi verso il letto destinato al riposo del pirata. «Uno viene con delle notizie..» Mugugna con tono particolarmente seccato, fra sè e sè. Lo lascia li, senza voltarsi.

02:07 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] « Mmh...» mugugna Leon alle parole della Tyler. Meglio riacquistare la calma e lasciar perdere...comunque non uscirà di li prima dei giorni previsti. Mettiamoci l'anima in pace. Il Jones ascolta la velata minaccia dell'amica, che lo fa sorridere leggermente, ma ne risulterà forse più una smorfia ancora troppo tirata: « Tu? » risponde dunque stupito. « Non dirmi che in questi giorni di mia assenza tu ti sia allenata con il bastone...» commenta sarcastico ma ancora con voce troppo bassa e carica di tensione per essere quella tipica del suo scherzare con Galia. Ovviamente inutile sottolineare il fatto che le lascia fare qualsiasi gesto lo riguardi.

02:02 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Sospira. Qui ci voleva la sua innata pazienza, quella che aveva imparato a padroneggiare negli ultimi anni. Afferra così la sua mano, ancora stretta in un pugno. Lo sguardo dorato viene abbassato su di questa, abbandonando per qualche attimo il viso del pirata. La mano della navigatrice è umida e fredda, praticamente gelata. Col palmo rivolto verso l'alto, sostiene la mano del pirata. Vi avvicina anche la destra, che inizia a spolverare via la polvere caduta dopo quel colpo. «Sei convalescente.. Se volessi, ti farei male anche io.» E quella suona quasi come una minaccia. Solleva lo sguardo in contemporanea a quelle parole. «Tra poco uscirai.. E ci sono alcune cose che devi sapere..» Fa una pausa, sostenendo lo sguardo dell'altro. «Ma prima cerca di calmarti e di non prendere a pugni qualcos'altro.. ok?» Chiede, tentando ora un lieve sorriso. Trema ancora per il freddo, ma tenta di non farci troppo caso.

01:55 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Leon si lascia afferrare la mano, o meglio, il pugno ancora stretto. Continua a fissarla con occhi immobili, sguardo troppo serio per essere uno sguardo indirizzato alla Tyler. « Farmi ancora male...un muro?! » anche in quelle parole non riuscirebbe a tenere a freno l'evidente rabbia, e quell'impotenza che sente come una corda al collo tenerlo legato al suo letto, li in clinica...« Non posso uscire, lo sai...se potessi avrei già buttato giù l'intero edificio...» commenta ancora sibilando. I suoi occhi si abbassano finalmente sul viso di Galia, prima immobili a fissare le ombre dietro di lei. Vorrebbe chiedere il motivo della sua presenza li, ma in un lampo di fredda lucidità intuisce che potrebbe, alterato com'è, far sembrare la domanda come se avvertisse fastidio persino di quella visita.

01:39 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Rallenta pian piano il passo, fino a fermarsi nei pressi del capitano. L'osserva con attenzione, notando sempre più quell'espressione arrabbiata. Non commenta per il momento, cercando di mettere da parte l'imbarazzo che dovrebbe in effetti sorgere. Per il momento c'erano cose più importanti, come il fatto che il Jones sembrava intenzionato a buttar giù l'edificio pur di uscire da li. «Vuoi farti male ancora?» Chiede con tono un pò seccato, allungando la mano sinistra per cercare di catturare quella che si è scontrata contro il muro. Non vi imprime forza. Vuol afferrarla, ma solo le l'altro glielo concede. «O vuoi aprire un varco nel muro?» Chiede dunque, sollevando gl'occhi chiari verso quelli scuri del pirata. L'espressione sul suo viso è seria e per il momento non pare sorridere. I capelli sono appiccicati al profilo, donandole quell'aria di pulcino bagnato. Ma in effetti, non era solo bagnata... Era totalmente zuppa. Talmente tanto che stava giocando con la sorte per non prendersi un raffreddore di quelli seri.

01:33 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Leon lascia cadere il pugno lungo il corpo, ancora ben serrato però e rimane a fissare la figura di Galia che si china con grazia per raccogliere l'ombrello cadutole poco prima. Il capitano la osserva, bella com'è, avvicinarsi a lui lasciandosi dietro una scia d'acqua. Lo spadaccino ne dedurrebbe che fuori il tempo non è dei migliori. Nonostante l'apparizione dell'amica, e l'imbarazzo che dovrebbe regnare dopo l'ultimo incontro, misto alla solita pace nel vederla, non riesce a placare la sua espressione infuocata, come una fiamma che brucia nelle sue iridi nerissime, e la sua espressione rimane quella di una fiera tenuta a stento da delle funi invisibili. « Resisto...» l'unica risposta di Leon, ancora in un sibilo, e anche un po stranito dalla bellezza e dal portamento della Tyler.

01:23 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Sospira sommessamente, osservando da quella posizione la scena. Lentamente, flette sulle propria ginocchia, chinandosi verso il pavimento. La mano destra a ricercare l'ombrello rovinato a terra, stringendo con una presa più salda il manico. Con movimenti morbidi e lenti, andrebbe a risollevarsi, facendo attenzione a come si muoveva vista la lunghezza della gonna, non propriamente adatta a quel genere di movimenti senza che si alzi.«Che stai combinando?» Domanda con tono basso per non disturbare gli altri pazienti, sebbene il capitano ci stia mettendo del proprio a farlo. L'ombrello viene poggiato contro il muro più vicino, quello che separa la sala degenze con l'ingresso dell'edificio. Una volta sistemato, tornerebbe a muovere il proprio passo questa volta in direzione del Jones. Ogni passo, lascia dietro di sè l'acqua piovana sul pavimento. Continua ad osservare l'uomo, senza lasciarsi intimorire da quella strana aria che aleggia intorno a lui. Par seccato ed ella, dal canto suo, non lo biasima: rimanere li dentro era una vera tortura. Gli si avvicina, intanto. Un passo dopo l'altro la conducono nella sua direzione.

01:16 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Le nocche ancora fisse al muro, la crepa creatasi sotto le sue dita e la polverina dei mattoni frantumati e dell'intonaco che scivolano come se fosse sabbia di una clessidra ai suoi piedi. Leon osserva il muro davanti a se con la mascella serrata...quel gesto ovviamente non è bastato a placare la sua smania. Un sussurro e un rumore sordo, di metallo che cade al suolo attira la sua attenzione. Una figura è ferma nella penombra in fondo al corridoio. Il Jones ispira attraverso le narici l'odore che pervade l'aria e attraverso il forte odore di asettico e disinfettato, tipico degli ospedali, percepisce chiaramente un odore assai familiare, come di rosa.« Galia...» direbbe quasi in un sibilo, ancora con le fauci serrate e gli occhi chiusi a fessura.

01:06 Galia Tyler [Clinica W7|Sala] Continua con quel suo passo svelto, agitando anche troppo i campanellini. Oltrepassa l'ingresso, per raggiungere così il corridoio che separa le due file di lettini. Subito il suo sguardo va alla ricerca del capitano, trovandolo poco dopo proprio li, in piedi. Non che lo veda istantaneamente. E' un rumore, relativamente forte, a farla sobbalzare e voltare verso di lui. Sussulta, spaventandosi in quell'attimo. Ferma il passo poco dopo l'ingresso nello stanzone. Per lo spavento, la mano destra lascia andare il manico dell'ombrello nero, che ora rovina sul pavimento. «Leon..» Mormora con tono basso, sentendo il cuore battere ancora forte. I rumori forti la facevano sempre sobbalzare, quasi al limite del terrore. Gronda d'acqua ancora e per asciugarsi ci vorrà un bel pò. Il freddo le attanaglia le membra e li dentro, con il calore del luogo, percepisce ancor più freddo per il contrasto climatico. Rimane ferma, poco dopo l'ingresso, senza ancora raccogliere l'ombrello.

01:01 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] E ancora quella maledetta passeggiata, come un pendolo dannato che scandisce i secondi che dividono un leone prigioniero, prima della sua liberazione! Se avesse le zanne sarebbero anch'esse ben visibili tra i denti, serrati a trattenere la lingua, prima che questa possa dar sfogo alla sua insofferenza. I pugni stretti, talmente tanto, da far diventare lividi i palmi, e bianche le falangi. Si arresta, e con un moto improvviso muove la spalla destra in un mezz'arco, sollevando il braccio e il pugno che si va a schiantare contro il muro sinistro del corridoio! Speriamo che nessuno abbia da lamentarsi...la crepa nella parete è già ben visibile.

00:50 Galia Tyler [Clinica W7|Esterno] La porta si schiude, lasciando così entrare la giovane navigatrice. Gronda d'acqua. I capelli sono appiccicati intorno al profilo del suo viso. Gl'abiti sono completamente incollati al proprio corpo, mettendo ben più in vista di quello che in effetti desiderava quando aveva indossato quegl'abiti. La porta viene chiusa dietro di sè ed uno sguardo dorato viene portato quasi subito verso la reception, come sempre alla ricerca di eventuali medici o infermieri che possano bloccarne l'ingresso. Non ci pensa su due volte. Si avvia verso i corridoi, lasciando dietro di sè una lunga striscia bagnata sul pavimento. Purtroppo non poteva farci molto.. Si sarebbe scusata, forse, prima o poi.. La direzione è chiara: la sala degenze. E non dista nemmeno troppo. Ogni passo è scandito dal chiaro e argentato suono dei due campanellini che la seguono sempre, vegliando su quella giovane donna da anni. Non impiega troppo. Non corre, ma il pasto sostenuto non è calmo come al solito. E' più spedito, come se avesse una qualche fretta.

00:43 Leon D. Jones [Water Seven][Clinica|Corridoi] Leon è al limite, e purtroppo per i suoi "colleghi" di degenza, la situazione è anche piuttosto visibile. Non ne può più di stare chiuso li dentro, e per tenere a freno, a malapena, la voglia di muoversi, ora si muove su e giù per i corridoi dell'edificio con le mani che si agitano lungo il corpo, petto nudo con unico indumento una fasciatura che gli attraversa il costato, medicazione obbligatoria che nasconde il foro ricucito nel quale se ne stava il famigerato proiettile. A piedi scalzi e con i soli jeans va su e giù, ad ampie falcate sbuffando ripetutamente. « Sono solo a metà...» replica a denti stretti.

00:36 Galia Tyler [Clinica W7|Esterno] Piove. Continua a farlo da quando aveva abbandonato le vie della città alta. Il passo condotto adesso è veloce, quasi una corsa. L'ombrello è chiuso, il manico tenuto stretto con la mano destra e lasciato lungo il proprio fianco. Indossa ancora la camicetta bianca di pocanzi, così come la gonnellina plissettata nera. Di tutto il suo abbigliamento, solo gli anfibi neri sono adatti a quella situazione meteorologica, lunghi fino alle ginocchia. La pelle scoperta è fredda, mentre è totalmente zuppa visto che l'ombrello ora è chiuso. Ma per correre, con quel vento, non era l'ideale per lei mantenerlo aperto. Rischiava di volarsene via, per quanto era leggera. I passi veloci la conducono in direzione della Clinica di Water Seven, sua meta. L'edificio non è troppo distante dalla sua posizone ed il passo veloce le fa tagliare i metri velocemente. Una volta giunta in prossimità, rallenta il passo fino a fermarlo davanti l'uscio. La porta viene sospinta verso l'interno e lentamente, con un bel pò di fiatone e un lieve tremolio che le scuote interamente il corpo, entra all'interno del luogo, all'asciutto.