04:55 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] E' un ragazzo bizzarro, ormai l'aveva appurato. Con un nulla, entrava nel pallone, ma ancora non aveva compreso il motivo.In fondo, ognuno aveva le proprie motivazioni. Ascolta il rallentare della pioggia, fino a cessare. Li sopraggiunge quel che pare quasi una minaccia. «In..che senso..» Inizia a temere per la propria incolumità. In fondo, la promessa verteva proprio su questo. Rimane li impalata, in piedi vicino al tavolo. Annuisce solamente, osservando le sue spalle mentre inizia ad avviarsi. «Si, ce l'ho...» Mormora con tono basso. Alla sua domanda, tuttavia, rimane per un momento paralizzata. Tutto quel parlare l'aveva quasi messa in crisi. L'ora poi era tarda e non aiutava per niente. Sospira sommessamente, avviandosi dietro di lui. I passi vengono allungati in modo da raggiungerlo in breve tempo ed affiancarlo. «Va bene...» Commenta con tono basso. Cosa sarebbe successo, solo il Grande Demone Celeste lo sapeva. Abbandona per quella nottela Biblioteca, quasi allo scadere del suo turno.

04:54 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] E' un ragazzo bizzarro, ormai l'aveva appurato. Con un nulla, entrava nel pallone, ma ancora non aveva compreso il motivo.In fondo, ognuno aveva le proprie motivazioni. Ascolta il rallentare della pioggia, fino a cessare. Li sopraggiunge quel che pare quasi una minaccia. «In..che senso..» Inizia a temere per la propria incolumità. In fondo, la promessa verteva proprio su questo. Rimane li impalata, in piedi vicino al tavolo. Annuisce solamente, osservando le sue spalle mentre inizia ad avviarsi. «Si, ce l'ho...» Mormora con tono basso. Alla sua domanda, tuttavia, rimane per un momento paralizzata. Tutto quel parlare l'aveva quasi messa in crisi. L'ora poi era tarda e non aiutava per niente. Sospira sommessamente, avviandosi dietro di lui. I passi vengono allungati in modo da raggiungerlo in breve tempo ed affiancarlo. «Va bene...» Commenta con tono basso. Cosa sarebbe successo, solo il Grande Demone Celeste lo sapeva. Abbandona per quella nottela Biblioteca, quasi allo scadere del suo turno.

04:46 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Accaldato, quasi sudato, ma finalmente libero! Sfiata dalle labbra un bel po' d'aria calda che si mescola con l'ossigeno dell'ambiente. Riprende il proprio pallore, lasciando calare la temperatura corporea. La osserva mentre arretra, ovviamente non è stata colpa sua, non ha forse colto l'imbarazzo del professore che non riuscirebbe ad esprimersi..non quando ella muove le proprie dita sul suo corpo, una sorta di calamita lei, un magnetismo del tutto particolare che scombussola la sua bussola mentale rendendola praticamente inutilizzabile: al pari dell'algamatolite su un fruttato! « MH?! »mormora, pesantemente, arcuando un sopracciglio su una fronte piena di pieghe e quindi rughe « ..... » silente la guarderebbe di sottecchi ricambiando quello sguardo. Ci tiene, fuori dubbio. Mani che verrebbero portate ai fianchi, chiuse in due pungi, assumendo quella che è la classica posa di Peter Pan(?). « Vedremo se sarà capace di mantenere tale promessa!! » tuona sollevando la voce e spezzando la quiete del loco. Non urla, ma si fa sentire. Nel frattempo la pioggia ha smesso di scendere, non v'è più quella piovana acqua a bagnare le strade e la sua mole nel caso volesse far ritorno. Volge lo sguardo oltre una finestra, accorgendosi di non udire quel ticchettio continuo a cui ormai aveva quasi fatto l'abitudine. « Ne approfitto per tornare alla nave...» tranquillamente ormai potrebbe rivelare di averne una «...Ci rivedremo presto in questo luogo..» labbra assottigliate, neanche sul finale le donerebbe un sorriso « Ricordati che hai il mio numero, per qualsiasi evenienza...» sebbene questo dovrebbe risultare in parte rassicurante, per la donna. Sospira, le dona le spalle e si incamminerebbe verso l'uscita. Compie qualche passo e poi si ferma, tradito dai sensi di colpa « Vieni anche tu?! »domanda, senza voltarsi, attendo la donna e la sua replica.

04:38 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Le sembrava di esser tornata indietro nel tempo, quando il fratello le vietò di seguire una persona a lei particolarmente cara. Ma era suo fratello e lei era ancora minorenne.. Sussulta, quando questi si solleva di scatto. E muove anche un passo indietro, lasciandogli spazio per un momento allarmata. Non se l'aspettava, probabilmente. La mano viene posata sul tavolo, vicino al bordo. Coglie quella domanda e per un momento le sembra di rivivere quel pomeriggio. «Mi ha promesso..» Per un attimo, abbasso lo sguardo. Quell'uomo era in grado di imbarazzarla anche in sua assenza.. Si ritrovano ora uno di fronte all'altra. Gli occhi tornano a sollevarsi su di lui, cercando gli occhi smeraldinei. «CHe niente e nessuno mi farà del male.. Di proteggermi ora e sempre.» Asserisce infine «Ma se è di questo che ti preoccupi.. So badare da sola a me stessa.. L'ho sempre fatto, fin'ora..» Non tenta un nuovo contatto, incerta di una eventuale reazione.

04:29 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Rosse le guance, sconcia quella visione con l'uomo chiaramente in subbuglio per quelle vampate di calore che salgono dallo stomaco ed infiammano le guance, quasi laviche apparirebbero. Ciondola il capo, mentre quel calore umano passa dalla mano della donna alle nocche del professore fino a giungere alla punta delle dita. "..e se diciamo una bugia..non è una mancata verità?! " solleva un sopracciglio nel momento in cui quella frase giunge ai suoi padiglioni, sebbene non sia ancora in grado di recuperare, chiaramente a disagio, deve riprendere la sua concentrazione e non è cosa facile. Frasi che si susseguono e giungono alle sue tese orecchie « Eccellente...» biascica « Un sogno, uno scopo...» farebbe eco, sorvolando volutamente sul capitano « Tutte cose degne di nota...» sebbene non approfondirebbe ancora quell'argomentazione. Ora non si tratta di semplice rossore..dopo la penultima frase udita tutto il suo viso da pallido diventerebbe rosso, rosso come il fuoco, come la lava di un vulcano vivo, sembrerebbe una teiera pronta ad esplodere! Scatta dalla sedia, sollevandosi, così facendo, potrebbe perdere il contatto con la mano della donna, tentando di divincolarsi da quella che sembrerebbe esser una morsa, una stretta per lui, quelle parole poi...hanno solo posto la ciliegina sulla torta. Riuscisse o meno nei suoi intenti..ciò che è certo ..è che direbbe infine « E lui cosa ti ha promesso?! » chiede, sollevando un sopracciglio e tentando di riportare lo sguardo verso la donna «.....» silente attenderebbe una risposta. Sorvola anche sulla noia, quella di certo non esiste quando ti trovi in un gruppo di scalmanati come i Diamond! Attende, in piedi, qualora fosse riuscito a sollevarsi.

04:14 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Ascolta quelle parole, lasciando che un lieve imbarazzo le colori le guance. Non era tipo da prendere i complimenti e lasciarli scivolare via come se niente fossero. Questi venivano raccolti, e tenuti stretti. Ogni singola parola, ogni singolo gesto, avevano un peso sul suo cuore e sul suo animo. E spesso e volentieri, sentirsi omaggiata la metteva un pò a disagio. «Non ti ho mentito.. Non te l'ho solamente detto..» mormora ora, ascoltando le sue parole. La mano destra poggiata sopra la sua, lo strano balbettio che improvvisamente lo prende. Che sia per la rabbia? Non sembra farvi caso ed anzi, mantiene quella mano sopra la sua per il momento. «Che ho promesso?» Chiede, ripetendo la domanda che le ha posto. «Di essere la sua navigatrice..Per questi ed altri mari.. Mi ha donato una nuova vita, da quando ci siamo incontrati.. Avevo perso tutto, ma sono tornata. Con uno scopo, un sogno, un capitano..»Il tono è sincero, così come il lieve sorriso che si dipinge sulle sue labbra. «Avrei voluto conoscerti prima..» Commenta infine, distogliendo lo sguardo dalla sua figura. «Sarebbe stato interessante, navigare al tuo fianco, per Ryuho.. Sembrate non annoiarvi mai e probabilmente è così..» Non smette di sorridere, calma e gentile anche nel tono della voce.

04:01 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Labbro inferiore che sovrasta e cela il labbro superiore, una mimica quasi buffa che esprime la sua parte d'anima incredula, non sa se crederle o meno. Dopotutto una mancata verità è una bugia..ed egli è un tipo che affida i suoi giudizi alla logica e alle probabilità. Quel giorno, in uno stato d'animo diverso, non si è affidato alle sue ideologie e Crack! qualcosa si è rotto, un errore è stato commesso..o meglio egli lo vedrebbe come tale. « .. e per questo che Lui..» riferendosi al top hat « Non te l'ha chiesto..» sentenzia non distogliendo ancora le pupille da quelle dorate iridi «..e per questo l'ho fatto io..» biascica « ..consapevole che saresti stata un'ottima compagna di viaggio, una navigatrice, avremmo potuto solcare tutti i mari di questa rotta...»esagera, fantastica, si spinge in là con la lingua « Se avessi saputo la verità..» riferendosi ovviamente al suo impegno, a quella promessa da quanto ha potuto capire «..non te l'avrei mai chiesto..» sentenzia « Una questione d'onore.» infine direbbe, serioso. Ed ecco una mossa vincente della donna, la sua mano che si posa su quella del professore. Muove il capo, piuttosto lentamente e quelle iridi vanno a fissare quella coppia di mani: il dolce arto prensile della donna che sovrasta la sua di mano. Arrossisce, pesantemente, sguardo che verrebbe distolto e capo che verrebbe girato in direzione opposta. Una vampata di calore risale lungo la sua mole, quasi potrebbe cacciare fumo dalle orecchie. « N-Non è per...» balbetta « Q-Questo! » esclama, non per un incrocio delle mani, questo è ovvio « E' una que-questione di sin-sincerità! » riuscirebbe a dire anche questa frase, facendosi capire o almeno si spera. Serra le palpebre e scuote il capo con vigore « Co-cosa hai prom-prom-promesso!! » esclama infine, mentre la respirazione diverrebbe irregolare ed affannosa. Maledetti contatti.

03:49 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Sembra quasi un terzo grado, quello. Corruga la fronte, perplessa. «Stava smettendo di piovere.. Era quasi ora di cena.. E Lilith non ha una gran pazienza, in fattori di cibo in ritardo..» Commenta a mò di giustificazione, rispondendo comunque a quella domanda. Ascolta le altrui parole. Sospira infine, non riuscendo a trovare un senso in quelle parole. «Ryuho sapeva.. Quando ci incontrammo, c'era anche il mio capitano..» Entrambe le mani ora vanno a posarsi sui braccioli della sedia. Con un gesto lieve andrebbe a rimettersi in piedi, facendo ondeggiare la gonnellina e trillare i due campanellini.«Rayne..» Lo chiama nuovamente. Gli occhi dorati non si abbassano per un istante, mantenendo quello sguardo fisso, sicuro. «A me dispiace.. Ma non credo che hai sbagliato.. Sei stato sincero nel chiedermelo.. E ti chiedo scusa se non lo sono stata altrettanto nel rifiutarmi.» Par sincero il tono così come la sua espressione. Andrebbe a tagliare le distanze. Va a sollevare la mano destra, tentando di posarla sulla mano destra spalmata sul libro. «Non avevo capito, che ci tenevi così tanto...» Asserisce poi, con tono più basso.

03:37 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] incrocia i pollici (?) e poi li snoda, con quelle mani congiunte come se stesse pregando, sebbene non sia un credente, per niente; l'unica cosa a cui crede è la forza della Logica, la sua logica, il suo modo di vedere il mondo, del tutto personale e unico. Ciondola il capo con quelle labbra che rimangono serrate, ancora « Correndo sotto un temporale...? » solleverebbe un sopracciglio, ponendo quella domanda retorica che non necessita di nessuna risposta « Mh..» mormora, un misto tra l'esser stizzito e l'esser divertito da quella domanda, solita, di certo non in aspettata, quasi prevedibile« Oltre al fatto di non aver accettato..» ecco cosa c'è che non va, in primis « ..anche il fatto di avermi tenuto nascosto che...» sospira, deglutendo infine un grumo di saliva « Che in pratica hai già un capitano, una ciurma e quant'altro! » asserisce, con aria seriosa, guardando le altrui pupille, sostiene lo sguardo sebbene non basterebbe molto per far cadere quella sicurezza, è già successo una volta, proprio in questo luogo. Lingua che umetta le labbra e ancora una volta..un sospiro..continui sospiri che riempiono quei momenti di assoluto silenzio « Forse non hai fatto niente...e forse ho anche sbagliato ad invitarti...» oh, questo è certo!! Ha sbagliato e mai più commetterà un simile errore. Scioglie le mani andando a distendere quei palmi ai due lati del libro, spalmandole contro il ripiano di legno. La guarda, fisse le sue iridi ed attende, volenteroso di ricevere risposta.

03:28 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Le mani smettono di lisciare la gonna, fermandosi. Così, anche il suono dei campanellini che l'accompagna per il momento cessa in quell'attimo di immobilità. Lo ascolta, pendendo quasi dalle sue labbra. Si aspetta qualche sinistra notizia. Qualcuno ferito, ammalato, morto.. O chissà cos'altro la sua immaginazione va a pensare. «Oh..» Mormora piano, continuando ancora a non comprendere. «Dovevo tornare a casa.. A preparare la cena..» Non era poi così lontano dalla verità. Inclina appena il capo castano alla propria sinistra. «In che modo sono andata via?» Chiede, cercando di riportare alla mente quel giorno alla Grotta. Gli occhi non si staccano dalla sua figura. L'osserva, lo fissa, cercando di carpire cosa esattamente voglia dire. Ma rimane ancora un mistero, per lei. «Rayne..» Lo chiama ora con voce bassa, raddrizzando il capo. «Cosa c'è che non va?.. Mi ha chiesto di venire con.. Te... Ed ho rifiutato..» Fa una pausa, cercando davvero di capire. «Non è colpa tua..» Sospira infine. «No, non capisco.. vorrei capire, prima di dirti qualsiasi cosa..Cosa ho fatto?» Eccola, fa la fatidica domanda.

03:15 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Sospira con gli avambracci che vanno a poggiarsi lungo la scrivania, le mani che verrebbero giunte sotto la luce di quella lampada da lettura che illumina il ripiano legnoso. Serra quella presa tant'è che la mancanza d'afflusso di emoglobina porterebbe le dita ad impallidire, divenir bianche per un breve istante..fino a quando non molla la presa. Sospira ancora socchiudendo gli occhi e quando quella domanda arriva, la sua anima irrequieta prenderebbe il sopravvento, istinto e non ragione, semplice istinto « E' successo ciò che non doveva succedere...» poche parole, secche, senza un tono, meccaniche quasi «...Non dovevo invitarti a venir con noi, non era mio compito...» scuote il capo, ovviamente il discorso tornerebbe a quel rifiuto a quel giorno in cui alla grotta azzurra l'ha vista scappare sotto un temporale « Perchè sei andata via...» muove ora il capo, con quegli occhietti in parte lucidi che andrebbero a poggiarsi e ricercar le altrui iridi «....in quel modo? » domanda, questa volta non è curiosità..ma apprensione, desiderio di capire. « nfff...» sbuffa ancora aria da quella cavità nasale, potrebbe sembrare annoiato o scocciato in realtà è semplicemente furioso..ma con se stesso, per aver sbagliato, per non esser stato lucido, freddo e logico..cosa che egli vorrebbe, alla costante ricerca della sua perfezione. « Vuoi dirmi qualcosa? » domanderebbe, la fissa, ma non la squadra da capo a fondo, si soffermerebbe sui gentili lineamenti. difficile che quella figura si sia avvicinata senza nulla da dire, forse un semplice saluto o chissà...Attenderebbe.

03:02 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Torna a rallentare il passo morbido, ma solo perchè il tavolo era ormai prossimo, così come la figura dell'altro. Non nota il suo rossore iniziale. Da più peso alle parole, insolitamente poche. Ma soprattutto, al tono distaccato. Il sorriso che solitamente è dipinto sul viso diafano per il momento è consevato. Lascia il posto ad un'espressione più seria e preoccupata. «Che è successo?» Chiede mantenendo quel tono basso e pacato. Osserva la sedia che le viene indicata. Nuovamente, corruga la fronte. No, non riusciva a capire e tutto ciò la preoccupava ogni attimo di più. Lentamente, prende posto, sollevando gli occhi ambrati sulla sua figura. Attende, nel silenzio della biblioteca, aspettandosi qualche orribile notizia, visto il tono gelido, degno di Drum. Le mani vanno a sistemare la corta gonnellina, lisciando alcune pieghe. La schiena è dritta e non viene appoggiata contro la sedia come se fosse sul punto di mettersi nuovamente in piedi. Le ginocchia sono chiuse, la destra unita alla sinistra. Silenzio, lascia che sia lui ora a parlare.

02:53 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Ancora un suono, uno scampanellare che nel vuoto di quella stanza si propaga generando anche una sorta di eco. Respira profondamente, arrossendo in parte sulle gote, leggermente, un rossore che dovrebbe non esser molto evidente, ma si sa, le donne potrebbero esser ottime osservatrici. Sospira, lasciando scivolar via quell'iniziale imbarazzo, occhi socchiusi, iridi celate, la consapevolezza che ella si stia avvicinando, quel suono sempre più vicino e perfino i passi sulla pavimentazione sembrerebbero confermare la sua tesi. Poi la voce «...» silente andrebbe a voltare il capo, con il labbro inferiore ancora preda dei dentini dell'arcata superiore « No..» sospira « ..avevo quasi finito..» sentenzia, basso il tono, non molto soave la voce. Una risposta quasi programmata, non spontanea, quasi che se fosse..fredda! Sebbene sia solo un meccanismo di autodifesa. Solleva gli occhi e squadra la donna, in quella gonna plissettata e quell'indumento sfarzoso che ricopre il suo busto e la sua femminilità. Sospira ancora, lasciando uscire fiotti d'aria dal naso « Dobbiamo parlare...» sentenzia, secco, sicuro, sebbene il suo volto si scioglie letteralmente dimostrando l'angoscia e il dispiacere che aleggia nella sua anima. Contrito, intristito da quell'infausto avvenimento. Sfila dalla sedia andando a poggiare le chiappe su un ulteriore sedia proprio lì vicino «Siediti..» ordinerebbe con un fil di voce, allargando la mano e mostrandole il posto. La gemella nel frattempo richiuderebbe il libro, il cui titolo resta ancora occultato.

02:40 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] I passi proseguono in direzione del tavolo occupato dal professore. Le mani sono lasciate morbide lungo i fianchi, lasciando che ogni passo le faccia ondeggiare appena. Provoca distrattamente quel suono, che in quella stanza provoca anche un lieve eco visto il silenzio di tomba. Osserva ancora una volta la figura seduta, il cui viso si volta di scatto verso di lei. Rallenta per un momento, incerta per una volta. Corruga appena la fronte, perplessa. Le braccia risalgono lungo la sua figura, andando a posare entrambe le mani all'altezza dei fianchi sottili, sulla cintura della gonnellina plisettata.«Ciao.. Di...sturbo?» Chiede con tono basso e gentile, tornando a muovere i propri passi verso il tavolo e la figura che vi è seduto. Continua a squadrarlo ed osservarlo, in quella flebile luce della lampada da lettura. Sente quegl'occhi verdi addosso, ed un moto di disagio si fa vivo dentro di lei.

02:32 Rayne D. Klaus [Città alta - Biblioteca] Orecchie tese, quasi come se potessero ingrossarsi quei padiglioni diventando parabole pronte a captare qualsivoglia segnale che la sua mente reputi Interessante. Già, perchè tutto ciò che è interessante, rientra nella sfera del desiderio, il desiderio di sapere, di colmare una curiosità, di soddisfare tale curiosità. Scampanellano come sempre quei campanellini e le sopracciglia del professore si aggrottano, gli riportano alla mente una persona, determinati ricordi, determinate situazioni e sensazione che vorrebbe forse non ricordare, non in questo momento di assoluta quiete. Furtivo andrebbe a volgere lo sguardo verso quel suono, lentamente muoverebbe il capo e successivamente le iridi che verrebbero direzionate verso la figura che lentamente si avvicina proprio verso il suo tavolo. Sbuffa lentamente aria dalle narici, non potrebbe riconoscerla fin da subito, forse la poca luce presente nella stanza...sebbene è il suono a dar lui una qualsivoglia certezza, dentro la sua anima qualcosa gli dice di non essersi sbagliato ed infatti il suo volto racconta quello stato d'animo con le labbra che si assottigliano e premono l'una contro l'altra. Il labbro inferiore verrebbe martoriato dai dentini dell'arcata superiore e successivamente di scatto volterebbe il capo. Il suo volto, illuminato dalla lampada, potrebbe averlo tradito. Di certo la donna potrebbe accorgersi, nel caso in cui notasse tal figura, che essa stessa la stava notando, anzi, fissando!

02:22 Galia Tyler [Città Alta|Biblioteca] Non tardano a scampanellare, i due campanellini dorati. Ogni gesto, ogni passo, fanno li fa vibrare nella loro dolce e soave musica. Prosegue fin quando non raggiunge l'area degli scaffali che le interessava. Quella notte era riuscita a non crollare su uno di quei libri che era solita leggere durante il turno notturno. Ed era giunto il momento di riporli al loro posto. «Dunque... la I...» Inizia a mormorare sottovoce, abbandonando il corridoio principale per muoversi lungo lo scaffale che le interessava. Umetta le labbra, ricercando quello spazio a memoria, vista la fioca luce. Una volta raggiunto, andrebbe quindi a sistemare i due tomi, prima l'uno e poi l'altro, al loro posto, facendo risuonare dolcemente i campanellini nel silenzio della biblioteca. Una volta eseguita quell'operazione, gli occhi color miele andrebbero quindi a guardarsi intorno. Sono pochissime le visite a quell'ora della notte, soprattutto con un tempaccio simile. Nota solo in quel momento che qualcuno stanzia li, in assoluto silenzio, concentrato sulla sua lettura. Saranno i capelli color fiamma, o le ciocche che li caratterizzano ad attirare la sua attenzione.. Ma il passo viene comunque rivolto in direzione del tavolo. Non una parola viene pronunciata. In fondo, li il silenzio era sacro.