01:35 Mizuo Sekill [Katorea] Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, nonostante non ci sia stata la stretta di mano che Ayame cercava l'accordo è stato suggellato. La richiesta della donna non viene ignorata, lo sguardo dell'ittico incontra quello della donna a cui non risponde, proverà a fare ciò che è in suo potere per salvare il marito ma in fondo accadrà ciò che deve accadere. Porta poi lo sguardo su Erza ascoltando le sue parole annuendo un paio di volte «d'accordo, buona fortuna» solo questo ha da dire prima di voltarsi e incamminarsi verso il Casinò pronto a preparare tutto il necessario per accogliere ed aiutare gli sfollati in questa guerra di cui sta iniziando a capire le proporzioni e verso cui si attiverà per cominciare a porne un rimedio. ||

01:22 Yukino Takada [Katorea | In Giro] Abbassa lo sguardo sul bambino, alla quale annuisce dolcemente. «E' vero.. E' bellissimo.» Mormora con tono basso, sentendo che la voce di lui iniziava a farsi più stanca. Con le braccia intorno al proprio collo, sente che si fa un pò più pesante mentre si addormenta. Un sospiro le esce dalle labbra, stringendo più a sè quel bambino che aveva perso i propri genitori. E che fossero dispersi o morti, lo sentiva tremendamente vicino a sè in quella sorte che era toccata anche a lei. Cresciuta dalla nonna, non aveva conosciuto i suoi genitori, persi quando lei aveva solo un anno. Chiude gli occhi verdi, celando al di sotto delle proprie palpebre per qualche istante. Quel peso non le dava fastidio, era qualcos'altro a turbarla ora. Distrae il proprio pensiero, cogliendo le parole della Six quando la chiama per nome. La ascolta con attenzione ed un'espressione seria a cogliere le sue istruzioni. «Si, va bene.. Ho il lumacofono con me, per ogni evenienza.» Sguardo che si posa sia sulla lupa che sull'orca. Un cenno di assenso ad entrambi, mentre si stringe con tenerezza il bambino fra le braccia. «Ti attendo alle terme allora..» Mormora verso la lupa, con un leggero sorriso. La pioggia continua a cadere lenta, mentre il proprio passo inizia ad avviarsi lungo quella strada senza voltarsi. Una volta alle Ukkari, dovrà anche avvertire un certo arciere che non sarà alla Pandora quella notte e magari di raggiungerla per spiegargli tutto quello che era accaduto quella notte.

01:13 Shadow Erza [Katorea -» Yuba] Osserva il piccolo che passa tra le braccia di Yukino e si addormenta. Sospira al dire dell'uomo « Come già detto messere» seria «Siamo ben lieti di offrire vitto, alloggio e protezione a chiunque voglia» in fondo erano anche pronti già da giorni, da quando la Zero le aveva chiesto di avvisare Bone. Annuisce « Manderemo qualcuno a prenderli, ma se così non fosse» purtroppo hanno molto da fare anche loro per difendere Alabasta «Chiunque può recarsi nei nostri locali» che ha già nominato prima, in modo che tutti la sentissero «E chiedere asilo non gli mancherà nulla» sorride dolce avvicinandosi a Yukino. Sorride accarezzando il capo del piccolino che si è addormentato «Noi stiamo con Alabasta e gli Alabastini, sempre e per sempre» seria. Sorride alle persone che le passano affianco « Riposate e domani mattina recatevi nei nostri locali» sospira «Anche senza aspettare l'invito, lo avete già» fissa i due fratelli « Sekill, Yukino» dolce «I locali sono già stati messi a disposizione ma recatevi anche voi li per sicurezza e controllate che tutto sia apposto e pronto per l'evenienza». Sorride «Sekill tu vai al Casinò, Yuki tu vai con il piccolo alle terme» seria «Io andrò a Yuba e poi raggiungo Yukino alle terme» seria «Lupi al lavoro» e con un sorriso, si avvierebbe a lasciare il luogo, le parole della lupa dei Checkmate l'avevano raggiunta, ma a lei poco importava come si muovevano gli altri, per lei gli ordini del branco venivano prima. Lenta la figura della Six della Baroque si andrà a sfocare tra le dune diretta al locale in costruzione per permettere ai billions che resteranno di guardia di accoglie chiunque all'indomani. \

01:08 Putiferio Fragola [Katorea] « Grazie di cosa? » Solleva l'arco delle sopracciglia. « Sono qui, adesso, di tutti i posti e di tutti i momenti, mi sembra ovvio che il motivo sia risolvere questa situazione, è il flusso del Mondo. » Stringersi nelle spalle è un riflesso. « Te l'ho detto: semplice buon senso. » E non c'è davvero nulla in lei che possa suggerire nulla più delle naturalezza disinteressata con la quale pone la questione, come se fosse la più logica delle conclusioni, o semplicemente la più scontata. « Se vuoi aiutarmi fa in modo che la gente sia pronta, quando verrà il momento di muoversi, e spargi la voce che sarà necessario viaggiare leggeri, solo il cibo se lo avete e lo stretto necessario. » Si prende poi un momento, per guardarsi attorno e per studiare i volti dei presenti, quelli noti e quelli meno noti. « ... » Salvo per una singola ruga che le solca la fronte la sua espressione non cambia, ma le orecchie tornano a piegarsi all'indietro mentre si avvicina in direzione dell'uomo che le ha parlato. « Ragionevole. » Non obbietta sui termini dell'accordo. « Il mio nome è Fragola, sono Maestra della Colonna Alchemica dell'Onestissima Corporazione dei Liberi Artigiani. » Un cenno del capo che non le impedisce di guardarlo dritto negli occhi. « Mi serviranno almeno due giorni, far affrontare a questa gente una camminata nel deserto è impossibile e dovrò portare una nave, un giorno senza cibo invece non li ucciderà a con me avrò anche quello che occorre, ma in ogni caso rimarrò a disposizione... » Si guarda attorno, ora che la pioggia ha smesso l'aria è più fresca ma gli abiti bagnati cominciano a risentire delle basse temperature. « ...alla fine passo un sacco di tempo, qui. » Tira le labbra in quello che potrebbe essere un sorriso, anche se fallisce miseramente. « Fatti trovare, e ricordati il mio nome. » Finite le parole è tempo di muoversi, verso la nave e le incombenze, nuove e vecchie. « ... » Se le capita d'incrociarla ad Erza - o Ayame, a seconda di a chi lo si chiede - rivolge un cenno della testa e nient'altro. « ... » Ma prendendo una nota mentale con dentro tutto quello che ha sentito. ||

Lentamente la pioggia viene, molto lentamente con le nube che lentamente si allontano lasciando che si apre un poco il cielo mostrando tutte le proprie stelle. Una serata pesante, piena di dolore, di rabbia, di frustrazione e chi sono coloro che sono riusciti a sorridere davanti a tutto questo? Solo i bambini. Il piccolo stretto da Ayame e l?altro invece consolato e rassicurato dall?orca. Sarà forse banale, scontato come linea di pensiero ma forse è proprio da loro che dovremmo partire per costruire qualcosa che possa restare solido. Troppo grandi, troppo ambiziosi e piena di paura che abbiamo dimenticato la bellezza di un semplice gesto, dell?essere un po? sciocchi e senza troppi pensieri in testa. In questa tetra serata qualche piccolo barlume c?è, lo stesso che state ora voi portando agli occhi di questa gente. Quel vecchio non dice più una parola verso Shirka ma la sente invece dialogare con quegli uomini, accettare quella loro proposta in merito alla sistemazione della gente. «Grazie, giovanotta..» Un cenno del capo verso la mink. «Comunque vada la guerra, sono certo che ci saranno persone come te pronte a sostenere questo luogo, cosi come in passato abbiamo fatto da noi..» Forse un vecchio soldato ormai non più nel fiore degli anni e che ora si allontana insieme a tutti gli altri quando si deciderà come far gestire tutti quante queste persone. «Porteremo pazienza ragazza..» Ribattono alla tua proposta di far avere cibo e medicine. «Attenderemo i tuoi rifornimenti..» Shamil si prenderà la responsabilità di tutto e farà in modo che il tutto venga rispettato. «Perché ti fidi di una straniera?..» Domanda un altro osservando di sottecchi Shirka. «Perché hanno fatto più loro che tutto il dannato esercito e quel Shago!..» Nessuno ha pensato che ci potesse essere qualcuno che non sopportasse ne uno ne l?altro schieramento? Eccolo qui, davanti a voi. Passando invece ad Ayame ed il piccolo eccolo annuire all?offerta dell?altra. «Yah, ci vengo con te!..» Super felice di farsi stringere in quel modo con tanto di uccellino ora sul proprio capo prima di sentirsi passare dalle braccia di Ayame a quelle di Yukino. Chissà da quanto tempo non veniva coccolato in questo modo da cosi tante persone. Si stringe rapidamente anche intorno al collo di Yukino fidandosi poiché ha visto Ayame fidarsi della medesima donna. «Un canarino..» Mormora il piccolo tra le braccia di lei ora. «E? bellissimo..» Un leggero sorriso pieno di una dolcezza infinita e cosi potente da fermare anche le guerre più sanguinose. «Insieme a voi andrà bene, si!..» Ora sta bene, non si sente più solo o perso e lascia che siate ora voi grandi a parlare. «Mh..» Mormora Shamil ora anche all?offerta di Ayame. «Voglio che diate un posto sicuro a questa gente fino a quando la guerra non sarà finita..» Ecco la richiesta visto che sarà Shirka ad occuparsi del cibo e delle medicine. «Per stanotte apriremo i nostri magazzini e locali per far riposare la gente ma domani dovranno andarsene e confido che ci siate per venirli a prendere..» Sta dando loro il tempo per prepararsi e portare via quanti più di loro esattamente come sottolineato poco prima dalla stessa orca. «Non voglio sapere se siate dalla parte di Shago o della Regina, non mi interessa..» Entrambi sono sbagliati e porterebbero unicamente guai a queste persone che non vogliono altro che continuare la loro vita di sempre. «VOI! VENITE CON NOI!..» E? sempre Shamil a far cenno ai profughi di seguirlo. No, non vuole stringere la mano di Ayame, preferisce mantenere un certo distacco e contare che siano le parole ad esser sufficienti per questo loro comune accordo. «Veloci!..» Dice iniziando a sparire tra le stradine con i vari rifugiati che, lentamente, iniziano ad alzarsi e a muoversi. «Grazie giovanotti, davvero..» Sono in molti che, passandovi vicino, vi ringraziano per l?aiuto e il sostegno. Anche quella donna e quel bambino passano vicino a Sekill. «Riportagli suo padre, riportami mio marito..» Un?ultima richiesta, sofferta e dolorante quella della donna verso l?orca. Intanto il piccolo bambino tra le braccia di Yukino dopo aver osservato tutto, lentamente si addormenta tra le braccia della donna. Ora hanno un piccolo a cui badare. Questo non è che l?inizio, per fortuna pacifico, ma il countdown va avanti e presto tutta questa speranza, forse, svanirà. [End! Complimenti a tutti!!]

00:18 Yukino Takada [Katorea | In Giro] Sul viso, un'espressione mesta. Era una situazione difficile, sia per loro che vivevano in quella città che per quella gente che ricercava rifugio. Ma le due figure dei compagni al proprio fianco le danno maggiore forza e sicurezza. La mano ancora tesa verso il bambino, alla quale rivolge un nuovo e pacato sorriso. «Si chiama Watanuki.. E' un canarino..» Morbide le parole, seguite poi da quelle della lupa, mentre il pennuto sentendosi chiamare per nome così tante volte farebbe un nuovo cinguettio [Cip!] aprendo le piccole ali gialle come a mostrarsi in tutta la sua umida bellezza. La giovane andrebbe quindi ad avvicinarsi alla mink, tentando di prendere in braccio il bambino in modo tale da lasciarla libera di parlare con quelle persone che erano altrettanto disperate. Lo sguardo si posa sul viso del bimbo, cercandone lo sguardo con i propri occhi verdi. Un sorriso dolce gli verrebbe donato, di quelli che vorrebbe rassicurarlo. «Andrà tutto bene..» Cercava di donargli speranza, sebbene la situazione non fosse delle migliori. Lo sguardo si sposta su quelle persone, e a quelle parole ascolta la pronta risposta di Ayame, alla quale annuisce più volte. Avrebbe tentato, almeno nel suo, di dare una mano. Uno sguardo viene lanciato alle proprie spalle, voltandosi con quel bambino fra le braccia. Le persone erano disperate. Lascia che sia Ayame a parlare per il momento, riportando l'attenzione davanti a sè, su quel gruppetto.

00:16 Mizuo Sekill [Katorea] Un ennesino sospiro alla donna che in questo momento non può essere consolata in alcun modo. «Stasera posso offrire solo parole signora, non aiuteranno materialmente ma in fondo portano consapevolezza» insomma non è una divinità o un essere trasceso, è solo una Gentilorca che spera che il padre torni salvo da uno scontro fin troppo di larga scala per uno come lui. Nel mentre le trattative vanno avanti e sia Erza, sia un'altra lupa Mink, offrono il proprio aiuto per rimediare o quantomeno alleggerire questa drammatica situazione. Lui dal canto suo, dopo averli raggiunti, osserva i dieci uomini uno ad uno incrociando le braccia al petto. «Non è con un approccio sbagliato che si migliorano le cose Mr. Shamil» in fondo sono arrivati davanti ai rifugiati armati di mazze. «La guerra è guerra, non c'è nessuno che sta meglio di qualcun'altro» e questo è un semplice dato di fatto. La protezione e l'offerta di aiuto proposta sia da Fragola che dagli Hoshoku risulterà sicuramente di supporto ma richiede comunque tempo per essere messa in atto. «Può capure anche lei che non si possono portare via queste persone adesso, serve tempo per prepararsi»non è che siano venuti qui con carri o grandi mezzi di trasporto. Per il resto rimane in silenzio ed osserva la scena in attesa che Erza suggelli il patto tramite la stretta di mano rimanendo però con i sensi all'erta e i nervi a fior di pelle [2] nel caso possa succedere qualsiasi cosa. Di chi sia o cosa rappresenti Shago non gliene importa molto, farsi un'idea su una persona al momento non impedirà l'arrivo di una guerra.

00:09 Shadow Erza [Katorea - In Giro][2] Il cuore le si stringe quando il bambino evita l'ombrello ma l'abbraccia fiondandoseli al collo e lo stringe di conseguenza anche lei dolcemente accarezzandogli la schiena «E' un nome meraviglioso tesoro» il tono dolcissimo «Sono onorata di assomigliare a quel pupazzetto» tenta di strofinargli il tartufo alla guancia più vicina. Annuisce «Capisco, immagino che sarà felice di sapere non dormi per strada stanotte» e tenterebbe di fargli il solletico strofinando il tartufo sulla maglia rossa che è troppo grande per lui «Certo, ma prima andiamo alle Ukkari, ti fai un bel bagno mangiamo qualcosa e poi fai la nanna» sorride dolce «Se vuoi» gli bisbiglia all'orecchio «Ti canto la ninna nanna che mi cantava sempre mia mamma, così» cerca di arruffargli i capelli «Poi la canti alla pupazzetta Jamila ok?» sorride dolce chissà se riuscirà a trovare e salvare almeno la nonna. Approfitta della curiosità del piccolo verso l'uccellino per tentare di passarlo alla sorella «Senti Salim vuoi andare in braccio a Yukino un momento» tenta di dargli un bacino sulla testa «Così zia Ayame va a parlare con quelle brave persone» e sperando il bambino segua l'uccellino «Quello è un uccellino visto che carino si chiama Watanuki sono sicura che se lo chiami e vai con Yukino si fa vedere shishi» e lo lascerebbe andare sperando che così si distragga. Lenta e tranquilla le mani conserte e gli occhi fissi sull'uomo «Shamil giusto» sorride dolce «Scusate per le parole di prima ma volevo solo capire se c'era ancora dell'amore fraterno in voi» si inchina leggermente «Mi perdoni per le parole dure ma» gli occhioni di giada si fissano in quelle dell'uomo, mentre la mano va ad afferrare un biglietto da visita della lupa «Questo è il mio numero» sorride «Porteremo chiunque voglia con noi» seria «Staremo stretti ma staremo insieme» sincera «Ma non siete soli questo voglio che lo capite, se c'è bisogno» allunga la man dritta per stringergli la mano, mentre nell'altra ha il biglietto «Potete chiamarmi, faremo ogni cosa sia nelle nostre possibilità per dare una mano» sospira «So che Shago e la regina vi amano profondamente e spero» abbassa lo sguardo il tono triste «Che questo brutto incubo finisca ma» si gia verso il piccolo «Non voglio che voi ne subiate il peso da soli, ammiro il vostro buon cuore e se vi servirà noi ci saremo sempre per voi, per potervi chiamare ancora una volta fratelli un giorno» sorride «Per me va bene, sono d'accordo» in attesa di stringergli la mano.

00:05 Putiferio Fragola [Katorea][2] « No, nessuna delle due. » Solleva il mento, investita senza ragione da un aura di superiorità. « L'amore è incerto, l'odio è inutile. » Le zanne serrate rendono taglienti quelle parole ed il disgusto di priva si attenua, come tutto il resto, tornado ad essere solo un profondo fastidio. « Non mi interessano. » Poi sospira. « Lo sai davvero o vuoi che sia così? La differenza è sottile, ma enorme. E sarebbe tanto male se l'isola rimanesse così? Le difficoltà non vengono da chi la governa e per cambiarla davvero non serve un nuovo capo popolo, serve l'acqua. » Di questo è certa, infatti la voce non tentenna nemmeno per un istante, forte di quella certezza assoluta. « È semplice buon senso. » Non può che essere sorpresa dalla piega della conversazione, tanto sorpresa da perdere completamente la tensione che le aveva preso le spalle. « ... » Per un momento non ha nulla da dire, anzi le orecchie si spostano tutte in avanti, prese dallo stupore. « ...Hey. » Fa giusto un passo avanti, per uscire allo scoperto e sentire la pioggia che attraverso la bandana le bagna i capelli. « Piove. » Solleva il braccio destro e punta il cielo. « È un fatto, c'è poco da discuterci, puoi fermare la pioggia? Io no. » Scuote la testa. « Ma posso coprirmi, se voglio, e posso coprire anche loro, sempre se voglio. »Accenna alla gente dietro di lei. « Domani la pioggia sarà finita, dopo domani se ne saranno tutti dimenticati, le persone invece restano, e ricordano. » Rivolge lo sguardo verso quello che le ha parlato direttamente. « La guerra passerà ed il massimo che le persone come noi posso fare è limitare i danni, di questo sono certa! » L'offerta viene accolta da una rapida risposta. « Va bene. »Si guarda alle spalle, facendo un rapido conto di quanti dovrà prendersi in carico. « ... » Trattiene il respiro poi si volta nuovamente. « Io rappresento una corporazione di artigiani, possiamo portare cibo e medicinali se avete la pazienza di aspettare, ma anticipo già quello che avete da dire, voi non mi conoscete e non avete nessun motivo per credermi, ma io non ho nulla da guadagnare e voi nulla da perdere ad accettare la mia offerta, quello che vi chiedo e di avere pazienza. »

23:48 ESITOTesa si inizia a fare la situazione, in bilico tra speranza e disperazione e spetta unicamente a voi salvare il salvabile. Da un lato della povera gente fuggita dalla proprie case e dall?altra invece la stessa povera gente che non ha idea di cosa aspettarsi da qui all?indomani del proprio futuro e delle proprie strade. Non si possono biasimare ne gli ne gli altri e allora cosa fare? Cosa andare a dire a questa gente? Come farli ragionare prima che tutto crolli nel delirio più totale? Andiamo con ordine poiché ognuno ha il proprio pensiero a riguardo. Partiamo da Ayame che stringe ancora quel piccolo e dolce pargolo tra le proprie braccia. Potrà vedere come appena questa provi a dargli l?ombrello lui chiaramente preferisca andare a stringere le braccia intorno al collo dell?altra. «L?ho chiamata Jamila, come la mia mamma perché la vedo pochissimo..» Una dolcezza infinita da parte di questo bimbo che si stringe alla lupa e lo sguardo che per qualche istante si abbassa come a volersi nascondere conscio della tristezza che tutto questo gli provoca. «Una nonnina!..» Afferma ritrovando un minimo di vigore. «Ma lei è rimasta in città, è tanto stanca..» Probabilmente davvero orfano e vedendo tutti quanti allontanarsi si è messo a seguirli senza nemmeno sapere dove si fosse diretto ma con la speranza di trovare i suoi genitori una volta fuori. «Mh..»Annuisce con il capino all?offerta di Ayame di starsene con lei ad Ukkari per un po?. «Poi mi riporti dalla mia nonnina? Non voglio farla preoccupare..» Insomma sta bene qui ma sa che quella povera anziana potrebbe già starlo cercando o preoccupandosi non vedendolo più. Su quanto detto da lei alla popolazione ci contriamo subito dopo. Concentriamoci appena un istante su Shirka e su quelle sue parole. «Tu non ami giovane? Non odi?..»Domanda il vecchio. Non vuole farti cambiare idea ma spingerti verso un ragionamento diverso, un nuovo punto di vista che invece di tenersi lontano dalla figura di Shago ti ci va ad avvicinare. «Quello che so è che non farebbe mai nulla se non avesse un reale motivo, compresa questa guerra..» Lui crede ancora molto in quel soldato, crede ancora in tutto quello che negli anni ha fatto per l?isola. «Tu vuoi mantenere l?isola per quello che è..» Non la sta difendendo ma stai evitando che le cose peggiorino o cambino. Alle ultime parole che vai a dire, però, sorride debolmente. «Su questo hai ragione..» E si silenzia poiché anche per lei torneremo presto sulle parole che vengono dette verso quegli uomini armati alla meglio. Per quanto riguarda Sekill ancora alla prese con la donna potrà sentire proprio questa sospirare alle sue prime parole. «Uno scontro è uno scontro..» Banalmente ribatte verso di lui. «Anche un solo morto sarebbe sbagliato e se fosse..» Stava per dire qualcosa ma si silenzia ripensando di avere li vicino suo figlio e che potrebbe anche sentirlo. «Sei saggio..» Mormora subito dopo sempre verso l?uomo pesce. «Ma devi capire che le volte le parole a volte non sono abbastanza..» Belle e sincere certo ma sono solamente una panacea per un animo che sta vivendo una fuga dalla propria casa e la paura di non rivedere più l?uomo che ama e padre dei suoi bambini. «Davvero?!..» Urla invece il bambino nel sentire che aiutarai il suo papà. «Sentito mamma? Papà ora ha un nuovo amico con cui poi tornare a casa!..» Hai fatto un grave errore, Sekill, hai dato speranza. «Lo spero davvero..» E nel dirlo osserva proprio te. Saprai mantenere la promessa? Saprai difendere quell?uomo e riportarlo dalla sua famiglia? Yukino invece si avvicina anche lei alla figura di Salim stretta tra le braccia di Ayame. «Uh?..» Mormora sentendo il piccolo uccellino andarsi a posare sulla propria testa. «Che cosa è?..» E? la prima volta che ne vede uno probabilmente. Intanto finalmente possiamo tornare sul vero nocciolo della situazione. Restano immobili per il momento quegli uomini armati di mazza ad osservarvi e ad ascoltare. «Non pensare che noi non li vediamo come nostri fratellli!..» Tuona verso Ayame uno di questi. «Pensi non li ospiteremmo se potessimo?..» Evidentemente la cosa è decisamente messa peggio di quanto non possa sembrare ad una prima occhiata, per cui è troppo facile giudicarli. «Portateli via tutti se potete!..» Forse troppi anche per la stessa Hosahoku visto quanto affollata sembra essere questa strada. «Karim, calmati!..» Urla un?altra di quelle dieci voci. «Non otterremo nulla cosi..» Insiste questo prima di andarsi a rivolgere verso la figura di Shirka subito dopo. «Non ci sono soccorsi, lo capisci?..» Il grosso degli uomini è già stato spostato per prepararsi alla guerra e ad occuparsi di questa gente è solamente l?amore della propria gente. «E tu..» Ti punta. «Per quanto apprezzi il tuo ardore non hai alcun potere su di noi..» Non è un membro dell?esercito ma una persona come tante altre nemmeno nativa del luogo. «E noi non abbiamo forse da pensare?..» Domandano poi verso l?orca. «Non stiamo vivendo anche noi la stessa guerra!?..» Domanda retorico un altro prima che si vadano ad osservare l?uno con l?altro mentre intanto qualcuno dei rifugiati inizia già a muoversi per portarsi dietro Ayame, Sekill, Yukino e Shirka come in cerca di protezione. «Facciamo cosi..» Non vogliono combattere ma nemmeno permettere a quella gente di restare in mezzo alla strada in quel modo. «Portatene via quanti i più deboli, i bambini e i vecchi..» Propongono osservando i vari barocchi. «Chi resta qui..» Fissano Shirka. «Vedremo di aiutarli noi come possiamo..» Una proposta che però. «Shamil non possiamo curarli tutti!..» Replica uno di loro. «Troveremo il modo!..» Ribatte quello che sembra essere una sorta di leader. «D?accordo?..» Vi fissano, tanto i locali quanto i rifugiati. Voi potete evitare un climax di violenza. A voi la scelta [Azioni in 25 minuti]

23:06 Yukino Takada [Katorea | In Giro] Le parole della mink l'avevano raggiunta, e così come lei anche i presenti che erano fra di loro. Fra profughi o non. Parole non propriamente felici che giungono alle proprie spalle. Il passo viene fermato, ed il piede destro verrebbe mosso per arretrare. Ruota il busto alla propria destra per voltarsi e andare a cercare la fonte di quella frase poco simpatica rivolta a persone comunque in una situazione difficile. «Signori, calma..» Alza entrambe le mani, il tono di voce che vuol essere calmo e gentile. «Come detto dalla mia amica, aiuteremo chi è in difficoltà.» Vorrebbe rafforzare quanto detto da Ayame. «Vivete sulla medesima isola..» Umetta le labbra, sentendo una di quelle gocce di pioggia posarvisi. L'espressione sul volto è seria, mentre osserva i tipi rozzamente armati. Nel suo cuore provava pena per le persone che non avevano dove andare in quella situazione. Ma ancor di più ne aveva per chi come loro erano così chiusi di mente. Come si poteva essere così crudeli? Sente le parole di Ayame alle proprie spalle, mentre le si avvicinerebbe. Abbassa le mani, sfiorando entrambi i fianchi. Anche dell'orca si avvedrebbe adesso, ed uno sguardo viene rivolto alle proprie spalle per cercarli. Annuisce con il capo a quelle parole che le rivolgerebbe direttamente. La ragazza andrebbe quindi andrebbe a tendere la mano destra al piccolo Salim con un sorriso che vuol essere incoraggiante. Watanuki si poserebbe sul proprio capo con un cinguettio leggero, come se capisse che la situazione non era delle più rosee.

23:02 Mizuo Sekill [Katorea] Continua a conversare con quella povera donna cogliendo sia la sua sincerità che le lacrime che le rigano il volto ascoltando con attenzione quanto gli dice. Senza dire ancora nulla tenta, allungando la mano destra, di asciugare con il pollice le lacrime che scendono dagli occhi della donna attendendo prima di tutto il suo consenso, se non glielo dovesse permettere non lo farebbe ovviamente. «Si dice che senza risate e senza lacrime la vita non avrebbe senso» mormora questa volta sorridendo leggermente sebbene non possa mostrare il proprio sorriso all'altra visto che è coperto dal colletto. «Non sono molto informato su questo Shago signora, in realtà ho seguito poco la vicenda e spero davvero che lo scontro che avverrà sia il meno sanguinolento possibile» Sekill non ne prenderà parte, è una cosa troppo grande per lui. «Credo che dovrebbe avere fiducia in ciò che ha al momento e di cui è certa» e qui lo sguardo si sposta sul bambino «che è una madre seria e responsabile e che suo figlio crescerà in salute e diventerà una persona per bene. Non pianga ciò che non ha ancora perso ma al tempo stesso si tenga stretto ciò che ha ancora» L'unico consiglio che riesce a darle in questa situazione disperata «Hamil? Perfetto! Vedrò di dargli una mano quando lo incontrerò, d'accordo?» Un altro sorriso coperto al piccolo «tu nel mentre fa l'ometto di casa e sta sempre insieme alla mamma mi raccomando» la voce di Erza lo porta a voltarsi sentendone il discorso individuando anche Yukino non molto lontana da lui. «Ha sentito? In qualsiasi maniera andrà se le servirà aiuto o un riparo può rivolgersi agli Hoshoku, sono brava gente» e mentre sta cercando di consolarla di più le parole dei dieci figuri non passato certo non udite. Con un grosso sospiro e un «signora, prenda suo figlio e stia indietro» si avvicina al gruppo guardando Yukino «prenda con sé i rifugiati e mettetevi al sicuro» una semplice richiesta alla collega a cui fa un cenno col capo prima di tornare sui figuri armati di mazza a cui si avvicina con calma tirandosi su i risvolti delle maniche. «Signori, credo che questa povera gente abbia già molto a cui pensare senza che vi aggiungiate altro peso. Come vedete si sta già cercando di fornire loro aiuto e la vostra presenza, attualmente, non è di supporto» spiega con la concentrazione che aumenta [1] facendosi sempre più serio. «Da Gentilorca quale sono vi chiedo gentilmente di allontanarvi» una semplcie richiesta mentre li squadra uno ad uno.

23:01 Putiferio Fragola [Katorea][1] « Amore, odio, è irrilevante. » Tira le labbra quanto basta per mostrare un accenno di zanne. « Un uomo disposto a trascinare un'isola intera in guerra per un'emozione non merita nulla, è imperdonabile. » Nonostante la durezza delle parole non c'è rabbia nella sua voce, è il fastidio ad essere diventato più intenso, sull'orlo del disgusto. « ... » Di colpo un'esitazione che la riduce al silenzio per un lungo istante, quale che sia la riflessione estemporanea di certo la lascia interdetta e molto meno convinta di prima. « ...Ma questo è vero in entrambi i sensi. » Digrigna le zanne, un suono raschiante e sgradevole, anche se di breve durata. « Hai detto che la sta difendendo anche ora, cosa intendi? Questa faccenda è sempre più confusa, se sai qualcosa ti chiedo di dirmela, per motivi diversi ma anche io voglio difendere l'isola. » L'arrivo degli attaccabrighe impone un punto fisso, fra il tempo delle parole e quello dei fatti, punto che l'evolversi della vicenda rende sempre più vicino. « ... » Torna a guardare il gruppo di dieci cialtroni, poi si volta brevemente verso il vecchio. « Quello che vogliono non ha importanza, l'isola ed il cielo sono gli stessi, quindi avete diritto a stare qui come loro. » Magari si aspettava un risveglio eroico, qualcosa che le accendesse un fuoco nel petto affammato di giustizia, ma a parte la tensione per lo scontro imminente nulla cambia. « ... » No, una cosa, le spalle si tendono così come la schiena. « Voglio essere cauta? » Domanda a sé stessa, con un filo di voce. « ... » Poi aggrotta la fronte. « No. » Afferra l'arco con la zampa superiore sinistra ma ancora lascia da parte le frecce. « HEY! » Rivolge le spalle al vecchio, ponendosi fra lui ed i potenziali aggressori. « Ve la faccio semplice: questa gente non ha dove andare, e rimarrà qui. » Comincia ad arretrare, sperando che il vecchi faccia altrettanto e le dia modo di guadagnare almeno altri due metri. « La scelta è questa: attendere i soccorsi ed accettarli oppure lasciare la città ora. » Fissa nella loro direzione, senza guardare nessuno in particolare. « Non ho tempo da perdere, decidete ora. »[+1]

22:59 Shadow Erza [Katorea - In Giro][2] concentrata sta per attivare i suoi istinti animaleschi quando il bambino la fa sorridere dolcemente «Tua mamma fa benissimo a dirti così sai» il tono dolce «C'è gente tanto cattiva al mondo ma» arrossisce leggermente «Il tuo intuito ti ha favorito» lo accoglie tra le braccia lasciandogli, se vorrà l'ombrello, così da poterci giocare e distrarsi «Ah si un pupazzo?» il tono allegro mentre tenta di accarezzarlo sulla testolina «Spero abbia un nome bello come te Salim, o sarò tanto triste» pigola per distrarre il bambino. Effettivamente i suoi poteri visivi da visone non serviranno, i genitori di lui o sono nella capitale a prepararsi oppure, scuote il capo «Salim, non hai altri parenti?» il tono dolce «Magari mamma e papà stanno lavorando, sai» il tono dolcissimo «C'è tanto bisogno di persone buone come tua mamma e tua papà ora, ma magari hai una nonna? un nonno? uno zio?» gli sorride «Se non c'è nessuno che possa badare a te fino al ritorno dei tuoi» ha capito l'antifona dallo sguardo degli altri «Ti va di venire con noi alle Ukkari e ti preparo una cioccolata calda? sai» sorride dolce«Sono una cuoca bravina io» indicando Yukino «Ed anche la mia amica li sai, fa del gelato buonissimo, allora che dici?» sorride «E appena tutto questo trambusto sarà finito andiamo a cercare mamma e papà» se lo stringe un attimo facendogli sfiorare la coda sulla schiena «Ti va di stare con zia Ayame Lupacchiotta?» cerca di farlo sorridere. Le iridi di giada si puntano sugli uomini armati fulminandolo «Certo» seria «Ho detto Hoshoku messere» il tono profondo «E ripeto non abbiamo problemi NOI» alza un po la voce per rimbeccarlo «A dare asilo ai VOSTRI fratelli e sorelle» sospira «Perchè sono anche i NOSTRI ormai» si volta verso gli sfollati «Possiamo offrirvi asilo al Casinò ed alle Ukkari, a qualcuno anche in un magazzino in costruzione a Yuba» il tono dolce «Non abbiate paura cercheremo di fare il possibile per aiutarvi, non possiamo permettere che restiate in mezzo alla strada» seria « Non lo sopporterei» sorride «Il mio nome è Miss Ayame Black qualcuno di voi avrà sentito il mio nome o mi avrà vista vagare in queste dune» sincera «Non vi dico di fidarvi ciecamente ma sono sincera quando vi dico che» sorride stringendo il piccolo Salim ed avvicinandosi a Yukino «Gli Hoshoku non si tireranno indietro nel difendere Alabasta e la sua gente, in queste ore buie il nostro primo pensiero è rivolto a voi Alabastini, non siete soli» sorride dolce al piccolo.

22:37 ESITOUna pioggia leggera quella che continua a cadere, per nulla fastidiosa ma decisamente molto triste, buona nemmeno per dare un po? di nutrimento al terreno desertico del luogo o a dare speranza a chi si trova in questa stradina insieme a voi. Andiamo con ordine a raccontare di questa vostra nottata, in modo tale che tutti possiate rendervi conto di quanto questo Countdown stia scendendo sempre di più verso lo zero. Iniziamo dalla gentile orca che si prodiga verso la povera donna e il piccolo. «Lo sapevo..» Mormora dispiaciuta andando a rivolgere altrove il proprio sguardo. «Non ce l?ho con voi..» Non lo prendeva in giro, era sincera ed onesta e forse nutriva una qualche vana speranza che l?altro potesse cambiare le sorti di questi eventi. «Amo mio marito e mi fido di lui come di nient?altro al mondo ma..» Sincera anche in queste parole al punto che è difficile se siano le sua lacrime a scendere lungo quel viso o se piuttosto sia la pioggia. L?orca potrà farsi la sua idea a riguardo. «Non mi fido di nessuno al momento..» Rivela ancora. «Shago era uno stimato soldato, ci ha protetto contro terribili minacce..» In molti, ora, iniziano a ricordare e a rivelare quanto invece tenevano invece per se. «L?esercito non è stato da mano in tutti questi anni..» Non ha idea di come schierarsi, di cosa sperare. «Eppure eccoci qua..» All?imminente scontro. «In cosa dovrei avere fiducia, secondo voi?..» Domanda di nuovo a te per «Mio padre è alto cosi!..»Solleva più che può la propria mano arrivando a mala pena ad un metro totale. «Ha i capelli neri e gli occhi azzurri come il cielo!..» Ecco l?uomo che l?orca dovrà tenere d?occhio magari nei prossimi scontri. «Si chiama Hamil!..»Molte le forze in quel piccolo e molta l?inconsapevolezza di cosa sta accadendo. «E? fortissimo!..» E se lo dice un bambino deve essere vero, no? Poco più in là abbiamo invece la figura di Shirka che dialoga con quel vecchio che l?aveva fermata. «Ti capisco..» Annuisce un paio di volte con il capo sentendoti. «Ma a muovere Shago è l?emozione più forte del mondo. L?amore..» Banale? No e se lo pensate forse davvero meritate di morire in questa ennesima guerra, nessuno escluso! «Shago ha sempre amato alabasta, l?ha protetta contro qualsiasi minaccia mettendosi se stesso davanti a tutto per difendere noi..» Questo vecchio probabilmente lo ha visto più di una volta in azione e sa di cosa sta parlando. «In un certo senso, lo sta facendo anche ora..» Sebbene molto da quei tempi sia cambiato, Shago compreso. «Rogne?..» Domanda sentendoti parlare. «Non far a caso a quella gente..» Scuote lentamente il capo. «Non ci vogliono e li capisco anche..» Intanto poco lontano Ayame teneramente si rivolge al piccolo rimasto solo comportandosi nella maniera più dolce e propositiva possibile. «Mh..» Mormora appena un poco il bimbo vedendola l?altra invitarlo a salirle in braccio. «Mamma dice che non devo fidarmi degli estranei..» Eppure lui stesso è andando a cercarla. «Ma tu somigli tanto al mio pupazzo preferito, per cui devi essere buona!..» Si convince da solo andando subito dopo a farsi stringere dalle braccia dell?altra. «Mia mamma si chiama Jamila e mio papà Jonah..» Rivela immediatamente all?altra. «Sono soldati!..» Questo potrebbe accendere qualche campanello nella mente di Erza. «Io mi chiamo Salim..» Si presenta sorridendo all?altro prima di vederla rivolgersi ad altri e attirare l?attenzione tanto dell?orca quanto di Yukino. Qualche sguardo si inizia a rivolgere verso Erza nel sentirla rivolgersi praticamente a tutti i presenti ma nel momento in cui va a chiedere dei genitori del piccolo, i volti si abbassano, forse consapevoli di qualcosa di tremendo. «Oh ma che brava!..» Yukino potrà notare i due uomini di poco prima ora essere diventati circa una decina, armati di rozze mazza. Lei in particolare se li vedrà a circa 5 metri alle sue spalle mentre per Erza, Mizuo e Shirka questi si troveranno a circa 10 metri dalla loro posizione. «Sentito profughi? Sparite insieme a questi Hoshoku o come diavolo si chiamano e liberate le nostre strade!..» Una fin troppo diretta provocazione. «Non abbiamo cibo o letti per tutti, per cui arrangiatevi o saremo costretti..» Si stringe la presa sulle loro mazze. Vogliono davvero menare dei civili inermi? La situaizone è molto delicata. [Azioni in 25 minuti..]

22:23 Yukino Takada [Katorea | In Giro] Prosegue lungo quella strada, mentre gli occhi verdi si spostano alla propria destra e sinistra. Lento il passo, mentre l'espressione sul viso si fa turbata. Un brivido le percorre la schiena, forse una goccia di pioggia che trapana il mantello e l'abito, o forse quella situazione. «Watanuki..» Chiama il proprio canarino che, sopra la sua testolina, sta ancora gironzolando sotto l'acqua battente. Si sta bagnando le piume, e forse non se ne era troppo accorto. Il pennuto, sentendosi chiamare, dovrebbe ritornare verso di lei, atterrandole sulla spalla. Sente alcune parole un pò grosse, un pò forti, ed un'espressione ancor più perplessa si dipinge sul volto della drummiana. Frasi forse dettati dalla paura, o dall'insensibilità di alcuni nel vedere tutte quelle persone senza la propria casa. La cosa le lasciava l'amaro in bocca. Le mani sottili si stringono intorno ai lembi del mantello, andandolo a chiudere intorno al proprio corpo per proteggersi un pò di più dalla pioggia. Il passo rallenterebbe ancor di più, mirando ciò che erano le prime conseguenze. Cercherebbe con lo sguardo la persona che pronuncia il proprio nome. GLi occhi verdi si poserebbero sulla figura di Ayame ed il proprio passo tornerebbe ad accelerare per avvicinarsi nella sua direzione. Le mani lasciano la presa sul mantello, scostandolo appena per muoversi meglio. Un sospiro le esce dalle labbra, mentre tenterebbe di allontanare i propri pensieri dalla mente e rimanere più attenta a quello che le suggerisce. «Certo..» E lo sguardo si sposterebbe sulle persone che stanziano li intorno, cercando di rendersi meglio della situazione.

22:18 Shadow Erza [Katorea - In Giro] La situazione non è delle migliori la gente, come era prevedibile, ha paura e non sa dove andare. Sospira la piccola lupa, mentre le orecchie si muovono ad un [Pat! Pat!..] alla sua gonna «Mhp?!». Si gira in direzione della mano che le tira la gonna, mentre le iridi di giada si puntano ad osservare quella figura «oh piccolo» il tono dolce e caldo, come un abbraccio, mentre le leve inferiori si flettono e si porta inginocchiata all'altezza del ragazzino vestito di rosso. L'ombrello si allunga a proteggere dalla pioggia il bambino, mentre un dolce sorriso illumina il musino della Mink «ma certo tesoro» allungherebbe la mano sinistra e la destra per far capire al bambino di salire in braccio «se vuoi ti aiuto volentieri» sorridendogli gentile. La mente inizia a concentrarsi [1] per sfruttare quella parte animalesca che consente agli occhi della lupa di osservare meglio «mi sai dire come sono la tua mamma ed il tuo papà?» il tono gentile, mentre, se il bambino fosse salito sulle sue bracia si alza lentamente ed inizia a guardarsi intorno «ti ricordi come si chiamano tesoro?» cercando di accarezzarlo per rassicurarlo «io mi chiamo Ayame» sussurra leggermente «il tuo nome? magari se lo urliamo mamma e papà ci sentono che dici tesoro?». Avanza lentamente per poi notare i fratelli nella strada ed udire le parole ad essi rivolti. Le labbra vengono morse leggermente, la situazione era sfuggita di mano e Bone, quell'orgoglioso di un pelato, non voleva il suo aiuto. Sospira mentre avanza cercando di proteggere il bambino dalla pioggia, sia che sia in braccio o meno. Il tono di voce più alto per farsi udire dai compagni «Yukino, Sekill» tuona seria, mentre cerca di tranquillizzare il bambino «Dite alla brava gente di Alabasta» sorride anche se è un sorriso triste «anche se ci attendono giorni difficili» il tono dolce «Gli Hoshoku mettono a disposizione le strutture a nostra disposizione» seria «Per chiunque voglia trovare riparo e protezione in questi tempi bui, la paura non vi deve sopraffare». Sorride dolce cercando lo sguardo di ogni persona sfollata «Dopo ogni notte arriva sempre il giorno, ed il sole tornerà ad illuminare le dune del deserto» abbassa le orecchie «Vero ci attendono giorni difficili, per motivi incomprensibili ma» sorride «non perdete la speranza c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarvi e noi non ci tireremo indietro» si guarda in torno «Per chiunque voglia noi ci saremo» sospira «qualcuno sa dove sono i suoi genitori»sorridendo

22:11 Putiferio Fragola [Katorea] « ... » Guarda il vecchio dall'alto in basso, non si sofferma sui dettagli e poi tiene la testa piegata in avanti, per guardarlo di sottecchi. « Io non parlo molto. » Il tono di voce è piatto così come la sua espressione, l'unica nota anomala è data dalla coda, che prende ad ondeggiare lentamente, bassa dietro di lei. « Cerco di farlo quando conosco l'argomento, e solo se ne vale la pena. » L'arco delle sopracciglia si piega al centro, aggrottandole la fronte e dandole un'espressione vagamente perplessa, accade quando arriva davvero a far incontrare i suoi grandi occhi castani con quelli dell'anziano. « Ma nemmeno pretendo di sapere tutto, chi è Shago, per te? » Lo incalza sollevando il mento, forse dimenticando che probabilmente quel gesto non verrà visto. « No, non sono di qui, e di persone come Shago ne ho viste anche troppe, alla fine della storia sono tutti uguali, li muove un'emozione e quella è l'unica cosa che conta. » Tira le labbra scure, su un'altra persona potrebbe essere una smorfia di rammarico ma per lei è soltanto fastidio. « Non è una persona per la quale vale la pena morire. » Attende la risposta, sua o di chiunque altro voglia aggiungersi alla conversazione il cui termine è segnato dall'arrivo degli attaccabrighe, o almeno di coloro che la lupa etichetta in questo modo. « ...? » Drizza le orecchie e si volta ma l'espressione si rabbuia in fretta, se anche l'angoscia dei rifugiati l'aveva lasciata indifferente la tensione che quei tizi aggiungono alla situazione non passa inosservata. « ...Bene. » Sistema la tracolla e con quella scusa apre i bottoni frontali così da rendere alla bisogna facilmente accessibile l'arco corto. « Cala il sole, comincia a piovere e si scatena un putiferio. » Prende mezzo respiro e lo trattiene, gonfiando il petto suo malgrado. « So che piove ma vi devo chiedervi di andarvene. » Si volta brevemente verso i rifugiati entro il suo campo visivo. « Rogne in arrivo. » [+1]

22:10 Mizuo Sekill [Katorea] Lo sguardo rimane fisso sulla donna a cui ha appena offerto il proprio aiuto, magari nel suo guardarsi continuamente attorno non ritrova più la strada di casa oppure ha perso qualcosa lì vicino. Se ne sta ancora con il braccio alzato per proteggere entrambe le figure dalla pioggia quando la domanda della donna lo lascia spiazzato, gli occhi si sgranano leggermente rivelando un po' di più il loro colore rosso in mezzo a tutto quel bianco prima di sospirare tornando serio. Per un attimo la testa si solleva a guardare la pioggia per poi tornare sulla figura femminile in attesa di ricevere una risposta. «No» diretto a rispondere e senza giri di parole, adesso non servirebbero con lei «non sono forte signora, non abbastanza da porre fine ad una guerra da solo» lo sguardo è fisso negli occhi dell'altra. «Mi dica signora, lei ha fiducia in suo marito? Nelle sue capacità?» Domanda poi di rimando rimanendo serio e tranquillo andando poi a voltarsi verso il pargolo che gli ha fatto quella domanda. Qualche bolla di sapone vola dalla pipa giocattolo mentre l'espressione dell'ittico di rabbonisce. «No piccolo non conosco tuo padre, sono solo una Gentilorca di passaggio che prova ad aiutare la tua mamma e altre persone che ne hanno bisogno» spiega salutandolo con un cenno del capo evitando di porgere la mano rischiando di spaventarlo o di ricevere il dissenso della madre. «Mi puoi descrivere tuo padre? È una persona forte? Magari l'ho già visto da qualche parte» domanda infine alternando lo sguardo tra lui e la madre in una nuova missione di consolazione per probabili future vedove ed orfani di guerra.

21:55 ESITOC?è paura, c?è ansia e la consapevolezza che se tutto andrà bene una volta tornai ad Alubarna potranno ritrovare solo qualche pezzo della loro casa originaria che potrà sopravvivere alla guerra in arrivo. Un clima decisamente molto pesante anche per chi, come voi, vanta storie importanti e passati turbolenti. Ditemi, eroi e distruttori, avete mai davvero vissuto sulla vostra pelle una guerra? L?ansia di non sapere se riuscirete a vedere la prossima alba sapendo che questo non dipende da voi ma da quale palazzo verrà bombardato per primo e per ultimo? La stessa pioggia, pensate sia una mera causalità del clima? Per i più acuti è un fenomeno scientifico perfettamente spiegabile e comprensibile per altri è invece il segno di una terra dilaniata che versa le proprie lacrime per lenire le ferite della propria che, impaurita, ha lasciato la capitale diretta verso le zone più limitrofe. A muovere i propri passi in questo tetro spettacolo, proprio in mezzo a quella strada a cui lati si trovano tutte quelle persone accampate alla bene o meglio troviamo intanto la figura di Fragola membra dei Checkmate. «Ehi..» Le sue parole vengono ascoltate e a richiamarne l?attenzione è la figura di un vecchietto che, a fatica, si va ad alzare per cercare di rimettersi in piedi. «Non dovresti giudicare senza conoscere. Lo sai giovanotta?..» Piccolo e basso, avvolto in una lunga tunica completamente scura da cui emergono nervose dita che stringono un mal ridotto bastone e un volto grinzoso di colore scuro con una grigia barba. «Dimmi..» Ti fissa, ma le iridi sono cosi chiare, da sembrare vuote, forse cieco. «Tu sai chi è Shago?..» Una domanda piuttosto quella che ti viene rivolta. «Non sei di queste parti, vero?..» Non c?è cattiveria o giudizio in quel tono di voce ma piuttosto serietà e rispetto. Forse potrebbe dirti qualcosa di interessante, forse potresti anche cambiare idea, chi lo sa. Poco più in là ma sempre nelle stessa strada si trova invece la figura di Erza che si trova a muovere nella medesima strada intrapresa poco prima di Fragola ma in direzione completamente opposta. Anche lei potrà avvedersi della medesima situazione, udire le medesime parole ma ad un certo punto [Pat! Pat!..] potrà sentire qualcosa che le tira leggermente le gonna per cercare di attirarne l?attenzione. «Sc?scusi..» E? la voce di un giovane bambino, un pargolo bellissimo e coccolissimo alto poco più di mezzo metro con una lunga tunica rossa che ne mostra appena le manine e il visetto dalla pelle bronzea. Ti scruta tenendo la mancina contro la tua gonna e la destra invece in mezzo alle labbra intento a succhiarsi il pollice. «Mi..Mi aiuta?..» Ti osserva sollevando completamente il volto verso di te, occhi lucidi. «Non trovo la mia mamma e il mio papà..» Smarrito? Cosi sembra ad un prima ipotesi, cosa risponderà la donna della baroque works? Pochi metri più indietro, nemmeno troppo lontano da dove si trovava invece Fragola è la figura di un grosso uomo pesce ad apparire che subito pare proprio avvicinarsi verso la donna con bambino di cui sentivamo i lamenti poco prima. «Oh..» Sorpresa questa nel vedere il gesto dell?altro che porta quello scudo a riparare entrambi dalla pioggia del momento. «Può impedire questa guerra?..» Domanda andando a sollevare lo sguardo e ad osservarti con tristezza. «Puoi riportarmi mio marito sano e salvo dallo scontro?..» Non è chiaro se ti stia prendendo in giro o se sia davvero seria. Va compresa, senza ombra di dubbio. «Potete?..» Non ha bisogno di esser riparata dalla pioggia, ma protetta e consolata in altro modo. «Mamma!..» Tuona quel bambino andando ad osservare lo stesso uomo pesce. «Lo conosci? E? amico di papà?..» Domanda prima di spostare su di te quello sguardo dolcissimo con quelle iridi nere come la pace. «Sei anche tu nell?esercito come il mio papà?..» Domanda fissandoti. In ultimo abbiamo la figura di Yukino che, anche lei, si muove lungo la medesima strada per godersi questa strana serata di pioggia. Lei, cosi come tutti gli altri, potrà avvedersi della situazione in corso, della moltitudine di rifugiati scappati dalla capitale per arrivare fin qui. «Bah..» Potrà sentire mentre avanza. «Ci mancavano solo tutti questi rifugiati ora!..» Un paio di uomini parlottano da dietro un vicolo osservando quasi con ribrezzo tutte quelle persone. «Già, la capitale non sa come proteggerli e ce li lasciano a noi! Io non divido con loro il mio cibo a meno che non me lo paghino il triplo!..» Decisamente poco carini come personaggi. «Ben detto!..» E? in questi momenti che la verità su chi si è davvero, emerge?[Azioni in 25 minuti]

21:47 Yukino Takada [Katorea | In Giro] Un'altra giornata torrida è finalmente terminata sulla Sandy Island. Le temperature si sono abbassate e la pioggia l'ha inseguita fino a Katorea. La figura della giovane cammina con passo lento, senza alcuna fretta, in quella che potrebbe apparire come una passeggiata. Sulle spalle è poggiato un mantello bianco panna, assicurato all'altezza del collo, che discende lungo la sua figura fino a raggiungere le caviglie. Il cappuccio è posato sul suo capo, celando in parte i lunghi capelli bruni per proteggerli dall'acqua. Alcuni ciuffi circondano un viso ovale e leggermente allungato, su cui brillano due occhi verde chiaro. La pelle è leggermente abbronzata, lì dove il sole l'aveva colpita, in particolare sul viso e sul collo. Al di sotto, indossa un abito rosa scuro, un tubino che discende morbido lungo le sue forme fino ai polpacci ed assicurato da dei bottoncini frontali grigi che partono dallo scollo fino alle ginocchia lasciando così che i movimenti non risultino troppo scomodi. Ai piedi, infine, un paio di ballerine nere. Una cintura di cuoio passa diagonalmente sul petto per reggere l'arco sulla propria schiena, agganciato alla faretra con diverse frecce che sbucano da un foro del mantello. Probabilmente, aveva ancora bisogno di un pò di pratica, era una delle prime volta che tentava di indossare quell'attrezzatura da sola. Il canarino giallo Watanuki l'accompagna, svolazzando a qualche metro sopra di lei. Cinguetta allegro, come a volerla mettere di buon umore.

21:38 Mizuo Sekill [Katorea] Una serata affollata così come le strade di Katorea, la situazione creatasi dalla sfida lanciata da Shago ha creato molte complicazioni tra cui le strade affollate della città in attesa dell'evento decisivo. Al contrario delle persone che si riparano dalla pioggia Sekill, da buon Uomo-Pesce qual è, ci avanza tranquillamente sotto vestito come sempre di tutto punto. Completo elegante nero, camicia bianca con il colletto rialzato a coprirgli la bocca, Scudo Buckler sulla schiena e una pipa giocattolo posta tra le labbra coperte da cui escono bolle di sapone; al polso sinistro, sotto la manica, vi è anche il suo baby lumacofono di solito sempre spento. In silenzio l'ittico lascia tranquillamente che le vesti vengano bagnate godendosi la sensazione dell'acqua sulla pelle con il suo solito sguardo serio, ma questa volta più rilassato, che si guarda attorno osservando le decine di persone riversate per strada in attesa della fine. E nel suo incedere due figure gli saltano all'occhio tra quel mucchio di persone, una donna accompagnata dal figlio ferma a guardarsi attorno. Da bravo Gentilorca qual è arresta il suo passo e ne cambia la direzione avvicinandosi con calma ad entrambe le figure per evitare di spaventarle a causa del suo aspetto e della sua stazza. «Mi scusi per il disturbo signora» inizia a dire guardando prima lei e poi suo figlio. «Mi sembra preoccupata, posso aiutarla in qualche modo?» Domanda poi alzando lo Scudo Buckler che mette legato al braccio sinistro ponendolo in modo che eventuali gocce di pioggia in più non raggiungano la donna o il bambino in un classico gesto di galanteria.

21:29 Shadow Erza [Katorea - In Giro] Piove questa notte sull'isola d'estate, e la nostra Shadow si trova a passeggiare per le vie della cittadina di Katore «...» assorta tra mille pensieri. L'incontro con Bone del giorno prima le aveva dato molto su cui riflettere. Avanza lenta e tranquilla, sinuosa come una gatta, mentre la pioggia lenta cade al suolo bagnando la sabbia dorata, in quella notte priva di stelle e di luna. Indossa un abito dallo stile vittoriano dei toni del nero e del viola. Il seno generoso è valorizzato da uno scollo al cuore, che porta sull'estremità delle sottili strisce di tessuto arricciato. Al centro dei seni una rosa di tessuto viola con un fiocco, le cui estremità scendono fino all'ombelico messo in mostra da un corsetto molto particolare. Infatti la stoffa del corsetto ricopre e fascia il busto ma lascia una parte del ventre della Mink priva di tessuto, mettendo in mostra il manto nero come la pece, da sotto il torace fino a poco sotto l'ombelico stesso. Al fianco destro un altro inserto con una rosa, che richiama l'inizio della gonna particolare, essa infatti, presenta due livelli differenti. Il primo dello stesso materiale del corsetto, che è sua estensione in realtà, è una semplice gonna nera con un contorno di stoffa arricciata che si mostra sovrapposta a due livelli, il più esterno sopra a quello interno chiuso con l'inserto a forma di rosa sul fianco. La parte bassa della gonna è di un nero meno intenso con dei ghirigori damascati che arriva quasi a sfiorare il terreno. La particolarità della gonna fa si che le gambe, tornite della lupa, siano messe in mostra, esse sono fasciate in dei collant viola che, dalla caviglia fino alle ginocchia, presentano dei nastrini neri, che seguono le forme dei polpacci incrociandosi tra loro per finire con dei fiocchi appena dietro al ginocchio. Ai piedi delle Decolté nere di pelle con tacco di otto centimetri con sopra una rosa di pelle viola. Tra le mani, coperte da dei guanti di seta nera, stringe, elegantemente, un ombrello. All'impugnatura spunta un piccolo teschio, mentre esso si presenta con base viola e con una striscia nera damascata che ne segue tutta la superficie allargandosi solo di pochi centimetri dall'esterno verso l'interno, mostrando all'estremità delle piccole gocce, delle pietre, di color viola. In vita, in fine, porta una cintura sottile nera, alla quale ha allacciato, sulla destra, frusta e borsello, e sulla sinistra, la Katana.

21:26 Putiferio Fragola [Katorea] « Mi sa che ho esaurito tutte le possibilità. » Scorre tristemente lo sguardo lungo un elenco puntato, il foglio è tutto spiegazzato e nessuna delle voci è stata cancellata. « Credevo che con abbastanza pazienza e determinazione sarei riuscita a trovare tutto, ma forse avevo aspettative troppo ingenue. » Lascia cadere le braccia lungo il corpo e sospira, dopo l'incontro con Malf si è presa giusto il tempo per cambiarsi d'abito poi ha trascorso il resto della giornata passando da una carovana all'altra, alla ricerca di reagenti. « Che scocciatura, dovrò tornare in quell'isola puzzolente e pianta di criminali, se vorrò trovare tutto quello che mi occorre. » Indossa una camicia bianca tipo blusa, un abito dritto senza bottoni con colletto rigido e le maniche lunghe strette attorno ai polsi da nastri rossi uguali a quello che le cinge la vita, anche se ormai la mezza taglia di troppo ha smesso di essere di troppo. « ...E chissà quando potrò andarci. » La gonna consiste in tre pezzi di tessuto a coste tutti di colore nero salvo quello inferiore che invece è bianco, sono disposti in orrizontale e tenuti assieme da un intreccio di cordine bianche che crea un effetto vedo e non vedo su un paio di fusaux bianchi che sottolineano le gambe lunghe e slanciate della mink, scalza dalle caviglie in giù. « Ora meglio se torno, il casino arriva sempre al calare del sole, per qualche motivo... » Legata al cinturino che porta alla cintura c'è la faretra, dentro oltre ai proiettili normali ci sono tre frecce Dum Dum, due fumogene ed una accecante, distinguibili per la differenza nell'impennata, il genere di differenza che si può sentire al tacco con i polpastrelli. « ..ed il sole è calato. » L'orizzonte è una fessura verticale che spunta fra due case, del giorno rimane un vago bagliore morente. « ... » A tracolla porta il tascapane con l'arco corto di traverso e soprattutto la busta con i soldi, le zampe superiori vanno istintivamente lì quando un rumore in lontananza viene seguito dalle prime gocce di pioggia. « ...E piove, ma quante possibilità c'erano!? » Scarta di lato e lesta si dirige verso un riparo, entrare in contatto con la popolazione in fuga è solo una diretta conseguenza. « ... » Aggrotta la fronte ed inclina le orecchie all'indietro, sembra immune alla tensione ma quei discorsi la infastidiscono. « ...Che vinca Shago o che vincano i Reali cambierà poco, ma dovendo scegliere meglio una donna buona che un buffone guerrafondaio. »

21:22 ESITOQuanto recentemente accaduto ha destato le attenzioni dell?intera verso la figura di Shago e la sfida che questo ha lanciato al Re. Da molto, molto tempo non si vedeva un evento cosi tanto grande che potesse smuovere le fondamenta stesse del regno. La paura di una nuova guerra civile impaurisce molti e il lento ed inesorabile scorrere dei giorni sta portando tutti a temere cosa potrebbe accadere nel momento in cui il countdown di Shago arriva a toccare lo zero. Eppure, la stessa popolazione, non è riuscita a rimanere compatta davanti a questa situazione e la divisione tra coloro che hanno preferito appoggiare l?ascese e le parole di Shago rispetto a coloro che invece hanno preferito restare federe al Re è stata decisamente più netta di quanto non ci si sarebbe aspettato in un primo momento. Ecco perché ogni singola cittadina dell?isola vive un fin troppo evidente clima di subbuglio nell? attesa che lo scontro finale prenda piede e si tornare ad uno stato di equilibrio. In questa strana giornata di pioggia, quando il cielo è ormai completamente scuro le strade di Katorea non sono affatto desolate come si potrebbe pensare o come di solito accade nel momento in cui tutti i vari negozi chiudono e i cittadini si ritirano nelle loro case. No, al contrario ogni singola strada pullula di persone comuni, di famiglie, di donne, vecchi e bambini che hanno lasciato la capitale in preda alla paura in cerca di un luogo sicuro in cui poter stare in attesa che questa orrenda parentesi svanisca. «Mamma, camminiamo da ora quando torniamo?..» A rompere il suono della pioggia che ticchetta sul luogo è la voce di un bambino seduto in terra vicino alla mamma. «Presto figliolo, presto..» Mormora questa in risposta mentre questa si osserva intorno in cerca di chissà cosa. Ecco lo scenario che avvolge questa strada di Katorea, un fiume di gente poggiata contro i muri per cercare di ripararsi sotto i vari portici dalla pioggia portando con loro sacchi e beni di prima necessità che sono riusciti a recuperare. «Quel Shago, ci ha condannati tutti..» Borbotta un uomo anziano che nasconde il volto tra le proprie ginocchio seduto in terra anche lui. «No, Shago ci ha sempre amato e protetto!..» Ribatte un uomo di poco più giovane dal lato opposto della strada. «Questo scontro servirà a darci un futuro migliore!..» Insiste ancora. Fuggitivi, eppure non sembrano far parte tutti dello stesso schieramento. «Sei un credulone, come tutti quelli che pensano che Shago ci salverà!..»Ribatte ancora un?altra voce. «Come osi?!..» Insomma, il clima è fin troppo accesso nonostante la pesantezza che si può respirare nel luogo. Per quanto riusciranno a restarsene buoni senza venire alle mani gli uni contro gli altri? Quanto manca davvero la countdown? Quanto alla morte della civilità di alabasta? Quanto alla sua liberazione? In tutto questo, voi, per la prima volta, siete spettatori. [Azioni in 25 minuti]