17:24 Edelwen [ Foresta | Sentiero ] Alti si stagliano gl'alberi che circondano quel sentiero poco battuto. In lontananza, il lieve gorgoglio di un fiume che giunge appena al fine udito della Kaldar. La nebbia ? fitta, ed il gelo attanaglia la pelle rimasta scoperta. Passi appena udibili, se non da un udito ben sviluppato. Piedi fasciati in stivaletti di pelle scura avvolgono le gambe fino ai polpacci. Un paio di pantaloni pesanti, di lana, seguono e fasciano il profilo delle lunghe gambe, stretti in vita da una cintura di cuoio. Una casacca segue e completa il tutto, logora per il tempo ma di classico taglio elfico. A maniche lunghe, verde scuro, stretta intorno al corpo magro e flessuoso. Porta con s? un mantello lungo, chiuso tramite un nodo all'altezza del collo che scivola lungo la sua figura mettendone gl'abiti e le forme di tanto in tanto in mostra. Il cappuccio ? calato sulla schiena, lasciando cos? visibile il viso. Pelle rosa, di quelli accesi che difficilmente si trovano in citt?. Tendente al violaceo, il viso ? liscio e privo di imperfezioni. Una cascata di capelli color blu notte sfiorano le guance, lisci come seta. Sul viso affilato, spiccano un paio di occhi bianchi, lucidi ed attenti. Si muove con passo lento, osservando a destra e a manca ci? che la circonda e ci? che la nebbia le concede, tendendo l'orecchio.
17:29 Odeon [ Sentiero | Albero ] Si ferma al limitare di quel sentiero sotto un grande albero e si piega sulle ginocchia per poggiare la mano sinistra sul suolo, respira, vi poggia anche la destra. Indossa una casacca aderente di un grigio perla e dalle maniche lunghe, chiusa fin sotto il collo con dei bottoni bianchi di rame immerso nella biacca, pantaloni di pelle neri che si infilano in degli stivali dello stesso colore: fattura elfica anche se ad occhio esperto si pu? ben riconoscere una falsa eleganza data da un costo non eccessivamente elevato in un qualsiasi mercato di Erendyl. Deglutisce e continua a guardare verso terra stringendo le dita man mano nella terra per sentirne la consistenza. Tiene i capelli pallidi come la luna lunghi fin oltre le spalle, tenuti insieme da delle treccine che dai lati del capo passano sopra le orecchie a punta mettendole ben in vista e poi si uniscono dietro la testa prima di scendere lisce con il resto della chioma. Chiude gli occhi blu mare e sente una lacrima scendere dall?occhio destro formando un piccolo rigo sulla gota corrispondente prima di tentennare ed infine cadere al suolo. Alza di scatto le braccia verso il cielo e stendendosi quanto pu? anche con la schiena leggermente inclinata all?indietro si lascia cadere in ginocchio lasciando fluire i sentimenti soppressi per un secolo in un violento quanto lungo grido ristoratore, dolce e spaventoso come il fragore di una cascata. Sente sbattere dietro la sua schiena l?arco che tiene con i flettenti rivolti in ---»
17:29 Odeon [ Sentiero | Albero ] diagonale dal basso a sinistra verso l?alto a destra cos? come la faretra che lascia spuntare le code piumate di dieci frecce da sopra la spalla destra, l?una fissata davanti al petto per la corda e l?altra per la cinghia di pelle ma entrambe a tracolla e parallele tra di loro. Riabbassa le mani poggiandole sulle ginocchia corrispondenti ed abbassa il capo, non c?? posto per i sentimenti nella cultura elfica ma il ritorno in quella foresta gli aveva procurato troppo dolore.
17:39 Edelwen [ Foresta | Sentiero ] Il passo leggero prosegue lungo il sentiero. Spalle dritte, viso impassibile. I lunghi capelli ondeggiano sulle spalle, smuovendosi leggermente e ricadendo composti sulla schiena e sul petto. Alta, molto pi? di tanti esponenti di quella razza, ma nella norma della propria stirpe, ? perfettamente proporzionata in ogni punto. Il viso di quel particolare colore presenta due tatuaggi verde smeraldo a partire dal sopraciglio, fino alla guancia, a forma di punta di lancia rovesciata verso il basso. Le braccia sono distese lungo i fianchi, lasciate sciolte e morbide. Respira tranquilla, inalando quell'aria fredda ed umida che rende la natura intorno a lei pi? particolare. Pi? selvaggia e misteriosa. Gli occhi candidi si spostano a destra, a manca. Osservano ci? che il suo campo visivo le concede. Alcuna espressione ? dipinda sul volto affilato, come se non potesse essere solcato da emozioni. Umetta le labbra, ignorando che vi possa essere qualcun'altro in quella foresta. Un passo, un altro ancora. Ininterrotta. Come se nulla potesse sfiancarla. Ormai da giorni vagava, lontana dal suo villaggio, distante dalla sua gente. Inclina appena il capo alla propria sinistra, fermando il passo. Gli occhi si soffermano su un cespuglio.
17:47 Odeon : [ Sentiero - 10 metri da Edelwen ] Alza le mani tremanti dopo qualche secondo e le fissa con intensit? come volesse farle fermare con la sola forza del pensiero, ma le mani non si fermano, continuano a tremare come volessero pulirsi da qualcosa. Non muta espressione ma si limita semplicemente ad alzarsi senza usare le mani: spinge indietro il busto e fa partire una spinta sul terreno a partire dai piedi e poi man mano a salire mentre lentamente si rialza con assoluta eleganza in tutta la sua altezza, superiore di molto a quella di un umano ma inferiore a quella di altri elfi. Fa dei passi indietro prima di girarsi facendo perno sul piede sinistro e poi continua ancora fino ad arrivare di nuovo su quel sentiero. Sente dei passi e gira il capo a destra e a sinistra fino a che non si fermano, sa che erano ad una certa distanza ma la nebbia non gli permette di vedere molto distante rispetto a se. Si limita a camminare quindi verso Edelwen cadenzando ritmicamente il passo con l?oscillazione delle braccia lungo i lati del busto.
17:57 Edelwen [ Foresta | Sentiero ] Un cespuglio di fiori e bacche selvatiche coglie la propria attenzione. Osserva i petali, si sofferma sui frutti, non riconoscendone tuttavia la natura. Si lascia distrarre, accogliendo su quel viso un'espressione pi? distesa e naturale. Il vento quel pomeriggio non respira. Le fronde appaiono mute e silenziose cos? come lo ? la Kaldar. Non le ? difficile, dunque, udire il suono di alcuni passi che si avvicinano in quella direzione. In piedi, in mezzo al sentiero, probabilmente appare pi? come un'ombra distante. Il respiro si condensa in calde nuvole di calore, mescolandosi alla pallida nebbia che l'avvolge. Con una lieve rotazione del corpo, portando dietro di s? il piede destro, tenterebbe di voltarsi in direzione di Odeon. Tende l'orecchio ad ogni suono, concentrandosi maggiormente su quei passi. Con estrema calma, si muoverebbe con leggerezza, avvicinandosi ad uno degli altri tronchi alla sua sinistra, nei pressi del cespuglio. Non tenta di scalarlo. Si pone sul lato pi? nascosto, cercando di evitare di far rumore. La schiena verrebbe poggiata contro il legno, il viso rivolto verso il sentiero rimanendo in attesa ed in ascolto. Tenterebbe di mantenere il respiro lento, facendo alzare ed abbassare il petto in modo ritmico.
18:09 Odeon : [ Sentiero - 5 metri da Edelwen ] Rilassa il braccio destro alzandolo leggermente verso l?esterno corrispondente e poi con il sinistro andrebbe ad alzare l?arco tenendolo al centro della corda nel tentativo di farlo passare sopra la testa e poi lungo il braccio destro [E] «Illyalis, ti ringrazio per la cena che mi stai offrendo» ferma il passo al sentiero a cinque metri di distanza da Edelwen che non vede dato che si ? nascosta prima che lui la potesse vedere [E] «Benedici la mia freccia e garantisci un trapasso veloce alla tua creatura con la quale mi hai benedetto quest?oggi» gira l?arco nella mano sinistra aiutandosi anche con la destra per prenderlo saldamente sull?impugnatura mantenendolo puntato verso il basso ed in diagonale con il flettente superiore rivolto leggermente verso destra [E] «Ascolta sempre i tuoi figli che umilmente ti ringraziano» conclude la dolce cantilena nella sua lingua natale, quasi un fruscio in quell?aria senza vento dove tutto appare immobile ed immutabile. Porta le gambe a divaricarsi leggermente, quanto la larghezza delle spalle, mentre il piede sinistro ? avanti rispetto al destro di un sol passo, posizionato frontalmente verso l?albero dove si nasconde Edelwen, il piede destro ? posizionato piatto con la punta delle dita rivolta verso l'esterno destro. Fa salire la mano destra, andando a cercare di prendere tra l?indice, il medio ed il pollice, una freccia dalla faretra alle sue spalle. Una volta presa, la sfila dal suo contenitore, portandola verso l'arco e cio? in ---»
18:10 Odeon : [ Sentiero - 5 metri da Edelwen ] basso. Infine tenta di far scivolare la freccia lungo la corda dell'arco,INCOCCANDOLA ma tenendolo sempre verso il basso. Il rumore del legno contro il legno ? l?unica cosa che si pu? udire da lui.
18:19 Edelwen [ Foresta | Sentiero ] Continua a tendere l'orecchio. Mantiene il respiro calmo, lasciando che gli occhi fissino il sentiero alla propria destra. Le mani vanno a toccare il legno dell'albero contro cui si ? nascosta. Anche il capo si appoggia sul legno, sfiorandolo appena con la nuca. I passi sembrano esser svaniti, o almeno il rumore lieve. Una cantilena lieve invece la raggiunta, seguita dal lieve rumore di legno. Tenterebbe dunque di lasciarsi scivolare alla propria sinistra, muovendo il piede destro ad incrociarsi davanti al sinistro. Per poi ripetere quel movimento. Imprime estrema calma e freddezza in quelle sue movente, in modo da nascondersi ancora di pi? dietro al tronco, di porsi sul lato opposto del sentiero che scorre lungo la foresta. La schiena viene raddrizzata, il corpo tenterebbe di appiattirsi contro l'albero. Perfino le labbra vengono serrate, cos? da respirare solamente tramite il naso e far ancor meno rumore possibile. Nuova di quei luoghi, di quelle zone, non sa cosa aspettarsi da ci? che la circonda. Gli occhi vengono nuovamente spostati. Muove il capo con lentezza, tendendo lo sguardo appena verso il sentiero, cercando di scorgere chi o cosa si sta muovendo per la foresta. L'unico muscolo che non riesce a controllare ? il cuore, che sente battere con pi? violenza nel petto a causa dell'adrenalina.
18:28 Odeon : [ Sentiero - 5 metri da Edelwen ] Secondi lunghissimi mentre resta immobile a guardare verso l?albero che a lui in quella nebbia appare solamente un?ombra indistinta, causa anche della notte che comincia a scendere inesorabile. Secondi lunghissimi che supera in un secondo quando alza l?arco nella mano sinistra davanti al viso e tende in contemporanea la corda fino a portare il medio a sfiorarsi le labbra tenendo l?indice sopra la coda della freccia ed il medio e l?anulare al di sotto di essa. Tiene le spalle rilassate ma le braccia tese nella muscolatura che si tende al massimo per restare quanto pi? immobile possibile. Smette di respirare e chiude l?occhio sinistro per MIRARE in assoluta concentrazione con il destro nel tentativo di far combaciare la linea immaginaria che parte dalla coda con la punta e poi verso la sua preda. Non tiene il gomito destro n? troppo alto n? troppo basso per non rovinare la mira ed imprime alla corda pi? forza tendendola con il medio proprio prima di lasciare la corda. Tutto quella complessa serie di movimenti ? riassunta in pochi interminabili secondi che sembrano spezza l?assoluta immobilit? della foresta, che fanno battere forte il cuore all?elfa che altro non pu? che sentire il suo SCOCCARE. Ma la freccia non si conficca nel tronco, anzi va verso l?alto visto che la sua preda fin da subito era stato un uccello di cui sentiva il verso su di un ramo di quello stesso albero sotto il quale si trovano. Un rumore frenetico d?ali, uccelli che si alzano in volo e poi l'attesa
Odeon ha lanciato i dadi col risultato di 96/100
18:40 Edelwen [ Foresta | Sentiero ] Rimane cos? in attesa. Solleva lo sguardo verso il cielo, verso le fronde immobili che sovrastano la sua figura. Lunghi attimi di attesa, in cui sembra per un momento trattenere anche il fiato. E poi lo sente, lo scocco di una freccia che sopra di lei riesce senza troppa difficolt? a colpire uno di quegl'uccelli che s'alzano, spaventati forse. E' lieve, appena percettibile il sussulto che la fa sobbalzare sul posto. Sente ancora il cuore battere forte, talmente tanto da temere per alcuni attimi di esser ancor pi? forte del proprio respiro. Solleva lo sguardo, seguendo la caduta della preda come al rallentatore, fin quando non tocca terra alla propria destra. Abbassa lo sguardo su quella creatura uccisa probabilmente sul colpo. Come congelata, non riesce a muoversi da quella posizione. Scoperta, probabilmente, non appena l'elfo andr? a recuperare la preda che da lei dista si e no tre, quattro passi. Gli occhi bianchi sono fissi sulla freccia conficcata. Un cacciatore. Istintivamente, la mano destra andrebbe a cercare qualcosa all'altezza del fianco sinistro. Un pugnale, un qualcosa. Ma... E' solo quando va a stringere aria e stoffa che si ravvede: non possiede pi? tali armi.
18:48 Odeon : [ Sentiero | alla destra di Edelwen ] Riapre entrambi gli occhi e rilassa le spalle portando le braccia lungo i rispettivi fianchi mentre davanti a se non sente il tonfo di uno di quegli uccelli, quello a cui aveva mirato e al quale praticamente aveva fatto lo scalpo [E] «Da come ti muovi sembreresti un?elfa» dice verso Edelwen con assoluta calma mentre comincia a muoversi a passi lunghi ma lenti ed eleganti verso la sua cena [E] «qualsiasi altra creatura bipede mi avrebbe gi? attaccato in questa foresta» sorride fermandosi davanti al cadavere dell?animale per poi inginocchiarsi davanti ad esso poggiando l?arco a terra al suo fianco sinistro, quindi dalla parte opposta rispetto alla Kaldar [E] «Il mio nome ? Odeon» va a togliere la freccia dall?essere con delicatezza con la mano destra mentre con la sinistra lo tiene fermo per poi commentare [E] «a te piace la carne di corvo?» volta il capo per la prima volta verso Edelwen fissandola con quegli occhi blu profondo tremendamente freddi ed espressivi allo stesso tempo. E? gentile nel tono, elegante nei modi e di chiara visione il suo essere un Valdar per il colore dei suoi capelli cos? chiaro e la pelle tanto diafana.
18:54 Malwie : [ Edelwen ] Si muove in pacato silenzio, con eleganza fluida, all'interno del bosco. Indossa un mantello verde scuro ma il cappuccio non alzato in volto. I lunghi capelli, oro pallido che quasi sembrano argentei sotto la luce diretta, ricadono sciolti sulle spalle e lungo la schiena. Lunghi e lisci fino al limitare della zona lombare. Nulla a tenerli fermi, questa notte. Sotto, come sempre, veste chiaro ed elegante, con stivali pantaloni e lunga tunica. Vaga assorto nel bosco, perdendosi ? ma non smarrendosi ? nella candida e morbida nebbia che sembra avvolgere tutto in un protettivo abbraccio di bambagia. Il fine udito coglie delle voci musicali poco pi? avanti, voci che indubbiamente parlano la sua splendida lingua madre. Si avvicina, cercandone la fonte con uno sguardo grigio e serio, sebbene non severo. Distante e antico, come il suo popolo sempre appare. L'espressione neutra e composta, attenta.
19:38 Edelwen : [ Albero | Pressi Odeon ] L'elfo entra finalmente nel suo campo visivo. Lo riconosce come tale dai modi, dall'aspetto. Le spalle vengono rilassate, mentre ascolta quella voce calma, pacata, nella loro lingua natale. Si scosta cos? dal tronco, sentendo l'adrenalina ancora scorrere nelle proprie vene, mentre inizia ora a ricercare un p? di quella pacatezza che ? solita trasmettere. Le labbra sono ancora strette, come in una lunga linea sottile, piene e di un particolare rosa ancor pi? acceso di quella carnagione tendente al violaceo. «Mae govannen...» Il tono usato ? basso, vibrante come la corda tesa di un arco, quasi sul punto di cantare. E' dolce e dura al tempo stesso, con quella chiara e particolare intonazione donata dalla sua stirpe. Si scosta cos? dall'albero, muovendo giusto alcuni passi per avvicinarsi meglio alla figura del Valdar. Gli occhi bianchi si posano prima su di lui, poi sulla creatura ormai morta per quello scopo. Socchiude per un momento le palpebre, celando quelle strane iridi, rare anche fra i Kaldar. Annuisce infine [E] «Si, vi ringrazio..» Mormora bassa, con quel tono calmo e distaccato. Le palpebre si risollevano, andando a guardarsi intorno. [E] «Il mio nome ? Edelwen» Si presenta infine, tornando su di lui. Non si avvede ancora di Malwie.
19:48 Odeon : [ Sentiero | Vicino a Edelwen ] [E] «A me no..» con la mano destra prende la freccia per la cosa piumata e con assoluta calma cerca di rinfilarla dove dovrebbe stare nella faretra [E] «prendetelo pure, a me non serve e consideratelo un risarcimento per lo spavento che vi ho fatto prendere» alza lo sguardo con un piccolo sorriso verso l?elfa cos? come si alza da terra non senza aver ripreso nella mano sinistra l?arco e nella destra il corvo, anche di una certa grandezza, che le porge con gentilezza [E] «cacciare volatili di inverno non porta mai a niente di buono, questa foresta non porta mai niente di buono» socchiude gli occhi in un?espressione del tutto rilassata ed annusa l?aria da buon cacciatore. Pu? quasi sentire ancora il cuore di Edelwen battere pi? velocemente del normale ma non ? su questo che si sofferma quanto piuttosto sul passo di Malwie in avvicinamento [E] «oggi la foresta ? affollata» dice solamente questo lasciando che l?aria di riempia di un suo dolce e composto ridacchiare, giusto due secondi netti in cui l?elfo si scioglie dal comportamento austero della sua razza.
19:55 Malwie : [ pressi Odeon e Edelwen ] Avvicinandosi sempre pi? al duo, riesce a riconoscere perfettamente l'arciere, al quale mostra il palmo, gesto accompagnato da un quieto saluto. La sua voce ? dolce e piena, scivola in quella sua lingua come miele sul pane caldo. ?E [Lieta sera Odeon..] Un mormorio perfettamente udibile, ma composto e pacato, il tono non pi? alto del necessario a farsi udire pienamente da loro, quasi non volesse disturbare la quiete della notte che avanza nella foresta. Lo sguardo si sposta poi sulla Kaldar, i suoi occhi grigi e seri sembrano soffermarsi con intensit? su di lei per momenti che paiono secoli, come se si fosse perso in pensieri distanti. Con un respiro profondo poi i suoi occhi scivolano via, il capo si piega un poco in un accenno di inchino. ?E [Siete la prima della vostra stirpe che incontro...da molto tempo.] Il timbro perfettamente controllato. [Il mio nome ? Malwie Aiwendil.] Torna quindi dritto con la schiena, in una postura quasi altera, eretta.
20:02 Edelwen : [ Albero | Pressi Odeon ] Lo sguardo permane sull'elfo, osservandolo mentre estrae la freccia, riponendola nella faretra. Rimane composta, spalle dritte, mento sollevato. Gli occhi bianchi rimangono puntati su di lui, scivolando infine sulla preda. Ne segue la sagoma che le porge. [E] «Ali nere per nere parole..» Pronuncia piano, lentamente, con quella strana cadenza. Un lieve sorriso viene donato all'elfo, mentre la mano destra viene sollevata, andando ad afferrare l'animale all'altezza delle zampe. E poi, un suono nuovo, altri passi sopraggiungono. Lo sguardo si sposta verso l'elfo appena giunto. Gli occhi si spostano sul nuovo Valdar, inclinando appena il capo alla propria destra «Mae Govannen a Voi..» Saluta con il medesimo tono tranquillo. [E] «Scusatemi.. Ma.. » Gli occhi si spostano sulle fronde degl'alberi, distrattamente [E] «E' tempo per me di spostarmi altrove.. Anche per questo..» Solleva di poco la mano che tiene il corvo ormai morto. [E] «Il mio nome ? Edelwen.. E spero che le nostre strade si incontrino nuovamente.. » China dunque il capo verso entrambi, in segno di saluto [E] «E.. Grazie» Si posa infine su Odeon lo sguardo lattiginoso, chinando un ultima volta il capo prima di voltarsi ed iniziare ad avviarsi nella boscaglia, in allontanamento verso altri luoghi.
20:09 Odeon : [ Albero ] In maniera teatrale porta il palmo della mano destra sopra il cuore e la mano sinistra con l?arco dietro la schiena all?altezza dei reni per far seguire il tuo ad un inchino verso Malwie [E] «La vicinanza ai nobili ormai ti ha elevato mio caro» il tono ? scherzoso mentre lui si ritira su ed ? maggiormente chiarito da un sorriso verso di lui. Lascia cadere le braccia lungo i fianchi e starebbe per presentarli ma lui fa tutto da solo. A Odeon non resta altro che salutare Edelwen con un cenno della mano [E] «godetevelo e pregate Illyalis e se avete bisogno di un abile arciere fate circolare la voce e la foresta me la porter?» si schiarisce la voce mentre la osserva allontanarsi di fretta [E] «le Kaldar sono strane» sorride senza malignit? verso Malwie [E] «tu come mai da queste parti?» gli domanda distendendo la sua espressione e girando il busto in sua direzione
20:15 Malwie : [ pressi Odeon e Edelwen ] Gli occhi grigi dell'elfo tornano sulla Kaldar per qualche istante fuggevole, quanto questa prende commiato. ?E [Se far? piacere a Illyalis, che tutto governa, allora cos? sar?. ] Le risponde, cortese nei modi ma con una sorta di formale distacco nel suono della sua voce. Torna poi sull'elfo, avvicinandosi lungo il sentiero, coprendo quei metri che rimangono. ?E [Avete il vostro arco.] Prende nota, con un leggero sorriso, appena accennato sulle labbra. Solo dopo, risponde alle parole del Valdar. ?E [E' molto tempo che non sto nelle vicinanze di un nobile.] L'espressione si schiarisce, come se si attenuasse un poco il freddo atteggiamento dell'elfo. ?E [S?, sono...particolari. Vi ? una segreta bellezza in loro.] Lo sguardo si sposta verso il punto dove ? sparita la Kaldar, come se potesse ancora vederla ma, in realt?, non stesse guardando affatto lei. Poi, torna nuovamente sull'arciere. ?E [La citt?..] Scuote il capo, leggermente, lasciando dondolare lunghe ciocche. ?E [Sentivo il bisogno di respirare.] Sicuro che l'altro possa comprendere.
20:23 Odeon : [ Albero ] [E] «Pensavo che ormai eravate diventato pappa e ciccia con lady Elanor..» alza la mano sinistra con la quale tiene l?arco e passa le dita della destra sui suoi flettenti neri come la notte mentre le iridi blu profondo seguono quel suo movimento dall?alta verso il basso [E] «ho di nuovo il mio arco, si» atarassico nel tono blocca la mano e pianta gli occhi in quelli di Malwie [E] «? l?unica cosa che mi ? rimasta.. essere un ottimo arciere, il resto ai miei occhi non conta» torna in silenzio restando in quella posizione plastica ed immobile prima che quel suo silenzio venga interrotto da un lungo respiro [E] «erano cento anni che non mettevo piede in questa foresta» sentenzia
20:30 Malwie : [ con Odeon ] Osserva Odeon, muoversi sicuro e fluido con quella sua arma, come se fosse un'estensione naturale di s?. Abbassa lo sguardo sulle sue mani, portandole innanzi a s? a palmo in su. Mani perfettamente lisce, delicate, che poche volte hanno impugnato un arco. Lui non pu? dirsi un ottimo arciere, no. Le sue dita prive di callosit? parlano chiaro. ?E [Erano cento anni che non la incontravo.] Risponde, quasi rimarcando l'ultima affermazione di lui. La sua voce risuona come un cilindro di acciaio cavo. Sospira. Poi di nuovo solleva gli occhi, seri e attenti, sul Valdar. ?E [La conosco da molto, molto tempo.] Spiega, quasi in maniera riservata per?, e con un accenno di malinconia nel timbro di voce. Sospira di nuovo, preferendo cambiare discorso. ?E [Sembra che il secolo sia un numero propizio ai cambiamenti allora.]
20:37 Odeon : [ Albero ] [E] «E come vi siete procurato da mangiare durante tutto questo tempo?» sempre scherzoso nel tono di voce mentre alza lo sguardo sulle mani di Malwie [E] «ero un ottimo cacciatore nel mio villaggio.. stavo quasi per mettere su famiglia» alza le spalle come se la cosa dopo tutto quel tempo non lo toccasse pi? come una volta [E] «da elfo dovreste sapere che i cambiamenti portano solamente guai e disagi» si schiarisce la voce seppur questa resta perennemente armonica e soppesata in ogni sua parte [E] «immagino che tornerete a corte adesso» gli sorride guardandolo negli occhi, non ha bisogno di stare attento ai suoi movimenti mentre stringendo l?impugnatura bianca dell?arma con la mano sinistra ne va a pizzicare la corda con l?indice della destra, movimenti del tutto automatici ormai.
20:46 Malwie : [ con Odeon ] Intreccia le mani dietro la schiena, sempre con quel portamento dignitoso e distinto, la figura alta e slanciata. Un angolo della bocca si stringe in un mezzo sorriso appena accennato. ?E [Non torner? a corte. Al momento ? mio desiderio chiedere udienza ai cerusici di Kirial.] Ammette in totale onest?. ?E [E riprendere l? il mio servizio. Ci sono cose..che hanno bisogno di tempo per guarire.] Quanto ai cambiamenti, certo che ? d'accordo. Dopotutto, ci ha messo un secolo intero solo per giungere alla conclusione che l'ha condotto qui. ?E [Si vede. Avete una familiarit? con l'arma che non in tutti gli arcieri ho veduto. E ne ho visti molti, credetemi.] Lo sguardo si sposta nuovamente, attorno a s?. ?E [Si ? fatto tardi, penso che muover? nuovamente i miei passi verso la citt?. E' stato piacevole prendere una boccata d'aria in vostra compagnia, spero ricapiti presto.] Un cenno del capo, prima si voltare le spalle con un ultimo saluto. ?E [Illyalis guidi sempre la vostra freccia.]
20:54 Odeon [ Foresta | Sentiero ] [E] «Fate bene» commenta solamente cos? la decisione mentre alza il braccio sinistro per lasciarsi scivolare l?arco a tracolla [E] «ogni tanto bisogna abbandonare questa foresta» i suoi occhi vagano quasi perduti nel buio della notte che ormai li circonda, sono le sue orecchie che per? lo fanno restare al sicuro [E] «Andate e che Illyalis guidi sempre la vostra mano, alla freccia ci penso io» gli sorride e mentre lui torna verso la citt? lui si incammina nella direzione opposta sistemandosi la corda davanti al petto e l?arco dietro la schiena parallelamente alla faretra che ? tenuta in diagonale dal basso a sinistra in alto a destra.