19:39 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Ci pensava anche lei, ma non aveva così tanta malizia da pensar male di sconosciuti. Aveva un animo buono, in fondo, forse un pò ingenuo. «Abbastanza. E' tutto molto confuso purtroppo..» Scuote il capo bruno. Un leggero sorriso torna a formarsi sulle labbra della ragazza. «Me lo auguro. E spero che riusciate a trovare il colpevole..» Ed in quelle parole, c'era una estrema sincerità. Si scosta dal sentiero, seguendo con lo sguardo il rivoluzionario. «A presto..» Lo saluta con un leggero cenno del capo bruno, osservandolo mentre si avvia lungo la strada. Lei rimane ancora lì per il momento, voltandosi un'altra volta verso l'edificio. Nel silenzio più totale, adesso, ripensa nuovamente a quel giorno. Ma non c'era nulla di diverso, se non quello che aveva già raccontato. Sperava di ricordare qualche dettaglio, qualcosa che le era sfuggito. Scuote infine il capo. Nemmeno del Gringo sembrava esserci traccia alcuna. Sospira infine, andando a voltare le spalle alla struttura, per iniziare ad avviarsi anche lei. Si avvia in direzione di Tamarisk, per rientrare alla Pandora, questa volta prima che possa essere fermata da qualsiasi tempesta come spesso capita quando si aggira per la Sandy Island.

19:27 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Yukino ultima la sua descrizione, includendo dettagli sconosciuti a Matthew «Capisco, quest'uomo ubriaco costituisce una nuova incognita...» un altro fattore da valutare, in questo dilemma così contorto. Specifica alla ragazza ciò che crede «Troppi fattori strani, mi sembra assurdo che ci siano state così tante coincidenze... E' difficile da credere, ma sembra tutto pianificato nel dettaglio» in effetti ha tutta l'aria di essere stata un'operazione accurata, quasi chirurgica. Distrarre tutti dalla valigetta, per lasciarle il tempo di saltare in aria senza che nessuno provasse a disinnescarla. Questo convince ancora di più Matthew, che è deciso a fare luce sulla faccenda. Torna alla ragazza «Tranquilla, immagino che a quel punto seguire il corso degli eventi sia stato estremamente difficile...» ma la rassicura, ha contribuito moltissimo al successo delle sue ricerche «Ma non ti preoccupare, la tua testimonianza sarà determinante, mi hai fornito dettagli fondamentali!» afferma con estrema sincerità, per poi specificare un'ultima volta le sue intenzioni «Come ti ho detto prima, troverò il colpevole a tutti i costi...» la rabbia cresce in parte nel suo animo, chiunque si sia macchiato di una cosa del genere, deve pagare. E' giunto il momento di lasciare la zona, e purtroppo deve salutare la ragazza «Grazie per l'aiuto, Yukino, ora devo andare.» sorridendo serenamente, continua «Penso e spero che ci incontreremo nuovamente, buona serata!» e detto questo lascia la zona con passo lento, che risuona nella stradina stretta [Tap!tap!]. ||

19:15 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Scrolla leggermente le spalle minute, facendo ondeggiare il mantello alle proprie spalle. «Tranquillo..» Risponde, cercando di sfidare le proprie paure in quel modo. Socchiude gli occhi per qualche istante. Ricordava del litigio, ma non se ne era curata molto. «Onestamente, non saprei dirti. C'era molta gente quel giorno. E penso fosse una semplice coincidenza. A noi per esempio, un vecchio ubriacone aveva rubato il tavolo, dicendo che fosse suo.. E ci siamo spostati al tavolo della.. valigetta.» Scuote il capo. «Ma non penso fosse una coincidenza.» Anticipa l'eventuale domanda, visto che le era già stata posta dall'ittico Perry. «Secondo il cameriere, era un cliente abituale.» Fa quindi una pausa, incrociando nuovamente le braccia al petto, sollevando le palpebre e successivamente lo sguardo su di lui. «Non abbiamo capito subito che era una bomba.. Ho cercato di convincere le persone ad uscire, quando abbiamo avuto il dubbio. Ma c'era davvero molta gente, quel pomeriggio.. Ed è esplosa..» Richiude gli occhi, stringendosi nelle spalle, le mani che si serrano contro le braccia. «abbiamo a malapena visto.. all'interno.. è esplosa quasi subito..» La voce si fa più bassa, un mormorio leggero. Da quel momento, i ricordi erano decisamente più frammentari. «Scusa ma.. è veramente difficile anche ricordare.» Ancora sotto shock, il delicato fiore di Drum. «Era un bel posto..» Aggiunge semplicemente. Il cous cous di verdure più buono che avesse mai provato.

19:03 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] La compagna di conversazione di oggi sembra vincere completamente le sue paure e descrivere interamente ciò che ricorda. Gli occhi di Matthew si posando sugli occhi verdi dell'altra, rendendosi conto solo ora della bellezza della ragazza. Le porge un bellissimo sorriso, in segno di ringraziamento, che però rende completo con le sue parole «Grazie per aver condiviso queste cose, non dev'essere stato facile, apprezzo molto il tuo coraggio» afferma deciso, con ammirazione. Non è facile vincere le proprie paure, ma la ragazza lo ha fatto senza indugi. Tanto di cappello, pensa il Blue. Ora però torna sulle sue congetture, anche alla luce di quanto detto da lei «Avete trovato la bomba? Non dev'essere stata una situazione facile, sono sicuro che abbiate fatto il possibile...» afferma, considerand l'animo buono della ragazza. Esterna anche con lei ciò che pensa «Sì, sicuramente l'attentatore si è ben guardato dal rimanere coinvolto nell'esplosione, ma ho paura che il litigio potesse essere un diversivo, o che comunque l'abbia sfruttato per fuggire.» continua, affermando ciò che sa sui pernottamenti allo Spice «Non so quanto fosse ufficiale o legale l'attività, ma se non ricordo male qualcuno ha alloggiato nel locale. Forse si trattava di una piccola attività che il proprietario svolgeva per integrare, chi lo sa...» afferma, molto incerto su questo punto. Infine tratta dell'argomento saliente, ovvero l'identità del colpevole «Non saprei nemmeno io, lo Spice non ha mai creato problemi a nessuno, anzi, era frequentato da tutti» dice solo questo alla ragazza, pur essendosi fatto una mezza idea. Secondo lui, all'interno del locale si svolgevano affari loschi che davano fastidio a qualche criminale, e questo ha deciso di farlo saltare. Chiaramente non ne è certo, ma è l'ipotesi che ritiene più plausibile. Ora attende che la ragazza commenti la sua ricostruzione dei fatti

18:50 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Un accenno di sorriso verso il rivoluzionario, che tenta di alleggerire la situazione. Sorriso che si spegne poco dopo in ogni caso, lasciando che un'espressione più seria prenda il sopravvento. «Io l'ho vista. In realtà, l'abbiamo trovata noi, la valigetta. Io, ed un mio amico... » Sospira nuovamente «Era sotto il nostro tavolo.» Aggiunge poi verso di lui. «So che intendi dire, e onestamente.. Non è facile convivere con quello che è successo.» Leva lo sguardo sulla struttura dell'edificio distrutto. «Non sapevo ci fossero stanze. Pensavo che fosse solo un ristorante..» Commenta con una leggera scrollata di spalle. Un leggero venticello le sospinge i capelli, lasciando che le sfiori le guance. «C'era un pò di confusione, è vero. Ma penso fosse normale. Avevamo anche difficoltà a trovare un tavolo, in verità.. » C'erano ricordi che erano diventati più indelebili di altri. Leva quindi lo sguardo sulla strada, distraendosi un momento. Cercava ancora il cappotto rosso del Gringo, sperando che passasse di lì. Si rivolge alla sua sinistra, poi alla sua destra, ma di lui nemmeno l'ombra. Scuote nuovamente il capo, ritornando sul rivoluzionario. «Onestamente, non saprei. Nessuno ha rivendicato a quanto pare questa distruzione. E ancora non capisco il motivo di questo atto..»Proprio non se ne capacitava, e non aveva pace per questo. «Ma credo che chiunque sia stato.. Era già lontano quando è esplosa la bomba.. La valigetta era già sotto al tavolo, quando ci siamo seduti..» Gli occhi verdi tornano a fissarsi su di lui, per incrociarne lo sguardo.

18:37 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Yukino specifica il momento del giorno in cui è avvenuta l'esplosione. Dettaglio estremamente importante per Matthew, che pensava fosse avvenuto tutto di sera. Ringrazia dolcemente la ragazza per lo spunto «Grazie per averlo specificato» sorridendo dolcemente, ma mostrando una vena malinconica, dovuta alla vista dell'espressione della ragazza. Per smorzare un po' la tetra atmosfera, il Blue fa un commento positivo «Già, facevano ottimi dolci. Ricordo, in particolare, che mi servirono, per colazione, una bella fetta di torta con una pallina di gelato. Inutile dire che era tutto squisito» la tristezza è sempre più evidente nel suo sguardo, ricorda perfettamente quel momento trascorso insieme a Miles. Non ha idea di chi possa fare una cosa del genere, ma la domanda di Yukino gli rammenta che è qui proprio per scoprirlo «A dire il vero, molto poco.» prende una piccola pausa, inspira, e infine condivide con l'odierna compagna ciò che sa «So solo che all'interno c'è stato un grande litigio, e che la bomba era in una valigetta. Nessuno, ma proprio nessuno, ha visto chi ha portato la valigetta all'interno, e questa cosa mi tormenta giorno e notte...» davvero, possibile che nessuno lo abbia notato? Si gratta la testa, lo fa sempre quando riflette. Forse era già dentro alla locanda, pensa. Abbassa il tono di voce, per esprimere ad alta voce questa supposizione, lo aiuterà a capire se è una riflessione sensata «Forse alloggiava proprio allo Spice, ha piazzato la valigetta, e poi ha sfruttato la confusione più totale che si è generata subito dopo la detonazione dell'ordigno per fuggire. Potrebbe essere una pista plausibile...»in effetti la teoria regge, ma di questo si tratta, dato che non v'è nulla che ne provi la fondatezza. Silente, riflette sui vari dettagli che ha notato fin'ora, valutando se sia possibile oppure no.

18:24 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Sentiva ancora il cuore batterle a mille. Ripercorre quei due passi verso l'esterno, per rimettere quel minimo spazio fra lei e il locale distrutto. Dona ancora le spalle all'edificio e al ragazzo che intanto le parla. Le braccia vengono incrociate all'altezza del petto, poco sotto il seno, i palmi delle mani poggiate contro gli avambracci opposti. Scuote il capo a quelle sue parole. «Colpa mia.»Risponde con tono sommesso. Era una sfida la sua, voleva affrontare la sua paura. Un sospiro esce dalle labbra della ragazza, mentre lentamente si volta donando il profilo destro all'edificio. «Io si..Ed era pomeriggio.» Vuole essere specifica, avendo vissuto tutto in prima persona. Un sorriso mesto si dipinge sulle labbra della ragazza, voltandosi definitivamente in sua direzione. «Ti ringrazio..» Mormora con tono basso a quelle sue parole. Rimane nei pressi del muretto che costeggia la tettoia che era davanti al locale decisa ora a non avvicinarsi nuovamente. Inclina il capo, tornando a guardare la struttura. «Si mangiava davvero bene. Ero tornata giusto per provare qualche dolce..» Un nuovo sospiro esce dalle labbra della ragazza, andando ad abbassare le braccia che ricadono lungo il corpo. «Hai scoperto qualcosa, fino ad adesso?» Domanda lei di rimando, con una leggera ansia a dipingerle il volto abbronzato. Il canarino se ne sta buono buono sulla sua testolina.

18:10 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Gli occhi ancora fermi sull'interno del locale. Sempre con un filo di voce, commenta le immagini dettagliate che il suo cervello produce «Improvvisamente la valigetta, piazzata in un angolo appartato del saloon, salta in aria...» si ferma a descrivere i fatti da qui in poi, poiché ciò che immagina è fin troppo tragico. Corpi, macerie e fiamme dappertutto, come se fosse uno scenario di guerra. Straziato da questa terribile scena, prova a cercare sollievo nella conversazione con Yukino. Dopo aver risposto con un cenno alla sua dimostrazione di piacere, presta attenzione alla sua affermazione. Immagina di trovarsi davanti ad un'altra testimone dell'accaduto, perciò risponde «Capisco...» prende una piccola pausa per ragionare, ma prima ancora di poter fare domande la ragazza lascia intendere di non riuscire a gestire i ricordi della tragica serata. Nel limite del possibile, il rivoluzionario prova a rassicurarla «Mi dispiace, non volevo far riemergere brutti ricordi» dice, sentendosi in colpa per aver posto la domanda, ma prova a rimediare «Non ti preoccupare. Non ero presente quella sera, posso solo immaginare quanto sia stato straziante...» non dice altro, non sapendo cos'altro può are per aiutarla. Poco dopo, dimostra tutta la sua empatia «Se vuoi concludere qua la conversazione, lo capisco, persino stare qua dev'essere difficile per te» indicando lo Spice. La rassicura un'ultima volta «Non ti farò altre domande, non voglio farti stare male...» rischiara ora la voce «Ma ti assicuro che farò il possibile per consegnare alla giustizia il colpevole» afferma con tono deciso, pur sapendo che se lo dovesse trovare, probabilmente gli farà fare una fine peggiore. Tace, sperando che sia l'altra a porre fine al silenzio imbarazzante che si genera subito dopo le parole del Rivoluzionario.

17:56 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Non si sposta da quella posizione. Era come ritrovarsi davanti ad un mostro, i cui occhi ti piantavano al terreno e non facevano più muovere. Ed era un pò quello che aveva provato quando avevano aperto la valigetta, quel fatidico pomeriggio. L'osserva, mentre parla a bassa voce senza riuscire a sentirne le parole. Un sospiro esce dalle labbra, mentre tenta di muovere il piede destro in avanti, su quel sentiero. Era qualcosa di molto, ma molto difficile per lei. Di fatti, dopo quel passo si blocca nuovamente, sentendo il cuore pulsarle nel petto. Voleva in qualche modo sconfiggere quel mostro, ma era così difficile. La voce del ragazzo la distrae, ritornando su di lui. «Piacere mio..» Il sorriso che era per un attimo svanito, ritorna sul suo volto. «In realtà no. Ero venuta qui a cena, la sera prima dell'esplosione..»Spiega cercando di mantenere il tono calmo. Prova a muovere un altro passo in avanti. Voleva aggiungere altro alle sue parole, ma le muoiono in gola. Lo shock era ancora molto forte, soprattutto per una ragazza che non aveva mai affrontato cose del genere. Le palpebre vanno a nascondere gli occhi verdi, mentre scuote un paio di volte il capo. Nonostante l'abbronzatura, stava sbiancando, con il terrore che man mano la prendeva nell'animo. «No, non ce la faccio..» Un brivido le percorre la schiena, voltando improvvisamente le spalle alla struttura. Sentiva ancora le urla, l'esplosione, il crollo delle rovine.

17:47 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Ecco che il suo sguardo si posa sull'esterno del locale, proprio sotto le case del locale. E' qui che Redwish doveva trovarsi, intento probabilmente a discutere con qualcuno. Si immagina il ragazzo, visto solamente il giorno prima, dunque a bassa voce, senza che la ragazza lo senta, descrive ciò che vede «Là doveva trovarsi Red, e la zone dovrebbe essere più o meno deserta, nessuno entra e nessuno esce...»afferma,basandosi sulla testimonianza dello spadaccino dei Checkmate. Alla luce di queste cose, Matthew giunge ad un'importante conclusione «Se ciò che Red ha detto è vero, l'attentatore dev'essere già dentro...» questa è la sua teoria. Torna alla realtà, e si rivolge con tono sereno alla ragazza «Tranquilla, fin'ora non ho avuto problemi, ma ti ringrazio per l'avvertimento» sorridendo. Ascolta con attenzione le ultime parole della ragazza e si dedica in primo luogo ai convenevoli «Molto lieto, Yukino» sempre sorridente. Ora tocca l'argomento che la Takada ha tirato fuori, affermando il vero «Sì, questo locale mi piaceva molto, vorrei scoprire il malfattore che si è macchiato di questo atto deplorevole» fare del male a degli innocenti, va contro ogni morale. Certi esseri non si possono definire umani, pensa il rivoluzionario, per poi tornare alla sua interlocutrice «Ma non è facile, chiunque sia stato ha coperto bene le sue tracce...» è vero, ma il Blue non si tira indietro. Prima di tornare al suo sopralluogo, pone una domanda interessante alla ragazza «Frequentavi spesso il locale?» chissà, anche lei potrebbe sapere qualcosa. Tace e posa lo sguardo sui frammenti delle sedie, che sono in bella vista, preparandosi a riprendere la sua ricostruzione

17:35 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Ferma il passo su quello che è bene o male il sentiero che divideva le tettoie e conduceva verso l'ingresso del locale. Nota la figura del rivoluzionario, che tenta di spiare all'interno del locale. «Ehi! Fai attenzione.. Può essere pericoloso..» Lei, al contrario suo, non si avvicina alla struttura dall'aria un pò pericolante. Rimane quindi vicino la strada, mantenendosi a distanza dall'edificio. Per un momento gli occhi si sollevano per osservare lo stato del luogo. Sempre uguale, da quel giorno, nessun cambiamento. Forse ancora stavano investigando. Umetta le labbra, quando l'attenzione viene spostata sul giovane che aveva avvertito. «Ricerche, si, ma di altro genere in realtà.» Commenta con un leggero sorriso che va a disegnarsi sul viso giovane. «Yukino, piacere di conoscerti.» China il capo bruno in sua direzione. Il canarino, che tranquillamente stava svolazzando, andrebbe ad atterrare sulla testolina ragazza. Le ali vengono docilmente chiuse contro il corpo giallo, gli occhietti neri puntati sullo sconosciuto. La sua guardia del corpo, insomma. «Stai investigando su ciò che è successo?» Chiede con tono cauto, senza distogliere l'attenzione da lui. Il sorriso tuttavia non abbandona il volto della ragazza. Rimanere lì la agitava un pò, quel luogo ancora era protagonista dei suoi incubi notturni. E certe volte anche diurni.

17:27 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Anche i capelli castani di Matthew, così come la giacca, sono leggermente scompigliati dal venticello che soffia sull'isola, ma il lottatore non ne fa un grosso problema. Raggiunto uno dei numerosi squarci nella parete in legno, lo sfrutta per scrutare l'interno del locale e ricostruire con la sua grande immaginazione la fatidica serata. Ecco che gli occhi percorrono rapidamente il perimetro del salone principale, fino a giungere all'entrata del locale. Secondo la testimonianza di Oskar, è qui che si è svolto il litigio, e a bassa voce comincia a descrivere le immagini che la sua mente sta proiettando «Ecco che Oskar entra, con la bambina tenuta per mano. Ben presto entra anche la signora corpulenta e comincia ad accusare ingiustamente il ragazzo...» prende una piccola pausa per immaginare nel dettaglio la scena, per poi proseguire «In breve tempo si genera una discussione accesa, e poco dopo sopraggiungono altri uomini che alimentano la discussione, che genera un grande trambusto all'interno del locale...»ecco cosa sì immagina, cinque o sei persone coinvolte in un litigio così grande da attirare su di sé l'attenzione di tutti i clienti all'interno del locale, dunque il Blue non può che constatare una cosa «Non ne sono certo, ma ha questo battibecco ha tutte le carte in regola per essere il diversivo perfetto...» in effetti, ne ha tutta l'aria. Smette di parlare da solo, attirato da una ragazza con un paio di occhi dal colore verdastro, che si avvicina lentamente alla zona. Colpito da essa e dal suo canarino, decide di rivolgerle la parola «Ciao! Anche tu qui a fare ricerche?» chiede diretto, sperando in una piacevole collaborazione. Non avvezzo alla maleducazione, si presenta subito alla bella fanciulla «Io comunque sono Matthew, con chi ho l'onore di interloquire?» sembra quasi che il suo linguaggio sia più forbito, sotto l'influenza degli abiti più eleganti. Attende risposta dall'altra, mentre il suo sguardo si posa nuovamente sul locale.

17:13 Yukino Takada [Spice Bean | Esterno] Un'altra giornata torrida si affaccia sulla Sandy Island. Le temperature sono come sempre alte, nessuna nuvola passeggia nel cielo ed ogni tanto un leggero venticello soffia. Ma è qualcosa di veramente minimo ed appena percettibile. da quando c'era stata l'esplosione, quella era la solo la seconda volta che i suoi passi la portavano in quella zona. Solitamente, cercava di evitare di passarci, quando passeggiava per Nanohana. Ma quel pomeriggio era decisa a provare un'altra stradina. Stava cercando una persona, in realtà: il Gringo. Non aveva alcuna idea di dove alloggiasse, per questo stava valutando tutte le idee che le potessero passare per la mente. La figura della giovane cammina con passo lento, senza alcuna fretta, in quella che potrebbe apparire come una passeggiata. Ancora nessuno aveva preso in considerazione l'idea di ricostruire lo Spice Bean, almeno era quello che si poteva comprendere dalle rovine rimaste li. Lunghi capelli bruni circondano un viso ovale e leggermente allungato, su cui brillano due occhi verde resi ancor più chiari a causa della forte luce solare. La pelle è leggermente abbronzata, lì dove il sole l'aveva colpita, in particolare sul viso e sul collo. Sulle spalle è poggiato un mantello bianco panna, assicurato all'altezza del collo, che discende lungo la sua figura fino a raggiungere le caviglie. Al di sotto, indossa un abito rosa scuro, un tubino che discende morbido lungo le sue forme fino ai polpacci ed assicurato da dei bottoncini frontali grigi che partono dallo scollo fino alle ginocchia lasciando così che i movimenti non risultino troppo scomodi. Ai piedi, infine, un paio di ballerine nere. Il passo viene irrimediabilmente rallentato quando è ormai nei pressi della struttura. Il canarino Watanuki l'accompagna, svolazzando a qualche metro sopra di lei.

17:01 Matthew D Blue [Spice Bean | Esterno] Un bel cielo sereno quello sopra alla Sandy Island e questo ha spinto Matthew a tornare sul luogo che in questi ultimi giorni lo sta attirando di più, lo Spice Bean. Il tragico evento di cui il locale è stato il protagonista va oltre la comprensione del rivoluzionario. Nessuna forza in gioco ad Alabasta avrebbe interesse ad attaccare così apertamente i civili, lo stesso Shago, per quanto sospetto, sembra voler a tutti costi tenere fuori i civili dai continui scontri. Il Blue cammina disinvolto per la stradina lastricata che porta alla famosa locanda, o per lo meno a ciò che rimane di essa. Ha deciso di mantenere in prova l'outfit più elegante che ha collaudato il giorno precedente, ovvero la giacca nera in tessuto non troppo pregiato e la camicia celeste con il colletto alto che giunge fin sotto il pomo d'Adamo. Gli arti inferiori sono avvolti in un paio di pantaloni di tela neri, ben aderenti alle leve inferiori. Ultimi, ma non per importanza, si notano i due stivali blu cobalto ben allacciati alle caviglie, per impedire alla sabbia di infiltrarsi nelle calzature stesse. Riflette silenziosamente, con le mani in tasca e i lembi inferiori della giacca, che giungono fino alle ginocchia, che svolazzano a contatto con la leggera brezza [Flap!]. Giunge nei pressi dello Spice «...» e non notando nessuno che possa intralciare le sue ricerche, raggiunge il limitare della struttura dilaniata dalla violenza dell'esplosione, e inizia a scrutarne l'interno con attenzione