21:12 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] Lo sguardo si sposterebbe un momento nell'eventuale direzione presa dal negoziante. Chissà cosa vendeva, visto che ormai aveva chiuso. Si stringe nelle spalle minute a quelle parole, riportando la propria attenzione su di lui. «Non è così facile come pensi. O almeno.. Non è facile saper cosa chiedere o come accompagnare le tue, di domande. Per quel che mi riguarda.. Qualcun altro forse sarebbe stato.. più bravo..» Un sospiro esce dalle labbra, mentre andrebbe a poggiare il capo contro la spalla dell'arciere, cercando di prolungare quell'abbraccio e rimanere così vicini. «Se mi mostri.. Imparerò in fretta, te lo prometto..»Aggiunge successivamente. Voleva essere utile e poi ciò che stava accadendo, con tutte quelle esplosioni, la riguardava abbastanza da vicino dopo ciò che era successo allo Spice Bean. «Si, temo per quello che troveremo in camera. Una volta mi ha buttato a terra tutti i fogli che avevo sulla scrivania e non so come, li ha sporcati con dell'inchiostro..» Forse però così avrebbe spaventato il barocco. «Andiamo..» Commenta con una leggera risata. «La tempesta non vuole smettere e temo anche io che non sapremo molto di più..» Si lascerebbe quindi guidare verso la Pandora, anche per una eventuale cena oltre che a dover togliere tutta la sabbia raccolta quel pomeriggio dai loro abiti e capelli. E magari, anche scoprire cosa aveva comprato quella mattina.
20:55 Nasu no Yoichi [Tamarisk | Porto] ha lasciato all'uomo il suo biglietto da visita, quindi il ragazzo potrebbe anche lasciarlo andare. «Ah e mi raccomando se vede ancora persone sospette non esiti a chiamarmi! Sarò sempre disponibile per aiutare la città e l'isola!» Lo saluta mentre questo se ne va agitando la manina libera. L'attenzione quindi si sposta sulla fanciulla ridacchiando un pochino. «Si forse do per scontato che sia un modo di fare facile per tutti, mi dispiace...» Afferma sospirando e portando dietro la nuca la man destra. «Non essendo la prima volta che faccio indagini del genere per me è normale muovermi e fare domande, ti chiedo scusa!» Afferma ridacchiando. «In effetti la tempesta rende nervosa la gente ed anche impaziente...» Scuote il capino. «Per oggi non credo otterremo altro...» Scuote il capino dispiaciuto. «Torniamo in nave! Dobbiamo farci perdonare da Watanuki!» Eh si neanche poco in effetti. Quindi il ragazzo si inizierebbe a muovere portando con sè la fanciulla in direzione della pandora, in effetti ha anche fame.
20:48 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] Ancora abbracciata al ragazzo, ascolterebbe l'eventuale risposta da parte del negoziante insieme alle altre domande poste da lui alla quale probabilmente non aveva pensato, lasciando che il giovane tenti di lasciargli il numero. «Grazie, è stato gentilissimo» Chinerebbe quindi il capo verso il proprietario, in risposta alle sue eventuali parole. Lo lascerebbe quindi andare anche a causa della tempesta che non accenna a smettere. Riprenderebbe quindi il discorso di prima. Il tono si farebbe più basso, mentre ricerca comunque di rimanere nell'abbraccio. Un pò perchè magari il proprietario del locale poteva anche ritornare. Ed un pò perchè comunque non voleva abbandonare quel contatto. «Si, questo l'ho capito.» Sussurra verso di lui, e fra tempesta e voce bassa non dovrebbe farsi troppo udire «Ma ora che ho un pò visto come ti muovi.. Forse ho capito meglio.» Mormora verso di lui. Un sospiro esce dalle labbra della ragazza, sentendo il calore sulla stoffa. «Forse è anche la tempesta, a infastidirmi. Scusa..»Aggiunge piano verso di lui. Non vedrà comunque la linguaccia che ovviamente gli sta ricambiando. Intanto, il sole sembra essere calato oltre l'orizzonte, facendo abbassare anche le relative temperature sull'isola. Ma il vento non si quieta, insopportabile.
20:32 Montinson [Tamarisk - Via Cobra] «No...» Scuote il capo «Tuttavia difficilmente sarei disposto a fare del male a degli innocenti...»Soverchiarli con la forza, questo sì, eliminerebbe chi non ha fatto nulla di male solo in casi di estrema necessità. «Tra l'essere buono e lo sciocco vi è una sottile differenza...» Probabilmente il tizio nominato dalla donna non l'aveva capito. «Assolutamente...» Su questo non ha nessun dubbio «Devo solo...» Mormora «Capire...» Riflettere, fare chiarezza nella propria mente, cercare di indirizzare la bussola del suo animo verso un punto ben preciso, solo il tempo gli permetterà di maturare in tal senso. Ascolta le indicazioni della parirazza, informazioni coincise, impossibile non apprenderle «Va bene...» Appena potrà si dirigerà nel luogo designato «Vedremo cos'avrai per me...» Curioso in tal senso, sta vagando verso l'ignoto, tuttavia il sapere che sull'isola stanziano degli uomini pesce lo affranca non poco. Silenzio, gli occhi scrutano il fare di Akane, osservano mentre si alza dalla sedia ed esce dal negozio, è rimasto solo. «Uff...» Sbuffa «Forse è meglio che vada anche io, non vorrei incappare in brutte sorprese...» Borbotta, compie le medesime gesta della conoscenza, fa leva sulle gambe per sollevare l'imponente statura. Piedi che si alternano lentamente, uscendo dal locale, diretto verso qualche piccolo ma accogliente oasi...
20:32 Nasu no Yoichi [Tamarisk | Porto] la fanciulla sembra prendersela un pochino, e ci sta, non le farà storie a riguardo, ci riflette su quelle parole e sospira un pochino. «Forse ho scelto le parole sbagliate...» o forse lei non ha capito la situazione. «Non credevo ci fosse da spiegarti cosa stiamo cercando di ottenere...» ma a quanto pare invece si. «Vogliamo ottenere informazioni su quell'esplosione, dove si trovi, che magazzino era nello specifico se si sono viste persone di poca raccomandazione...» Vi riflette ancora. «Queste cose qui!» E via una risatina. «La prossima volta ti spiegherò prima l'obbiettivo da ottenere e poi andremo ad ottenerlo!»Le fa una piccola linguaccia. Torniamo dunque al vecchino raggiunto in seguito, si abbraccia la fanciulla sinceramente ed osserva l'uomo. «Si si insomma di chi era? Che merci tratta il padrone? E soprattutto sono state viste persone sospette girare attorno al magazzino?» Insomma tante domande a cui si spera questa persona dia una risposta subito o appena gli verranno in mente dettagli. «Ad ogni modo se non ha in mente nulla le lascio il mio numero!» Si fruga nell'haori e tira fuori un biglietto da visita che porge all'uomo. «Qui troverà il mio nome ed il mio numero.» Sorriso nascosto dalla maschera.
20:23 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] Un sospiro viene emesso dalla ragazza a quelle parole. «Sono indipendente, Toyohisa.» Si trattiene dal chiamarlo col suo vero nome. «Solo, non ho mai fatto questo genere di cose in passato. Non è questione di essere indipendente, ma di non avere esperienza.» Controbattette a quelle parole, forse un pò risentita. In fondo, era anche più grande di lui, se si voleva essere pignoli. Si avvia quindi al suo fianco, per avvicinarsi ad un nuovo locale in chiusura. Lascia che sia lui a parlare inizialmente, rivolgendo un sorriso al proprietario. Non si vedrebbe dalle labbra, ma lo si potrebbe leggere dagl'occhi. Si lascia abbracciare dal ragazzo quando le porge il braccio. Un gesto spontaneo in ogni caso per loro, essendo davvero una coppia. Uno sguardo viene lanciato al ragazzo, per poi volgersi al proprietario del locale. «Sa se sono cose che capitano spesso? Vorrei che fosse una scelta accurata..» Fa una breve pausa, magari attendendo una risposta. «Ci sa magari dire dov'era quel magazzino? E se ci sono zone un pò più tranquille?» Aggiungerebbe, con voce dolce e gentile, stringendosi maggiormente nell'abbraccio dell'arciere, ricambiandolo a sua volta. Il vento continua ad infuriare, senza voler dare loro una tregua.
20:20 Akane [Tamarisk - Via Cobra]La rossa distorce le labbra guardando male l'altro quando questi esprime il suo parere.«E come penseresti di farli smettere?...porgendo l'altra guancia?»chiede ridacchiando«Ho conosciuto uno che ci ha provato. Ora non può più porgere nulla perchè è morto e sepolto...»Scrolla la testa.«Gli schiavisti sono feccia e come tali van trattati, di qualsiasi razza siano...»Su questo difficilmente transige e non si fa scrupolo di esprimerlo.«Cambi idea abbastanza rapidamente amico...»dice ironica«Per me tutti se lo meritano...E farli secchi è sempre un pegno equo...»Scrolla la testa per poi accavallar nuovamente le gambe.«Squalo di fatica...»sottolinea«...Lavoro sporco...»Sorride appena quindi annuisce lentamente con la testa.«Dipende da cosa sei disposto a fare amico....Questo dice tutto e mi aiuta a decidere se ho davvero del lavoro per te o meno...»Va a puntargli il dito di fronte.«Diciamo che...Tu nei prossimi giorni vieni a Nanohana...Trovi un sottomarino chiamato Samehada al porto. Ha la forma simile a uno squalo..Vieni lì e anche se non trovi i miei sicuramente troverai me...Vieni lì e magari potrei anche aver qualcosa da fare per te...»Quindi scosta la sedia con il bacino e va ad alzarsi in piedi.«Simpatica....»commenta con sprezzo strocendo il naso.«Mi tocca di andare...»Un breve cenno del capo quindi allunga il passo andando a gettar nel contempo qualche berry sul bancone dell'umano.«.....vedi di evitare di andar troppo in giro. Quelli hanno gente anche qui ad Alabasta....»Detto ciò dona le spalle a Nero e sollevata la mano per un saluto esce andando a sparire per le vie di Tamarisk diretta verso il porto e la nave.||
20:04 Nasu no Yoichi [Tamarisk | Porto] Si muovono nella tempesta, non facilmente ovvio, ma lo fanno, affiancati visto che la fanciulla ha fatto una domanda al ragazzo. «Come voglio?» Chiede sospirando un pochino. «Voglio che impari ad essere indipendente, se mai mi capitasse qualche cosa tu devi riuscire a fare tutto da sola!» Afferma tranquillo verso di ella. «Stiamo cercando informazioni sull'esplosione del magazzino, fatto comparso sul giornale...» Afferma tenero in sua direzione. Un padrone di un locale sta chiudendo visto che la tempesta non smette di soffiare. «Scusi!» Ne richiama le attenzioni avvicinandosi con passo svelto. «Volevo chiederle: ha letto il gironale oggi?» Chiede ridacchiando. «Stavo pensando di acquistare una casa per vivere sull'isola con la mia splendida ragazza!» Allarga il braccio aspettando che ella si avvicini e si lasci abbracciare. «Sarebbe così gentile da parlarmi del magazzino e di quel che sà?» Questa volta non va di domande specifiche aspettando che sia lei a farne qualcuna in più, in fondo le ha detto che vuole farla crescere, in modo che sia indipendente e possa svolgere qualsiasi compito anche in sua assenza.
19:59 Montinson [Tamarisk - Via Cobra] Ode l'ideologia che Akane manifesta riguardo gli esseri umani, un pensiero duro, c'è dell'evidente astio, l'interlocutrice è disposta ad ucciderli senza il minimo ripensamento. «Per quanto possa detestarli ci penserei due volte prima di eliminarmi, è un peccato porsi sul loro stesso livello...» Vuole essere superiore rispetto a coloro che rendono schiavi persone innocenti, sottraggono la libertà a chi debba ancora saggiarla completamente. «Hai fatto bene, un pegno equo per le loro azioni...»Sottolinea, è magnanimo quanto spietato, dipende dalla situazione cui assiste. «Ottimo...» Cerca di ricordare il luogo dove troverà dei membri dell'equipaggio, incontrare qualche uomo pesce per scambiare quattro chiacchiere potrebbe rivelarsi fruttuoso. «Mh...»Mugugna, riflette su cosa sa effettivamente fare, ben poco al momento, ha vissuto sempre in schiavitù, non ha avuto occasioni per imparare qualche materia in particolare. «Sono uno squalo di fatica...» Sorride arcuando gli angoli della bocca «Se c'è del lavoro sporco da fare di certo non mi tiro indietro...» Solo in quel determinato ambito ha accumulato una discreta esperienza, i numerosi scontri cui ha partecipato lo hanno rafforzato, ha appreso tecniche e forza che molti suoi simili possono solo sognare. «Insomma, difficilmente rifiuto un lavoro, sopratutto se posso guadagnarci qualcosa...» Servono berry, non solo a Nero, da quanto afferma anche Akane non disprezzerebbe un bel gruzzolo per riempire le tasche. «Sei simpatica...» Favella «Da molto non mi rilassavo...»Coinciso, si silenzia subito dopo...
19:51 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] Gli rivolge un'occhiata, sorridendogli a sua volta. «Certo, e non ne dubito» Commenta a sua volta rivolgendogli un sorriso tenero, andando a prendere un sorso d'acqua dal bicchiere che le verrebbe passato. Sicuramente, non le dispiaceva bere qualcosa. Rimane ad ascoltare anche lei ciò che verrebbe loro risposto, rimanendo al fianco dell'arciere fin quando non decide di avviarsi. Un cenno di saluto, per poi avviarsi nuovamente nella tempesta. Bocca e naso andranno coperti a loro volta, prima di uscire e di chiudersi la porta alle spalle. Osserva il ragazzo che la stava attendendo. «Ho capito.. » Fa una leggera smorfia, sebbene questa venga nascosta sotto la stoffa. Sembra pensarci un momento, sentendo la leggera carezza sul viso. Abbassa un momento lo sguardo, per poi rialzarlo su di lui. Un sospiro le fa sollevare le spalle minute. «Come vuoi che mi muova? Non sono molto esperta in questo genere di cose.» Commenta, avviandosi a sua volta verso il prossimo locale. Sperava solo che la tempesta smettesse di urlarle nelle orecchie. Non desiderava deluderlo o fare domande sciocche. Ma al tempo stesso non aveva idea di come muoversi o cosa chiedere.
19:41 Akane [Tamarisk - Via Cobra]Ascolta il racconto dell'altro e aggrotta appena la fronte guardandolo dritto in viso. prende un ennesima sorsata dall'alcolico quindi lo scosta da di fronte a se.«Solcano il mare come se appartenesse a loro. Sicuri sulle loro fottute navi. Ma non sanno che l'oceano è la nostra casa e che abbiamo il potere di trascinarli giù e guardarli mentre affogano, da piediasciutti quali sono...»commenta con una certa durezza.«Una volta ho strappato a morsi la chiglia da una delle loro navi per impedirgli di portar un gruppo di marmocchi alle Sabaody...Probabilmente ancora stan recuperando i cadaveri lì a Drum...»Lo dice con totale innocenza anzi piuttosto con un ghignetto che trasmette al massimo divertimento per quella situazione.«Vederli?...Gli stoccafissi?»chiede«Siamo ormeggiati a Nanohana..Lì tengo il mio sottomarino...»lo informa«Se proprio ci tieni presentati lì e se trovi qualcuno di quegli scansafatiche allora potrai conoscerlo..»Annuisce lentamente con la testa quindi ritira indietro i piedi dal tavolo.«Che ho intenzione di fare?...Quello che ho fatto finora...Guadagnare berry...E un giorno tingere il mare del sangue di quei figli di uno scorfano..Ma per ora ho degli affari in sospeso qui..»L'altro le chiede se le serve una mano e la rossa porta le mani al petto sospirando.«....dipende da quello che sai fare amico. Condivider la razza va anche bene ma ho già avuto delle brutte esperienze e gente che ho dovuto cacciar via a calci. Non sempre il sangue e la provenienza sono una garanzia...Quindi capirai che ha più che senso che io ti ponga una domanda simile...»
19:40 Nasu no Yoichi [Tamarisk | Porto] Osserva la fanciulla e ridacchia divertito. «Di cosa hai paura scusa?» E se la ride ancora una volta. «Ti proteggo io! Ma per proteggerti devo indagare sui rischi della città come queste esplosioni!» Es e la ride sorridendole con tutti i suoi dentini in mostra. Quindi sta ad ascoltare il barista andando a bere il suo bicchiere d'acqua ed annuendo a quello che riceve come risposta. «Capisco, avete per caso visto persone sospette nei giorni antecedenti e subito dopo l'accaduto?» Domanda quasi di routine la sua che beh non è un investigatore ma ci prova, ricevute risposte le esamina velocemente prima di annuire. «Bene allora evitiamo di infastidirvi ulteriormente e continuiamo il giro di domande grazie!» Quindi si riavvia verso la porta e si tira su nuovamente il mantello coprendosi bocca e naso in modo da uscire. Una volta fuori attende la fanciulla. «Yukino, ricorda che stiamo indagando, dobbiamo fare domande per ricevere delle risposte!» La istruisce sul cosa fare e come. «Non possiamo indispettire i locali stando troppo tempo a fare domande, chiediamo quello che ci serve sapere, e poi ce ne andiamo, il tutto velocemente così da non sembrare troppo dei ficcanaso intesi?!» Allungherebbe quindi la man destra per carezzarle il visino e dirigersi verso un altro locale.
19:29 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] La tempesta non sembra volersi quietare e furente si abbatte sul luogo. Le mancava Drum, o quanto le mancava, in questi casi! Si stringe nel mantello, ricambiando uno dei tanti sguardi che le rivolge l'arciere. Nonostante tutto, era tranquilla. Il clima la innervosiva, ma averlo accanto la rassicurava. E poi, doveva abituarsi prima o poi, in fondo ormai era ad Alabasta quasi due mesi. Non si attarda per strada, mentre gli occhi verdi cercherebbero qualche indizio nella zona, qualcosa che riporterebbe al magazzino saltato in aria. Quando l'arciere si avvia verso il bar, ne seguirebbe il passo per affiancarlo. «Salve..»Andrebbe a salutare con tono gentile verso i presenti. Lo sguardo si leva poi sul ragazzo alla quale annuisce. «Si, tranquillo»Mormora con tono basso, andando a sua volta ad abbassare la stoffa del mantello per liberarsi un pò dal fastidio di parlare con quello davanti. Si guarderebbe un pò intorno, soffermandosi sui vari avventori. Si avvicina quindi al banco affiancandolo in attesa di una risposta da parte della donna. «Sa, siamo qui da poco.. Ed ho detto al mio ragazzo che un pò mi spaventa rimanere qui..»Andrebbe ad aggiungere alla persona dietro al bancone.
19:28 Montinson [Tamarisk - Via Cobra] L'altra manifesta disgusto nell'udire il racconto del sottoscritto, la loro razza conosce bene i soprusi cui sono soggetti gran parte degli uomini pesce, resi schiavi dagli esseri umani, la morte è di gran lunga preferibile ad una vita simile. Finalmente la birra giunge sul tavolo, le mani si articolano al fine di afferrare ben stretto il boccale, portarlo alle labbra e scolarne un gran sorso [GLU ! GLU !] gorgoglia profondamente, l'educazione non è il suo forte, non ha mai avuto un mentore che potesse insegnargli il galateo. «Erano miei...» Prima o pi li avrebbe sistemati «Stavo aspettando il momento giusto, erano astuti, tuttavia nulla hanno potuto contro la furia del mare...» Mare che di convesso ha donato la libertà a Nero. «Capita, è capitato, ricapiterà...» I soprusi sono agli ordini del giorno, per i suoi genitori non sarà stato facile privarsi di uno dei loro figli. «Potrei vederli...?» Domanda accorto, sarebbe ben lieto di fare la conoscenza di ulteriori individui, di una ciurma ben assortita, esseri che potrebbe chiamare fratelli, proprio come quelli che aveva nell'Isola degli Uomini Pesce. Inspira ed espira regolarmente, trova piacere nello scambiare quattro chiacchiere con la controparte, hanno più e meno la stessa visione delle cose. «Invece te...» Piccola pausa «Cosa hai intenzione di fare...?» Domanda secco, non ha peli sulla lingua, molto spesso esprime ciò che gli passa per la testa «Ti serve una mano in qualcosa...?» Chiosa disponibile, deve ancora definire un'autonomia, è sempre stato dipendente dal volere altrui, sente di aver bisogno di fare qualcosa...
19:16 Nasu no Yoichi [Tamarisk - Porto] Il capino di tanto in tanto viene voltato per controllare la situazione della piccola Yukino, se avesse difficoltà ci penserebbe lui, ma per lo stesso motivo che lo ha portato ad allenarla nel tiro con l'arco, ora non può aiutarla, deve cominciare a farcela da sola, almeno nelle piccole cose, in queste piccole cose, certo lui è apprensivo e si volta un passo si ed uno no, ma ciò non toglie che deve permetterle di migliorare e crescere! Come lui anche lei si guarda attorno ed il giovine decide di entrare dentro quello che sembra un bar locale, li è dove si dovrebbero sentire maggiormente i pettegolezzi, fra i vecchietti che giocano a carte e le persona di bocca larga. Quindi eccolo entrare nel luogo lasciando la porta aperta per la fanciulla, chiudendola solo dopo la sua entrata nel locale. Quindi una volta dentro si rilassa un pochino. «Tutto apposto?» Chiede dolce alla fanciulla andandosi ad abbassare la parte del mantello che ne copre naso e bocca. Ruota qualche secondo dopo sul posto avvicinandosi al banco. «Salve due bicchieri d'acqua e vorrei farle alcune domande: ha sentito dell'esplosione ad un magazzino? Sà darmi indicazioni a riguardo?»Veloci e semplici come domande, curioso lui vuole sapere.
19:11 Akane [Tamarisk - Via Cobra] Torna ad assaporare il gusto strano di quell'alcolico senza nemmeno chiedersi cosa stia effettivamente bevendo mentre ascolta le parole dello squalo. Un espressione sprezzante si disegna sul suo viso quando sente quella parola. Padroni.«Padroni....»ripete per poi andare a sputare a terra, incurante che quel posto non sia casa sua.«Se quei figli di una triglia son finiti in fondo all'oceano allora han fatto la fine che meritavano. Mi dispiace di non esser stata lì a spedirceli io...»Il suo odio verso la categoria degli schiavisti è sempre presente e l'ittica stringe il pugno facendo scrocchiare appena le nocche. Ascolta il resto del racconto e il naso si arriccia ancora una volta non nascondendo in alcun modo lo sprezzo.«Uomini pesce che ne vendono altri agli schiavisti....»Va a sputare ancora una volta a terra nonostante le occhiatacce del proprietario alle quali risponde mostrandogli i denti accuminati e mettendolo quindi a tacere. Fa un breve cenno del capo quando l'altro si presenta e le pone quella domanda.«Cinque a parte me...»gli risponde quindi«Qui ad Alabasta passano ma non così numerosi...»Sogghigna.«Purtroppo al momento non posso mollare questo sasso sabbioso quindi mi arrangio con quelli che incontro qui...»Solleva le spalle.«Un giorno magari ne beccherò altri in giro per la Grand Line...»Prende un altra costoletta e va ad azzannarla strappandone grossi brani di carne per poi lasciar cadere sul piatto l'osso con ancora qualche residuo di carne e non curandosi dell'educazione emettendo un rutto.[Burp!]«Mnh....'sto coso che mi hai dato è un buon digestivo amico...»dice verso l'uomo dietro il bancone.
19:09 Yukino Takada [Tamarisk | Porto] La solita tempesta soffia sull'isola dell'estate, cambiando per l'ennesima volta il profilo delle dune che circondano la città di Tamarisk. E le due figure camminano per quello che è il porto. Posta al fianco destro del ragazzo, cerca a suo modo di fronteggiare il vento e la sabbia. Indossa un mantello molto simile di colore e forma a quello dell'arciere. In fondo, era uno dei suoi. Il cappuccio è calato sul capo, sebbene non sarà sufficiente per evitare che i capelli bruni siano pieni di sabbia quella sera. Un lembo di stoffa è passato davanti alla bocca ed al naso, per evitare che mangi o respiri sabbia. Il vento sferza con forza la stoffa, facendolo schioccare come una frusta. Al di sotto, indossa una camicetta smanicata bianca infilata sotto una gonnellina plissettata nera che raggiunge e supera di poco la metà della coscia. Ai piedi, un paio di scarpe nere a ballerina. Ed a completare il tutto, una borsetta a tracolla posata sul fianco sinistro nella quale porta con sè un taccuino, il baby lumacofono, il portamonete e qualche altra cianfrusaglia. Si stringe più vicino all'arciere, quasi temesse di volare via. E proprio per quel motivo, aveva lasciato sulla Pandora il piccolo canarino. Le si stringeva il cuore, ma con quel tempo non poteva pensare anche al pennuto. Un paio di occhi verdi sono le uniche cose che si scorgono e questi stanno osservando le diverse attività che si affacciano, chi combatte e chi meno con la tempesta.
18:58 Nasu no Yoichi [Tamarisk - Porto] Ed eccoli li lui e la sua compagna, sfidando le intemperie del luogo! Si perchè la tempesta è li per essere sfidata! In verità se scomparisse prima di subito entrambi sarebbero felici, ma non possiamo farci nulla a riguardo, ormai c'è e dobbiamo arrangiarci con essa! Il vestiario del piccolo arciere è composto da un haori azzurro che sul davanti lascia intravedere parte del proprio busto, una fascia bianca avvolta a più giri attorno alla vita tiene stretto l'haori così che non si apra, o non resti largo, tale pezzo di stoffa fa si che la faretra con tanto di frecce si regga in una posizione insolita ma per lui molto comoda. Un hakama sempre azzurro avvolge le gambe del ragazzo, fatta eccezione per un triangolo di stoffa mancante che ne mostra quindi la pelle, una cintura in cuoio indossata in diagonale sul petto regge l'arco con un gancio a molla. Tabi bianchi ai piedi e sandali di corda intrecciata come calzature. I lunghi capelli neri sono legati in una coda alta grazie ad un nastro verde mare, il suo aspetto delicato ed androgeno, per alcuni lo rende difficile da riconoscere come uomo, se poi ci mettiamo capelli e dettagli del vestiario, lui non sembra voler aiutare in tal senso.Sulla fronte una fascia azzurra aiuta i capelli a coprire il simbolo della marina. Sopra a tutto un mantello color sabbia che ha il compito di ripararlo appunto dalle tempeste per questo il cappuccio è sul capo ed il viso è per metà coperto dallo stesso per permettergli di respirare senza farsi ogni volta una mangiata di sabbia. Attualmente si trovano per il porto, le bancarelle sono chiuse per la tempesta ma i negozietti vari sono invece accessibili seppur non siano felici di vedersi imboccare dentro ventate di sabbia.
18:56 Montinson [Tamarisk - Via Cobra] Il corpo si articola per sedersi, merita un pò di riposo, qualche minuto per rilassare le stanche membra. Volge lo sguardo al proprietario del negozio, un essere dall'aspetto innocuo, non v'è motivo di aver timore «Birra...» Ordina repentinamente, adora quel particolare liquido, uno dei pochi vizi che riceveva dai suoi precedenti carcerieri quando risultava vittorioso da uno scontro. Gli occhietti guizzano svegli qua e là, stavolta in direzione dell'interlocutrice, ha intenzione di udire per bene ciò che ha da dire, non vuole lasciare nulla al caso. «Padroni...» Era considerato alla stregua di un oggetto, un mero mezzo per trarre profitto o su cui alleviare in modo perverso le tensioni. «Sono stato venduto dai miei genitori quando ero molto piccolo...»Piccola pausa, soffre nel rimembrare un passato che ogni giorno pare più vago «Avevo molti fratelli, troppe bocche e poco denaro a disposizione, hanno scelto il male minore...» Favella, cercando di convincersi, tenta disperatamente di giustificare il comportamento di coloro che lo hanno generato. «Nero...» Ribatte all'altrui presentazione, in realtà non ha un nome, o meglio, non ne ha memoria, tutti i suoi proprietari lo hanno chiamato con quel blando appellativo, probabilmente per via degli abiti del medesimo colore che indossa quotidianamente. «Oh...» Stupito per ciò che ha appena udito «E dimmi...» Mostra i denti aguzzi «Ce ne sono molti come noi...?» Schiocca la lingua sul palato «Intendo, la tua ciurma è numerosa...?» Domanda, non ha mai passato del tempo con dei suoi simili, a dire la verità non gli dispiacerebbe...