01:16 Yukino Takada Baroque Works: Millions

[Golden Oogway | Stanza] Piega in quattro i fogli, non senza dare un ultima lettura a quelle parole. Gli occhi verdi scorrono veloci sulla propria scrittura. Controllava anche che fosse pulita, leggibile. Temeva di risultare incomprensibile. Il canarino la guardava, curioso di quel suo fare. E una volta che i fogli erano stati piegati, va a scrivere su un lato di ognuno i destinatari. Osserva quella sua opera in silenzio, le tre lettere sul letto una di fianco all'altra. Ora c'era l'indecisione di quello che voleva fare. Si chiedeva come l'avrebbero presa. Se sarebbero venuti a cercarla. O se avrebbero ignorato quelle sue parole, buttandole via. O ancor peggio, si sarebbero arrabbiati per non averli incontrati di persona. Un sospiro esce dalle labbra della ragazza, guardando Watanuki in silenzio. «Tu che faresti?» Chiede verso di lui, sentendosi rispondere con un leggero cinguettio. La notte intanto avanza ed il silenzio ritorna in quella stanza. La mano destra posa la penna col quaderno sul comodino, tornando sulle tre lettere. Altro sospiro. «Va bene.» Le afferra tutte e tre, sciogliendo la posizione delle gambe per gettarle oltre il letto e mettere i piedi scalzi a terra. «Rimani qui» Intima al canarino, ma non è detto che l'ascolti e invece la segua. Si avvicina alla porta, guarda a destra e a manca. Il corridoio era vuoto. Annuisce infine, oltrepassando la porta con quelle tre lettere. Inghiottita dalla notte, tornerà poco dopo per poi riposare un ultima notte sulla Golden Oogway.||

01:05 Yukino Takada Baroque Works: Millions

[Golden Oogway | Stanza] Chiusa in quel suo religioso silenzio, continua a scrivere. In quel foglio le parole erano di meno, ma non meno importanti. Ferma per un momento la mano, sentendola un pò tremare. Le palpebre calano a nascondere per qualche attimo gli occhi verdi. Alle sue spalle poteva sentire il suono del mare. Il silenzio della notte. C'erano solo alcune candele a rischiarare quella stanza, una luce soffusa e morbida, che proiettava la sua ombra sul muro alle sue spalle. Il foglio viene nuovamente girato, un'altra pagina bianca da scrivere. Un'altra lettera da indirizzare ad una terza persona. E qui le parole erano più difficili. Ci pensa, per diversi lunghissimi momenti. Che scrivere, a quella persona? Non voleva risultare banale o smielata. Voleva ringraziarlo, dopotutto.. Era stato lui a farle capire molte cose. Eccola riprendere a scrivere. Aveva trovato probabilmente la battuta d'inizio, la frase che avrebbe generato il resto delle parole. L'espressione sul viso era mesta, un pò malinconica. Assorta ed assente al tempo stesso. Se qualcuno fosse passato li davanti probabilmente non l'avrebbe visto. Poche parole, ma cariche di significato. Posa la penna, girando i fogli. Li rilegge un paio di volte, per esserne sicura, prima di strapparli ad uno ad uno dal quaderno lungo il lato.

00:53 Yukino Takada Baroque Works: Millions

[Golden Oogway | Stanza] La penna scorre senza fretta. Sapeva già cosa dire, eppure non sembrava fino a qualche momento prima. Umetta le labbra. Già era arrivata a metà foglio. Ferma la penna, iniziando a rileggere quelle sue parole. Si sofferma un momento sul nome in alto. "Per Vash". Un leggero sorriso si forma sulle labbra della ragazza. Non era una lettera d'amore, chiaramente. Rileggendola, aveva più i toni di una lettera d'addio. O di arrivederci se si vuol essere pignoli. Un sospiro le esce dalle labbra rosate. «Mi ammazzerà..» Commenta con leggera ironia, alzando gli occhi su Watanuki. «Vero?» Domanda, continuando a parlare col canarino che chiaramente risponde con qualche cinguettio distratto. «Sa che sarei rimasta.. Ed ora che la storia della Stella si è conclusa.. Sono certa che partiranno presto..» Supposizioni le sue, ma bene o male era quello che le aveva spesso detto il pirata. Anzi, il Capitano. «E ho paura che.. non arriverò a salutarli..» Il tono della voce si abbassa, mentre le parole quasi le muoiono in gola. «O che.. non ne avrò la forza..» Aggiunge verso il canarino. Gli occhi ritornano sul foglio, sentendo un velo di lucidità davanti a questi. E cerca di trattenere le lacrime. Aveva la certezza di ciò che aveva scelto, ma ciò non significa che quelle persone non le sarebbero mancate. Chissà quando li avrebbe rivisti.. O se li avrebbe rivisti. Gira il foglio, e su una nuova pagina inizierebbe a scrivere nuovamente. Un'altra persona, un'altra lettera.

00:41 Yukino Takada Baroque Works: Millions

[Golden Oogway | Stanza] Gambe incrociate, piedi scalzi, maniche della camicetta arrotolate fino ai gomiti. L'abbigliamento stonava un pò nel complesso. In parte sportiva, ed in parte elegante. Ma chiusa fra quelle quattro mura non se ne cura. Si sporge verso la borsa, allungando la mano destra come a voler controllarne il contenuto. A quanto pare, non mancava nulla. I lunghi capelli sono raccolti in una lunga treccia assicurata con un fermaglio verde, lasciata cadere sulla spalla destra. Difficilmente era solita portarli così, ma viste le ferite per il momento preferiva tenerli legati ed in ordine. Alza lo sguardo su Watanuki, ritornando alla posizione iniziale. «..» Lo fissa e gli occhietti neri ne ricambierebbe lo sguardo. «C'è tutto..» Come se il canarino avesse compreso cosa stava per succedere di li a pochi giorni. Gli occhi si abbassano sul quaderno, iniziando a sfogliarlo fino a trovare una pagina vuota. Umetta le labbra, con ancora la penna nella mano destra. Fissa quel foglio bianco a lungo. Attimi lunghissimi in cui i pensieri corrono velocemente. I primi giorni su quella nave, le persone conosciute, quello che era accaduto, e come stava pian piano crescendo. Ma in particolare.. Che a breve sarebbero partiti e che quella non sarebbe più stata la sua stanza. La mano si leva sola, iniziando a scrivere di getto. La scrittura è chiara, morbida ed elegante.

00:27 Yukino Takada Baroque Works: Millions [Volatile Domestico]

[Golden Oogway | Stanza] Una pallida luna si affaccia sul Fiume Sandora, illuminando la nave sulla quale la giovane drummiana era ospite. Era rientrata, dopo le disavventure passate qualche giorno fa allo Spice Bean. Tutto sembrava essere al suo posto, più o meno. Aveva trovato un cassetto aperto, ed era abbastanza sicuro che prima di uscire non lo fosse. Così come sembrava che qualche pezzo d'intimo fosse stato trafugato. Un sospiro esce dalle labbra della ragazza. «Dunque, Watanuki..» Parla con il canarino, una palletta paffuta e gialla che sta appollaiato sulla testata del letto. «Ho sistemato i vestiti.. I libri..» Stava facendo l'inventario. Aveva aperto tutti i cassetti, svuotandoli e sistemando i propri pochi averi in uno zaino. Operazione che comunque l'aveva impiegata tutto il resto del pomeriggio e l'intera serata. Era persa nei propri pensieri, ed ora la figura della ragazza è seduta al centro del letto. Si era cambiata, data una lavata.. Soprattutto i lunghi capelli che oltre ad avere della sabbia, avevano anche cenere e polvere. Indossava un pantalone morbido blu scuro, con una camicetta scelta appositamente per evitare movimenti bruschi con le fasce che le erano state messe dal mezzo gigante. Sentiva la frescura sulla schiena, sebbene di tanto in tanto ancora le dava fastidio. Sulle proprie gambe tiene un quaderno, doveva aveva iniziato ad appuntare le proprie cose. La porta era rimasta aperta, forse nella speranza di vedere qualcuno passare. Ma la notte era ormai calata da un pò.

«Il foglio di un quaderno piegato in quattro è stato fatto passare durante la notte sotto la porta della stanza. Reca la scritta "Per Vash". Aprendola, la scrittura sul foglio è elegante, morbida e pulita.»

03 V 1543
Non so, forse odierai l'averti scritto ma forse.. Così è più semplice. Negli ultimi giorni sono successe un pò di cose. Non so se lo sai, ma lo Spice Bean è andato distrutto due giorni fa. Ed io ero li. Qualcuno ha lasciato una bomba. Non saprei dire quante persone sono rimaste vittime sotto le macerie. Io però, sto bene. Sono ancora un pò scossa, ma sto bene. Avevo provato a chiamarti ieri sera, volevo sapere come stavi. Ho saputo quel che è successo, e volevo assicurarmi che tu, Ryuho e gli altri stavate bene. Ho chiamato Jake, comunque. Temo di averlo un pò allertato.

Ora che questa storia si è chiusa, immagino stiate iniziando a pensare di partire. O almeno, ricordo che era un pò questa la tua intenzione. Per questo sto portando le mie cose altrove. Mi hanno riservato un alloggio alle Ukkari in cui poter rimanere. Non è poi così male, no? Domani mattina penso andrò li e porterò le mie cose, così da liberare la stanza sulla Golden. Ancora ti devo far conoscere Toyohisa. 

Perchè ti lascio questa lettera? Forse per rassicurarti che sto bene, se partirai senza che ci rivediamo. Anche se penso che non accadrà, giusto? Volevo ringraziarti, per avermi fermata quel giorno a Nanohana. Da allora, sono cambiate tante cose. Forse alcune avrei preferito andassero diversamente. Ma altre.. Beh, penso che le ripeterei all'infinito. 

Spero che il tuo viaggio ti riporti verso la tua ciurma, ovunque essa sia. Hanno bisogno del loro capitano, e tu di loro. Circondati di tante persone, non rimanere solo. E spero di incontarti almeno un paio di volte ad Alabasta prima della partenza. O magari di rivederti su un'altra isola. 

Yukino

ps. ti lascio il mio numero, nel caso mi sia dimenticata di dartelo.
«Alla fine del foglio, c'è il suo numero di lumacofono»


«Il foglio di un quaderno piegato in quattro è stato fatto passare durante la notte sotto la porta della stanza. Reca la scritta "Per Ryhuo". Aprendola, la scrittura sul foglio è elegante, morbida e pulita.»

03 V 1543
Non mi piace usare questo metodo. Ma forse è più semplice, probabilmente più comodo. Ed un pò vigliacco, lo ammetto. In questi giorni sono successe un pò di cose. Forse nel trambusto, non avrai notato che le ultime due notti non sono rientrata alla nave. So di non dovermi giustificare e sai già la scelta che avevo fatto. Tuttavia, la mia assenza non è legata a ciò. Due giorni fa, lo Spice Bean è andato distrutto. Ed ho assistito in prima linea a quanto accaduto. C'era una valigetta ed una bomba all'interno. Il locale è andato distrutto, ma sto bene. Un amico mi ha salvata.. Anche se non sono riuscita a salvare le persone all'interno. Mi chiedo ancora quante.. sono morte. Ti assicuro che sto bene. Ho sentito Jake, ieri, volevo sapere come stavate tutti voi dopo lo scontro. Ero un po in ansia, sai.. Ma so che state bene e mi sento molto sollevata. 

Immagino che a breve partirete. O almeno, ricordo che i piani fossero questi, una volta sconfitta la Stella. Per questo, ho raccolto tutte le mie cose. Domani quasi certamente porterò tutto nell'alloggio che mi hanno riservato, alle Ukkari. Non male, no? 

Avevo timore di non vedervi un ultima volta prima della vostra partenza, per questo ti scrivo. Volevo ringraziarti per ogni cosa. Anche se mi dirai che non è necessario.
Dà un occhio a Vash da parte mia, almeno fin quando ti farà da navigatore. Riesce a cacciarsi nei guai anche quando dorme. Spero di rincontrarvi su un'altra isola. Significherebbe che sto seguendo il mio sogno, no? 

Grazie ancora.
Yukino

ps. ti lascio il mio numero, nel caso mi sia dimenticata di dartelo.
«Alla fine del foglio, c'è il suo numero di lumacofono»

«Il foglio di un quaderno piegato in quattro è stato fatto passare durante la notte sotto la porta della stanza. Reca la scritta "Per Jake". Aprendola, la scrittura sul foglio è elegante, morbida e pulita.»

03 V 1543
Innanzitutto.. Capisco il voler rovistare alla ricerca di farina.. Ma almeno, potevi lasciarmi qualche ricambio in più, nei cassetti! 
So che su alcune cose la pensiamo diversamente, e sono certa che è anche a causa della mia età. Lo ammetto, sono un pò ingenua su alcuni aspetti della vita. Ma dopo quello che è successo allo Spice Bean.. Penso che mi abbia dato quella spinta per crescere. Ti ringrazio per avermi tenuto compagnia ieri sera. Non volevo chiamarti nel cuore della notte, perdonami. Mi hanno curata, ora sto molto meglio.

Ti scrivo perchè.. Beh, immagino che a breve partirete, la Stella è stata sconfitta e come sai.. Non verrò con voi. Ho raccolto le mie cose stasera e domani mattina penso che andrò alle Ukkari, dove mi hanno riservato un alloggio. Poteva andarmi peggio, no? 

Ti scrivo, anche per ringraziarti. Per le tue parole quella sera sul ponte, o per ieri. Non so se riusciremo a vederci prima che partiate. Magari si, e so già che mi sbandiererai questa lettera. Ma magari no, ed allora se non ti avessi scritto lo avrei rimpianto. 

Spero di rincontrarti sulla prossima isola, e che quindi questo sia un arrivederci e non un addio. 

Grazie ancora.
Yukino

ps. ti lascio il mio numero, nel caso mi sia dimenticata di dartelo.
«Alla fine del foglio, c'è il suo numero di lumacofono»