02:05 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Infermeria] Un ultimo sguardo viene donato alla schiena del pistolero che l'aveva salvata dall'esplosione. Abbassa il cotone, poggiandolo sul lettino. Ascolta le parole di lui, annuendo piano col capo. «Capisco..» Mormora piano, con quel leggero sorriso sulle labbra. «E' una brava persona..» Aggiunge poi, avendo effettivamente visto solo un lato del mezzo gigante. Si sistema così sul lettino, sedendosi meglio cercando di non muovere troppo la schiena. Gli occhi verdi andranno a seguire il volo del canarino, che sembra ricercare il punto giusto per poggiarsi. Un pò di ansia la prende adesso, pensando a come avrebbe reagito Toyohisa. Alza gli occhi sul ragazzo quando le rivolge nuovamente la parola e le chiede se vuole bere qualcosa. «Un pò di acqua..» risponde con molta semplicità, anche se forse qualcosa di più forte per far passare lo shock sarebbe stato meglio. Al complimento, sorride, con una leggera risata. Abbassa lo sguardo, arrossendo appena. L'osserva sparire dietro la porta dell'infermeria, rimanendo così sola per qualche minuto. Un lungo sospiro esce dalle labbra. Che giornata assurda. Uno sguardo viene lanciato verso la finestra, ad osservare il cielo stellato. Poi ripensa alla propria borsa, al baby lumacofono. «No, meglio di no..» Ma c'era dell'indecisione nella sua testa. Chiamarlo o non chiamarlo? E se era in missione. Un sospiro viene nuovamente emesso. La notte si chiude su quella sua scelta, e probabilmente non lo chiamerà, scivolando sul fianco destro verso il lettino per poi sdraiarsi a pancia in giù.. Addormentandosi sul lettino ancor prima che ritorni Vega dal bar.||

01:42 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Infermeria] Si stupisce sempre di più a sentire la ragazza parlare del colosso, non pensando neanche che lo conoscesse e che avesse un tale rapporto con lui, ma alla fine la cosa neanche lo sorprende più di tanto. Ritorna quindi a sorridere anche dopo tutto il dolore che sta sopportando sempre mordendosi il labbro per non preoccupare la povera ragazza che gli sta dietro. Poi risponde anche alle sue parole in modo da non stare tutto il tempo a mordersi con il rischio magari di mettersi a sanguinare «Però! Sai, lui è stato uno dei pochi che mi ha aiutato a trovare la strada giusta dopo che ho lasciato il mio vecchio lavoro, gli devo molto.» continuando a parlare del colosso senza però parlare del fatto che egli fa parte del branco che il nostro pistolero ha deciso di seguire, dato che non ha ancora capito se possa esattamente dirlo ad altre persone oppure no. Ora però la ragazza dovrebbe aver ormai finito di passargli il cotone bagnato sulla schiena, e dopo aver sentito tutta la sua spiegazione riguardo al posto dove ella abita, e dopo aver sentito anche la sua idea di rimanere all'interno del dinners finchè non arriverà qualcuno ad aiutarli, capisce effettivamente che ella non abbia tutti i torti. Così dopo che ella ha finito le dice «Hai ragione, ma se dobbiamo stare qui tutta la notte direi che è il caso di bere qualcosa.» e dopo averlo detto si alza dal lettino cominciando a dirigersi verso l'entrata dell'infermeria ma prima di uscire chiede alla ragazza «Che cosa preferisci da bere?» aspettando solo di sapere prima di andare a prendere tutto, ovviamente offre lei. Infine le dice anche «Comunque non ti preoccupare, non sei così pesante come credi.» cercando di fare un complimento alla ragazza prima di porre fine a quella serata che è la conclusione di una giornata veramente scioccante dopo la quale servirà un po di tempo a tutti e due per riuscire ad andare avanti e magari anche dimenticarsene. ||

01:13 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Infermeria] Lentamente, passa il cotone sulla pelle bruciata, cercando di non strofinare così come aveva fatto lui con lei. Ma tamponando delicatamente. Ascolta la sua domanda, con un velo di sorpresa. «Si..» Commenta con una leggera risata. «E vizia sempre Watanuki.. Ormai sa che ha dei semi con sè, quindi gli fa sempre le feste.» Scuote il capo bruno un paio di volte. «Potrei dire che è una specie di.. fratellone.. credo..» Commenta, non sapendo come ritenere il mezzo gigante. In fondo, la riteneva una sorellina. Annuisce piano, senza smettere di tamponare la ferita. Un momento di silenzio, in cui sente il leggero fruscio delle ali del canarino. La mente vaga nuovamente a quel pomeriggio. Si sente ancora sotto shock. Scherza, parla, ma non riesce a non pensarci. Ascolta le sue parole. «Al momento.. Sono ospite su una nave al Fiume Sandora.. La Golden Oogway.» Umetta le labbra, abbassando lentamente il cotone per non volergli fare ulteriormente male. «Non so se è il caso di rimanere qui invece.. Domani mattina potrebbe esserci qualcuno che ci da una mano.. E non vorrei che nel tornare..»Abbassa la voce «Succeda qualcosa..Anche una tempesta..» Non voleva andare, probabilmente con la speranza che il ragazzo la raggiungesse. «E.. non vorrei costringerti a portarmi in braccio» Un'altra leggera pausa, forse un pò in imbarazzo. «Sono esausta, non so se riuscirei ad arrivare fin li..» Abbassa la mano.

00:58 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Infermeria] Vede la ragazza fare un sorriso quando insieme continuano a parlare della guardia, e questo fa piacere al nostro pistolero che vedendo la sua reazione sa di riuscire a starle facendo pensare ad altro. L'argomento però cambia improvvisamente quando la ragazza parlando con il carino nomina il colosso che conosce anche Jules dato che fa parte anche lui del suo branco. Questo lo rende decisamente sorpreso, infatti dice subito alla ragazza dopo aver sentito quel nome «Non mi dire che conosci anche tu quel colosso?» chiede per essere sicuro che stiano parlando dello stesso Onan che conosce anche lui. Poi rimane ancora voltato con la schiena rivolta verso la ragazza, finchè non sente il cotone nella sua mano impattare sulla sua schiena bruciata. Il dolore che prova è allucinante, ma cerca di essere forte mordendosi il labbro per non mostrare neanche un cenno di dolore. In tutto questo però cerca comunque di continuare a parlare con la ragazza per non pensare a tutto quel dolore che sta provando «No vai tranquilla, stai andando benissimo.» già probabilmente ha ansia di suo, non vuole mettergli altra agitazione anche per una cosa del genere. Cambiando nuovamente discorso, dato che ormai sembra che nessuno del suo branco si stia facendo vivo, le dice «Direi che non appena hai finito possiamo anche andarcene, ti accompagnerò fino alla tua abitazione, dove è che abiti a proposito?» aspettando una risposta per pensare già al tragitto che dovrà fare per accompagnarla, di solito non fa atti gentili simili con tutti, ma dopo tutto quello che hanno passato, direi che è meglio se la ragazza se ne approfitta.

00:45 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Infermeria] Nel bruciore generale della ferita, noterebbe il tentare di lui di essere più delicato. Un lungo sospiro viene emesso dalle labbra, ed un nuovo brivido le percorre il corpo fra il calore pulsante della bruciatura e l'acqua decisamente fresca. Un sorriso sommesso va a sfiorarle il viso, mentre le guance si imporporano appena. «Così.. sembra..» Un leggero mormorio il suo, con ancora quel sorriso lieve, dettato molto dall'inamoramento che in quel periodo sta vivendo insieme al giovane arciere. Con il cotone continua a pulire le piume del canarino, cercando di impegnarsi corpo e mente per non pensare alla ferita. Le faceva malissimo, e per quanto si sforzasse, non riusciva a non emettere qualche suono per il dolore. «Si, è stato bravissimo..» Commenta lei, dando una leggera pacca con l'indice sulla testolina del canarino. «Chiederemo allo zio Onan dei semini speciali, ok?» Domanda direttamente al pennuto, lasciando che questi spicchi ora il volo, probabilmente per sistemarsi meglio le piume ora umide. Sente il cotone sulla pelle, fin quando l'altro non smette di tamponare. Un nuovo sospiro, per quanto il sollievo sia minimo. «Ok..» Risponde semplicemente, voltandosi verso di lui, prendendo il cotone con la mano destra. «O..oddio..» mormora in sussurro, posando quindi lo sguardo sulla ferita. Anche la sua era così? O era messo peggio, visto che l'aveva protetta? Chiude gli occhi un momento, per poi riaprirli. Un lungo sospiro, per raccogliere tutta la forza d'animo che aveva. Forse non erano messi così bene, ma comunque non era una cosa che la ragazza vedeva tutti i giorni. Lascerebbe il cotone usato con la sinistra sul lettino, avendo così anche la mancina libera. Cerca di scostare un pò la stoffa. Lentamente, delicatamente, cercherebbe di tamponare la parte della schiena bruciata. «Scusa..» Inzierebbe con tono sommesso.

00:32 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Infermeria] Continua a far passare quel pezzo di cotone bagnato sulla bruciatura della ragazza, essendo tutto quello che può fare in quel momento, e intanto vede dalle sue reazioni il dolore che prova ad ogni tocco, cercando così di andarci ancora più delicatamente per non farle male. Come prima però cerca comunque di continuare a parlare, in particolare del ragazzo che sembra essere un argomento di discussione gradito da lei. Sente le sue parole e alla fine di esse le dice nuovamente con il sorriso in volto «Beh potresti avere ragione anche tu, è un ragazzo in fondo, e se è come dici tu vedendo come si comporta deve tenere veramente a te più di sè stesso.» per comportarsi poi diversamente da come si comporta di solito questo è sicuro. Lo rassicura poi sentire anche che il canarino sta benissimo, e questo lo porta anche a dire «Menomale, è stato bravo anche lui a seguire la sua padrona con tutto quello che stava succedendo, direi che si merita del cibo extra non trovi?» ma ovviamente non vuole prendere il posto della sua padrona, sta solo dando consigli e cercando di parlare del più e del meno per non far pensare la ragazza a tutto quello che ha dovuto vedere. Finito così di passare il cotone sulla schiena lo mette da parte e prende l'altro che aveva preso prima dicendo alla ragazza «Direi che è adesso è il momento di fare a cambio tieni.» porgendole il pezzo e una volta che lei lo avrà preso, voltarsi anche lui dando la schiena alla ragazza in modo che faccia quello che deve. Ella una volta che si è voltato, potrà vedere la sua schiena bruciata come la sua con attaccata alla bruciatura la piccola parte della doppia fondina che però copre soltanto una parte appunto misera, ma che per il momento preferisce non toglierla dato che non sa quanto questo potrebbe essere rischioso.

00:13 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Infermeria] La mano destra sta ancorata al tessuto sul lettino, mentre con la sinistra tenterebbe di scostare la lunga chioma per portarla sul petto in modo anche da agevolare il fare del pistolero. Avere i capelli così lunghi non era poi molto comodo. Watanuki se ne sta sulle sue gambe, zampettando e muovendosi in base a come la sua padrona si muoveva. Probabilmente, anche lui ancora scosso e spaventato, e magari anche un pò preoccupato. Ascolta le sue parole, ma già quando provava a scostarle la stoffa della camicetta, trasale trattenendo il fiato. Annuisce, non risponde direttamente a quelle parole, stringendo con più forza la presa sulla stoffa del lenzuolo. Gli occhi vengono istintivamente chiusi quando il cotone tocca la pelle bruciata. Un brivido, insieme la sensazione di dolore. In realtà, sulle bruciature qualcosa poteva anche saperla, lavorando in cucina. E non era capitato di rado che si ustionasse con una pentola. Anche se solitamente la bruciatura era meno estesa. Ma in quel preciso istante, con la schiena che sembra voler prendere fuoco, non le torna minimamente in mente. Lascerebbe andare il respiro, senza riuscire a rilassare i muscoli della schiena e delle spalle, in tensione per il dolore. «Ha fatto un pò lo stupido..» Commenta, mantenendo gli occhi chiusi. «E' un suo modo un pò stupido di proteggermi credo..» Borbotta, sentendo una piccola lacrima nell'angolo destro dell'occhio. Sperava che la guardia lo trovasse e gli dicesse di correre li in infermeria. Gli occhietti verdi vengono quindi riaperti per osservare il canarino. La mano sinistra, armata di cotone, verrebbe sollevata per passarla sulle piume del canarino. «Credo sia solo sporco.. Non mi sembra si sia fatto niente..» sussurra in risposta, rimuovendo un pò di cenere dalle ali gialle.

23:59 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Infermeria] Vedendola seguire le sue parole e prendere il pezzo di cotone che le ha dato lui, appoggerebbe uno dei due rimasti nella sua mano sul lettino, andandone a tenere soltanto uno quando poi si siederebbe accanto alla ragazza verso dove ella gli sta dando alla schiena. Poi andrebbe ad avvicinare quel pezzo di cotone alla schiena della ragazza, cercando intanto con la mano sinistra rimasta libera di spostarle leggermente i vestiti per avere lo spazio necessario a fare quello che deve fare. Prima di appoggiare il cotone però le dice «Probabilmente farà un po male, ma spero che almeno serva a qualcosa.» come già detto non è un esperto, sa soltanto cosa fare in casi come questo, anche se sicuramente meno gravi, per fare qualcosa di buono anche se non sa a che serva. Appoggerebbe quindi delicatamente il cotone sulla bruciatura, senza strusciarlo ma semplicemente appoggiandolo per poi alzarlo e appoggiarlo da un altra parte, in modo da tenerla idratata tutta. Intanto però le parla per non farle pensare al dolore che sta provando, tornando ad esempio a parlare del ragazzo che fa da guardia al locale di tanto in tanto «Come se indossasse una maschera che non fa vedere a nessuno come è fatto veramente, ne ho conosciuta di gente lavorando al bar, anche di simili al tuo ragazzo.» si sente di chiamarlo in questo modo, dato che da come si è comportata lei con lui l'ultima volta, e sentendo come ne parla, la prima cosa che viene in mente è questa. Poi sente anche la sua proposta intanto che continua di sdraiarsi, ma le fa subito «Non ti preoccupare, tu pensa al tuo piccolo, come sta?» chiede dato che dopo tutte quelle volte che lo ha visto comincia a provare interesse anche per quel piccolo esserino.

23:40 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Infermeria] Un leggero sussulto la farebbe trasalire, quando quel rimprovero le viene rivolto. Un pò di schiettezza non le fa sicuramente male. Ora era nel mondo vero, quello in cui cose del genere potevano capitare. Soprattutto dopo tutto quello che aveva sentito sulla Stella. Insomma, non si trovava esattamente sull'isola più tranquilla della Grand Line. Non risponde al rimprovero, abbassando semplicemente gli occhi. Annuisce appena, socchiudendo le palpebre che andranno a celare per un pò quel verde smeraldo. Poteva ancora sentire il tick della bomba, quell'esplosione, le persone urlare. Le mani istintivamente vanno ad afferrare un lembo del lenzuolo del lettino, stringendolo. Non osserva per il momento il pistolero aggirarsi per l'infermeria. Ne sente però la frase successiva. «Non è come.. Lo hai visto l'altra volta..» Scuote il capo bruno, lasciando che un leggero sorriso sfoci sulle labbra. «Almeno.. di solito» Aggiunge, con una leggera scrollata di spalle che va nuovamente a procurargli un dolore lancinante ed insopportabile sulla schiena. Sente i passi di lui avvicinarsi e le palpebre vengono nuovamente sollevate su di lui. Le mani lasciano il lenzuolo, mettendo la sinistra a coppa per accogliere il pezzo di cotone bagnato. «Grazie..» Mormora piano. Cercherebbe quindi di seguire le sue istruzioni. Facendo attenzione, andrebbe a ruotare un pò il busto alla propria destra, portando la mano destra nuovamente sul lettino ma questa volta per tenersi in equilibrio. «Io ne so..quanto te.. Forse anche meno..» Commenta con tono basso, non sapendo cosa aspettarsi adesso. Non riusciva nemmeno a comprendere l'entità del danno, così come le condizioni della camicetta che indossava. Poi il ricordo di qualcosa di simile, ma visto su qualcun altro. «Se..Se ti viene meglio, mi sdraio sul lettino» Mormora, ricordando quando Ryuho aveva medicato Vash

23:25 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Infermeria] Dopo essersene andata via la guardia rimane per un attimo in piedi a guardare la ragazza seduta sul lettino e poi senza perdere tempo andrebbe a frugare nei vari cassetti dell'infermeria per cercare qualcosa di utile. Intanto però continua ovviamente a parlare con la ragazza. Con le sue parole precedenti sembra essere riuscito un minimo a sollevarla, anche se adesso la sente passare ai sensi di colpa, e a quel punto torna ad essere un po serio, rispondendole quasi come se la stesse rimproverando «Adesso smettila! Che cosa avresti potuto fare? Prima che esplodesse la bomba ho sentito che mi aiutavi a convincere il cameriere e il resto della gente fidandoti del mio giudizio, hai fatto tutto il tuo possibile, quindi non piangerti a dosso.» e spera che lei non prenda queste parole sinceramente come sono effettivamente per cercare di rimanere tranquilla come sta facendo lui, anche se dentro la sua mente è praticamente un miscuglio di emozioni che gli stanno facendo male alla testa. Sentendo poi la ragazza chiedere nella guardia, nel mentre che lui continua a cercare nei cassetti, cerca di utilizzarla per cambiare il discorso in modo da far smettere di pensare l'altra a quello che è successo, «Ti deve piacere proprio molto quel ragazzo.» dice infatti. Poi arrivandogli all'orecchio della ragazza lui, cercando intanto di resistere al suo facendo giusto qualche smorfia di tanto in tanto, riesce a trovare quello che cercava ovvero del cotone. Ne prende giusto due pezzi belli grandi e uno molto più piccoli che prende tutti nella mano lasciando il resto da parte nel caso servisse. Poi dal lavandino prende un po di acqua per bagnare i tre pezzi di cotone nella sua mano. Fatto questo si dirige lentamente verso la ragazza e arrivatole vicino le dice «Ok, non so niente di medicina ma penso che per una bruciatura tenerla bagnata dovrebbe essere la cosa giusta, tieni prendi questo pezzo piccolo, usalo per il tuo uccellino.» andandole quindi a porgerle quel piccolo pezzo per poi dirle «Adesso girati, così ti passo questo pezzo sulla schiena.» aspettando che ella segui le sue indicazioni sperando che quel piccolo gesto possa aiutare in qualche modo, anche se ovviamente non lo sa.

22:51 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Piano terra-»Infermeria] Un passo dopo l'altro. Un gradino dopo l'altro. Un nuovo sospiro esce dalle labbra della ragazza. «Si.. Probabilmente si..» Mormora piano, sperando davvero che la mole di morti non sia così alta. Ma non poteva sapere quanti si erano salvati, quanti erano rimasti sotto le macerie.. I pensieri vagano veloci, saettano e rimbalzano nella sua mente che rimane ancora un pò distratta. Lo shock era stato grande. Sente la testa leggera ed in quel momento non conta nemmeno i gradini che stavano salendo. Giunti al piano di sopra, nella quale non aveva mai messo piede, si fa guidare sia da Vega che dalla guardia. Un lieve cenno del capo viene mosso a quella risposta. «Certo.. Se non mi fossi bloccata a guardare che stava succedendo..» Mormora, con molta autocritica. Entrano in quella che è l'infermeria e si lascia portare verso il lettino. Lentamente, facendo attenzione alla schiena, si metterebbe a sedere. Era stanchissima, le girava ancora la testa. «Grazie..» Mormora anche verso la guardia che l'ha aiutata. Gli occhioni verdi andrebbero a cercare proprio questa prima che vada via. «Può.. Se Kitusne è qui.. Può chiedergli di avvicinare?» Domanda verso questa. Non voleva allarmarlo, ma non voleva nemmeno che lo scoprisse per caso. Ma non sapeva se quest'ultimo stava o meno lavorando. Le mani vengono poggiate sul lettino. Chiude gli occhi, lasciando che un sospiro esca dalle labbra quando la porta si chiude dietro la guardia. Abbassa le spalle e quel movimento le genera un nuovo moto di dolore. «Ugh...» Watanuki è ancora sulla sua testa, e piano piano svolazzerebbe da li fino a poggiarsi sulle sue gambe. I piedi leggermente penzolano dal lettino, non toccato terra. Gli occhi della ragazza si posano sul canarino. «Stai bene, Watanuki?» Sussurra con dolcezza verso di lui. Tenterebbe ora di guardare verso la propria schiena, per capire l'entità del danno. «Ahi...Brucia..» Un sussurro, interrotto dal dolore improvviso.

22:38 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Piano Terra»Infermeria] Per fortuna anche la ragazza, come Jules, la prende sull'ironia, non riuscendo però a non pensare a tutte quelle persone all'interno che hanno perso la vita per via dell'esplosione. Di solito lui è il primo a fregarsene della vita delle persone che lo circondano e che non conosce, ma effettivamente la scena che ha dovuto vedere anche lui è stata orribile, per questo capisce perfettamente come possa sentirsi in questo momento la ragazza, e cerca proprio per questo di sollevarle il morale, mentre i tre inclusa la guardia sono ormai a pochi passi dalle scale. «Non ci pensare, pensa di più alla gente che è riuscita a salvarsi, non ce l'avrebbero mai fatta se non ci fossi stata anche te a dire di scappare.» e anche se ovviamente si sarebbero potuti evitare proprio i morti se tutta la gente, incluso il cameriere, avessero ascoltato immediatamente i suoi consigli senza pensarci due volte, ma non può di certo esprimere la sua frustrazione sulla povera ragazza sconvolta dopo quello che ha visto. Riescono ad arrivare così alle scale del locale, cominciandole a salire gradino dopo gradino fino a raggiungere il privè del locale. La guardia riconoscendo Jules, e forse anche la ragazza, ma capendo comunque la gravità della situazione gli fa passare tutti e tre senza problemi. Intanto gli arriva l'orecchio anche il grazie della ragazza. Le risponde così voltando lo sguardo verso di lei e tornando a fare il suo sorriso, questa volta più dolce e gentile rispetto al solito, in modo da poterle anche dire «Nah non lo dire neanche per scherzo, avresti fatto lo stesso al mio posto secondo me.» ovviamente però questo non lo può sapere, ma lo dice comunque per confortare ancora di più la ragazza. Arrivati così all'ingresso dell'infermeria entrano dalla porta e il nostro pistolero dice alla guardia «Appoggiamola sul lettino.» portando quindi la ragazza fino al lettino per poi aiutarla a sedersi dicendole «Ecco siediti, non appoggiare la schiena.» anche perchè se lo facesse chissà il dolore. Infine dice alla guardia «Adesso puoi andare, grazie per l'aiuto.» lasciando quindi che ella se ne vada e torni al piano inferiore chiudendo la porta dietro di sè lasciando così i due da soli per parlare.

22:17 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners | Ingresso] Entrambi doloranti e bruciacchiati, con gli abiti sporchi di polvere e cenere, proseguono verso l'ingresso del Rain, fermati quasi subito dalle guardie per le condizioni in cui sono giunti. «Beh.. io ero a Drum.. Potrei dire lo stesso..» Commenta con un velo di ironia nella voce. Sospira, socchiudendo per un momento le palpebre. «C'era un sacco di gente..» Sussurra, mentre il tono era nuovamente incline alla disperazione. Ma non si sarebbe rimessa a piangere. Almeno per il momento: aveva esaurito le lacrime. Una delle guardie si avvicinerebbe a loro per dare man forte al pistolero per dare una mano alla giovane drummiana che intanto stava ricordando come si cammina. Si lascia comunque aiutare, temendo di non avere troppa forza. «Jules..» Chiamerebbe il pistolero ora, alzando gli occhi verdi verso di lui. «Grazie..» Ancora non lo aveva fatto. Si sarebbe fatta molto male se non era per lui. O anche molto peggio. Gli occhi verdi andrebbero così alla sala, cercando ovviamente con lo sguardo una persona in particolare. Ma non sembrava scorgerlo per il momento. Le aveva parlato di una missione, tuttavia.. Non sapeva quando si sarebbe svolta. Si lascia condurre verso l'infermeria, sollevando comunque il proprio passo anche per cercare di non pesare troppo sui due uomini che la stanno aiutando. La schiena è un pulsare di bruciore e dolore, che di tanto in tanto, con delle fitte, le fa socchiudere gli occhi e sussultare.

22:06 Jules Vega Baroque Works: Millions

[Rain Dinners-Entrata] Mentre i due riescono finalmente a raggiungere l'entrata del locale, per quei pochi passi che restano il nostro pistolero continua a parlare con la ragazza per fare in modo che non si continui ad abbattere come ha fatto per tutto il tempo mentre stavano andando qui. Per cercare di farla stare meglio le sorride anche, puntando sull'ironia per cercare magari di farla ridere «Beh potrei dirti che sono stato peggio, ma probabilmente mentirei.» e oltre alla risposta, sempre mantenendo l'ironia, ci aggiunge pure la frustrazione per via di quello che è successo «A sapere che venendo qui ad Alabasta mi sarei preso un esplosione sulla schiena sarei rimasto volentieri a Water Seven.» che potrebbe essere una frase vera come potrebbe essere anche falsa. Infine aggiunge anche alle sue parole «Avevamo pure da mangiare e da bere offerti, pensa un po.» e con la mente pensa anche a quanto sarebbe stato buono quel cornetto con i frutti di bosco, se solo non fosse successo tutto quello e avesse potuto mangiarlo. Tornando però alla scena, una volta giunti all'entrata una delle guardie dovrebbe immediatamente andare verso di loro preoccupato. Non appena lo vede Jules torna serio e gli dice «Vai tranquillo, siamo solo tutti e due un po scossi e bruciacchiati, aiutami comunque a portarmi in infermeria.» probabilmente con un po di fatica ci potrebbe riuscire anche la ragazza ad arrivarci da sola, ma già lui sta provando dolore e lo proverebbe anche se non la portasse, e non gli va sinceramente di starla a guardare dolorante per tutto il tempo. Detto questo la guardia dovrebbe accogliere la richiesta prendendo la ragazza sotto l'altro braccio e insieme riuscirebbero ad entrare nel locale con la gente un po sconvolta a guardarli. Vega di suo cercherebbe di calmarli dicendo «Non vi preoccupate è tutto apposto, continuate a divertirvi.» sperando che grazie a questo la gente resti calma mentre lui continua ad avanzare in direzione delle scale per raggiungere il primo piano.

21:50 Yukino Takada Cittadina

[Rain Dinners| Esterno] La notte era calata su Alabasta, quelle pallide nubi che l'avevano accompagnata nel pomeriggio erano ancora li a camminare sul manto stellato giocando a nascondino di tanto in tanto con l'argentea luna. I rumori si erano fatti più soffusi, ora che si erano allontanati dallo Spice Bean. Le orecchie ancora le fischiavano un pò, in fondo.. Erano rimasti a pochi metri dall'esplosione che l'aveva distrutto. Le lacrime avevano smesso di scorrere, lasciando il loro percorso lungo le guance. Il volto è ancora sporco di polvere, così come gli abiti e la pelle scoperta, soprattutto anche a causa della caduta oltre la finestra. Ma non era quello ora a farle male. Una bruciatura sulla schiena, un dolore che diveniva sempre più intenso ogni secondo che passava. Soprattutto ora che l'adrenalina era scemata. Aveva fatto scena muta praticamente per tutto il tempo, singhiozzando di tanto in tanto. Non si era nemmeno accorta di essere arrivati alla piramide. Si ridesta sentendo la voce del ragazzo che l'aveva portata fin li quasi di peso. Un sussulto, come se si fosse appena svegliata. «Tutto.. Tutto ok..» Sussurra, alzando gli occhi verdi su di lui. Un contatto visivo che abbandona quasi subito, mentre osserva la struttura del Rain. Le lunghe ciglia sfarfallano, come se si fosse svegliata in quel momento. Non commenta la scelta del luogo, piuttosto tornerebbe su di lui, cercando ora di farsi più forza sulle proprie gambe. «Ugh..» Un leggero lamento, mentre la bruciatura le sta dando davvero fastidio ora. «Tu come stai?» Indossa ovviamente i medesimi abiti del pomeriggio: una camicetta bianca ed una gonna plissettata nera. L'unica cosa è che la camicetta, sul retro, ora è più sbruciacchiata a causa dell'esplosione. E il mantello.. Beh, quello oramai è andato perduto. Watanuki è con loro, impaurito a sua volta, sta sulla testa della padroncina tutto tremante.

21:40 Jules Vega Baroque Works: Millions

Skill Attive: [Cold Blood 5/5]

[Rain Dinners-Esterno] Le vicende del nostro pistolero si riaprono dopo tutto quello che è successo allo Spice Bean con la bomba, che dire che è sconvolto è dire poco. Cerca però di rimanere tranquillo come sempre, soprattutto ora che ha ancora Yukino sotto braccio e si dirige lentamente verso il Rain Dinners, dove spera che ci sia qualcuno del suo branco che possa dargli una mano a curarsi dalle ferite che hanno subito durante la vicenda. Come di fatto la sua schiena, per via dell'ustione causata dalle fiamme dell'esplosione, gli fa veramente un male atroce e si potrà anche vedere direttamente data la camicia che per via delle fiamme si è rimasta bruciata su tutta la schiena, per fortuna invece per via del materiale di cui è fatta, la sua doppia fondina è rimasta integra, con all'interno ancora le sue due pistole. Anche la parte inferiore, inclusi quindi i suoi pantaloni blu scuri sorretti dalla cintura e le scarpe in cuoio nero, è rimasta integra anche se le fiamme dello scoppio hanno sicuramente contribuito a riempire i vestiti di cenere. Prosegue quindi passo per passo verso l'entrata del locale ormai a pochi passi. Prova fatica per via di tutta la strada fatta con Yukino in spalle, ma anche qui cerca di resistere gettandole un occhio di tanto in tanto per vedere se sta bene, e dato che ormai si trovano a pochi passi dal locale gli dice anche «Come va là?» calmo come già detto, dato che sicuramente può soltanto immaginare come possa stare adesso la ragazza e non vuole sicuramente farla stare peggio.