21:39 ELFA Nimeria [Gazebo] Il sole era ormai tramontato, lasciando spazio alle tenebre profonde di una notte senza luna. Alcuna nube, tranne qualche rara eccezione, copre il manto puntellato da pallide stelle che osservano distanti quella terra. Le temperature sarebbero state miti, se non fosse per quell'abbassamento improvviso dopo il calare del sole. Una bizzarria, visto il periodo estivo. La figura dell'eldar si era protratta oltre l'orario che aveva previsto per la propria passeggiata. Siede ad una delle panchine di faggio, esattamente quella dinnanzi all'ingresso della struttura. Indossa un lungo abito color blu mare composto da una tunica con una scollatura quadrata sul davanti. Dalle spalle, a fasciare le sottili braccia, corrono i lembi delle maniche, che coprono in parte il dorso delle mani. Il busto è stretto in un corsetto di stoffa nera, legato da lacci sul davanti. La gonna è ampia e lunga, e seduta tocca di qualche centimetro buono il pavimento. I lunghi capelli biondi sono lasciati sciolti sulle spalle, e nonostante questo, sono perfettamente ordinati, lisci e lucenti come seta. Gli occhi azzurri stanno leggendo un tomo, grazie all'ausilio delle lanterne che dovrebbero illuminare il luogo. Piante ed erbe comuni sono disegnate sulla pagina che attualmente sta visionando.

Reiko ti ha sussurrato

ciao! posso unirmi a te o aspetti qualcuno? :)

Hai sussurrato a Reiko

fai pure! non aspetto nessuno ^^

21:55 UMANA Reiko [Pressi gazebo] è una figura china poco al di fuori del gazebo su sé stessa: sembra intenta a frugare tra l'erba con la mano destra, spostandola con noncuranza poiché concentrata in quella sua ricerca. Capelli neri e lunghi ricadono scomposti sulle spalle fino a circa metà schiena della donna, e chi dovesse avere modo di osservarla per bene noterebbe come gli occhi allungati le conferiscano un'aria poco usuale. In contrasto con quei capelli neri la pelle pallida di lei che alza la testa con uno scatto improvviso, premendo le dita sul terreno quasi volesse lasciarvi una qualche impronta. Si solleva pienamente, trovandosi a barcollar appena prima di recuperare pieno equilibrio con uno sbuffo. Casacca larga, pantaloni e stivali in cuoio ne compongono l'abbigliamento ben poco femminile.

21:59 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] {Un brivido le percorre la schiena, facendola quasi saltar dalla sua stessa posizione. La punta del naso sembra esser più fredda. Le temperature avevano avuto un drastico calo da quando il sole era tramontato. Come se fosse una giornata di autunno inoltrato. Solleva lo sguardo, distaccandolo dal libro che stava visionando. Si guarda a destra e a manca, rabbrividendo nuovamente ma con maggior coscienza del motivo: faceva più freddo di quando aveva lasciato l'Accademia quel pomeriggio. Lo sguardo viene rivolto verso una delle ampie aperture del gazebo, andando a osservare il cielo. Non sembra che avrebbe piovuto di li a poco. Il cielo era limpido e nessuna nuvola sembrava voler cambiare questa situazione. Umetta le labbra, chiudendo poi con un piccolo tonfo il tomo che aveva con sè. Un fruscio d'erba viene poi udito dal fine udito dell'eldar, un rumore sommesso ma abbastanza indistinto, che proveniva da un luogo abbastanza vicino. Il libro verrebbe fatto scivolare sulla panchina, mentre con un movimento lento e misurato andrebbe ad alzarsi in piedi.} C'è nessuno? {La voce esce dalle labbra rosate dell'elfa, scorgendo quello che potrebbe essere un movimento di qualcuno, così come il fuggire di qualche animale selvatico}

22:08 UMANA Reiko FORESTIERA [Pressi gazebo] [Ripulisce le dita sporche di terriccio strofinandole contro la stoffa della casacca, portando la stoffa in parte ad appiattirsi contro il ventre per un momento. Inumidisce le labbra, intanto, e solo successivamente si fa avanti di qualche passo. La voce di NIMERIA l'attira tanto da portarla a voltarsi in sua direzione.] Si. Io. [Dichiara a voce alta, senz'alcun timore nel palesarsi all'altra. Lo fa ulteriormente anche avanzando fino a guadagnar l'entrata del gazebo. Eppure è lenta nei movimenti, cauta, e non appena ha individuato l'altra le mantiene lo sguardo puntato addosso a osservarle le reazioni, per quanto possibile. Certo ne guarda attentamente la sagoma, e cerca d'individuarne ogni possibile movimento.] E' uno spazio comune, no? Dovrebbe essere uno spazio comune. Chi siete? [Chiede fin da subito, ancora una volta senza una singola nota d'esitazione nella voce.]

22:16 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] {Le mani si uniscono fra di loro in una morsa leggera, posandosi sul proprio ventre. Le dita sono sottili, bianche come la luna che in quel momento non vuol fare la propria comparsa. Scorge ulteriormente la sagoma, e poi una voce. La postura dell'eldar è rigida, spalle dritte, mento appuntito lievemente sollevato. Gli zigomi alti e la pelle d'alabastro rendono il viso elegante e al contempo rigido.} Lo è. {Risponde con tono fermo, dalla cadenza dolce e melodiosa. L'osserva, la studia, in quel suo silenzio profondo. Le labbra leggermente schiuse in una sottile linea retta.} Potrei fare la medesima domanda {Commenterebbe con una punta di ironia a intaccare l'altrimenti melodiosa cadenza. Rimane in piedi, in quel suo abito lungo che rasenta il pavimento, con l'austerità a farle da compagnia o scudo che dir si voglia.}

22:22 UMANA Reiko FORESTIERA [Gazebo] [Guadagnato il gazebo, si ferma. Non si avvicina ulteriormente all'altra, e la sua postura in confronto è tutt'altro che dritta o rigida. Presenta invece una certa curvatura della schiena, la testa incassata in parte tra le spalle, occhi guardinghi.] Ah, ma se continuiamo a chiedercelo sarà una serata estremamente noiosa. [Pure, accenna quell'umorismo accompagnato da un sorriso a mezzabocca, che non rallegra lo sguardo vigile d'occhi nocciola.] Mi chiamano Reiko. Un nome che non ha alcun valore da queste parti, e che non penso vi dica qualcosa. Sbaglio? [Inquisitoria solo sul finale, non sembra davvero mostrar di credere il contrario.] Un nome per un nome, direi. Neanche il vostro mi direbbe nulla, e quando un nome non dice nulla a chi lo ascolta non deve avere per forza un significato. [Veloce nel parlare, nell'esporsi, non accavalla però le parole in alcun modo.] Siete di qui?

22:31 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] {Per un momento, sembra essersi scordata dal freddo insolito della stagione, distratta da quell'incontro. Un nuovo brivido salirebbe lungo la schiena, sfiorandole poi le braccia. Queste verrebbero sollevate ed incrociate all'altezza del petto. Ascolta il dire dell'umana, inarcando l'angolo destro delle labbra in un accenno di sorriso.} Temo che pochi nomi potrebbero realmente dirmi qualcosa, in queste terre. {Commenta con un alone di mistero nella voce.} NIMERIA Tasartir è il mio nome. E dubito che possa realmente dirvi qualcosa, se siete di questa città. {Fa una pausa, umettando le labbra rosate. Scuote poi il capo, scrollando appena le spalle.} No, non sono di qui. Voi? {Domanda a sua volta. Al contrario dell'umana, parla con calma, senza metter fretta alla propria voce. Come se prima di rispondere, pensasse a cosa dire. La mano destra si stringe intorno all'avambraccio, sulla stoffa morbida. Non accenna a sedersi, almeno per il momento}

22:39 UMANA Reiko FORESTIERA [Gazebo] No.. [Accenna, quasi esitante.] Non sarebbe strano se qualcuno di qui stesse a chiedere se l'altro è di qui? Voglio dire, chi è di qui dovrebbe riconoscere la gente del posto in cui vive. Per lo più. [Solleva la mano destra, chiude le dita intorno alla manica della casacca, per andar a strofinare proprio la stoffa contro il naso ripetutamente.] Ma sono passata di qui prima, e ci ho perso una cosa e volevo trovarla. Non che sia facile con tutta questa luce.. [ironizza appena.] Che facevate? V'ho interrotto? [una punta di curiosità nella voce. Eppure già sembra iniziare a lasciarsi distrarre, in parte, da altro oltre alla figura sotto al gazebo come lei, quando lo sguardo va a cercare e individuare qualche altra sagoma nel buio.] Sembra tranquillo, comunque. Non è male. [offre, in merito all'ambiente.]

22:47 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] {Scrolla le spalle} E' una grande città, in fondo. {Commenta con ironia nella voce. Ne ascolta così il dire, lanciando uno sguardo verso il libro abbandonato sulla panchina dietro di sè.} Leggevo, almeno fino a quando il sole è tramontato e le tenebre sono calate. Così come questo insolito freddo.. {Risponde con quella sua pacatezza, sebbene vi sia una nota di disappunto nella voce. Seguirebbe lo sguardo dell'umana, per poi tornare su di lei.} Si, lo è. O forse è una giornata di festa in qualche angolo della città e son tutti li. {Il tono si macchia di ironia, lasciandosi sfuggire uno sbuffo simile ad una risata. Inclina poi il capo alla propria destra, osservandola, addolcendo l'espressione austera che aveva preso possesso di quel viso candido.} Cosa avete perso? {Domanda continuando a fissarla} Se posso domandare, ovviamente. {Aggiunge con cortesia, gentile ora nelle parole e nei modi. Le spalle si rilassano appena, abbassandosi un poco.}

22:58 UMANA Reiko FORESTIERA [Gazebo] Una festa in città.. magari in locanda, con cibo per tutti e in quantità enormi. [Propone, illuminandosi per un momento al pensiero.] Ma è improbabile. [E si rabbuia così, e scrolla le spalle.] Staranno tutti dormendo, sentite me. O hanno paura di uscire di notte per chissà che motivo.. [Ancora una scrollata.] Un pezzo di foglio. C'era un nome che mi serviva scritto sopra e che non ricorderò mai così. [Annuncia, senza alcun problema all'altra.] Dovevo cercar questa persona che sembra sappia fabbricare archi per.. uh.. diventare apprendista. Sembra sia il migliore su piazza, e così... Voglio dire, lo sapete che ogni legno ha una sua anima? E' importante, e in base a quella anche si decide quale arco è adatto a chi. Almeno dalle mie parti.. [Aggiunge in ultimissimo.] Che leggevate? E voi perché siete venuta fin qua?

23:07 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] Possibilmente, qualche taverna è ancora aperta e disponibile a preparare qualche cena dell'ultimo momento. {Suggerirebbe l'elfa, che or compie un passo indietro per poi andare ad accomodarsi nuovamente. La morsa che teneva le braccia incrociate al petto viene sciolta, facendo scivolare le mani ai propri fianchi e successivamente poggerebbe i palmi sul legno della panchina.} Mi spiace, ma non mi è sembrato di veder alcun foglio.. E non conosco in effetti mastri che sappiano fabbricare archi... {Annuisce poi piano col capo} Mi par di aver sentito qualcosa in merito, in passato. Invero, non mi par difficile. In fondo, gli alberi, i fiori, possiedono comunque una vita, fanno parte di questo mondo. {Lo sguardo ricade sul tomo} Un libro sulle piante di questa città. Da dove provengo, ce ne sono alcune qui che non conosco.. E poi, sto cercando un particolare albero che temo tuttavia sia solo frutto di un mio sogno {Aggiunge con un sorriso amaro dipinto sulle labbra}

23:17 UMANA Reiko [Gazebo] [annuisce alle parole dell'elfa.] Si. Non ci sarà nessuna festa però. [Non sembra più darvi peso però, dall'altra scrollata di spalle con cui accompagna quel dire.] Ah no? Mi avevano detto che questo era il posto giusto. La città giusta. Ma forse.. [Si fa pensierosa. Infine scuote il capo.] Solo perché è nei vostri sogni, non significa che non sia reale. [Assicura.] Come per quella cosa del legno che ho detto prima. Solo perché gli altri non ci credano.. eh. Intanto, è meglio che la trovi quella locanda o resto senza un posto dove dormire. Buona serata! [La saluta così, con tanto di cenno della mano prima d'avviarsi, uscire dal gazebo e proseguire nel giardino lungo uno dei sentieri fino a trovarne più in là l'uscita.

Reiko ti ha sussurrato

scusami se ti lascio così ma purtroppo devo scappare. Grazie della giocata :)

Hai sussurrato a Reiko

non ti preoccupare, stavo per andare anche io ^-* sveglia presto domani XD

23:25 ELFA Nimeria FORESTIERA [Gazebo] {Si accomoda dunque sulla panchina, ascoltando le parole della giovane orientale.} Potrebbe essere la città giusta, ma come ho vi ho detto, non sono di qua.. Potreste trovare chi cercate nelle botteghe. {Risponderebbe con quel suo tono tranquillo.} Chissà, magari un giorno scoprirò dove si nasconda o cosa voglia dire il mio sogno.{Scrolla le spalle con un gesto lieve, appena percettibile. Poi la fretta sembra assalire l'umana, che va via così come era giunta in quel luogo. Corruga appena la fronte, lasciando che una buffa espressione si dipinga sul viso perplesso dell'eldar} Naamarie.. {Risponde al saluto, quando quella era praticamente già andata via dal gazebo. Si guarderebbe intorno un paio di volte, a destra, a manca. Non scorge altre figure, non sente alcun suono o rumore, solo lo sciabordio delle acque del laghetto davanti a sè. Deciderebbe quindi di tornare all'Accademia, ove è temporaneamente ospite del Concilio Alchemico. Raccoglie le proprie cose, alzandosi per poi avviarsi. Non c'è fretta nei suoi gesti, il tutto calcolato nella minima attenzione. Ogni movimento privo di alcun suono, solo il fruscio dell'abito potrebbe essere percepito da un fine udito. Si avvia quindi, lasciandosi alle spalle il gazebo. Lancerebbe giusto un occhiata lungo la via, per vedere se per caso trova una pergamena abbandonata per il prato}