14:01 ELFA Nimeria [Tavolo] La luce di quel primo pomeriggio stentava a raggiungere il Regno. Grosse, cupe nubi grigio coprono il cielo altrimenti celeste, allungando le ombre e rendendo i colori più grigi. Sottili gocce di pioggia si riversano per le strade, rigando le finestre del palazzo al cui interno è possibile trovare la Biblioteca. Immersa nel silenzio, nella sala solo qualche bisbiglio poteva essere percepito, uno scambio breve che non disturbava in alcun modo la quiete. L'odore dei libri sugli scaffali rendeva l'aria satura di quella particolare aura che si poteva trovare solo in luoghi come quelli. Un'atmosfera unica, in cui la mente poteva realmente viaggiare fra le righe scritte in quei numerosi tomi. Come quello posato sul tavolino vicino la finestra, alla quale ella si era avvicinata. Seduta al leggio, la sua figura catturava la luce di alcune candele che erano state accese per illuminare meglio la sala. Remota, antica, ella era li ma al contempo sembrava distante e distaccata da ciò che la circondava. La mano delicata accarezza le pagine di quel libro, grande poco più di un taccuino. La copertina era di cuoio scuro e al suo interno recava diverse pagine scritte in un fitto elfico.

14:20 ELFA Nimeria [Tavolo] Aveva l'accortezza di sfogliare quelle pagine con delicatezza, come se si trattasse di un tomo antico e prezioso. Le dita affusolate, bianche come un cencio, sfioravano quei fogli ruvidi al tacco. La manica dell'abito arrivava a coprirle quasi interamente il dorso, ampia. Di tessuto morbido e leggero, l'abito indossato è di un cotone color blu mare. La scollatura è rettangolare, mentre la vita è stretta in un corpetto nero semi rigido, tenuto stretto da resistenti lacci del medesimo colore. La gonna è ampia e seduta allo sgabello rasenta il pavimento di almeno due dita. I piedi, fasciati nelle morbide scarpette nere, sono nascoste alla vista dalla mole di stoffa della gonna. Il capo viene mosso appena, e non fosse per quello e per il girar delle pagine di tanto intanto, parrebbe quasi una statua. La luce di una delle candele cattura il color miele dei capelli, che come filamenti di oro ricadono composti ma al contempo liberi sulle spalle, correndo fino a metà schiena. Il viso è chiaro, di alabastro, sottile e leggermente allungato. Zigomi alti, naso piccolo e sottile. Completano quell'aria distaccata e remota, gli occhi. Allungati come una mandorla, e del delicato colore degli zaffiri. Si muovono lentamente, mentre scorrono le righe trascritte in quelle pagine.

14:40 ELFA Nimeria [Tavolo] La pioggia continua a lavar via la polvere, picchiettando la finestra con quel suo modo leggero ma al contempo insistente. Gli odori dei libri e delle pergamene si mescolano a quello dell'umidità, sublime in quel contesto di calma e tranquillità. Ella possiede la calma e la compostezza che molti ritrovano spesso nella razza degl'elfi, così come il suo distacco la vorrebbe in quel momento atta ad ignorare eventuali persone che in quel frangente potrebbero avvicinarsi agli scaffali li vicino. Le parole scritte con una fitta grafia elfica, piene di lettere arrotondate, decori e fronzoli, scorrono come un lento fiume di montagna. Ed ella raccoglie quelle parole, facendole sue, custodendole nella propria mente come uno scrigno prezioso. Come se queste fossero pietre di inestimabile valore. La mano pallida solleva delicatamente l'angolo della pagina, con l'indice ed il pollice della mano destra. La sinistra è abbandonata sulla propria coscia, appena sollevata con le punte delle dita a sfiorare la stoffa della gonna. Nesun movimento verrebbe percepito, oltre quel leggero sfogliare e passare alla successiva pagina.

14:49 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [ingresso]  su su, sveglia!  sono io, niente paura. Come va? Tutto tranquillo, come al solito?  sì, sì, è che sono di casa qui...  i miei libri sono al solito posto o li hai tu? 

14:56 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {C'era quella calma che poteva definirsi, quasi palpabile. Una quiete tale che quel luogo sembrava rinchiuso in una campana di vetro. Un effetto soporifero per i più. L'irrompere della mezzelfa, con l'irruenza donatale dalla metà umana, sembra risvegliare la biblioteca dal torpore in cui era caduta nelle ultime ore. Alcune teste si sollevano dal leggio in cui gli avventori stavano meditando su questo tomo o quella pergamena. Ed anche l'eldar solleva lo sguardo, senza troppi movimenti, senza troppa agitazione. Il viso d'alabastro si alza, Le lunghe sopracciglia disegnano una breve ruga sulla fronte, mentre delicatamente andrebbe a voltarsi verso l'ingresso, non troppe sedie più in là. Permane in quel suo silenzio, distratta ora dalla lettura che aveva accompagnato il suo silenzio. Gli occhi cerulei ricercano la fonte dell'improvviso suono della voce di una donna}

15:01 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tra i tavoli] NIMERIA, esprimendo un saluto un po' più consistente del solo sorriso> Chymìos.  Non disturbo vero? No, non disturbo, lo prometto 

15:09 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Identifica la fonte di quell'agitazione, colei che aveva iniziato a far borbottare qualche anziano in fondo alla sala che era tornato intanto a far quel che stava facendo. L'interesse, o l'attenzione che dir si voglia, dell'elfa viene dimostrata giusto per qualche attimo, pochi secondi, prima di tornare alla propria lettura. I passi della mezzelfa ripercuotono il pavimento, ed oramai l'attenzione dell'elfa non era più sulla lettura del libro quanto sull'avvertire tutti i suoni che ora la circondavano. Le lunghe orecchie a punta fanno capolinea fra i capelli, vistose come un gioiello. Dei libri vengono poggiati proprio al tavolo su cui ella stava passando il pomeriggio. Lo sguardo viene lentamente sollevato, distogliendolo nuovamente dalla medesima frase che aveva letto ormai un tre o quattro volte. Umetta le labbra, andando così a poggiare la schiena contro la sedia, per poter meglio osservare la creatura che si apprestava prendere posto.} Fate pure.. {La cadenza delle parole è tipica della sua stirpe, un accento particolare che difficilmente si percepisce nella lingua comune. Gli occhi così si fermano su di lei, iniziando ad osservarla con una leggera curiosità.}

15:14 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria]  mh... sì, era qui, ricordavo bene... NIMERIA le risponde, alza gli occhi, le volge un lesto sorriso e aggiunge> grazie.  Non ricordo d'avervi vista prima, qui. Siete nuova in città o solo della Biblioteca? 

15:20 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Continua ad osservarla, senza tuttavia voler apparire insistente o maleducata. Gli occhi cadono per un momento al ciondolo, per poi sollevarsi sul viso della mezzelfa, riconoscendola come tale sia per le orecchie che per i tratti. Gentili e nobili come quelli in suo possesso, eppur con quella nota umana che ne 'sporcava' in parte la bellezza. Almeno, agl'occhi di un elfo. Umetta leggermente le labbra, ascoltando la sua domanda. Annuisce appena} Un pò entrambe, a dire il vero. {La voce mantiene un tono basso per evitare di disturbare la sala. La mano destra permane sul libro ancora aperto, su cui capeggiano ghirigori che possono essere ricondotti alla lingua elfica.} Voi sembrate esser di casa, invero. {Commenta successivamente, con un leggero sorriso sulle labbra, riferendosi al chiacchericcio di poco fa al suo arrivo}

15:28 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria] NIMERIA> sì, in effetti. Abito qui accanto, nell'Accademia. Mi occupo di Alchimia e qui si trova molto del sapere da cui traiamo ispirazione per i nostri lavori  ecco, proprio qui...  minerali, ci avevo visto giusto. NIMERIA di fronte> scusate, l'entusiasmo è sempre quello della prima scoperta...

15:35 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Ne ascolta il dire, annuendo piano col capo. I lunghi capelli biondi prendono appena vita a quel movimento, donando alla figura dell'elfa più vitalità di quel che aveva dimostrato fino a quel momento.} capisco.. {Mormora lei, senza aggiungere altro visto che l'altra aveva preso a leggere uno di quei tomi. Lo sguardo viene abbassato a sua volta sul libro, tornando a leggere la medesima riga di poco fa. Non passa molto tempo, giusto quello per terminare la pagina, che la mezzelfa ritorna a parlare, sola all'inizio priva di ravvedersi di non essere ancora sola. Un leggero sbuffo va a muovere le labbra inarcate in un sorriso, così simile ad una risata trattenuta. Solleva lo sguardo, posandolo nuovamente sul ciondolo e poi sulla donna.} Immagino di si.. {Commenta con la sua naturale compostezza.} Avete un bel ciondolo.. {Commenta poi, facendo un breve cenno col capo in sua direzione. }

15:41 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria] NIMERIA, quindi abbassa gli occhi e si piglia il ciondolo fra indice e pollice> questo? sì, molto grazioso. Ma anche significativo: tutti gli Alchimisti ne possiedono uno. L'albero è un segno alchemico molto potente, che indica la vita, la crescita e la trasformazione. I frutti sono la nostra opera di amanti dell'essere, di studiosi del mondo, di trasmutatori degli elementi di cui la Natura è composta, in cerca della perfezione.  cosa leggete, invece, voi? quali interessi vi hanno condotto in un luogo così silenzioso e isolato dal mondo? Non credo la pioggia: quelli della vostra razza non la temono nè ne sono infastiditi, solitamente...

15:50 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Lascia che spieghi quel ciondolo, cogliendo nell'espressione dei suoi occhi una nota di interesse e curiosità. Moderata nella voce, nei toni, nei modi di fare, come se vivesse in un mondo al rallentatore, in cui non esiste la fretta.} Capisco, ciondolo molto interessante. {Fa una breve pausa, annuendo piano col capo} Così come i vostri studi. {Aggiungerebbe poi, posando lo sguardo successivamente sul proprio tomo.} Ricerche. {Risponderebbe, alla sua domanda. Le labbra vengono spiegate in un sorriso più distaccato, gli occhi celesti spostati verso la finestra che si affaccia sulla città. La pioggia continua a cadere con insistenza, riversandosi per le strade} Speravo di trovare qualcosa che raccontasse di più delle origini del mio popolo. {La voce cade con una leggera malinconia} Ricordi frammentati del mio passato albergano nella mia mente, e speravo di trovare qualcosa fra queste mura che mi aiutasse a ricordare. {Scrolla appena le spalle} Ma per ora ho trovato un antico libro di storie, di quelle che si narrano ai bambini prima di dormire. {Sospira appena, con aria contrita.}

15:56 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria] NIMERIA> molti riferiscono di aver lasciato diverse parti del proprio passato come tributo al passaggio del Portale, circa un anno fa, dopo la grande distruzione. Probabilmente siete anche voi di quella partita...  considerate i ricordi del vostro passato così rilevanti? C'è così tanto, oggi, che attende lo sguardo della nostra attenzione... non ripiegatevi sul passato.  trascorre così... ma forse non per voi...  ad ogni modo, se cercate qualche libro particolare, fidate nel bibliotecario. Sembra sempre perennemente appisolato, ma sa tutto di quel che la biblioteca contiene e vi assicuro che non tutto quel che è visibile è quel che è custodito... ditegli che vi manda Nemesys. Magari vi troverà qualcosa di più interessante delle favolette... 

16:04 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Scrolla appena le spalle} Ricordo solo qualche scorcio del passato, non ricordo di portali od altro. {Scuote appena il capo} So solo di essermi ritrovata nella foresta. Era simile invero a quella di cui mi ricordo. {Porta la mancina a sistemare una ciocca di capelli dietro l'orecchio a punta, le dita che sfiorano i capelli lisci.}Avete ragione sul non farmi tormentare dal passato, sebbene ho sempre l'impressione di aver dimenticato qualcosa di importante. {Fa una breve pausa} E questo un pò mi tortura. {Si lascia sfuggire una leggera risata.} E' un pò anche il futuro a preoccuparmi. Forse dovrei concentrarmi più sull'oggi. {Sembrerebbero più pensieri pronunciati a voce alta che risposte vere e proprie. Si riscuote poi, al consiglio della mezzelfa, annuendo con delicatezza} Nemesys siete voi, suppongo. {Riacquista un briciolo di allegria, tingendo la voce dei toni caldi e morbidi che appartengono alla melodica voce del suo popolo.} Il mio nome è NIMERIA Tasartir, lieta di conoscervi. {Si presenta dunque, chinando il capo}

16:13 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria] NIMERIA, quindi conferma più esplicitamente> sono io, in effetti... è un piacere conoscervi, NIMERIA. Se abitate in città, qualche volta potete affacciarvi qui, alla porta accanto. In accademia abbiamo un bel salotto aperto al pubblico, fatto appositamente per chiunque abbia voglia di filosofeggiare inutilmente per qualche ora  io ho anche il permesso segreto di portarmi qualche libro in accademia... ma shhhh  bene, visto che ho trovato quel che cercavo prima del previsto, mi toccherà anche spedirmi difilata al laboratorio, per mettermi all'opera. Nessuna Arte è solo teorica, in fondo 

16:21 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Annuisce alle parole della mezzelfa, abbassando la mano sinistra per poggiarla nuovamente sulla gonna dell'abito. La destra permane sopra il tomo, come se temesse in una sua fuga improvvisa.} Vi farò una passeggiata per cercarvi, la prossima volta che verrò qui in biblioteca. {Le parole paiono sincere, seguite poi da una breve risata genuina.}In effetti, era molto restio il bibliotecario a prestarmi questo tomo. Non ho voluto insistere, per questo lo sto leggendo qui. {L'osserva poi alzarsi, rimpilando i libri che aveva portato con sè.} State andando, dunque? {Domanda con gentilezza, osservando il libretto nero per un istante, per poi risalire sulla sua figura. Non si accenna ad alzarsi a sua volta} Rimarrò qui ancora un pò. Magari seguirò il vostro consiglio e chiederò nuovamente al bibliotecario. {Annuisce piano, in quelle ultime battute che ormai saranno di commiato}

16:25 MEZZELFA Nemesys Primo alchimista del Conclave [tavolo Nimeria]  sì, il dovere mi chiama. Abbiamo molto lavoro da fare e pochissime persone disposte a farlo. Lo studio non è così attraente per molti, come lo smanacciar spade o pronunciare incantesimi per rendersi la vita più facile.  Dobbiamo ottenere quel che vogliamo così come l'avrebbe ottenuto la Natura stessa, magari in migliaia di anni. Il resto è scorciatoia tipica dei bari da taverna  ottima idea! A presto, NIMERIA, chymìos! 

16:34 ELFA Nimeria FORESTIERA [Tavolo] {Rimane in un silenzio assorto} Si, comprendo. Allora buon proseguimento, Lady Nemesys. Naamarie. {Quell'ultima parola ricade come una leggera nota di una melodia antica, che va a toccare corde nascoste dell'antica lingua elfica. Le sorride di rimando, osservandola giusto qualche istante prima ch'ella si avvii verso il bibliotecario a continuare i propri affari. La tranquillità sembra calare nuovamente nella sala, le parole scemano fino a divenire un ricordo lontano. L'attenzione dell'elfa ritorna al libro, ascoltando per gli ultimi istanti i passi volti ad allontanarsi. Le parole trascritte in quel piccolo tomo sembrano ricatturare l'attenzione dell'eldar, facendola nuovamente immergere in quel stato di quiete apparente, e di distacco dal mondo umano. Come a volersi alienare da quelle mura di pietra che la costringono al chiuso. Ed è come l'ha trovata la mezzelfa, ch'ella ritorna nella sua quiete, solitaria.}