19/09/2021 16:33
(-» Zona Sud - Piazzetta) Nuovamene il sole concede i suoi raggi ed il suo calore alla gente che cammina ancora lungo le strade di Tuly. Tra queste vi é una in particolare che avanza con passo lento ed elgante, ogni movimento studiato approfonditamente, anche se rallentato e in piccola parte ostacolato da una piccola platea di animaletti di stazza piccola e media che gli continuano a tagliare la strada, girandogli attorno. Sulla spalla sinistra, una volpe di dimensioni piú piccole della norma, rimane seduta, composta, con la coda attorno al collo del minstrellese come fosse una sciarpa di morbido pelo rossiccio, con l'estremitá bianca come la pelle candida del volto di Jeor. Non ci ha ancora fatto completamente l'abitudine alla compagnia continua di questi nuovi amici ma dal momento in cui ha messo piede nel parco, ai due cagnolini di piccola taglia che hanno iniziato a seguirlo lungo la strada dalle terme fino ai Giardini di Velluto, uccellini, scoiattolini e qualche altro animaletto si é avvicinato a lui ed ha iniziato a seguirlo. «Oh mon dieu..» Alza lo sguardo ed osserva verso l'alto, sentendo l'ennesimo paio di zampette camminargli sopra la testa, zampette di un uccellino, da quello che puó notare, per la somiglianza alla presione alla quale Tanpopo, il canarino che con molta fatica ha convito a rimanere nella stanza a far compagnia alla mora, l'ha abituato. Giunge nella solita piazzetta, con quella fontata centrale e le quattro panchine alle estremitá diagonali, che ha dipinto giorni prima in compagnia di Faux, andando peró a sedersi sulla panchina nell'angolo a sud ovest. Il vestiario rimane ancora piuttosto semplice, visto che il caldo lo obbliga ad abbandonare le sue vesti piú sfarzose e barocche, favorendo quindi una camicia bianca, in lino leggero che gli copre il torso, o per lo meno qualche parte di esso. L'indumento rimane aperto completamente sul petto in uno scollo a rombo profondo che si va a chiudere soltanto qualche centimetro sopra all'ombelico, lasciando cosí in bella vista i pettorali e gran parte degli addominali tonici e marcati del minstrellese. Lo scollo é inoltre decorato da un lembo di tessuto che ne segna tutto il perimetro creando una singola balza per dare volume ed in qualche modo sottolinearlo. Ai polsi due gemelli chiudono i polsini delle maniche lunghe, da una parte un pennello e dall'altra una nota musicale, entrambi in oro. Il colletto all'italiana é unito da una fascetta di tessuto che chiude quello scollo dalla forma cosí particolare, donando alla camicia una certa rigiditá, assicurandosi che lo scollo permanga nel centro del busto. In vita una cintura nera, semplice, con la fibia in bronzo, segna il punto dove la camicia va ad infilarsi nei pantaloni neri, attillati, immancabili nel suo vestiario. La pelle opaca cinge la muscolatura delle leve inferiori del biondo, andando a fasciarla e sottolineandone la tonicitá, dai glutei, passando per i quadricipiti ed infine arrivando ai polpacci ed alle caviglie. Ai piedi un paio di scarpe eleganti nere, dalla punta arrotondata e dal tacco basso in legno, che ne accompagna con quel tipico [tac] ogni passo. Una volta preso posto, la destra viene allungata in avanti, osservando come qualche uccellino prende coraggio e si posa su di esso, camminando lentamente verso il volto del biondo di qualche passo. La volpe rimane sulla spalla, mentre lo sguardo ambrato del minstrellese si votla verso di lei. «Sembra che continuiamo ad avere un sacco di amici eh?» Sorride mentre la voce lascia le sue labbra trasportate da quel suo accento melodioso e vellutato. «..ma tu non sei gelosa Rouge, vero?» E inchina la testa verso il muso della volpe, che avvicina la propria, coccolandosi. Lungo le gambre una coppia di scoiattoli risale decisa, andando a metterglisi in grembo, entrambi con le zampe anteriori a puntare sull'addome nudo. «Oh, bonjour..» Sorride. «E cosa volete anche voi?» Rimane cosí, in balia di quegli animaletti a spartirsi le sue attenzioni, fortuna sua ha avuto modo di fare esperienza durante gli anni a dare attenzioni a piú richiedenti contemporaneamente.
Rezant
19/09/2021 16:47
(-» Zona Sud - Piazzetta) Dopo tanta pioggia e maltempo Tuly ha finalmente deciso di concedere una tregua grazie al cielo sereno e al sole che continua ancora a splendere nonostante l'avvicinarsi sempre più prossimo della sera. Il festival e i giochi continuano, portando le persone ad agglomerarsi nelle strade e nei luoghi in cui si tengono svariati eventi quindi, di rimando, Rezzant si avvia verso le zone meno affollate seppur presentino comunque qualche passante di professione a tenere viva la zona. Il ragazzo veste con una giacca nera a collo alto che copre una maglia dello stesso colore, sulle gambe un paio di jeans e due scarpe nere a finire il tutto. I capelli sono tenuti legati in una coda mentre sulla schiena è presente la propria [Lancia] chiusa in un drappo bianco, legato da piccoli nastri facili da sciogliere per un'estrazione rapida. A tracolla invece ha con sé una sacca contenente una [Mappa di Fiore] ed una [Lanterna a Lacryma], le mani sono coperte da un paio di guanti neri con anelli d'argento sui pollici. Avanza silenzioso il ragazzo godendosi la tranquillità della natura e il maggior silenzio a causa della minore presenza umana all'interno dei Giardini, in particolare nella piazzetta provvista di fontana e quattro panchine. Lo sguardo pensieroso è diretto al vuoto mentre cammina con le mani in tasca, la coda che dondola assieme alla sacca ad ogni passo. Ripensa a quanto accaduto proprio qualche giorno prima al Piazzale Coal, alla quantità di persone che stava per attaccare inavvertitamente per via dei traumi che si porta dietro dal ritorno dai Monti Hakobe. Ed è in quel suo incedere silenzioso che comincia a notare qualcosa di strano, un'attività insolita di animali intorno a lui. Dapprima è solo un piccolo scoiattolo che gli sfreccia vicino, nulla di strano: poi un altro scoiattolo, poi un paio di uccellini, poi un cagnolino e adesso la cosa inizia a farsi sospettosa. Guardandosi attorno si rende conto di come l'affluenza di animali di ogni specie stia convergendo in una specifica direzione che prende a seguire con sguardo confuso. Inutile dire quanto la stessa confusione aumenti, unendosi ad un'espressione sorpresa, nel capitare nei dintorni di Jeor intento a fare il bello bianconeve con roditori e volpi. «Ma che...» Solo un mormorio stranito il suo mentre le iridi ambrate studiano il figuro con una certa perplessità finendo per passargli davanti in quella passeggiata rientrando così nel suo campo visivo. Se si tratta di un nuovo Souler allora è diverso da tutti quelli incontrati fin'ora!
Jeor
19/09/2021 17:13
(-» Zona Sud - Piazzetta) [Miao] Lo sguardo ambrato del biondo si sposta verso la propria sinistra, mentre un gatto rossiccio piuttosto corpulento si avvicina alla mano che penzola oltre il bracciolo della panchina e vi struscia il capo, ed il fianco. [Miao] Ancora un altro verso compiaciuto mentre la mano va a carezzare quella testa tonda, seguito da un verso profondo, basso inizialmente, che parte con un mormorio e lentametne aumenta in un [Frrr]. «Ohw..» Ed un sorrisetto sghembo nasce sul volto del minstrellese. «..guarda a chi piacciono le carezze sulla testa..» E continua a carezzarla, mentre il gatto si accascia sul lato, e con le zampe tira la mano candida del ragazzo verso la propria pancia. Il sopracciglio sinistro si alza, sorpresto. «Oh la la..» Commenta ampliando il sorriso accativante mentre i denti bianchi ed immacolati si mostrano all'animale. In quel momento altri animaletti sembrano giungere, frenetici e di corsa attirando la sua attenzione verso il lato opposto. «Oh..» La mano sinitra, intanto appoggiata allo schienale della panchina, continua a fungere da appoggio per tutti quegli uccellini, e sulla spalla la volpe si risistema, continuanado a mantenere la coda rossa attorno al collo del biondo, come fosse una costosa sciarpa. La chioma dorata scende lungo le spalle, accanto alla volpe e sopra la coda che gli cinge il collo, coprendogli cosí il tatuaggio di gilda sulla pate destra. Gli occhi ambrati osservano la figura che si sta avvicinando lentamente verso la panchina. Lentamente, le iridi scendono una prima volta su quel fisico snello completamente coperto dalle vesti che ne mostrano solo la silhouette. Inclina il capo verso destra, passando lungo la giacca scura che sovrasta una maglia del medesimo colore. Affila lo sguardo, scendendo oltre, adando a guardare i pantoloni neri e le scarpe che trova simili a quelle che porta lui stesso ai piedi. Sorride alzando il sopracciglio e muovendo il capo impercettibilmente verso il basso in un gesto d'assenso. «Mh.» Mormora mentre le labbra s'increspano in un sorriso vago. Risale, rapido, fino a trovare finalmente il volto dell'altro. Ne osserva i lineamenti delicati e ne cerca immediatamente gli occhi, notando quel lieve colore che li circonda. Deglutisce. «Interessant..» Commenta mentre non lascia la sua posizione, muovendo lo sguardo invece verso la volpe. «Rouge, sembra carino no?» La voce abbastanza alta da farsi sentire dall'altro, nel caso prestasse attenzione al biondo. Gli occhi poi si spostano nuovamente verso lo sconosciuto. «É una condizione nuova questa mon Amis..» Sorride muovendo soltanto lievemente le mani. «É iniziato quando ho toccato una piantina due giorni fa e da allora continuo ad avere questa numerosa compagnia..» Spiega attaccando bottone. «..vuole unirsi?» Chiede affilando lo sguardo. «Mi alzerei ma come vede qualcuno potrebbe avere da ridire..»
Rezant
19/09/2021 17:29
(-» Zona Sud - Piazzetta) Continua la sua avanzata studiando quel nuovo figuro che sembra essere davvero amato dagli animali, una scena che di sicuro non si aspettava di vedere in tutta la sua vita. Le iridi ambrate si spostano sul gatto poco allenato che si fa fare i grattini sul pancino, passando per gli uccellini finendo poi su una...volpe? Ma che diavolo sta succedendo? Se da una parte Reant guarda nell'abisso, dall'altra l'abisso se lo spizza per bene, senza fretta, quasi stesse preparando una melassa. Si accorge solo all'ultimo degli occhi di Jeor che vagano letteralmente sul suo corpo con i suoi che si sgranano dalla sorpresa seguendone la linea, guardandosi quindi i pantaloni per poi risalire sul petto. È una sua impressione? Eventuali dubbi vengono dissipati all'istante dal commento di Jeor che porge una semplice domanda alla volpe non preoccupandosi di tenere la voce bassa, venendo udito dal pangomago. Come prima reazione un lieve rossore si palesa sul volto di Rezant per quella constatazione inaspettata finendo per [Coff Coff] esibirsi in un paio di colpi di tosse per dissimulare la cosa, ritrovando un minimo di contegno. Prima che possa fare domande a riguardo la spiegazione arriva dal biondo stiloso che menziona piante abbastanza conosciute. «Piantine?» Mormora fermandosi davanti a lui rimanendo a qualche metro di distanza «Intendi quelle dell'esperimento?» Non ne conosce altre che potrebbero dare quel risultato. «Sull'annuncio c'era scritto che potevano dare effetti indesiderati ma...non mi aspettavo una cosa del genere. Da allora tutti gli animali come questi ti vengono dietro?» Sicuramente un fenomeno da studiare! Tuttavia mette da parte momentaneamente la sua vena scientifica a riguardo, salutando l'altro con un cenno del capo rispettoso. «Rezant Zeoul, piacere di conoscerti» Mai dimenticarsi le buone maniere e le stesse prevedono di presentarsi come prima cosa. Al suo invito guarda un po' dubbioso la panchina che si sta riempiendo di animali risponendo all'inizio con un leggero scuotersi della testa «Preferisco non disturbare la tua folta compagnia, non so come potrebbero prendere una mia intrusione» L'unico scoiattolo che ha incontrato gli ha fatto "pat pat" sulla scarpa, ma ciò non vuol dire che tutti loro lo adorino. «Ti sei informato sulla durata di questo...ehm...effetto collaterale?» Domanda tra il curioso e il perplesso osservando gli animali per non guardare lui negli occhi, o sul petto, o su qualsiasi altra parte del corpo che tiene visibile senza problemi.
Jeor
19/09/2021 18:00
Zona Sud - Piazzetta) Il gatto continua a fare le fusa sotto le carezze delicate e sapienti mosse dalla mano del biondo. [Frr] Un sottofondo a quei colpi di tosse che l'altro lascia andare mentre gli occhi ambrati dell'artista osservano il rossore che si fa strada sul volto dello sconosciuto. «Oh, ho detto qualcosa che non va mon Amis?» Chiede alzando il sopracciglio e mente l'angolo sinistro della bocca risale lo zigomo, dando un taglio sghembo ad un sorriso velato di malizia. Annuisce poi, affilando lo sguardo. «Oui, piantine...» Deglutisce mentre uno degli scoiattogli in grembo cerca di accoccolarglisi addosso, solo per provocare nell'altro una momentaneo gesto di gelosia, finendo per spingerlo. «Ehi!» Lo sguardo del biondo si fa severo. «..c'est pas elegant!» Lo redarguisce mentre la destra si muove, staccandosi dallo schienale, con vari versi di disappunto degli uccellini che ne avevano fatto il loro personale trespolo. La mano va a carezzare la schiena dello scoiattoloino vittima, mentre l'aggressore si copre la testolina con le zampette. «Oh ti dispiace?» Chiede osservandolo con un sorriso. «C'é posto per entrambi..» Annuisce andando a spigerli uno vicino all'altro, e carezzandogli lievemente. «Perdone-moi..» E lo sguardo risare sull'altro. «..sembra che sia proprio uno di quegli effetti..» Sospira. «..ma non é cosí male, fortunatamente nessun cane di grossa taglia o animali troppo insidiosi si sono avvicinati..» E sorride accattivante. «Sono curioso di sapere se ha effetto anche sulle persone..» Affila lo sguardo e sorride, divertito. «..ti senti attirato a me?» Cade la formalitá, seguendo il discorso dell'altro. E lo dice con un tono volutametne malizioso, sporcando quella sua voce con quel suo accento forestiero, melodico e soave. Ascolta la presentazione dell'altro e la ricambia con un gesto del capo e la destra che si alza sul petto nudo. «Enchanté.» Fa una pausa. «Jeor Ra'Garth.» Un occhiolino. «Oh, sono sicuro che non gli dispiacerebbe molto, del resto li obbligherebbe solo ad arrampicarsi su di me..» Inclina il capo. «..a meno che non voglia farlo tu stesso..» Fa una pausa. «..quello potrebbe essere un problema magari.» E sposta lo sguardo verso la volpe nuovamente. «Vero Rouge?» E l'altra lo guarda, sbadigliando prima e poi avvicinando la testa a quella del biondo, strusciandosi. «Non..» Scuote il capo, mentre la folta chioma bionda oscilla da destra a sinistra. «..non mi interessa molto, é affascinante essere al centro dell'attenzione in questo modo..» Lo sguado cala sugli animaletti. «..rinfrescante, é molto diverso dall'attenzione umana sai?» La destra poi si muove sulla panchina, battendovi due volte. «Vedi, c'é posto, accomodati.» Lo incalza con un'occhiolino.


18:18
Zona Sud - Piazzetta
Un incontro che mai sarebbe dovuto avvenire quello tra Rezant e Jeor, l'uno il completo opposto dell'altro, andando avanti così rischiano di creare una frattura spazio temporale tra malizia ed imbarazzo. « N-No...nulla » Mormora di rimando con un leggero sospiro, colto completamente impreparato a quel complimento fatto con così tanta scioltezza. In silenzio poi assiste al piccolo litigio tra i due scoiattoli studiandone le caratteristiche, la mano destra che esce dalla tasca per porsi sul mento assumendo una posa riflessiva. « Quale potrebbe essere la causa scatenante? » Non resiste di fronte ad una scena del genere, volendo analizzare ogni minimo dettaglio di una particolarità mai vista, peccato che le cause possano essere milioni e non ha di certo le competenze per riuscire a cogliere qualche dettaglio in più. Da quel che dice il ragazzo che si presenta come Jeor Ra'Garth la situazione non pare impensierirlo o infastidirlo troppo mostrandosi alquanto a suo agio nonostante la quantità di animali che si arrampicano o sostano su di lui. « Curioso » Un altro mormorio esce fuori spontaneo « Sembri il tipo di persona che si adatta ad ogni situazione, altri al posto tuo sarebbero usciti fuori di testa » Lui per primo si sarebbe chiuso in casa barricando letteralmente porte e finestre! « Sei stato fortunato sai? Non sembra che qualche padrone abbia con sé animali grandi come dici tu » Afferma guardandosi attorno per qualche secondo finendo poi per irrigidirsi di colpo alla domanda che Jeor pone riguardo un'eventuale attrazione nei suoi confronti. Con le movenze di un automa il mago della terra si gira a scatti verso di lui guardandolo allibito, ma che domande sono?! « N-No...nulla del genere » Balbetta di rimando tornando leggermente ad arrossire distogliendo subito lo sguardo da lui come misura difensiva, non è abituato a comportamenti del genere e si vede. Il problema aumenta infine all'allusione di volersi arrampicare su di lui facendo scappare a Rezant un'occhiata sconvolta, con le palpebre che vengono sbattute un paio di volte. « In... » Ingoia un groppone in gola « In che senso? » Ci arriva fino ad un certo punto a queste cose, prendendo quella frase nel significato letterale. Per di più arriva l'invito a sedersi che lo vede esitare per qualche secondo, c'è sicuramente qualcosa nel biondo che non lo fa sentire proprio a suo agio. Alla fine dei conti però non ha molto da fare ed una chiacchierata non guasta, senza contare che così può studiare di più la cosa. « G-Grazie » Così, facendo attenzione a non prendere per sbaglio alcun animale, si siede di fianco a Jeor rimanendo comunque ad una certa distanza, prendendo la lancia che poggia vicino a sé con cura. « Quindi...ehm...sei di queste parti? » Dal nome e l'accento non lo direbbe, ponendo quella domanda fissando davanti a sé teso come una corda di violino.
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Jeor [Zona Sud - Piazzetta]: Sorride a quell'imbarazzo che l'altro fa trapelare con quel sospiro e quella lieve incertezza nel parlare. Il sopracciglio si alza, mentre negli occhi del biondo il divertimento é palese. Iridi che conitnuano a passare sul volto dell'altro, seguendone linee dei lineamenti delicati del viso dell'altro. Gli scoiattolini iniziano a litigare e Jeor interviene, severo in quel suo momentaneo fare, fino a obbligarli a stare insieme l'uno con l'altro quasi forzatamente. « Causa scatenante? » Alza il sopracciglio sorridendo e fissando gli occhi in quelli altrui. « ..moi? » Inclina il capo verso destra, dicendolo come se fosse naturalmente lui la causa di quel loro litigio. « Ma non ci piace la gelosia, tutti sono liberi e bisogna saperlo accettare.. » E guarda i due scoiattolini, carezzandoli e facendogli l'occhilolino. « Oh, del resto sono abituato ad essere al centro dell'attenzione.. » Fa spallucce, mentre la volpe si riassesta per un attimo osservando il biondo con uno sguardo lievemente seccato. « ..e non mi dispiace sentirmi mani addosso.. » Un occhiolino mentre lo osserva alzare quella mano al mento. « Bei guanti.. » Ma lo sguardo continua a permanere negli occhi ambrati dell'altro. « ..e begli occhi. » Sorride provocante. « E poi se devo ammetterlo, é successo Venerdí sera dopo il rientro in camera sono uscito soltanto stamattina.. » Spiega sorridendo mentre lo sguardo s'assenta un attimo ed un sorriso malizioso si materializza sulle sue labbra di fronte a qualche immagine che non condivide. Un istante solo, prima che lo sguardo torni a mettere a fuoco l'uomo davanti a lui. « ...ho avuto una giornata piacevolmente impegnata. » Deglutisce non aggiungendo altro. « C'est vrai. » Annnuisce una sola volta alla buona fortuna. « Oh davvero? » Le ciglia sfarfallano qualche volta, lentametne, mentre le sopracciglia si inclinano lievemente, mostrnado un'espressione teatralmente delusa per un'istante. Gli angoli della bocca scendono verso il mento in un broncio pronunciato, cercando gli occhi dell'altro. Nella voce un tono divertito che cozza con quella sua espressione facciale. Un'istante dopo il sorriso riaffiora sulle labbra. « Un vero peccato.. » Scuote il capo, continuando ad osservarlo mentre quello distoglie lo sguardo visibilmente in imbarazzo solo per poi ritrovarsi quegli occhi dei quali condivide il colore guardarlo sconvolto. La lingua esce dalle labbra e vi passeggia lentamente, in un gesto studiato, e vagamente senuale, umettandole. « Vieni qui e te lo faccio vedere.. » Affila lo sguardo, mentre parla con quel suo tono mellifluo e civettuolo. « ..ma penso che sai esattamente a cosa mi riferisco. » Un occhiolino. Segue con lo sguardo il corpo dell'altro che si avvicina alla panchina, adnadno a prendere posto accanto a se. Il biondo punta le sue iridi sul volto dell'altro, scrutandolo ora da vicino. « Mmh, Rouge, é proprio carino.. » Deglutisce mentre la destra si alza e l'indice si appoggia al labbro inferiore con un sorriso. « Oh e cos'é quello mon Amis?.. » Lo sguardo poi si sposta sull'arma, prima di posarsi nuvoametne sul ragazzo con uno sguardo malizioso e allusorio. « ...sembra molto interessante... » Affila lo sguardo cercandone gli occhi. La destra si alza ora e lentamente si muove verso il volto dell'altro, cercando di carezzarne la guancia sinistra, passando il pollice delicatamene sull'osso dello zigomo. Si ferma a mezz'aria. « Ti spiace? » Chiede osservandolo negli occhi. « ...mi piace il tuo trucco.. » Commenta andano a posare la mano sul quel viso, se l'altro non lo fermasse. Un tocco delicato, accompagnato dal profumo di Rose e Agrumi che avvolge il biondo, emanato dai polsi e dai suoi capelli. « Di queste parti? » Alza il sopracciglio. « Non, sono originario di Minstrel, Griffon.. » Spiega. « Sono qui soltanto per il festival, ho partecipato al Seraton.. » Prosegue. « tu? » Chiede.
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Rezant [Zona Sud - Piazzetta]: Tenendo costantemente gli occhi distolti dal viso di Jeor non si accorge delle continue occhiate che riceve da lui, la maggior parte di natura non proprio pudicissima. Le sue parole vengono interpretate male dal biondo, ragion per cui torna a guardarlo con un piccolo sforzo di volontà scuotendo di nuovo la testa « No intendevo la causa scatenante di questo effetto che porti con te, il motivo per cui gli animali continuano a venirti dietro » Una spiegazione data con tranquillità che dura anche poco visto che Jeor rende abbastanza chiaro come preferirebbe sentirsi delle mani addosso. « Ah... » Stavolta c'è arrivato. E di nuovo un grosso rossore gli si dipinge in volto, guardando l'altro come se fosse una specie di alieno. « B-Beh se ti piace...ecco...buon per te » Mormora in evidente difficoltà sempre più a disagio, tanto che anche i complimenti sui guanti e sugli occhi lo portano a imbarazzarsi ancor di più senza una ragione vera e propria. « G-Grazie » Ma con chi cavolo sta parlando?! Successivamente quello che viene detto per il pangomago risulta venir comunicato ad una lingua che non gli appartiene, in una serie di espressioni e sguardi che escono spontanei tutti in sequenza: la delusione di Jeor per non sa nemmeno cosa, e non ci tiene proprio a saperlo, proseguendo con un'altra allusione che lo lascia nuovamente allibito. « Farmi vedere cosa? » Questa volta lo dice un po' preoccupato, non riuscendo davvero ad intendere quello che dice. « Ti assicuro che non è così » Non ci arriva, è inutile. Per smorzare la tensione e non risultare offensivo il ragazzo si accomoda alla panchina sistemando il drappo bianco che copre l'arma, deglutendo sonoramente quando mette le chiappe sulla panchina. È teso, nervoso e non riesce a guardarlo in faccia per diversi fattori. « U-Una lancia » Mormora senza sapere bene cosa dire o fare, trovandosi davanti ad un vero e proprio predatore che di sicuro non si preoccupa di nascondere quel suo lato. Questo è anche peggio di Kamitora! Inutile dire che a quei continui complimenti non ha nemmeno più la forza di rispondere, trasalendo quando la mano di Jeor riesce a raggiungere la sua guancia trovandolo impreparato. « Eh? » Un mugugno confuso mentre si volta verso l'altro nel sentire la sua mano che lo accarezza, fissandolo quasi imbambolato. Per un secondo il cervello va in panne, ritrovandosi a guardarlo negli occhi, rendendosi conto solo ora di un fatto che fino a quel momento non aveva considerato: è davvero bello anche lui. Un viso perfetto, un corpo sicuramente da invidiare unito al petto scoperto del Pegasus, una serie di dettagli che riesce a colpirlo come una palla da bowling lasciandolo in stasi per qualche istante, tutto il tempo che Jeor impiega per fargli i complimenti. Ma quando finalmente si rende conto del contatto, aiutato anche dai profumi che penetrano nelle narici, gli occhi di Rezant si spalancano all'inverosimile. Improvvisamente un colore rosso acceso gli riempie la faccia e un'espressione sconvolta si stampa sul volto. « N-N-N- » Con uno scatto felino il ragazzo si alza velocemente dalla panchina recuperando la lancia che tiene stretta a sé, quasi fosse sotto attacco. « NON SO CHE IDEA TI SEI FATTO » Esclama ad alta voce a causa del nervosismo, prendendo qualche respiro per calmarsi e organizzare le idee. Lentamente ripone il drappo sulla schiena tenendosi il petto, il cuore che batte all'impazzata. « Ma! Non sono una persona a cui piace il contatto fisico quindi ti prego di evitare! » Agitato, imbarazzato prova a ridarsi un contegno « Oltre al fatto che non è buona educazione e non ti conosco nemmeno » Troppe emozioni tutte insieme mentre torna a distanziarsi da lui rimanendo in piedi.
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Jeor [Zona Sud - Piazzetta]: « Oh, j'ai compris.. » Commenta, annuendo una volta. « ..non saprei proprio, il frutto della piantina invece che aprirsi e lasciar cadere cose, come ho visto in un'altra occasione, si é aperto ed é svanito.. » Spiega visto l'interesse dell'altro, mentre a sua volta lo studia con quel suo sguardo ambrato. « ..ma non so nulla la riguardo.. » Ammette osservandolo, mentre la consapevolezza si fa largo negli occhi del ragazzo, assieme ad un rossore prorompente che ne si spande come olio sull'acqua. « A chi non piace? » Chiede retorico, con un sorriso accattivante. Osserva come l'altro é sempre piú in imbarazzao, notando le sue espressioni facciali e osservnado i gesti del suo corpo alla ricerca di movimenti che tradiscano parole che non lasciano le labbra dell'altro. Gli occhi passano sull'altro con lo studio che un pittore ha per il soggetto del proprio quadro. « C'est vrai, semplicemente é la veritá.. » Annuisce facendogli un occhiolino. Alza il sopracciglio sinsitro. « Oh, davvero? » Nuovamente ripete quella domanda, questa volta peró senza alcuna pantomima, quasi invece sorpreso e divertito al contempo. « ..quindi mi vuoi dire che un bel ragazzo come te non sa a cosa potrei riferirmi col chiederti di arrampicarti su di me? » Scuote il capo facendo oscillare i capelli, mentre la vopetta starnutisce, probabilmente per colpa di una delle ciocche che vanno a stuzzicarle il naso. « Á tes souhaits Rouge, ca va tout bien? » Si distrae per un'istante, osservnado il piccolo animaletto accoccolato sulla spalla sinsitra. « Dicevo.. » Riporta lo sguardo poco dopo sull'altro. « ...ah giá, beh, é un vero peccato in caso, e sarebbe il caso di rimediare.. » Un occhiolino accompagnato da un sorrisetto malizioso. Lo osserva mentre prende posto sulla panchina, teso, nervoso. « Oh rilassati mon Amis, non ti mordo.. » Alza il sopracciglio. « ..a meno che tu non voglia. » Un altro occhiolino. « Oh..mi piacciono le lance.. » Ripete con un sorrisetto malizioso, senza peró commentare altro. La mano destra si alza ed incontra quel volto dalla pelle liscia e delicata al tatto, quanto delicato e liscio é il tocco del minstrellese. Il rossore sul volto dell'altro arriva come uno tsunami questa volta, e colora la pelle dell'altro in pocchissimo tempo, tanto da aggiugnere calore sotto il tocco del biondo. « Oh.. » Sorride divertito e fa per aprire bocca quando l'altro si volta verso il proprio viso, incrociando quel proprio sguardo penetrante, quando poi quello scatta in piedi. « ! » Il biondo rimane momentanemente sorpreso, seguendo quel movimento repentino e rimanendo con la mano a mezz'aria. « Idea? » Chiede sorridendo diverito e scuotendo il capo. « Nessuna idea mon Amis cosí imbarazzato.. » Lo sguardo non cala, cerca invece quello altrui. « Oh, non volevo farti andare via garcon.. » E lo guarda, da capo a iedi nuovamente. « Ti chiedo scusa se ti ho messo a disagio, é che quando vedo qualcosa di bello voglio toccarlo e sentirlo.. » E la voce si fa un sibilo civettuolo, nuovamente. « ..se ti ha dato fastidio mi dispiace, perdonne-moi.. » Ed il capo si abbassa una volta, mentre il sorriso smagliante non abbandona il suo viso. « Solitamente le persone non sono cosí dispiaciute.. » Inclina il capo verso destra. « ..non ho mica cercato di baciarti.. » Fa una pausa. « ..ancora. » Un occhiolino. La mancina si muove alla ricerca del gatto e non trovandolo aggrotta la fronte. « Oh dove sei andato? » Gli occhi lo cercano e vedono la coda avanzare da sotto la panchina, dove gode di un pó di ombra e lo sente poggiare sui propri polpacci. « Oh.. » Sorride, mentre lo sguardo viene catturato da un'altra piantina non lontana, raggiungibile dalla mano che viene tesa. « Ma guarda un pó che cosa abbiamo qui.. » Rivolto verso l'altro. « Sembra che ce ne siano altre qui dietro se vuoi.. » Si volta velocemetne verso di lui sorridendogli, priam di andare ad allungare la mano fino alla piantina
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Rezant [Zona Sud - Piazzetta]: Il discorso sulla particolarità di quell'effetto e ciò che lo scatena passa decisamente in secondo piano di fronte a tutto ciò che accade in seguito. La serie di frasi allussive e contatti da parte di Jeor prosegue, così come l'imbarazzo e il distanziarsi di Rezant fin troppo pudico e timido per questo genere di cose. Deve ammettere che il Pegaus è davvero un uomo bello, accattivante, ma fin troppo estroverso e diretto per lui. « A molte persone non piace » Risposta sincera la sua, non per offenderlo o farlo desistere, anche se teoricamente dovrebbe iniziare a farlo! Il biondo con enorme pazienza continua a spiegare il vero significato di arrampicarsi su qualcuno trovando l'espressione del mago della terra confusa e interrogativa, iniziando a rifletterci sopra. [Blush] Finalmente ricollega tutto quel discorso e coglie il vero significato della frase finendo per arrossire di nuovo « J-Jeor!! » Lo chiama con tono di rimprovero e gli occhi di nuovo spalancati, ormai non torneranno più normali se continua così. « Ma ti pare! » Scandalizzato costantemente in questo incontro nuovo e inaspettato, il sacro che si "scontra" con il profano. Velocemente si alza dalla panchina arretrando, mettendo la distanza giusta per evitare qualsivoglia contatto fisico con il biondo così da ritrovare un po' di equilibrio interiore. Non riesce più ad analizzare niente o mettere due pensieri in fila a causa del fare del suo interlocutore, senza smettere di arrossire tra tutte quelle allusioni in mezzo a morsi e teorici baci non ancora dati. « Che?! » Quella parte soprattutto lo scandalizza ulteriormente mentre tira un enorme sospiro. « Ascolta Jeor, sei un bel ragazzo anche tu ma... » E arriva sempre il ma « Non sono interessato a te, davvero » E anche se chiede scusa e mette in chiaro che non aveva intenzione di farlo scappare il sorriso sul suo volto che non accenna a diminuire comunica proprio il contrario. « Inoltre tutte queste tue frasi e...c-cose di dire » Cose di dire? « Mi mettono terribilmente a disagio! » Sta per rischiare un infarto da quando si è seduto sulla panchina e l'atteggiamento di Jeor non lo fa calmare. Il cuore batte ancora più velocemente, il rossore ormai si è impradonito del suo volto e un leggero fumo gli esce dalle orecchie. È così agitato che non si accorge nemmeno della piantina uscita fuori magari per dargli un attimo di tregua, mentre si tiene il petto per cercare di calmarsi. « C-Comunque io...sono di Era » Magari riesce a cambiare discorso e a migliorare le cose per adesso!
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Jeor [Zona Sud - Piazzetta]: « Oh, mon amis, fidati, il giusto tocco piace a tutti.. » Ed il tono di voce é lascivo e civettuolo, melenso a tratti, mentre proferisce quelle parole sulle ali di quell'accento melodioso proprio degli abitanti di minstrel. « ..e pensi il contrario é perché forse non hai ancora trovato quello che ti fa stare bene.. » Sorride poi tagliente. « ..e l'unica soluzione é sperimentare, oppure rischi di vivere una vita a metá, non conocendo appieno i sapori e le delizie, lasciando misteri irrisolti soltanto perché non sai nemmeno l'esistenza di questi.. » Scuote il capo. « ..e questo sarebbe un vero peccato. » Annuisce, mentre la destra scosta una ciocca di capelli, lasciando intravedere una parte della testa di pegaso color bronzo che decora il suo collo, emblematico della sua appartenenza ad una cerchia di maghi devoti alla bellezza ed alla perfezione. « Il corpo umano é un'opera d'arte in se, ed alcuni sono doati di una bellezza che va esaltata, va vissuta, e l'unico modo per farlo é accettare quello che siamo, umani, carne e ossa oltre che sentimenti ed emozioni, e come una statua ed un quadro vanno guardati e la musica ascoltata, allo stesso modo il corpo va toccato e vissuto.. » Sorride malizioso mentre un certo entusiasmo cala nella sua voce ed una passione brucia nelle iridi ambrate. « ..come uno strumento, é un peccato lasciarlo in disparte o, peggio, usarlo come soprammobile.. » La lingua schiocca sul palato, mentre cerca lo sguardo dell'altro. « ..mi capisci Rezant? » Penetranti sfere ambrate rivolte verso di lui, cariche di quel suo vivere travolgente. Sorride poi quando l'altro coglie quella sua spiegazione scuotendo il capo. « Oh, non posso credere che una bellezza come te non abbia ricevuto avance prima d'oggi.. » Scuote il capo. « ..sarebbe un sacrilegio.. » Inclina il capo. « ..e poi sto solo dicendo la veritá, niente di piú. » Fa spallucce solo con la spalla libera, per non disturbare la volpina. Lo osserva scattare in piedi e sorride divertito dopo quell'attimo inziale di sorpresa per tanta rettivitá. « Oh, quindi non sono il tuo tipo? » Inclina il capo. « ...peccato, sarebbe stato divertente.. » Scuote il capo, sorridendogli. « ..mon Amis, puoi davvero calmarti, non ti salteró addosso.. » Ridacchia. « ..come vedi sono giá molto impegnato a gestire questi ammiratori, per oggi ti salvi, ma hai una bellezza interessante.. » Affila lo sguardo. « ...penso che.. » Sospira passando ora lo sguardo sui suoi lineamenti del volto, rimanendo in silenzio, osservandolo senza malizia ma con pura perizia e studio. « ..oui.. » Annuisce. « ..penso che saresti un soggetto molto interessante per una statua. » Sorride. « Mi farebbe piacere se accettasi un giorno di farmi da modello. » Sorride. « Se proprio non posso convincerti altrimenti, andrá bene anche vestito... » Un occhiolino. Sospira poi. « Comunque non v'é nulla da essere a disagio, ma capisco, se ti metto a disagio smetteró.. » Sorride poi osservandolo con fare piú dolce. « ..mi ricordi molto qualcuno.. » Deglutisce. « ..anche lei é un pó come te, s'imbarazza facilmente e diventa subito rossa. » E nella voce un tono piú tenero, svanisce quasi totalmetne quelal malizia e quell'essere provocante, in favore di semplice dolcezza. Si volta e si dedica alla piantina, recuperando quel frutto. « Ehm..non so cosa sia questo.. » Lo mostra all'altro alzandolo a mezz'aria tra loro. « ..ma lo terró, sembra carino, magari Helle saprá che farci.. » Quasi sovrapensiero sbuca quel nome dalle sue labbra. Alza il sopracciglio. « Era? » Inclina il capo. « Quindi sei natio di qui, o quasi.. » Annuisce. « ..anche tu qui per il festival? » Indaga mentre quanto ritrovato viene riposto in tasca, spostando lievemente uno degli scoiattoli, oramai addormentati in grembo.
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Rezant [Zona Sud - Piazzetta]: "Il giusto tocco piace a tutti", una sacrosanta verità per come lo dice Jeor, peccato che non sia lo stesso per lui. Imbarazzo e timidezza sono il suo cavallo di battaglia, l'ansia il suo requisito d'esistenza e la distanza sociale la più grande difesa! A conti fatti si può dire che sia la nemesi delle persone come il biondo che intanto prende la parola, portando avanti un lungo e sempre più imbarazzante discorso. « I-Io... » non sa assolutamente cosa dire dopo quello sproloquio sui piaceri del corpo e i misteri da svelare, osannando una parte della vita che al pangomago è totalmente oscura. « Io non mi ci trovo in queste cose » Sospira di risposta sistemandosi i capelli, senza sapere bene cosa fare o dire. « La sessualità » Almeno è riuscito a pronunciare quella parola senza mordersi la lingua « Non è un aspetto essenziale della vita, ma una cornice che l'uomo stesso ha deciso di ritagliare » Ora è lui a dire quello che pensa, tra cui le motivazioni per cui se ne tiene alla larga. « Io non penso mai a cose del genere Jeor, non sento il bisogno di...t-toccare o...f-farmi » Gli prende il fiatone nel dirlo lasciando la frase sospesa a metà, arrossendo leggermente di più ai limiti dell'impossibile « ...toccare » Riesce comunque a terminare la frase seppur con grande difficoltà. « Nonostante quello che dici le persone vedono questo lato dell'esistenza come necessario, abituandosi alla sua presenza e portandolo avanti. Per me non è così. Io vivo tranquillamente anche senza questi bisogni o...ecco...senza dover scoprire misteri o suonare persone o...quello che hai detto tu insomma » Ha usato così tanti termini a lui avversi che non riesce nemmeno a ricollegare il discorso del Pegasus. « Ho avuto solo un'esperienza del genere che nemmeno ricordo e ho capito che non mi piace toccare, baciare o vedere qualcuno senza vestiti. Mi mette a disagio, è una sensazione estranea e per questo non mi piace. Ecco tutto » Insomma non è che abbia qualcosa contro di lui, vuole solo fargli capire il suo pensiero. Quando però afferma di non riuscire a credere che qualcuno non abbia mai fatto delle avances al pangomago, alcuni soggetti riafforano nella mente come lampi: il bacio di Kamitora, le frasi di Ailish, il bacio sulla guancia di Helle...quelle valgono come avances? E nel dubbio generatosi anche dal fatto che cose del genere non se l'è mai davvero chieste viene colto impreparato alla proposta dell'altor di fare da modello. Jeor può vedere come la bocca di Rezant si spalanchi di colpo, rischiando di slogarsi, mentre tutto inizia a girare. « M-M-M-Modello?! » Barcolla per qualche secondo quasi uno sgabello gli fosse arrivato in testa, scuotendo poi energicamente la testa per riprendersi accorgendosi solo in quel momento di aver trattenuto per tutto il tempo il fiato. « I-Io... » E come gesto del tutto involontario e non voluto, il mago arrossisce ancora di più e distoglie lo sguardo indirizzandolo a terra. « Non...prenderti gioco di me » Mormora quelle parole a bassa voce, lo sguardo timido e che subito si addolcisce, imbarazzato, rendendolo solo più tenero agli occhi di chi l'ha di fronte, un piccolo cerbiatto dalle iridi ambrate che non riesce a comunicare l'apprezzamento per un compimento del genere. Non accetta né rifiuta comunque, non saprebbe proprio che fare! Fortunatamente diversi fattori lo aiutano a distrarsi, tra cui una piantina che Jeor aveva già adocchiato, ed un'altra non troppo lontana. « Mh? Ci sono ancora? » Per un attimo l'animo da ricercatore surclassa l'imbarazzo, portandolo a raggiungere la piantina da cui coglie alcune [Momolia] osservandole rapito « Interessante » Ma altro poi lo spinge a raggiungere di nuovo Jeor. « Sì, diciamo che sono qui per questo » Il resto non ha voglia di dirlo, calcolando che si trova lì soprattutto per scappare dai demoni che ancora gli riempiono la mente. Ricordi e fatti che lo perseguitano e che Jeor, nonostante lo stia uccidendo d'imbarazzo, aiuta a tenere lontani. « Eh? » Un nome che attira la sua attenzione « Conosci Helle? » Più di quanto il pangomago si immagini!
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Jeor [Zona Sud - Piazzetta]: Finito il proprio discorso ascolta il dire dell'altro senza interromperlo, come quello a fatto a sua volta. Il sorriso permane sul suo viso, ma perde ogni tocco di malizia o provocazione, rimanendo quell'addobbo che decora perenneremente il viso dell'artista minstrellese. Aggrotta la fronte, rimanendo in silenzio, ed affilando lo sguardo. « Oh.. » Inclina il capo, ora assumento un'epressione piú docile. « ...mi spiace sentirtelo dire. » Deglutisce osservandolo negli occhi. « Ma purtroppo un'esperienza spiacevole non condona la scelta di non voler piú vivere una parte di sé, o almeno io la penso cosí.. » La voce é seria. « ...é un pó come essersi fatti male a fare una qualsiasi cosa e smettere di farla. » Scuote il capo. « Hai una lancia con te, quindi immagino combatti.. » Fa una pausa. « ..smetteresti di combattere se ti facessi male? » Chiede incuriosito. « Ma comunque, Rezant, ti ringrazio di aver condiviso con me questa tua cosa.. » Deglutisce. « ..sembra che sia importante per te.. » E sorride. « ..ma al contempo se mi permetterai, vorrei farti vedere che ti sbagli. » Un occhiolino, prima di lasciare che l'altro spalanchi la bocca a quel modo che fa sorridere nuovamente divertito il biondo. « Cosa? » Chiede spavaldo con quel sorriso che diventa smargiasso a tutti gli effetti. « Pensi che io scherzi su queste cose? » Inclina il capo di lato, alzando il sopracciglio ed affilando gli occhi facendo una pausa mente punta le iridi ambrate in quelle dell'altro, esattamente speculari. « Non scherzo mai sull'arte. » Scuote il capo. « ..e non mento mai, quindi la proposta é seria e valida, penso che tu saresti un soggetto perfetto per una statua, quindi se mi concederai sará un onore scolpire quei bellissimi lineamenti nella roccia.. » Sorride lanciandogli un altro occhiolino mentre lo vede arrossire nuovamente quasi completamente. « Rouge, monsieur Rezant sembra voler fare a gara con te per vedere chi é piú rosso.. » E la destra va a carezzare la coda della volpe attorno al collo, mentre l'animaletto riapre gli occhietti e muove appena il muso facendo un lieve versetto d'approvazione. « Oh sono piú frutti del tipo che ho trovato io.. » Inclina il capo osservandoli andando poi a guardare l'altro. « Oh oui.. » Sorride nuovamente dolcemente a quella domanda. « ..la conosco, siamo compagni di Gilda e... » Fa una pausa scostando lo sguardo, abbassandolo quasi pensieroso. « ...un'amica molto speciale... » Completa quella frase con un sorriso sul volto che l'altro ancora non avrá visto quel giorno, lontano dallo smagiarsso e molto piú dolce. « ..penso che una volta mi abbia parlato di te.. » In effetti quel nome ora gli suona. « ..vi siete conosciuti qui a Tuly vero? » Chiede, andando a smuoversi leggermenete sul posto, risistemandosi e smuvoendo un pó tutta la platea di animali che gli sosta attorno. Nota ora come alcuni di loro inizi ad allontanarsi, come gli scoiattoli che svegliati da quel movimento lo osservano per un breve momento e scendono dal suo grembo, correndo verso un albero vicino, ed alcuni uccellini che iniziano ad andarsene. « Oh..sembra che abbiano iniziato a stufarsi di me.. » Commenta. « ..spero non sia anche il tuo caso.. » Un occhiolino.
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Rezant [Zona Sud - Piazzetta]: I due vivono un'esistenza parallela, con modi di fare e di porsi veramente opposti; l'unica cosa che li accomuna è il colore degli occhi un po' più vivo in quelli di Jeor. « Non è solo quell'esperienza Jeor, è una scoperta di vita vera e propria. Realizzare un aspetto di sé » Continua a spiegare ancora più a disagio guardando poi la propria arma con la coda dell'occhio « No, non smetterei di combattere » Anche perché verrebbe lanciato fuori da Sabertooth a calci in culo ma quello è un altro discorso. « Ehm...non c'è di che. G-Grazie a te per aver condiviso la tua » Che l'ha tipo traumatizzato ma dettagli! « I-Io...ci penserò » Riguardo la sua proposta di fargli scoprire altro, con diversi pensierio che turbinano nella mente del pangomago ormai in totale tilt, troppe emozioni insieme. Inutile dire che quasi rischia un altro infarto quando scopre che in realtà il biondo dice sul serio riguardo il fare da modello, nascondendo a mala pena un moto di orgoglio nel pensare di essere raffigurato nella roccia, simbolo di Era. « Io...ci penserò! » Non riesce a dire altro fin troppo imbarazzato ancor di più poi dalla battuta sul rossore della volpe « E dai! » Ormai non ci capisce più nulla. Osserva comunque i materiali raccolti che tiene con sé, tornando successivamente su Jeor « Spero non ti abbia detto nulla di brutto » Stavolta è lui che prova a metterla sul ridere senza comprendere per nulla il riferimento del Pegasus verso Helle. « Un'amica molto speciale? Intendi una sorta di amica del cuore? » Puro e ingenuo fino alla morte! « Ci siamo conosciuti la prima volta ad Era, solo recentemente l'ho rivista qui » Spiega osservando poi gli animali che vanno via assieme al cielo che diventa sempre più oscuro. « Sono contento che non avrei più problemi d'animali. Credo che andrò anche io a questo punto, si sta facendo tardi. Ci vediamo Jeor » Lo saluta voltandosi, prendendo a camminare, per poi fermarsi dopo qualche passo guardandolo. « E vacci piano con le battute per favore » Pigola infine un po' disperato sparendo ben presto all'orizzonte. ||
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Jeor [Zona Sud - Piazzetta]: Annuisce lentamente due volte, lasciandolo parlare per poi sorridere alla fine. Lo osserva durante quel discorso, ne cerca gli occhi e ne scandaglia il viso. « Alors, come non smetteresti di combattere non smettere di vivere.. » Sorride ora piú serio. « ..questo va oltre il fatto che io ti trovi carino o meno, o che io voglia fare cose con te o meno. » Diretto e sfrontato come sempre. « Ma é per te stesso, ragionaci.. » Lo invita, con un tono di voce delicato e soave, andando ad annuire a quella sua ultima promessa di pensarci. « C'est bien.. » Annuisce. « ...ma dovrai venire a Lilium, perché tra non molto torneremo lá. » E parla al plurale senza nemmeno rendersene conto quasi fosse la cosa piú naturale del mondo. Che poi si riferisca a lui ed alla volpe o a lui e qualcun altro stará all'altro immaginarselo. E quando l'altro protesta ai concede una risata sentita, un riso leggiadro e leggero a boca aperta mentre la destra si alza alla bocca a coprirla col dorso, rivolgendo il palmo al pangomago. Affila lo sguardo. « Oh solo cose terribili.. » E ridacchia nuovamente scuotendo il capo poco dopo. « ..rien de mal, non ti preoccupare. » Con un tono piú bonario. Alza il sopracciglio. « Amica del cuore? » Fa una pausa dopo quella domanda che per un'istate gli fa tornare in mente i discorsi di Auriele e Kainé che hanno segnato un momento particolare per il biondo, sia per tempistica che introspezione. « ..si potrebbe dire di sí, ma non solo del cuore.. » Ed un occhiolino verso l'altro, che peró comunque pensa a questo punto non coglierá l'allusione. « Oh capisco.. » Annuisce, andando poi a guardare gli animaletti andarsene pian piano, unmo ad uno. Lo sguardo va sulla volpina. « Rouge, tu non mi lasci vero? » E la destra sale alla spalla sinistra, lá dove é accoccolata, e le carezza la testina, trovando l'altra che cerca la sua mano. Per un secondo sente il bisogno di carezzare qualcun altro, che non molto tempo prima ha cercato quelle sue carezze allo stesso modo. « Oh.. » Volge lo sguardo vero il mago della terra. « ..c'est bien.. » E si alza, ora libero dai vari animali che l'hanno assalito fino a quel momento. Lo sguardo si posa sull'altro mentre si volta, guardandogli palesemente il sedere mentre se ne va fino al momento nel quale l'altro si gira, e potrá notare che lo sguardo si alza, lentamente verso il volto. « Oh, le mie non sono battute mon Amis.. » Sorride, continuando ad osservarlo mentre se ne va. « ..mi spiace vederti andare via, ma é un piacere guardarti mentre lo fai. » E si concede una frase detta in precedenza, a voce alta, mentre l'altro potrebbe anche sentirlo, prima di voltarsi a sua volta e dirigersi verso le terme, dove ha intenzione di regalare quelle carezze che ha sentito il bisogno di dare poco prima.