Kokawa

20:31

La Tegola Logora -» Sottotetto - Divani

Il sole è calato sul continente di Fiore e nella cittadina di Tuly una leggera pioggia scandisce lo scorrere del tempo. In questo scenario, dove la pioggia rende il quadro forse un pizzico malinconico, un omone di quasi due metri, per l'esattezza gli mancano solo dieci centimetri per raggiungere tale altezza, dal crine rosso e dai le iridi verdi, si aggira tranquillamente e con fare lento, coperto da un enorme ombrello nero, per le strade della cittadina fino a ritrovarsi di fronte ad un edificio dai colori e dalla struttura che ne richiamano la curiosità. Un enorme casolare dai muri gialli, in contrasto con delle travi di legno massiccio, e dalla struttura sicuramente più moderna rispetto al resto degli edifici vicini, gli si para davanti. L'ombrello si sposta leggermente per permettere alle iridi verdi di leggere l'insegna del locale « La tegola logora », il lieve [Plin] suono della pioggia viene sovrastato da un vocione profondo e caldo, un tono di voce che pare venire dall'altro di una caverna posta al centro del mondo, si leva dalle labbra appena mosse dal nostro omone, mentre un lieve sorriso gli compare sulla mascella squadrata mettendo un pò in mostra quei canini sporgenti. Entra nella locanda il nostro colosso chiudendo l'ombrello e palesando la sua figura. Un paio di occhiali da lettura sono posti sul naso del rosso ed il corpo, muscoloso sulla parte alta che quasi cozza con le leve inferiori leggermente più piccole, è fasciato in un completo elegante dai toni del nero opaco. Un tre pezzi semplice, con camicia di seta bianca e panciotto a doppio petto nero damascato tono su tono, mentre ai piedi delle scarpette di vernice nera. Sotto il braccio una copia del giornale più noto nel continente, il Sorcerer. Appena entrato l'atmosfera calda e piacevole, probabilmente data e voluta dalle lanterne particolari lo fa sorridere portandolo a sussurrare lieve, per quanto il suo vocione posa rendersi tale « Bellissima locanda » un piccolo apprezzamento. Sorride gentile al locandiere posto dietro il bancone, che accoglie ogni visitatore che entra nel loco facendo sfoggio di bellissimi barili di liquori e di mille stupende bottiglie di alcolici vari. Compie i primi passi all'interno del locale andando, direttamente, dal barista per « Buonasera, buon uomo » il tono tranquillo « Potrei avere un boccale di birra rossa per cortesia » annuendo all'uomo qualora volesse chiedergli dove gradisca sedere. Una volta fatta l'ordinazione si reca, con passo svelto, nella zona del sottotetto li dove, appena entrato, ha notato dei divanetti, anche se un po' logori, che sembrano molto comodi. Seduto su uno di essi posa il giornale sul tavolino posto davanti a lui, si accomoda meglio sulla seduta, accavallando elegantemente le leve inferiori, la destra sulla gemella, levandosi poi la giacca e rilassandosi in attesa dell'ordinazione, andando a leggere il giornale.

Poseidon

20:41

La Tegola Logora

La giornata prosegue per l'appena maggiorenne della famiglia Hydra, il quale si aggira da solo per le strade di Tuly, sfoggiando l'elegante vestito bianco con rifiniture ed accessori in oro. L'elegante giacca bianca è abbottonata sfoggiando quei lucenti bottoni oro e lasciando intravedere un immacolata camicia al di sotto. « Tsk » schiocca la lingua infastidito dal ricordo del comportamento dimostrato dal fratello in precedenza il quale si è abbassato sempre di più agli occhi del minore. Nel mentre passeggia per le strade intenzionato a tornare nella locanda visitata il giorno prima, utilizza la sua altezza di 210 centimetri per evitare il diretto contatto dei propri occhi con coloro che incrocia durante il proprio cammino. Difatti lo sguardo gelido del giovane è rivolto verso il vuoto, nel mentre le mani spostano di tanto in tanto, spostando la chioma biondo platino da davanti le azzurre iridi. « ... » rimane in silenzio nel mentre si appresta ad avvicinarsi a quel locale spostando per qualche attimo lo sguardo al cielo, finendo per farsi colpire i delicati lineamenti del volto dalla pioggia. Utilizzando quindi le avverse condizioni meteo per raffreddare i bollenti spiriti scaldati dalle insinuazioni di Sefirot. « Ufff » inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, il giovane compie uno sbuffo liberatorio prima di entrare in quella che lui consideri una bettola, fermandosi a pochi passi dall'uscio intento a scrutare i propri dintorni. « Che razza di marciume è questa città » sentenzia scuotendo il capo infastidito e sconsolato, pensando a quanto fosse differente la casa di famiglia gestita dal padre. Passandosi un ultima volta la mandritta sulla chioma cercando di scuoterne via l'acqua rimastovi sopra, si avvicina al bancone notando un individuo alquanto particolare e strano che subito attira l'attenzione del ragazzo. Senza ovviamente incrociare lo sguardo con questo ed osservandolo dall'alto in basso con aria di superiorità, non trattiene il proprio commento « Questo posto è sicuramente strano, pieno di primati malformati e feccia ovunque posi lo sguardo » sentenzia senza degnarsi di tenere basso il tono della voce, segno che quanto detto dal fratello non sia stato minimamente ascoltato o ignorato.

Kokawa

21:16

La Tegola Logora - Sottotetto - Divani

Seduto composto, il nostro Kokawa, si accinge a [Frush] girare con tranquillità le pagine del giornale leggendo qualche notizia qui e li « Ohh », il caldo vocione dell'uomo, per quanto tenti di tenerlo basso, potrebbe estendersi intorno a lui, contro la sua volontà, rendendo partecipi chiunque lo ascolti dei suoi pensieri « C'è stato il carnevale che cosa affascinante » sorride mettendo in risalto i canini sporgenti, bianchi come perle, mentre legge il nome dei vincitori della manifestazione « Blue Pegasus » annuisce socchiudendo gli occhi verdi « Scommetto era un bellissimo carro ». Scuote il capo nel leggere altro di curioso « Auriele Shwarzer » il nome di chi capitanava quel carro « Un intervista interessante » andando poi a voltare la pagina per portarsi proprio su quella dell'intervista che gli interessa leggere. Alza appena lo sguardo dalle pagine della rivista per sorridere all'uomo che gli porta l'ordinazione « Molto gentile » il vocione, con quel tono che ricorda l'eco che si ode dalle caverne nei meandri più profondi della terra, si alza appena dalla gola dell'enorme omone concludendo il tutto con un « Grazie » di cuore. Le mani chiudono meticolosamente il giornale, i modi di fare, eleganti e raffinati dell'omone, cozzano non poco con il suo essere, quasi grottesco. Se non fosse per gli occhiali, quella piccola porzione di volto, che il folto pelo lascia visibile, probabilmente si potrebbe scambiare per qualche strano incrocio con qualche primate, ma a lui, almeno adesso all'età di quarantatré anni, la cosa non lo turba più. Si rilassa e si mette comodo sulla seduta del divano, portando il boccale alle labbra, quando dall'uscio un soggetto, particolarmente alto, fa il suo ingresso. Lo nota subito il nostro Kokawa probabilmente per la sua curiosità e sete di conoscenza che lo distingue deve poter osservare e studiare ogni cosa ed ogni individuo, ma quel ragazzetto, dai lineamenti delicati e dai vestiti elaborati, non sembra che possa attirare molto la sua attenzione, o meglio, non quella positiva del rosso omaccione, Porta il boccale alle labbra e socchiude gli occhi alle parole del nuovo venuto, mentre con calma [Glu] comincia a sorseggiare la sua bevanda ambrata con gusto. Lascia il boccale sul tavolino, e non alzando lo sguardo con voce bassa, beh per quanto possa essere bassa un vocione baritonale come il suo, risponderà al nuovo venuto « Beh per evitare che il suo delicato sguardo non venga logorato da tali scenari » ghigna non ponendo lo sguardo sull'altro, ma afferrando il giornale « Dovrebbe semplicemente evitare di guardare chi non le aggrada, messere » ghignando e portando lo sguardo sull'articolo della donna « E rammentare che se a lei non aggrada ciò che vede, ci sarà sicuramente persone a cui non piacerà la sua di vista trovandola troppo appariscente » finendo di dar confidenza all'uomo palesando un leggero sorrisetto, probabilmente l'altro è un ragazzino viziato ma lui di quei tipi ne aveva visto anche troppi in vita sua, magari si ci poteva divertire.

Poseidon

21:38

La Tegola Logora

Non interessato minimamente a compiere un'ordinazione in quel momento nel quale la sua attenzione è rivolta altrove, si sofferma nelle vicinanze di quell'omone scuotendo il capo nel sentire come l'altro gli rivolga la parola. « ... » rimane dapprima in silenzio con un'espressione annoiata oltre ogni limite ed i modi di fare freddi ed insensibili, per poi tornare a volgere lo sguardo in un punto vuoto della locanda « Purtroppo è vero » non volendo dare troppa soddisfazione all'altro per aver detto una cosa giusta « Purtroppo in questo posto non importa dove posi lo sguardo, lo scenario non cambia comunque » commenta cercando di trattenersi e non insultare troppo pesantemente l'altro, sforzandosi enormemente al contempo per rivolgergli la parola. Continuando a non degnare di uno sguardo l'omone, tende l'orecchio verso di questo ascoltando quanto gli continui a dire « Se qualcuno dovesse trovare spiacevole la mia vista, sarà solo perché la sua invidia sarà tale da non farlo ragionare... » serio nel suo dire credendo fermamente a tutto ciò che spiega all'interlocutore « ...Dopotutto gli esseri inferiori tendono a desiderare di essere come coloro che gli sono superiori » termina quella che per lui è una semplice ed ovvia spiegazione. Nonostante quanto pensi di colui alla quale stia rivolgendo la parola, cerca comunque di attuare quanto richiesto dal fratello sperando che anche lui faccia lo stesso « Non voglio abbassarmi al tuo livello sia chiaro... » la frase più gentile che riesce a sputare fuori, « ...Ma sembri esser conscio della tua inferiorità. Un punto a favore di questi tempi. Tutti si credono uguali agli altri quando la realtà dei fatti è ben diversa. Cosa ti ha spinto a non difendere a spada tratta il tuo onore? » domanda sinceramente incuriosito, cercando di porre la domanda con quanto più garbo gli riesca. Senza comunque attendere la risposta di questo, dando per scontato che lo aspetti nel mentre, Poseidon voltandosi, inizia ad avvicinarsi al bancone « Dammi un caffè, e portalo a quel tavolo » sentenzia un ordine alla persona dietro il bancone, senza ovviamente guardarla negli occhi. Appena compiuto il suo ordine torna ad avvicinarsi al tavolo dove è seduto l'uomo, rimanendo in piedi dal lato opposto del tavolo ed attendendo sia una risposta da parte di questo, sia che caffè ordinato gli venga portato. Dopo aver sfilato le mani dalle tasche incrociando le braccia, cerca di restringere la propria superficie tentando di non entrare in contatto con qualunque cosa lo circondi, sia esseri viventi, sia mobili della locanda.

Kokawa

22:04

La Tegola Logora - Sottotetto - Divani

Le iridi verdi continuano a leggere l'articolo sulla donna dei Blue Pegasus, legge quelle parole scritte nere su bianco con curiosità sorridendo alle domande e risposte che la maga ha con il suo intervistatore « Una donzella decisa eh » divertito in quel frangente. Scosta appena il giornale nell'udire le parole dello strano viziatello appena entrato, inclinando il capoccione rosso, dalla folta, anche se corta, chioma del colore del fuoco vivo, osservandolo con poca curiosità « .... » e non rispondendo ancora a quelle parole scuotendo poi leggermente il capo e ritornando a leggere l'articolo. Intanto nel salone il fuoco, proveniente dai tre camini lungo il muro, continua a scoppiettare attirando lo sguardo, ora vago e spento dell'omone che si perde ad osservare i tre oggetti sugli stessi camini. Il fuoco è da sempre l'elemento che più lo attira e lo incuriosisce, una potenza naturale che brucia la vita ma che può, in determinati casi, salvarla e migliorarla, come in quel momento, con l'acqua che continua a bagnare le strade della città ed a far abbassare le temperature, quel focolaio acceso riscalda quella locanda donando un caldo riparo ai presenti. Sospira il nostro omone, andando a chiudere il giornale ed ad appoggiandolo sul tavolo per poi, al suo posto, afferrare il boccale con il liquido ambrato. Sorride appena, lasciando che le labbra sottili si tirino e mostrino quei canini sporgenti socchiudendo gli occhi, mentre le leve inferiori si accavallano tra di loro ed il vocione, con quell'eco baritonale, lasciando le sue labbra arrivi alle orecchie del biondino sicuro di se « E di cosa » silenzia « Di grazia » fa spallucce « Dovrebbero invidiarla di preciso giovanotto? » aprendo lentamente gli occhi verdi e guardandolo dall'alto in basso « Quindi » il tono del vocione si fa serio, anche se permane tranquillo, come se le parole dell'altro non lo avessero sfiorato « Lei sarebbe un essere superiore? » permane serio pochi attimi per poi « HAHAHA » scoppiare in una rumorosa risata « Ma lo dice per via della sua statura, giovanotto? » tornando serio « O per qualche attitudine particolare? » forse ora più curioso, ne aveva visti tanti, in vita sua, di bulli ma un ragazzo che si credeva superiore a chiunque veramente pochi, forse lo incuriosiva. Scuote il capo « Immagino non sia piacevole, ci sarebbero almeno ad occhio e croce trenta centimetri di differenza ahaha » tornando a [Glu] bere la sua birra. Fa spallucce mentre ascolta la domanda, ma vedendolo andar via non risponde immediatamente lasciando che faccia ciò che deve e ritorni per poi, con calma, e con il boccale tra le mani, ghignare appena « Io sono conscio di me stesso giovanotto » il vocione si leva piano dalla sua gola « E di ciò che tu pensi, o di cosa la mia presenza scateni al tuo essere poco m'importa » sincero Key come sempre « Con gli anni ho imparato » fissa il fuoco vivo in uno dei camini accesi « Che chi si sente superiore a prescindere non è poi così interessante come crede » amara consolazione. Un sorriso gli illumina il volto, mentre socchiude gli occhioni ed il volto dell'amata sposa gli pare davanti « Un giorno imparai che » sospira nel vederla sorridere nei meandri del suo cuore « L'unica opinione che per me era fondamentale, oltre alla mia » riapre gli occhi, mostrando uno sguardo dolce e malinconico, per quanto quell'aspetto possa mostrare « Era quella di un unica persona, e sinceramente » si porta a fissare il boccale prima avvicinandolo alle labbra « Dovrebbe interessarmi la tua opinione per sentire che il mio orgoglio possa essere leso, e di ciò che pensa un estraneo » ghigna socchiudendo gli occhi « Non m'importa tutto qui » tornando a bere tranquillo.

Poseidon

22:27

La Tegola Logora

Socchiude gli occhi cercando di estraniarsi da quel logoro ed insulso mondo che lo circondi, che per quanto possa essere piacevole, non convincerà mai il più giovane degli Hydra. Sentendo la domanda posta da quell'uomo, il ragazzo inala un gran quantitativo di aria trattenendolo all'interno dei polmoni compiendo un evidente sforzo, sforzo dovuto nel cercare di non insultare l'altro ed urlargli contro cosa pensi. « Uff » sospirando pesantemente scuote il capo con fare sinceramente sconsolato « Ed io che credevo di aver trovato qualcuno di abbastanza intelligente da capirlo da solo. Ma a quanto pare la plebe è sempre la solita » la sua opinione su chiunque non sia della famiglia dopotutto è quella « Vedono in me ciò che non potranno mai essere nonostante la mia giovane età » spiega all'interlocutore cercando di mantenere la calma. Senza aprire gli occhi ascolta la fragorosa risata dell'altro, alla quale risponde dapprima con un semplice movimento del capo a destra e manca « Ovvio che sia superiore... » e secondo il suo pensiero, non solo di coloro che non appartengano alla famiglia, ma anche dei fratelli « ...La mia altezza centra relativamente. Un essere perfetto lo è su tutti i fronti. Non intendo stare qui a perdere tempo nel cercare di spiegare una cosa che qualcuno non potrà mai capire » dice con serietà ed una calma disarmante. « Hmpf » sbuffa sempre più irritato da quella che crede sia irriverenza da parte dell'omone « Sei conscio dei tuoi limiti e non ti abbassi ad ascoltare ciò che ti dicano gli altri fregandotene. Io ti consiglio di ascoltare quanto IO ti dica, data ovviamente la mia superiorità... » inizia a dire decisamente curioso dall'essere con la quale si è messo a dialogare « Non pensare che il mio sia un tentativo di ferire i tuoi sentimenti. Non potrebbe interessarmi minimamente, sto solo dicendo l'ovvietà della quale voi esseri inferiori non riuscite a comprendere » sputa sentenze una dopo l'altra con fare serafico riaprendo leggermente gli occhi e notando di come gli sia stato portato la bevanda da lui ordinata. Prendendo la tazza tra le mani, ne assaggia il contenuto [sip] sorseggiandolo silenziosamente « Che schifo... » commentando il suo disprezzo per il sapore ripoggiando la tazza al tavolo. Oramai la sua presunta superiorità gli fa disprezzare qualunque cosa non sia innegabilmente ottima, o verrebbe da casa sua. « Un essere perfetto come me non ha bisogno di ledere il tuo orgoglio per sentirsi meglio, sono poche le cose della quale abbiamo bisogno noi Hydra » sentenzia lasciando aperto solo l'occhio sinistro e volgendolo all'omone, senza ovviamente posarlo al suo volto, « Dimmi come ti chiami » si esprime quasi come se stesse dando un ordine vista la sua abitudine a farlo « Sei inferiore sì... ma comunque non sei così insulso da meritare il mio disprezzo » dice quello che per lui sia un enorme complimento.

Kokawa

23:03

La Tegola Logora - Sottotetto - Divani

Le ore passano e più la notte si fa buia e più la temperatura cala più quei tre fuochi, che ardono costantemente riscaldando il loco, sembrano dar vita ad un atmosfera calda e rilassante. Forse per gli altri avventori è sicuramente così, tra il calore dei fuochi e le luci soffuse delle vecchie lanterne da minatori con le lacryme, l'atmosfera di quel locale, in quel connubio di legno e mattoni, è veramente rilassante. L'iride verde si posa su uno dei piatti ordinati da un avventore li vicino, e sorride l'omone nel vederlo servito in un piatto a forma di tegola « Che cosa curiosa » sussurrando, per quanto quel vocione possa, quel suo fugace pensiero. Finito l'ultimo sorso della sua birra, posa il boccale sul tavolino, lasciandolo vicino al giornale chiuso, per poi tornare comodamente seduto, accavallando le leve inferiori ed incrociando le braccia possenti al petto muscoloso del rosso scimmione. Nel corso dei sui quarantatré anni di vita, numerosi sono stati i commenti sul suo aspetto e su i suoi modi, passando dal semplice, scimmione al più lusinghiero, gorilla in frak, di certo le parole di quel biondino non lo potevano turbare, non dopo gli anni passati dall'amata a condurlo sulla via della pazienza e della tolleranza, fosse stato più giovane e scapestrato, com'era in tenera età, l'altro si sarebbe trovato un cazzotto in faccia, ma adesso « ... » sorride il buon Kokawa a quelle parole scuotendo il capo dalla folta chioma color fuoco. Lo lascia parlare ed ad ogni parola il viso del rosso rimane tranquillo assottigliando appena le labbra in un piccolo sorriso che mostra i canini sporgenti, annuendo al dire dell'altro, dopotutto, da come sta parlando, intuisce sia qualche nobile che sta girovagando per il mondo in cerca di qualche passatempo, probabilmente scappato dai futuri obblighi nobiliari. Annuisce « Capisco, allora se non vuol perdere tempo nel divulgare la magnificenza che dice di incarnare come può » il sorriso si assottiglia di più, mentre lo sguardo si posa su un altro fuoco « Anche solo lontanamente sperare che la plebe » scioglie le gambe da quella posa per aprirle appena « Possa capire di cosa voi parlate? » fa spallucce « Io osservandola vedo solo un giovanotto » socchiude gli occhi e scuote il capo « Forse di bell'aspetto certo, ma che non credo sia l'unico con queste qualità » sincero « Non vedo perciò » riapre gli occhi volgendo lo sguardo all'altro per analizzarlo « Perché lei si definisca in questo modo » sincero e tranquillo « Ecco perché la domanda » onesto « SE vuole delucidarmi su questo mistero l'ascolto volentieri » anche se non gli interessa molto il racconto di un rampollo probabilmente annoiato. Scuote il capo « Oh giovanotto » il vocione riecheggia quasi, dato gli è uscita spontanea quell'esclamazione « Io ascolto tutti in ugual misura, in quanto mi piace farlo » sincero « E come detto, stai tranquillo, anche se lo volessi fare non riusciresti ad offendermi » sincero. Sorride in fine « Quindi si chiama Hyndra giovanotto » annuendo « Anche se non sembra aver molto garbo nel presentarsi hahah » ride lieve, per quanto può « Le ricambierò la cortesia » anche se non voluta probabilmente « Il mio nome è Kokawa » scuote il capo « Kei Kokawa » annuisce « Bene, quindi non sono al livello di quel caffè » ironico « Buono a sapersi » e divertito « Quindi giovanotto Hyndra cosa la spinge in questo luogo di comuni mortali? » ghigna appena « Forse cercava un luogo dove la sua superiorità fosse maggiormente percepita? » magari cerca solo attenzioni chissà.

Poseidon

23:29

La Tegola Logora

Lasciando perdere quel caffè che considera una schifezza semplicemente perché non fatto da uno dei suoi domestici, lascia che tutta l'attenzione ricada su quell'uomo seduto. O almeno ci prova, difatti nel sentire il commento di questo riguardo il servizio di una pietanza lì vicino, « Che orrore... » sentimento completamente opposto espresso con un volto turbato « Questi selvaggi non sanno nemmeno apprezzare il gusto di dedicarsi ad una buona pietanza servita su di un piatto... » rivolge più un commento fine a sé stesso, critico come sempre riuscendo a trovare cose da criticare ad ogni dove. « Hmpf » sbuffa scuotendo il capo smuovendo di conseguenza la splendida chioma nel sentire di come l'altro chieda il motivo della sua superiorità, non facendo altro che invitarlo a nozze « Io non dico nulla, constato solo quanto sia vero. Quanto io dica non sono delle presunzioni espresse da un povero plebeo, ma dati di fatto. Noi esseri perfetti non abbiamo bisogno di decantare le nostre lodi semplicemente per il gusto di farlo. IO tra tutti » marcando profondamente quell' "io" « non ho bisogno di tali frivolezze. L'essere esteticamente perfetto è solo una parte. Noi siamo perfetti di nascita: la nostra famiglia, il nostro nome è segno della nostra perfezione. Purtroppo per voi plebaia anche se vi impegnaste fin dalla nascita, non potrete mai raggiungere la perfezione della quale noi Hydra possiamo godere, questo anche per lo stile di vita condotto » spiega quindi con un enorme monologo quanto pensi di sé stesso e della famiglia. Sentendo l'altro sbagliare il tanto amato nome di famiglia, Poseidon subito lo corregge « Hydra, ed evita di sporcare il nostro nome di famiglia con le tue labbra. Se proprio devi farlo, preferisco che lo faccia con solo il mio nome: Poseidon » rivela quindi il suo nome, ovviamente col suo solito modo di fare privo di tatto. « Come ti dicevo, non ho bisogno di queste frivolezze. Sono conscio della mia superiorità. Sono giunto in questa regione seguendo i miei fratelli maggiori » rivela il motivo trattenendosi dall'insultare l'omone per il cognome sbagliato compiendo un immane sforzo. « Le domestiche narravano ai miei fratelli storie di magia e potere » anche perché lui non perdeva tempo con quegli esseri da lui considerati inferiori « Siamo venuti in cerca di migliorare ancor di più la nostra perfezione, se hai delle domande rivolgile a Sefirot, il maggiore dei tre. Lui è quello che più è capace di discorrere con voi esseri inferiori » spiega rivelando il nome del maggiore dei tre. Tutte le parole dette dal giovane, non sono state spinte fuori dalle labbra da semplice cattiveria, ma solo dal suo irrefrenabile pensiero riguardante il fatto che lui sia migliore di tutti gli altri: questo anche a causa del padre il quale gli avrebbe inculcato tale presunzione.

Kokawa

23:54

La Tegola Logora - Sottotetto - Divani

I granelli si sabbia nella clessidra del tempo scorrono veloci sancendo l'inesorabile scorrere del tempo, tempo che, il nostro rosso, sta trascorrendo ascoltando i divertenti deliri di onnipotenza di un ragazzo che non sembra aver nulla di così eccezionale come invece egli pensa. Di certo pecca molto di presunzione e maleducazione, tanto che il buon Kokawa scuotendo il capo con un filo di voce, che comunque è un tono abbastanza normale per l'altrui persone dato il vocione possente dell'uomo « Orrore? » ghigna allargando appena il ghigno sul volto che risalta i denti sporgenti « Io non penso che l'aspetto sia così necessario, un piatto se è bello non è detto sia buono » fa spallucce « E poi la bellezza della semplicità è qualcosa che la vita esalta sempre e che la plebe » inclina il capo a manca « Come dice lei giovanotto » il tono caldo ed avvolgente come quelle fiamme che non si sono mai fermate all'interno di quei tre focolai « Sa cogliere meglio rispetto a voi essere superiori » un leggero velo di ironia nel tono di voce dell'omone che, scuotendo il capo « Anzi perfetti vero? » sorridendo per poi « Ahaha » ridere appena, con quel vocione rumoroso « E' una fortuna che noi poveri mortali possiamo godere di tale vista allora » anche se lui, dal canto suo, preferisce osservare le fiamme. Annuisce « Hydra » serio « Capito, Poseidon allora » sorridendo appena « Lei può chiamarmi solo Kokawa allora » quel nome, Kei, che simboleggiava la fortuna, non se lo sentiva proprio suo, visto che ogni qualvolta stringeva la fortuna tra le mani essa scivolava via lontano da lui, in quei luoghi che mai avrebbe raggiunto. Lo ascolta, le braccia conserte sul petto muscoloso, mentre le leve i accavallano nuovamente « Capisco allora siete alla ricerca della magia » e solo adesso volgerebbe lo sguardo verso il volto del ragazzo cercandone una reazione da studiare « Pensavo foste perfetto giovanotto » serio « Come mai vi interessano tale dicerie » infingendo una lieve stoccata « Tanto più che è stato qualcuno di così infimo per voi a narrarvele » fa spallucce « Cioè a suo fratello ahaha » ridendo di cuore ora « Capisco quindi ha seguito i suoi fratelli, è una gita di famiglia allora » scuote il rosso capo « Tranquillo giovanotto » a quelle ultime parole sul suo fratello si alza lentamente dalla seduta. Mentre si alza la man dritta va a prendere il giornale « Non ho propriamente interesse nella vostra storia, nonostante la sua ostentata sicurezza è divertente » e lo è davvero per lui « In questa splendida notte di pioggia, è tempo che le mie stanche membra si riposino » per quanto la storiella del viziatello lo avrebbe sicuramente più annoiato e reso propenso al sonno « Ma chissà » si allontana superando il ragazzo e dirigendosi al bancone « Magari avrete voi la sfortuna » ghigna « Ed io il piacere di rincontrarci, in fondo » porta un passo in avanti a superare il ragazzo « Queste terre sono sempre troppo strette per quanto estese siano in realtà » una piccola metafora che lo fa sorridere, per quanto la mente umana non conosce limiti lo affascina trovare persone tanto ristrette di veduta « Le auguro una buona serata e che i suoi passi le siano lievi giovanotto » il tono, anche se permane come un boato proveniente da una caverna « Buon riposo Poseidon Hydra » forse lo vuole stuzzicare ancora un po' chissà. Si porta quindi a pagare la sua ordinazione ed a prenotare una stanza singola con servizi, in modo da poter riposare, si conclude qui questa serata dedicata ad incontri bizzarri per il nostro bestione dal buon cuore.