03:34 Menethil Edward [Spider Cafè] Ascolta la donna parlargli non nascondendo quanto pensi del giovane «Già» risponderebbe alla cocciutaggine, lasciando scivolare il compiacimento dell'interlocutrice riguardo l'aver ragione. Si sforzerebbe nel rimanere attento e prestare orecchio alla lupa che prenderebbe nuovamente in pieno i sentimenti del ragazzo «Purtroppo è vero. Mi sento in debito con mia sorella...» inizierebbe a dire spostando lo sguardo verso il tavolo «...Quando persi i miei genitori lei è rimasta in vita, donandomi così qualcuno a cui tenere ed alla quale affidarmi. Ed è per questo che faccio tutto questo per lei. Non vedo altri motivi per lottare se non renderla felice» terminerebbe la spiegazione tornando ad incrociare le braccia. Presterebbe nuovamente orecchio ad Ayame che spiegherebbe come l'obbiettivo del ragazzo in verità non corrisponda al suo sogno, una verità alla quale lui dovrebbe ancora arrivare «...» rifletterebbe alle parole di questa qualche attimo cercando di trovare una risposta da poterle dare. Per sua fortuna la lupa deciderebbe di posare l'ascia da guerra e concedere la notte per pensare al ragazzo, la quale le annuirebbe dolcemente «Ci penserò su...» dando l'unica risposta sincera che gli venisse in mente. Scuoterebbe il capo alla proposta dell'interlocutrice «Resto qui un altro po' se non ti spiace...» direbbe alla donna rimanendo seduto osservandola ritirarsi per la notte. Questa gli avrebbe dato un'enorme gatta da pelare, alla quale volgerebbe i proprio pensieri socchiudendo gli occhi in cerca di concentrazione. L'unica cosa che troverebbe però sarà il sonno «...zzz...» il quale lo colpisce in pieno lasciandolo li seduto a quel tavolo con le braccia conserte con capo chino e mento poggiato sul petto, dormendo in attesa dell'avvento del solito incubo.||

03:16 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì]La tempesta che incalza all'esterno mentre un leggero«Mhaa~»sospiro «Sei più cocciuto di un mulo Ed shishi»divertita. Sorride a quelle parole «Oh ma lo so»ironica nel dire però «Io ho sempre ragione»per poi sospirare«Mhaa~»ancora ed abbassare le orecchie più triste«E mi darai ragione un giorno quando capirai che se non ti lasci dietro questo sentimento, se non capisci che nemmeno tua sorella vuole essere un peso per te, e che probabilmente lei spera che tu sia felice e che rincorri i tuoi suoi sogni, e non resti legato a quell'assurda idea di farla vivere nella bambagia» seria«Finchè non capirai che» sorride«Probabilmente lei ti vuole felice e con uno scopo e non triste, stanco e senza una ragione di vita che non darle il benestare» socchiude gli occhi «Fino ad allora non uscirai dal tuo limbo, probabilmente il tuo cuore vuole liberarsi da questa morsa in cui tu lo tieni rinchiuso, ma tu pensi che non sia giusto» discorsi che la lupa gli ha già fatto più e più volte. Annuisce «Capisco, meglio così» un lavoro pulito è sempre ben accettato. Le iridi di giada lo scrutano mentre lo ascolta, ma la risposta che le da non è quella che vorrebbe sentire, il cuore della lupa [Tum]perde un colpo nel ricordare il suo fratello Vega, e nel rivedere in Ed la stessa argilla, priva di motivazioni e di ambizioni, ma ricca di potenzialità.«Mhaa~»Sospira gli occhi lucidi «Quindi non hai sogni?» seria «Vuoi proteggere e rendere felice tua sorella» silenzia «Ma quello non è un tuo sogno» si morde le labbra«Vedi Ed»dolce«Noi tutti, siamo un branco, come tale agiamo per il bene dello stesso e della nostra alfa» la Fox«Ma ognuno di noi ha un aspirazione, che ci motiva, che ci fa alzare la mattina e combattere il mondo per renderlo a nostra somiglianza»sincera«Il tuo voler aiutare tua sorella, non è una motivazione che per me è forte» seria«Facciamo così»alzandosi«Ora andiamo a dormire» indicando il piano di sopra«Non ti dico insieme perchè poi il mio uomo la potrebbe prendere male»sorridendo e cercando di smorzare i toni «Ma resterò qui per la notte»lo fissa«E tu, dato che nemmeno questa notte dormirai, pensa a cosa vorresti fare»sincera«Siamo tutti dotati di aspirazioni particolari»seria«Pena a cosa si addica a te, pena a te e non a lei» sincera«A cosa potrebbe darti di più»sorride«Una volta deciso chi sei aiutarla verrà da se ma senza una scintilla il fuoco non si sviluppa»gli porge la mano «Andiamo a dormire» recandosi con o senza di lui in una stanza singola per la notte.\

02:55 Menethil Edward [Lì] Nel mentre i due proseguono col loro dialogo Edward continua ad alternare lo sguardo tra il volto dell'interlocutrice e l'interno della tazza controllandone il contenuto osservandolo scendere sempre più ad ogni sorso. Ascolterebbe le parole riguardanti il migliorarsi dandole ragione ed annuendole, dopotutto se è riuscito a migliorare divenendo sempre più forte è solo grazie al proprio obbiettivo di dare un futuro migliore alla sorella. «Non ho ancora intenzione di incontrarla» ammette tranquillamente con freddezza «Ma hai ragione. Ricordi quanto io speri che si dimentichi e continui con tranquillità la sua vita...» ripensa ai discorsi avuti in passato con la lupa «...Ma sono consapevole di quanto questo sia difficile ed improbabile. Comunque sia non ho intenzione di incontrarla ancora» continua categorico nella propria decisione. «Non è nessuno. Non più almeno» con tono gelido risponde al quesito riguardante la persona che lo abbia tradito e quasi fatto fuori «Ho perseguito il mio modo di fare. Ho fatto si che questa persona non mi avrebbe più creato problemi» ammettendo di averla eliminata. Abbasserebbe lo sguardo nel mentre ascolta con attenzione le parole dell'altra che gli riveli il fatto che in passato lui si sia fidato di lei, e di come ancora non abbia tradito tale fiducia, senza però proferire alcuna parola considerando ancora la fiducia come una debolezza. «Lo so» sincero e non sorpreso di come non basti alla donna «È giusto» non era sua intenzione dire che bastasse il suo parere. «Mi fecero la stessa domanda anche gli altri: Samael, Nyumi ed Hody» elenca i membri incontrati «E ti risponderò come ho risposto a loro» continua compiendo una breve pausa ponderando le parole che andrebbe a dire in seguito. «Ho passato la mia vita a perseguire il bene di mia sorella. Per raggiungere il mio obbiettivo sono disposto a dare tutto: il mio tempo, tutti i miei averi, la mia vita. Non mi interessa avere nulla di ciò se non posso garantirle un futuro luminoso» affermerebbe tranquillamente con la voce che si scalderebbe quando ripenserebbe alla sorella. «Questo è il mio solo desiderio e per quanto riguardi le passioni non ne ho...» continuerebbe quasi imbarazzato della mancanza. «Anche se devo ammettere, sono 20 anni e sono stanco. Ma come ti dissi tempo addietro questa è l'unica vita che conosco» affermerebbe terminando il caffè [glu] «Il mio sogno?» domanderebbe «Direi che quello è il mio sogno e son disposto a tutto per raggiungerlo» terminerebbe infine

02:31 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì] Azzanna l'ultimo pezzo di Ananas e lo mangia tranquillamente, godendosi il sapore della dolce frutta avvolto dall'alcool del cocktail. Annuisce al dire altrui «Può essere» sincera «Ma io penso» sorride «Da sempre» ma rimanendo seria afferrando il floute «Che si migliora solo se si ha una salda volontà di farlo, ed un obbiettivo da raggiungere o qualcuno da proteggere» anche il suo teppista si era migliorato con la volontà di difendere lei e la famiglia da ogni nemico, anche a costo della sua stessa vita che, detto da un teppista solitario qual era lo Shimeda, la fa sorridere. Ghigna maligna mentre [Glu] sorseggia un altro sorso di drink per poi fissarlo «No» negli occhi d'ambra «Non è solo probabilmente è così» sbuffa un leggero «Mhaaaa~» abbassando le orecchie «Se non impari a convivere con le tue emozioni non riuscirai mai a dormire sereno» sincera, fissa il braccialetto e sorride «Senti» fissandolo «Io faccio la spola su Water Seven per lavoro, ho aperto un altro locale li» sincera solo a metà «Se vuoi puoi venire con me ed andare a vedere se sta bene» seria. Fa spallucce «Ma sai come la penso al riguardo, non insisterò più di tanto» seria. Annuisce «Anche se avessi ragione» sull'essere quello di un tempo «Una volta ti fidasti già di qualcuno» sorride «Che nonostante le tue reazioni esagerate» come quelle di prima «E' ancora qui a parlarti e tenderti una mano» ovviamente si riferisce a quando le mostro il viso sotto la maschera o le parlò della sorella e degli incubi «Ed, tu sei capace di dar fiducia lo so». Sorseggia l'ultimo sorso di Drink ascoltandolo per poi «Capisco, chi era questa persona?» stringendo i pugni infastidita «Sono felice che Samael ti abbia aiutato» fiera nel tono, di come il colosso fosse cresciuto e maturato, allenamenti eccessi a parte. Lo fissa seria dopo il suo dire e ne cerca le iridi d'ambra «Beh» seria «Non basta a me» sincera «Vedi Ed, noi non siamo solo il bene di Alabasta, noi difendiamo Alabasta perché è casa nostra, è il nostro sogno» sincera «I nostri passi sono mossi dalle nostre volontà ferree di lasciare un segno nel mondo» lo scruta «Non mi basta sapere vuoi fare il bene, voglio conoscere il lato più oscuro di te»anche se la voce permane dolce«I tuoi desideri, le tue passioni» seria «Cosa sei disposto a mettere in gioco e cosa non sei disposto a perdere? Qual è il colore che vuoi lasciare su questa bianca tela?»sorride posando il floute sul tavolo «Si onesto con me Ed, non temere nulla» seria lo scruta silente.

02:13 Menethil Edward [Lì] Rimarrebbe in silenzio prestando orecchio al dire della lupa «Solitamente anche io. Ma affrontando avversari più forti di sé si migliora più velocemente» spiegherebbe il suo punto di vista ricambiando lo sguardo dell'altra «Probabilmente...» lasciando scorrere il discorso per lui poco piacevole. Ascolta le parole del ragazzo il quale commenterebbe il gesto compiuto da Edward quella sera andando a sorseggiare il proprio caffè quando questo dica che attualmente sia capace di dare fiducia. Non è del tutto errato e la cosa lo spaventa visto che poche settimane addietro l'aver dato la propria fiducia a qualcuno che conosceva gli sia quasi costato la vita «Probabilmente sono ancora quello di una volta, non è cambiato molto...» mormorerebbe infine osservando Niel al suo commento riguardo il nuovo Edward, dato che comunque abbia iniziato solo ora a dare la sua fiducia agli altri. Difatti il giovane non sarebbe ancora tra questi, il diretto interessato sarebbe Samael alla quale avrebbe affidato anche il suo benessere richiedendo uno scontro. Con ancora il volto impassibile, lo sposterebbe verso la tazza osservandone il contenuto «Buonanotte Niel» salutando infine l'interlocutore [sip] per poi tornare a sorseggiare il caffè ed andare a socchiudere gli occhi cercando sollievo dalle fastidiose luci. Li riaprirebbe solo per poter posare lo sguardo ambrato sugli occhi dell'interlocutrice «No» afferma con tranquillità alla domanda riguardante le cicatrici, andando poi a scuotere il capo pensando al fatto che le debba una spiegazione «Mi son fidato della persona sbagliata» conclude con semplicità passando velocemente al discorso successivo. «Ero a pezzi dopo quest'incidente. Mi isolai ed evitai il contatto con qualunque essere per settimane. Ed è stato allora che incontrai Samael, ed è stato allora che mi ha rimesso in piedi» ammette tranquillamente senza alcuna ombra di vergogna nelle proprie parole. «Uhmpf» sogghignerebbe quasi divertito quando verrebbe a sentire la parola Marine «Non c'era nessuno dei due quando quelle due pazze attaccarono Alubarna» si riferisce a Beat e Flambè «L'esercito è arrivato in ritardo e la marina neanche si è presentata. Sono bravi solo a parlare senza portare alcun risultato» commenterebbe ripensando all'incontro col gatto. «Ho incontrato Nyumi» non menziona il fatto che l'abbia fatta alterare «E ci ha offerto una strada per perseguire il nostri obbiettivi. Da quanto ho visto siete il bene di Alabasta, e questo mi basta» afferma deciso

01:58 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì] Socchiude gli occhioni, posando il floute sul tavolo ed afferrando lo spiedino di frutta. Apre lentamente gli occhioni e fissa il primo pezzo dello spiedo un pezzo di fragola rossa, ormai pregna dei fumi dell'alcool «Andata» sorridendo all'altro. Ascolta il dire dei due sull'incontro, ghignando nel vedere Ed interessato a qualcosa, anche se lei gli incontri di quel tipo non li gradisce, preferisce allenarsi di nascosto, come ha sempre fatto, sulla nave lontano dagli occhi dei curiosi. Azzanna la fragola [Zak] aprendo leggermente la bocca ed affossando i perlacei canini su di essa per poi [Gnam] iniziare a gustarla. Lo ascolta muovendo le orecchie curiosa «Beh era comunque un allenamento» sorride «Se era un incontro serio probabilmente non sarebbe andato così bene» sospira«Mhaaaa~» abbassando le orecchie «Sarà che non capisco cosa ci trovate di così esaltante nel menar le mani per migliorarsi» seria «Io preferisco continuare ad allenarmi a modo mio» sussurrando debolmente per poi [Zak] azzannare anche il pezzo di mango e mangiarlo. Fissa il moretto cercandone le iridi d'ambra osservandolo sempre più stanco «Sai che se non affronti i tuoi demoni non riuscirai mai a farlo?» seria osservandolo in silenzio. Fa spallucce al novellino «Di nulla» come se quel gesto contasse poco in vero, sorridendo a quell'affermazione «Eh già un buon connubio» sincera. Ascolta il dire di Neil con serietà, fissandolo negli occhi cremisi «...» ascoltando il dire del ragazzo e sorridendo «Lo so» fissa lo spiedino «E lo sapevo già prima che lo capisse anche lui» che si sarebbe fidato un giorno, di qualcuno, lo aveva sempre sperato dato che con lei, anche se poco, lo aveva sempre fatto, conosceva il suo passato la one, e conosceva un piccolo pezzo del suo presente, di certo sperava in un futuro migliore per lui. Fissa le sue cicatrici «Me ne vuoi parlare?» retorica in vero «Ti ha raccolto in che senso?». Volta lo sguardo a Neil che si accinge ad andare «Buonanotte» salutandolo, per poi notare la tempesta«Fa attenzione» poteva anche dormire li in fondo anche lo Spider è loro. Si volge verso Ed, ora soli ed annuisce «Lo capisco Ed» scuotendo poi il capo il suo concetto è distorto per via dell'immagine che i barocchi danno di loro con il gruppo di copertura a fondo benevolo, ma se l'altro vuole seguirla dovrà «Si» scegliere «Ma siamo molto di più di questo» seria «Cosa pensi facciamo noi? Solo difendere innocenti? Per quello c'è l'esercito o i Marine no?» curiosa della risposta.

01:42 Nathaniel Woods [Spider Cafè] Ascolta le poche parole scambiate tra i due e beve un altro sorso di quel Whisky, quasi finendo il bicchiere. Sorride a quel commento della Lupa sul fantasma, andando a dipingere un cerchio immaginario con il medio della mano destra sul legno del tavolo per un breve istante. Osserva quelle orecchie della Lupa muoversi, quasi studiando ogni sua movenza in quella sera, imparando a conoscerla meglio, essendo lei quella con cui ha parlato meno di tutti ed al contempo quella a cui sente di dover grazie di essere entrato a far parte di quel branco. La sua curisità, come al solito, lo porta a voler scoprire ogni parte delle persone e degli avvenimenti intorno a lui. «mmh?» Un mormorio interrogatorio accomapagna un «Grazie!» ed un sorriso, egualmente dolce di risposta a quello della lupa. Osserva il pacchettino con il logo del Black Cherry che gli viene passato, prima di aprirlo ed osservare il contenuto. «Oh!» Sorpreso e felice. «Cioccolato!» Gli piacciono i dolci di tanto in tanto, e questo si sposa particolarmente bene con la sua bevanda. Ne prende uno e lo porta alla bocca, mordendo la pralina di cioccolato. «Mmh!» Si soprende sentendo il cioccolato seguito dal saporte amaro del caffè, uniti in un grazioso e piacevolissimo mix. Sorseggia il whisky dopo quel boccone. Il sapore del caffè unito al cioccolato danno al wshiky una nota molto molto piacevole. «Molto buono!» Sorride verso la lupa. «Caffè, cioccolato e Whisky si sposano alla perfezione.» Enuncia. Il discorso poi passa su un piano molto più personale per il lottatore dagli occhi ambrati. Osserva quelle cicatrici senza commentare come non commenta su quel discorso del duello. «E' stato coraggioso.» Parla della maschera. «Personalemente ho apprezzato molto il gesto.» Commenta. «Non era tenuto a farlo.» L'ha vissuta in prima persona quella rivelazione. «Ed ha deciso di dare fiducia a me e Samael mostrandoci il volto quella sera.» Guarda la lupa con le iridi scarlatte, spostandole dal giovane. «Non so chi tu conoscessi, quando portava la maschera, ma l'Edward che siede qui è capace di fidarsi...» Sorride e beve un altro, l'ultimo, sorso da quel bicchiedere. «Vi devo salutare entrambi, è oramai tardi e questa tempesta mi toglierà molto sonno, quindi mi conviene incamminarmi verso il Purgatory.» Si alza congedandsi. «Buona continuazione!» Un occhiolino complice alla lupa, che ha dispensato molte dolcezze verso il giovane questa sera. «Alla prossima.» Veste il mantello e poi prende l'uscita.

01:30 Menethil Edward [Lì] La lupa continuerebbe a stuzzicarlo sul fatto che sia restio al contatto fisico, al quale deciderebbe semplicemente di scrollare di dosso il commento «Nessun problema» rispondendo velocemente. Il discorso vergerebbe allo scontro avuto col colosso «Già, devo ammettere che Samael è un osso duro...» rifletterebbe nel mentre al duello ripensando all'avversario sfoggiare tre teste e sei braccia, visione ripetuta successivamente in infermeria «...Ed ha anche delle abilità alquanto interessanti» solo il fatto che lo abbia colpito tre volte senza nemmeno toccarlo è una di queste. «Mi accontento per ora del risultato, mi fossi concentrato più sul colpirlo più duramente invece che studiarlo probabilmente gli avrei arrecato più danni...» commenterebbe con ancora interesse nello scontro «Ma ho appreso molto, affrontare qualcuno di più forte solo per il gusto di farlo e poter migliorare...» affermerebbe dando quindi anche una spiegazione alla donna. «No, anzi...» inizierebbe a rispondere alla donna scuotendo dolcemente il capo e riaprendo gli occhi con la quale la osserverebbe «...Va sempre peggio, non riesco a dormire per più di 3 o 4 ore al giorno» continua ammettendo senza remore del problema che lo affliggerebbe oramai da mesi. Nel mentre afferrerebbe la tazza portatagli portandola alle labbra ed [sip] iniziando a sorseggiare silenziosamente l'amara bevanda ancora bollente. Prenderebbe il cioccolatino donatogli dalla donna, scartandolo ed iniziando ad osservarlo per qualche secondo. Dopodiché lo getterebbe tra i molari schiacciandolo ed assaporandone il sapore «Grazie» ringrazierebbe una volta deglutito «Me li ricordo» ripenserebbe nel mentre alla giornata nella quale la lupa ideò il dolcetto. Ascolta le parole della donna che gli volgerebbe delle domande, alle quali «Ufff» dopo un leggero sospiro, andrebbe a rispondere «Ho passato dei brutti momenti» inizierebbe a dire scoprendo braccio destro e petto mostrando alla donna le nuove cicatrici «Ci ho quasi rimesso la pelle» continua con tono freddo compiendo una piccola pausa. «Samael mi ha letteralmente raccolto, e quando mi ha chiesto un segno di fiducia. Ho tolto la maschera» spiega con sincerità quanto avvenuto senza preoccuparsi di Niel, dato che questo le ha vissute assieme a lui. «Sono stanco Ayame» continuerebbe lasciando che lo sguardo si abbassi «Da solo non sono riuscito a fare nulla se non rischiare la vita e rallentarmi. Voi d'altro canto pensate al bene degli innocenti vittime come i miei genitori.

01:13 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Tavolo] Fissa il moretto dal ceruleo ciuffo e ghigna divertita, mentre le lunghe leve si accavallano, lentamente tra di loro, con la destra che troneggia sulla gemella, mentre la coda morbida si muove lenta dietro di se «Si ma non l'hai fatto, è solo quello che conta» sbuffando contrariata «Questo ti costerà un altro caffè sappilo» ghignando divertita, infondo le era mancato punzecchiare l'assonnato moretto. Sorseggia un altro sorso di drink [Glu] per poi mettere sul tavolo il floute e sorridere ad Ed «Bene» ed al suo apprezzare la compagnia. Lo sguardo di giada cerca quello d'ambra del giovane assottigliandosi per un attimo «E come mai ti sei voluto allenare seriamente con lui?» curiosa «Cosa volevi dimostrarti?» quasi le dispiace che ci sia anche Neil con loro, sapendo quanto Edward sia restio ad aprirsi con, beh, chiunque, anche con lei. Sorride, coprendosi il musetto da lupa con la man dritta quando l'altro ammette la pessima scusa «Hai abbassato lo sguardo nemmeno fossi un fantasma shishi» divertita nel tono. Alza le orecchie a punta e le muove quando lo vede sbadigliare sussurrando piano «Ancora non riesci a dormire bene?» rammentando gli incubi dell'altro. Mentre il cameriere porta il caffè al moretto, la one muove le orecchie «Ah già» andando a prendere la borsetta, dalla quale «Ne porto qualcuno con me da quando mi hanno detto eri sull'isola» dolce nel tono. Afferra una manciata di piccole bustina di carta con il logo dello Cherry «Prendi» andando a donarle al moretto, ed al novellino «Ne vuoi anche tu? sono buone sai» sorridendo dolce. Se gli altri accettassero noterebbero dei piccoli involucri ed aprendoli troverebbero delle palline di cioccolato con all'interno un chicco di caffè tostato, un piccolo dolcino che la one pensò proprio grazie ad Ed in un caldo pomeriggio di volantinaggio. Annuisce al novellino «Si lo sapevo già» con un ghigno divertito «Ma un nome è pur sempre un nome» e nulla più «...» ascolta in silenzio il dire sul colosso e l'incontro, non mettendo parola in merito. Annuisce «Beh i complimenti sono sempre ben accetti, si congelano per i tempi di magra shishi» divertita «Lupo solitario eh» sorride «Chissà magari è solo un lupo che ha bisogno di un suo branco» socchiude gli occhioni «Comunque non fare il prezioso Ed» divertita «Aspetto ancora che mi spieghi come mai questa decisione» seria «Non eri tu che non volevi un gruppo, che non volevi legami?» dolce «E la tua maschera?» curiosa «Su ti ascolto» sorridendo dolce all'altro.

01:05 Nathaniel Woods [Spider Cafè] Vede gli altri due prendere posto al tavolo, dopo qualche altro convenevolo mentre sorseggia ancora da quel bicchiere. La destra s'infila nella tasca destra della giacca porpora ed estrae, insieme all'accendino avorio, un pacco di Red Devils. Le sue preferite. La patella si alza ed il pacco si muove verso la bocca, gli incisivi mordono uno dei filtri, lievemente, e con un gesto unito del collo e del braccio una sigaretta viene estratta. L'accendino, ora nella mancina, si alza e la fiamma balla, vivace, dinnanzi al cilindro bianco fino a quando quello stesso non d'infiamma, accendendosi. Un lungo tiro, il fumo scende nei polmoni, riempiendoli, e placando quella sua fame velenosa. «Black Jade..» Ripete, segnandosi quel epiteto mentalmente. «...mi piace..» Sussurra, osservandola. «E' azzeccato, ma questo lo sapevi già.» Sentenzia, rimembrando quel discorso sui colori. «Ho sentito pure io di questo duello..» Lascia cadere quel discorso degli sconti, non avendo quello alcun peso oramai. «..Samael mi ha detto che sei addirittura riuscito a colpirlo un paio di volte..» Annuisce serio. «Bravo..» Sorride. «..penso sia un ottimo risultato..» Lo pensa davvero, non conoscendo lui stesso i limiti della potenza del titano. «Quella scusa...» Sorride dolcemente verso l'altro. «...non importa, ognuno ha i propri segreti.» Non volge lo sguardo verso la lupa, ma la frase rimane a mezz'aria per qualche istante, prima che continui e riprenda a parlare. «I consigli di quel medico di cui parlavi con Borunon non sono ancora riusciti ad aiutarti completamente con l'insonnia?» Chiede vedendolo sbadigliare, per poi rivolgersi alla lupa. «Ah sì?» I dolci. «Allora devo fare i complimenti al cuoco, o cuoca, sà decisamente il fato suo.» Poi lo sguardo passa sull'altro. «Sì, impterturbabile..» Sorride. «...mi ricorda un lupo solitario..» Una personale spinta verso la sua ammissione, o almeno, verso il processo.

00:52 Menethil Edward [Spider Cafè | Interno] Ascolta gli ammonimenti della donna «Potevo farlo è vero...» risponderebbe con tono di voce freddo, ma allo stesso tempo sincero come non mai. Difatti il volto o il tono non assumerebbero la falsa innocenza che comparirebbe quando Edward si prepara ad una interazione con altri. «Apprezzo» commenterebbe riguardo al tempo dell'altra tornando velocemente in silenzio quando questa gli dica del duello col medico «Era un allenamento...» si scuserebbe quasi scocciato che la cosa sia uscita dalle labbra del colosso, non perché si vergogni ma per le spiegazioni che lo costringerebbe a dare. Nel mentre Niel spiegherebbe di come la sua mente abbia vagato vedendo la prima volta che Edward abbia reagito in quel modo, questo lo ascolterebbe socchiudendo gli occhi e ripensando alla scusa che gli diede quella volta «Già una pessima scusa quella delle ferite hm?» domanderebbe in maniera retorica socchiudendo gli occhi senza ovviamente scusarsi della balla raccontata. Rimarrebbe ad ascoltare le parole rivoltogli da questo riaprendo leggermente le palpebre dopo qualche secondo, cercando di donare qualche attimo di tregua dalle artificiali luci agli stanchi occhi andando a prendere sonno di conseguenza e [Yawnn] portando il dorso della mano destra verso le labbra leggermente divaricate coprendone così lo sbadiglio. Annuirebbe nuovamente al dire del giovane confermando il fatto che i due non si vedano da alcuni giorni «Hai ragione...» inizierebbe a dire scrollando delicatamente le spalle «...Purtroppo mi son ferito ed ho preferito riposare» darebbe una spiegazione approssimativa, ma comunque veritiera nel mentre inizi a muoversi verso il tavolo indicato dall'interlocutore e seguendo la donna che lo condurrebbe ad esso. Lo scontro contro Samael gli sarebbe costato più di quanto avrebbe pensato soprattutto per quanto riguardi le ferite riportate, anche se quelle hanno avuto vita breve grazie alle tempestive cure del colosso. Prenderebbe posto al tavolo mettendosi comodo sulla propria sedia andando ad incrociare le braccia lasciando che riposino sul proprio petto «...» rimanendo in silenzio non ancora pronto mentalmente ad aprire un dialogo con la donna ed aspettando, e sperando, che gli rivolga le domande alla quale voglia risposte. Nel mentre attenderebbe sia la bevanda che i quesiti lascerebbe che le palpebre si chiudano nuovamente assumendo un espressione più tranquilla e serena.

00:40 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Tavolo] Sorride divertita al dire dell'altro assumendo un tono quasi sarcastico«Lo so»mostrando un sorriso quasi infantile e sincero all'altro «Ma tu sai anche che a me non importa shishi»divertita. Gonfia le guance come una sorella che non riceve il regalo dal fratello il giorno del compleanno «Potevi sforzarti antipatico» mostrando una linguaccia«Gne» dispettosa, anche se il tono si vede è divertito. Sorride dolce nel vedere che non scaccia le mano, la sinistra dalle proprie e la destra dal ciuffo«Shishi» ridacchiando divertita a quello sbuffo. Arrossisce nel sentirgli dire quelle parole e notando il braccialetto, ancora al polso dell'altro «....»scuotendo i lunghi capelli e fissandolo negli occhi ambrati «Lo spero bene, sono una donna molto impegnata ed ogni momento con me ha un valore unico»sorridendo divertita «Shishi» e canzonandolo un pochino «Comunque fai bene ad avere paura» gli dona le spalle andando ad incrociare le braccia sotto il seno generoso che si alza, mentre la coda morbida punzecchierebbe, delicatamente, il busto del moretto «Non faccio in tempo a tornare e sapere che sei qui» per non dire che sembra voglia entrare negli Hoshoku «Che Samael mi dice fate a botte» voltandosi e guardandolo per intero «Beh almeno sembra sei intero» sospirando «Mhaaaa~» abbassando le orecchie e facendo spallucce «Beh almeno ti sei fatto le ossa dai» scuotendo il capo «Poi cos'è questa storia?». Osserva ora il novellino che proferisce quelle che, per la one, non sono certo un complimento «Dalla sua?» alzando un sopracciglio «Ti sbagli Neil» seria «Voglio bene ad Ed e sono felice che stia bene e che voglia trovare il suo posto nel mondo» seria e glaciale «Ma sono la Black Jade del gruppo Hoshoku e come tale non faccio sconti a nessuno» seria e tranquilla «E questo lui lo dovrebbe sapere se ricorda come la penso» sorride dolce al moretto «Comunque si sediamoci dai» provando a prendere la mano del moretto, ed il suo floute «Così mi fai capire cosa ti spinge a voler entrare nel mio gruppo» alla fine le tocca lavorare. Scuote il capo mentre si siede, si spera seguita da Edward che vorrebbe quasi costringere a sedersi con lei , e risponde al damerino «Ti ringrazio, ma qui cucinano i cuochi addetti, io gli ho solo mostrato come si fa» sincera «I dolci dello Cherry sono opera mia, mentre quelli degli altri locali, e quelli dello cherry quando non ci sono, li fa una persona di fiducia» la sua sorellina Smiley. Sorride «Imperturbabile eh?»sorridendo e[Glu] bevendo.

00:24 Nathaniel Woods [Spider Cafè - Bancone] Testimone di una situazione alquanto peculiare, osserva in silenzio, sorseggiando dal proprio bicchiere di Whisky una misura di quel liquido ambrato. Scende lungo la sua gola, lasciando al proprio passaggio una striscia di bruciore piacevole. Osserva la lupa alzarsi e comportarsi in maniera inaspettata agli occhi di Nathaniel dimostrando a gesti e parole una conoscenza tra i due ben più profonda di quella che si sarebbe potuto aspettare. Conoscenza che spiega anche la reazione del giovane dagli occhi d'Ambra. Osserva Ayame avvicinarsi a quello, con fare dolce e soave, cercare di toccargli il viso e guardarlo negli occhi. Chiaramente i due si conoscono da prima, molto prima, di quanto lui abbia conosciuto Edward e sentito la sua storia. Ricollega quel gesto della Hoshoku, quell'indicare il volto con l'indice, a quella maschera che il moro portava prima di conoscere Samael. Sorride, mentre nuovamente un altro sorso bagna le labbra e la lingua, lasciando quel sapore di rovere al suo passaggio. Ascolta quelle poche parole che la Mink direziona all'altro prima di rivolgersi a lui stesso.«Non lo sapevo proprio!» Ammette. «Allora devo farti i miei complimenti, la torta alle fragole del deserto è semplicemente magnifica.» Le dona un occhiolino, chiudendo velocemnte la palpebra sinistra sull'iride scarlatta. «In un certo senso sono sollevato che sia quella la ragione..» Sospira, lasciando ai due la scelta di condividere con lui quella storia, se ne avessero voglia. «Mi sono chiesto cosa avesse potuto dar vita a quella sua reazione, essendo lui così...» Cerca la parola. «..imperturbabile...» Sorride alzando il sopracciglio. «Avevo immaginato il peggio..» Sarebbe potuto essere qualcosa di veramente peggiore di una semplice, passata, conoscenza. «..invede guardati.» Rivolgendosi a Ed. «...sembra che tu abbia dalla tua già una delle componenti di spicco del gruppo..» Sorride verso l'amico, in luce di quello che Mister Hody gli ha raccontato qualche sera prima. «Comunque è un piacere rivederti, è da qualche giorno che non ci si becca.» Lo guarda. «Come stai?» Sorride. «Ci spostiamo ad un tavolo magari?» E si alzerebbe. «Per cortesia porta il caffè del ragazzo a quel tavolo..» Indicandone uno vicino ai due compagni, dove andrebbe a prendere posto se gli altri facessero lo stesso.

00:19 Menethil Edward [Spider Cafè | Interno] Oramai finito in una delle situazioni nelle quale sperava di non finire per almeno altre settimane, il giovane scuoterebbe dolcemente il capo socchiudendo le palpebre, mostrando un sorriso amaro ed andando a massaggiare le marcate occhiaie «Mhm» mugugnando dolcemente, cercando nel mentre di ricomporsi riprendendo la calma. Infilerebbe i guanti nella tasca sinistra della giacca, ignorando i commenti sul proprio abbigliamento esposti da Niel, della quale si accorgerebbe solo ora della presenza. Ma non ignorerebbe quanto detto dal giovane che, non solo si ricorda della reazione di Edward avvenuta tempo addietro, ma lo andrebbe anche ad esporre alla donna. Come si suol dire: oltre al danno, la beffa. «Tsk» schioccherebbe la lingua pensando all'ulteriore seccatura venutasi a creare a causa degli spudorati commenti di Niel, alla quale riaprirebbe entrambi gli occhi andando ad osservare i due interlocutori posandoli per primi sul volto della donna che gli starebbe alzando il mento. L'ascolterebbe parlare calmandosi man mano sempre più «Già» risponderebbe all'ovvio commento sul suo comportamento. Lascerebbe che questa gli prenda le mani «Mai stato un amante del contatto fisico lo sai...» inizierebbe a dire nel mentre il volto torni quello stanco ed annoiato, seppur con ancora un filo di tensione presente «...Un abbraccio sarebbe troppo» concluderebbe andando ad annuire alla proposta della lupa. «Mi basta del caffè grazie» affermerebbe scuotendo dolcemente il capo scuotendosi di dosso gli ultimi tremolii. Non presterebbe attenzione allo scambio di parole che avverrebbe nel mentre tra gli altri due, difatti gli unici pensieri che gli passerebbero alla mente, sarebbero entrambi una spiegazione: il primo riguardante alla propria assenza ed il secondo il modo di agire assunto non appena abbia visto la donna. Ma a quest'ultimo ci penserebbe la stessa che andrebbe a rivelare il motivo prendendoci in pieno, al quale Edward quasi si imbarazzerebbe per la, a suo pensiero, facile lettura. In risposta a questa andrebbe solo a fare un delicato cenno del capo socchiudendo gli occhi, per poi sentirsi il ciuffo castano cenere venire scompigliato accompagnato ad un insulto che gli giungerebbe alle orecchie. «Ufff» sospirerebbe dolcemente tentando di scaricare la tensione «È bello rivederti Ayame» lascerebbe quindi che un commento sincero esca dalle labbra.

 

00:04 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì] La serata procede, mentre l'aria fredda del deserto, che entra ogni qual volta la porta viene aperta, lascia che l'odore di sabbia e salsedine giunga nella sala aromatizzando quell'altresì locanda pregna di dori forti. Le mani si portano giunte al petto nell'osservare la reazione del moretto davanti a se «Ed..?!» vedendolo tremare ed abbassare lo sguardo. Sorride più addolcita verso il ragazzo con il quale aveva passato tante ore, a discutere sul passato, sul presente e sul futuro, ripensando alle parole dei fratelli, di chi, ponendolo sotto osservazione del branco, le aveva riferito che il moretto sentiva di essere in debito con la lupa. Si alza lentamente dallo sgabello per [Tap] muovere quei pochi passi che la separano dal ragazzo, forse per Neil vedere Ayame così dolce sarà una sorpresa, ma per il momento intorno alla one non v'è altro che quel piccolo ragazzo, fragile ed impaurito da uno dei suoi soliti fantasmi. Tenterebbe di avvicinarsi ad Edward e provando ad alzargli il mento con l'indice destro, sempre se lui la lascierà fare, proverebbe a farsi guarda negli occhi mostrando all'altro un dolcissimo sorriso. Lo vuole rasserenare «Hei Ed, non è da te fare così» con un dolcissimo sussurro «Speravo in un abbraccio a dire il vero, non che non mi guardassi nemmeno in faccia» pigola debolmente mentre la mano mancina proverebbe, se lui vorrà, a posarsi sulle mani altrui «Sono felice di vedere che stai bene» il tono caldo e dolce « Ti va di farci compagnia?» aspettando una risposta dell'altro, ma preoccupata aggiungerebbe «Ti va un bel caffè nero bollente?» sorridendo dolce «Ed un chicco di caffè ricoperto di cioccolato?» provando a destarlo da quella specie di torpore in cui è caduto. Si volge ad annuire al novellino «Certo che sono opera mia» stupita «Sono una cuoca, con specializzazione nel campo dolciario, te l'ho detto la catena dei Black Cherry Caffè è mia» scuotendo il capo «Ma per lo più controllo che il magazzino sia fornito a dovere, lasciando spazio ai nostri ragazzi» sincera. Sorride dolce «Ti capisco, io ero solita andare ad Enumalu per stare in pace e tranquillità, il deserto di notte è meraviglioso» scuote il capo «Tranquillo sentivo il suo odore» rivolta al moretto li a fianco «Siamo amici, e credo ha timore che lo sgridi, vero Ed?» dolce «E non pensa invece che sono solo felice di vedere che è ancora vivo e vegeto» provando a scompigliargli il ciuffo cenere, sempre se vorrà, «Idiota» con una dolcezza unica sia nei modi che nella voce.

23:54 Nathaniel Woods [Spider Cafè - Bancone] Il bicchiere di whisky gli viene poggiato dinnanzi e la destra, guantata di bianco, corre a brancarlo, cingendo il vetro con palmo e dita. Lo sguardo si alza e si pone sulla lupa mentre questa osserva quel suo cocktail con uno spiedino di frutta e va a rigraziare lo staff. «Tutto molto bene...» Sorride come suo solito, con quella sua peculiare cordialità e cortesia. «Le cucine?» Chiede incuriosito da quella strana affermazione, siccome la lupa tutto sembra tranne che una cuoca. «Non mi sarei mai aspettato questo interesse, devo dedurre che i dolci e le pietanze sono in qualche modo opera tua?» Chiede, del resto ha imparato che i vari membri del gruppo hanno molteplici capacità. «Semplicemente avevo bisgono di un cambio di scenario, Yuba ed il Purgatory sono decisamente accoglienti, ma ogni tanto mi piace venire nel deserto di notte..» Sorride. «...mi piace il silenzio..» Ammette. «E poi già che c'ero, un whisky allo Spider è un'ottima continuazione di serata.» Decisamente il liquore servito nei locali di proprietà della Hoshoku sono di ottima qualità. «Caffè?» Chiede, collegando immediatamente la parola ad Ed. «Non cred...» Non conclude la parola mentre si gira e lo vede. «Ed, Buonasera!» Eccolo, davanti all'entrata, ad armeggiare con tutti quei suoi svariati accessori di quella sua nuova mise. «Vedo che stai sfoggiando un nuovo abito, molto carino!» Ammette sincero. «Mi piace!» Poi nota quella sua reazione, quel suo tremore che in precedenza il moro dagli occhi scarlatti ha visto anche quando gli aveva proposto di entrare, assieme a Gerrard, al Black Cherry. «Ma non dirmi che..» Sorride. «...vi conoscete?» Si rivolge alla Lupa. «Che cosa gli hai fatto?» Curioso. «Già una volta quando stavamo per entrare al Cherry è praticamente scappato, penso per paura di vederti, a questo punto..» Spiattella tutto senza rimorsi.

23:42 Menethil Edward [Spider Cafè | Interno] Inclina dolcemente il capo verso sinistra facendo entrare in contatto l'orecchino portato con la propria spalla, grazie a questa interazione il giovane ricorderebbe di star indossando il vecchio accessorio raddrizzando nuovamente la testa. Non si curerebbe del fatto che chiunque sia presente all'interno del locale possa notare sia le cicatrici su petto ed addome sia il vistoso tatuaggio presente sul pettorale destro difatti, continuando a seguire le proprie abitudini, scruterebbe i propri dintorni con fare annoiato e distratto, sperando intensamente che possa trascorrere una serata tranquillo a godersi del caffè senza doversi preoccupare di nulla. Nel mentre afferrerebbe la fascia color cremisi tirandola verso il basso sfilandola completamente, dopodiché abbasserebbe lo sguardo volgendolo alla propria vita iniziando ad avvolgerlo non intenzionato a doversi preoccupare che il capo scivoli via e cada a terra. «Mhm» mugugnerebbe dolcemente durante il processo, nel mentre rifletterebbe sul fatto che gli sarebbe alquanto comodo far cucire la fascia direttamente alla giacca. «Uff» Una volta conclusa l'azione passerebbe ai propri guanti neri, andando a sbottonare la cinghia che gli avvolgerebbe i polsi ed sfilandoli tirandoli delicatamente dalle punte. Finalmente riuscitosi a svestire dagli accessori che gli impedivano di rilassarsi completamente, tornerebbe a muovere i propri passi verso il bancone sollevando lo sguardo solo al sentire il proprio nome, o quantomeno un abbreviazione, venire pronunciato. Il giovane sentendo una voce alquanto familiare si fermerebbe di colpo, completamente immobile, alzando lentamente lo sguardo in direzione della voce temendo per la propria intuizione. Difatti appena poserebbe lo sguardo sulla lupa, l'espressione cambierebbe completamente assumendo un volto stupito con occhi sgranati e labbra leggermente divaricate. Tra tutte le persone che poteva incontrare, è andato ad incrociare quella della quale temeva più un ritrovo. Di conseguenza lo sguardo si abbasserebbe velocemente: prima al proprio petto e poi al braccio ed alla mano destra, coperti dalle nuove cicatrici iniziando a tremare leggermente già immaginando ad un eventuale domanda della donna ed al fatto che non avrebbe pronta una scusa da rifilarle. Il giovane sempre più in preda al panico inizierebbe a sudare freddo, andando sempre più ad assumere un atteggiamento già visto una volta da Niel nei pressi del locale della donna.

23:33 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Spider cafè -Bancone] Gli occhioni, verdi come la giada più intensa permangono chiusi, mentre il petto generoso si alza appena immagazzinando aria nei polmoni che piano piano viene buttata all'esterno in un versetto dolce, simile al cinguettio di un uccellino «Mhaaaa~» mentre le mani si portano, lentamente, dietro la nuca e, con delicatezza, sciolgono lo chignon che li tiene legati. Il capo si muove lentamente, lasciando che i neri. ed ormai lunghi, capelli ondulati, come le onde del mare, si sciolgano andando a coprirle le spalle, mentre la coda morbida, sporcata con quell'unica nota di colore del suo manto color pece, si muove lenta in contrasto ai capelli emanando il suo dolce profumo di ciliegia. Apre gli occhioni nel sentire il rumore del floute che le viene posato davanti, lasciando che le verdi iridi fissino lo spiedino di frutta al suo interno, strappandole un dolce sorriso «A quanto pare i ragazzi del Dinner vi hanno aggiornato eh?» ghigna divertita andando ad annuire con il capo come ringraziamento «Grazie» in fondo i baristi si saranno passati la voce che le piaceva così il suo Cocktail forse era anche opera di Jack? Chissà ma almeno aveva anche la cena ora. Muove la man dritta a scostare una ciocca di capelli mentre la gemella afferra il floute per portarselo alle labbra mentre il nero tartufo, inconsciamente, inizia a [Sniff] annusare un odore familiare, anche troppo. Viene distratta dalla figura del novellino che le spunta al fianco «Buonasera Neil» tranquilla e gentile «Bene grazie» pacata nei modi «Tu?» donando un accenno di confidenza al nuovo venuto «Nulla di inusuale, tendo a fare il giro dei locali una volta al giorno per occuparmi delle cucine» fa spallucce «Mi assicuro che non manchi nulla o controllo che non ci siano problemi» sorridendo, mentre [Sniff] il tartufo si muove ancora «Tu?» rendendola distratta [Sniff] e confusa «Non senti quest'odore di caffè?» così familiare. Tanto familiare che [Sniff] l'istinto primordiale la spinge a voltarsi verso un nuovo arrivato. Le mani si portano al musetto che si apre per lo stupore, comprendo una bocca che assume la forma di una bella "o" di stupore mentre lo sguardo di giada ricerca quello d'ambra del giovane moro «E E ED?!» sgrana gli occhioni nel vederlo senza maschera e nel notare quella ciocca color cenere nel suo crine altrimenti pece «C c che è successo?» indicandosi il viso all'altezza degli zigomi, come a fargli notare che non ha la maschera, mentre la coda si muove più veloce.

23:17 Nathaniel Woods [Spider Cafè] Un'altra giornata è volta al termine ed il sole ha lasciato il palcoscenico, cedendo il passo alla bianca luna ed agli astri che illuminano le dune del deserto alabastino. Il moro avanza verso l'uscio illuminato dello Spider Cafè con passo lento e cadenzato. Ad ogni scambio delle leve inferiori il fodero di Branco sulla schiena si muove, colpendolo lievemente sulla schiena. La guaina nera con intarsi scarlatti taglia il dorso diagonalmente dalla spalla sinistra alla natica destra. Una cintura nera lega il fodero al busto, chiudendosi appena sotto i pettorali. Il palmo della mano destra, guantata di bianco, si appoggia sul legno della porta, spingendolo verso l'interno e di fatto entrando nel locale. I faretti del soffitto illuminano tutta l'alta stanza a giorno. Nathaniel muove due passi verso l'interno, in direzione del appendiabiti [Clak Clak] Ogni passo risuona quando il tacco basso delle scarpe nere di vernice imattano con il pavimento del locale. Cala il cappuccio, mostrando il crine color pece legato in uno chignon alla nuca. La mancina si muove ed il mantello viene svestito ed appeso al supporto, mostrando sotto di esso un abito in tre pezzi dal color porpora. Sotto il gilet che cinge il busto dell'avventuriero una camicia bianca copre la carnagione candida, lasciandola visibile solo là dove il primo bottone rimane slacciato. Le iridi scarlatte scandagliano il locale mentre la snella figura si dirige verso il bancone opposto all'entrata. Immediatamente nota là in fondo una figura conosciuta, quella della Mink Ayame, o forse Erza, ma quello non ha alcuna importanza per il momento. «Buonasera Ayame.» Dice avvicinandosi al bancone, mentre rimane ancora alle sue spalle. «Come stai?» Avanza verso quegli sgabelli, prendendo posto accanto alla conoscente e voltandosi verso il barista. «Un whisky per cortesia..» Sorride cordialmente, voltandosi poi nuovamente verso la lupa. «Che piacere vederti, cosa ti porta da queste parti stasera?» Chiede.

23:11 Menethil Edward [Spider Cafè | Esterno-Interno] La notte oramai è calata sull'isola di Alabasta ed attualmente il giovane Edward è in marcia in direzione di uno dei locali da lui più frequentati. «Mhm» mugugna dolcemente spostando lo sguardo sul nuovissimo abbigliamento, passando le dita della man destra ricoperte dal guanto in pelle nera, sulla fascia cremisi legata attorno alla spalla sinistra. «Ci voleva proprio un nuovo completo...» mormora tra sé e sé continuando a muovere i passi oramai quasi giunto al locale, nel mentre pensando a quello completamente nero regalatogli da Samael. Giunto all'uscio del locale si soffermerebbe qualche secondo iniziando a compiere la propria routine: difatti portando la mano sinistra davanti al volto, privo di maschera, sistema le ciocche di capelli spostandoli verso l'indietro del capo, liberandosi dalla visuale il fastidioso ciuffo color cenere. Dopodiché spostando l'ambrato sguardo verso il basso, comincerebbe a slacciarsi l'immacolata giacca bianca andando di conseguenza a liberare l'intero petto ed addome esponendolo al gelido clima. [Brrr] i brividi causati dal freddo non tarderebbero ad arrivare, ma il ragazzo è intenzionato ad evitare che il corpo si abitui da vestito, alla temperatura interna del locale. Infine passerebbe il palmo destro sul gioiello color ghiaccio attaccato alla cintura, osservandolo e cercando di farlo risplendere ai raggi della luna «Mhm» mugugna nuovamente osservando il polso sinistro con indosso il bracciale regalatogli tempo addietro da una delle sue conoscenze, iniziando a compiere il medesimo gesto con le varie pietre presenti su di questo. Una volta soddisfatto del risultato «Ufff» dopo un lungo sospiro, afferrerebbe la maniglia della porta iniziandola a girare intenzionato ad entrare all'interno dell'edificio, non prima di essersi chinato ed aver scrollato la sabbia da pantaloni e stivali. Si infilerebbe velocemente richiudendo la porta alle proprie spalle e compiendo qualche metro verso il bancone intento a godersi quanto prima il calore presente all'interno, socchiudendo gli occhi e [Yawnn] sbadigliando con espressione priva di emozioni, se non noia e stanchezza.

23:06 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Spider cafè -» Interno -» Bancone] La luna candida, musa di poeti e cantastorie, brilla alta nel cielo dell'isola d'estate lasciando che i suoi candidi raggi illuminino le dune dorate del deserto facendole brillare e rendendo l'atmosfera suggestiva, quasi romantica. La piccola one, avvolta nel suo nero e lungo mantello, con tanto di cappuccio, che la copre interamente, per proteggerla dal freddo del deserto, si sta dirigendo, con passi calmi e tranquilli, verso uno dei locali barocchi, uno dei simboli storici dell'isola d'estate, lo Spider Caffè. per controllare che la situazione sia sotto controllo. Indossa, sotto il mantello, un vestito dal gusto orientale. I lunghi capelli corvini sono acconciati in un chignon alto con tanto di ferma capelli a fiore e bastoncino, mentre la parte alta del corpo è fasciata in una camicia bianca, con collo occidentale bordato con cordino dorato, e delle maniche a tre quarti a sbuffo con tanto di riccio. La camicia termina in un corsetto di pelle nera che è un body in realtà dal quale partono i pantaloni di pelle, a tre quarti, con tanto di fibbie e cinture che ne fasciano le cosce tornite. Ai piedi un paio di scarpette gialle con tacco di dieci centimetri semplici e comode. In vita una cintura di pelle gialla, dove a destra svetta il borsellino e la frusta, ed a sinistra porta la sua katana. Tra le mani una borsetta nera in cui tiene a portata di mano varie cosette. Avanza [Tap] tranquilla verso il locale, per superare la porta e dirigersi al suo interno. Una volta arrivata dentro, lascerebbe il nero mantello appeso all'ingresso, lasciando così che i vestiti siano visibili come la morbida coda che tranquilla inizia a muoversi, libera dalla stoffa nera, ed ad emanare il suo solito profumo di ciliegia. Avanza, lenta e sinuosa con la coda che ne segue le movenze, verso il bancone per occupare uno degli sgabelli liberi e con il solito tono di voce, dolce e gentile saluterebbe il billions dietro il bancone «Buonasera» con un dolce sorriso «Va tutto bene?» una volta ascoltata la risposta continuerebbe «Mi prepari un Cocktail Champagne caro?» dolcissima «Per favore?» con tanto di mani giunte in preghiera e la faccetta innocente con gli occhioni sgranati e le orecchie che si muovono lente. Fatta l'ordinazione gli occhioni di giada si fissano a guardare il retrò del bancone con aria distratta, mentre la mano destra regge il musetto nero, per poi socchiudere gli occhi e «Mhaaaa~» sospirare tranquilla, quasi assonnata.