00:37 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.] Le sorride divertito rilassando tutti i muscoli del corpo. «Life is bet. La vita è una scommessa e se non si rischia no è divertente viverla.» Le risponde con semplicità, facendole capire che non ha intenzione di demordere. Ormai vede già tutto il live nella sua mente, di come potrebbe essere. «Noi si prova prima di fare live, ti insegna io e una bella donna no fa perdere fans.» Solleva le spalle, come se avesse detto la cosa più ovvia del mondo. Gl'occhi restano puntati su di lei per tutto il tempo, osservandola mentre porta la ciocca di capelli dietro l'orecchio. Quella visione lo rende ancora più convinto della sua scelta. Tende la mano destra verso di lei per prendere il numero che gli stà porgendo, sorridendogli con soddisfazione. «Io ti chiama sicuro. Ti offre da bere e noi parliamo ok? Ma io no è tipo che si arrende. Tu è avvisata.» Abbassa appena lo sguardo ad osservare la calligrafia della donna, risollevandolo pochi istanti dopo ad incrociare per l'ultima volta gl'occhi di lei. «Good night bella Galia. End good luck con tuo amico John.» Solo questo le dice, restando ad osservarla finchè non scompare dietro la porta. Sorride con soddisfazione. Piega il biglietto e lo infila tra le corde della chitarra per poi poggiare lo strumento sul pavimento, distendendosi sul lettino ad osservare il soffitto. Chi lo avrebbe mai detto che in un posto come una clinica medica avrebbe potuto trovare un'idea così bella per i suoi concerti? ||

00:29 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Stanza] Il sorriso si addolcisce, e fa un leggero cenno di assenso col capo. «Volentieri.. Sono curiosa di sentirla.» Lentamente si rimette in piedi, sistemando il capotto rosso in modo che ricada lungo il corpo magro. «E' una scommessa più che una promessa, sai?» Domanda in sua direzione, sollevando gli occhi dorati. «Potrei anche farti fare brutta figura perché non so seguire il ritmo.. O farti perdere fan» E chiaramente si riferiva al pubblico femminile. Sospira sommessamente, portando nuovamente la mano sinistra al viso, scostando una ciocca di capelli dietro l'orecchio. «Facciamo così.. Tu riprenditi ed esci da qui.. E poi ne parliamo.» Inizia dunque a rovistare nella borsa che porta con sé per tirar fuori un taccuino ed una matita. «Non ho ancora deciso quanto tempo mi tratterrò a Sabaody.. Ma nel caso mi puoi contattare a questo numero.» Strappa così una pagina su cui aveva scribacchiato . «Ti farò vedere di persona quanto quest'idea non sia buona..» Una leggera risata esce dalle labbra, attendendo che l'altro prenda il biglietto. «Ti auguro una buona notte, Symon.. Ed una pronta guarigione.» Si china ancora una volta, prima di avviarsi verso l'uscio. Da lì proseguirà forse la sua ricerca o tornerà semplicemente il giorno dopo, se non se ne dimentica||

00:20 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.] Il viso di Symon si illumina nell'apprendere che la donna è originaria di Alubarna. «Wonderfull! Io ama quella città, ho anche dedicato lei una di mie canzoni che più ha avuto successo: ?Sweet home Alubarna?» Le rivela, gonfiando ancora il petto con orgoglio. «IO ha molti ricordi in Alabasta, ha anche vinto un contest di musica con mio amico Chester. Maybe un giorno io fa ascoltare te that song se tu vuole.» La Sandy Island è stata una delle tappe di maggior risciuta del suo tour, seguita a ruota dalla Sabaody. L'inizio della sua fama da musico, guadagnandosi i primi titoli sul giornale. «Why not?» Chiederebbe poi cercando di farle cambiare idea sul fatto di esibirsi. «Io già deve cantare e suonare chitarra, io non può fare anche quello. C'mon! Tu è anche bellissima donna, se supera timidezza tu vedrà che piacerà molto a gente. Noi può anche pensare a balletto o a pezzo di canzone da cantare insieme. Io è sicuro che questo piacerà molto a gente. Se tu accetta io ha un debito con te e tu può chiedere qualunque cosa.» Si stà esponendo quindi, e non poco. Un patto vincolante a scatola chiusa che potrebbe sancire grossi problemi. Questo vale la sua arte ed il suo sogno, messo al primo posto assoluto su tutto il resto.

00:12 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Stanza] Incredibile come stessero parlando di due persone diverse, ed al tempo stesso così simili. Da una parte, il fruttato Mera Mera con i suoi modi poco ortodossi. Dall'altro il suo ex capitano che girava per Drum con un cocomero sotto braccio. Difficile davvero dire che si trattava di due persone diverse. Anche l'espressione sul suo viso si fa seria. «Comprendo.. E so di che parli.. Sono originaria di Alabarna.. Per quanto ho vissuto prevalentemente a Water Seven.» Mormora rivelando quel poco su di lei. Le mani vengono poggiate sulle ginocchia. «Oh, buon per lui..» Dal tono, e dall'espressione era sincera: l'angelo non lo interessava sotto quel punto di vista. Di fatti, non c'era gelosia o imbarazzo nella voce, ed anzi non sembrava interessarla particolarmente. Quando il discorso torna su Auron, ne osserva i movimenti, studiandolo. Percepiva un sentimento che aveva già provato in passato. Abbassa lo sguardo, semplicemente annuendo, per poi lasciare che un sospiro esca dalle labbra. «Mh..» Sembra pensare alla sua proposta. «No, non mi sembra il caso.. Sono una frana con queste cose..» Una leggera risata imbarazzata le esce dalle labbra. «Posso prestartene una, nel caso.. Ma suonare dal vivo.. Su un palco.. Con delle persone che assistono..» Il tono si fa sempre più basso e lento, marcando il terrore a fare una cosa del genere.

00:02 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.] Sorride a quell'aggettivo collegato a Vash. «Si, interessante è dire poco.» Conferma con tono divertito. Quando l'ha conosciuto ha cercati fare merchandising sui concerti del rocker. Questo unito ai poteri rogia lo rendono senza dubbio una persona unica nel suo genere. «Io anche è prima volta in Sabaody. E' una isola magica, ma come per Alabasta suo cuore è tenuto in una morsa scura. Vendita di schiavi, uomini di imperatore Fuku che fa esperimenti su gente...» Diventa per silenzioso per qualche istante, il sorriso che svanisce sul suo volto ripensando agli atti terroristici di quei pirati e alla loro incredibile forza. «Ah, angel John allora.» Risponde annuendo, coniando quel nuovo soprannome per l'alato. «Ha brutto carattere ma sembra che faccia colpo su donne.» E' convinto che ci sia del tenero tra lui e Asuna, e ora anche la bella Galia sembra essere interessata a lui. Che sia il fascino dell'esotico? O magari le ali? Magari potrebbe crearsene un paio anche lui. «yeh, quel Newgate. No credo ce ne siano altri. E' molto forte, ma prossima volta lui no sarà così fortunato.» Non lo dice per vantarsi, anzi. Le mani si stringono con forza sulle caviglie pronunciando queste parole, questa promessa. Si scuote subito dopo facendo ricomparire il sorriso sulle labbra, come se nulla fosse successo. «Si lavoro di un musicista non si ferma mai. Io stà preparando una nuova canzone per prossimo live. Tu potresti suonare con me, mi piace suono di tue campanelle.» Avanza quindi quella proposta, avendo già in mente un modo per sfruttare quel suono angelico.

23:48 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Stanza] Ascolta il dire che riguarda Vash, annuendo un paio di volte. Non sembra spaventarsi dalla realtà dei fatti: colui che stava cercando era un pirata ed anche famoso. Ma che fosse un pirata lo sapeva già. «Capisco..» Mormora semplicemente. «Sarà un tipo interessante..» Commenta con una leggera scrollata di spalle. «No, non sono di Sabaody.. Anzi, è la prima volta che la visito..» Ammette senza girarci troppo. Ascolta la sua spiegazione con viva attenzione «Usano le bolle.. Per raggiungere l'isola degli uomini pesce..» Mormora, ripetendo le sue stesse parole. C'era una nota di viva curiosità sia nella voce che negli occhi dorati. Che tuttavia viene quasi cancellata quando si torna a parlare del paziente. «Quello giovane, con le ali, si..» E senza nemmeno chiederlo, si siede ai piedi del letto. Le sue ultime parole la fanno rimanere in silenzio, sbatte un paio di volte le lunghe ciglia nere. «Contro quell'Auron Newgate?» Chiede abbassando anche il tono di voce: non sia mai che qualcuno stesse origliando. Una smorfia divertita si dipinge sul viso, mentre lo squadra ancora, adesso da vicino. «Se quel che dici è vero..Allora si, direi anche io che quelle sono bazzecole in confronto..» E nel dire ciò, fa un cenno col capo verso le bende. «Quindi.. Sei un musicista.. Farai qualche altro concerto?» Domanda senza girarci troppo intorno.

23:32 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.] Con le gambe ancora tenute incrociate, la mani verrebbero poggiate sulle caviglie piegando leggermente il busto in avanti per protendersi verso la donna, con curiosità. «Vash è pirata molto famoso da queste parti. Lui ha distrutto casa d'asta qualche mese fa e sua testa è su molti avvisi di taglia.» Spiega questo in tutta serenità, infondo sono informazioni ben note ed è inutile nasconderle, è un personaggio pubblico ormai. Volge lo sguardo ad osservare quello che lei indica oltre la finestra. «Oh tu no è di Sabaody than. Io no sa da dove viene ma in tutta isola capita che salgono bolle. Sembra che qui usano quelle per proteggere navi e raggiungere isola di uomini pesce che si trova sotto il mare.» Questa spiegazione esce dalla sua labbra con aria sognante, ammirata. Adora queste storie, sono un'ottima fonte di ispirazione per la sua arte. Torna quindi ad osservare la ragazza con un sorriso sulle labbra. «John? Vecchio con lunghi capelli bianchi? O giovane con ali su schiena?» Si conosce ben due persone con quel nome. Non lo sorprenderebbe scoprire che uno qualunque dei due possa trovarsi ricoverato. Uno è vecchio con salute molto cagionevole mentre l'altro... Beh è una testa calda. «Oh so sweet, tu ti preoccupa per me bella Galia? Don't worry, io no è morto contro imperatore Auron Newgate e io di certo no muore per things like this.» Non fa un segreto nemmeno del suo scontro con l'imperatore, infondo anche questo può portargli la fama che cerca. Non è per questo però che ci ha combattuto, e di certo la questione non è ancora conclusa, un giorno avrà la vendetta che cerca per il suo capitano caduto.

23:24 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Stanza] Rimane in piedi, osservandone l'espressione che diviene perplessa. Un leggero mugugno in segno di assenso, seguito da un movimento del capo. «Sembra essere particolarmente famoso sull'isola.. Quasi tutti quelli con cui ho parlato lo conoscono.» Commenta con una leggera scrollata di spalle. Alla sua successiva domanda, distoglie lo sguardo. Si muove lentamente allontanandosi dal lettino per avvicinarsi alla finestra. «No, non è un mio parente. E' una curiosa coincidenza.. Pare che abbiamo lo stesso cappotto, e la cosa mi ha lasciata un po? perplessa.» Lascia così cadere il discorso che riguarda Vash, lanciando un'occhiata ad osservare una di quelle bolle oltre il vetro che risalgono verso il cielo. «Cosa sono quelle?» Chiede perplessa, e non era la prima volta che lo faceva.. Ma a quanto pare nessuno aveva ancora colmato quella lacuna. «Oh, non direi.. E' un ragazzino un po? petulante. Ma ieri aveva delle brutte ferite, lo abbiamo portato qui con un altro amico.» Non era certa di poter usare quel termine. «Dovrebbe chiamarsi John, o qualcosa del genere. Ma non ti preoccupare.. Al limite lo cercherò un altro po? e in caso torno domani. Magari sta anche riposando ora.» Ritorna pian piano verso il letto, sembra ai piedi. Ascolta la sua presentazione. «Fa piano, prima che si riaprano le ferite.. Qualunque esse siano.» Un sorriso le si dipinge sulle labbra. «Mi chiamo Galia. Galia Tyler, piacere.» Un cenno leggero del capo alla sua presentazione, che non viene accompagnata da alcun ruolo, gruppo o quant'altro.

23:14 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.] Si sfila lentamente la chitarra poggiandola di fianco a sé, stesa sul letto, senza staccare gl'occhi di dosso a quella donna, squadrandola con interesse da capo a piedi. «Anche io?» Chiede un po' perplesso. Chissà, forse ha incontrato qualcuno dei suoi compagni e anche loro sono stati sorpresi dal fatto che lei indossi un cappotto del tutto simile al suo. «Si, io conosce Vash. E no. Well io è qualche tempo che non vede lui.» A dirla tutta sa anche come potrebbe incontrarlo, ma per quanto non sia immune al fascino di lei ha abbastanza esperienza di pirateria da non regalare tanto facilmente quel genere di informazione. «Perchè tu cerca lui? E' forse tuo parente?» Chissà, magari quel cappotto è una qualche sorta di cimelio di famiglia o qualcosa del genere. «Conoscente... E a te piace lui? Come si chiama? Maybe io può aiutarti a trovare in quale letto lo ha messo.» Incalza ancora, cercando di capire in che rapporti sia con il malato a cui stà facendo visita. Arriccia le labbra intuendo che l'altra non sia a conoscenza della sua fama. Forse il lavoro fatto fino ad ora non è ancora abbastanza. «Well, a little bit. Io è Symon S.Hudson. Io è un rocker e ha fatto molti live in Sabaody e Alabasta.» Spiega con fierezza, gonfiando il petto e tendendo così le bende che lo fasciano. «Quale è invece tuo nome bella signorina?» Porgendole questa domanda le indicherebbe il lettino con un cenno della mano destra, invitandola ad accomodarsi con educazione, curioso di sapere qualcosa di più su di lei.

23:07 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Stanza] Corruga la fronte alla sua prima domanda. «Conosci anche tu questo Vash?» Domanda con tono curioso, mentre muove qualche passo in avanti. «Sapresti anche dirmi dove potrei trovarlo?» Non si poteva definire esattamente timida. Ma entrare così nella stanza di uno sconosciuto, per quanto in una clinica, non era esattamente una cosa che faceva spesso. China il capo in risposta al saluto. «'Sera..» Risponde semplicemente, tornando ad osservare la chitarra. Faceva un po? di fatica a seguire quel discorso, in parte in una sgrammaticata lingua corrente, nell'altra in una che non conosceva. Ci metteva giusto qualche attimo, per cercare di interpretare il loro significato. «Oh, capisco.. » Annuisce un paio di volte, non essendo esattamente la persona con più ritmo in corpo. Amava la musica, ma più ascoltarla che altro. «Mio ragazzo.. Oh, no? No no» Scuote il capo un paio di volte. «Un conoscente, volevo vedere come stava.» Scrolla semplicemente le spalle, alternando lo sguardo fra lui e la chitarra. La navigatrice era da fin troppo poco tempo sull'isola, e di fatti.. «Sei famoso?» Chiede senza girarci intorno, fermandosi ai piedi del lettino mentre i grandi occhi dorati vengono sollevati sul volto del chitarrista. L'espressione sul suo viso è delineato da un leggero sorriso, e non vi è imbarazzo per quanto chiesto fino a quel momento. Solo una vispa curiosità.

22:55 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.][Arte liv.4] Le palpebre vengono sollevate maggiormente mentre Symon sposta lo sguardo in direzione della porta, studiando chiunque possa palesarsi oltre a questa. Le spalle vengono rilassate restando sempre in quella posizione, seduto a gambe incrociate sul lettino. Il cuscino tenuto dietro la schiena poggiato su questo con la fascia lombare, usandolo come sostegno. La prima cosa che attirerebbe la sua attenzione è quel cappotto a lui molto famigliare. «Vash? Are you man?» Chiederebbe inarcando il sopracciglio destro con stupore nel riconoscere l'indumento del suo co-capitano. Il bardo infatti fa da ponte per l'alleanza tra la ciurma del rogia del fuoco e quella del rogia del fumo. Non ci mette molto però a rendersi conto che quell'indumento non è indossato dal biondo spadaccino ma bensì da una bella donna dai capelli castani. «Oh good evening milady.» La saluta rivolgendole uno dei suoi soliti sorrisi cordiali e galanti, il sorriso che rivolge a tutte le sue fans del gentil sesso. Specie se belle come quella che ha davanti. Abbasserebbe lo sguardo sui campanellini di lei, che a quanto pare sono la fonte della musica che ha avvertito. «Why not? Tutto può essere usato to make music.» La mano destra si stacca dalla chitarra, iniziando a dare dei piccoli colpetti a ritmo sul bordo del lettino, facendolo tintinnale leggermente. «Così è nata musica. Con uccellini che cinguettano e con cose che sbatte su altre cose.» Spiega, sebbene non abbia una conoscenza tale da essere sicuro che sia successo realmente così. La sua storia però potrebbe suonare abbastanza verosimile. «Tu è qui per trovare tuo ragazzo? O ha sentito che io era qui e voleva che io regalasse te un autografo?» Ormai il suo nome stà iniziando a circolare sull'isola, quindi chissà che la presenza della sua donna non sia un ulteriore segno della sua fama in aumento.

22:49 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Corridoio] La musica viene interrotta, ed a seguito di ciò un sospiro le sfugge dalle labbra mentre gli occhi vengono sollevati verso il tetto. «Non volevo interrompere, mi scusi..» Inizierebbe col dire mentre scosta appena la porta. Se era aperta, non doveva temere di ritrovarsi qualcuno in desabigliè, giusto? Si affaccia ad osservare l'interno della stanza, fermando lo sguardo sulla figura sul letto. Parte dal cilindro, scendendo lentamente sui ricci e terminando infine sulla chitarra. La mano destra viene dunque posata sulla maniglia, in modo tale da scostare definitivamente l'uscio e far apparire interamente la figura della navigatrice avvolta in quel cappotto rosso cremisi. La mano sinistra viene portata alla nuca, in un lieve imbarazzo per esser stata "beccata" a spiare mentre l'altro componeva. Rimane lievemente perplessa tuttavia dalla parlata dell'altro. «Io? Suonare..» Lievemente spaesata, inizia a scuotere il capo castano. «Suonare?.. Oh, no.. No no.. Erano questi.. Non credo si usino per comporre musica.. Sono solo.. Decorativi ed un po? rumorosi in alcuni momenti..» Commenta con ancora quell'imbarazzo addosso mentre solleva la mano sinistra davanti a sé in modo che i due campanellini penzolino nel vuoto, ognuno di loro trattenuto da un nastro rosso. Rimane sull'uscio, senza compiere ulteriori passi all'interno della stanza.

22:37 Symon S.Hudson [Strumento musicale medio] [.:Clinica::Stanza:.][Arte liv.4] La mano sinistra scorre sul manico della chitarra andando a stringere le corde con i polpastrelli qualche tasto più vicino al manico. Il suono prodotto che cambia di tonalità, suonando ora leggermente più acuto ma altrettanto armonico. «There's no way to go... But believe me, I know! That you are my sweet Angeline!» Le parole che gli sgorgano dal cuore in quella sua nuova creazione. Stà infatti buttando giù d'istinto il testo per una nuova canzone dedicata alla bella infermiera che si è presa cura di lui quando è arrivato nella clinica. Ultimamente le sue creazioni si sono incentrate un po' sulla sua lotta contro Fuku, cambiare un po' il soggetto della propria arte è una ventata d'aria fresca per il bardo. Le note si staccano leggere dalle sei corde con volume sommesso per non disturbare i degenti che lo circondano. Non vuole agitarli ma al contrario intrattenerli, lenire in parte quello che può essere il dolore della loro anima, ferite che le medicine non possono guarire. Non quelle che sono state somministrate loro almeno. Avverte appena un leggero trolli di campanellini che lo portano ad socchiudere gl'occhi cercandone la fonte. Arresta per un attimo il suono della sua chitarra, cercando con lo sguardo la fonte di quel suono. «Hi there.» Dice cercando di attirare l'attenzione di chiunque ci sia nascosto, in ascolto dietro l'angolo. «MI piace that sound. Tu vuole suonare with me?» Chiede, non sapendo bene cosa sia a produrre quel trillo, ma chiaramente intenzionato ad aggiungerlo al proprio brano, trovandolo un suono adeguato alla melodia che stà componendo.

22:30 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Corridoio] Muove il passo lentamente, in modo che il tacco degli stivali non risuoni troppo di prepotenza nel corridoio. Sebbene? [Dling! Dling!] I campanellini al proprio polso non sembrano pensarla allo stesso modo. Ed anche a provare a zittirli coprendoli con la manica del cappotto sembrava futile poiché andava solamente ad affievolire il suono allegro e ritmico scandito dal passo. «Mh?» Una nota curiosa raggiunge senza troppa difficoltà l'orecchio della timoniera, che solleva lo sguardo ricercando la fonte della musica e della voce bassa che l'accompagna. Inclina appena il capo, spostandosi lungo il corridoio per raggiungere lentamente l'uscio appena schiuso. Una lama di luce si riversa sul pavimento, e nel suo fermarsi nei pressi dell'ingresso ne copre parzialmente. Non una parola viene emessa dalle labbra, su cui spicca un rossetto leggero e di un tenue rosa. Incuriosita, rimane ad ascoltare quel pezzo dietro l'uscio, non propriamente nascosta ma quel tanto che le basta da cercare di passare inosservata. Istintivamente abbassa la mano sinistra, facendo scivolare i due campanellini lungo il polso, producendo nuovamente quel suono metallico. [Dling!! Dliing!] Chiude le palpebre, volendo morire in quel preciso istante per il suono che potrebbe interferire con quello della chitarra dietro la porta.

22:16 Symon S.Hudson [.:Clinica::Stanza:.][Arte liv.4] Le ferite di Symon sono in via di guarigione. Il musico degli Stray Dogs si trova in questo momento seduto sul lettino, nella sua stanza. Il cappello a cilindro è tenuto poggiato sulla chioma id lunghi ricci corvini che ricadono sul busto nudo. Candide fasciature cingono il suo busto e le braccia, imbevute di pomata che agisce lentamente per cicatrizzare le ferite. Le gambe sono coperte da un paio di pantaloncini corti bianchi, le leve inferiori incrociate sul lettino su cui siede. Tiene in braccio la sua chitarra, una Ribson Les John originale di colore giallo da cui partono alcune note leggiadre che escono dalla porta socchiusa, riversandosi leggermente nella stanza celata alla sua vista unicamente da una sorta di tendina che divide i lettini presenti. Un giro in SOL molto armonico e dolce. «Light in the sky! A star that never dies!» La sua voce bassa. musicale e leggermente roca a causa del tabacco di cui è dipendente. «You are my sweet, Angeline...» La mano destra che accarezza lentamente le sei corte a ritmo. Occhi socchiusi dondolando la testa avanti e indietro, in trance. Si trova nel suo mondo, nel mondo dell'ispirazione in cui la musica lo trasporta ogni volta che suona.

22:12 Tyler Galia [Clinica di Sabaody | Ingresso] La porta si chiude con un leggero tonfo alle proprie spalle. Una nota pesante, che potrebbe rimbombare nel silenzio della notte. Non sapeva, di fatti, quanta gente "alloggiava" in quel periodo, ma uno in particolare era venuta a trovare. Certo, era calato il sole ormai da un po?. Ed anche l'ora di cena era passata da un pezzo. La sua presenza forse sarebbe anche risultata inopportuna, visto il caratteraccio dell'angelo. Ma visto che non aveva avuto notizie da quando l'avevano accompagnato alla clinica, aveva pensato di intrufolarsi nottetempo. La figura non è particolarmente alta, supera a malapena il metro e sessanta. Indossa un cappotto rosso cremisi che scende per tutta la sua figura fino alle caviglie. Un occhio attento potrebbe notare come sia di almeno una taglia più grande rispetto al corpo minuto, e anche quanto sia relativamente logoro. Come se qualcosa lo avesse tagliuzzato e avesse visto fin troppe battaglie per un normale cappotto. Per di più, sembrava essere un cappotto molto simile a quello indossato da un certo Gringo, e più di una volta lo avevano ricondotto a lui. Al di sotto, indossa una semplice camicetta bianca, a maniche lunghe, ed un paio di jeans scuri attillati che vanno ad infilarsi in un paio di stivaletti bassi e neri. Infine, una borsa di jeans è portata a tracolla, sul fianco sinistro. I lunghi capelli castani sono sciolti sulle spalle, e ricadono in morbide onde dietro la schiena, un po? scomposti. Una frangetta ricopre parzialmente la fronte, fermandosi all'altezza delle sopracciglia. Fa subito mostra del proprio essere disarmata, ed una volta domandato dove si trovava il moribondo, inizierebbe ad avviarsi lentamente verso il corridoio. Il passo è lento, mosso con estrema cautela per evitare che riecheggi troppo nel silenzio. Sebbene non abbia altrettanto successo con i propri campanellini, due dorati legati con dei nastri al polso sinistro. [Dling! Dling!] Un paio di occhi dorati saltella a destra e a manca, contando teoricamente i lettini.