23:49 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Sì, non sei contenta?» avrà un "problema" in meno nel locale e per i suoi "colleghi", «Tu non mi dai fastidio» solleverebbe le spalle a tale affermazione, «Mi dispiace per i tuoi colleghi» e con ciò, il senso di ironia salirebbe alle stelle comparse nel frattempo nel cielo alabastino. «Non è vero» lui si limiterebbe solamente a vivere libero seguendo quella dannata musica dell'avventura presente ovunque, «Forse dovresti conoscerlo tu» chissà, magari potrebbe imparare qualcosa di utile, «Magari aiuta i tuoi colleghi» uno più debole dell'altro, tutti pieni di limiti e soprattutto, fastidiosi. Cercherebbe, infilando entrambe le mani nelle tasche di quei suoi pantaloncini cargo, un pezzo di carta, difficile da trovare, ma che alla fine verrà estratto con la mano sinistra, portato sulla superficie lignea del bancone, verso la quale si avvierebbe, e poi, con una penna reperita chissà dove da quelle parti, ne andrebbe a copiare il contenuto su un tovagliolo, porgendolo infine verso la mink alla quale sorriderebbe, «Chiamalo» nient'altro da aggiungere, a lei spetta contattare il mentore del ragazzo, nonché più tutto di tutti. «Risposto male» ascolterebbe il suo dire, «Mh» un mugugno fine a sé stesso, come voler tralasciare tali parole, «Ripagatemi, allora» un gruppo celebre sull'isola dovrebbe davvero perdere tempo per un semplice ragazzo che a detta loro si sarebbe comportato male? Ubi maior minor cessat. «Non ci sono problemi» la libertà consisterebbe proprio in questo, «Il numero ce l'hai» glielo avrebbe consegnato su un tovagliolo, «Credi a quello che vuoi» che l'altra sia di parte o no, la cosa non lo tangerà finché le loro rotte non si ritroveranno in rotta di collisione. «Mi dispiace per la Hoshoku» ancora del sarcasmo dedicato ad un gruppo di persone incapaci nel salvaguardare i propri possedimenti, e con l'augurio della mink, si recherebbe all'esterno del locale, attraversando il gelo notturno, alla volta del suo nuovo alloggio. ||

23:12 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì] Ascolta tranquilla, le braccia incrociate sotto il seno generoso, le parole dell'altro, a tratti i suoi discorsi deliranti la fanno anche sorridere. Alza un sopracciglio alla parola "Pivella" e come unica reazione quella che otterrà il turchino sarà una soave e dolcissima «Shishi» risata. Lo fissa alzarsi e ghigna «Contenta?» ha dato modo all'altro di dire la sua, ma, come sospettava, quella campana è stonata. Scuote il capo e con calma e tranquillità inizierebbe a rispondere al suo dire. «Ti danno fastidio, ed io no» chissà forse perché alla one non interessa il giudizio altrui e trova divertente la follia del genere umano, per questo non ha mai risposto male agli altri, oltre al fatto che Ayame ha una nomea angelica da difendere. Sospira «Come al solito non hai capito, stai immerso nel tuo mondo e capisci solo quello che fa comodo a te» sorride «Chiunque sia questo tuo maestro, penso che dovreste stare insieme sai» sincera «A quanto pare lo ammiri molto, sarebbe il caso che andassi dal più tutto di tutti» tutto ciò lo trova veramente demenziale lei ma contento lui «Una guerra?» inclina il capo «Bhe dovresti andare ad aiutarlo»ovviamente lei da un consiglio velato, di certo se l'altro si ostinerà a dar fastidio ai barocchi, la one sa che non avrà una vita facile e dopotutto le dispiacerebbe porre fine alla sua vita se davvero tentasse di rapinare il Purgatory, e si sa che la lama della one si desta solo per uccidere mai per ferire. Scuote il capo «Ma no, di venire verrà sicuramente qualcuno, il locale è di una marine» molto conosciuta poi «Questo non lo metto in dubbio» lei stessa dovrebbe andare per la verdina collega di fornelli. Ghigna «Tu dici di no, ma hai ripetuto mille volte quel singolo episodio, e questo al mio paese è vantarsi» semplice «Non l'hai chiesto?» ride «Shishishi oh ma l'hai fatto e quando ti è stato negato da gran maleducato hai ruttato o risposto male» scuote il capo «Non m'interessava prima non m'interessa ora» semplice «Se ci fanno un torto lo ripaghiamo» ghigna «Con le dovute cure» ovviamente. Sorride in fine «Il mio è un consiglio Simeon, cerca di migliorare la tua comprensione del mondo perché se sono tutti pazzi e tu ed il tuo maestro i sani» ghigna «C'è un problema» si alza «Ora mi dispiace ma ti saluto» non le dispiace in vero «Come detto al Purgatory, per quella bravata non sei più ben venuto» sorride«Buonanotte» non dice altro, ne sui locali ne su lei, per poi sparire in cucina, dopo aver ascoltato il dire dell'altro.\

22:55 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Sì, mi danno fastidio» perché altrimenti non avrebbe nemmeno motivo di credere nella loro esistenza in quanto esseri viventi, «Tu non lo fai» ma forse è questione di tempo prima che lei diventi come il resto della sua famiglia. «Allora mi hanno cercato per darmi fastidio» logicamente, «Sono diventato famoso? Non ho nemmeno vinto il Rock Bean» quindi non oserebbe immaginare se il vincitore fosse stato lui, «Sono solo venuto ad Alabasta» unico peccato da lui commesso ed il resto sarebbe già noto, «E di chi è allora questo posto?» chiede per un amico, ovviamente. «Sì, il più tutto di tutti, e sta per andare in guerra» lo avrebbe sentito qualche giorno prima, ma vorrebbe approfondire la questione, «Mi ha detto così» ovunque questo conflitto si trovi, «Lui è anche il più sconosciuto di tutti» e non a caso sarebbe il «Più tutto di tutti» vorrebbe sottolineare tale concetto, probabilmente non recepito dalla visona, «Pivella» un attimo di silenzio per guardare la sua reazione, «Sì, ti direbbe così» non tutti sono in grado di comprendere la mente dietro la maschera di quel pirata. «Voci?» che? «La mia, e mi sto allenando» ottenendo costanti risultati, ma comunque ancora lontani da un qualcosa di definibile "arma". «Lo stavo già facendo io, non serviva intervenire» ovvietà dimostrata anche dalla mink. «Mhhh» ormai sarebbe già senza alcun tipo di contatto da quella sedia che lo avrebbe sorretto per gran parte della conversazione, «Non c'entra niente» in realtà un nesso ci sarebbe, ma Nyumi avrebbe iniziato a parlare ancora prima di quel divieto, «Non verrà nessuno...» ripeterebbe tale affermazione, «Tu dici?» vorrebbe fare una scommessa anche con lei? Petra, la prima a provarci, sembrerebbe avere già perso. «Non ci sono limiti» parole sagge di un uomo altrettanto saggio, «Io non mi sono vantato» da quando dire la verità sarebbe un vanto? «E infatti, ho chiesto qualcosa in cambio?» non gli risulterebbe affatto, però, ovviamente, un minimo di ringraziamento non sarebbe costato a nessuno. Le leve inferiori inizierebbero a riattivarsi quasi del tutto, facendo allontanare brevemente il turchino che, continuerebbe tale disquisizione, «Adesso tanto non lo difenderò» non ne ha più motivo, «Contenta?».

22:14 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Black Cherry Caffè] Lo fissa piegando il capo a manca «Nano?» palesemente confusa «Ti danno fastidio?» una mano si porta [Sbam] sul volto che viene scrollato leggermente «Non lo faccio anch'io?» sospira «Che cosa vuoi dire con questo?» sa i modi usati dai propri compagni e «Di certo non si mettono a "dar fastidio" al primo che trovano» silenzia «Simeon» seria «Pensaci bene, sicuro che non hai fatto nulla?» alza le iridi al cielo «Anche perché, ultimamente mi hai detto sono tutti pazzi» seria «Credo che qui l'unico che non si trovi nel mondo che ci circonda sia tu» fa spallucce «O almeno che questo non sia il tuo posto» . Chiunque sia questo maestro di certo sembra aver influenzato Simeon nel modo, peggiore, o semplicemente lo stesso turchino avrebbe potuto fraintenderlo «Il più tutto di tutti?» scuote il capo «E chi sarebbe?» seria «Strano che io sia informata sul mondo e non ne abbia mai sentito parlare» che stia esagerando il turchino? Che se lo sia sognato?«Sicuro di non sentire le voci?» fa spallucce «Si spiegherebbero tante cose». Ed al dire sul locale e sulla sua sorella, accavalla lentamente le gambe «Se non hai visto nessuno evidentemente non hanno ritenuto d'intervenire» che l'altro sia ingenuo se ne sta accorgendo «Ma credimi quando ti dico che» gli occhioni ritrovano il suo io animalesco e primordiale ghignando e mostrando i canini affilati «Se avessero fatto un affronto al locale lo avrebbero pagato caro» sincera «Come i tipi dell'altra sera» quella in cui lui ha speso due parole, certo, ma non ha cambiato nulla delle carte in tavola. Fa spallucce «Bhe se rutti in faccia alla gente, se le dici in modo sgarbato e con toni sbagliati di allontanarsi da un locale perché fuma» sorride «Quando in tutti i nostri locali è concesso» essendo la zero una grande apprezzatrice di quel vizio «E continuando a rispondere in modo saccente aggiungendo che sei il salvatore» di sta ceppa «Ovvio che se trovi chi come Nyumi non si fa mettere i piedi in testa ti risponde a tono» semplice «Se non cambi atteggiamento Simeon» sospira «Non verrà mai nessuno ad ascoltarti» sincera «A nessuno piace un ragazzino che si crede un paladino, arrogante e che non ha il minimo rispetto per gli altri» scuote il capo «Non hai avuto rispetto per me» sincera «Io ti ho concesso di restare al Purgatory, vantarti per averlo difeso è una cosa veramente imbecille» sospira «Altri nella tua situazione avrebbero agito senza voler nulla in cambio, tu pretendi cosa?» seria «Per dare nulla poi»

21:50 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Vecchietto rimbambito? Non mi sembra di essere il nano» riferendosi al solo ed unico pirata rimbambito a modo suo, il più tutto di tutti. «Però se loro mi danno fastidio, non lo fai anche tu» sembrerebbe non far una piega, quindi magari la soluzione sembrerebbe più facile del previsto, anzi. «Sì, il più tutto di tutti, il Gran Maestro» un personaggio più unico che raro nel suo genere, «Nyumi nemmeno lo conosce» solleverebbe le spalle riferendosi all'acquatica, sempre ammesso che sia lei a portare tale nome. «Però nessuno ha fatto niente» la verità dei fatti, «Non c'era nessuno» constatazione di cronaca, «Così è difficile proteggere un locale» soprattutto adesso, in assenza dell'unico che bene o male era sempre presente e motivato a rimanere in difesa del luogo. «Poi...» altro da aggiungere? OVVIO. «Non servivano tutte quelle parole» ma quali? «Sì, sì, quelle lì» magari anche omesse dalla controparte, «Che non sono niente...» l'inizio di un elenco? «...disgustoso...» il suo sedere inizierebbe a farsi più indietro sulla sedia, mentre lo sguardo punterebbe le iridi della mink, «...patetico...» vorrebbe sottolineare la gratuità di tali aggettivi, «...fallito...» inizierebbe ad alzarsi dalla propria seduta, «...inutile...» adesso avrebbe riacquistato la posizione eretta, un momento di pausa, «...l'ho già detto patetico?» le chiederebbe, nonostante la lista di cattiverie potrebbe proseguire fino all'evento al quale parteciperà esibendosi, «Ha detto che non verrà ad Alubarna» un piccolo sorrisetto verrebbe accennato, «Meglio» il collo si distenderebbe indietro per qualche momento, «Vero?» dopo tutto quello che gli è stato detto, sarebbe davvero l'apice dell'incoerenza farsi vivi a tale inaugurazione. Finché non si infastidisce il ceruleo, non ci si può lamentare di nulla.

21:24 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Black Cherry Caffè] L'altro continua a sembrare nel suo mondo di illusioni e strane fantasie«...» facendo alzare il sopracciglio destro alla lupa e fissandolo con curiosità, muovendo le orecchie a triangolo «Abbiamo capito che sei tu» sospira «Vuoi concentrarti? sembri quasi un vecchietto rimbambito» che per colpa degli anni ha perso la lucidità ed i contatti con la realtà «Dico, anche se soffrivi di mutismo selettivo» da ricordare che non spiccicava parola all'inizio «Almeno eri un ragazzo a modo» e su questo non c'era da ridire fine a qualche tempo fa, o la lupa non lo avrebbe mai aiutato a salire su un palco e suonare la sua musica. Scuote il capo «Si Mister Hody e Nyumi» seria «Impegnati?» inclina il capo a manca e muove le orecchie a quel «Collega» per poi scoppiare in «Piuff» sonora «Shishishi» risata che prova a coprire tenendo il musetto stretto con entrambe le mani. Si riprende poi [Coff] e si da un tono andando a sciogliere i lunghissimi capelli dal fiocco, scuotendo appena il capo e lasciando che qualche ciocca le incornici il nero musetto ed esalti il verde degli occhi, occhi che fissano e scrutano quelli dell'altro come se volessero ghermirgli l'animo. Una ciocca si posa, appena sull'occhio destro «Gli Hoshoku non sono miei colleghi» ghigna «Sono la mia famiglia» seria «Se manchi di rispetto ad uno di loro, è come se lo avessi mancato a me». La mano destra scosta la ciocca e torna a sorridere tranquilla «Certo che siamo molto impegnati, questo è il purgatory non sono i nostri unici locali e di lavoro non ce ne manca mai, ma nonostante questo a tutti serve una sera libera» è lui ha rovinato quella di Mag, la sua Mag. Sospira «Gran maestro?» inclina il capo «Lui ti ha insegnato ad essere rozzo e volgare? a ruttare in faccia alla gente?» seria «Ed ad essere arrogante?» si esatto. [Sbam] Le mani si posano sul tavolo «Non osare» tombale «Nei nostri locali ci sono i nostri uomini, e con o senza di te non sarebbe stato un problema» seria «Ed anche fosse stato avremmo acciuffato i colpevoli» lo fissa «Se hai voluto aiutare quella notte» o altre «E' stato per tuo istinto, e poi dopotutto» silenzia «Mi sembra il minimo dare una mano a chi ti ha raccolto dalla strada e dato un tetto, un occasione, dei pasti caldi e» il tono si fa glaciale «Dei sorrisi e dei pensieri gentili» lei in primis «Per un unico atto di altruismo, che nessuno ti ha chiesto» specifichiamo «Pretendi cosa? di essere maleducato con chiunque? Che cazzo di discorsi sono?» ghigna.

21:05 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Non lo so» si guarderebbe il resto del corpo prima di concedere una conferma, «Sì, sono io» che quindi stia bene? «Dici?» come poter peggiorare, essendo già il peggio? Lo schienale perderebbe il contatto con il petto del turchino che si farebbe indietro per qualche istante, ascoltando le parole dell'antropomorfa intenzionata a concludere chissà cosa, «Sì, li conosco» e fin qui, nulla per cui controbattere, «Alcuni di loro» ripeterebbe le parole altrui, «Chi?» interessato a conoscere i responsabili di tale diceria, «Aspetta, quanti locali?» ne conoscerà a malapena uno o due, «Ahhh, mIsTeR Hody» ecco la spia, «Nyumi» fa cenno col capo, ricordandosi or ora dell'imbecille, nel senso che imbelle, incontrata qualche sera prima. «Mh?» ascolterebbe poi il racconto distorto giunto alla lupa di fronte al turchino, «Cosa voglio?» un'ottima domanda, «Ma voi non siete sempre impegnati?» un quesito croccante, «La tua...» come definirla? «C o l l e g a» sempre ammesso che possa essere considerata tale, «Non sembrava impegnata» molto diretto, «Ha avuto molto tempo da perdere» assieme a qualcuno reputato di poco conto poi, «Ha detto che non valgo niente» un lieve sospiro, «Ma lei stava parlando con me» minando alla sua autostima senza alcun apparente motivo, «È strano» no, è incoerenza dei fatti. «Ha anche insultato il Gran Maestro» ci terrebbe ad includere la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, tra le tante offese, abbasserebbe ora il tono di voce, borbottando qualcosa che potrebbe risultare incomprensibile, «Se lei è famosa forse lo sono anche io» un'osservazione relativamente giusta, «E poi, io non vi ho visto quando hanno provato a rapinare il Purgatory» e si sarebbe ritrovato a prendere a sane testate un malfattore, non c'è di che, Hoshoku.

20:46 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Black Cherry Caffè] La conversazione sembra non avere un senso logico, lo ricordava di poche parole, ma non si ricordava che fosse così «Stai bene?» rimminchionito, sembra che stia parlando con un vecchio assorto tra le nebbie del passato. Sospira ancora, per poi fissarlo seria «Vuoi rispondere a qualcosa di quello che dico?» seria «O resteremo tutto la serata a perderci tra i tuoi pensieri a metà?» scuote il capo. Torna a massaggiarsi la radice del naso «Sei peggiorato sai» sussurra tranquilla «O forse sono io che credevo fossi migliore» fa spallucce «Comunque» sorride «Vediamo se riesco a farmi capire meglio e riusciamo a farti dire una frase di senso compiuto». Posa i gomiti sul tavolo, andando a ad incrociare le dita affusolate e porle come base al musetto allungato. Scandisce lentamente ogni singola parola «Ora seguimi» socchiude gli occhioni e sorride «Proverò ad essere sintetica in modo che mi puoi capire, però» riapre gli occhioni di giada fissandolo, negli stessi un luccichio determinato, un fuoco che rappresenta la sua anima, forse dettato dalla rabbia del momento. Seria, il tono tranquillo «Allora i miei colleghi, gli Hoshoku, li dovresti conoscere visto che non è un mistero chi siano» avendo, soprattutto lui, vissuto un bel po' ad Alabasta ed avendoli conosciuti nei vari locali «Mi risulta che ti poni in maniera sgarbata verso alcuni di loro» silenzia «Ti risulta?» un no o un si basterà «Che più volte ti sei posto in modo maleducato nei nostri locali, anche se ti è stato chiesto di non farlo» dopotutto anche lei l'ha trovato a petto nudo nel locale «Quasi a voler sfidare Mister Hody» seria «Così come ti sei permesso di ruttare in faccia a Nyumi e minacciare» si scosta alzando le mani al cielo ed appoggiando la schiena alla sedia «Di poter derubare il Purgatory» ghigna «O che ti vanti di averlo difeso e che noi altri non serviremmo a nulla» ghigna «Cosa vuoi Simeon?» quasi divertita, mentre gli occhioni di giada si mutano in quelli di una fiera, allargando le iridi verdi ed assottigliando le pupille «Attenzioni?» si passa lenta la lingua sui bianchi canini «Perchè sinceramente non avrai di certo attenzioni positive così» sussurra. Incrocia le braccia sotto il petto «Allora, sentiamo» la man dritta si muove a formare un semi cerchio, come a volergli dare la parola «La tua versione di tutto questo quale sarebbe?» anche se non ha di certo speranza che l'altro capisca.

20:21 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Per fortuna sono io» e non qualcun altro, chissà, magari di più pericoloso e minatorio, non che lui non lo sia, non avendo alcun limite. Ricorda la conversazione con IlPotente e di come, senza alcun limite, l'altro abbia affrontato le dicerie su di lui con estrema noncuranza. «Ma cosa?» l'argomento quale sarebbe? «Ah» che se ne sia ricordato? «Sì» ma non si capisce se effettivamente sia rivolto a sé stesso o alla domanda dell'antropomorfa. «No, aspetta...» ancora una volta, «Un teppistello?» ma fa sul serio? «I tuoi colleghi...» quali dei tanti? «I tuoi colleeeghi...» cercherebbe di fare mente locale su chiunque possa aver detto qualcosa sul suo conto, «Mhhh» un mugugno fine a sé stesso verrebbe emesso dalle sue labbra adesso congiunte, «Niente...?» ciò che ci trova di divertente in dei colleghi noiosi come gli altri sull'isola, «Cosa?» magari l'igiene, essendo lui un tipo comunque pulito ed in salute, si potrebbe evincere questo suo aspetto positivo, forse da chilometri di distanza, «Se non lo sai tu» le mani andrebbero a sfilarsi dalle tasche dei pantaloni, portando il resto degli arti superiori ad avvolgere lo schienale di quella sedia, che verrebbe poi lasciata in pace dopo pochi secondi. La parola rutta vorrebbe fargli accendere una lampadina all'interno di quel microscopico circuito elettrico composto dalle proprie sinapsi, «Parli di quello» come se l'altra potesse comprendere a quale episodio abbia ricollegato la questione la visona.

20:04 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Black Cherry Caffè] Sfarfalla leggermente gli occhioni, lasciando che le ciglie lunghe si alzino e si abbassino lentamente mentre «...» vede l'altro che si osserva perplesso. Sospira la one «...» mentre si accomoda al tavolo «Vedo che sei tu» sussurra piano, il tono permane suadente e calmo, chissà però per quanto ancora. Scuote il capo «Se poi vorrai uscire dopo la nostra chiacchierata non ti tratterrò certo» se poi lo farà con le sue gambe o meno è un altro discorso, ma si sa, la one non ama usare la violenza in pubblico. Sospira pesantemente mentre lo vede sedere, come un teppistello poco educato «...» quasi le ricorda Ikkaku ai tempi di Water Seven e solo quella visione la fa sorridere, pensando a quanta strada avesse fatto il suo teppistello da allora. Alla reazione dell'altro il petto, generoso, si alza andando ad accumulare un bel po' d'aria per poi venir buttata fuori con un dolce «Fiùù» sospiro, mentre l'indice ed il pollice destro andrebbero a massaggiare la radice del naso passandoli poi a massaggiare la palpebra abbassata, mentre una vena cartonesca le comincia a pulsare sulla tempia destra. Tra le parole di Sekill e quelle di Magenta il ragazzino sembra star cominciando a giocare con il fuoco e se vorrà farlo è liberissimo ma lei, non lo proteggerà più anche perché«...» sospira «Pensavi che dire una cosa del genere» il tono permane tranquillo e non si muta «Anche solo per scherzo, fosse una cosa divertente?» seria. Riapre gli occhioni di giada e li fissa su quelli cerulei dell'altro «Cosa ti passa per quella testa?» apparentemente vuota «Ti rendi conto che hai mancato di rispetto a chi ti ha dato un posto dove stare?» tra l'altro gratuitamente, visto che dopo l'evento la one non aveva richiesto al turchino i costi dell'alloggio e del fitto, dando all'altro la tranquillità di dedicarsi alla sua musica . Prende nuovamente un respiro profondo e con tranquillità aggiunge «Allora mi vuoi spiegare perché ti stai comportando come un fottutissimo teppistello di bassa lega con i miei colleghi?» seria «Con la mia famiglia, cosa ci trovi di divertente?» lo fissa «Pensavo di aver visto qualcosa di buono in te» silenzia «Mi sbagliavo?» chiede mordendosi le labbra, avrebbe voglia di appenderlo a testa in giù davanti al Purgatory con la scritta tirare, e dare, gratuitamente, ai passanti pomodori marci per dargli una lezione ed insegnarle le buone maniere «Poi da quando rutti in faccia alle persone?» al quanto disgustoso «Alle donne per giunta» seria.

19:44 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] Nonostante quelle poche ciocche di capelli paratesi in volto, lo sguardo del ragazzo potrebbe incrociare quello dell'uomo dietro la postazione dell'oste, che anticiperebbe nel saluto la padrona del locale, «Lo so, lo so» interromperebbe presentazioni e convenevoli riguardanti lei e la sua attività commerciale, osservando poi l'altra riprendere possesso della propria vista ed incrociarne lo sguardo, «Sono io, sì» poco ma sicuro, «No, un momento...» chi dovrebbe essere? «...sono proprio io» giusto per dare fiato alla bocca prima di abbassare lo sguardo ed accertarsi che il suo corpo non abbia qualche tipo di problema, chissà, magari anche lui è diventato un drago come l'uomo a Nanohana, o peggio ancora, un ragno come Shoot. «Eh?» il sopracciglio sinistro andrebbe a sollevarsi quasi incredulo, rimanendo alto per qualche attimo prima di tornare come un tetto sul proprio occhio, «Se vuoi esco» non si capisce se ci fa o ci è. La visona s'alzerebbe da quello sgabello per spostarsi, andando a far riprendere i movimenti del turchino che la seguirebbe fino a giungere ad un tavolo, notando l'espressione seria sul volto della lupa che gli avrebbe fatto recapitare una lettera nella sua privata e personalissima stanza a Yuba. Una sedia verrebbe occupata dall'altra, mentre quella dalla parte opposta del tavolo verrebbe sollevata e ruotata ad angolo piatto, porgendo lo schienale in direzione della mink che vedrebbe il ragazzo accomodarsi divaricando le gambe per appoggiare le natiche su tale seduta, addossando poi il petto adolescenziale allo schienale. Poche parole risuonerebbero nei suoi timpani, conducendolo ad un «Mh?» accompagnato dallo sgranarsi degli occhi, «Ahhh, quello» una roba da poco, niente di che.

19:39 KeybladeX sussurra a angelirossi: sì sì, sei tu quella che vuole fare una rapina

19:38 angelirossi sussurra a KeybladeX: ovviamente *vorrei era Vorresti eh

19:21 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì] Gli occhioni di giada socchiusi, la coda morbida che si muove lieve dietro di lei, mentre [Glu] prende un altro sorso di thè per «...» finirlo ed abbassare la tazzina vuota sul bancone del locale. Il capo si volta ad osservare la grande vetrata del locale, le vie di Katorea sono sempre ricche del via vai delle carovane che si spostano per le dune dell'isola. Anche lei, a breve, dovrà recarsi tra le dune dorate alla ricerca di informazioni e di un incontro che potrebbe, o forse no, aiutarla con la sua missione. I pensieri le vanno veloci sul modo in cui dovrebbe agire, l'altro giorno, parlando con Dante, ha, addirittura, avuto un'idea simpatica per farlo incontrare alla sorellona senza che la potesse riconoscere, chissà come reagirà l'altro allo scherzetto, e soprattutto chissà come se la caverà con quella prova. Al solo pensiero dell'aiuto della sorella ecco che «Shishi» le parte una dolcissima risata che prontamente nasconde con il palmo della man dritta. Immersa nei suoi pensieri, l'attenzione, però, viene attirata dal rumore della porte che si apre per poi chiudersi nuovamente, probabilmente un nuovo cliente. Non nota Jack che muta d'espressione e da sorridente passa a serioso, essendo anche lui stato avvisato dell'increscioso evento con la twoo e della minaccia del turchino, ma essendo degno seguace della one, il verdino si limiterà ad inchinarsi in segno di saluto ed allontanarsi, per ora, per prendere gli ordinazioni ai tavoli, lasciando così soli i due. Si volta, non avendo notato nulla, sorridente e dolce la one con gli occhioni chiusi, porgendo ul lieve inchino al cliente e con il solito tono di voce, caldo ed avvolgente, come un abbraccio, ma dolce e suadente, come il canto di una sirena «Buon pomeriggio messere, benvenuto al Black Cherry Caffè sono Miss Ayame come posso..» ma s'interrompe non appena gli occhioni di giada si aprono e focalizzano l'immagine del turchino «Ah» facendo mutare il sorriso dolce in un espressione seria «Sei tu» secca. Fissa negli occhi cerulei l'altro «Credevo che non ti saresti fatto più vedere» sospira«Lieta di essermi sbagliata» si porta tranquilla ad uno dei tavoli in fondo al salone «Prego, seguimi così parliamo più tranquilli»potrà ben notare, il cantante, di come la lupa sia seria, totalmente diversa dal suo solito. Una volta seduta, accavalla le gambe con fare lento e sinuoso per poi fissarlo, incrociando le braccia sotto il seno «Allora cos'è questa storia che vorrei provare a derubare il Purgatory?»seria.

18:49 Simeon Commerford [Katorea ~» Black Cherry] Come l'intera esistenza del turchino, anche la giornata ad Alabasta andrebbe avanti. Il sole sulla via del crepuscolo andrebbe a vegliare tutt'ora sul capo del ragazzo, che, a passo quasi ondeggiato, calpesterebbe il suolo di Katorea, alla volta del locale della lupa. Uniche coperture per il proprio corpo sarebbero quella maglietta nera ed il paio di pantaloncini cargo della medesima tonalità, all'interno dei quali entrambe le mani sarebbero infilate, ognuna dentro una tasca. Questione di istanti prima che il ceruleo giunga dinanzi all'edificio, davanti al quale arresterebbe il suo cammino per osservarne l'insegna posta ben visibile sulla facciata anteriore. La strada sarebbe sempre la stessa per inoltrarsi all'interno del locale, l'unica variabile a presentarsi è quella del chitarrista che, con le iridi leste, andrebbe ad interrompere la constatazione dell'esterno del posto, per appunto, fare il proprio ingresso venendo accolto da quella bacheca che lo avrebbe visto passare di lì per un'altra miriade di volte. Non darebbe voce a Jack, non troverebbe un motivo per farlo, per adesso, limitandosi dunque con quel movimento di leve inferiori, che, creando una sorta di scia con i suoi capelli, lo farebbero arrivare al bancone, notando la figura dell'antropomorfa che forse potrebbe attenderlo.

18:37 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Black Cherry Caffè] Il sole splende alto nel cielo dell'isola d'estate, e la nostra one si gode un po' di meritato riposo dopo l'ennesima giornata passata a prendersi cura delle cucine dei vari locali. Seduta, ad uno degli sgabelli del suo locale, stringe tra le mani una tazzina, con all'interno il suo solito the verde. Sospira mentre porta la tazzina alle morbide labbra e socchiude gli occhioni mentre [Glu] fa scendere il liquido caldo giù per la gola. Indossa un vestito da cameriera maid dei toni del bianco e del nero. Il busto è coperto da un corpetto con scollo a cuore di pelle nera che stringe il vitino sottile e ne valorizza il generoso decolté, la parte superiore è coperta da una camicetta a maniche corte, dove al petto porta una fantasia a strisce bianche e grigie e le maniche, a sbuffo, sono candite come la neve. Al collo della camicia scende dolce un fiocco sottile di seta nera, che scende sul petto proprio tra l'incavo dei seni generosi. I lunghi capelli corvini sono raccolti in uno chignon spettinato, che lascia libera qualche ciocca, acconciato con un cerchietto di stoffa bianca a balze nere, tipico del look maid. In vita porta una cintura di pelle nera dove a destra porta il borsellino di pelle del medesimo colore e la frusta, ed a sinistra la sua Katana. Appena sopra la coda morbida svetta un enorme fiocco nero che si prolunga con due cose rosse, come se fosse un pacco regalo. La gonna è la vera particolarità del completo, infatti porta una gonna dallo stile vittoriano, che parte dal cintura e si dirama con una struttura alla graceart, che ricorda quasi un enorme sottogonna dallo stile vittoriano. La stoffa nera della gonna ne copre la figura fino a sotto all'inguine finendo in un giro di stoffa bianca, lasciando libera alla vista altrui la zona tra coscia e ginocchia della lupetta con quel gioco vedo e non vedo della fantasia graceart. Alla base della gonna un giro di merletto bianco a balze rende la figura, sinuosa ed elegante della Mink, simile ad una bambolina di altri tempi. Le gambe sono protette da delle candide calze auto reggenti bianche. Ai piedi delle delicate decolté bianche con del pizzo nero in punta e sul tacco con tanto di tacco dieci e fiocchetto sulla caviglia, e sul petto svetta una piccola spilla con il simbolo del locale, le labbra rosse che mordono la ciliegia nera. La coda morbida, macchiata con quell'unica nota bianca in tutto il suo manto nero, si muove tranquilla emanando il suo profumo dolce di ciliegia.