22:32 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Lì]Lo fissa sorridendo, divertita dal dire dell'altro, Simeon le ricorda un bombo che si approccio al mondo per la prima volta, e che ne scopre la realtà sempre con meraviglia. La man dritta i porta a coprire il musino nero che «Shishi» si muove in una risata«Con la sola voce eh»abbassando le orecchie come se ricordasse il fastidio della voce altrui. Sgrana gli occhioni a quel dire sul bambino, deve fingere, non le interessa la fine di un pargolo ma come Ayame deve dire il contrario, anche se con disgusto interiore. Si porta le mani alle gote e con fare stupito ed inorridito«Cosa?» pigola sconvolta, portando una mano sul generoso decoltè «Quindi quel povero fagottino» o involtino primavera«E' stato mangiato vivo?» finge addirittura un leggero malore, nulla di esagerato altrimenti non sarebbe credibile ovviamente «Dimmi almeno che quella bestia è stata fermata» quanto le costa la facciata ora. Sospira portando le mani giunte al petto «Povero esserino, che tragedia» abbassa le orecchie e smette di muovere la coda. Scuote il capo, si mostra cupa e triste, per mantenere il tono della notizia del bambino «Bravo» sussurra piano «Devi continuare a seguire i tuoi sogni» prima che un cocobanana lo mangi come il bimbo volante. Annuisce «Non ti prometto nulla» seria «Ma ci proverò» dolce nel sorridergli «Ovvio solo per te» coprendosi il muso con la mano «Capisco» che tipo strano «Beh se erano impazziti forse era bravo shishi ma io non l'ho mai sentito» seria. Alza un sopracciglio «Ah ecco Petra» non lo segue più. Scuote il capo«Tesoro però non ti seguo shishi cerca di dare un filo ai discorsi e soprattutto»sorride«Di dire una cosa alla volta» muove le mani prima a destra poi a sinistra «E dargli un inizio ed una fine» sospira «Sennò non ti seguo»seria«Cosa devi dimostrare a Petra?». Annuisce«Si lo so, ne ho fatto arrestare uno, mi voleva morta per farsi un girocollo» sospira «Che scemo»Sorride «Bhe io controllo altri locali, tipo» guarda il bar «Lo cherry, lui e gli altri Hoshoku pensano agli altri non è mica strano eh shishi» sincera. Lo vede imbarazzarsi e«Kyaaa»tenta di cingergli il collo e sfregargli la testa, in una morsa giocosa, come una sorella maggiore, bulla, con il fratellino minore strofinando il pugno chiuso sul cuoio capelluto«Ah si»ride«Non lo so non è contemplato sai» per poi lasciarlo andare e fissarlo seria «Ora mi racconti com'è visto che ti stai imbarazzando shishi»nulla povero ragazzo sarà vittima ancora un pò della curiosità della one.\\[Endx2]

22:05 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Mhhh...» un altro mugugno per cercare di rispondere alla domanda dell'altra, che abbia intenzione di urlare nel locale? «Ho fermato un coccobanana urlando» potrebbe averlo semplicemente spaventato, non necessariamente stordito, «Però poi un bambino gli è volato in bocca» e con la mano mimerebbe il volo di un pargolo dritto nelle fauci della bestia. «Lo faccio ancora, ogni tanto» quando ne trova l'occasione, non si tirerebbe indietro dall'infastidire tutto il piano superiore del Purgatory con la sua nuova chitarra elettrica. «Sì, canterò nel suo ristorante» ribadirebbe la sua presenza a tale inaugurazione nella capitale alabastina. «Dovresti venire» sarebbe un vero peccato se non si presentasse all'evento, «Ci sarò IO» e spavaldo porterebbe il pollice destro ad indicarsi, prima di notare una bottiglia stappata di cola ed un dolcetto poggiati con cura sulla superficie del bancone da Jack. «È un matto, ha fatto impazzire tutti quelli al suo concerto» con qualche eccezione, «Tranne me» ovviamente, «Alcuni mi hanno attaccato ed hanno detto che è meglio di me» e questa cosa, sarebbe inaccettabile, «Quindi devo dimostrare di avere ragione, come con Petra» sta creando un minestrone di argomenti, nulla di cui stupirsi, anche in caso di incomprensioni altrui, «Devo fare qualcosa...devo suonare» per superare il chitarrista The Head. Riceverebbe un piccolo colpo sulla fronte dalla zampa della lupa, «No, no...» la normalità non è relativa, «Qui qualche giorno fa c'era gente che sparava, due pazzi scatenati...» ma per fortuna, «Li ho fermati con la mia voce» ed un altro avrebbe contribuito a farli a fette ed incendiarli, o qualcosa di simile. [GLU GLU] andrebbe ad afferrare la cola con la man dritta per iniziare ad ingerire quel liquido dal color caramellato, «Se è così, il tuo uomo ogni tanto è al Purgatory...solo, non vedo mai te» la sua presenza potrebbe risparmiare molte scortesie tra il ceruleo ed il rosso, ogni volta al bancone di quel posto. «Sì, non mi aveva detto nulla e volevo ripagarla» di quei pochi spiccioli sborsati per qualche cola, «Com'è?» potrebbe partire con un identikit dei suoi, ma la seconda domanda lo renderebbe ancora più colorito in volto, «N-non lo so...» touché? Forse.

21:38 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Katorea - Black Cherry Caffè] Annuisce mentre alza le braccia al cielo per distendersi un pochino «...» lavora tanto ultimamente, facendo la spola da un negozio all'altro, anche se lo Cherry rimane sempre il suo punto focale per il momento. Sorride dolce portando i gomiti sul bancone e tenendosi il muso con i palmi aperti, fissando Jack, che cerca di rimanere al fuori di fuori di ogni situazione, come un buon barman ascolta ma non interviene, servendo la cola ed un pasticcino all'altro. La coda morbida si muove lenta e con tono dolcissimo, la lupa guarda con la coda dell'aocchio l'atro «No, se alleni anche il fisico non si nota» seria «Ah ecco» abbassa le orecchie ricordando l'urlo dell'altro «Quindi sei diventato un urlatore provetto?» quasi divertita «Pensavo volessi approfondire il tuo legame con la buona musica e non diventare una scimmietta urlatrice» ma non lo dice con tono dispregiativo ma con tono dolce «Se pensi che questo ti renda felice, va bene» sorride «Io preferivo quando cantavi e suonavi shishi» ricordando la sera del concerto e l'esibizione altrui. Sorride a quella notizia più rincuorata da quella scelta «Ah ecco quindi canterai per l'inaugurazione gusto?» non le piaceva l'idea di avere una rivale e per di più marine nel settore della ristorazione ma non ci poteva fare nulla «La signorina Midori mi ha invitato all'evento ma» si guarda intorno «Non so se riuscirò, ma se canti tu cerco di venire ad ascoltarti shishi» anche se il lavoro non le darà pace. Ride a quel dire di cuore «Eddie The Head e chi sarebbe?» asciugandosi l'occhione destro con l'indice. Scuote il capo «Sai che anche la voce ed i polmoni se non segui una buona dieta si rovinano?» lo fissa malamente «E bere solo cola», non ti aiuta> cerca di dargli una schicchera sulla fronte per poi sorridere «Matti, beh la normalità è relativa, anch'io sono matta per te rammenta shishi» sorride più dolce «Ragaz?!» per poi socchiudere gli occhioni «B. non è il mio ragazzo Simeon» seria li riapre e lo fissa «B. è il mio uomo la cosa è diversa shishi» ed è vero il teppista è l'altra metà del suo cielo insieme alla zero. Lo fissa avvicinando il nero tartufo al suo viso per incatenare i due sguardi e proprio come una zia curiosa gli scompiglia, o prova almeno, i capelli per poi ridere «Shishi una ragazze che ti offre da bere eh» per poi sedersi tranquilla, mentre la coda si muove lenta, ed i due fari verdi lo fissano «E due volte» sorridendo «E dimmi com'è questa ragazza? Carina?» che stronza.

21:20 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] «Non ti sembrava?» le natiche verrebbero ben sistemate sulla superficie di quello sgabello, «Sì, urlo tutti i giorni» o quasi, ma comunque, i risultati dei suoi schiamazzi sarebbero evidenti, «Con la musica...?» strano che qualcuno glielo domandi, «Suonerò al ristorante di Midori» l'altra dovrebbe conoscerla la marine, si ricorda vagamente una conversazione tra le due, «Sono stato ad un concerto» pessimo, tra l'altro, «Hanno detto che Eddie The Head è meglio di me» lo direbbe con la solita convinzione che tutti quanti conoscano quel metallaro da due soldi in grado di organizzare concerti come se niente fosse, «Devo fare qualcosa anche io...» non sarebbe da meno, e dunque, tocca mettersi d'impegno. «Sì, ma due giorni fa ho mangiato» con tutta la disinvoltura e naturalezza del mondo, «Spaghetti e peperoncino» o qualcosa di simile, proferirebbe comunque in direzione dell'altra il nome della pietanza, a grandi linee. «Mhhh...» un mugugno alle raccomandazioni dell'altra, «La mia voce deve diventare un'arma, non serve mangiare» sciocco, «Sì» se ne darebbe conferma, «Mi basta la cola» ormai unico carburante per un tipo definibile strambo, che infatti sposterebbe lo sguardo sul bancone per cercare repentinamente un'eventuale bottiglia di tale bibita frizzante, che però, non gli sarebbe ancora stata servita. «Sì...» confermerebbe il nome della mink, della quale, per fortuna, Jack non avrebbe fatto parola alla lupa, «Un'altra ragazza?» ne conoscerà sì e no due o tre, «Non scherzo, sono tutti matti qui...» cercherebbe di farsi credere, «...poi c'è anche il tuo ragaz-» ma verrebbe interrotto da un quesito indiscreto, «Rubacuori?» che lo farebbe arrossare in volto, in maniera visibile sulle gote, «Yuki...è...» si volterebbe lesto per cercare la presenza di Jack, in grado di salvarlo da quella situazione, «...una ragazza» e fin qui, ci sarebbe arrivato anche un coccobanana, «Mi ha pagato da bere» stranamente, «DUE VOLTE» pensa tu.

20:57 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Katorea - Black Cherry Caffè] La coda morbida si muove placida dietro di lei ad emanare quel suo dolce profumo di ciliegia che la caratterizza, mentre lenta va a finire [Glu] il suo thè verde posando la tazzina vuota sul piattino, in modo che il giovane Jack la possa portar via tranquillo. Sorride nel vedere l'altro che, tutto sommato, sembra in buona forma «Stai bene?» il gomito si porta sul bancone, mentre il palmo aperto sorregge il nero musetto e gli occhioni di giada si fissano in quelli grigi dell'altro «Non mi sembrava un "sto bene" convinto» mima con l'indice ed il medio di entrambe le mani le virgolette della frase per poi incrociare le dita affusolate e portarle come base per il mento della lupetta. Sorride socchiudendo gli occhioni e sorridendo dolce «Quindi ti stai allenando?» dolce come il miele «Sono contenta per te» sincera «E con la musica?» in fondo sapeva che l'altro era un musicista nell'animo «Come va con la tua musica?» è normale che sia curiosa, dalla sera dell'evento al locale non ne avevano parlato. Sospira «Ogni tanto?» per poi «Shishishi» ridere, cristallina e dolcissima «Dovresti almeno tre volte al giorno sai?» si gira accavallando lentamente le gambe tornite con fare elegante «Altrimenti non riuscirai a mettere su la massa muscolare» seria «Nonostante ti alleni molto lo sai?» che sia la vena da infermiera o da cuoca che parla difficile a saperlo «Se vuoi mettere muscoli» gonfia il quadricipite con fare dolce «Dovresti mangiare molte proteine sai?» seria «Tanta carne e verdura shishi» e chi meglio di lei può saperlo. Le scappa un altra «Shishi» risatina nel vederlo rassegnato all'ordinazione dell'altra e mentre Jack scompare per, probabilmente, cercare di ricordare il dolcetto, la one fissa il turchino e sfarfalla appena gli occhioni di giada «Yuki?» quasi meravigliata «Ma l'altra volta non parlavate di un altra ragazza?» sorride maliziosa «Altro che tutti matti o cerco di fare che qualcosa» ridacchia dolce «Shishi» per poi fissarlo «Stai facendo il rubacuori eh?» divertita, palesemente. Socchiude gli occhioni e dona all'altro un dolcissimo sorriso «Allora» sussurra riaprendo le palpebre e fissandolo «Chi sarebbe questa Yuki? Rubacuori shishi» nulla modalità zia pettegola on.

20:18 Simeon Commerford [Black Cherry Caffè] La mano sinistra andrebbe ad estrarsi dalla tasca di quei pantaloncini che, pian piano starebbero diventando inadeguati per le temperature isolane, minate dall'escursione termica del deserto. Qualche secondo dietro la nuca, per smuovere delle ciocche che verrebbero gettate a cadere lungo la schiena, lasciando all'altra riconoscere la figura del turchino, nel frattempo cambiato, «Sì, sono io» risponderebbe sentendosi chiamato per nome, «Mh?» alla domanda "come stai" non saprebbe rispondere in maniera convinta, «S-sto bene» titubante di ciò, «Cos-» perché dovrebbe sembrare dimagrito? «No no no...al massimo sono gli allenamenti» che per quanto possano definirsi tali, non si potrebbe dire di aver snellito il suo fisico esile, «Ogni tanto» l'alimentazione non sarebbe uno dei suoi punti forti, ma di tanto in tanto un tentativo se lo concederebbe, come, ad esempio, quello di due lune prima. «No aspet-» ma l'antropomorfa farebbe già per ordinare al barista qualcosa da portargli, facendolo terminare con un sospiro prima di selezionare lo sgabello più adatto tra quelli accanto alla lupa e «Hop» poggiarci le mani sopra per uno slancio con il quale ci si accomoderebbe sopra. «Qui sono tutti matti» e lui, inconsapevolmente, sarebbe uno dei tanti, «Ma cerco di fare qualcosa» e su quel "qualcosa" se ne potrebbe discutere a molto, considerando le giornate del chitarrista che ora cercherebbe di rivolgersi all'oste, «Jack, se proprio devi, ne prendo solo uno» non per offendere l'altra ovviamente, «Di quelli che l'altra volta ha mangiato Yuki» sperando che il verde si ricordi la vicenda della tanuki.

19:53 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Katorea - Black Cherry Caffè] La sabbia nella clessidra del tempo scivola via lenta e incessante ad alternare i secondi con i minuti e farle diventare ore. Ore che sembrano scorrere via come il vento che porta via i granelli di sabbia del deserto. Seduta in su quello sgabello, lo sguardo rivolto verso la grande vetrata, le iridi di giada della one si perdono ad ammirare le strade della piccola cittadina di Katorea. Il sole è ormai sceso ed al suo posto «...» la luna ha fatto capolino, quell'astro candido, che tutto sta illuminando con i suoi raggi d'argento. In quel silenzio, persa fra i suoi pensieri, la piccola one [Glu] sorseggia il suo thè verde mentre qualcuno fa il suo ingresso e chiama Jack. Non si volta nemmeno la One conscia che il giovane verdino sappia il fatto suo e che i clienti si sentano a casa con lui dietro al bancone. Sorride però quando «Hmp?» qualcuno le si avvicina ed una voce, alquanto familiare ne attira l'attenzione «Sono io chi?» il tono di voce dolce e gentile, caldo ed avvolgente come un abbraccio, ma suadente come il canto di una sirena per un marinaio perso tra le onde del grande blu. Sorride al ragazzo fissando gli orecchini ai lobi «Carini» per poi «Ci conosciamo?» strizzare un momento gli occhioni di giada e «...» occhi grigi e capelli azzurro spento «...» gli ricorda qualcuno «un momento» il tono dolce «Simeon» sorride più dolce «Tesoro come stai?» alzandosi per osservarlo meglio «Sembri dimagrito» incrocia le braccia sotto il seno generoso «Stai mangiando?» quasi una ramanzina di una zia al nipote. Si siede di nuovo per «Jack portagli una coca-cola ed un piatto di dolci che lo vedo sciupato shishi» manca solo la parola a zia!. Porta la tazza alle labbra e tranquilla «Come te la passi?» dolce come il miele.

19:31 Simeon Commerford [Katorea ~> Black Cherry] Pian piano il sole inizierebbe a calare, permettendo al ragazzo di lasciarsi l'episodio alle spalle, quell'inscenata bislacca con tanto di fregatura, servirebbe proprio da bere, no? Ecco infatti che le leve inferiori sarebbero sempre più prossime all'ingresso di quel locale da lui visitato tante, forse fin troppe volte: il Black Cherry Caffè. Il luogo potrebbe quindi degnarsi dell'ennesimo ingresso del ceruleo, «Jack, sono io» come se lo potesse riconoscere, il tentativo potrebbe non essere del tutto vano, anche se il bancone non sarebbe proprio posizionato frontale all'ingresso, lasciando a chiunque all'interno, il beneficio del dubbio, ancora per poco. Le coppie di orecchini ai lobi emetterebbero un piccolo tintinnio al riprendere dei passi in direzione della postazione del barista, che, avrebbe visto l'ultima volta il turchino passare un po' di tempo assieme alla tanuki con la quale si sarebbe infine sdebitato, potrebbe raccontargli ovviamente il continuo dall'ultima volta nel locale di Katorea, ma per il momento, si limiterebbe a farsi vedere, pronto ad oltrepassare la bacheca e «Mh?» scorgere una figura, «Sei tu» rasserenato dalla lupa, che non avrebbe più troppe occasioni per avvedersi del chitarrista in giro per Alabasta.

19:14 Shadow Erza 

Doti Attive: [Dog Coat]

[Katorea - Black Cherry Caffè] Un altra giornata sta per volgere al termine sull'isola d'estate e la nostra piccola one, seduta al bancone del locale che la sua zero le ha regalato, si sta rilassando [Glu] sorseggiando una tazza di thè. La coda morbida si muove lenta nell'aria, espandendo il suo dolce profumo di ciliegia, profumo che si mischia con la fragranza più aspra ed intensa del thè verde. Indossa un vestito da cameriera maid dei toni del bianco e del nero. Il busto è coperto da un corpetto con scollo a cuore di pelle nera che stringe il vitino sottile e ne valorizza il generoso decoltè, la parte superiore è coperta da una camicetta a maniche corte, dove al petto porta una fantasia a strisce bianche e grigie e le maniche, a sbuffo, sono candite come la neve. Al collo della camicia scende dolce un fiocco sottile di seta nera, che scende sul petto proprio tra l'incavo dei seni generosi. I lunghi capelli corvini sono raccolti in uno chignon spettinato, che lascia libera qualche ciocca, acconciato con un cerchietto di stoffa bianca a balze nere, tipico del look maid. In vita porta una cintura di pelle nera dove a destra porta il borsellino di pelle del medesimo colore e la frusta, ed a sinistra la sua Katana. Appena sopra la coda morbida svetta un enorme fiocco nero che si prolunga con due cose rosse, come se fosse un pacco regalo. La gonna è la vera particolarità del completo, infatti porta una gonna dallo stile vittoriano, che parte dal cintura e si dirama con una struttura alla graceart, che ricorda quasi un enorme sottogonna dallo stile vittoriano. La stoffa nera della gonna ne copre la figura fino a sotto all'inguine finendo in un giro di stoffa bianca, lasciando libera alla vista altrui la zona tra coscia e ginocchia della lupetta con quel gioco vedo e non vedo della fantasia graceart. Alla base della gonna un giro di merletto bianco a balze rende la figura, sinuosa ed elegante della Mink, simile ad una bambolina di altri tempi. Le gambe sono protette da delle candide calze auto reggenti bianche. Ai piedi delle delicate decolte bianche con del pizzo nero in punta e sul tacco con tanto di tacco dieci e fiocchetto sulla caviglia, e sul petto svetta una piccola spilla con il simbolo del locale, le labbra rosse che mordono la ciliegia nera. Le iridi di giada si fissano nel liquido verde che fa muovere lentamente nella tazza.

19:08 Simeon Commerford [Katorea] Il numero sommario, a sua volta, sembrerebbe aver fallito, non che la cosa gli interessi, dato che a quanto pare, l'uomo, non sembrerebbe aver mai accettato la posta in gioco del turchino che, seppur interdetto da tal finale, almeno non sarebbe costretto a cantare per qualcuno non solo più deficiente di lui, ma anche imbroglione. Le ultime parole del giocatore d'azzardo però, prima di andar via senza lasciare alcuna traccia, potrebbero significare tutto e niente: piegare il destino al proprio volere in base alla situazione non è da tutti, ma vincere talvolta diventerebbe fondamentale. Con tutto e niente dunque, il ceruleo, si guarderebbe attorno, constatando l'abbandono della zona di tutti gli altri astanti, prima di riprendere a sua volta con il proprio andazzo, resosi conto or ora delle abitazioni prossime al locale della lupa, che magari potrebbe andare a trovare.