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20:14 Simeon Commerford   [Katorea - Black Cherry] I tentativi di ripetere qualcosa che non si conosce, si sa, tendono a fallire. Le mani infatti, pian piano inizierebbero a presentare qualche lieve dolore ai tendini, ad indicare lo strafare del ragazzo, che sembrerebbe ostinato a voler ripetere alcuni dei passaggi suonati poc'anzi. Verrebbe però interrotto da una figura che andrebbe subito dopo ad uscire dal locale «Mh?» confuso dalla scena, che gli l'altro sia stato lì per tutto il tempo? Non ci avrebbe fatto attenzione però. Le mani si solleverebbero dalla tastiera, andando a concedersi un po' di pausa, che il turchino abbia intenzione di riprovare a suonare? Con la destra andrebbe a smuovere dei ciuffi cadenti lungo la fronte fin davanti ai suoi occhi, che nel frattempo sarebbero vigili nei dintorni, all'interno del locale, per capire l'accaduto di qualche attimo prima, ma oltre Simeon e Jack, non sembrerebbe più esserci nessun altro. Si alzerebbe dunque dallo sgabello, per richiamare l'attenzione del barista solamente fissandolo insistentemente, «Shhhhh» sibilerebbe poi con l'indice davanti alle labbra socchiuse, cercando di acquistare il silenzio del lavoratore, che oltre all'uomo mascherato, sembrerebbe l'unico ad aver assistito allo spettacolo. ||
20:04 Menethil Edward    [Katorea | Black Cherry Caffè] La chiacchierata a toni placidi e decentemente tranquilli, ha avuto un effetto calmante sulla psiche del giovane il quale svuotando sentimenti come buonismo o compassione, ritorna carico di odio e freddezza «Cosa cambia? Ognuno ha la propria verità, ed è il vincitore a scegliere cosa sia giusto o meno» parla sorridendo innocentemente ma con tono freddo «Se eliminassi chi creda feccia, questo non si lamenterebbe, perché sarebbe già nel mondo dei più. Gli unici che potrebbero osare dir qualcosa sono i simili di questo, ed a quel punto basterebbe eliminare pure loro. È molto semplice il ragionamento» solo quello, compiere le azioni di cui parla è un ardua impresa «Inoltre un lupo non pensa cosa pensino le pecore. Se dovessi diventare feccia per raggiungere tale utopia, ben venga» conclude alzandosi dalla posizione seduta. Nel mentre la musica prodotta dal giovane Simeon viene interrotta da questo che interrompe le movenze delle dita ed osserva lo strumento «Ognuno ha le proprie cose a cui pensare ed i propri problemi da portare a termine» commenta volgendo lo sguardo al musicista. [Tsk] schiocca la lingua «Non morirei io come persona, morirebbe quella conosciuta da lei. Dopotutto non sa nulla di me. Non sa nemmeno se il nome con la quale mi son presentato sia vero o meno» afferma con serietà «Siamo solo maschere dopotutto» conclude [taptap] picchiettando l'accessorio indossato «Non possiamo migliorare, od aggiungere cose, possiamo spezzarci e rivelare cosa ci sia al di sotto» spiega alla donna guardandola in volto. «Il passato? Le dissi già che non lo dimenticherò per rispetto dei miei sacrifici, oltretutto mi pare di star pensando al futuro...» afferma incuriosito non riesce a comprendere se la lupa non abbia capito il suo discorso o meno «...Un futuro migliore per mia sorella. E di conseguenza per me, dato che mi basti saperla al sicuro e felice» conclude con fare quasi indispettito. «Se si fosse fatta una vita sarei felice per lei, ma la cosa dopotutto non mi riguarderebbe, amo lei non una sua ipotetica famiglia» continua freddo come la notte Alabastina. «Grazie Miss Black» conclude il dialogo con la mink «Mi ha aiutato» afferma compiendo un inchino «E se vuole ancora cercare la sirena lo faccia per quella ragazzina, non mi va di doverle altri favori. Buona serata» termina dirigendosi verso Simeon applaudendo dolcemente «Persegui nel tuo sogno» afferma proseguendo il discorso avuto in precedenza, infine uscendo dal locale.||
19:42 Shadow Erza     [B.C.C.]Resta impassibile mentre lo sguardo di giada si sposta verso il turchino che continua a suonare quella triste e soave melodia«Se la cava bene» sorride«Lo sospettavo»sussurra tra se e se. Scuote il capo i modi di fare dell'altro non la turbano sa che in lui alberga un animo simile a suo, che anche lui nasconda, sotto quei sorrisi ed atteggiamenti dolci, quello che lei cela con i suoi. Scuote il capo«Come fai a dire che la feccia sia feccia?»tranquilla, il tono è privo di emozioni, ma semplicemente è velato di dolcezza «A volte ciò che pare feccia è solo un fiore mal curato e straziato da chissà quale veleno» ripensa a Mass e Plat e le iridi di giada si volgono al soffitto mentre sulle labbra appare un leggero sorriso«E poi insinuare il terrore negli altri non ti renderebbe simile a quella feccia?»socchiude lo sguardo«Non so io preferisco fare a modo mio, cercando di compiere piccoli passi ogni giorno per migliorare ciò che ho intorno»il pensiero le va al piccolo Salim ed a come abbia preso tanto da lei in così breve tempo. Sorride «Ed cambiarti il nome o usare un diminutivo non modifica quello che sei» seria «Forse ma non credo che tu sia così fragile da morire per un cambiamento» sorride «Il cambiamento non dev'essere per forza la fine di qualcosa e l'inizio di un altra, ma può essere solo un arricchimento ed un mutamento di ciò che si è stati, e puntare ad essere qualcosa di più» socchiude gli occhi e si porta le mani al petto «Di migliore» serena «Io sono sempre io, anche se in questo anno sono cambiata molto, sono più forte e più libera» si volta a fissarlo, negli occhi una luce intensa«Te lo consiglio, prima lascerai il passato li dov'è e penserai al futuro meglio sarà, per te e per lei» scuote il capo«Te l'ho detto per quello che ne sai potrebbe essere sposata, avere figli e tu non lo sapresti»sospira «Perchè sei cocciuto come le pietre shishi»dolce«Evidenzi i fatti?» alza un sopracciglio«Strano modo davvero» sorride«Allora se non lo vuoi non dirlo» fa spallucce«Perché tanto è impossibile shishi» annuisce«Si lo so, come so che le mie sono solo chiacchiere»si avvicina al ragazzo per mollargli un [Smack]Bacio leggero su una gote e superarlo rapida «Ed è normale devi sempre fare ciò che vuoi» sorride poi fissando Jack «Il loro» indicando i ragazzi «E' offerto, ora» si volta elargendo un dolce inchino «Perdonami ma ho altro lavoro da fare ma» sorride dolce «Grazie della compagnia Ed»ascolta il dire altrui, per poi salutare ed uscire dal locale.
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19:33 Simeon Commerford   [Katorea - Black Cherry] La concentrazione impiegata dal ragazzo lo isolerebbe da tutto l'interno del locale, come se durante quella melodia, il tempo si fosse fermato solo per lui, seduto lì, al pianoforte, ad improvvisare qualcosa, sul quale, tutto sommato, si potrebbe lavorare. Pian piano i suoni si dissolverebbero portando entrambe le mani del ragazzo a tornare in uno stato di quiete, il piede destro, in tutto ciò, avrebbe provato di mantenere il ritmo con il pedale in grado di conferire sostegno al suono, ed ovviamente, il risultato non è stato dei migliori, ma tutto ciò sarebbe plausibile, data l'improvvisazione su uno strumento del tutto nuovo. «Mhhh» mugugnerebbe di nuovo, sollevando il capo, con espressione che potrebbe significare insoddisfazione, ma che potrebbe anche rivelare l'esatto opposto. Alcuni passaggi, quelli rimasti impressi nella mente del turchino durante l'esecuzione, verrebbero riprodotti cercando di ricordare le posizioni assunte dalle mani, che, potrebbero migliorare la loro elasticità per raggiungere note a distanza di qualche tasto in più.
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19:20 Menethil Edward    [Katorea | Black Cherry Caffè] [Tsk] schiocca la lingua leggermente infastidito dal discorso della lupa sul fatto che il mondo non cambierà mai, sa che ha ragione ma nessuno fino ad ora ci ha provato come si deve «È per questo...» inizia a dire di risposta al fatto che l'umano necessiti di conflitti «...Che bisognerebbe estirpare la feccia, instaurando terrore nei cuori di chi voglia i conflitti e lasciando liberi gli innocenti che vogliono vivere pacificamente» con tono assente da ogni emozione e volgendo lo sguardo al cielo, conclude rivelando il suo pensiero nonché utopico sogno «Oh no, io non ci credo minimamente» risponde sinceramente, essendo lui un pessimista cronico. «Miss Black, come può affermare il fatto che le piaccia più "Ed" che "Edward"...» inizia a domandare con tono soave «...ed allo stesso tempo dirmi di vivere come meglio creda?» continua inclinando leggermente il capo «In quel modo non morirebbe la persona alla quale lei si è affezionata?» domanda lasciando indizi alla donna sul fatto che la sua vera natura del ragazzo sia ancora sopita e nascosta dentro di lui. «Non credo mi abbia capito...» scuote la testa alle alternative di vita proposte dalla donna «...non voglio farla sopravvivere, voglio farla vivere senza alcun pensiero» continua guardando fisso negli occhi la donna «Non mi interessa darle una vita mediocre, è tutto ciò per cui la mia vita abbia ancora un senso, ed intendo farla vivere nel lusso e nella tranquillità» afferma ascoltando il giovane suonare il piano. «Beh se non sarebbe stata mia nemica non ci sarebbero stati problemi, non mi interesso di quanto dicano le persone» afferma serio volgendo lo sguardo sulle mani del ragazzo che si muovono lungo i tasti del piano. «Oh!» esclama con fare sorpreso «Io non mi odio nella maniera più assoluta, e non odio nessuna di voi due...» continua a parlare senza mostrare alcuna emozione «...evidenzio solo i fatti»conclude spiegando la sua linea di pensiero. «Ho detto che sarebbe più facile se si dimenticasse di me, non ho detto che lo voglia, e penso di averle già risposto al casinò Miss...» continua con tono freddo tornando con lo sguardo sulla donna «...Io Faccio Quello Che Voglio» scandisce chiaramente ogni parola spiegando che tutte le azioni che compie vengono solamente dalla sua volontà, per poi soffermarsi ad osservare il volto della lupa guardando eventuali risposte emotive.
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18:54 Shadow Erza     [B.C.C.]Fa spallucce mentre si appoggia al bancone e porta le mani giunte sul ventre osservando il piccolo pianista che si sta esercitando per suonare, mentre la coda morbida si muove lenta dietro di lei ed emana quel profumo di ciliegia. Sorride «Sai» si volta verso Edward e gli sorride «La gente dimentica che la forza non è nulla senza l'intelligenza» sussurra lieve «Il mondo non sarà mai in pace» seria socchiude gli occhioni e porta le braccia conserte sotto il seno «L'uomo non sa vivere in pace, ha sempre bisogno del conflitto» il tono basso, dolce ma glaciale al contempo «L'animo umano è fatto così» e lei non fa eccezione «Ci sarà sempre chi vorrà sopraelevarsi e rendersi meglio degli altri» apre lentamente gli occhioni «Ma finché ci sarà gente come te che ci crede chissà» sorride dolce, chissà come la prenderebbe lui nel sapere chi sia veramente la lupa che gli sta al fianco. Gonfia le guance «E va bene se non puoi rinunciare al Miss va bene» fa spallucce «Bhe mi piace di più Ed che messer Edward» sincera «Ed è più dolce»sincera. Sorride «Lo so, lo so» tranquilla «Ma chissà non è detto che le due cose non possano coincidere sai» seria «In fondo io non sono, prettamente una cacciatrice di teste, eppure non me la passo male sai» seria «Sei tu che ti ostini a dire non sai far altro, che non riesci a cambiare» fa spallucce «Eppure se solo volessi, potresti imparare un mestiere, seguire un gruppo che faccia il bene» sorride «E mantenere tua sorella comunque» gli vorrebbe tanto dare un occasione ma sa che in quel mondo, il suo mondo, il ragazzo non resisterebbe e si piegherebbe di più.Si muove lenta al ritmo di quella melodia triste. Sorride mantenendo gli occhioni chiusi «Togli il forse, ma non direi nemici, ti avrei schifato tutto qui shishi» in fondo è un umano e lei li odiava e non poco. Annuisce «Certo, assomigli ad un ragazzino che vuoi da me?» gonfia le guance offesa «Pensavo esageravi ecco» e che ne avesse poco meno di lei. La musica aumenta il ritmo ed a quelle parole apre gli occhioni e si volta per fissare lo sguardo in quello del ragazzo «Mi spieghi perché ti odi così tanto?» seria «O forse odi me e tua sorella solo perché teniamo a te?» il tono permane dolce anche se la rabbia le vela gli occhi rendendoli lucidi «Non lo farebbe» seria «Sei nato, ci siamo incontrati, ed io non dimentico mai nessuno, io ricordo sempre tutti, e tua sorella non può dimenticarti quindi» abbassa lo sguardo e serra le mani in u pugno «Perché non vivi per noi»seria.
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18:29 Simeon Commerford   [Katorea - Black Cherry] Continuerebbe per qualche attimo a rendersi conto delle sonorità che ogni tasto possa scaturire, proprio come iniziò tempo addietro, quando nella metropoli acquatica iniziò ad approcciarsi all'oggetto lasciato nel suo alloggio a Yuba. Nella parte inferiore, due pedali sarebbero visibili ai piedi del ragazzo, che ne sperimenterebbe le funzioni: il primo, a sinistra, servirebbe per attutire la risonanza interna, mentre il secondo, a prolungarne la durata. Fatto da parte questi due particolari, il ragionamento dietro quello strumento sembrerebbe essere stato copiato dalla tastiera della chitarra, o comunque, viceversa. Tutto quanto: dalle scale alle combinazioni armoniche, la musica sembrerebbe essere universale, «Il mondo...è la musica...?»ripeterebbe le parole pronunciate il giorno prima dal nano sussurrandole, come se avesse iniziato ad ingranare il concetto elaborato tra le rovine di Elumalu. Due tasti bianchi verrebbero premuti insieme con il medio ed il pollice sinistri, creando un bicordo, «Sì» deve essere così, si risponderebbe da solo chinando poi la testa, ed avvicinando lo sgabellino ancor di più al pianoforte. Adesso, lentamente, tutte le dita si avvicinerebbero a quell'agglomerato di tasti, che risuonerebbero nel locale, la melodia ottenuta potrebbe risultare poco definita, ma l'accompagnamento con la mancina cercherebbe di compattare i suoni. Che stia improvvisando? Sì, come quella volta a Nanohana, con l'arciere, quello che fabbrica fuochi d'artificio, sembrerebbe che anche ora, le dita del turchino si muovano a momenti per inerzia. Gli occhi rimarrebbero fissi sui tasti, seguendo i movimenti delle mani, verso le quali sarebbero rivolti i capelli, forse fin troppo lunghi, che formerebbero un sipario tra il suo volto e l'ambiente circostante.
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18:10 Menethil Edward    [Black Berry Caffè] Ascolta con attenzione le parole di Ayame che parla di un mondo utopico, lo stesso mondo desiderato da Edward «Chissà, magari qualcuno compierà questo viaggio, e riuscirà a creare un mondo dove la legge del più forte non sarà la più importante» sorride alla donna inclinando il capo «Un mondo pacifico» conclude con volto amichevole al contempo con tono serio. «Va bene...» all'ammonizione dell'altra, Edward capisce subito dove voglia arrivare «..,la chiamerò Miss Ayame se proprio desidera» conclude scherzoso con aria angelica «Non lo fa da parecchio ormai, non e sembra che la cosa mi disturbi» aggiunge di risposta al fatto che la lupa gli dia del tu dalla serata al casinò. Non sarebbe male cambiare stile di vita come suggerito dall'interlocutrice ma... «No» risponde conciso con tono dolce e soave «Non ancora, lo sa che ho un obbiettivo da perseguire e che non intenda abbandonarlo nella maniera più assoluta» spiega che non cambierà il suo stile di vita da un giorno a quell'altro «Forse Miss, un anno fa saremmo stati nemici...» continua ipotizzando l'incontro con la donna prima che cambiasse. Or come ora gli dispiacerebbe, non è mai scappato difronte ad un avversità per paura che questa lo possa perseguitare in futuro: è abituato a sradicare i problemi alla base evitando così che rispuntino, inoltre sa per certo che la ragazza difronte è molto più di come appaia, lei stessa glie lo disse che non avrebbe avuto pietà con i nemici suoi e dei compagni. Il discorso passerebbe quindi all'età del ragazzo al quale con fare sorpreso volgerebbe lo sguardo alla spadaccina «Veramente non aveva capito quanti anni avessi? Mi pareva di averle detto che fossero quasi 20 anni che lavoro per mia sorella» conclude sorridendole, tralasciando i commenti dispettosi di questa. Sarebbe tutto più comodo se venisse dimenticato, la sorella quantomeno vivrebbe in pace e senza preoccupazioni «Purtroppo so che non è così facile dimenticare una persona, ma renderebbe tutto più facile...» compie una piccola pausa per guardarle gli occhi «...non crede?» domanda infine osservando un'eventuale reazione di questa. Nel mentre osserva in silenzio tutte le movenze del giovane, che dopo aver premuto tutti i tasti partendo da entrambi i lati, si mette comodo sullo sgabello difronte allo strumento «...» cercando di capire cosa passi per la testa a Simeon, continua ad osservarlo attendendo che faccia una qualsiasi cosa «Chissà, son curioso di sentire...» commenta attendendo l'altro.
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17:44 Shadow Erza     [B.C.C.] Sorride al ragazzo che gli da ragione «Esatto» sincera «Il mondo sarebbe un posto migliore se ognuno potesse fare cio che vuole senza infastidire gli altri» e lei sopratutto «Ma penso sia un utopia bella e buona» sorride divertita. Gonfia le guance e sbuffa in sua direzione andando a scandire con le labbra «A Y A M E» quasi ad ammonire l'altro «Chiamami Ayame Ed non essere così fiscale» alzando le braccia un momento al cielo «Per l'amor di Jashin shishi mi dai ancora del lei shishi» divertita però dalla cosa «Io non intendo darti più del lei se siamo soli sappilo» seria stavolta. Inclina il capo a manca e sorride «Dovresti provarli adesso allora» sorride «Non si è mai in ritardo per cambiare e migliorare ciò che si è» dolce nel tono. Fa spallucce «Presumo che» si porta l'indice ed il pollice al mento in una posa pensierosa «Anche se non si conosce altro modo di vivere prima o poi» sorride «Il fato ti mette davanti a situazioni che ti cambiano la vita» sorride portando le mani dietro la schiena e scodinzolando «Oppure ti fa incontrare persone che mai avresti pensato ti potessero cambiare» dolce «Te l'ho già detto mi pare, se ci fossimo incontrati solo un anno fa, probabilmente ti avrei sputato in un occhio shishi» divertita «Quindi magari non riesci a sentirne la mancanza vero ma quando ti succederà magari ti accorgerai che questa vita che vivi ora non è quella che fa per te» fa spallucce «Oppure ti accorgerai che è proprio la tua chi può dirlo» scioglie l'abbraccio e abbassa lo sguardo e le orecchie , per poi rialzarli di scatto e fissarlo «COSAAA?!?!» scioccata «M ma ma io credevo fossi più piccolo» sincera «Sei così grande?» lo guarda sbalordita «Wow, occhiaie a parte te li porti bene vecchietto» non è che sia così vecchio ma adora essere dispettosa. Fa spallucce «Va bene» per la canzone «Chissà magari riesco a farti dormire shishi» dolce come il miele. Scuote il capo«Mmh spero di incrociarla presto e vedrò cosa posso fare» Ayame sta diventando una rompiscatole per la povera Erza. Scuote il capo mentre osserva Simeon «Forse oggi canta shishi» che sia la volta buona chissà. Prende la mano del mascherato e la fissa «Non dire stronzate Ed» dolce«Non ti dimenticheremmo mai» sorride al ragazzo«Lei è tua sorella ed io» ghigna maligna «Tua nipote?»divertita e dispettosa «Seriamente» il musino triste«Non dirlo di nuovo, sei uno stolto se pensi di poter entrare ed uscire così dalla vite altrui»sospira «Smettila con queste idiozzie» pigola dolcemente.
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17:20 Simeon Commerford   [Katorea - Black Cherry] I martelletti all'interno dello strumento andrebbero dunque a far risuonare un secondo suono, distante di un semplice semitono dal primo provato dal ragazzo, che sarebbe passato a premere il tasto nero successivo al precedente. Gli occhi si assottiglierebbero su quegli ottantotto tasti lì davanti a lui, come a voler cercare di capirne qualcosa. Dei tasti bianchi verrebbero intervallati tra di loro, premuti in ordine ascendente, creando una sonorità riconducibile ad una scala maggiore. Stessa cosa verrebbe fatta per il ritorno, con una scala discendente, riproponendo in ordine inverso i tasti premuti in precedenza, «Mhhh» mugugnerebbe notando or ora una seduta molto simile ad un piccolo sgabello, sui quale il turchino è solito sedersi ogni volta che visita un locale. Tale seduta verrebbe quindi avvicinata alla tastiera, sistemata nel migliore dei modi, cercando di rendere gli spigoli frontali paralleli allo strumento e quelli laterali perpendicolari ad esso, ed infine, farebbe per accomodarci le sue natiche sulla parte superiore, in modo tale da poter continuare a capire la meraviglia lì davanti a lui, senza dover rimanere in piedi.
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17:05 Menethil Edward    [Katorea | Black Berry Caffè] La discussione attualmente riguarda i codici d'onore a cui le persone prendono voto «Ha ragione» afferma concordando con l'idea della ragazza «Finché questi consentano una vita pacifica, e senza il coinvolgimento delle vite altrui...» continua aggiungendo la sua linea di pensiero «...Non mi interessa quali voti compiano o a a cosa rimangano fedeli» conclude tornando ad ascoltare l'interlocutrice. «Penso di si Miss Black» continua a concordare con l'altra «Non che io abbia conosciuto altri stili di vita» dice sorridendo innocentemente alla donna «Come potrei rimpiangere l'unica vita della quale sono a conoscenza?» conclude ponendo una domanda retorica. «Ha ragione» scuote leggermente il capo pensando di aver esagerato, prontamente smentito dalle parole successive della ragazza «Venti anni?» domanda abbassando il capo fissando la tazza di caffè, pensando al fatto che sia più giovane di lui «Io? Ne ho 25» risponde conciso quando quest'ultima gli rifletta la domanda [glu] andando poi a finire l'amara bevanda. [Mmh] mugugna dolcemente pizzicandosi il mento «Non resta che provare» risponde con tono scherzoso e socchiudendo gli occhi alla proposta della ninna nanna [Yawnn] per poi lasciarsi andare in uno dei soliti sbadigli, sempre prontamente coperto dalla mano destra. «Non ho detto che la gente mi picchia, ho detto che gli unici contatti fisici che ho normalmente sono in quelle circostanze» riconferma sapendo benissimo che la tipa lo stia cercando di infastidire «Faremo un'altra volta» continua rispondendo e guardando il ragazzo nominato dalla lupa andare via affrettandosi «Lo immagino» afferma sulla tenacità di questa. L'oggetto del dialogo sembrerebbe tornare sulla ragazza pesce-palla «Già, inoltre penso che lei debba conoscerla..» inizia a dire pensando di star scavandosi la fossa sotto i piedi con «...Ha lasciato i genitori con una lettera, e penso che questi siano da settimane che non abbiano una sua notizia. Dovrebbe convincerla a contattarli» afferma sorridendo evitando in tutti i modi lo sguardo dell'altra. «Forse sarebbe meglio se entrambe vi dimenticaste» risponde con volto angelico e sorriso innocente, nel mentre cerca di allontanarsi dall'abbraccio della lupa, movenze interrotte dal suono di uno strumento in sala. Incuriosito volge lo sguardo verso l'origine del rumore notando un ragazzo di sua conoscenza, identità confermata dalla lupa «Simeon...»scuote delicatamente il capo osservando i movimenti del giovane.
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16:38 Shadow Erza     [B.C.C.] Sorride all'altro che si prende l'ammonizione sotto forma di schicchera sulla fronte «Si» fa spallucce «Lo penso anch'io, e finché gli altri non mi ostacolano o fanno male a chi amo allora non m'interessa nemmeno sapere i codici d'onore altrui» socchiude gli occhioni e palesa un dolce sorriso «Ma so che se mi affeziono a qualcuno allora mi preoccupo» alza le mani al cielo «Penso sia normale no?» dolce nel tono. Alza un sopracciglio a quella domanda e porta il busto leggermente verso l'altro, alzando il musetto e cercando gli occhi dell'altro da incatenare ai sui, mentre le mani si portano sui fianchi andando a muove la gonna vistosa verso dietro e la coda si muove lenta «Ehy» pigola «Non si chiede l'eta ad una signora sai?»ghigna, portando le braccia conserte sotto il seno alzandolo leggermente e socchiude gli occhi, in una posa da donna saccente «Si dice da quanto vivi shishi»disarmante quanto possa passare dall'essere seria allo scherzo in poco tempo, anche se è un privilegio che concede a pochi laone «Comunque» torna seria e lo fissa «Ho ben vent'anni» andando ad alzare l'indice ed il medio con orgoglio sentendosi grande donna vissuta «Tu?» l'osserva «Con quella faccia saremo coetanei shishi» che gli abbia dato del ventenne eh già. Sospira assottigliando gli occhioni «Credi di si?» pigolando «Antipatico» sbuffando in un espressione comica in vero, fintamente offesa la Mink, capisce alla perfezione i sentimenti dell'altro. Annuisce «Yay è una ninna nanna magari una sera proviamo a farti dormire così» sorridendo dolce. Fa spallucce« Non lo so sei tu che dici la gente ti picchia volevo metterti a tuo agio shishi» divertita «Per quello» farlo morire di stanchezza «Basta che resti qui e chiacchieriamo, Jack lo sa» fa finta di nulla il verde e quasi scappa«Sono tenace shishi»divertita. Annuisce «Oh che cucciola allora spero non si faccia invischiare da gentaglia, penso che i cuccioli debbano essere liberi di crescere e poi scegliere da soli che colore portare nel mondo» che sia il nero o il bianco insomma. Il ragazzo si lascia abbracciare «Ed non prendermi in giro»sospira mentre lo stringe leggermente «Se ti succede qualcosa non sarà solo tua sorella a soffrirne» per poi fissarlo «Anch'io ci starei male, vuoi vedermi piangere?» chiede sorridendo. Ma un suono la fa voltare di scatto verso il palco «Ma chi?» qualcuno sta usando il piano messo per il suo fratellone Plat e la dolce Smiley, per le serate di svago della coppia «Simeon?!» sussurra lieve.
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