20:14 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] I tentativi di ripetere qualcosa che non si conosce, si sa, tendono a fallire. Le mani infatti, pian piano inizierebbero a presentare qualche lieve dolore ai tendini, ad indicare lo strafare del ragazzo, che sembrerebbe ostinato a voler ripetere alcuni dei passaggi suonati poc'anzi. Verrebbe però interrotto da una figura che andrebbe subito dopo ad uscire dal locale «Mh?» confuso dalla scena, che gli l'altro sia stato lì per tutto il tempo? Non ci avrebbe fatto attenzione però. Le mani si solleverebbero dalla tastiera, andando a concedersi un po' di pausa, che il turchino abbia intenzione di riprovare a suonare? Con la destra andrebbe a smuovere dei ciuffi cadenti lungo la fronte fin davanti ai suoi occhi, che nel frattempo sarebbero vigili nei dintorni, all'interno del locale, per capire l'accaduto di qualche attimo prima, ma oltre Simeon e Jack, non sembrerebbe più esserci nessun altro. Si alzerebbe dunque dallo sgabello, per richiamare l'attenzione del barista solamente fissandolo insistentemente, «Shhhhh» sibilerebbe poi con l'indice davanti alle labbra socchiuse, cercando di acquistare il silenzio del lavoratore, che oltre all'uomo mascherato, sembrerebbe l'unico ad aver assistito allo spettacolo. ||

20:04 Menethil Edward [Katorea | Black Cherry Caffè] La chiacchierata a toni placidi e decentemente tranquilli, ha avuto un effetto calmante sulla psiche del giovane il quale svuotando sentimenti come buonismo o compassione, ritorna carico di odio e freddezza «Cosa cambia? Ognuno ha la propria verità, ed è il vincitore a scegliere cosa sia giusto o meno» parla sorridendo innocentemente ma con tono freddo «Se eliminassi chi creda feccia, questo non si lamenterebbe, perché sarebbe già nel mondo dei più. Gli unici che potrebbero osare dir qualcosa sono i simili di questo, ed a quel punto basterebbe eliminare pure loro. È molto semplice il ragionamento» solo quello, compiere le azioni di cui parla è un ardua impresa «Inoltre un lupo non pensa cosa pensino le pecore. Se dovessi diventare feccia per raggiungere tale utopia, ben venga» conclude alzandosi dalla posizione seduta. Nel mentre la musica prodotta dal giovane Simeon viene interrotta da questo che interrompe le movenze delle dita ed osserva lo strumento «Ognuno ha le proprie cose a cui pensare ed i propri problemi da portare a termine» commenta volgendo lo sguardo al musicista. [Tsk] schiocca la lingua «Non morirei io come persona, morirebbe quella conosciuta da lei. Dopotutto non sa nulla di me. Non sa nemmeno se il nome con la quale mi son presentato sia vero o meno» afferma con serietà «Siamo solo maschere dopotutto» conclude [taptap] picchiettando l'accessorio indossato «Non possiamo migliorare, od aggiungere cose, possiamo spezzarci e rivelare cosa ci sia al di sotto» spiega alla donna guardandola in volto. «Il passato? Le dissi già che non lo dimenticherò per rispetto dei miei sacrifici, oltretutto mi pare di star pensando al futuro...» afferma incuriosito non riesce a comprendere se la lupa non abbia capito il suo discorso o meno «...Un futuro migliore per mia sorella. E di conseguenza per me, dato che mi basti saperla al sicuro e felice» conclude con fare quasi indispettito. «Se si fosse fatta una vita sarei felice per lei, ma la cosa dopotutto non mi riguarderebbe, amo lei non una sua ipotetica famiglia» continua freddo come la notte Alabastina. «Grazie Miss Black» conclude il dialogo con la mink «Mi ha aiutato» afferma compiendo un inchino «E se vuole ancora cercare la sirena lo faccia per quella ragazzina, non mi va di doverle altri favori. Buona serata» termina dirigendosi verso Simeon applaudendo dolcemente «Persegui nel tuo sogno» afferma proseguendo il discorso avuto in precedenza, infine uscendo dal locale.||

19:42 Shadow Erza [B.C.C.]Resta impassibile mentre lo sguardo di giada si sposta verso il turchino che continua a suonare quella triste e soave melodia«Se la cava bene» sorride«Lo sospettavo»sussurra tra se e se. Scuote il capo i modi di fare dell'altro non la turbano sa che in lui alberga un animo simile a suo, che anche lui nasconda, sotto quei sorrisi ed atteggiamenti dolci, quello che lei cela con i suoi. Scuote il capo«Come fai a dire che la feccia sia feccia?»tranquilla, il tono è privo di emozioni, ma semplicemente è velato di dolcezza «A volte ciò che pare feccia è solo un fiore mal curato e straziato da chissà quale veleno» ripensa a Mass e Plat e le iridi di giada si volgono al soffitto mentre sulle labbra appare un leggero sorriso«E poi insinuare il terrore negli altri non ti renderebbe simile a quella feccia?»socchiude lo sguardo«Non so io preferisco fare a modo mio, cercando di compiere piccoli passi ogni giorno per migliorare ciò che ho intorno»il pensiero le va al piccolo Salim ed a come abbia preso tanto da lei in così breve tempo. Sorride «Ed cambiarti il nome o usare un diminutivo non modifica quello che sei» seria «Forse ma non credo che tu sia così fragile da morire per un cambiamento» sorride «Il cambiamento non dev'essere per forza la fine di qualcosa e l'inizio di un altra, ma può essere solo un arricchimento ed un mutamento di ciò che si è stati, e puntare ad essere qualcosa di più» socchiude gli occhi e si porta le mani al petto «Di migliore» serena «Io sono sempre io, anche se in questo anno sono cambiata molto, sono più forte e più libera» si volta a fissarlo, negli occhi una luce intensa«Te lo consiglio, prima lascerai il passato li dov'è e penserai al futuro meglio sarà, per te e per lei» scuote il capo«Te l'ho detto per quello che ne sai potrebbe essere sposata, avere figli e tu non lo sapresti»sospira «Perchè sei cocciuto come le pietre shishi»dolce«Evidenzi i fatti?» alza un sopracciglio«Strano modo davvero» sorride«Allora se non lo vuoi non dirlo» fa spallucce«Perché tanto è impossibile shishi» annuisce«Si lo so, come so che le mie sono solo chiacchiere»si avvicina al ragazzo per mollargli un [Smack]Bacio leggero su una gote e superarlo rapida «Ed è normale devi sempre fare ciò che vuoi» sorride poi fissando Jack «Il loro» indicando i ragazzi «E' offerto, ora» si volta elargendo un dolce inchino «Perdonami ma ho altro lavoro da fare ma» sorride dolce «Grazie della compagnia Ed»ascolta il dire altrui, per poi salutare ed uscire dal locale.

19:33 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] La concentrazione impiegata dal ragazzo lo isolerebbe da tutto l'interno del locale, come se durante quella melodia, il tempo si fosse fermato solo per lui, seduto lì, al pianoforte, ad improvvisare qualcosa, sul quale, tutto sommato, si potrebbe lavorare. Pian piano i suoni si dissolverebbero portando entrambe le mani del ragazzo a tornare in uno stato di quiete, il piede destro, in tutto ciò, avrebbe provato di mantenere il ritmo con il pedale in grado di conferire sostegno al suono, ed ovviamente, il risultato non è stato dei migliori, ma tutto ciò sarebbe plausibile, data l'improvvisazione su uno strumento del tutto nuovo. «Mhhh» mugugnerebbe di nuovo, sollevando il capo, con espressione che potrebbe significare insoddisfazione, ma che potrebbe anche rivelare l'esatto opposto. Alcuni passaggi, quelli rimasti impressi nella mente del turchino durante l'esecuzione, verrebbero riprodotti cercando di ricordare le posizioni assunte dalle mani, che, potrebbero migliorare la loro elasticità per raggiungere note a distanza di qualche tasto in più.

19:20 Menethil Edward [Katorea | Black Cherry Caffè] [Tsk] schiocca la lingua leggermente infastidito dal discorso della lupa sul fatto che il mondo non cambierà mai, sa che ha ragione ma nessuno fino ad ora ci ha provato come si deve «È per questo...» inizia a dire di risposta al fatto che l'umano necessiti di conflitti «...Che bisognerebbe estirpare la feccia, instaurando terrore nei cuori di chi voglia i conflitti e lasciando liberi gli innocenti che vogliono vivere pacificamente» con tono assente da ogni emozione e volgendo lo sguardo al cielo, conclude rivelando il suo pensiero nonché utopico sogno «Oh no, io non ci credo minimamente» risponde sinceramente, essendo lui un pessimista cronico. «Miss Black, come può affermare il fatto che le piaccia più "Ed" che "Edward"...» inizia a domandare con tono soave «...ed allo stesso tempo dirmi di vivere come meglio creda?» continua inclinando leggermente il capo «In quel modo non morirebbe la persona alla quale lei si è affezionata?» domanda lasciando indizi alla donna sul fatto che la sua vera natura del ragazzo sia ancora sopita e nascosta dentro di lui. «Non credo mi abbia capito...» scuote la testa alle alternative di vita proposte dalla donna «...non voglio farla sopravvivere, voglio farla vivere senza alcun pensiero» continua guardando fisso negli occhi la donna «Non mi interessa darle una vita mediocre, è tutto ciò per cui la mia vita abbia ancora un senso, ed intendo farla vivere nel lusso e nella tranquillità» afferma ascoltando il giovane suonare il piano. «Beh se non sarebbe stata mia nemica non ci sarebbero stati problemi, non mi interesso di quanto dicano le persone» afferma serio volgendo lo sguardo sulle mani del ragazzo che si muovono lungo i tasti del piano. «Oh!» esclama con fare sorpreso «Io non mi odio nella maniera più assoluta, e non odio nessuna di voi due...» continua a parlare senza mostrare alcuna emozione «...evidenzio solo i fatti»conclude spiegando la sua linea di pensiero. «Ho detto che sarebbe più facile se si dimenticasse di me, non ho detto che lo voglia, e penso di averle già risposto al casinò Miss...» continua con tono freddo tornando con lo sguardo sulla donna «...Io Faccio Quello Che Voglio» scandisce chiaramente ogni parola spiegando che tutte le azioni che compie vengono solamente dalla sua volontà, per poi soffermarsi ad osservare il volto della lupa guardando eventuali risposte emotive.

18:54 Shadow Erza [B.C.C.]Fa spallucce mentre si appoggia al bancone e porta le mani giunte sul ventre osservando il piccolo pianista che si sta esercitando per suonare, mentre la coda morbida si muove lenta dietro di lei ed emana quel profumo di ciliegia. Sorride «Sai» si volta verso Edward e gli sorride «La gente dimentica che la forza non è nulla senza l'intelligenza» sussurra lieve «Il mondo non sarà mai in pace» seria socchiude gli occhioni e porta le braccia conserte sotto il seno «L'uomo non sa vivere in pace, ha sempre bisogno del conflitto» il tono basso, dolce ma glaciale al contempo «L'animo umano è fatto così» e lei non fa eccezione «Ci sarà sempre chi vorrà sopraelevarsi e rendersi meglio degli altri» apre lentamente gli occhioni «Ma finché ci sarà gente come te che ci crede chissà» sorride dolce, chissà come la prenderebbe lui nel sapere chi sia veramente la lupa che gli sta al fianco. Gonfia le guance «E va bene se non puoi rinunciare al Miss va bene» fa spallucce «Bhe mi piace di più Ed che messer Edward» sincera «Ed è più dolce»sincera. Sorride «Lo so, lo so» tranquilla «Ma chissà non è detto che le due cose non possano coincidere sai» seria «In fondo io non sono, prettamente una cacciatrice di teste, eppure non me la passo male sai» seria «Sei tu che ti ostini a dire non sai far altro, che non riesci a cambiare» fa spallucce «Eppure se solo volessi, potresti imparare un mestiere, seguire un gruppo che faccia il bene» sorride «E mantenere tua sorella comunque» gli vorrebbe tanto dare un occasione ma sa che in quel mondo, il suo mondo, il ragazzo non resisterebbe e si piegherebbe di più.Si muove lenta al ritmo di quella melodia triste. Sorride mantenendo gli occhioni chiusi «Togli il forse, ma non direi nemici, ti avrei schifato tutto qui shishi» in fondo è un umano e lei li odiava e non poco. Annuisce «Certo, assomigli ad un ragazzino che vuoi da me?» gonfia le guance offesa «Pensavo esageravi ecco» e che ne avesse poco meno di lei. La musica aumenta il ritmo ed a quelle parole apre gli occhioni e si volta per fissare lo sguardo in quello del ragazzo «Mi spieghi perché ti odi così tanto?» seria «O forse odi me e tua sorella solo perché teniamo a te?» il tono permane dolce anche se la rabbia le vela gli occhi rendendoli lucidi «Non lo farebbe» seria «Sei nato, ci siamo incontrati, ed io non dimentico mai nessuno, io ricordo sempre tutti, e tua sorella non può dimenticarti quindi» abbassa lo sguardo e serra le mani in u pugno «Perché non vivi per noi»seria.

18:29 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] Continuerebbe per qualche attimo a rendersi conto delle sonorità che ogni tasto possa scaturire, proprio come iniziò tempo addietro, quando nella metropoli acquatica iniziò ad approcciarsi all'oggetto lasciato nel suo alloggio a Yuba. Nella parte inferiore, due pedali sarebbero visibili ai piedi del ragazzo, che ne sperimenterebbe le funzioni: il primo, a sinistra, servirebbe per attutire la risonanza interna, mentre il secondo, a prolungarne la durata. Fatto da parte questi due particolari, il ragionamento dietro quello strumento sembrerebbe essere stato copiato dalla tastiera della chitarra, o comunque, viceversa. Tutto quanto: dalle scale alle combinazioni armoniche, la musica sembrerebbe essere universale, «Il mondo...è la musica...?»ripeterebbe le parole pronunciate il giorno prima dal nano sussurrandole, come se avesse iniziato ad ingranare il concetto elaborato tra le rovine di Elumalu. Due tasti bianchi verrebbero premuti insieme con il medio ed il pollice sinistri, creando un bicordo, «Sì» deve essere così, si risponderebbe da solo chinando poi la testa, ed avvicinando lo sgabellino ancor di più al pianoforte. Adesso, lentamente, tutte le dita si avvicinerebbero a quell'agglomerato di tasti, che risuonerebbero nel locale, la melodia ottenuta potrebbe risultare poco definita, ma l'accompagnamento con la mancina cercherebbe di compattare i suoni. Che stia improvvisando? Sì, come quella volta a Nanohana, con l'arciere, quello che fabbrica fuochi d'artificio, sembrerebbe che anche ora, le dita del turchino si muovano a momenti per inerzia. Gli occhi rimarrebbero fissi sui tasti, seguendo i movimenti delle mani, verso le quali sarebbero rivolti i capelli, forse fin troppo lunghi, che formerebbero un sipario tra il suo volto e l'ambiente circostante.

18:10 Menethil Edward [Black Berry Caffè] Ascolta con attenzione le parole di Ayame che parla di un mondo utopico, lo stesso mondo desiderato da Edward «Chissà, magari qualcuno compierà questo viaggio, e riuscirà a creare un mondo dove la legge del più forte non sarà la più importante» sorride alla donna inclinando il capo «Un mondo pacifico» conclude con volto amichevole al contempo con tono serio. «Va bene...» all'ammonizione dell'altra, Edward capisce subito dove voglia arrivare «..,la chiamerò Miss Ayame se proprio desidera» conclude scherzoso con aria angelica «Non lo fa da parecchio ormai, non e sembra che la cosa mi disturbi» aggiunge di risposta al fatto che la lupa gli dia del tu dalla serata al casinò. Non sarebbe male cambiare stile di vita come suggerito dall'interlocutrice ma... «No» risponde conciso con tono dolce e soave «Non ancora, lo sa che ho un obbiettivo da perseguire e che non intenda abbandonarlo nella maniera più assoluta» spiega che non cambierà il suo stile di vita da un giorno a quell'altro «Forse Miss, un anno fa saremmo stati nemici...» continua ipotizzando l'incontro con la donna prima che cambiasse. Or come ora gli dispiacerebbe, non è mai scappato difronte ad un avversità per paura che questa lo possa perseguitare in futuro: è abituato a sradicare i problemi alla base evitando così che rispuntino, inoltre sa per certo che la ragazza difronte è molto più di come appaia, lei stessa glie lo disse che non avrebbe avuto pietà con i nemici suoi e dei compagni. Il discorso passerebbe quindi all'età del ragazzo al quale con fare sorpreso volgerebbe lo sguardo alla spadaccina «Veramente non aveva capito quanti anni avessi? Mi pareva di averle detto che fossero quasi 20 anni che lavoro per mia sorella» conclude sorridendole, tralasciando i commenti dispettosi di questa. Sarebbe tutto più comodo se venisse dimenticato, la sorella quantomeno vivrebbe in pace e senza preoccupazioni «Purtroppo so che non è così facile dimenticare una persona, ma renderebbe tutto più facile...» compie una piccola pausa per guardarle gli occhi «...non crede?» domanda infine osservando un'eventuale reazione di questa. Nel mentre osserva in silenzio tutte le movenze del giovane, che dopo aver premuto tutti i tasti partendo da entrambi i lati, si mette comodo sullo sgabello difronte allo strumento «...» cercando di capire cosa passi per la testa a Simeon, continua ad osservarlo attendendo che faccia una qualsiasi cosa «Chissà, son curioso di sentire...» commenta attendendo l'altro.

17:44 Shadow Erza [B.C.C.] Sorride al ragazzo che gli da ragione «Esatto» sincera «Il mondo sarebbe un posto migliore se ognuno potesse fare cio che vuole senza infastidire gli altri» e lei sopratutto «Ma penso sia un utopia bella e buona» sorride divertita. Gonfia le guance e sbuffa in sua direzione andando a scandire con le labbra «A Y A M E» quasi ad ammonire l'altro «Chiamami Ayame Ed non essere così fiscale» alzando le braccia un momento al cielo «Per l'amor di Jashin shishi mi dai ancora del lei shishi» divertita però dalla cosa «Io non intendo darti più del lei se siamo soli sappilo» seria stavolta. Inclina il capo a manca e sorride «Dovresti provarli adesso allora» sorride «Non si è mai in ritardo per cambiare e migliorare ciò che si è» dolce nel tono. Fa spallucce «Presumo che» si porta l'indice ed il pollice al mento in una posa pensierosa «Anche se non si conosce altro modo di vivere prima o poi» sorride «Il fato ti mette davanti a situazioni che ti cambiano la vita» sorride portando le mani dietro la schiena e scodinzolando «Oppure ti fa incontrare persone che mai avresti pensato ti potessero cambiare» dolce «Te l'ho già detto mi pare, se ci fossimo incontrati solo un anno fa, probabilmente ti avrei sputato in un occhio shishi» divertita «Quindi magari non riesci a sentirne la mancanza vero ma quando ti succederà magari ti accorgerai che questa vita che vivi ora non è quella che fa per te» fa spallucce «Oppure ti accorgerai che è proprio la tua chi può dirlo» scioglie l'abbraccio e abbassa lo sguardo e le orecchie , per poi rialzarli di scatto e fissarlo «COSAAA?!?!» scioccata «M ma ma io credevo fossi più piccolo» sincera «Sei così grande?» lo guarda sbalordita «Wow, occhiaie a parte te li porti bene vecchietto» non è che sia così vecchio ma adora essere dispettosa. Fa spallucce «Va bene» per la canzone «Chissà magari riesco a farti dormire shishi» dolce come il miele. Scuote il capo«Mmh spero di incrociarla presto e vedrò cosa posso fare» Ayame sta diventando una rompiscatole per la povera Erza. Scuote il capo mentre osserva Simeon «Forse oggi canta shishi» che sia la volta buona chissà. Prende la mano del mascherato e la fissa «Non dire stronzate Ed» dolce«Non ti dimenticheremmo mai» sorride al ragazzo«Lei è tua sorella ed io» ghigna maligna «Tua nipote?»divertita e dispettosa «Seriamente» il musino triste«Non dirlo di nuovo, sei uno stolto se pensi di poter entrare ed uscire così dalla vite altrui»sospira «Smettila con queste idiozzie» pigola dolcemente.

17:20 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] I martelletti all'interno dello strumento andrebbero dunque a far risuonare un secondo suono, distante di un semplice semitono dal primo provato dal ragazzo, che sarebbe passato a premere il tasto nero successivo al precedente. Gli occhi si assottiglierebbero su quegli ottantotto tasti lì davanti a lui, come a voler cercare di capirne qualcosa. Dei tasti bianchi verrebbero intervallati tra di loro, premuti in ordine ascendente, creando una sonorità riconducibile ad una scala maggiore. Stessa cosa verrebbe fatta per il ritorno, con una scala discendente, riproponendo in ordine inverso i tasti premuti in precedenza, «Mhhh» mugugnerebbe notando or ora una seduta molto simile ad un piccolo sgabello, sui quale il turchino è solito sedersi ogni volta che visita un locale. Tale seduta verrebbe quindi avvicinata alla tastiera, sistemata nel migliore dei modi, cercando di rendere gli spigoli frontali paralleli allo strumento e quelli laterali perpendicolari ad esso, ed infine, farebbe per accomodarci le sue natiche sulla parte superiore, in modo tale da poter continuare a capire la meraviglia lì davanti a lui, senza dover rimanere in piedi.

17:05 Menethil Edward [Katorea | Black Berry Caffè] La discussione attualmente riguarda i codici d'onore a cui le persone prendono voto «Ha ragione» afferma concordando con l'idea della ragazza «Finché questi consentano una vita pacifica, e senza il coinvolgimento delle vite altrui...» continua aggiungendo la sua linea di pensiero «...Non mi interessa quali voti compiano o a a cosa rimangano fedeli» conclude tornando ad ascoltare l'interlocutrice. «Penso di si Miss Black» continua a concordare con l'altra «Non che io abbia conosciuto altri stili di vita» dice sorridendo innocentemente alla donna «Come potrei rimpiangere l'unica vita della quale sono a conoscenza?» conclude ponendo una domanda retorica. «Ha ragione» scuote leggermente il capo pensando di aver esagerato, prontamente smentito dalle parole successive della ragazza «Venti anni?» domanda abbassando il capo fissando la tazza di caffè, pensando al fatto che sia più giovane di lui «Io? Ne ho 25» risponde conciso quando quest'ultima gli rifletta la domanda [glu] andando poi a finire l'amara bevanda. [Mmh] mugugna dolcemente pizzicandosi il mento «Non resta che provare» risponde con tono scherzoso e socchiudendo gli occhi alla proposta della ninna nanna [Yawnn] per poi lasciarsi andare in uno dei soliti sbadigli, sempre prontamente coperto dalla mano destra. «Non ho detto che la gente mi picchia, ho detto che gli unici contatti fisici che ho normalmente sono in quelle circostanze» riconferma sapendo benissimo che la tipa lo stia cercando di infastidire «Faremo un'altra volta» continua rispondendo e guardando il ragazzo nominato dalla lupa andare via affrettandosi «Lo immagino» afferma sulla tenacità di questa. L'oggetto del dialogo sembrerebbe tornare sulla ragazza pesce-palla «Già, inoltre penso che lei debba conoscerla..» inizia a dire pensando di star scavandosi la fossa sotto i piedi con «...Ha lasciato i genitori con una lettera, e penso che questi siano da settimane che non abbiano una sua notizia. Dovrebbe convincerla a contattarli» afferma sorridendo evitando in tutti i modi lo sguardo dell'altra. «Forse sarebbe meglio se entrambe vi dimenticaste» risponde con volto angelico e sorriso innocente, nel mentre cerca di allontanarsi dall'abbraccio della lupa, movenze interrotte dal suono di uno strumento in sala. Incuriosito volge lo sguardo verso l'origine del rumore notando un ragazzo di sua conoscenza, identità confermata dalla lupa «Simeon...»scuote delicatamente il capo osservando i movimenti del giovane.

16:38 Shadow Erza [B.C.C.] Sorride all'altro che si prende l'ammonizione sotto forma di schicchera sulla fronte «Si» fa spallucce «Lo penso anch'io, e finché gli altri non mi ostacolano o fanno male a chi amo allora non m'interessa nemmeno sapere i codici d'onore altrui» socchiude gli occhioni e palesa un dolce sorriso «Ma so che se mi affeziono a qualcuno allora mi preoccupo» alza le mani al cielo «Penso sia normale no?» dolce nel tono. Alza un sopracciglio a quella domanda e porta il busto leggermente verso l'altro, alzando il musetto e cercando gli occhi dell'altro da incatenare ai sui, mentre le mani si portano sui fianchi andando a muove la gonna vistosa verso dietro e la coda si muove lenta «Ehy» pigola «Non si chiede l'eta ad una signora sai?»ghigna, portando le braccia conserte sotto il seno alzandolo leggermente e socchiude gli occhi, in una posa da donna saccente «Si dice da quanto vivi shishi»disarmante quanto possa passare dall'essere seria allo scherzo in poco tempo, anche se è un privilegio che concede a pochi laone «Comunque» torna seria e lo fissa «Ho ben vent'anni» andando ad alzare l'indice ed il medio con orgoglio sentendosi grande donna vissuta «Tu?» l'osserva «Con quella faccia saremo coetanei shishi» che gli abbia dato del ventenne eh già. Sospira assottigliando gli occhioni «Credi di si?» pigolando «Antipatico» sbuffando in un espressione comica in vero, fintamente offesa la Mink, capisce alla perfezione i sentimenti dell'altro. Annuisce «Yay è una ninna nanna magari una sera proviamo a farti dormire così» sorridendo dolce. Fa spallucce« Non lo so sei tu che dici la gente ti picchia volevo metterti a tuo agio shishi» divertita «Per quello» farlo morire di stanchezza «Basta che resti qui e chiacchieriamo, Jack lo sa» fa finta di nulla il verde e quasi scappa«Sono tenace shishi»divertita. Annuisce «Oh che cucciola allora spero non si faccia invischiare da gentaglia, penso che i cuccioli debbano essere liberi di crescere e poi scegliere da soli che colore portare nel mondo» che sia il nero o il bianco insomma. Il ragazzo si lascia abbracciare «Ed non prendermi in giro»sospira mentre lo stringe leggermente «Se ti succede qualcosa non sarà solo tua sorella a soffrirne» per poi fissarlo «Anch'io ci starei male, vuoi vedermi piangere?» chiede sorridendo. Ma un suono la fa voltare di scatto verso il palco «Ma chi?» qualcuno sta usando il piano messo per il suo fratellone Plat e la dolce Smiley, per le serate di svago della coppia «Simeon?!» sussurra lieve.

16:20 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] Sguardi su sguardi sembrerebbero essere rivolti in direzione delle levigate superfici dello strumento, di cui avrebbe sentito parlare, ma solo ora ha l'onore di poterne ammirare le dimensioni e la forma. Colto dalla curiosità dunque, accorcerebbe maggiormente le distanze tra lui e quel piccolo palco, andando poi ad avanzare con il piede sinistro, salendo su quella piattaforma, che lo farebbe ritrovare ancora più vicino allo strumento, del quale adesso sarebbe ben visibile il coperchio superiore. La mano destra andrebbe a smuovere delle ciocche di capelli, che giorno dopo giorno starebbero crescendo sempre più, per scoprire lo sguardo stupito del ragazzo, che inizierebbe a girare, come un predatore, intorno a quelle quattro gambe sul quale il pianoforte scaricherebbe il peso. Giungerebbe poi di fronte ad esso, qualche secondo di immobilità verrebbe seguito poi dalle mani che scoperchierebbero la tastiera lucida ed immacolata. Sì, sembrerebbe che nessuno lo abbia mai toccato, sarà anche che di persone in grado di suonare quello strumento, non ne conosce nessuna, figurarsi poi se lo toccasse la lupa. L'entusiasmo e la curiosità si farebbero carico del ragazzo, che, delicatamente, premerebbe l'indice destro su uno dei tasti bianchi, emettendo un suono udibile in tutto il locale.

16:12 Menethil Edward [lì] Edward, preso dalla conversazione con la lupa e rimanendo rivolto con lo sguardo verso il bancone, non presta attenzione agli altri clienti presenti nel locale, e nel mentre ascolta Ayame parlargli giocherella con il braccialetto che questa gli regalò una serata tempo addietro. Durante il loro dialogo la lupa di tutta risposta alla sgarbatezza del mascherato, gli tira una leggera schicchera sulla fronte, gesto accettato dal ragazzo resosi conto di quanto aver detto in precedenza «Penso che ognuno abbia i propri codici d'onore in fin dei conti» commenta le parole dell'altra annuendo col capo. Ascoltando il discorso della donna una domanda viene spontanea ad Edward «Non vorrei sembrarle indiscreto Miss, ma quanti anni ha lei?» domanda incuriosito, cercando di sapere quanti anni ci abbia messo per uscire dalla situazione simile alla sua, e non osando in alcun modo attribuire un età alla lupa, d'altronde lui stesso dimostra molti meno anni di quanti ne abbia. «...» rimane in silenzio alla parola amici riflettendo sul fatto che lui, nonostante tutto, ancora non riesca a considerarla una vera e propria amica «Credo di si» risponde con tono serafico, cercando di non far capire alla donna quanto pensato. «Un chicco di caffè?» domanda incuriosito all'affermazione dell'altra, trovando poi risposta sul fatto che lui si porti sempre appresso l'oggetto menzionato «Magari sarà per un'altra volta» commenta sulla mancata canzone della ragazza, scuotendo dolcemente il capo. [Tsk] schiocca la lingua divertito dalle parole seguenti della mink «Fare a botte?» ripete le parole pronunciate da questa dopo essersi preso in silenzio la pacca sulla spalla «E perché dovrei mai farlo?» domanda [glu]afferrando poi la tazza di caffè bevendone un sorso «Mi sembra una cosa inutile, nonché una perdita di tempo» spiega la sua linea di pensiero, oltretutto nelle condizioni in cui versa attualmente non sprecherebbe energie inutilmente «Mi vuole far morire dalla stanchezza?» e non si risparmia dal dirlo scherzando all'altra. «Beh, si farebbe idea di come ero appena morti i miei genitori» iniziando a spiegare più o meno il carattere dell'altra «Non si fida facilmente, sta molto per le sue, ed è incline ad essere fregata da gente più sveglia» conclude sorridendo innocentemente, al pensiero di come fosse molti anni prima. [Mh]mugugna dolcemente quando questa lo abbracci cercando inconsapevolmente di distanziarsi ma non riuscendoci finisce per subire le parole ravvicinate «Eviterò»mormora

15:50 Shadow Erza [B.C.C.]Sorride mentre lascia le mani del ragazzo e sospira appena «...»scuote il capo dolcemente «Non preoccuparti»sincera. Alza un sopracciglio mentre tenta di dare una piccola chicchera alla fronte dell'altro sorridendo «Ehy non fare l'antipatico»pigola «Se hai dei problemi e li posso risolvere certo che mi cambia» gonfia le guance e sbuffa «Sono una lupa fedele io» socchiude gli occhioni «In amore, come in amicizia, ho un mio codice d'onore» tutto suo in realtà ma poco cambia «Capisco». Apre gli occhioni di giada e li fissa in quelli del mascherato sorridendo dolce «Capisco che non ci sei abituato» seria «Ero come te più di quanto tu pensi» dolce «E qui ti sbagli» si alza di scatto e gli si porta sotto il muso andando a [Sniff] annusare l'altro con fare dolce come farebbe una bimba con un dolcetto «Siamo amici no» divertita «Ho qualcosa in cambio» sorride «Ci guadagno l'amicizia di un chicco di caffè» dolce. Porta le mani dietro la schiena ed inizia a dondolarsi socchiudendo gli occhioni «Sai che so una ninna nanna sul chicco di caffè?» sorride maligna «Ma non te la canterò» dispettosa. Si risiede «Ti dovrai abituare al mio allora shishi» divertita «E se vuoi» tenterebbe di dargli una leggera pacca sulla spalla [Sdang] «Possiamo fare a botte se ti senti più a tuo agio shishi ma occhio» gli mostra il braccio destro in una posa da mister muscolo «Non sembra ma sono forte shishi» con un tono dolce come il miele. Ascolta il dire sulla bambina «Capito, quindi se la dovessi incontrare potrò farmi un idea dell'Ed da bambino» porta le mani aperte sulle goti e sorride sorniona«Kyaaa che ammore» forse prendendolo in giro «Shishi» dolce in realtà. Alza le orecchie a quel dire «Mhh..» pensierosa, ricorda il sogno del ragazzo ma è sicura riguardi il sentirsi inadatto dell'altro e del fatto che si debba nascondere e nascondere alla sua amata sorella chi sia e cosa faccia. A quel dire però «Eh?!» si volta di scatto e lo fissa con gli occhioni sgranati gli si avvicina lenta. Lo fissa ad un palmo di distanza «...» seria scuotendo il capo, e con o senza il suo consenso andrebbe a [Grab] abbracciare il ragazzo e ridere di gusto «Shishishi»cercando di consolarlo «Ed non essere stolto» dolce nel tono, carezzandolo come farebbe una madre o una sorella «Non potresti farmi del male nemmeno sotto ipnosi» andando a prendergli il volto «Non temere per questo» seria «Se ci fosse bisogno sarei io a difenderti da te stesso» dolce come il miele «Quindi evita di dire cazzate» dolce.

15:38 Shadow Erza [Katorea - Black Cherry Caffè]Sorride mentre lascia le mani del ragazzo e sospira appena «..» scuote il capo dolcemente «Non preoccuparti»sincera. Alza un sopracciglio mentre tenta di dare una piccola chicchera alla fronte dell'altro sorridendo «Ehy non fare l'antipatico» pigola «Se hai dei problemi e li posso risolvere certo che mi cambia» gonfia le guance e sbuffa «Sono una lupa fedele io» socchiude gli occhioni «In amore, come in amicizia, ho un mio codice d'onore» tutto suo in realtà ma poco cambia «Capisco». Apre

15:28 Simeon Commerford [Katorea - Black Cherry] Continuerebbe dunque la sua amichevole intrusione in quel locale, dove delle figure sarebbero già presenti e ben comode a far salotto tra loro, con Jack sempre in preda agli impegni assegnati dalla lupa. All'angolo frontale all'ingresso del locale, un passo dopo l'altro, il turchino potrebbe notare un piccolo palco posto a mo' di rialzo, dove si troverebbe, niente di meno che quello che sembrerebbe un vero e proprio pianoforte. Stranamente, notato per la prima volta, il ragazzo si dirigerebbe mantenendo il suo costante silenzio, non avvedendosi degli altri due. È possibile che in tutte le visite in quel posto, non abbia mai notato una cosa del genere? Giungerebbe a qualche passo da quel piattaforma rialzata dove ci sarebbe il fantomatico strumento, si fermerebbe dunque imbambolato a contemplare la facciata laterale nel completo splendore della sua manifattura.

15:19 Menethil Edward [Katorea | Black Berry Caffè] Il giovane si immerge nei suoi pensieri chiudendosi nel silenzio, chiudendo le palpebre e lasciando che la mente vaghi tra le sue preoccupazioni per qualche secondo e concentrandosi sull'amaro sapore del caffè che sente al momento, [Uff] una volta riordinati i pensieri, riapre dolcemente gli occhi fissando quelli di giada della ragazza. «Le chiedo scusa» si scusa infine mostrando il solito sorriso innocente in maniera evidentemente forzata «Non dovevo coinvolgerla nei miei problemi, già avrà i suoi da risolvere» afferma infine volgendo il busto al bancone. «Beh, non che le cambi molto...» andrebbe a dire rispondendole con tono freddo, per poi scuotere il capo velocemente «È solo che non ci son abituato» spiega con tono amichevole e pacato, in maniera sintetica il fatto che per lui tutte le interazioni con la lupa siano qualcosa di nuovo «Non sono abituato a qualcuno che si interessi, senza riceverne alcun guadagno» compie una breve pausa con la quale [glu] ne approfitta per bere un sorso del caffè «Non sono abituato al contatto fisico: se non quello di mia sorella, o di altri ma con scopo di attacco» spiega infine il motivo della sua paranoia. Tralascia tutto il resto, anche perché farebbe notte a spiegare tutto alla ragazza, rimanendo in silenzio ed ascoltando le parole di questa «La ragazzina si chiama Miuru, caratterialmente sembra me da bambino» ammette sorridendo in modo amaro, rivelando il perché l'abbia presa in simpatia molto velocemente. «No Miss Black» nega infine quanto detto sugli incubi e sulla paura «Non penso che sia questo il motivo, o almeno non solo» continua pizzicandosi il mento tra la falange dell'indice destro ed il pollice «Penso sogni il sangue delle persone a cui tenga» volta leggermente lo sguardo verso il lato opposto alla lupa «Sa?»continua inclinando il capo verso destra «Ho sognato pure il suo» conclude rivelando gli ultimi sogni fatti. Tra tutte le conoscenze effettuate, è indiscutibile che il giovane Edward: abbia legato maggiormente con la lupa rispetto ad altri, nonostante non si fidi completamente ancora di questa «Forse per venirne fuori, basterà aspettare. O separarmi da tutto quanto» conclude spiegando le due possibili soluzioni ideate, anche se la seconda è fuori discussione dato che sta vivendo solo per il bene della sorella.

15:03 Shadow Erza [Katorea - Black Cherry Caffè] Osserva l'altro mentre le mani, salde sulla tazza, la vanno a posare sul bancone «...» in silenzio ascoltando l'altro ed abbassando le orecchie arricciando il musino in un espressione preoccupata «Si vede Ed» sincera «Non va bene questa cosa lo sai vero?» dal tono della Mink si può evincere quanto quest'ultima sia preoccupata, sinceramente, per l'altro. Scuote il capo «Lo so è solo che» si sente in colpa per «Potevano vederti» averlo fatto cadere ed ave così mostrato il volto in pubblico «Lo sai che rispetto la tua scelta, non credo sia la cosa migliore per te» sincera «Ma se tu hai scelto così» sorride dolce osservandolo «Da amica lo accetto, e non me lo perdonerei mai se per colpa mia» porta lo sguardo ad osservare il verde corposo del thè «Quello che hai celato fino ad ora si palesasse, perché non riesco a tenere le mani ferme» fa spallucce, e dire che un tempo, avrebbe schifato Edward e lo avrebbe evitato come la peste solo perché un umano ed ora, invece, tra l'amore per il teppista e quello per la sorella era cambiata tanto. Scuote il capo quando lui lo ringrazia per la coda «Non devi, è stata un'azione spontanea» seria «Te l'ho detto non me lo perdonerei mai se per colpa mia» sorride «Si bhe l'ho già detto no shishi» cerca di scherzarci su per smorzare l'atmosfera pesante. Fa spallucce portando la tazza alle labbra «Nemmeno a me» odia la camomilla, per poi[Glu] bere mentre ascolta la richiesta. Annuisce «Mi dispiace ma Chamelea non mi dice nulla» sincera «Come si chiama questa ragazzina?» curiosa «Comunque terrò le orecchie ben aperte e chiederò in giro a qualcuno, se so qualcosa ti farò sapere» sincera «Non preoccuparti se dovessi avere notizie ti farò sapere subito» si volta verso l'altro tentando di prendergli la mano libera dalla tazza, come a volerlo consolare «Ed» sussurra piano «Non puoi andare avanti così non rimarrà nulla di te se non ti fai forza» sospira «Devi affrontare la tua paura, solo così potrai sperare di dormire ancora» e loro sanno qual'è«Vuoi che ti aiuti?» sincera «Se vuoi possiamo chiamarla insieme» sa quanto gli pesa chiamare la sorella «Gli incubi derivano dal tuo senso di colpa e questo è chiaro ma se continui a negarlo non ne verrai mai fuori» sospira in fine lasciandolo andare. Intanto nel locale, quatto quatto entra qualcuno che per il momento non verrà notato, essendo lei con lo sguardo fisso in quello del mascherato per cercare di convincerlo.

14:46 Simeon Commerford [Katorea ~» Black Cherry] Probabilmente non una delle giornate migliori, ma si direbbe piacevolmente splendida per via del clima, comunque definibile ostile, sull'isola alabastina. Dopo aver trascorso quella che sembrerebbe la prima di una lunga serie di giornate assieme al nano bazzicando tra le rovine di Elumalu e le dune sperdute nel deserto, per il giovane si potrebbe definire una giornata "di riposo", da cosa poi? Questo non si potrebbe ancora stimare. Ora nei pressi di Katorea, la cittadina dell'immemorabile minaccia da parte di una vecchia, sembrerebbe recarsi verso un locale che ultimamente avrebbe frequentato con una certa assiduità: il Black Cherry. L'alternarsi sulla sabbia di entrambi gli arti inferiori sarebbe adagiato come è solito essere, le braccia al sole, scoperte dalla canottiera, terminerebbero con le estremità, ovvero le mani, infilate nelle rispettive tasche dei pantaloni indossati dal ragazzo. L'insegna del locale sarebbe ben visibile, un'altra occhiata andrebbe a rivisitare tale scelta dell'antropomorfa, che da un po' di tempo a questa parte avrebbe perso di vista. L'ingresso sarebbe infine, prossimo ad essere varcato, per permettere al turchino di entrare discreto nel locale.

14:44 Menethil Edward [Katorea | Black Berry Caffè] Edward rimane fisso con lo sguardo su di un punto del bancone, ascoltando quanto vanga detto dalla ragazza ma senza darle alcuna risposta «...» nel mentre la mente torna a pensare agli incubi avuti ogni notte. [Uff] sospira cercando di ricomporsi senza però aver successo, uno dei segni che lo fan notare, sono le mani tremanti nel mentre si sfila entrambi i guanti per poi appoggiarli sopra il bancone. «Sono stanco Ayame...» confessa alla lupa con voce flebile e stanca iniziando a rispondere alle varie domande dell'altra «...No, ancora non riesco a riposare» aggiunge confermando quanto sospettato dalla ragazza. «Non è colpa tua» risponde alle scuse dell'altra scuotendo la testa dolcemente socchiudendo gli occhi e volgendo il capo all'interlocutrice «Anzi, grazie» ha notato che questa abbia coperto il volto del giovane quando era caduto «...» e vorrebbe aggiungere altro ai ringraziamenti, senza trovare successo. «Grazie» continua ringraziando il ragazzo che gli appoggia sul bancone il caffè, senza distogliere lo sguardo dal mobile [Uff] l'ennesimo sospiro viene emesso da Edward, che poi andrebbe ad afferrare la tazza con l'amara bevanda portandola alle labbra, e bevendo un sorso del liquido ancora bollente. «Non mi piace la camomilla» risponde passando poi alla domanda riguardante quanti giorni siano che il ragazzo passa in bianco «Troppi giorni...» lasciando la frase in sospeso, e poggiando nuovamente la tazza sul bancone «C'è una ragazzina pesce palla, sta cercando una sua amica sirena, penso sia della stessa età, e volevo sapere se potessi tenere un occhio aperto dovessi incontrarla» rivela infine il favore che intendeva chiederle senza girarci più attorno «La sirena si chiama Chamelea» aggiunge senza attendere un'eventuale risposta dell'altra. Scuotendo dolcemente il capo, gira l'intero busto in direzione della lupa cercando di guardarla negli occhi «Sono peggiorati» afferma conciso «Gli incubi, si fanno sempre più vividi e reali, nonostante non lo siano» aggiunge sul problema che lo affligga rammentando il sogno.

14:19 Shadow Erza [Katorea - Black Berry Caffè] Fissa l'altro con aria seria «...» a quanto pare ha ancora problemi di sonno il moretto «Non preoccuparti» sospira «Piuttosto non stai dormendo vero?» chiede retorica ma sa già la risposta. Sorride all'altro «Beh ricordo una cosa che ti piace» seria e tranquilla «E che adoro anch'io capirai lo sforzo» il tono però è dolce ed un sorriso viene rivolto al ragazzo «Jack faglielo doppio va shishi» lo prende un po in giro. Lo fissa curiosa, sembra che l'altro voglia «Mh?!» chiederle qualcosa «Un favore?» ripete dolce facendo da eco alla richiesta dell'altro «Beh»sospira «Non girarci intorno Ed se posso ti aiuto volentieri» sempre se la richiesta dell'altro non sia impossibile anche per lei. Scuote il capo «Beh si ci sono da tanto tempo in fondo» è già passato un anno. Ma mentre cerca di sfiorargli le gote «...» l'altro si toglie la mano e non si accorge che «?!» del tocco dell'altra che lo fa sobbalzare «Ed» e nel vederlo cadere a viso scoperto, d'insito la coda morbida della One si allunga al fianco dello stesso in modo da coprirlo alla vista dei clienti del locale, sgranando gli occhioni di giada quando incontra lo sguardo d'ambra dell'altro «...» notando il viso di un ragazzo delicato e con dello occhiaie da paura «Ed» sibila. La coda vaporosa lo segue mentre si alza e si leva da quella posizione da paravento che aveva assunto, tornando dietro la one «Scusa»pigola «Non volevo spaventarti» seria. Sospira «Da quanti giorni non dormi?» sinceramente molte notti «Forse era meglio una camomilla» pigola dolce. Si porta a fissare il ragazzo mettendo il musetto tra lui ed il bancone andando ad accarezzargli la schiena con la coda morbida «Su Ed mi vuoi dire che c'è?»sorride «Se non sei in forma come fai ad usare il tuo charme con le belle donzelle?» sorride dolce cercando di far tornare un sorriso sul volto del ragazzo. Torna dritta quando Jack gli lascia la tazza di caffè, forte ed amaro, con il chicco di caffè al cioccolato fondente ed il bicchiere d'acqua. Prende la tazza del the e lo porta alle labbra «Allora Ed» sorride «Questo favore?» ed inizia a bere [Glu] piano aspettando che il mascherato si riprenda e continui quella sua richiesta.

14:01 Menethil Edward [Katorea | Black Berry Caffè] Osserva le reazioni della lupa per poi sollevare lo sguardo e portare il dorso della mano destra a coprire le labbra leggermente divaricate [Yawnn] da uno sbadiglio, della quale velocemente si scusa con l'interlocutrice «Chiedo scusa» chiede con tono innocente sfilando l'altra mano rivestita dal guanto nero e rosso, dalla tasca ed incrociando entrambe le braccia al petto. L'altra ricambia il saluto indicando inoltre al mascherato di sedersi su di uno degli sgabelli liberi accanto a lei, cosa presto fatta dal giovane «Un caffè sarebbe perfetto...» inizia a dire rivolgendo uno sguardo amichevole alla ragazza «...mi conosce troppo bene» aggiunge complimentando la memoria dell'altra. [Mmh] mugugna dolcemente pensando a come possa rivolgersi alla lupa per chiederle un favore, e non essendo abituato a chiederne per poi essere costretto a ricambiare, esita qualche istante «Le vorrei chiedere un favore...» inizia a dire distogliendo lo sguardo dalla lupa ed iniziando a fissare il bancone «...Lei ha molte più conoscenze di me su di quest'isola e le sarebbe più facile» continua a dire aggirando la richiesta. [Uff] sospira dolcemente infilando entrambe le mani al di sotto della maschera sollevandola, ma lasciando la parte superiore del volto coperto dalle mani, per poi strofinarsi gli stanchi occhi «Non dovrebbe» risponde dolcemente alla domanda di Ayame che chiede se si debba preoccupare. Avendo gli occhi chiusi non si accorge delle intenzioni della ragazza, e sentendo solo un improvviso tocco sul suo volto, si spinge dal bancone con tutta lo forza di cui dispone con l'intento di allontanarsi [Thump] finendo al suolo con il perfetto ed angelico viso scoperto e le mani appoggiate per terra. La prima cosa visibile oltre allo sguardo quasi terrorizzato del giovane, sono le marcate occhiaie presenti sotto entrambi gli occhi «...» rimane in silenzio fissando la lupa per qualche buon istante, per poi rialzarsi lentamente chiudendo gli occhi «Scusami» non riuscendo per qualche attimo a riflettere, si rivolge alla donna non dandole più del lei. Il volto visibilmente stanco del ragazzo torna ad essere celato dalla maschera, che viene riportata alla posizione originale «...» Edward rimane in silenzio andando infine a tornare seduto nel posto accanto alla lupa rimanendo con lo sguardo fisso nel vuoto immerso nei suoi pensieri.

13:37 Shadow Erza [Katorea - Black Berry Caffè] Il giovane barista dagli occhi smeraldo le porta in breve tempo l'ordinazione, con la solita aggiunta di qualche nuvoletta in un piattino, che strappa un sorriso alla piccola One «Ho mangiato te lo giuro» pigola all'altro che scuote il capo e non le crede, e fa bene, il giovane collaboratore la conosce bene per sua sfortuna «Va ben, va bene» pigola dolce andando a gonfiare le guance con fare stizzito. Scuote il capo «Ma non ho fame» mentre l'altro le mette, letteralmente, una nuvoletta in bocca canzonandola che non può non mangiare «Coof» si leva il boccone dal musetto ed assottiglia lo sguardo «...» andando poi a [Zack] azzannare il pasticcio e [Gnam] mangiarlo e [Glu] mandarlo giù «Va bene? soddisfatto?» mostrandogli una linguaccia, mentre l'altro si allontana a pulire qualche bicchiere fischiettando soddisfatto «Che tipo» sibila la one che con calma porta la tazza di ceramica alle labbra e [Glu] ne sorseggia tranquilla il contenuto. Mentre sorseggia il suo thè, però, qualcuno entra nel locale. Gli occhioni di giada si socchiudono per [Sniff] annusare l'odore del thè, mentre una voce, vicino, ne distoglie l'attenzione che [Sniff] si concentra sull'individuo alle sue spalle «Caffè?!» si volta lentamente «Buongiorno» per poi focalizzare il viso del mascherato, sorridendogli dolce «Ed» calda ed avvolgente, come un abbraccio, ma dolce e suadente, come il canto di una sirena, la voce della Mink risuona lieve nella stanza. Gli occhioni di giada si fissano in quelli d'ambra dell'altro, camuffati ora dalla maschera nuova, inclinando il capo e muovendo le orecchie curiosa «Mi stavi cercando?» curiosa e perplessa arricciando il musetto in un sorriso dolcissimo. Annuisce mentre gli fa cenno allo sgabello libero vicina a lei «Prego accomodati, mi hai trovato» dolce «Cosa ti posso servire?» dolce come il miele «Ti va un caffè?» ammiccando, e sapendo la risposta o sperandola almeno «Jack un caffè» ammiccando [Blink] al verdino «Della casa» sorridendo, alla fine è un caffè macinato fresco ed accompagnato da un bicchiere d'acqua ed un chicco di caffè tostato e ricoperto da cioccolato «Ah come lo prendo io»fondente ovviamente. Sorride ad Edward «Allora?» il tono basso donato solo a lui «Cosa mi dovevi dire?» è strano che l'altro la cerchi, ovvio sono in buoni rapporti, forse uno dei pochi amici fuori dalla famiglia di lei«Mi devo preoccupare?» in fondo lui è un cacciatore di taglie «Ti sei messo nei guai?» tenta di accarezzargli il viso.

13:18 Menethil Edward [Katorea | In giro] Il sole oggi ad Alabasta risplende in cielo, e data l'assenza di nuvole, illumina e riscalda l'intera isola d'estate [Uff] viene emesso un sospiro da Edward che, nel mentre passeggia per le vie della città, infila due dita all'interno del colletto della camicia distanziandola leggermente dalla pelle, donando così del sollievo al mascherato. L'obbiettivo del giovane è quello di cercare la mink da lui conosciuta per poterle chiedere un favore, quindi si trova a camminare verso il locale nella quale dialogarono tempo addietro, se non dovesse trovarla in quel luogo, procederebbe ad una chiamata via lumacofono. [Tsk] schiocca la lingua al palato infastidito dal caldo provato, e giunto vicino all'uscio del locale procede con la solita routine con la quale si prepara ad incontrare le persone: afferra entrambi i lati del jabot bianco, stendendone le pieghe non volute, afferra la fascia cremisi che gli attraversa il torso dalla spalla sinistra, tirandola verso il basso ed alzando di conseguenza la fondina cucita sul retro. «Speriamo di trovarla qui» mormora il giovane afferrando la maniglia della porta, per poi aprire l'ultima ed infilarsi velocemente all'interno del locale, infine prima di richiudere la soglia, si accerta che le lunghe code del cappotto cremisi lo abbiano seguito evitando così di chiuderle nel mezzo. [Mmh] mugugna dolcemente osservando il locale, dopo essersi sistemato la maschera indossata sul volto, notando al bancone la persona da lui cercata «Buongiorno» saluta quindi i presenti indossando l'innocente sorriso, ed iniziandosi ad avvicinare alla conoscente. «La stavo cercando, mi fa piacere averla trovata qui» afferma sorridente portando la mano destra al cuore e compiendo un elegante inchino «Non sono molto avvezzo all'uso dei lumacofoni, quindi direi che la fortuna mi arrida oggi» continua il dialogo tornando in posizione eretta, e infilando entrambe le mani dentro le tasche dei pantaloni.

13:05 Shadow Erza [Katorea - Black Berry Caffè]Un altra giornata di sole illumina le dune dorate del deserto dell'isola d'estate e la nostra Shadow si trova, come sempre, nella cucina di uno dei locali dei barocchi per fare rifornimento. Indossa un vestito da cameriera maid dei toni del bianco e del nero. Il busto è coperto da un corpetto con scollo a cuore di pelle nera che stringe il vitino sottile e ne valorizza il generoso decoltè, la parte superiore è coperta da una camicetta a maniche corte, dove al petto porta una fantasia a strisce bianche e grigie e le maniche, a sbuffo, sono candite come la neve. Al collo della camicia scende dolce un fiocco sottile di seta nera, che scende sul petto proprio tra l'incavo dei seni generosi. I lunghi capelli corvini sono raccolti in uno chignon spettinato, che lascia libera qualche ciocca, acconciato con un cerchietto di stoffa bianca a balze nere, tipico del look maid. In vita porta una cintura di pelle nera dove a destra porta il borsellino di pelle del medesimo colore e la frusta, ed a sinistra la sua Katana. Appena sopra la coda morbida svetta un enorme fiocco nero che si prolunga con due cose rosse, come se fosse un pacco regalo. La gonna è la vera particolarità del completo, infatti porta una gonna dallo stile vittoriano, che parte dal cintura e si dirama con una struttura alla graceart, che ricorda quasi un enorme sottogonna dallo stile vittoriano. La stoffa nera della gonna ne copre la figura fino a sotto all'inguine finendo in un giro di stoffa bianca, lasciando libera alla vista altrui la zona tra coscia e ginocchia della lupetta con quel gioco vedo e non vedo della fantasia graceart. Alla base della gonna un giro di merletto bianco a balze rende la figura, sinuosa ed elegante della Mink, simile ad una bambolina di altri tempi. Le gambe sono protette da delle candide calze auto reggenti bianche. Ai piedi delle delicate decolte bianche con del pizzo nero in punta e sul tacco con tanto di tacco dieci e fiocchetto sulla caviglia, e sul petto svetta una piccola spilla con il simbolo del locale, le labbra rosse che mordono la ciliegia nera. Esce dalla cucina, guanti alla mano, con un vassoio di ultimi dolcetti «Jack» dolce come il miele «Questi sono gli ultimi vero?» chiede retorica al ragazzo dai capelli verdi che annuisce «Perfetto, mi fai un thè Mactha?» sorridendo all'altro. Si siede ad uno degli sgabelli del bancone, la coda morbida si muove lenta ed emana il suo dolce profumo di ciliegia, mentre aspetta la bevanda scelta.