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23:59 Simeon Commerford   [Spider Cafè] Con quel suo parlare poco più del solito sembrerebbe aver soddisfatto l'antropomorfa, che farebbe subito per finire la sua bevanda per recarsi anch'essa al piano superiore, dal ragazzo che poco prima sembrava cercasse prima favori e poi rogne. Sarebbero rimasti dunque solo lui ed un piatto di cous cous, pietanza dal sapore insolito, o meglio, non familiare al giovane, che lentamente, cucchiaiata dopo cucchiaiata cercherebbe di svuotare il piatto, uno sforzo quasi immane, ma dovuto, dato che il piatto gli è stato offerto dalla lupa, senza contare che nel mondo ci sono persone che hanno, per un motivo o per un altro, meno fortuna del ragazzo, che a questo punto si ritroverebbe con un alloggio e del cibo da mettere sotto i denti, seppure avrebbe potuto farne a meno (?) Si guarderebbe attorno alzando lo sguardo dal fondo della stoviglia ormai vuota, sarebbe rimasto da solo in quel piano terra del locale, che presto, verrebbe abbandonato anche da esso. Farebbe quindi per sollevarsi dalla sedia sulla quale era accomodato e tornare in posizione eretta, notando solo ora un volantino del Black Cherry su un altro tavolo, probabilmente uno di quelli della mink dileguatasi. Riporrebbe la sedia spingendola verso il tavolo, cercando così di ottimizzare lo spazio del locale ed ingombrare di meno, ed inizierebbe a muoversi verso l'uscita, perdendo qualche granello di sabbia qua e là cadente dagli abiti che sicuramente verrà subito ripulito dall'oste, «...forse mi servirebbero altri vestiti...» sussurrerebbe a sè stesso, allontanandosi nel gelo della notte alabastina. ||
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23:23 Simeon Commerford   [Spider Cafè] Osserverebbe la lupa divorare una bistecca, senza sembrare troppo insistente, in semplice attesa che la sua ordinazione gli venga servita. Proverebbe poi a spostare la sua attenzione sulla propria maglia, colpita durante la tempesta di sabbia, il capo d'abbigliamento risulterebbe infatti quasi rovinato a causa della quantità di sabbia scaraventatasi sulla superficie ed insidiatasi tra le fibre durante tutte le tempeste, che sia il caso di alcuni vestiti nuovi? Servirebbe un posto per comprarli però. L'altra avrebbe finito la sua cena ed inizierebbe a descrivere quello da lei recepito sul concetto di libertà del ragazzo, che nel frattempo si vedrebbe il cous cous servito, «N-no» non intendeva di certo quello, «Ma di sicuro è meglio» con la mano sinistra prenderebbe il cucchiaio portatogli assieme al piatto ed andrebbe a riempirne in parte della pietanza suggeritagli dall'antropomorfa, «...di come stavo lì» cercherebbe di concludere qualcosa prima di portarsi la posata alla bocca ed assaggiarne il contenuto: non il massimo, ma di sicuro è qualcosa rispetto al digiuno, che Canvas intendesse la nutrizione con il suo "devi crescere"?
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23:06 Shadow Erza    [Spider Cafè] Le mani si muovono lente ad afferrare il coltello e la forchetta per [Zack]tagliate il primo boccone e portandolo lentamente alle labbra per [Gnam] mangiarlo lentamente, assaporando ogni boccone di quella succulenta carne «...» sorride mentre continua a tagliare la carne e [Gulp] ingoia il boccone con calme. Socchiude gli occhi e continua a cenare. Annuisce al dire dell'altro «Bravo» osservando il cameriere «Non lo faccia piccante però» dolce nel dire «Grazie». Per poi portarsi un altro boccone alle labbra e [Gnam] mangiarlo con calma. Continua a cenare con tranquillità e lentezza pezzo dopo pezzo la carne svanisce dal piatto, mentre [Glu] il secondo bicchiere di birra viene terminato. Lasciati sul tavolo, sia il piatto che il boccale vacanti, sorride all'altro, pulendosi i lati della bocca con un tovagliolo candido. Gli occhioni di giada si socchiudono lenti ed un sorriso le si dipinge in viso, mentre le gambe si accavallano lentamente, e la coda morbida si muove lenta dietro le sue spalle ad emanare il suo dolce profumo di ciliegia. Ascolta il dire dell'altro mentre il cameriere le porta via il piatto e bicchiere vuoto, lasciandogli poi il boccale di birra nuovo e stra colmo. Socchiude gli occhioni ed incrocia le braccia sotto al seno generoso che si alza «Quindi»sussurra lievemente, senza fissare l'altro, il tono di voce e caldo e suadente «Dormire dove ti capita, anche al freddo della notte alabastina, non avere uno scopo, un traguardo al quale aspirare e rincorrere» sorride «Non sapere cosa vuoi veramente» per aprire lentamente gli occhi «Ma sapere che sai strimpellare una chitarra abbastanza bene» si perchè l'arte è ben altro, anche se è bravo ha ancora molto da imparare «Questa è la tua libertà?» chiede sinceramente curiosa. Fissa gli occhioni di giada in quelli cinerei dell'altro «Se ti va bene e ne sei convinto buon per te» in vero ora, con la pancia piena, l'unica cosa a cui sta pensando è il teppista al piano di sopra. Scuote il capo dolce «In vero, avrei preferito tu parlassi di più, ma va bene così» iniziando a bere [Glu] l'ultima birra prima di andar via.
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22:39 Simeon Commerford   [Spider Cafè] Un suggerimento dalla lupa, in ogni caso più esperta del giovane in quanto a cibo, arriverebbe «Mh...o-ok» e verrebbe addirittura seguito «Un cous cous, di carne» ordinerebbe dunque. Il discorso poi tornerebbe sulle bevande alcoliche e sull'età del ragazzo, che potrebbe magari anche sembrare più piccolo per la sua età, dato quello che sembrerebbe un digiuno, volontario o meno non si sa (?) Le parole dell'arciere tornano poi a risuonare nella testa del chitarrista, che partito da un semplice suggerimento di qualcuno che nemmeno si direbbe apprezzare la sua musica, si sia ritrovato nell'organizzazione di un evento in un locale, dove si presuppone (e si spera) che sia un numero notevole di clienti. Il viso del giovane verrebbe poi sfiorato dalla mink che continuerebbe imperterrita con le sue domande, domande forse troppo invadenti, ma che sarebbe da maleducati ignorare. Lo sguardo si distoglierebbe per qualche istante dall'antropomorfa, un sospiro verrebbe tirato per poi cercare un modo di rispondere a quell'ultima domanda «Come sto vivendo da quando ho lasciato l'isola» tenterebbe di far capire all'altra l'oppressione che la metropoli acquatica gli conferiva.
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22:04 Shadow Erza    [Spider Cafè] Intanto che il ragazzo ordina la one alza un sopracciglio «Solo del pane?» seria «Sei alquanto mingherlino, dovresti mangiare qualcosa sai?» sincera «Se vuoi qualsiasi cosa, un secondo un primo» si vede che è afferrata in questo la one cuoca «Perchè non provi del cous cous di carne» ovviamente non piccante, il ragazzino già beve solo cola con un po di piccante probabilmente morirebbe male. Sospira poi «Capisco, beh ad ognuno i suoi gusti ma» socchiude gli occhi «Se dici così lo devi aver provato» ghigna maligna «Altrimenti come fai a dire che non ne hai bisogno» sussurra lieve e suadente «Ma sai forse è meglio così» lo fissa lasciva «Non mi sembri avere il fisico da reggere un vizio così complesso e delizioso» fissa poi il nettare ambrato «L'alcool»silenzia «Come ogni vizio va saputo godere e domare, o si rischia di esserne sopraffatti» sussurra lieve e dolce «Sembri un ragazzino ancora, forse è meglio così» in fondo ha i lineamenti veramente delicati il timido chitarrista. Annuisce «Si» secca «Potresti anche procurarti tu qualcosa se ti viene più comodo» a lei cambierebbe poco «Magari, se l'esibizione va bene» sincera «Potresti aver altri ingaggi» si picchietta le labbra con l'indice destro «Vedila come un investimento no?» il suo è solo un consiglio «Comunque per l'esibizione al locale, se ti serve qualcosa avvisami per tempo e cercherò di provvedere» basta non siano richieste assurde ed illogiche. Annuisce, mentre le portano la bistecca «Grazie» sorride dolce al cameriere. Fissa l'altro «Capisco». Andando a posare un gomito sul tavolo e reggersi il musetto con la mano, mentre l'altra allungherebbe l'indice verso il mento del ragazzo, se lui vorrà, per far scivolare lento e delicato il polpastrello, seguito dall'unghia, a contornarne i lineamento per poi alzare la punta del mento «E sentiamo Simeon» suadente come il canto di una sirena per un marinaio stanco, mentre i grandi occhioni verdi si incatenano a quelli cinerei dell'altro «Cosa intendi tu per libero?» curiosa. Lascia poi scivolare il dito per prendere le posate ed iniziare a [Zack] tagliare la carne facendo colare il liquido vitale sul piatto.
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21:41 Simeon Commerford   [Spider Cafè] Un'altra offerta gli si presenterebbe «...del pane» tenterebbe con un'ordinazione, non molto ferrato in quanto a cibo nei locali, anzi, per niente ferrato a riguardo, dato che non lo si è mai visto mangiare da quando è giunto sull'isola, che stia seguendo un digiuno meditativo? «Non ne ho bisogno» si riferisce all'alcool, per lui considerato per persone deboli, persone che hanno delle lacune personali da colmare. «Un piano...» ripeterebbe stranito all'idea di suonarne uno, mai provato da quando ha scelto la via della musica, la mano destra andrebbe poi nuovamente a prendere quella bottiglia di cola, che sembrerebbe quasi giunta alla fine. «...Ero stanco di stare lì» proverebbe ad ammettere il motivo che lo avrebbe spinto ad allontanarsi dalla metropoli d'acqua, ma senza spingersi troppo oltre, sarebbe il momento poi delle osservazioni sul suo essere taciturno, [GLU] al quale passerebbe sopra semplicemente finendo la bevanda con disinvoltura. La mano ancora una volta andrebbe a posare, questa volta in maniera definitiva la bottiglia ormai vuota sul legno del tavolo, mentre la sinistra si recherebbe sulle labbra per asciugare un po' di umidità rimasta su di esse, «Mi piacerebbe...» inizierebbe con un po' di indugio, «...vivere libero» cerca di spiegarsi rimanendo un po' sulle sue, senza diventare necessariamente qualcuno di importante, ciò che per lui conterebbe davvero, sarebbe la tranquillità personale.
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21:20 Shadow Erza    [Spider Cafè] Sospira affranta la One mentre richiama l'attenzione di uno dei camerieri in sala «Mi scusi» intanto la notte e calata e l'ora di cena è giunta «Potrebbe mandare in camera del signore salito poco fa una bistecca al sangue ed un boccale di birra?, grazie» sorridendo dolce «E porti lo stesso anche per me, per cortesia» fissando poi il ragazzo «Tu cosa prendi?»facendogli intuire che sarà lei ad offrire ovviamente. Annuisce al cameriere, che preso l'ordine, si allontana «Capisco» per il non amare le bevande alcoliche «Peccato, l'alcool riscalda l'animo di chi lo sa apprezzare se non si eccede ovvio» sussurra lieve per poi portarsi il boccale di birra alle labbra e [Glu] berne un bel sorso. Sospira ancora vedendolo mettere in tasca lo spartito e mugugnare un verso che non le sembra convinto «Cosa c'è?» lo fissa «Non pensi di poterla suonare?» quella canzone è la preferita della sorella e le dispiacerebbe non poterla sentire quella sera «Se ti serve un piano potrei affittarne uno» ovviamente Jhos non sarà contento ma potrebbe soddisfare le richieste della lupetta in fondo, o magari potrebbe comprarne uno fisso per il locale «....» lo spazio però nel Caffè era davvero limitato. Socchiude gli occhi a sentire quelle parole «Di water Seven eh» sorridendo divertita «Chissà» magari si sarebbero potuti scontrare col teppista,a vendo il bisonte natali simili all'altro, «Come mai?» chiede pacata «Sai che il tuo mutismo selettivo è veramente disarmante?» sospira «Se non spiccichi parola con me che sono logorroica e curiosa per natura, non credo che riuscirai con altri» avvicina il boccale «Non hai risposto a tutto però» socchiude gli occhioni «Prendi fiato e continua io ti ascolto» seria «Se vuoi fare tu qualche domanda ti ascolto» per poi [Glu]pere un sorso appena di birra, il boccale è ancora solo a metà, come le risposte dell'altro.
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