01:31 Shadow Erza [Spider cafè -Bancone] Osserva il giovane che ha ordinato il latte con occhio curioso e quasi divertito, mentre si accomoda alla sedia. Passa poi le iridi di giada sulla figura del biondo mezzo nudo «Piacere di fare la sua conoscenza messer Casair Alana» il tono permane caldo e dolce, come una carezza, andando a donare al biondo un inchino con il capo appena accennato «Io sono Ayame Black onorata» in fin dei conti in quei panni è una donna molto educa, quasi una manna dal cielo per il capitano non poter conoscere Erza ed i suoi modi poco carini.Osserva il capitano dare il numero a Lucyfer e ciò, visto la lungimiranza del colosso, non fa che riempirla di orgoglio nel vedere l'altro così cambiato e ponderato, sorridendo dolce al colosso, vorrebbe dirgli ottimo lavoro, ma lo farà tornando a casa, la loro. Sorride alla vista di Doc che l'imita, quasi divertita «Dvrà fare meglio di cosi Torrisi non sembra lontanamente educato» tranquilla. Ascolta quelle parole, socchiudendo gli occhioni di giada e facendo nascere un ghigno maligno sul musetto nero, mostrando i canini perlacei «Capisco, ma» apre gli occhioni che quasi brillano sotto la luce artificiale del locale «Come lei non può promettere che nessuno resti illeso le assicuro Torrisi» seria «Che se farà del male a qualsiasi alabastino in mia presenza questo avrà le sue conseguenze» stasera non vuol arrecare danno al locale della star ma chissà che in futuro non vi sia occasione. L'osserva salire le scale«...»probabilmente alloggia li come il biondo Alana, ma sono solo dettagli. Sorride al biondino che intanto stava giocherellando con una moneta ricambiando i saluti «Piacere mio messer Judò circense mercenario shishi» omette l'ex di proposito come se la cosa la divertisse. Annuisce all'altro «Certamente messere, spero presto» sorridendo «Buonanotte» ma ormai anche lui è da tenere sott'occhio. Osserva poi il colosso ed annuisce «Si andiamo»dandogli ragione «Voglio tornare a casa da B.» ora più che mai ha bisogno del teppista per levar via quei ricordi. L'ittico le sorride ed accenna un inchino al quale la One ricambia «Buonasera»dolce «Purtroppo devo andare ma spero di rivederti presto Gold» donandogli un dolce sorriso socchiudendo gli occhioni per un attimo. Sorride ai presenti e con tono tranquillo, dopo aver pagato per lei ed il fratello «E' stato un piacere, spero di rivedervi presto, buonanotte» e in compagnia del colosso lascerebbe la scena.\\\\

01:27 Gol D. Zoro 

Doti Attive: [Shark Swimming]

[ Spider Cafè - Esterno > Interno ] [ Mantello ] Il nostro spadaccino ittico è appena entrato nel locale per il quale ha camminato sotto la pioggia per parecchio tempo, una serata tranquilla alla fine sembra essere quella di oggi, si avvia dunque verso il bancone dopo una veloce sgrullata degli abiti, a passi lenti uno dopo l'altro, le braccia cadono perpendicolari e a peso morto lungo i fianchi, penzolando prima avanti e poi indietro ad ogni passo compiuto, il volto è serio e scruta con attenzione l'intero locale, «...» una visione quella di stasera, un solo bancone pieno di gente alcuni dei quali li ha incontrati lungo il periodo quì ad Alabsta, dai più recenti a quelli meno, sgrana gli occhi per cercare di capire se ha avuto un abbaglio o se per qualche strano motivo tutte quelle persone si sono ritrovate tutte insieme, si avvia perciò verso il bancone con volto visibilmente perplesso e sorpreso e mentre si avvicina, ecco che la prima persona a riconoscere il nostro squaloso amico in mezzo alla confusione della serata è la lupacchiotta Ayame Black, una mink conosciuta tempo addietro e che ha avuto modo di rincontrarla proprio qualche giorno prima, «Ayame!» esclama sorridente mostrando il solito sorriso da squalo gigante, grandi fauci che mostrano denti lunghi e aguzzi sbrilluccicanti, «buona sera a lei» risponde chiudendo per un istante gli occhi e compiendo un leggero inchino col capo, ormai è avvezzo a simili comportamenti con la Signorina Ayame, gli esce quasi spontaneo tutto ciò, va quindi a sedersi in mezzo a quella tavolata di gente, vi è anche qualcuno che non conosce ma la maggior parte è tutta gente che avuto modo già di conoscere, curioso dalla situazione rizza le orecchie per sentire il resto della compagnia cosa sta tramando, «...» non sembrano cose superflue e questo rallegra il giovane spadaccino che pensa che le persone superficiali forse stanno diminuendo, ma non si sofferma oltre nell'ascoltare le conversazioni degli altri, pensa piuttosto a se, ma poi proprio lì vicino nota un'individuo abbastanza familiare con cui ha passato gran parte del pomeriggio oggi, «...» gli occhi si spalancano e l'ansia cresce, «e ora..?» si domanda tra se a bassa voce preoccupato, il fatto che quel tizio conosca l'identità segreta di Gol lo preoccupa, «aspetta...» bisbiglia ancora tra se, effettivamente ora non ha la maschera ed in più fortunatamente ha cambiato mantello, non dovrebbe riconoscerlo, meglio così, «una birra!» esclama infine al cameriere.

01:18 Lucyfer Hellmoon [Spider cafè] [Sbam] La porta sbatte ancora una volta «...» Inclina il capo di lato , per poi ruotare il busto verso la porta , vedendo il pesciolone che ha conosciuto nei panni di onan. Il capo torna dritto verso i presenti per continuare ad ascoltare. La lupa professa e il colosso si limita ad attendere e fumare quel sigaro che gli dona l'aroma che gli piace tanto. Tutti parlano e il diciotto permane silente ascoltando tutto, fino al punto che il torrisi professa in sua direzione chiamandolo in causa «...» Lo fissa «Strano ho curato fino alla settimana scorsa uno dei suoi» E non solo lui, ed ecco che il capitano apocalittico afferra il bigliettino del medico e da il suo. La mano lo afferra e con cautela lo lascia scivolare nella tasca della giacca «Stia tranquillo signor Torrisi , nemmeno a me piacciono gli uomini» Lo fissa tranquillo «Ci sono sempre delle lingue lunghe in giro» Fa un occhiolino verso l'apocalittico e un cenno del capo verso la lupa. il doc si sposterebbe adesso sulla lupa ed il super uomo permarrebbe nuovamente silente. Il doc sparisce e subito dopo anche il judò «...» Lo sguardo si muove sui presenti «Beh in effetti l'ora è tarda» Sorride delicato , per poi voltarsi vcerso la lupa «Signorina Black viene con me?»Sorride verso la sorella «Devo parlare con lei di alcune faccende che riguardano alcuni dipendenti» Una scusa una banale scusa per chiamarsi fuori e parlare di altro durante la strada. Attenderebbe la risposta altrui e poi «Signori , è stato un piacere» Forse «Ma il mio tempo qui è terminato» Lancerebbe dei berry sul tavolo per poi ergfersi in tutti i suoi 5 metri e avviarsi verso l'uscita. Il giaccone candido verrebbe afferrato e con un movimento rotatorio poggiato sulle spalle , la porta viene aperta e la sua mole esce fuori dal cafè cominciando a camminare sotto la pioggia con la lupa se lo seguira a cui farà da riparo alzando il cappotto sulla testa della sorella. Lasciando cosi la scena||

01:11 Judò Kapehu [Spider cafè - bancone] L'ora è tarda nel locale e Judò con la sigaretta tra le dita, inizia a pensare di abbandonare quel luogo. Infila in tasca la moneta «Judò Kapehu, ex circense, ex mercenario» e aggiunge alla frase un rapido inchino, come a presentarsi nella maniera più pomposa possibile. SUl bancone poi è rimasto ancora qualche sorso di acqua tonica. Il biondo afferra il bicchiere e [glu glu] lo svuota. Judò inizia ad allontanarsi dal bancone, dirigendosi verso le scale «Avremo modo di parlare meglio» dice ai presenti, in particolare ai due barocchi «Purtroppo però» copre la bocca col dorso della dritta [yaaaaaawn] e sbadiglia «Houn po' di sonno, la giornata è stata lunga». Dopo un altro mezzo inchino di congedo, JUdò si dirige verso le scale ed a metà della rampa andrebbe afar un altro gesto di saluto abbastanza generico rivolto alla sala «Buonanotte!». Finisc epoi di salir le scale, diretto alla propria camera ed al proprio giaciglio per riposar le ossa in vista degli imminenti guai.//

00:46 Kerbecs Torrisi [Spider cafè - bancone-->Stanza] La serata volge lentamente al termine, il fato sta lentamente intrecciando delle trame e dei rapporti che solo lui sa a cosa porteranno. «Caro il mio gigante...ho già un medico in ciurma...e come il destino vuole un giorno sarà il migliore di tutti.» Proclama sereno andando però comunque ad afferrare il biglietto con il numero di lumacofono del grosso interlocutore. «Questo lo prendo comunque però...non si sa mai cosa l'apocalisse possa avere in programma per noi.» Proferisce sereno andando poi ad estrarre dalla sua tasca il suo personale bigliettino con sopra il proprio numero di lumacofono. «Prendi...sia chiaro...non mi piacciono gli uomini grossi e pelosi...preferirei un appuntamento con la lupa...non so bene cosa tu possa mai raccontarmi di importante...però sono sempre aperto a ciò che il destino ha deciso per me.» Conclude andando poi ad incrociare le braccia al petto. «Signorina cara..»Rivolgerebbe quindi le ultime parole alla lupa quasi canzonandola per i suoi modi educati e gentili. «Si procede passo passo...oggi una piazza...domani una città...dopodomani un intera isola....consiera quell'evento solo l'inizio...non posso prometterti che nessun altro civile perderà la vita...ma posso garantirti che la sua morte servirà per marchiare a fuoco quest'epoca.» Termina il suo discorso chiudendo l'argomento. «Oh be'...grazie...credo che anche nascondersi senza prendersi la responsabilità dei propri gesti sia debolezza.» ribatte ai dubbi apprezzamenti della lupa. «Signori...io vi lascio alle vostre discussioni...le piazze non esplodono da sole...bisogna prima progettare bene tutto...buona notte..» Si congeda così come fosse una star afferrando il boccale di cola ancora quasi pieno e riferendosi come ultimo alloste. «mettila sul mio conto...» Con la sua bevanda salirebbe poi le scale per trovare finalmente riposo nella sua stanza ove passerà la notte.//

00:41 Cesair Alana [Spider Cafè - Tavolino] la sigaretta è già a metà, non fuma nevroticamente, semplicemente fa tiri molto lunghi, ad ognuno di essi il tabacco, avvolto dalla carte bianca, si colora di rosso, bruciando, e fornendo altro fumo per i polmoni affamati del ragazzo. «Hmpf» sbuffa, nell'udire le considerazioni sulla forza degli Apocalypse, non vantano certo chissà quale potenza militare, ma nel loro ideale e la disposizione a morire per esso. Nota con la coda dell'occhio un altro individuo entrare ed accomodarsi al bancone, idem per un enorme uomo pesce, ma non li considera per il momento. Annuisce all'affermazione del capitano, avrebbe anche sorriso se non fosse per il mal di testa, che però sembra pian piano svanire, dato il distendersi dell'espressione del biondo, merito sia della sigaretta, sia del conversare, che, nel bene e nel male, lo rilassa sempre. «Cesair, Cesair Alana, per essere formali» si presenta, non con sarcasmo o simili, è il suo solito modo di presentarsi a chiunque, il suo "marchio di fabbrica" «Capisco il suo punto di vista» conclude «riconosco bene chi è fermo nelle proprie idee, non aggiungo altro, sarebbe inutile»schietto, come al solito, si stiracchia un poco la schiena, sbracandosi scomposto sulla sedia, chiudendo gli occhi e volgendo lo sguardo al soffitto, la sigaretta che continua a bruciare, un sottile rivolo di fumo si innalza nell'aria, fino al soffitto. Sembrerebbe non badar più caso ai presenti, come se cercasse di isolare le loro voci e concentrarsi sulla pioggia battente all'esterno.

00:40 Simeon Commerford [Spider Cafè - Bancone] Tira un lieve sospiro dopo aver ordinato all'oste del latte. Si sfila lo spallaccio sinistro ruotando leggermente all'indietro la spalla del medesimo fianco, per accompagnare in seguito tale movimento dalla spalla destra e sfilarsi anche il secondo spallaccio, per riporre la borsa con la chitarra a terra, appoggiandola alla base del bancone. [TUP] un leggero colpetto per terra risuona nella cassa armonica dello strumento, ancora nella salda presa della mano destra, che a tentativi, cerca la posizione giusta affinché lo strumento non si sbilanci e non scivoli per terra. Schiena che si porta leggermente in avanti mentre la mano sinistra si aggrappa ad una gamba dello sgabello, poco prima che il latte ordinato arrivi «Grazie» ringrazia sfoggiando le rare buone maniere Simeon, per poi compiere dei movimenti col bacino in avanti per avvicinarsi con lo sgabello al bancone [TRRR] scricchiolio ligneo proveniente dai supporti della seduta spostata dal ragazzo, che appoggia infine i piedi sull'asta perpendicolare alle gambe del suo "trono".

00:27 Shadow Erza [Spider cafè -Bancone]La serata si sta dimostrando tutto fuorchè tranquilla «...» ed all'ingresso in scena dell'ennesimo maschietto dai capelli turchini, la lupa dal manto nero come la pece, non farà altro che osservarlo sedersi li vicino ed ordinare del latte, fissandosi su «Una chitarra?!» lo strumento che ha sulle spalle sibilando quelle parole con tono lieve quasi tra se e se. Scuote il capo ed osserva il biondo a petto nudo, ricambiando lo sguardo altrui e fissando le iridi di giada in quelle castane del biondo fumatore«...» ascoltandolo con la dovuta attenzione «Capisco» il tono permane dolce e gentile «Quindi siete tutti amici se posso intuire» sorride dolce «Anche perchè noto non siete avvezzi al presentarvi shishi» ride lieve« Comunque messer biondino» non sa come etichettarli«Non sta a me giudicare il vostro operato ed il vostro pensiero, a me resta valutare il vostro dire ed agire e sinceramente, se messer Torrisi si vanta di ciò che ha fatto, è mio diritto dirgli che lo trovo un atto privo di senso, non è andato a misurarsi con chi poteva difendersi ma da chi non poteva nulla» calma e pacata «Poteva sfidare l'esercito piuttosto che far saltare una piazza con dei civili» fa spallucce «Ma ognuno vede il mondo come meglio crede». Scuote il capo a quelle parole del Doc «Sinceramente» rabbrividendo a quell'occhiolino «Preferirei non si ricordi nemmeno delle mie curve» seria «Anche perché non sono alla sua portata» tranquilla «Ma continuate a parlare di apocalisse e di cambiare il mondo con la vostra visione» sorride mentre fissa il bicchiere, in fondo anche lei e la sorella facevano lo stesso, ma con metodi più raffinati «Alla fine siete simili a tanti altri, che gridano il loro volere al vento e che cercano di ritagliarsi il proprio spazio nel mondo eliminando la concorrenza» quasi divertita. Sorride a Judò, i discorsi degli apocalittici non la toccano e non la turbano, lei è molto di più di ciò che essi pensano «Comunque fra tutti penso che aTorrisi» silenzia «Vada riconosciuta la sincerità più assoluta oltre che l'essere più viscido shishi»divertita quasi «Le azioni che fate avranno conseguenze ma questo lo sapete quindi va bene così presumo» tranquilla mentre [Glu] sorseggia il cocktail «E comunque, Judò se non erro» fa spallucce «Presentarsi è una forma d'educazione» fissa Doc «Ma presumo sia superflua vero shishi». Annuisce al colosso «Yay»ed in fine si avvicina dopo uno [Sbam]«Gol» sorride al nuovo arrivato «Buonasera caro» con tono dolce

00:23 Gol D. Zoro 

Doti Attive: [Shark Swimming]

[ Spider Cafè - Esterno » Interno ] [ Mantello ] La notte è entrata ormai nel vivo della serata, un'oscurità fitta aleggia nell'aria inondando completamente l'isola di buio, un freddo gelido ormai ha coperto tutte le strade e i deserti dell'isola rendendo le passeggiate notturne davvero complicate, mentre la pioggia non ha voluto sentirne di andarsene nemmeno quando il sole se ne è andato per lasciar posto alla luna, «...» rimane silenzioso e taciturno mentre con gioia si prende l'acquazzone che cade dal cielo, cammina col suo solito passo lento e ben disteso, in direzione dell'amato Spider Cafè per una sana bevuta, come suo solito veste molto libero, gli piace la mobilità e il potersi muovere senza troppi problemi, la parte superiore del corpo è completamente nuda lasciando ben vedere tutto la muscolatura prominente e definita, la pelle è di color bluastro con svariate striature verde acqua, con ciocchi di lunghi capelli rossi che cadono come fiumi lungo la schiena e le spalle, proprio dietro la schiena vi è una doppia pinna imponente color bluastro con striature verde acqua, e poggiata dietro la schiena assicurata ad un laccetto vi è la sua chitarra elettrica completamente nera, la parte inferiore del corpo è coperta dai pantaloni lunghi in pelle neri, molto attillati ma altrettanto elastici, a stringere i pantaloni in vita c'è la cinta borchiata sempre di colore nero con borchie grigie metalliche a contornarla, e lì sul fianco destro, agganciata alla cinta c'è la sua spada nonché compagna fedele e letale, una Wazamono all'interno del suo fodero rigorosamente nero, al manico della spada è stata attaccata una catena, che è stata poi legata intorno alla cinta e con una parte penzolante proprio al lato sinistro, opposto a quello della spada, per ultimo ci sono gli scarponcini neri in pelle invecchiata a completare l'outfit metallaro dello squalo, tutto questo però non sarà visibile agli occhi di estranei poichè lo spadaccino è interamente coperto da un lungo mantello rosso fino ai piedi stavolta, che è chiuso fin sopra al torace, coprendolo a trecentosessanta gradi in modo da non far notare la chitarra sotto al medesimo mantello ma nemmeno il resto degli effetti, infine vi è anche un cappuccio sempre rosso che però non è indossato ma è tenuto dietro al collo sulla schiena. Arriva infine di fronte all'entrata del locale, [SBAM] apre la porta rumorosamente col mano destra, fa un leggero salto per scrollarsi l'acqua di dosso e poi si dirige verso il bancone.

00:23 Lucyfer Hellmoon [Spider cafè] La serata continua con il colosso che ascolta il dire altrui rispondendo a cio che lo riguarda «Lo troveremo» Non dice alla lupa di aver sguinzagliato i novelli alla ricerca di quel ragno , lo farà in un secondo tempo. Mentre un altro individuo fa il suo ingresso «Latte?» Scuote il capo rabbrividendo «Non è troppo tardi o presto per del latte?» Lui non ne beve da, non ne ha mai bevuto(?) ed ecco che anche il terzo membro di quella ciurma di pazzi fa il suo ingresso nella discussione «...» Non professa parola alcuna dato che ha ribadito il concetto che hanno spiegato gli altri due ripetendosi anch'essi. Il capitano di quella bislacca ciurma professa in direzione del colosso «Capisco, ma essendo medico preferisco infondere fiducia e essere ammirato invece che temuto»Certo come no , si si. «Bene» Annuisce , pregustando altro. Lo ascolta «Ho già sentito questa storia»Sibila , per poi passare al judò «Esattamente signor Judò» Il discorso si blocca e il giovane come gli altri presenti si concentra sulla lupa , il potere delle tette(?) Per poi tornare un attimo sul doc. La mano si infila nel taschino e il bigliettino nero con il numero e il nome del murmur spiccano in filigrana dorata «SIgnor torrisi» Richiama l'attenzione del capitano pirata «Sono sicuro che un medico non le dispiace. I suoi compagni sanno che so fare quindi magari se ha bisogno dei miei servizi non si limiti nel chiamarmi» Sorride «Prenda» Porgerebbe il suo biglietto da visita verso il doc attendendo che egli lo prenda , per poi «Mi potrebbe essere utile avere il suo , così da contattarla se ho delle notizie che possano servirgli per la sua causa»Sorride ancora una volta «Con il mio lavoro entro in contatto con persone di tutti i tipi e di tutte le specie» Professa serio, per poi afferrare il bicchiere di bourbon e tracannarne l'intero contenuto.

00:12 Judò Kapehu [Spider cafè - bancone] Nel locale fanno capolino altri ospiti, uno sconosciuto, a cui Judò non presta alcuna attenzione ed un nuovo compagno di Ciurma, Che riceve da Judò una breve occhiata ed un altrettanto rapido cenno del capo che gli indica un tavolo, ma senza vederlo si reca lì da solo, cosa che fa sorridere l'ex mercenario, i due si intendono. L'energumeno coi capelli neri parla di una qualche parentela con Onan «Eh vedi, siete quasi uguali in fisico e lineamente, qualcosa doveva esserci»dichiara con un sorriso finto, non sono certo quelli i discorsi che lo interessano. SI concentra più sulla lupa, spettatrice del discorso principale «Il mio nome era di fianco a quello di Doc, sono certo che lo ha letto» si presenta indirettamente, mantenendo un certo equilibrio tra gentilezza e spavalderia. «Signorina..., bisogna trovar l'equilibrio tra incoscienza e audacia. La caserma era praticamente di fianco alla torre poi! Solo che quest'ultima si vede da più lontano» fa spallucce mentre recupera dalla tasca lo zippo e si accende la sigaretta tra le labbra. Dopo il primo tiro subito la toglie, tenendola alla base di indice e medio della mancina. Continua dunque il discorso «Poi i deboli possono anche starci, basta che sappiano stare al loro posto, o alle regole dell'Apocalisse» ed a questo discorso sia Samael che Black si agganciano perfettamente, mettendo in dubbio la forza della ciurma, o meglio, partendo dal presupposto che loro credano di essere i più forti «Non veda il mondo come due sponde signorina Black...ma come un'arena dove nessuno è al sicuro. Siamo ben consci di non essere i più forti del mondo» uno sguardo amichevole a Doc «Lo sa anche lui» le esperienze con nobunaga durante la guerra son servite «Ma se un giorno dovessimo essere annientati... chi lo farà seguirà le nostre regole per forza di cose, quindi lasceremo al mondo qualcuno che porterà avanti il modo di pensare della ciurma» rivolge un caldo sorriso alla lupa per poi godersi un altro tiro che viene rilasciato dopo un paio di secondi come nuvoletta che vaga verso il tetto [puuuuuff]. Il cavaliere della guerra ha gettato la maschera, il cinico combattente si mostra ai presenti. Estrae anche dal borsello una monetina, piccola e leggera, da 5 Berry. La mette nella mandritta ed inizia a farla girar tra le dita, roteandola abilmente -20 anni al circo insegnano questo e altro- facendola occasionalmente capitare sul pollice e [sding] lanciandola in aria per poi riprenderla.

00:07 Kerbecs Torrisi [Spider cafè - bancone] La discussione si fa senza dubbio animata, la lupa ed il granduomo sembrano particolarmente interessati alla visione apocalittica del giovane capitano pirata. I suoi occhi palleggianti cercherebbero quelli degli interlocutori cercando di percepire i loro animi, non gli è chiaro il perché di tale interesse, ma al momento la sua arroganza lo porterebbe a non curarsene. «Oh be...infondere terrore nelle persone era uno dei nostri scopi...tutti quegli sguardi ricolmi di disperazione...che meraviglia...» Proferirebbe andando a fare spallucce per poi incrociare le braccia al petto. «Corriamo abbastanza veloci da fuggire da una grossa esplosione...» Intercetterebbe la domanda del grosso uomo senza poi riuscire a trattenersi da una spontanea e malevola risata [TAHAHAHAH TAHAHAHAH TAHAHAHAH]. «Signorina... preferisco ricordarmi delle tue belle curve piuttosto che del tuo nome.» Ribatterebbe viscido lanciandole uno sguardo malizioso. «Considermiamo quelle vittime come un semplice effetto collaterale...sono morti per debolezza o stupidita...ciò che i giornali non riportano è che prima di far detonare la bomba ho lanciato il mio messaggio...ed ho avvisato tutti i presenti dell'imminente pericolo...» Ribadisce, in realtà a lui non importa nulla delle inutili esiatenze di qualche civile, anzi, se il numero di vittime fosse stato maggiore magari la notizia avrebbe avuto maggiore risalto. «Quando incontrerò qualcuno più forte di me...accetterò la sconfitta...io lavoro per ergermi al di sopra di tutto e tutti...so di non essere il più forte del mondo...ma so che questa è una condizione temporanea...l'apocalisse mi ha scelto...se in questo percorso dovessi essere battuto o ucciso...non me ne lamenterei...è questa la vera faccia del mondo.» Conclude serio con le ascelle sudate come quelle di un maiale in una bollente stalla. «Cesair è per questo che ti ho scelto...il mondo ha bisogno di visioni come le nostre...» Commenta le parole del compagno sorridendogli malevolo. «l'apocalisse ha bisogno di più uomini come te me e gli altri.» Coclude dedicandosi adesso alla dua bibita.

23:59 Cesair Alana [Spider Cafè - Tavolino] Il gruppo di individui "in gioco" pare parecchio quella sera, tanto che Cesair, già stanco e nervoso, non ha nè la voglia nè tantomeno la forza mentale di sostenere conversazioni complesse o cercare di coglierle, in quel continuo botta e risposta tra i presenti. Rsiponde al saluto del Doc con un cenno del capo, spostando sia sguardo che attenzione su di lui, essendo uno che parla senza tanti fronzoli, e difatti comprendendo subito come l'oggetto della conversazione tra lui e la lupa sia l'attentato di qualche settimana prima, d'altronde è l'argomento scottante del momento, vista la pubblicità dei giornali. Analizza con lo sguardo la numero uno della baroque, gli occhi castani totalmente atoni e privi di malizia o simili, ma analitici. «Mmhhh...» tira un'altra boccata di fumo, stavolta prendendo la sigaretta tra indice e medio della sinistra, essendo che la bocca dev'esser libera per il thè, appena servito. Non si schiarisce la voce prima di parlare, sarà quindi un po' roca «Scu..ehrm..scusate se mi intrometto» per quanto di malumore, sembrerebbe esser cortese quella sera, le sue parole sono rivolte al discorso del capitano e della mink, da lui riconosciuta come tale dopo l'analisi. «Ero anch'io dello stesso pensiero, signorina. Lo sono stato per molto tempo. Il mondo, è troppo complesso per esser risolto da risposte semplici. Ho vissuto nell'inettitudine, incapace di decidere cosa fare e come schierarmi.» sorseggia ancora, la sinistra smiccia la cenere della sigaretta in un bicchiere vuoto, è portata alla bocca e fa un tiro, trattiene «Ma poi, ho compreso che la moltitudine di forze in gioco, il costante cercare di equilibrare le cose, siano ancor più inutili delle risposte semplici» esala il fumo, un lungo serpentone bianco coprirà la sua faccia per qualche secondo, prima di disperdersi nell'aria «Serve qualcosa di drastico. La nostra idea può sembrar semplice, ma attuarla non lo sarà affatto. C'è ben di più, dietro all'Apocalisse» conclude. Alla fine ha parlato, tutto il discorso è stato posto con tono pacato e atono, come se fosse un qualcosa che, tante sono le volte che ci ha riflettuto, venga detto a memoria. Attenderà ora un'eventuale risposta, tornerà in silenzio a bere il thé, come se si fosse d'un tratto spostato in un altro mondo, ma senza distogliere lo sguardo dai presenti.

23:58 Simeon Commerford [Spider Cafè - Esterno ~» Interno] Torrenti interi riescono a calar dal cielo sulla sabbia dell'isola alabastina, contribuendo sempre più alla "pulizia" corporea del ragazzo, ormai da ore sotto il nubifragio. Impronta dopo impronta nella pregna sabbia, il giovane è riuscito a farsi strada tra la coltre di gocce fino all'ingresso del locale, ignorandone totalmente l'insegna posta sulla sua testa. Allunga la mano mancina per tirare la porta, non ottenendo alcun tipo di risultato, [SNIFF] tira su col naso il risultato di un'eternità trascorsa sotto la pioggia al freddo, per poi provare finalmente a spingere la porta di ingresso per accedere al tanto agognato riparo. Compie un leggero movimento di spalle tirandole verso l'alto per aggiustare la borsa contenente la sua chitarra, per tirar dritto fino al bancone, avrebbe fatto caso alle figure lì nel posto solo qualche istante dopo. Sguardo lesto alla ricerca di uno sgabello, possibilmente nelle condizioni migliori, per accomodarsi al bancone, e chissà, magari essere anche servito. «Acqua» chiede ripensando alla strana mink, «no, anzi» ritratta, «latte» afferma, rinnegando ciò che aveva assorbito dal cielo fino a qualche momento prima.

23:46 Shadow Erza [Spider cafè -Bancone] Seduta, composta ed elegante, sullo sgabello del bancone, con la morbida coda che si muove lenta ad emanare il suo dolce profumo di ciliegia, ascolta il dire del moretto socchiudendo gli occhioni ed increspando le labbra in un sorriso leggero «Oh un nome sa» il tono permane normale e dolce, anche se vorrebbe staccargli la testa a morsi per ogni singola parola che le rivolge, la One è stata addestrata a sopprimere ogni emozione per poter fare al meglio il suo lavoro «Comunque non pretendo certo che se lo ricordi» silenzia «Ne tanto meno m'interessa» . L'attenzione, per un fugace istante, viene attirata da un altro uomo che si avvicina al gruppo e con tono gentile, ma senza guardarlo «Buonasera a lei» per poi tornare sul Doc. Sospira «Capisco» secca e tranquilla «Quindi per mandare un segnale ha fatto fuori delle persone innocenti che del suo gioco del potere non avevano interesse» fa spallucce «Beh se vuole ciò perché limitarsi alla torre»maligna nell'animo, in fondo il moro sembra davvero un esaltato «Poteva tentare di arrivare al palazzo o meglio» sorride dolce «Alla caserma» non sia mai che Bone lo faccia fuori «Ma in fondo se ha un fato scritto shishi» ridendo dolcemente. Il barman le porta il cocktail e lei « Grazie» ringrazia. Annuisce alle parole del biondo sulla reazione della One che a quelle parole alza un sopracciglio incuriosita «Mi scusi messer?» in effetti non si è presentato alla lupa «che ascolta il dire altrui e ne sostiene lo sguardo incatenando le iridi di giada a quelle castane di lui «Quindi nel vostro mondo utopistico i deboli e gli innocenti non esistono shishi» quasi divertita «Beh se è come dite spero per voi che sappiate essere forti perché troverete sempre chi lo sarà più di voi ed il giorno che una vostra distrazione vi porterà dal lato opposto sarà interessante osservare la vostra reazione» sospira «Ma per lo più trovo sia una visione molto semplicistica, ed io sono dell'idea che il mondo sia più complicato di così» serena. Sorseggia il drink [Glu] mentre ascolta il fratello per poi annuire «Ottimo caro» dolce come il miele «Si» annuisce «Lui mi serve parlargli ma non so come trovarlo» fa spallucce « Penso lo incontrerò prima o poi» sospira «Sai che sono una donna paziente, non ho fretta». Osserva in fine il bicchiere con le bollicine per portarlo alle labbra e [Glu] berne un abbondante sorso.

23:40 Lucyfer Hellmoon [Spider cafè] La lupa fa il suo ingresso, lo stile non le manca e il fascino e quello di una giovane lupa, fascino che per il fratello barocco è quello di una sorellina. Passa in rassegna i presenti e poi si ferma sul corvino erculeo «Non mi lamento Signorina black , oggi ho dato una controllata ad un paio dei nostri dipendenti, devo dire che sono in ottima salute»Sorride dolce verso la lupa «Ah» Non serve il medico , ma delle semplici informazioni «Ragnarok, il ragno cecchino?» Lo ha letto nel giornale , mentre quella porta continua ad aprirsi e lasciare entrare altri clienti o forse scendere(?) «...» Un biondo sconosciuto saluta i presenti e l'erculeo barocco non gli presta attenzione ma lo tiene sotto mira , sembra che anche l'ultimo arrivato stia guardando la sorella con occhio malizioso «...» Sospira al dire del doc lanciando un'occhiataccia allo stesso , che comincia a spifferare tutto ciò che c'è da sapere su quell'attentato alla torre dell'orologio. Sbuffa una nuvola di fumo biancastro mentre ascolta il dire dell'apocalittico «Fato, destino» Ripete tranquillo «Purtroppo su di essi si erge potente il caos mio caro signor torrisi» Il tono e dolce e profondo «Il caos da il coas toglie» Professa serio , mentre ingurgita un'altro po di quel bourbon «I messaggi..»Sibila «Un messaggio di distruzione non da un messaggio ma infonde terrore nelle persone, i messaggi sono altri» Almeno per lui è il suo gruppo. Per poi passare al giovane judò «E' si» Sospira alzando le spalle «Mi sarebbe piaciuto lavorare al suo fianco» Sorride dolce «JIAjajajajaj» Se la ride «In verità, ma che resti tra di noi Onan è il figlio di mio zio» Ecco una punta a favore del colosso «In pratica è mio cugino e i nostri padri erano gemelli» Sorride ancora «Se ti riferisci al suo posto da medico si» Annuisce «Ma sono in sostituzione quando tornerà» Tornerà prima o poi «O resterò con lui o andro a fare il mio lavoro altrove , mi hanno detto che a drum c'è un ospedale enorme. Magari hanno delle tecniche diverse da qui e posso migliorare»Alza appena le spalle «Attaccato.... Non userei quella espressione signor Judò , diciamo che sono un mezzo per autofinanziarci e migliorarci» Sorride inclinando di poco il capo. Lo ascolta poi in quel dire verso la lupa «Esattamente i migliori» Ripete , sapendo che non sono gli apocalyps «Lei signor Judò e i suoi compari sapete correre veloce?» Domanda sorridendo. Attendendo poi le risposte

23:32 Judò Kapehu [Spider cafè - bancone] Samael racconta la storai tra lui e Lucyfer del tutto inventata, ma comunque Judò lo ascolta attento, osservandolo ed annuendo, intercala la mimica con qualche «Ah ah», come a sottolineare il fatto che sta capendo. «Bene...quindi immagino non si vedrà qua in giro per un po'...» lo continua a squadrare in viso «Però diavolo, la somiglianza è eccezzionale, avrei puntato mia madre che foste fratelli...se la conoscessi» fa spallucce, condendo la frase, che per chiunque sarebbe mesta, con un ghgno. «E dimmi Samael...oltre al suo mestiere ed al suo numero, hai preso anche il posto di Onan nel gruppo con Sebastian?» Judò si riferisce a Mr. Three, che però lui conosce con quel nome. «Questo gruppo intendo» dopo aver frugato nel borsello estrae un biglietto da visita, con da un lato il numero del medico e dall'altro il simbolo degli Hoshoku, a cui anche il cavaliere della guerra da un'occhiata durante un sorso di acqua tonica «Un gruppo attaccato ai soldi eh?» dice, riferendosi al simbolo del Berry usato come stemma degli Hoshoku. Poi sposta lo sguardo sulla lupa «Visto Doc, la fai rabbrividire» ma a rabbrividire sul serio è lui quando questa inizia a parlare dell'attentato e del fatto che loro siano ancora sull'isola, l'implicito consiglio di scappare. Il suo cuore trema e freme, ma il suo ritmo cambia all'udire le parole sicure del suo capitano. Un ghigno si allarga sulle sue labbra, alza il mento, sicuro, si concede addirittura un sorso di acqua tonica mentre aspetta di mettere la sua firma su quell'esposizione della filosofia Apocalypse. Finito il discorso di Doc, si prende il tempo di estrarre una sigaretta già rollata dal borsello e portarla tra le labbra. Il suo nome è sul giornale, inutile nascondersi. «Il nostro mondo è malato signorina...Black» un momento per recuperare il nome dalla memoria a breve termine «E noi vogliamo far s^ che diventi un luogo più onesto e vivibile. A conti fatti non cambiano i valori su cui si basa, cambia come vengono espressi alle moltitudini.» Fissa negli occhi la mink, intensamente «La forza dei muscoli, della mente, del carattere. Chi le possiede sopravvive, noi ci occupiamo solo di organizzare le prove per testare gli uomini. Ad esempio: Io porto una bomba vicino ad un palazzo e dico che sta per esplodere. Chi cerca di salvare il palazzo muore, chi è lento os i fa annichilire dal terrore muore, chi è svelto o robusto vive.» Inclina leggermente il capo e sorride «Al mondo restano i migliori» .

23:23 Kerbecs Torrisi [Spider cafè - bancone] L'amico lo ragguaglia sul comportamento nei confronti delle Donne, l'apocalittico non è di certo un uomo di classe ma ha chiaramente il suo strano sharm, tratta tutti gli individui del sesso femminile più o meno alla stessa maniera, l'unica che fa eccezione è la dottoressina che gli ha rubato il cuore, Marie, ragazzina dal crine azzurrino e dall'animo puro, lei e lei soltanto è destinata all'oblio senza fine di Kerbecs. «Ti vedo sempre fare amicizia con qualsisi uomo che frequenti questo locale...mi sorge qualche dubbio...» Proferirebbe verso il compagno prendendosi gioco di lui e scoppiando poi in una grassa risata [TAHAHAHAH TAHAHAHAH TAHAHAHAH]. «Signorina...lei mi lusinga...» Dichiarerebbe soddisfatto per la fama che divampa attorno a lui ed agli Apocalypse Pirates. «Presto lascerò l'isola...di certo non per scappare però...chi ha intenzione di portare l'apocalisse nel mondo non puo avere timore di chi gli da la caccia...fa tutto parte di un grosso disegno del destino.»Proclama impettito e fiero, al momento nel suo cuore non vi è timore ne incertezza.«La fortuna non esiste bellezza...esiste il fato...io ho una missione già scritta nella stele della storia...» Esclama serio, non gli piace che si parli di fortuna, non è un elemento che sente reale ne tantomeno suo. «Perché dovevamo lanciare un segnale...io strapperò il velo di mensogna che ricopre questo mondo...voglio ribaltare l'intero sistema per riformarlo secondo il mio volere...chi è devole deve lasciare il posto a chi ha la forza per dominare...il mio obiettivo era quello di far crollare la torre...quelle morti se pur non intenzionali sono state un tramite per il mio messaggio...del resto io avevo avvisato ci fosse una bomba.» Al termine del discorso andrebbe poi a fare spallucce desolato. «Cesair...bene arrivi giusto in tempo per goderti la serata.» conclude accogliendo il compagno.

23:14 Cesair Alana [Spider Cafè - Interno] «oioioi, non ne posso più» si alza dal letto del suo alloggio al primo piano dello Spider, ove risiede oramai da qualche settimana; non ha combinato niente per tutta la giornata, poltrendo in camera. Infila la mano destra tra i biondi capelli, scuotendoli un po' e poi guardandosi all specchio, come qualcuno che se li stesse sistemando, quando in realtà la sua intenzione è chiaramente quella contraria. «Che mal di testa, soffoco in questa stanzetta» e cosa c'è di meglio per respirare, se non accendersi una sigaretta? ecco che appunto ne appizza una, tenendola ben ferma tra le due labbra, e fumandola senza usare le mani, che invece vanno ad infilare le francesine ben lucidate ai piedi, e in seguito ad indossare la solita camicia bianca, che però non verrà abbottonata; così conciato, lo spacco del busto che mostra la pelle nuda, apre la porta e si dirige al piano di sotto, le scarpe che calpestano le assi di legno delo Spider facendole scricchiolare ad ogni passo [Scree scree scree], fino a toccare i gradini, che vengono scesi, portando anche il ragazzo a fare il suo ingresso nel salone del locale, strapieno quella sera; gli basta difatti uno sguardo rapido per notare il biondo vicecapitano e il ridente Doc. «Buonasera a tutti» esordisce, non dà importanza agli altri, se non la mink, sicuramente l'individuo che più spicca nel gruppo di facce anonime. Siede su di una seggiola presso il tavolo più vicino al bancone, rivolto verso di esso. «Thè freddo alla pesca per me» ordina all'oste richiamandone l'attenzione alzando una mano. La cicca intanto continua ad esser inalata, il fumo bianco esalato dalle narici, come un circolo vizioso. Partito di malumore, la serata potrebbe farsi invece interessante.

23:13 Simeon Commerford [Spider Cafè - Esterno] Se si pensava che vento e sabbia fossero due ingredienti crudeli per il clima notturno alabastino, era solamente perché il giovane Simeon non si era ancora imbattuto in condizioni atmosferiche simili: buio e pioggia nel deserto non sono propriamente il massimo per lui che, da Nanohana, cammina imperterrito avente meta il ritorno sulle rive del fiume Sandora, lì, dove vi è attraccata la nave sulla quale è stato fortunatamente (o no) ospitato. Chitarra in spalla e piedi nella sabbia, la visuale è altamente penalizzata dall'oscurità che sovrasta il capo del ragazzo, ormai definibile sperduto. Giunto in cima ad una duna sabbiosa con fatica, qualcosa si potrebbe intravedere nella lontananza più prossima, qualche luce proviene dall'interno, che stia per trovare un nuovo posto dove trascorrere la notte? Continua l'inarrestabile pellegrinaggio per tornare al fiume che tanto lo attende. Si alza lo spallaccio destro della borsa con la mano del medesimo fianco man mano che si avvicina al quieto edificio.

23:08 Shadow Erza [Spider cafè -» bancone] Chiuso l'ombrello e riposto vicino la porta, dove non possa dare fastidio a nessuno, si avvicina [Tap] lenta [Tap] e sinuosa verso il bancone, dove stasera sembra esserci movimento. Movimento che le fa «Brr» salire un brivido di disgusta dalla punta dei piedi fino a quella delle orecchie facendo drizzare la coda, morbida e setosa, per un secondo. Lo sguardo del pirata la infastidisce e la mette a disagio, non che non sappia combattere certi individui ma il moretto è veramente fastidioso come pochi, ma, c'è sempre un ma, ha letto il giornale il giorno prima ed anche se non ha conferito con la zero a tal proposito sapere che lo stolto pirata non è scappato dall'isola non può far altro che, farla sorridere. Si avvicina lenta al bancone andando, però, verso il fratello barocco e salutando i presenti con gentilezza e cortesia, con quel tono di voce dolce e delicato, caldo come un abbraccio e suadente come il canto di una sirena «Buonasera a voi» accennando un leggero inchino con il capo. Gli occhioni di giada sfarfallano leggermente alle parole altrui facendole muovere anche le orecchie «Scusi?» fissando l'apocalittico «Messer Torrisi ancora sull'isola?» sorride divertita «Eppure ero convinta foste scappato dopo la sua ultima performance pubblica» inclina il capo a manca e socchiude gli occhioni «Vedo che il fegato non le manca»ridendo dolcemente. Si avvicina al colosso e fissa un secondo il biondo annuendo al saluto e «Buonasera a lei, non credo ci siamo mai visti prima giusto» fa un leggero inchino aprendo la gonna leggermente «Piacere il mio nome è Ayame Black» gentile ed educata. Per poi finalmente passare al fratello «Salve Murmur» dolce e gentile «Come stai?» sperando si sia ripreso. Ignora le parole del capitano apocalittico per ora, non ha voglia di arrabbiarsi. Scuote leggermente il capo al dire del colosso «No mio caro, in vero sto cercando informazioni su un certo Ragnarok» sincera il tono basso e delicato «Ma a quanto sembra stasera qui c'è molto movimento» andando a sedere ad uno sgabello vicino al colosso ed alzando la man dritta «Un cocktail Champagne per cortesia» sorridendo dolce al barista. Le iridi di giada si fissano ad osservare il biondo e poi il moro per ghignare in fine al capitano «Sembra siate un uomo fortunato Torrisi, chissà quale stella le arride, ma potrei sapere il perché di quel gesto?»meglio indagare prima di muovere un passo.

22:53 Lucyfer Hellmoon [Spider cafè] La porta di quel locale sembra non riuscire a chiudersi con tutte le persone che vi entrano ed escono da quella sala «...» Le iridi laviche si muovono e dall'ingresso si palesa la figura della sorella del colosso. Lo sguardo si assottiglia e non una parola viene proferita verso di lei tranne un cenno del capo. Il dire del doc richiama l'attenzione del diciotto «...» Inclinando il capo a manca e guardandolo di traverso «Chi sarebbe buon uomo» Il tono è fermo e le iridi spalancate piene di follia omicida, il capo si drizza e lentamente si piega dalla parte opposta. Il fumo del sigaro viene espulso e una nuvoletta bianca si muove nella sala fino a sparire poco più in là «...» Ode il nome di quello strambo essere, il capitano degli apocalypse ricercato per 30 milioni. La lingua esce dalla bocca per umettare le labbra ,mentre il bicchiere si leva al viso per poi donare al super uomo il liquido ambrato e secco «Esattamente» Verso il vice capitano «Onan è stato chiamato su un'altra isola»Sorride delicato , ma con le iridi accese «Sulla nostra» Sua e di onan «Siamo tutti così alti e grossi, ma se sono qui è grazie a onan che mi ha chiamato e fatto venire per sostituirlo , abbiamo studiato l'arte della spada insieme e dopo che lui è andato via sono rimasto sulla mia isola ancora per un po ad affinare le mie tecniche» Racconta tranquillo «Poi un giorno ci siamo incontrati e mi disse che stava studiando medicina , mi curò una ferita e da li cominciai a seguire le sue orme e anche io sono diventato un medico» Sorride «Non bravo come lui , ma ci sto lavorando» Risponde con quella storiella inventata , così da crearsi un alibi «Magari signor Judò, Magari. Ma è come se lo fossimo» Alza le spalle «Siamo cresciuti insieme» Chiosa «Spero di starle simpatico anche io signor Judò» Dato che sarà lui a curarlo anche se è sempre lo stesso , ascolta il dire di lui sulla sua domanda «Ah, immagino» Ghigna divertito , nel vedere i due che si prendono a parole , per poi dopo aver udito i due salutare la lupa «Buona sera Signorina Black» La conosce e come se la conosce «Cosa la porta da queste parti? mi stava cercando?»Interrogatorio verso la one. Un'altra boccata e poi attenderebbe il dire dei tre

22:42 Judò Kapehu [Spider cafè - bancone] «Tsk» Judò è apparentemente stizzito dal compagno, ma un sorrisetto tradisce il suo trovare a situazione divertete. Due ricercati praticamente condannati a morte che si danno addosso senza problemi in un luogo pubblico. «Si, sono Judò...» conferma riluttante, squadrando lo spadaccino «Samael... ho mandato Kaji da Onan, ma mi ha detto che è partito e tu sei un suo allievo. Tutti giganti che fumano sigari sulla tua isola? Non è che siete fratelli?» socchiude gli occhi e si avvicina con un paio di passi, squadrando lo spadaccino per poi [jajajjajajajajaja] sghignazzare «Peccato se ne sia andato, mi stava quasi simpatico... non sembrava aver un brutto carattere» qualunque cosa significhi per l'ex mercenario. Come sospettabile, il capitano apocalittico ha da ridire «Tu non sai proprio distinguere i contesti, vero?» domanda retorica che non ha bisogno di risposta. Apre poi bocca per rispondere alla domanda di Samael «Bhe è un mio am...» ma viene interrotto dallo stesso Doc, che però non gli impedisce di completare la frase alla fine di quella della mico «un mio ammasso di problemi personale di cui vorrei liberarmi» annuisce col capo sorridendo infastidito, volgendo un'occhiata al capitano per vederne la reazione. Le speranze che la serata passi tranquilla crollano quando doc annuncia fiero il riconoscimento delle sue imprese e le macerie delle speranze prendono fuoco quando nel locale fa capolino un'affascinante mink. Judò posiziona le labbra come se stesse per fisciare, ma si blocca con quella smorfia mentre sente parlare Doc. Digrigna i denti prima di esordire «Ma tipo...delicatezza con le donne?»dubita che la parola esista nel vocalbolario di Kerbecs, ma sempre meglio controllare. Intanto arriva anche il bicchiere di acqua tonica, che viene afferrato e prima di bere Judò lo alza verso la nuova arrivata, ammiccando leggermete «Buonasera!» risponde educato, prima di concedersi un sorso [sip] della bevanda frizzante.

22:35 Kerbecs Torrisi [Spider cafè - bancone] Il cavaliere dell'apocalisse Guerra si appresta a richiedere discrezione l'emissario dell'apocalisse il quale con l'arroganza che lo contraddistingue ribatte «La discrezione...lasciala alle femminuccie...» queste le sue parole mentre andrebbe a prendere posto in uno degli sgabelli d'innanzi al bancone. «Una cola ghiacciata...presto.» Ordinerebbe con impazienza portando entrambi i gomiti sul bancone ed incrociando le dita sotto il mento. «Perché non lo chiedi a me in prima persona...che c'è omone...hai per caso paura?...» Domanda mostrando i denti come un cane a cui viene sottratta una gustosa fetta di carne. «Pare che finalmente la mia faccia venga ricondotta alle mie opere...meraviglioso.» Proferirebbe altisonante scoppiando in una grassa risata figlia della sua arroganza [TAHAHAHAH TAHAHAHAH TAHAHAHAH] «Sono Kerbecs Torrisi...emissario dell'apocalisse e capitano degli Apocalypse Pirates.» Sogghigna pieno di se. Poco dopo scorge distintamente la meravigliosa figura della lupa che gli genera un fremito da testa a piedi. «Ma guarda guarda....» Mormora fra se e se piantanto gli occhi sulle curve della Mink. «EHI..Bellezza...sei tornata per unirti a me vero?.» Domanderebbe mandando un occhiolino con l'occhio marchiato dalla cicatrice, viscido come pochi.

22:27 Shadow Erza [Spider cafè] La gelida notte è giunta sull'isola d'estate. La nostra Shadow, questa sera si trova a fare una piccola sosta in una delle strutture più antiche dell'isola destate lo Spider Cafè, locale della più famosa star dell'isola, in cui spera di trovare qualche informazione sul ragnetto che sta cercando da giorni ormai. Indossa un abito dallo stile vittoriano dei toni del nero e del viola. Il seno generoso è valorizzato da uno scollo al cuore, che porta sull'estremità delle sottili strisce di tessuto arricciato. Al centro dei seni una rosa di tessuto viola con un fiocco, le cui estremità scendono fino all'ombelico messo in mostra da un corsetto molto particolare. Infatti la stoffa del corsetto ricopre e fascia il busto ma lascia una parte del ventre della Mink priva di tessuto, mettendo in mostra il manto nero come la pece, da sotto il torace fino a poco sotto l'ombelico stesso. Al fianco destro un altro inserto con una rosa, che richiama l'inizio della gonna particolare, essa infatti, presenta due livelli differenti. Il primo dello stesso materiale del corsetto, che è sua estensione in realtà, è una semplice gonna nera con un contorno di stoffa arricciata che si mostra sovrapposta a due livelli, il più esterno sopra a quello interno chiuso con l'inserto a forma di rosa sul fianco. La parte bassa della gonna è di un nero meno intenso con dei ghirigori damascati che arriva quasi a sfiorare il terreno. La particolarità della gonna fa si che le gambe, tornite della lupa, siano messe in mostra, esse sono fasciate in dei collant viola che, dalla caviglia fino alle ginocchia, presentano dei nastrini neri, che seguono le forme dei polpacci incrociandosi tra loro per finire con dei fiocchi appena dietro al ginocchio. Ai piedi delle Decolté nere di pelle con tacco di otto centimetri con sopra una rosa di pelle viola. Tra le mani, coperte da dei guanti di seta nera, stringe, elegantemente, un ombrello. All'impugnatura spunta un piccolo teschio, mentre esso si presenta con base viola e con una striscia nera damascata che ne segue tutta la superficie allargandosi solo di pochi centimetri dall'esterno verso l'interno, mostrando all'estremità delle piccole gocce, delle pietre, di color viola. In vita, in fine, porta una cintura sottile nera, alla quale ha allacciato, sulla destra, frusta e borsello e a sinistra la sua Katana. Entra tranquilla nel luogo e con il suo solito tono dolce e caldo «Buonasera» saluta i presenti mentre richiude l'ombrello.