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01:31 Shadow Erza    [Spider cafè -Bancone] Osserva il giovane che ha ordinato il latte con occhio curioso e quasi divertito, mentre si accomoda alla sedia. Passa poi le iridi di giada sulla figura del biondo mezzo nudo «Piacere di fare la sua conoscenza messer Casair Alana» il tono permane caldo e dolce, come una carezza, andando a donare al biondo un inchino con il capo appena accennato «Io sono Ayame Black onorata» in fin dei conti in quei panni è una donna molto educa, quasi una manna dal cielo per il capitano non poter conoscere Erza ed i suoi modi poco carini.Osserva il capitano dare il numero a Lucyfer e ciò, visto la lungimiranza del colosso, non fa che riempirla di orgoglio nel vedere l'altro così cambiato e ponderato, sorridendo dolce al colosso, vorrebbe dirgli ottimo lavoro, ma lo farà tornando a casa, la loro. Sorride alla vista di Doc che l'imita, quasi divertita «Dvrà fare meglio di cosi Torrisi non sembra lontanamente educato» tranquilla. Ascolta quelle parole, socchiudendo gli occhioni di giada e facendo nascere un ghigno maligno sul musetto nero, mostrando i canini perlacei «Capisco, ma» apre gli occhioni che quasi brillano sotto la luce artificiale del locale «Come lei non può promettere che nessuno resti illeso le assicuro Torrisi» seria «Che se farà del male a qualsiasi alabastino in mia presenza questo avrà le sue conseguenze» stasera non vuol arrecare danno al locale della star ma chissà che in futuro non vi sia occasione. L'osserva salire le scale«...»probabilmente alloggia li come il biondo Alana, ma sono solo dettagli. Sorride al biondino che intanto stava giocherellando con una moneta ricambiando i saluti «Piacere mio messer Judò circense mercenario shishi» omette l'ex di proposito come se la cosa la divertisse. Annuisce all'altro «Certamente messere, spero presto» sorridendo «Buonanotte» ma ormai anche lui è da tenere sott'occhio. Osserva poi il colosso ed annuisce «Si andiamo»dandogli ragione «Voglio tornare a casa da B.» ora più che mai ha bisogno del teppista per levar via quei ricordi. L'ittico le sorride ed accenna un inchino al quale la One ricambia «Buonasera»dolce «Purtroppo devo andare ma spero di rivederti presto Gold» donandogli un dolce sorriso socchiudendo gli occhioni per un attimo. Sorride ai presenti e con tono tranquillo, dopo aver pagato per lei ed il fratello «E' stato un piacere, spero di rivedervi presto, buonanotte» e in compagnia del colosso lascerebbe la scena.\\\\
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01:27 Gol D. Zoro  
Doti Attive: [Shark Swimming]
[ Spider Cafè - Esterno > Interno ] [ Mantello ] Il nostro spadaccino ittico è appena entrato nel locale per il quale ha camminato sotto la pioggia per parecchio tempo, una serata tranquilla alla fine sembra essere quella di oggi, si avvia dunque verso il bancone dopo una veloce sgrullata degli abiti, a passi lenti uno dopo l'altro, le braccia cadono perpendicolari e a peso morto lungo i fianchi, penzolando prima avanti e poi indietro ad ogni passo compiuto, il volto è serio e scruta con attenzione l'intero locale, «...» una visione quella di stasera, un solo bancone pieno di gente alcuni dei quali li ha incontrati lungo il periodo quì ad Alabsta, dai più recenti a quelli meno, sgrana gli occhi per cercare di capire se ha avuto un abbaglio o se per qualche strano motivo tutte quelle persone si sono ritrovate tutte insieme, si avvia perciò verso il bancone con volto visibilmente perplesso e sorpreso e mentre si avvicina, ecco che la prima persona a riconoscere il nostro squaloso amico in mezzo alla confusione della serata è la lupacchiotta Ayame Black, una mink conosciuta tempo addietro e che ha avuto modo di rincontrarla proprio qualche giorno prima, «Ayame!» esclama sorridente mostrando il solito sorriso da squalo gigante, grandi fauci che mostrano denti lunghi e aguzzi sbrilluccicanti, «buona sera a lei» risponde chiudendo per un istante gli occhi e compiendo un leggero inchino col capo, ormai è avvezzo a simili comportamenti con la Signorina Ayame, gli esce quasi spontaneo tutto ciò, va quindi a sedersi in mezzo a quella tavolata di gente, vi è anche qualcuno che non conosce ma la maggior parte è tutta gente che avuto modo già di conoscere, curioso dalla situazione rizza le orecchie per sentire il resto della compagnia cosa sta tramando, «...» non sembrano cose superflue e questo rallegra il giovane spadaccino che pensa che le persone superficiali forse stanno diminuendo, ma non si sofferma oltre nell'ascoltare le conversazioni degli altri, pensa piuttosto a se, ma poi proprio lì vicino nota un'individuo abbastanza familiare con cui ha passato gran parte del pomeriggio oggi, «...» gli occhi si spalancano e l'ansia cresce, «e ora..?» si domanda tra se a bassa voce preoccupato, il fatto che quel tizio conosca l'identità segreta di Gol lo preoccupa, «aspetta...» bisbiglia ancora tra se, effettivamente ora non ha la maschera ed in più fortunatamente ha cambiato mantello, non dovrebbe riconoscerlo, meglio così, «una birra!» esclama infine al cameriere. |
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00:41 Cesair Alana   [Spider Cafè - Tavolino] la sigaretta è già a metà, non fuma nevroticamente, semplicemente fa tiri molto lunghi, ad ognuno di essi il tabacco, avvolto dalla carte bianca, si colora di rosso, bruciando, e fornendo altro fumo per i polmoni affamati del ragazzo. «Hmpf» sbuffa, nell'udire le considerazioni sulla forza degli Apocalypse, non vantano certo chissà quale potenza militare, ma nel loro ideale e la disposizione a morire per esso. Nota con la coda dell'occhio un altro individuo entrare ed accomodarsi al bancone, idem per un enorme uomo pesce, ma non li considera per il momento. Annuisce all'affermazione del capitano, avrebbe anche sorriso se non fosse per il mal di testa, che però sembra pian piano svanire, dato il distendersi dell'espressione del biondo, merito sia della sigaretta, sia del conversare, che, nel bene e nel male, lo rilassa sempre. «Cesair, Cesair Alana, per essere formali» si presenta, non con sarcasmo o simili, è il suo solito modo di presentarsi a chiunque, il suo "marchio di fabbrica" «Capisco il suo punto di vista» conclude «riconosco bene chi è fermo nelle proprie idee, non aggiungo altro, sarebbe inutile»schietto, come al solito, si stiracchia un poco la schiena, sbracandosi scomposto sulla sedia, chiudendo gli occhi e volgendo lo sguardo al soffitto, la sigaretta che continua a bruciare, un sottile rivolo di fumo si innalza nell'aria, fino al soffitto. Sembrerebbe non badar più caso ai presenti, come se cercasse di isolare le loro voci e concentrarsi sulla pioggia battente all'esterno.
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00:27 Shadow Erza    [Spider cafè -Bancone]La serata si sta dimostrando tutto fuorchè tranquilla «...» ed all'ingresso in scena dell'ennesimo maschietto dai capelli turchini, la lupa dal manto nero come la pece, non farà altro che osservarlo sedersi li vicino ed ordinare del latte, fissandosi su «Una chitarra?!» lo strumento che ha sulle spalle sibilando quelle parole con tono lieve quasi tra se e se. Scuote il capo ed osserva il biondo a petto nudo, ricambiando lo sguardo altrui e fissando le iridi di giada in quelle castane del biondo fumatore«...» ascoltandolo con la dovuta attenzione «Capisco» il tono permane dolce e gentile «Quindi siete tutti amici se posso intuire» sorride dolce «Anche perchè noto non siete avvezzi al presentarvi shishi» ride lieve« Comunque messer biondino» non sa come etichettarli«Non sta a me giudicare il vostro operato ed il vostro pensiero, a me resta valutare il vostro dire ed agire e sinceramente, se messer Torrisi si vanta di ciò che ha fatto, è mio diritto dirgli che lo trovo un atto privo di senso, non è andato a misurarsi con chi poteva difendersi ma da chi non poteva nulla» calma e pacata «Poteva sfidare l'esercito piuttosto che far saltare una piazza con dei civili» fa spallucce «Ma ognuno vede il mondo come meglio crede». Scuote il capo a quelle parole del Doc «Sinceramente» rabbrividendo a quell'occhiolino «Preferirei non si ricordi nemmeno delle mie curve» seria «Anche perché non sono alla sua portata» tranquilla «Ma continuate a parlare di apocalisse e di cambiare il mondo con la vostra visione» sorride mentre fissa il bicchiere, in fondo anche lei e la sorella facevano lo stesso, ma con metodi più raffinati «Alla fine siete simili a tanti altri, che gridano il loro volere al vento e che cercano di ritagliarsi il proprio spazio nel mondo eliminando la concorrenza» quasi divertita. Sorride a Judò, i discorsi degli apocalittici non la toccano e non la turbano, lei è molto di più di ciò che essi pensano «Comunque fra tutti penso che aTorrisi» silenzia «Vada riconosciuta la sincerità più assoluta oltre che l'essere più viscido shishi»divertita quasi «Le azioni che fate avranno conseguenze ma questo lo sapete quindi va bene così presumo» tranquilla mentre [Glu] sorseggia il cocktail «E comunque, Judò se non erro» fa spallucce «Presentarsi è una forma d'educazione» fissa Doc «Ma presumo sia superflua vero shishi». Annuisce al colosso «Yay»ed in fine si avvicina dopo uno [Sbam]«Gol» sorride al nuovo arrivato «Buonasera caro» con tono dolce
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00:23 Gol D. Zoro  
Doti Attive: [Shark Swimming]
[ Spider Cafè - Esterno » Interno ] [ Mantello ] La notte è entrata ormai nel vivo della serata, un'oscurità fitta aleggia nell'aria inondando completamente l'isola di buio, un freddo gelido ormai ha coperto tutte le strade e i deserti dell'isola rendendo le passeggiate notturne davvero complicate, mentre la pioggia non ha voluto sentirne di andarsene nemmeno quando il sole se ne è andato per lasciar posto alla luna, «...» rimane silenzioso e taciturno mentre con gioia si prende l'acquazzone che cade dal cielo, cammina col suo solito passo lento e ben disteso, in direzione dell'amato Spider Cafè per una sana bevuta, come suo solito veste molto libero, gli piace la mobilità e il potersi muovere senza troppi problemi, la parte superiore del corpo è completamente nuda lasciando ben vedere tutto la muscolatura prominente e definita, la pelle è di color bluastro con svariate striature verde acqua, con ciocchi di lunghi capelli rossi che cadono come fiumi lungo la schiena e le spalle, proprio dietro la schiena vi è una doppia pinna imponente color bluastro con striature verde acqua, e poggiata dietro la schiena assicurata ad un laccetto vi è la sua chitarra elettrica completamente nera, la parte inferiore del corpo è coperta dai pantaloni lunghi in pelle neri, molto attillati ma altrettanto elastici, a stringere i pantaloni in vita c'è la cinta borchiata sempre di colore nero con borchie grigie metalliche a contornarla, e lì sul fianco destro, agganciata alla cinta c'è la sua spada nonché compagna fedele e letale, una Wazamono all'interno del suo fodero rigorosamente nero, al manico della spada è stata attaccata una catena, che è stata poi legata intorno alla cinta e con una parte penzolante proprio al lato sinistro, opposto a quello della spada, per ultimo ci sono gli scarponcini neri in pelle invecchiata a completare l'outfit metallaro dello squalo, tutto questo però non sarà visibile agli occhi di estranei poichè lo spadaccino è interamente coperto da un lungo mantello rosso fino ai piedi stavolta, che è chiuso fin sopra al torace, coprendolo a trecentosessanta gradi in modo da non far notare la chitarra sotto al medesimo mantello ma nemmeno il resto degli effetti, infine vi è anche un cappuccio sempre rosso che però non è indossato ma è tenuto dietro al collo sulla schiena. Arriva infine di fronte all'entrata del locale, [SBAM] apre la porta rumorosamente col mano destra, fa un leggero salto per scrollarsi l'acqua di dosso e poi si dirige verso il bancone. |
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00:23 Lucyfer Hellmoon    [Spider cafè] La serata continua con il colosso che ascolta il dire altrui rispondendo a cio che lo riguarda «Lo troveremo» Non dice alla lupa di aver sguinzagliato i novelli alla ricerca di quel ragno , lo farà in un secondo tempo. Mentre un altro individuo fa il suo ingresso «Latte?» Scuote il capo rabbrividendo «Non è troppo tardi o presto per del latte?» Lui non ne beve da, non ne ha mai bevuto(?) ed ecco che anche il terzo membro di quella ciurma di pazzi fa il suo ingresso nella discussione «...» Non professa parola alcuna dato che ha ribadito il concetto che hanno spiegato gli altri due ripetendosi anch'essi. Il capitano di quella bislacca ciurma professa in direzione del colosso «Capisco, ma essendo medico preferisco infondere fiducia e essere ammirato invece che temuto»Certo come no , si si. «Bene» Annuisce , pregustando altro. Lo ascolta «Ho già sentito questa storia»Sibila , per poi passare al judò «Esattamente signor Judò» Il discorso si blocca e il giovane come gli altri presenti si concentra sulla lupa , il potere delle tette(?) Per poi tornare un attimo sul doc. La mano si infila nel taschino e il bigliettino nero con il numero e il nome del murmur spiccano in filigrana dorata «SIgnor torrisi» Richiama l'attenzione del capitano pirata «Sono sicuro che un medico non le dispiace. I suoi compagni sanno che so fare quindi magari se ha bisogno dei miei servizi non si limiti nel chiamarmi» Sorride «Prenda» Porgerebbe il suo biglietto da visita verso il doc attendendo che egli lo prenda , per poi «Mi potrebbe essere utile avere il suo , così da contattarla se ho delle notizie che possano servirgli per la sua causa»Sorride ancora una volta «Con il mio lavoro entro in contatto con persone di tutti i tipi e di tutte le specie» Professa serio, per poi afferrare il bicchiere di bourbon e tracannarne l'intero contenuto.
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00:12 Judò Kapehu   [Spider cafè - bancone] Nel locale fanno capolino altri ospiti, uno sconosciuto, a cui Judò non presta alcuna attenzione ed un nuovo compagno di Ciurma, Che riceve da Judò una breve occhiata ed un altrettanto rapido cenno del capo che gli indica un tavolo, ma senza vederlo si reca lì da solo, cosa che fa sorridere l'ex mercenario, i due si intendono. L'energumeno coi capelli neri parla di una qualche parentela con Onan «Eh vedi, siete quasi uguali in fisico e lineamente, qualcosa doveva esserci»dichiara con un sorriso finto, non sono certo quelli i discorsi che lo interessano. SI concentra più sulla lupa, spettatrice del discorso principale «Il mio nome era di fianco a quello di Doc, sono certo che lo ha letto» si presenta indirettamente, mantenendo un certo equilibrio tra gentilezza e spavalderia. «Signorina..., bisogna trovar l'equilibrio tra incoscienza e audacia. La caserma era praticamente di fianco alla torre poi! Solo che quest'ultima si vede da più lontano» fa spallucce mentre recupera dalla tasca lo zippo e si accende la sigaretta tra le labbra. Dopo il primo tiro subito la toglie, tenendola alla base di indice e medio della mancina. Continua dunque il discorso «Poi i deboli possono anche starci, basta che sappiano stare al loro posto, o alle regole dell'Apocalisse» ed a questo discorso sia Samael che Black si agganciano perfettamente, mettendo in dubbio la forza della ciurma, o meglio, partendo dal presupposto che loro credano di essere i più forti «Non veda il mondo come due sponde signorina Black...ma come un'arena dove nessuno è al sicuro. Siamo ben consci di non essere i più forti del mondo» uno sguardo amichevole a Doc «Lo sa anche lui» le esperienze con nobunaga durante la guerra son servite «Ma se un giorno dovessimo essere annientati... chi lo farà seguirà le nostre regole per forza di cose, quindi lasceremo al mondo qualcuno che porterà avanti il modo di pensare della ciurma» rivolge un caldo sorriso alla lupa per poi godersi un altro tiro che viene rilasciato dopo un paio di secondi come nuvoletta che vaga verso il tetto [puuuuuff]. Il cavaliere della guerra ha gettato la maschera, il cinico combattente si mostra ai presenti. Estrae anche dal borsello una monetina, piccola e leggera, da 5 Berry. La mette nella mandritta ed inizia a farla girar tra le dita, roteandola abilmente -20 anni al circo insegnano questo e altro- facendola occasionalmente capitare sul pollice e [sding] lanciandola in aria per poi riprenderla.
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23:59 Cesair Alana   [Spider Cafè - Tavolino] Il gruppo di individui "in gioco" pare parecchio quella sera, tanto che Cesair, già stanco e nervoso, non ha nè la voglia nè tantomeno la forza mentale di sostenere conversazioni complesse o cercare di coglierle, in quel continuo botta e risposta tra i presenti. Rsiponde al saluto del Doc con un cenno del capo, spostando sia sguardo che attenzione su di lui, essendo uno che parla senza tanti fronzoli, e difatti comprendendo subito come l'oggetto della conversazione tra lui e la lupa sia l'attentato di qualche settimana prima, d'altronde è l'argomento scottante del momento, vista la pubblicità dei giornali. Analizza con lo sguardo la numero uno della baroque, gli occhi castani totalmente atoni e privi di malizia o simili, ma analitici. «Mmhhh...» tira un'altra boccata di fumo, stavolta prendendo la sigaretta tra indice e medio della sinistra, essendo che la bocca dev'esser libera per il thè, appena servito. Non si schiarisce la voce prima di parlare, sarà quindi un po' roca «Scu..ehrm..scusate se mi intrometto» per quanto di malumore, sembrerebbe esser cortese quella sera, le sue parole sono rivolte al discorso del capitano e della mink, da lui riconosciuta come tale dopo l'analisi. «Ero anch'io dello stesso pensiero, signorina. Lo sono stato per molto tempo. Il mondo, è troppo complesso per esser risolto da risposte semplici. Ho vissuto nell'inettitudine, incapace di decidere cosa fare e come schierarmi.» sorseggia ancora, la sinistra smiccia la cenere della sigaretta in un bicchiere vuoto, è portata alla bocca e fa un tiro, trattiene «Ma poi, ho compreso che la moltitudine di forze in gioco, il costante cercare di equilibrare le cose, siano ancor più inutili delle risposte semplici» esala il fumo, un lungo serpentone bianco coprirà la sua faccia per qualche secondo, prima di disperdersi nell'aria «Serve qualcosa di drastico. La nostra idea può sembrar semplice, ma attuarla non lo sarà affatto. C'è ben di più, dietro all'Apocalisse» conclude. Alla fine ha parlato, tutto il discorso è stato posto con tono pacato e atono, come se fosse un qualcosa che, tante sono le volte che ci ha riflettuto, venga detto a memoria. Attenderà ora un'eventuale risposta, tornerà in silenzio a bere il thé, come se si fosse d'un tratto spostato in un altro mondo, ma senza distogliere lo sguardo dai presenti.
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23:58 Simeon Commerford   [Spider Cafè - Esterno ~» Interno] Torrenti interi riescono a calar dal cielo sulla sabbia dell'isola alabastina, contribuendo sempre più alla "pulizia" corporea del ragazzo, ormai da ore sotto il nubifragio. Impronta dopo impronta nella pregna sabbia, il giovane è riuscito a farsi strada tra la coltre di gocce fino all'ingresso del locale, ignorandone totalmente l'insegna posta sulla sua testa. Allunga la mano mancina per tirare la porta, non ottenendo alcun tipo di risultato, [SNIFF] tira su col naso il risultato di un'eternità trascorsa sotto la pioggia al freddo, per poi provare finalmente a spingere la porta di ingresso per accedere al tanto agognato riparo. Compie un leggero movimento di spalle tirandole verso l'alto per aggiustare la borsa contenente la sua chitarra, per tirar dritto fino al bancone, avrebbe fatto caso alle figure lì nel posto solo qualche istante dopo. Sguardo lesto alla ricerca di uno sgabello, possibilmente nelle condizioni migliori, per accomodarsi al bancone, e chissà, magari essere anche servito. «Acqua» chiede ripensando alla strana mink, «no, anzi» ritratta, «latte» afferma, rinnegando ciò che aveva assorbito dal cielo fino a qualche momento prima.
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23:46 Shadow Erza    [Spider cafè -Bancone] Seduta, composta ed elegante, sullo sgabello del bancone, con la morbida coda che si muove lenta ad emanare il suo dolce profumo di ciliegia, ascolta il dire del moretto socchiudendo gli occhioni ed increspando le labbra in un sorriso leggero «Oh un nome sa» il tono permane normale e dolce, anche se vorrebbe staccargli la testa a morsi per ogni singola parola che le rivolge, la One è stata addestrata a sopprimere ogni emozione per poter fare al meglio il suo lavoro «Comunque non pretendo certo che se lo ricordi» silenzia «Ne tanto meno m'interessa» . L'attenzione, per un fugace istante, viene attirata da un altro uomo che si avvicina al gruppo e con tono gentile, ma senza guardarlo «Buonasera a lei» per poi tornare sul Doc. Sospira «Capisco» secca e tranquilla «Quindi per mandare un segnale ha fatto fuori delle persone innocenti che del suo gioco del potere non avevano interesse» fa spallucce «Beh se vuole ciò perché limitarsi alla torre»maligna nell'animo, in fondo il moro sembra davvero un esaltato «Poteva tentare di arrivare al palazzo o meglio» sorride dolce «Alla caserma» non sia mai che Bone lo faccia fuori «Ma in fondo se ha un fato scritto shishi» ridendo dolcemente. Il barman le porta il cocktail e lei « Grazie» ringrazia. Annuisce alle parole del biondo sulla reazione della One che a quelle parole alza un sopracciglio incuriosita «Mi scusi messer?» in effetti non si è presentato alla lupa «che ascolta il dire altrui e ne sostiene lo sguardo incatenando le iridi di giada a quelle castane di lui «Quindi nel vostro mondo utopistico i deboli e gli innocenti non esistono shishi» quasi divertita «Beh se è come dite spero per voi che sappiate essere forti perché troverete sempre chi lo sarà più di voi ed il giorno che una vostra distrazione vi porterà dal lato opposto sarà interessante osservare la vostra reazione» sospira «Ma per lo più trovo sia una visione molto semplicistica, ed io sono dell'idea che il mondo sia più complicato di così» serena. Sorseggia il drink [Glu] mentre ascolta il fratello per poi annuire «Ottimo caro» dolce come il miele «Si» annuisce «Lui mi serve parlargli ma non so come trovarlo» fa spallucce « Penso lo incontrerò prima o poi» sospira «Sai che sono una donna paziente, non ho fretta». Osserva in fine il bicchiere con le bollicine per portarlo alle labbra e [Glu] berne un abbondante sorso.
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