15:55 Shadow Erza [Alubarna - Alì Babà Hotel - Ristorante] Lenta e tranquilla si lascia guidare dal cameriere verso uno dei tavoli vicino ad uno dei grandi finestroni e con tranquillità si [Stomp] siede lasciando che l'altro le sposti la sedia «Grazie» il tono dolce e tranquillo . Scuote il capo al dire sull'ordinazione «In vero avrei una richiesta particolare» era un giorno speciale dopotutto no?! «Vorrei uno spaghetto alle vongole con un calice di vino bianco» non era quella ovviamente «Ma dopo vorrei un vassoio con sei pasticcini, tutti diversi» sorride «Sempre se fosse possibile ovviamente» non è che sia una richiesta assurda dopotutto no? Sorride all'uomo che prende la sua ordinazione e gli chiede se desidera qualcosa nell'attesa «Un prosecco con delle olive se è possibile» e vedendolo andare via, si volta a fissare il paesaggi oltre la finestra. Gli occhioni di giada si portano a fissare il paesaggio, il sole che illumina i palazzi candidi della capitale, tutto appare così tranquillo quasi come se non ci fosse mai stata una guerra fratricida in quel luogo, o come se l'oscurità dello Yami non l'avesse nemmeno intaccata «...» i mille pensieri della lupetta vengono poi interrotti dall'arrivo del cameriere con il prosecco. «Grazie» Afferra il floute con tranquillità ed inizia a [Glu] sorseggiarlo lentamente, per sua fortuna non v'era ressa e l'atmosfera era tranquilla, la musica addolciva l'atmosfera «...». Posa il bicchiere sul tavolo e tranquilla estrae dalla borsetta la fibbia a forma di lupo in modo da tenerle compagnia. Passerà il pomeriggio li è finito di mangiare, si farà portare il dolce in camera con una bottiglia di prosecco, in modo da festeggiare il suo compleanno con quella punta di nostalgia che lo caratterizza ogni anno. \\\\

15:41 Shadow Erza [Alubarna - Alì Babà Hotel - Ristorante] L'incedere, tranquillo e sinuoso come un grande felino, la conduce in breve tempo al piano inferiore dell'albergo. Indossa un abito da sera lungo con strascico di un verde intenso, simile a quello giada degli occhioni della lupa. Il busto è fasciato da un corpetto con scollo a cuore, che valorizza il seno generoso. Sul corsetto, valorizzato da uno stile plissettato che sembra avvolgere il fisico della Mink valorizzandone le curve morbide, vi sono, sul seno sinistro, degli inserti neri, delle rose di varia misura e dei ricami damascati di pietre preziose nere, che, illuminati dalla luce artificiale della sala ne valorizzano il decoltè. Il corpetto, plissettato, la veste come un guanto fino all'altezza del basso ventre, fermandosi all'altezza dell'inguine, da li in giù parte una gonna di tulle morbida, non molto vaporosa, che si dirama intorno alle gambe toniche della Mink, mostrandole, grazie ad un profondo spacco proprio al centro, ad ogni passo, lento e sinuoso della lupa. Il modello a sirena, con tanto di coda, mostra,l'incedere della lupetta, come l'avanzata di un fiore delicato che si lascia trasportare, ballando, in un soffio leggero d'aria. I capelli, a boccoli, sono racchiusi in uno chignon basso e scompigliato, che lascia libere alcune ciocche che andranno ad incorniciare il muso allungato della lupa ed a valorizzare gli occhioni verdi. Al collo svetta la collana regalatele dalla zero, una bellissima rosa rossa di rubino con lo stelo e le foglie di smeraldo sorretta da una catenina sottile di oro bianco che valorizza il collo affusolato e le spalle nude. Ai piedi si notano delle decoltè grigie, simili alla tonalità dell'oro bianco, che lasciano intravedere la punta delle dita, con un tacco di dieci centimetri, per finire nella mano destra stringe una pochette argentata contenente i suoi oggetti, tra cui il piccolo lumacofono Dark e la fibbia a forma di lupo unico ricordo della famiglia d'origine della lupetta. Accolta da uno dei collaboratori dell'albergo che la saluta amabilmente «Buonasera» ed al quale risponde con dolcezza e tono gentile «Se si può vorrei usufruire del servizio ristorante» ed il commesso annuendo le fa sapere non ci sono problemi accompagnandola poi ad uno dei tavoli del luogo «Se fosse possibile vicino una delle finestre» sussurra leggermente. Per sua fortuna nel ristorante, data l'ora, non c'era molta gente, almeno non per mangiare.

15:30 Shadow Erza [Alubarna - Alì Babà Hotel - Camera] L'acqua si dice sia fonte di vita, ed è quello che è per la lupetta un ritorno alla vita, un fiume che scorre e lava via ogni pensiero negativo ogni brutto ricordo, mutandolo e donando la pace dei sensi. Sospira lieve mentre si copre con un asciugamano il corpo e con un altro avvolge i neri, e lunghi, capelli mossi, mentre [Tap] avanza lentamente verso il letto e si mette seduta asciugandosi per bene il pelo nero, per renderlo asciutto il più possibile, prima di scovare nella borsa la sua lozione alla ciliegia. Si passa la lozione sul corpo massaggiandola delicatamente sul manto nero come la pece, fermandosi poi un po di più sulla morbida coda, in modo che su di essa ne resti di più. Silenziosa fissa quella macchiolina bianca con lo sguardo di chi osserva un ricordo prezioso «...» e con un tono triste «Forse è meglio scendere giù e distrarsi un attimo» sussurra lieve mentre inizia a prepararsi asciugando i capelli che verranno acconciati in un chignon basso e scompigliato, che lascerà qualche ciocca ad incorniciarle il muso e valorizzare gli occhioni verdi come la giada, forse un po gonfi per le lacrime versate, ma nulla che un po di trucco non possa coprire. Acconciati i capelli e truccata leggermente inizia a vestirsi, indossando un intimo di pizzo verde, con dei laccetti neri, un reggiseno a balconcino ed un slip delicato che ne coprono ed avvolgono come un guanto le curve generose. Lo sguardo si porta a fissare la fibbia per poi afferrarla tra le mani [Smack] e donarle un bacio «Andiamo a cena fuori quest'anno che ne dite» sussurrando dolce, era diverso quel compleanno anche perché non era più sola e priva di certezze anzi, con la nuova famiglia gli impegni erano sempre tanti e lei si sentiva finalmente utile a qualcosa, e preziosa per qualcuno. Finito di prepararsi, afferra la fibbia e la ripone con delicatezza nella borsetta per poi lasciare la stanza e dirigersi al piano di sotto per cenare, ormai non si poteva di certo chiamare pranzo il suo «Spero solo che la cucina sia aperta shishi» sussurra delicatamente mentre le leve inferiori, sinuose e delicate percorrono le scale che la porteranno al lussuoso ristorante della struttura.

14:50 Shadow Erza [Alubarna - Alì Babà Hotel - Camera] Le ore continuano a passare sull'isola d'estate, ed i granelli di sabbia dentro la clessidra del tempo scendono senza tregua, veloci ed inarrestabili come sempre. Sospira sotto le coperte mentre la man dritta va ad asciugare gli occhioni gonfi e lo stomaco inizia [GURGLE]brontolare per i morsi della fame «Non mangio da ieri a pranzo effettivamente shishi» sussurra leggermente «mm...» non aveva voglia di scendere al ristorante, ma non era nemmeno sicura di voler restare al letto tutto il giorno, dopotutto quest'anno, anche se il suo compleanno trascorreva come al solito, era leggermente diverso. Diverso perché finalmente era amata e coccolata, aveva una famiglia che l'aspettava, certo il vecchio Jhon aveva sempre fatto il massimo che poteva per dimostrarle affetto ma non si poteva pretendere troppo da un vecchio pirata ubriacone e con il vizio delle donne. Sorride al pensiero del vecchiaccio ubriaco che le canta tanti auguri, era convinto che il compleanno della lupa ricadesse il giorno in cui l'ha trovata, non avendole mai detto lei nulla al riguardo, in fondo al paesino nessuno sapeva chi fosse quella piccola piaga comparsa il giorno dopo la sparizione della lupa bianca, nessuno sapeva era la figlia di Yuki e nessuno sapeva da dove arrivava, tanto più che Erza stessa non parlava mai con nessuno se non con il vecchio pirata, e solitamente solo per richiamarlo all'ordine o leggere insieme un racconto per imparare a leggere e scrivere. Si alza di scatto lasciando che le coperte ricadano sul letto «Va bene» i ricordi la stavano per pervadere di nuovo «Incominciamo con una della doccia poi vediamo» tanto di farsi il bagno non poteva comunque, meglio approfittare della doccia calda almeno. Si alza [Op] dirigendosi poi lenta e sinuosa verso il bagno lasciando cadere [Stomp] a terra prima il reggiseno e poi lo slip aprendo l'acqua calda e portandola a temperatura, per godersi il vapore dell'acqua calda che le bagnerà delicatamente il manto color pece, donandole un pò di sollievo. Permarrà per qualche momento ferma a lasciare che l'acqua le bagni il musino ed i lunghi capelli mentre continua a canticchiare quella triste e dolce melodia «Stringiti a me più che puoi io ti proteggerò non temere» stringendosi in un piccolo abbraccio «Non piangere sono qua..» ed iniziare lentamente ad insaponare il manto nero e trovare ristoro, mentre qualche lacrima si confonde con le goccioline d'acqua ed il vapore che la ricopre piano piano.

14:01 Shadow Erza [Alubarna - Alì Babà Hotel - Camera] Il sole è tornato ad illuminare le dune dorate del deserto ed i suoi raggi, caldi ed avvolgenti, filtrano dalle eleganti tende, che coprono le finestre, dell'elegante hotel della capitale. Raggi caldi e dispettosi che illuminano il musetto color pece della piccola Mink, facendolo arricciare in una leggere espressione infastidita. Si volta nel lettone della stanza, mentre «mmh» mugugna leggermente e si lamenta per quei raggi che l'hanno svegliata, prepotenti e cattivi come al solito «E' già giorno?» a dire il vero la giornata era già alla sua metà, aveva trascorso la notte a piangere, raggomitolata intorno alla fibbia, che ora si trovava nel letto accanto a lei, prendendo sonno solo alle prime luci dell'alba «....». Silenziosa apre lentamente i grandi occhioni verdi, gonfi per le troppe lacrime, e li punta sul soffitto «Beh è un anno in più» mugugna tra i denti, mentre afferra le lenzuola per coprirsi totalmente, come se si volesse nascondere dal mondo intero. Indosso solo l'intimo della notte precedente, un completino a due pezzi, di pizzo nero, abbellito da dei piccoli fiocchi rossi, uno tra l'incavo dei seni generosi, e due sui fianchi torniti. Si copre con le lenzuola fino a scomparire in esse mentre la mano cerca nel letto la fibbia, unico ricordo di quella famiglia che oggi, insieme a lei, compiva l'anniversario della sua nascita e scomparsa . Si porta la fibbia alle labbra e con delicatezza [Smack] gli dona un leggero bacio «Auguri bestioline» il tono di voce dolce e triste, un augurio lieve ai fratellini che nei meandri della sua memoria non invecchieranno mai, rimarranno sempre quei piccoli batuffoli bianchi di appena cinque anni, che si rincorrono tra di loro «Attila» socchiudendo gli occhioni e ricordando quel piccolo batuffolo bianco, suo gemello, con quella piccola macchiolina nera sulla coda e quegli occhi rosso rubino. Amava tutti i fratelli ma con quello in particolare era molto legata, anche se più grande di lei era più timido e si lasciava fare di tutto da quella piccola e scatenata furia nera con gli occhi verdi. «...» Avrebbe voluto rivederli un ultima volta, così come con Yuki, per dirgli anche solo per un ultima volta che li amava e le mancavano ogni singolo giorno della sua vita. «Io sono qui dai non piangere» la voce intona ancora una volta quella ninna nanna anche se le parole le si spezzano in gola per le lacrime che scendono ancora una volta sulle gote nere.