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15:41 Shadow Erza    [Alubarna - Alì Babà Hotel - Ristorante] L'incedere, tranquillo e sinuoso come un grande felino, la conduce in breve tempo al piano inferiore dell'albergo. Indossa un abito da sera lungo con strascico di un verde intenso, simile a quello giada degli occhioni della lupa. Il busto è fasciato da un corpetto con scollo a cuore, che valorizza il seno generoso. Sul corsetto, valorizzato da uno stile plissettato che sembra avvolgere il fisico della Mink valorizzandone le curve morbide, vi sono, sul seno sinistro, degli inserti neri, delle rose di varia misura e dei ricami damascati di pietre preziose nere, che, illuminati dalla luce artificiale della sala ne valorizzano il decoltè. Il corpetto, plissettato, la veste come un guanto fino all'altezza del basso ventre, fermandosi all'altezza dell'inguine, da li in giù parte una gonna di tulle morbida, non molto vaporosa, che si dirama intorno alle gambe toniche della Mink, mostrandole, grazie ad un profondo spacco proprio al centro, ad ogni passo, lento e sinuoso della lupa. Il modello a sirena, con tanto di coda, mostra,l'incedere della lupetta, come l'avanzata di un fiore delicato che si lascia trasportare, ballando, in un soffio leggero d'aria. I capelli, a boccoli, sono racchiusi in uno chignon basso e scompigliato, che lascia libere alcune ciocche che andranno ad incorniciare il muso allungato della lupa ed a valorizzare gli occhioni verdi. Al collo svetta la collana regalatele dalla zero, una bellissima rosa rossa di rubino con lo stelo e le foglie di smeraldo sorretta da una catenina sottile di oro bianco che valorizza il collo affusolato e le spalle nude. Ai piedi si notano delle decoltè grigie, simili alla tonalità dell'oro bianco, che lasciano intravedere la punta delle dita, con un tacco di dieci centimetri, per finire nella mano destra stringe una pochette argentata contenente i suoi oggetti, tra cui il piccolo lumacofono Dark e la fibbia a forma di lupo unico ricordo della famiglia d'origine della lupetta. Accolta da uno dei collaboratori dell'albergo che la saluta amabilmente «Buonasera» ed al quale risponde con dolcezza e tono gentile «Se si può vorrei usufruire del servizio ristorante» ed il commesso annuendo le fa sapere non ci sono problemi accompagnandola poi ad uno dei tavoli del luogo «Se fosse possibile vicino una delle finestre» sussurra leggermente. Per sua fortuna nel ristorante, data l'ora, non c'era molta gente, almeno non per mangiare.
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15:30 Shadow Erza    [Alubarna - Alì Babà Hotel - Camera] L'acqua si dice sia fonte di vita, ed è quello che è per la lupetta un ritorno alla vita, un fiume che scorre e lava via ogni pensiero negativo ogni brutto ricordo, mutandolo e donando la pace dei sensi. Sospira lieve mentre si copre con un asciugamano il corpo e con un altro avvolge i neri, e lunghi, capelli mossi, mentre [Tap] avanza lentamente verso il letto e si mette seduta asciugandosi per bene il pelo nero, per renderlo asciutto il più possibile, prima di scovare nella borsa la sua lozione alla ciliegia. Si passa la lozione sul corpo massaggiandola delicatamente sul manto nero come la pece, fermandosi poi un po di più sulla morbida coda, in modo che su di essa ne resti di più. Silenziosa fissa quella macchiolina bianca con lo sguardo di chi osserva un ricordo prezioso «...» e con un tono triste «Forse è meglio scendere giù e distrarsi un attimo» sussurra lieve mentre inizia a prepararsi asciugando i capelli che verranno acconciati in un chignon basso e scompigliato, che lascerà qualche ciocca ad incorniciarle il muso e valorizzare gli occhioni verdi come la giada, forse un po gonfi per le lacrime versate, ma nulla che un po di trucco non possa coprire. Acconciati i capelli e truccata leggermente inizia a vestirsi, indossando un intimo di pizzo verde, con dei laccetti neri, un reggiseno a balconcino ed un slip delicato che ne coprono ed avvolgono come un guanto le curve generose. Lo sguardo si porta a fissare la fibbia per poi afferrarla tra le mani [Smack] e donarle un bacio «Andiamo a cena fuori quest'anno che ne dite» sussurrando dolce, era diverso quel compleanno anche perché non era più sola e priva di certezze anzi, con la nuova famiglia gli impegni erano sempre tanti e lei si sentiva finalmente utile a qualcosa, e preziosa per qualcuno. Finito di prepararsi, afferra la fibbia e la ripone con delicatezza nella borsetta per poi lasciare la stanza e dirigersi al piano di sotto per cenare, ormai non si poteva di certo chiamare pranzo il suo «Spero solo che la cucina sia aperta shishi» sussurra delicatamente mentre le leve inferiori, sinuose e delicate percorrono le scale che la porteranno al lussuoso ristorante della struttura.
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