17:15 Mishima Tetsuo [Spider Cafè/Esterno/In Divisa] Il capo viene ruotato di qualche grado, probabilmente cercando di carpire qualche informazione con lo sguardo. La finestra al lato offrirebbe una porzione dell'interno di quel locale. Non che glie ne importi normalmente, ma la presenza del Jordan sembra portarlo alla spasmodica voglia di conoscenza. Le iridi cercherebbero la sua presenza in ogni tavolo, dal bancone a quelli più nascosti. Solo dopo interminabili attimi di attesa andrebbe a ritrovarne la presenza. Ne scruterebbe il volto, sentendo un istinto crescente nel suo petto. Il battito e la pressione sembrano schizzare all'impazzata. La vena sul collo si ingrossa, accelerando il respiro e facendogli digrignare i denti. Finalmente colui che ha tanto cercato letteralmente in tutto il mondo è lì innanzi, ad una parete e qualche tavolo di distanza. Impossibilitato da degli ordini, lasciando fare al superiore per il momento, ma sciogliendo la presa delle braccia. Per quanto non estragga ancora la propria arma sembra essere pronto alla sola vista, senza agire per evitare che ciò possa essere una possibile giustificazione.

17:00 Kirito Shimizu [Spider Cafè | Esterno] [Divisa] Lo sguardo andrebbe a mostrarsi decisamente interessato «Il potere?» è sicuramente interessato alle intenzioni dell'altro, ma probabilmente era l'ultima risposta che si aspettava di ricevere. I suoi occhi lo studiano, fissando anche le armi che sarebbero tenute sul tavolo, davanti al criminale. La mano andrebbe quindi a cercare di avere la lettera per poi iniziare ad aprirla, per tirare fuori la filigrana che fa da sfondo alla stessa, con l'intenzione di leggere il messaggio celato all'interno. «Io non sono un gentiluomo, ma apprezzo l'atto di fiducia» afferma, sospirando e iniziando ad armeggiare con la carta. Lo sguardo punta a non abbandonare il ricercato, ma dona uno sguardo legato alle parole racchiuse all'interno della carta stampata. Un qualcosa che è decisamente interessante. Si parla di una pirata che ha in mente un piano decisamente losco. Qualcosa che non si aspettava ma che apre prepotentemente le sue vedute su questo mondo. La lettura è sicuramente interessante, tanto che si gusta la situazione per un attimo, riflettendo. Poi sospira «Quale pagamento accetteresti?» chiede, cercando di rimanere abbastanza atono «Le informazioni che mi stai dando sono abbastanza interessanti» una pausa «Andrebbero bene...Trenta milioni? Bryant Jordan?» una sua parola, andando ad osservare la sua reazione e preparandosi ad agire di conseguenza «La tua voglia di potere cozza con gli occhi del governo mondiale. Ecco la mia proposta» sospira, preparandosi ad una reazione positiva «Consegnati. Sarai sedato e ti sarà applicato il simbolo del governo, in un luogo non visibile. Uscirai come uomo libero. Senza taglia, senza infamia. E con una lettera di rappresentanza per poter agire in nostra vece, senza che nessuno lo sappia» la sua proposta è concreta. «In alternativa, immagino tu sappia cosa succederà. Vedi? non è un arresto. E' una richiesta» sentenzia infine, andando a mostrarsi con le mani che si allargano «Ma se cerchi una terza scelta, posso offrirtela». Sta a lui adesso. Stabilmente, il nostro osserverà la sua risposta e agirà di conseguenza [1]

16:41 Bryant Jordan [Kunai][Tavolo|Spider caffe] Il giovane in quegli attimi tranquilli se ne sta fermo con le iridi fessurizzate su di lui mentre ogni di lui parole scivola all'interno del padiglione uditivo. «Esattamente... vuoi sapere cosa voglio...?» proferisce verso di lui, iniziando a scrutarlo per bene. «Voglio il potere... e so che aiutandovi posso raggiungere questi miei obbiettivi....» infatti proprio per questa ragione, andrebbe adesso in quel momento ad accarezzare le sue armi, precisamente i suoi quattro kunai freddi come il ghiaccio e famosissimi per le sue esplosioni sulla di cui punta sono incastrati quattro pallini alchemici precisamente i Dum Dum shot, per prenderli tramite l'insenatura delle falangi e portarli fuori dalla mantella. Tutti e quattro dovrebbero essere distribuiti equamente all'interno della mano. «E visto che mi trovo innanzi un gentiluomo... so che fra Gentiluomini non si parla armati...» per dimostrar lui ancor una volta la sua piena fiducia, in quella chiacchierata, in quell'incontro che poi ha voluto lui. Infatti in quel memento andrebbe delicatamente con la stessa mano a poggiar i suoi quattro Kunai sul tavolo facendo molta attenzione con la mano gemella con cui mantiene la lettera di carta a non far sbattere i pallini alchemici con la punta sul ligneo incarnato della parte superiore del tavolo, in modo da lasciarli li e non fargli esplodere. «Io potrei darvi informazioni sulla vita criminale che giace all'interno delle isole... voi potreste pagarmi!» sentenzia ancora in di lui direzione osservandolo dritto negl'occhi e questa volta con la mano sinistra allungata andrebbe a portar verso di lui quella lettera quel messaggio. «E qui ' vi è un importante assaggio di tutto questo e di quello che sta per accadere nella rotta maggiore...» commenta «Prima leggi.. e poi dimmi cosa ne pensi di tutto cio', senza prendere decisioni affrettate Marine...» Gia' perchè sa' che sono garanti della legge e della giustizia, ma molte volte per riuscire a fare scacco matto, bisogna scendere a compromessi anche con il demonio. E lui si puo' considerare un vero Diavolo. [Kunai estratti x4]

16:30 Mishima Tetsuo [Spider Cafè/Esterno/In Divisa] Avere anche la presunzione di poter intercettare qualche suono dalla sedicente conversazione è inutile. Il brusio del vento sembra attenuare la confusione generale del luogo. Popolato da coloro che vogliono rifocillarsi o dissetarsi dopo una lunga passeggiata nel deserto. L'indice destro viene battuto ritmicamente sul bicipite sinistro, probabilmente volendo temporeggiare. Lo schiocco della lingua sul palato sembra in qualche modo risuonare nell'ambiente circostante. Tale è la concentrazione nel rimanere calmo che persino un battito d'ali degli insetti sembra essere di troppo per lui. Il samurai si limita a restare lì, in stato di meditazione e pronto a sospirare verso il basso. Le palpebre in qualche modo vengono socchiuse. «Pazienza...Pazienza...» ripete come un mantra incessantemente, volendo in qualche modo forzarsi a non intervenire prematuramente. Il battito del cuore accelera proporzionalmente alla foga e l'ira, sentimenti umani, ma che al momento gli sono d'intralcio per una corretta analisi della situazione. Non resta che attendere quanto avverrà.

16:16 Kirito Shimizu [Spider Cafè | Esterno] [Divisa] Lo sguardo va a ricadere sull'uomo che lo chiama presso di lui. La vista dovrebbe aiutarlo nella conoscenza di quella figura, in maniera piuttosto chiara e semplice. Bryant. Non era una sua illusione, è davvero lui. La chiamata di Elizabeth è stata chiara. Lui non deve sapere che ha parlato con un ammiraglio, e non sarà di certo lui a dirglielo. Sebbene «Si, mi ha detto che avrei trovato qualcosa di interessante in questo locale, parlando con un uomo che ha incontrato su quest'isola. Una piccoletta simpatica, ma che sa mostrare le zanne se vuole eheh» ridacchia divertito. «Non si può certo negare che abbia del...magnetismo» vabbè, ora basta con le cavolate, parliamo di cose serie. Lo sguardo si pone sulla figura di Jordan, mentre la mano andrebbe a scostare la sedia, andando a posizionarvi le natiche, inquadrandolo e cercando di capire se ci siano secondi fini nel suo modo di agire. «Beh, se parli del governo mondiale, alcuni potrebbero vederla così. la verità è che ci sono persone che, andando a cercare la loro libertà, la negano agli altri. Libertà di azione, espressione, di vita...» una tagliente verità che si fa strada «Noi siamo solamente dei semplici calibratori, se così ci si può definire. Non agiamo certo con piacere nel precludere la libertà alle persone...» sospira, andando a cercare di trovare con la schiena la sedia dietro di se. Allungherebbe la mano, per prendere la lettera dalla mano di Bryant, andando a porre le dita in direzione della stessa. se la lettera finisse nelle sue mani, andrebbe a chiedere con interesse «Di cosa si tratta e...cosa vuoi?» la domanda è piuttosto lecita.

16:06 Bryant Jordan [Spider Caffe| Tavolo] Il giovane continua su quella sedia a rasentare il filo dell'equilibrio come la vita e la morte mentre i di lui occhi di ghiaccio scivolano nuovamente infidi su tutti i presenti fino a quando, osserva quella che è una divisa, l'anima di una divisa, di un marine muoversi verso di lui. Riconosce il simbolo governativo, fa un leggero sospiro, mentre va ad accarezzare sotto la mantella con la mano nascosta uno dei suoi kunai, come se fossero la di lui amata. «Allora tu sei quello con cui mi organizzato l'incontro Elizabeth!» sentenzia verso di lui andando a richiamare la sua attenzione al centro del salone. «Siediti pure qui...» va ad indicare la sedia posta innanzi a lui mentre continua a seguirlo con il mento mostrando la cicatrice ferale posta sotto i suoi occhi marroni tanto da rendersi una vera e propria fiera. «Da come ho capito siete voi a detenere la legge in questo mondo... a privare e dare la liberata' agli uomini a vostro piacimento...» continua a ridacchiare sotto i baffi osservandolo per bene. Andando a tirar fuori dal lato non nascosto dalla mantella una lettera. Portata verso l'alto con la mano Destra. «Qui dentro ho qualcosa che puo' farvi davvero comodo...» ZANZAN.

15:57 Mishima Tetsuo [Spider Cafè/Esterno/In Divisa] Per il momento quel caldo sembra essere una cornice trascurabile. Un'afa che normalmente avrebbe inficiato non poco sulla sua condizione fisica, lasciando che la desertica terra ne faccia man bassa del suo sudore. Appena un accenno sarebbe visibile sulla sua fronte, uno strato perlato che rifletterebbe i raggi del sole. Lo sguardo blu notte non sembra voler indagare all'interno dello stabile, limitandosi a sospirare pesantemente e voler regolare ogni singolo respiro per evitare di andare in affanno. La tentazione di voler entrare è eccessiva, tanto che il piede destro inizierebbe a scostarsi, probabilmente mosso dall'istinto di correre implacabilmente verso la sua nemesi. Ahimè la ragione suggerisce ben altro, l'orgoglio addirittura frena il tutto. Non resta che rimanere in attesa, lasciando che un solo segnale possa dare il via a quelle danze decisamente assurde. Un momento atteso da tempo, promesso forse da ancor di più, ma consapevole che qualcosa nell'aria non stia andando come deve, come se mancasse qualcosa di fondamentale per ritenersi completamente appagato.

15:50 Kirito Shimizu [Spider Cafè | Esterno] [Divisa] Un ultima occhiata dietro di se, prima di proseguire all'interno del locale senza indugio, cercando subito con lo sguardo di capire chi si trova nel luogo, per eventualmente evitare di fare troppo casino. Non ha nessun interesse nel creare altri disagi nella terra di Alabasta, sebbene qualche problema in più potrebbe creare un conflitto di interessi con l'esercito alabastino. Di certo loro devono compiere il loro mestiere, come giusto che sia. [Tap Tap Tap] i passi andrebbero ad intervallarsi, regolari, alla ricerca di colui che dovrebbe trovarsi sul luogo. Questi non cela il suo volto, non ci sono motivi per dubitare che sia lui. la corrispondenza del volto con la taglia dovrebbe consentirgli di avere abbastanza sicurezze, ma la memoria volatile va comunque a far sorgere qualche dubbio in Kirito. «ehm Ehm» andrebbe a rendersi noto della sua presenza nel luogo, non comprendendo bene quanto sia saggio far sapere che l'incontro che sta per avvenire tra lui e Bryant possa far si che questi sia consapevole della sua situazione da ricercato. Di base Elizabeth ha confidato al giovane con chi dovrà interloquire, ma presuppone che il tipo sia stato abbastanza saggio da non rivelare la sua taglia. Altrimenti una richiesta formale di cattura alla marina sarebbe stata più sensata. Non avendo ancora certezza si avvicinerebbe al centro della stanza, così che possa essere ben visto, senza problemi di sorta da parte di nessuno. «Che caldo anche oggi». Insomma, ha preso un attimo di tempo, per il momento. Probabilmente sarà l'altro ad approcciarlo, dato che è stato lui a richiedere l'incontro.

15:43 Bryant Jordan [Spider Caffe| Tavolo] Il giovane si trova sempre fermo su quel tavolo, specchiandosi all'interno della birra che inesorabile specchia anche la sua essenza. Continua a giocare ovviamente con la sedia, andando lentamente a spostare il peso del corpo verso il muro, in modo che questo poi vada a bloccarlo, mentre gli occhi palleggianti si spostano verso l'intera zona. Si lascia indi poi inebriare dal gusto vitreo del boccale di birra, andando a portarlo in gola piano piano, e lasicando che il liquore di quest'ultimo possa inebriare le sue stesse cellule.« Chissa' quale destino quest'oggi hanno riservato i kami per la mia essenza...» e curioso di questo andrebbe seraficamente a sorridere come un pazzo fra se e se [NINIAHAHAHAHJAJA-NININJAAHAHAH-NINAJAHAHAHA] alzando le spalle, quasi rischiando di cadere dalla stessa sedia che lo sorregge caotico come non mai, attende che arrivi questo garante della giustizia. Conosce poco del mondo, ma ha capito che le cose non sono poi cosi' diverse dalla sua terra natia.

15:34 Mishima Tetsuo [Spider Cafè/Esterno/In Divisa] Non c'è molto da fare in situazioni come questa, se non placare una tempesta interiore. Le braccia attualmente conserte sono a quanto pare un modo per potersi forzare a non utilizzarle per scopi meno nobili. La furia è tanta da fargli sentire le parole di Kirito come fossero ovattate, lo sguardo frenetico ed i bulbi oculari arrossati dalla pressione sanguigna. Il labbro inferiore viene morso con tanta foga da far rischiare un sanguinamento da un momento all'altro, rosso sangue che rischierebbe di macchiare la propria divisa governativa. «Va bene» si limita a dire il samurai, armato come al solito con la sua katana al fianco sinistro per la sua presa destrorsa. Attualmente si limita a poggiare la schiena sulla parete frontale dello Spider Cafè, a pochi centimetri dalla porta che si troverebbe alla sua destra al momento. Non un fiato ulteriore viene emesso, lasciando al capitano di vascello il compito di parlare fin da subito con il ricercato. Si respira aria di tempesta in questo luogo, per quanto un silenzio assordante non tradisca il minimo accenno di quanto possa accadere poc'anzi.