12:04 [FATO]: Non è stato un gran bel risveglio quello di Manwe, quella mattina. Un grosso gatto nero gli è saltato direttamente sullo stomaco mentre dormiva e l´ha svegliato quasi a ceffoni: già il peso di Cagliostro non è quello che si definisce un peso piuma, se poi ci aggiungiamo che gli ha tirato le zampe - senza artigli - sul viso per destarlo, si comprende perchè oggi Manwe potrebbe non essere dell´umore migliore. Il campanellino di Cagliostro è stato il primo rumore che ha sentito, seguito dalle sue parole...si, per la prima volta da quando è nato Manwe, Cagliostro gli ha parlato direttamente nella mente. Ha detto che era l´ora e che doveva recarsi al Tempio di Aesa, fuori dai sotterranei, quegli stessi sotterranei che tempo prima egli ha percorso e nei quali ha ucciso anche una creatura oscura. Quindi è sceso dal letto e, senza dare alcuna spiegazione, è uscito dalla finestra. Ora il grosso gatto nero lo attende seduto fuori dalla porta dei sotterranei, sui cui cancelli vi è ancora la Chiave di Aesa usata da Asvak per aprirli. I grandi infissi di metallo sono schiusi, come se qualcuno li avesse superati non troppo tempo prima e fosse entrato, o forse uscito da dove gli eroi passati riposano, meritatamente. Le tombe, illuminate dalla luce delle torce nel corridoio di pietra, sembrano tutte perfettamente in ordine: il pavimento è stato ripulito dalla cenere e dalle ossa, che sono state rimesse nelle loro urne e seppellite, assieme alle armi ed alle armature. In effetti, dentro quel corridoio non pare esserci assolutamente nulla di anormale, a parte il gattone nero che fuori da esso attende.
12:04 [FATO]: [Quest: Sangue per Sangue, Vita per Vita] [CHIUSA] [Colonna sonora: Nightcore - Hell]
12:12
Manwe
{GELO fase 2} [Ingresso Sotterranei] Sapeva di doversi recare al tempio, sapeva che prima o poi sarebbe giunto il momento di terminare ciò che era stato iniziato. Ciò che non sapeva è che sarebbe stato Cagliostro ad avvisarlo. Si è vestito di fretta, indossando il pesante paio di stivali in cuoio, sotto il pantalone di umile fattura, a sua volta sotto la blusa nera come la pece. Un cinturone in cuoio tiene in loco, ai fianchi, due spade gemelle, la cui elsa è decorata dall´emblema di un drago dalla forma serpentina. Glacies, secondo i protettori dell´antica sua casata. Indossa infine il mantello, in sontuoso raso nero bordato d´argento, così come il cappuccio che occulta l´aurea cascata di crine che incornicia il volto d´avorio sfregiato. Si trova adesso a pochi metri dal cancello e lo sguardo di zaffiro si muove verso Cagliostro, seduto li vicino. Non sfugge poi allo sguardo la Chiave di Aesa, e le sopracciglia si aggrottano verso il basso. Passi quindi per azzerar le distanze con il cancello, porre mandritta a avulger la chiave d´aesa e cercare di ruotarla nel metallico meccanismo della serratura, in tentativo di schiudere il cancello verso l´interno e, di conseguenza, fare il proprio ingresso ai corridoio sotterraneo» Non la meritavate. «Direbbe, il tono duro come la pietra gelida d´un palazzo in alza montagna durante una gelata. Farebbe infatti per infilare la chiave d´Aesa nella propria tasca destra del pantalone.» Dea Madre...Giungo qui da solo, seppur qualcuno avrebbe dovuto accompagnarmi. Se vi è un tributo con cui saldare il tradimento da voi subito, che sia dunque io a saldarlo. «Passi dunque, avviandosi.»
12:18 [FATO]: "Non dite fesserie" proferisce Cagliostro ancora, nella mente di Manwe, quando egli va a parlare. Scivola tra le sue gambe e sfila dentro il corridoio, superando il cancello che viene aperto e quindi schiuso da Manwe. Il gatto zompetta lungo il corridoio "venite" lo esorta, quasi gli mette fretta mentre sparisce nel corridoio che sfila verso sinistra, quello che lui ed Asvak avevano percorso e dove poi il Paladino aveva trovato la morte "non vi sono più trappole...sono state disattivate. Dobbiamo arrivare fino in fondo e non ci vorrà molto, se vi sbrigate". La sua voce continua a riecheggiare nella mente di Manwe, mettendogli fretta. Pare essere da solo a parte la presenza di Cagliostro, da solo assieme ai morti, ai reduci di antiche e valorose battaglie.
12:22
Manwe
{GELO fase 2} [Sotterranei/Corridoio sx] «Le sopracciglia si aggrottano nel sentire parlare nuovamente Cagliostro» Mia sorella lo sa che non siete un semplice gatto? «Direbbe quindi, fessurizzando lo sguardo nel momento in cui quello scompare dal suo campo visivo. Così ciccione eppure...» Arrivo «Null´altro quindi per avviare passo in direzione del corridoio di sinistra. Ricordi legati a quella zona, tutti poco piacevoli. Il passo farebbe per mantenersi lesto, cercando di tenere dietro a Cagliostro, nel tentativo, magari, di tornare a portata di vista del felino, sperando di accorciare le distanze con questo» Che cosa c´è alla fine? Che cosa c´è in fondo? «Direbbe quindi, a voce che reputerebbe sufficientemente alta da giungere al fine udito del gatto, senza voler tuttavia riecheggiare per l´intero sotterraneo, a rispetto del riposo dei caduti...Passi, lesti, quasi una breve corsa, per star dietro al gatto.»
12:27 [FATO]: Cagliostro continua lungo il corridoio, arrivando infine di fronte alla porta nera priva di serratura "Sorrow lo sa. Lo sa da molto tempo...da sempre". Sorrow. Non sua sorella. Sorrow. Lo sguardo dorato mira la porta e la coda un poco si muove, si alza e si abbassa sul terreno "la porta è aperta...basta solo spingerla. Non ci sono ragnatele nè mostri, se non quello che portate nel cuore. Dovete sconfiggere quello ed andare incontro al vostro destino...diventare ciò che siete nato per essere". Si sposta verso la porta il gattone e la spinge con la testa, mostrando così come questa si possa schiudere e possa essere varcata senza alcun pericolo "oltre questo punto non posso più aiutarvi, Manwe. Oltre questo punto sarete solo...ma in fondo lo siete sempre stato, solo con i vostri demoni. Andate ora...combattete con il cuore e sarete destinato alla gloria, ma se combatterete senza onore sarete destinato a cadere"
12:32
Manwe
{GELO fase 2} [Sotterranei] Sorrow lo... «Ma si interrompe, pochi istanti per riprendere fiato, mentre ascolta le parole di cagliostro. Forse dopotutto ha ragione, il gattone. Lo guarda intensamente per lunghi istanti, vedendo come inizia a dischiudere la porta.» Grazie «Si limiterebbe a dire. Mandritta che, a palmo aperto rivolto verso il piano della porta stessa, farebbe per protendersi verso questa, in un tentativo di schiuderla verso l´interno del luogo che innanzi a lui ancora si trova ignoto. Forza che andrà applicando sull´uscio finché questo non andrà dischiudendosi e, qualora ciò avvenga, passo farebbe dunque per avviare a varcar la soglia designata dall´uscio stesso, tacito ormai. Solo pensieri che s´affollano nella mente umana, forse troppo anche per essa. Varcata la soglia si guarderebbe quindi intorno, per aver piena contezza del luogo nel quale or si trova.»
12:36 [FATO]: Oltre alla porta si rivela una grande stanza rotonda, una specie di cappella nascosta sotto al Tempio o forse solo dietro allo stesso, data la luce che filtra dalla cupola superiore, in vetro, avvolta da quella che sembra edera esterna. Una volta che Manwe avrà varcato la soglia, la porta dietro di lui si chiuderà con un tonfo e tutto fa pensare che non sia così semplice riaprirla. Al centro della stanza si alzano tre, quattro gradini a formare una sorta di piedistallo largo un metro, sopra il quale si trova una donna. Donna. Ragazza. O nessuna delle due. Possiede lunghissimi capelli di platino ed un vestito azzurro, quasi sacerdotale, che pare luccicare come mille cristalli del color del mare lasciando che delle specie di guanti neri le avvolgano le braccia. Proprio dalle sue braccia, dai polsi e dai gomiti, così come dai fianchi e dalle gambe, si sviluppano dei lacci neri che imprigionano la donna, agganciandosi alle pareti della stanza e costringendola a tenere le braccia alte, oltre che a rimanere in piedi. La donna ha la testa chinata, ciuffi bianchi le coprono gli occhi ma i suoi lineamenti, la sua espressione rivela un´ira senza pari. "Ben arrivato, Manwe". No, non è la donna che parla. E´ una voce maschile a dieci metri dalla sua sinistra, una voce che egli non ha mai udito ma che ora gli parrà di conoscere da sempre. Un apparente Umano in armatura nera, priva di elmo, stanzia ritto in piedi e lo fissa ghignante, beffardo nei suoi magnifici occhi azzurri screziati di verde. Il destro braccio stringe qualcosa, la vita di una persona, la stessa persona alla cui gola è puntata la lama nera che tiene nella mano sinistra: biondi capelli, orecchie puntute, un corpo esile di una bellezza incredibile. Aelin. Come ci sia arrivata lì è difficile anche per lei dirlo, sa di essersi risvegliata già tra le braccia di quella abominevole creatura, già con la sua spada puntata addosso. "Io e la signora iniziavamo a pensare a come farci passare il tempo, ormai..."
12:44
Manwe
{GELO fase 2} [Cappella] «Uno scenario a dir poco insolito si presenta al zaffireo sguardo dell´umana creatura. Per un istante la propria attenzione viene attirata dalla creatura al centro dell´altare, per poi scostarsi, assieme al capo a coadiuvarne le movenze» Aelin! «Sbotta, terribile l´espressione in quello sguardo che si va a fissare nello smeraldo screziato degli occhi altrui. La mandritta decorre all´impugnatura della spada al sinistro fianco, ma non estrae ancora. Lo sguardo si alterna ora tra il falso umano e l´elfica creatura, il viso perde qualsiasi restante tonalità di colore.» Chi siete? E che cosa volete? Lasciatela andare! E´ me che aspettavate? «Facendo perno sul piede sinistro farebbe per effettuare ruotazione antioraria di circa 90° del corpo tutto, in modo da trovarsi frontalmente a questo, piede sinistro sopravanzato al gemello, in una quasi inconscia posizione di guardia» E quella. «Un cenno del capo verso quela che or appar essere la propria dritta» Chi è?
12:51
Aelin
[Sotterranei] «Ritta in piedi, tenuta stretta dalla presa intorno alla propria vita. I lunghi capelli scendono morbidi, lievemente scomposti. Gl´occhi verdi sono chiusi, mentre il respiro tenta di rimanere calmo. Sente la lama premere contro la propria gola ed immobile permane, o almeno tenta. Indossa abiti di fattura semplice, i soliti che è solita portare. Casacca e braghe color abbia, un paio di stivaletti che fasciano il piede raggiungengo la caviglia ed una cintura a stringere la vita ove il braccio dell´umano la tiene a sè. Quando lui, il suo cavaliere, fa la propria comparsa, gli occhi si riaprono, colmi di apprensione.» Manwe.. «Sussurra a fior di labbra, senza muoversi di un millimentro da dove si trova. Le parole dell´uomo risuonano nelle sue orecchie ed un brivido le percorre la schiena. La lama preme contro il collo e non riesce a frenare un fremito di paura»
13:00 [FATO]: L´apparente Umano scosta un poco indietro la testa, perchè i neri e lunghi capelli vengano riportati dietro le spalle e non davanti agli occhi. Sorride ancora, pare sorridere sempre, mentre china la testa ed accarezza con le labbra i capelli di Aelin "Si...si, era voi che stavo aspettando, vi sto aspettando da molto tempo ormai. Era inevitabile dopotutto che non riuscissi ad uccidervi quando eravate un bambino, meno che mai riponevo le mie speranze nel Sovrano...quello è capace solo di abbassarsi i pantaloni per sollazzare la sua Regina. E´ a quello che serve". Il rumore del cuoio che si tende, la donna dai capelli di platino tira le corde che la imprigionano e digrigna i denti, furiosa, ma non riesce ancora a spezzare quella prigione. "Che cosa voglio, stavamo dicendo. Voglio che moriate, Manwe. Voglio che il cerchio si spezzi finalmente e che la Fine abbia un altro epilogo...voglio smetterla di essere uno schiavo per l´Eternità, Manwe". Quando Aelin pronuncia in un sussurro il nome del giovane biondo, la stretta alla sua vita si fa più intesa, così come la lama preme maggiormente sul suo collo "ssssh. Sh sh sh" mormora, suadente, avvicinando le labbra all´orecchio dell´elfa in un mormorio che può essere perfettamente udito anche da Manwe "lasciate questi bei sussurri a quando tutto sarà finito, magnifica signora. Invocherete il mio di nome, quando tutto sarà finito, ve lo garantisco. Ora state a guardare come il vostro cavaliere si darà la morte per evitare che voi stessa moriate...state a vedere". La donna dai capelli di platino stringe i pugni, le corde si tendono ancora "adesso BASTA!". E´ un grido graffiante, irato, la voce è un poco roca e gli occhi luccicano di bianco ed azzurro sotto i capelli "liberatemi, Manwe! Non posso sopportare un secondo di più le parole di questa immonda creatura!" il capo si leva, gli occhi dardeggiano ancora "il mio nome è Redemption. Sarò la rovina delle creature oscure, se mi darete la libertà che mi è stata sottratta"
13:11
Manwe
{GELO fase 2} [Cappella] Redemption... «Lo sguardo si assenta, per un unico istante...Il tempo, come ormai accade sin troppo stesso, sembra piegarsi, portandolo altrove, lontano..» Molto bene «Atono, quasi privo di sfumatura alcuna il sussurro che rivolge verso il falso umano.» Morirò. Ma prima... «Il piede destro fa scattar verso il propria dritta, punta rivolta verso destra e, una volta che questo abbia toccato terra, cercherebbe di fungere da perno tutto in modo tale che il corpo possa subire analoga ma opposta rotazione rispetto alla precedente, quindi oraria di circa 90°, in modo che nuovamente il proprio fronte, così come le punte di ambo i piedi sian rivolte verso Redemption. Piè sx poi andrebbe nuovamente a sopravanzare il gemello, adesso cercando di scattare verso in direzione di Redemption stessa. Cercherebbe di fatto di giungere a circa 1,30m da questa, terminando con piede destro avanzato rispetto al sinistro. La mandritta, già sull´impugnatura della spada, cercherebbe, coadiuvata dal medesimo arto superiore tutto, di effettuare un movimento che vada dall´interno basso sinistro verso l´esterno alto destro, cercando di trascinar la spada seco fuori dal fodero. Tuttavia cercherebbe di non limitarsi all´estrazione dell´arma. Quel medesimo movimento infatti cercherebbe di continuare, in maniera tale che la spada si muova in direzione obliqua rispetto al suolo, dal basso verso l´alto, da sinistra a destra, atta a ledere tutta quella serie di fili che va ad avvinghiare la parte sinistra del corpo della Redemption, iniziando dal più inferiore per finire al superiore, nel tentativo di tranciarne, con il debole della spada, il maggior numero che gli sia concesso» Voi salverete l´elfa «Direbbe contemporaneamente, verso la donna priva di età»
13:14
Aelin
[Sotterranei] «Le parole scivolano sulla propria anima, viscide e velenose come quelle di un serpente. Le ascolta e non può non provare una forte repulsione per quell´uomo che la tiene intrappolata. La presa intorno alla propria vita si fa più salda, più stretta, così come la lama nera va a premere ancor di più sulla propria gola. Tenta di frenare la paura, la preoccupazione nei confronti del giovane è maggiore e si dipinge su quel viso diafano. Le labbra andrebbero a schiudersi per pronunciare qualcosa, ma si richiudono subito. Quella lama, quel monito, la fanno desistere. Le braccia sono distese lungo i fianchi, ferme. Chiude le mani in due pugni, che iniziano a tremare per la tensione palpabile in quella stanza. Ascolta la voce della donna legata all´altare. Gli occhi smeraldinei sono tuttavia fissi sulla figura di Manwe, ascoltandolo, osservandolo. Inerte, e senza possibilità di compiere alcun´azione, rimane alla mercè del suo rapitore»
13:22 [FATO]: La lama di Manwe è fulminea, l´affilato acciaio impietoso. Le corde, tese fino allo spasmo, si spezzano immediatamente ed il braccio sinistro di Redemption si piega maggiormente. Le labbra di lei si arcuano e mostrano i denti, in un sorriso soddisfatto che fa eco al ghigno dell´uomo in armatura nera, ora che il viso della donna si alza maggiormente e gli occhi lucenti si puntano direttamente verso l´Elfa ed il suo carceriere. Egli pare essere stupito dalle mosse di Manwe, probabilmente non si aspettava che davvero andasse a liberare la donna dai capelli di platino dato che l´Elfa aveva una lama puntata alla gola. Non importa...non sarà più un suo problema perchè con un solo movimento Redemption sarà libera e la sua ira è palpabile, come un crepitio nell´aria del tutto simile alla percezione del magico a cui, forse, Aelin è già stata addestrata. La luce bianca divampa e non ci sono più lame nè orrende braccia a stringere l´Elfa, che si ritrova al posto di Redemption, ovvero di fianco a Manwe, mentre la donna dai capelli di platino si ritrova tra le braccia dell´uomo in armatura nera. Con una sola spinta delle braccia lei gli frantuma l´armatura e lo manda a sbattere contro il muro, a pochi metri di distanza. Un fiotto di sangue viene sputato per terra da lui "non importa" ringhia "non importa di quante vacche vi circonderete, Manwe. Io vi ucciderò...vi ucciderò come una bestia da macello, come ho ucciso vostro padre". Redemption alza il capo, disgustata, mentre una nuova luce l´avvolge. Sparisce nell´aria ed ora tra le mani di Manwe non c´è più una spada di metallo, ma uno spadone a due mani di cristallo azzurro, dalla lucente lama di 150 cm. La voce di Redemption si spande nell´aria e si fa duplice, triplice "Immortale, non ho dimenticato la via che mi avete fatto percorrere per portarmi all´Inferno. E pagherete, pagherete fino a che la mia sete di sangue oscuro non sarà saziata. Non osate, Immortale...non osate levare la vostra lama, o sarete esorcizzato"
13:22 [FATO]: [Distanza Manwe - Immortale: 5 mt]
13:32
Manwe
{GELO fase 2} [5mt Immortale] Immortale «Adesso è chiaro, adesso è tutto più chiaro. Gli era stato raccontato, infine, ciò che quello aveva fatto. Il peso andrebbe spostando in modo che sia il piede sinistro indietreggiato a riceverne buona parte, e funger da perno per l´ennesima rotazione del proprio asse corporeo, questa volta antioraria, in modo che il proprio fronte sia rivolto quindi verso l´Immortale, il piede sinistro avanzato, punta mirante l´avverso, il piè destro indietreggiato con punta che fa per aprirsi lungo la rispettiva diagonale anteriore. Il busto va ruotando appena in senso antiorario in modo da esporre il manco fianco all´Immortale, mentre ginocchi van flettendosi appena. Mancina che farebbe per aggiungersi all´impugnatura dell´arma, sopraman dx, braccio sx perpendicolare al piano frontale del corpo, gomito mirante innanzi, uan decina di cm sotto la linea delle spalle, in maniera che il braccio destro possa parimenti esser richiamato indietro, poco sotto la linea delle spalle, gomito mirante all´indietro. Tentativo il suo quello di porre la spada parallela al suolo, fili miranti ai lati debole puntante l´immortale» Se avete conosciuto mio padre saprete anche che diceva che chiunque muore allo stesso modo quando gli si spacca il cuore a metà con una Lama «E´ gelida la voce dell´umana creatura» Forse è arrivato il momento di mettere alla prova il vostro nome. In guardia! «Pronto a scattare, gli occhi mantiene fissi sull´avversario.»
13:41
Aelin
[Sotterranei] «Ascolta nel più assoluto silenzio le parole che volano nell´aria. Sente su di sè lo sguardo della donna, ma non si volta a guardarla. Quand´ecco che una luce improvvisa, bianca e pura, si espande improvvisamente. Istintivamente, chiude gli occhi per proteggerli da quella luce, sensibile l´elfa. Non sente più la lama contro la gola o il braccio cingerla. Non ha più una presa a tenerla stretta e le gambe che pocanzi tremavano, la fanno cedere e scivolare in ginocchio verso il pavimento. Il ginocchio destro va a toccare il terreno, il sinistro non ancora, rimanendo piegato. Abbassa per un momento il viso, le palpebre iniziano ad aprirsi nuovamente. Piano, cerca di mettere a fuoco ciò che sta accadendo, ricercando la figura dell´umano che ora impugna una spada differente. E´ confusa, lo si legge in quegl´occhi verdi. Ed inerme, li in ginocchio. Ascolta la furia in quella voce gelata di Manwe. Vorrebbe dire o fare qualcosa, ma la voce le viene meno, morendo sulle sue labbra»
13:46 [FATO]: Manwe va quindi assumendo la posizione desiderata, mentre la lama quasi vibra di collera tra le sue mani. Il cristallo luccica di glaciale furore quando la luce esterna danza sul piatto, disegnandone l´ombra fino alla punta affilata, un´ombra di donna e non di spada, perchè quella lama possiede un´anima molto più complessa e sacra di qualsiasi altra. C´è da dire che il braccio sinistro, infettato, di Manwe, inizierà a far sentire il proprio peso, ovvero la presa della mano sinistra sull´impugnatura non sarà proprio così sicura e salda come egli desidera, ma a parte questo nulla gli impedirà di assumere la corretta posizione. L´Immortale si alza in piedi, pulendosi il sangue con una manica della semplice casacca scura che ora indossa, prima di sfilare anche la seconda spada che tiene al fianco. Ora armato di due lame carica uno sgualembro dritto di mano destra ed un affondo di mano sinistra, prima di scattare verso Manwe e cercare di vibrarli entrambi, il primo diretto alla parte sinistra del suo collo ed il secondo al suo petto. Inutile dire come sia furioso, come cerchi di porre fine alla vita di Manwe pressochè istantaneamente. Aelin frattanto cade in ginocchio a circa 1 mt alla destra di Manwe, senza dire nulla, senza intromettersi in quel diverbio ma alla sua confusione una voce maschile, ben diversa da quella dell´Immortale, si spanderà nella sua mente "non abbiate timore. Lasciate che ogni cosa si compia...ora non siete più in pericolo". Il rumore di un campanellino attirerà la sua attenzione e scoprirà che, al suo fianco sinistro, un grosso gatto nero struscia la sua testa contro il suo polpaccio sinistro, quasi cercasse di confortarla mentre ad un metro da lei si scatena una furiosa battaglia "allontanatevi da questo piedistallo" suggerisce la voce "siete un bersaglio facile per l´Immortale"
13:54
Manwe
{GELO fase 2} [->2m Immorale] Il colpo affrettato spesso manca il bersaglio. O risente di un contraccolpo che neanche il braccio più saldo può reggere. «Colto dalla sua collera, l´Immortale sembra quasi voler strafare. Non sfugge all´umana creatura l´estrazione prima, l´intenzione di vibrar due colpi dopo. Sfrutterebbe il tempo impiegato da questo a compiere tutta questa serie di movenze, unita al fatto che dovrebbe avere, data la propria arma, una distanza di ingaggio più ampia rispetto all´avverso, per agire. Quando questi giungera a circa due metri e mezzo dalla propria figura, il piè dx precedentemente sopravanzato al gemello farebbe per scattare in avanti, in un unico passo atto a coprir una cinquanina di centimetri di distanza che lo separano dal nemico, sperando di ridurla a circa due metri. Parimenti il busto precedentemente ruotato in senso orario farebbe per scattare in senso antiorario, contemporaneamente alla distensione delle braccia che cercherebbero di porar seco nel loro movimento dall´indietro in avanti la Redemption. Volontà sua è infatti quella di portare, tramite mezzotempo, un affondo al centro del petto del nemico, con lo scopo di affondare la punta e il debole della propria arma li ove gli umani tutti posseggono il cuore, per una buona ventina di cm profondamente nel torace. Mano e braccio dx andrebbero scandendo il ritmo e la forza dell´affondo, mano e braccio sx, malati, andrebbero facendo da supporto, a donar equilibrio e stabilità.
13:58
Aelin
[Sotterranei] «Il palmo della mano destra viene posato sul pavimento. Il cuore le batte all´impazzata nel petto. L´apprensione è dipinta in quel viso immortale, privo di imperfezioni dettati dal tempo. Una voce riecheggia nella propria mente ed un sussulto le sfugge dalle labbra, spaventata. Non comprende da dove provenga e per una volta, da quando Manwe è entrato nella stanza, si distrae da lui. Gli occhi vanno a cercare l´origine di quella voce, trovando così quel gattone nero che le si struscia addosso. Perplessità si legge nel proprio volto, quando la voce la raggiunge di nuovo.» Un gatto.. «Qual strano animale si trova proprio li, in quel momento. Tuttavia, decide di seguirne il suggerimento. Ricerca nelle proprie gambe la forza di sostenerla. La mano destra le darebbe una piccola spinta in quel movimento. Lo sguardo torna sulla battaglia, che furiosa inizia. Cercherebbe di muoversi verso l´entrata, non per uscire, mettendo quanto più spazio può fra lei e l´Immortale.» Cosa.. Deve compiersi? «Domanda ora con tono basso a quella voce che le risuona in testa. Le parole escono flebili, ansiose, un nodo alla gola tenta di soffocarle ma questa volta non vi riesce»
14:04 [FATO]: Redemption vibra nell´aria ed un rumore orrendo di carne infilzata si ode nell´aria. E´ sangue nero, non rosso a scorrere dalla ferita lungo il piatto della lama, a tingere di oscurità il suo cristallo azzurro. La lama trapassa l´uomo da parte a parte e questo grida, non vibra i suoi colpi a causa del dolore e della lunghezza della lama di Manwe. E´ un grido orribile, terrificante, ma poco dopo andrà a spegnersi. La testa coronata da oscuri capelli cala, si rialza verso Manwe ed il sorriso diventa ancora un ghigno "non imparate...mai...". Avanza. Si. Avanza verso Manwe, infilzandosi maggiormente sulla sua lama e non importa quanto questa affondi nel suo petto, egli non ha cuore che possa essere spaccato. "Io...sono...IMMORTALE!" un rumore simile al precedente. Due lame sbucano ora dalla schiena di Manwe, infilzate dal basso verso l´alto in maniera obliqua, inclinata in avanti. Trapassano le carni, trapassano le ossa, trapassano gli organi e sbucano, rosse come l´amore, scarlatte come il sangue, dal suo corpo reclamando la sua vita. Il gattone segue Aelin fino ad un lato della stanza, vicino all´ingresso, quando il rumore delle lame dell´Immortale nel corpo di Manwe si fa sentire. Si ferma, non si volta, non guarda "...questo". Risponde alla domanda di Aelin. Inutile dire come il dolore per Manwe sia tremendo, come gli occhi vadano appannandosi fino a diventare completamente ciechi. Si dice che quando si muore cali il buio, una notte senza fine, un oblio eterno...allora perchè, ora, di fronte agli occhi di Manwe una bianca fiamma incredibile risplende luminosa?
14:13
Manwe
{GELO fase 2} «Forse, in un recondito angolo della propria mente, lo immaginava che la sua vita sarebbe finita in quel modo. Aveva sempre sperato di non vivere abbastanza da diventare il cattivo, preferendo di gran lunga morire da eroe. Quando le spade lo trapassano da parte a parte, il dolore lo acceca prima ancora di Madama Morte. Non grida, forse perché anche gridare risulta troppo poco, o forse perché fiato non gliene rimane più, mozzatogli di colpo da due lame che ne hanno squarciato il corpo. Non riesce a capire neanche se continua a stringere l´impugnatura di redemption tra le mani, non riesce a capire dove effettivamente si trovi...Si limita a guardare quell´altissima fiamma che arde come il più fiero degli incendi...»...A... «Non riesce a capire neanche se effettivamente possiede la forza di proferir parola o meno, ma non importa...Non importa perché, per il momento, di fronte a ciò che sta avvenendo, parole ne ha ben poche.»
14:19
Aelin
[Sotterranei] «Si ferma anche il suo passo, rimanendo vicina al muro che costeggia quella stanza, nei pressi dell´ingresso. Spalle al muro, osserva il terribile spettacolo che le si para davanti. Immobile, sconvolta dal susseguirsi di eventi che veloci si compiono davanti ai suoi occhi. Un moto di repulsione verso quell´essere che non può essere umano. Creatura uscita dai più profondi incubi dell´uomo che ama. Le lame calano in un abbraccio di morte, ed ella rimane li, inerme ed inutile. Trasale e la disperazione si dipinge sul suo volto» Manwe... No.. No!! «Scuote il capo, incredula. La vista le si appanna, e non capisce subito il perchè. Calde lacrime iniziano a rigarle il viso. Vorrebbe muovere un passo ma è pietrificata da quella scena. Un dolore, una fitta, prende possesso del suo cuore. Lancinante la dilania nello spirito.» Aesa.. ti prego.. «Sussurra fra le lacrime»
14:20 [FATO]: Manwe non ha più corpo, non ha più sostanza. E´ un´anima che fluttua al di fuori del tempo e dello spazio, dove il mondo ha cessato di esistere. Viene sospinto verso l´alto del cielo, dove si dice che dimori colei che è Luce e Vita, colei che è Madre ed inflessibile Giustizia ma Manwe non è solo, la sua mano sinistra, evanescente, viene stretta da qualcosa...una donna. Una donna dai lunghi capelli di platino. La sua stretta è rassicurante e ferma, come se nulla più al mondo importasse ma ecco, si ferma. Si ferma vicino ad una prateria di erba leggera, bianca ed impalpabile, dove un leggero e calmo vento sospira attraverso le fronde di alberi d´argento. Che sia davvero così o che sia solo ciò che Manwe deve vedere non è dato sapere. Di fronte a loro una donna dai contorni impalpabili, talmente lucenti da non poterla guardare direttamente, sebbene si comprenda come sia vestita di leggera e preziosa seta azzurra e porti, probabilmente, lunghissimi capelli chiari. Altri particolari non sono distinguibili, c´è troppa luce. Redemption parla quindi "l´Alta Fiamma si è risvegliata...il Geth ha liberato la sua progenie". Lo dice con profondo rispetto, incomparabile devozione, chinando il capo. La donna lucente quindi annuisce e risponde, rivolgendosi direttamente a Manwe "vi osservo da molto tempo, Uomo. Vi osservo fin da quando vostro padre piantò il seme della vostra vita nel ventre di vostra madre e di tutti coloro che stavo seguendo solo voi siete rimasto. Molti si sono persi, altri sono morti, qualcuno mi ha tradita ma solo voi, ora, siete riuscito a giungere al mio cospetto senza dissolvervi nell´oblio. Ricordo ogni vostra preghiera, nella mia mente mi è chiaro ogni vostro desiderio di combattere l´Oscurità e proteggere, onorare il mio nome. Ogni vostra promessa ora io ve la chiedo indietro: pronunciatela nuovamente qui, ora, di fronte a me, guardandomi negli occhi"
14:28
Manwe
{GELO fase 2} «Quell´ascensione, in quel piano totalmente diverso da quello nel quale si trovava poco prima, dove ancora Aelin grida il suo dolore, è rapido quanto lungo, e quasi di nulla par avvedersi l´anima umana finché la man sinistra gli vien stretta da quello spirito dai capelli di platino. Si ritrova in una grande prateria di candida erba, e quando la Dama Lucente gli si fa innanzi, anche nella confusione del momento, egli non ha dubbi. Il capo si china, cosi come le ginocchia van flettendosi a far sprofondare verso il basso il corpo evanescente tutto, volendo inginocchiarsi di fronte a Colei che di tutto è Creatrice. Ne ascolta le parole, ma lo sguardo è chino, in quanto troppo abbagliante, perfino per chi alla Luce ha donato l´intera propria esistenza, nella vita e nella morte. Non vi sono esitazioni tuttavia, quando gli giunge la richiesta. Lo sguardo si rialza, cercando di reggere la luce abbagliante che ne invade lo zaffiro delle iridi, quasi volesse renderle luminose al pari del ghiaccio piu duro.» Prometto di combattere l´Oscurità e di proteggere il vostro nome, con la vita e con la morte, con la lama e con la parola, fino...Fino alla fine dei miei giorni, o fino a che Voi non riterrete compiuto il mio giuramento. «Null´altro, poiché null´altro v´è da aggiungere.»
14:38 [FATO]: Mentre Manwe scandisce le parole e guarda negli occhi Aesa in persona, Redemption comincia a sfumare nell´aria e la stretta alla mano di Manwe sarà sempre meno intensa, fino a sparire del tutto. Poco per volta, lentamente, Manwe inizierà a distinguere i contorni della creatura che ha di fronte, fino a vederla distintamente ma non si stupisce di questo...no, è un´Eternità che la guarda, che la mira intensamente e che di fronte a lei si inginocchia. Sono diverse le Eternità in cui è stato chiamato ed è disceso sul mondo, per volere della Madre dalle bianche braccia, perchè gli Uomini non sono in grado di affrontare un nemico quando questo è troppo potente. L´ha sempre guardata. L´ha sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato. Ora Aesa va a portare le proprie mani sulle guance di Manwe, al pari della madre che saluta il figlio prima che questo parta per la guerra "abbiate cura di loro, Manwe Sulìmo" diversa ora è la sua voce, non è più austera perchè non è più con un Mortale che sta parlando. Grandi ali bianche scintillano dietro la schiena di Manwe, ripiegate elegantemente, egli non respira più ed un Cuore Angelico ora è custodito nel forte petto "perchè spesso sono ciechi di fronte al Male che a loro si presenta in sublimi ed irresistibili forme. Che la vostra lama cali inflessibile su tutti coloro che servono l´Oscurità, perchè la Redenzione non sia un dono elargito a molti, ma un privilegio di chi si pente dei propri peccati. Ricordate sempre come la vera forza non stia nel togliere una vita, ma sapere quando risparmiarla...vi sono creature che non possono essere sconfitte prima della fine del loro tempo, mentre ve ne sono altre che possono essere cancellate con un solo colpo di spada. Amministrate con saggezza l´acciaio degli Uomini...la stessa saggezza che loro spesso non hanno". Un passo indietro ora viene fatto dalla lucente Madre "andate ora. Il mondo ha bisogno del Principe del Cielo"
14:44
Manwe
[->Mondo Mortale] «Le iridi del colore del ghiaccio, lucenti come bianche fiamme incastonate nell´alabastro del viso sfregiato vanno scomparendo dietro le palpebre cesellate da mano divina quando le mani della Madre lo sfiorano. Non risponde, non vi è bisogno di farlo. Sapeva che sarebbe arrivato quel momento, come successe in passato, nelle innumerevoli esistenze dove la Madre aveva chiesto il suo aiuto. Gli otto metri di possente apertura alata, piumata del bianco della neve piu pura, rimangon chiuse dietro le angeliche spalle, prima che qesto, dalla posizione prona, vada riprendendo il metro e novanta d´eretta postura, solo il capo che di glaciale austerità, pregno di rispetto e amore va chinandosi verso la madre. E chissà se il cuore angelico vada sussultando di tristezza quando le alate spalle andrà volgendo alla propria Dea, per discendere nel mondo mortale, per una strada fuori da ogni piano d´esistenza che solo agli Angeli è dato di percorrere...Passi nel nulla, cadenzati, marziali, ghiacciati....»
14:49 [FATO]: Che cosa sta accadendo nel mentre nel mondo dei Mortali? Ciò che è accaduto al limite del Piano Divino non è che una frazione di secondo per chi cammina sulla terra. L´Immortale è ancora lì, con le sue lame nel corpo di Manwe ed Aelin riga le sue guance con delle lacrime di dolore, senza sapere quanto la sua preghiera sta per essere ascoltata. L´Immortale ride, estraendo le lame dal corpo di Manwe ma questo, stranamente, non cade. Redemption luccica del bianco e dell´azzurro prima di scomporsi, sciogliersi quasi, liberando il corpo dell´Immortale che guarda quanto sta accadendo con occhi sbarrati "no...no...NOOO!" grida, comprendendo di essere stato ancora una volta uno strumento, un burattino degli eventi. Volge la testa verso Aelin, ma è il gatto che sta guardando, che resta di spalle e non lo degna di uno sguardo. Una liquefatta Redemption avvolge il corpo di Manwe nel proprio candore ed il suo corpo viene alzato da terra, mentre una luce mistica discende dalla cupola facendosi strada tra l´edera ed avvolgendo il corpo del fu Mortale. Lo Ialoplasma va ora scolpendo il corpo dell´Angelo, disegnando delle ali piumate di quattro metri ciascuna e tingendo di una sacra luminescenza la sua pelle, così come di fiamma imperitura brilleranno i suoi occhi. Verrà depositato delicatamente con i piedi per terra ed ora un Serapheim Antico stanzia di fronte all´Immortale, che arretra di fronte a tale mutazione. Non viene più stretta Redemption tra le mani, chiaramente, ma solo una semplice spada di acciaio. L´acciaio degli Uomini, quello da amministrare con saggezza. Il gattone si avvicina ad Aelin e cerca di strusciarsi contro le sue gambe, con un principio di fusa "non piangete, ora. E´ stato giusto così...era Inevitabile"
15:00
Aelin
[Sotterranei] «Gli occhi colmi di lacrime si spostano sull´immondo. Ride lui, un suono sgradevole all´udito di lei che le muove un moto di odio nei suoi confronti. Tutto accade ancor più veloce di prima, non si rende conto di ciò che è accaduto sul piano divino, il tempo di batter ciglio, per lei. La spada tenuta dall´umano inizia a modificarsi, a coprire colui che la impugna. Ed ella ancora una volta viene investita da emozioni discordanti. Le mani vengono portate al viso, a coprire la bocca in quell´espressione sconvolta e al tempo stesso sorpresa. Piange ancora, nonostante quello che il gatto le mormora nella mente. Ali appaiono dalla schiena di lui e pian piano inizia a capire. E´ lontano il ricordo delle lezioni tenute da piccola, nel suo clan. Riemergono silenziosamente, ma ella le mette a tacere.» Manwe.. «Mormorerebbe, tono rotto dalle lacrime. Non abbassa lo sguardo, al contrario del gatto che non osserva più la scena. Unica spettatrice di quell´evento, unica testimone del ritorno del Principe dei Cieli»
15:04
Manwe
[2mt->1,50m Immortale] «Ed eccolo prender le sue forme, mentre Ialoplasma e Simulacrum vanno unendosi e plasmandosi a suo piacimento, sino a formare una figura alta 1,90m, dall´alabastrino incarnato luminescente, ogni muscolo scolpito dalla divina mano d´Aesa a voler ritrarre una marmorea statua di perfetto ghiaccio. Uno stridente strappo da parte della blusa, nel momento in cui questa va strappandosi al dipanarsi degli otto metri d´apertura alare sotto la volontà del Fotoplasma, lasciando il torace scolpito ignudo e illeso, li dove il sole della rinascita al pettorale va scurendosi sino a divenir nero come pece, a suggellar nuovamente il giuramento rinnovato. Oro puro il crine, in perenne, fluente movimento, come mosso da etereo vento impalpabile ad altri se non agli Angeli, mentre lo sguardo di lucente ghiaccio si posa, penetrante come stalattite sulla figura dell´immortale. Dovrebbe trovarsi adesso a circa due metri da lui, il piè dx innanzi al sx, busto antiorario. Sfrutterebbe l´agilità che aesa gli ha donato, sfrutterebbe il momento in cui la consapevolezza dell´Immortale andrà avverando il suo stesso destino. Lama nella mandritta andrebbe ponendo parallela al suolo altezza collo, filo mirante avverso, debole a mirar invece l´esterno sinistro, tramite flessione del braccio destro del quale la lama si pone a prolungamento dello stesso. Subito dopo piè sx scatterebbe in avanti a sopravanzar il gemello, si da colmar una cinquantina di centimetri dall´immortale, per giunger a circa 1,50m da questo, sufficienti secondo lui a giunger a distanza d´ingaggio. Busto andrebbe ruotando in senso orario, mentre cercherebbe di fiondare un tondo roverso di mano destra contro il lato destro del collo dell´immortale, a metà tra attacco nucale e attacco alle spalle, dove la fisionomia dello stesso è piu sottile. Rapido cerca di agire, sperando nella decapitazione. In tutto ciò, gelido niun suono va emettendo.»
15:10 [FATO]: Manwe. Si. Manwe è il suo nome, la creatura mortale che c´era fino a pochi secondi prima lo aveva solo preso in prestito, lo aveva custodito in attesa di restituirlo al suo proprietario. Ed ecco che ora colui che è veramente degno di portare quel nome va avanzando verso l´Immortale, ma non sarà la sua spada ad ucciderlo: quando una creatura è troppo empia, troppo corrotta, troppo debole per il potere che ha voluto comunque pretendere, paga lo scotto di trovarsi di fronte l´esatto opposto...senza saperlo sostenere. Non appena Manwe muoverà un passo, l´Immortale inizierà a gridare il proprio tormento, arcuando la schiena e stringendo i pugni in un dolore inimmaginabile. Manwe ha solo piegato il braccio destro che vede la pelle del suo avversario staccarsi e muoversi verso l´alto, come cenere sospinta dal vento, fino a consumarlo completamente e farlo diventare cenere ai suoi piedi. Le sue lame nere cadono a terra e, come se fossero fatte di vetro, vanno in frantumi amplificando le grida di dolore. E poi, solo silenzio rimane. Il gattone è tornato seduto e, come se nulla fosse accaduto, alza la zampa destra passandoci sopra la lingua rosa, prima di passarla sul muso con apparente noncuranza.
15:18
Aelin
[Sotterranei] «L´osserva avanzare, lento, nobile e devastante come una tormenta di neve. Da quella sua posizione, ne osserva la schiena su cui lo splendido piumato candido ricade. Una presenza ultraterrena ai suoi occhi. Le lacrime lentamente smettono, il petto scosso ancora da piccoli sussulti, forse è la figura stessa dell´angelo a rassenerarne pian piano l´animo con la sua presenza. L´urlo dell´Immortale si scatena nella stanza ed ella tenta di portare alle orecchie appuntite le proprie mani, a proteggere l´udito a quel suono. Socchiude gl´occhi, distogliendo momentaneamente lo sguardo dalla scena. E poi, il silenzio. Dopo l´urlo, par quasi ovattato per lei. Nessun suono, solo il proprio respiro ed il proprio cuore che non smette di battere forte. Tenterebbe di muoversi, temendo di perdere di nuovo l´equilibrio. Un singolo passo, in direzione dell´angelica figura, ancora incredula»
15:20
Manwe
[F.O./Cappella] «Andrebbe inguainando la lama nella mandritta al finistro fianco, per poiabbassare lo sguardo ad ambo i palmi delle mani. Lunghi istanti di silenzio, totalmente avulso da quanto lo circonda. Ambo le ali van spalancandosi, dando notizia di se e del proprio funzionamento.» E insieme alla morte vola via un sorriso...Che ricorderemo per sempre rivedendo il suo viso...Nel sogno d´amore che continueremo a sognare, dal quale neanche *** Morte ci potrà svegliare «Gelide le parole, prive di intonazione alcuna, come di chi dopotutto a quel mondo sia disceso ma non appartenga, vanno fuoriuscendo dalle angeliche labbra» Sarete contenta adesso. «Il piede destro andrebbe alzandosi per poi calare sui cocci frantumati delle lame dell´Immortale» Lo avrete trovato un sacco divertente il richiamarmi in questo mondo, vero Sorrow? Oh si scomodare la Madre per un vostro capriccio sarà stato eccitante «Non vi è gioia o rabbia, dolore e ilarità in quel dire.» Così sia dunque. Non vi farò aspettare ulteriormente «Sono poi i singhiozzi di Aelin a portarlo presente in quel mondo.» Non piangete più, Primogenita. Non vi è nulla di cui piangere «Il tono si paca, ammorbidendosi impercettibilmente, prima che lo sguardo di lucente ghiaccio si vada posando sul gattone» Cagliostro «Direbbe quasi a volerne richiamare l´attenzione» Mi domando come farei senza di voi. Lasciate che vi ringrazi ancora una volta. E´ una gioia reincontrarvi. «Passi, lenti e cadenzati, mentre le ali andran richiudendosi dietro le spalle a costituire minor intralcio, dietro le spalle nude, per poi tornare con lo sguardo angelico su Aelin» Siete Illesa?
15:30 [FATO]: Il gattone finisce di passarsi la zampa sul muso e si volge verso Manwe, torcendo la testa pur restando seduto "ahn, si, il piacere è mio. Chissà che ora io possa finalmente dormire, alla Bettola" proferisce con la sua voce mentale, ma perfettamente udibile da chiunque "e...giusto per ricordarlo...il vostro Involucro mi ha chiamato maiale. E suino. Ed anche vacca. Mi aspetto almeno un tonno per aver sopportato tutto questo fino adesso, senza mai svelarmi, perchè non era giunto il momento adatto. Non avete di quante volte avrei voluto tagliargli la gola nel sonno, giusto per far vedere chi era il maiale. Che poi da che pulpito". Si alza e si volge completamente, in modo da poter guardare intensamente l´Angelo "non fate parola di me a nessuno...così come Lei non l´ha mai fatto. Bentornato a casa, Manwe Sulìmo". Si volge quindi, passando di nuovo contro le gambe di Aelin e strusciandosi, un ultimo gesto di conforto prima di avvicinarsi alla porta, spingerla con il muso ed aprirla. Va quindi a sparire per il corridoio, lasciando i due soli. [FINE] [grazie a tutti]
15:40
Aelin
[Sotterranei] «Era tutto finito. Le mani lentamente scivolano dalle orecchie, ricadendo lungo i fianchi. Le braccia inerte. Gli occhi un pò rossi, un pò gonfi, osservano con quel colore degli smeraldi la figura dell´angelo dinnanzi a lei avvicinarsi. Sulle gote vi è ancora qualche lacrima, che lentamente si secca, salata. Non sta più piangendo, più confusa che altro davanti a quella figura. La voce del gatto riecheggia nuovamente, cosa a cui non è ancora riuscita ad abituarsi. Distoglie lo sguardo, osservandolo uscire di scena. Muta, ancora, riporta l´attenzione sulla figura dell´angelo. Le labbra si schiudono, una voce incerta esce e risuona nella cappella» Sto bene... «Parole che muoiono nel silenzio» Voi.. «Cerca di darsi un contegno, di riacquistare la forza che di solito la contraddistingue.» Non siete lui.. «Il suo tono par più una domanda. Attende una risposta, un peso sul suo cuore, triste e disperato per quello a cui ha assistito impotente»
15:48
Manwe
[F.O./Cappella] L´ignoranza è un brutto male, mio caro amico «Direbbe verso Cagliostro» Pur tuttavia essa genera curiosità, e la curiosità è madre d´ogni sapienza. «Una lunga pausa» Avrete il vostro compenso. Con l´aggiunta di un mio personale ringraziamento. Ma per tutti gli altri, rimarrete sempre e soltanto un gatto nero. Un grosso gatto nero che ama il pesce «E per quanto in quella voce non vi sia segno di gioia o divertimento alcuno, privata nella sua totalità d´ogni inflessione mortale, un bagliore nello sguardo di ghiaccio lucente tradisce il divertimento e l´affetto che lo lega a quell´essere tanto particolare. Poi lo sguardo ritornerebbe sull´elfica figura di Aelin, mentre il capo si andrebbe abbassando verso questa a colmar la differenza d´altezza.» Una rosa, con un altro nome, andrebbe emettendo lo stesso dolce profumo di sempre «Le direbbe quindi, in poco più di un sussurro.» Ma vi sono nomi che son fatti per essere indossati da un´unica creatura. Manwe Sulìmo è il mio nome, ed esso non cambierà mai. Così come la mia persona. L´unica cosa che ho fatto, Aelin, come vi dissi un tempo...E´ stata svegliarmi. Per scoprir che l´unica cosa reale a questo mondo, effettivamente erano i miei sogni. «Una lunga pausa dunque» Io sole, dietro la luna che lo ecclissa, si rivela ammirevole e dolce, e tutti alzano lo sguardo verso di lui. Ma quando la luna smette di proiettare la propria ombra egli ritorna Anor il possente, e guai a coloro che non saran degni di guardarlo. «Annuisce ancora, verso l´elfa» Ora non vi è più ombra. e vi è concesso di guardare ciò che la mortalità e l´oblio oscuravano «Passi quindi per sorpassarla al di lei sinistro fianco, portando la mano sinistra a dischiuder l´uscio della cappella.» Venite, Aelin. Ho tante cose da raccontarvi. Torniamo a casa.
15:58
Aelin
[Sotterranei] «Gli occhi si sollevano su quel viso. L´osserva, così vicino, ascoltandone la voce. La mano destra, istintivamente andrebbe a posarsi sulla sua gota. Un gesto lieve, com´era solita fare nelle sue spoglie umane. Lo sfiora solo per qualche attimo, sulla cicatrice che è rimasta li a segnare il suo viso. Annuisce piano alle sue parole, ricercando dietro queste il suo Cavaliere. La mano ritorna al proprio posto quando questo si scosta per aprire l´uscio. Si volta in sua direzione, osservandolo per qualche istante. Sono le piume, le ali, quel suo portamento, quello che rappresenta ai suoi occhi a farla rimanere li a fissarlo per lunghi istanti. Si scuote poi, come risvegliata da un lungo e tremendo incubo.» Mio Sole e Stelle.. «Mormorerebbe infine, smuovendo i primi passi nella sua direzione, per seguirlo. Il viso è ancora una maschera indecifrabile. Non vi è sorriso, morto per il momento in quel susseguirsi di eventi. E´ solo la sua luce a non farla cadere, a rischiararne l´animo combattuto.»
16:09
Manwe
[F.O./Uscita] Mia Ithil «Si arresterebbe quindi, in una posa relativamente rigida anche per un mortale. Farebbe per scostare il sinistro braccio in direzione di lei, in modo tale che questa possa appoggiarvisi. Al contatto, cosi come quello precedente, ella percepirà come il corpo angelico sia freddo come ghiaccio, non dovendo più esser costantemente riscaldato dal sangue, cuore, organi umani, ora che non v´è piu motivo.» Tenetevi. Vi porterò al Lazzaretto, vi rifocillerete...A da li alla torre «E passi quindi, per avviarsi fuori da quel sotterraneo, dove non v´è piu nulla da vedere...Sipario cala.»
16:20
Aelin
[Sotterranei] «Un sussulto smuove il suo cuore, quando la chiama di nuovo in quel modo. Gli occhi si sollevano su di lui. La mano destra va ad afferrare il braccio, appoggiandosi e affiancando la sua figura. Al tocco è freddo, quasi gelido, ma quasi non se ne sorprende. Come la neve del giorno precedente, questa sembra ricoprirlo per intero. Scuote il capo biondo a quelle sue parole» No..Non è di cure di cui ho bisogno.. Portatemi via da qui.. Ma non al Lazzaretto.. Non alla Torre.. Portatemi ovunque, con Voi. «Fa una piccola pausa, muovendo quindi i propri passi al suo fianco.» Ho solo bisogno.. Che mi spiegate... «Infine verbia mantenendo un tono basso. Si lascia alle spalle la Cappella, scenario di una storia incredibile quel meriggio»