21:54Kimama Laghetto|panchina - E' quiete in quel grande parco, ove la mutaforma risiede quella sera. Una luminosa luna piena irradia d'argento le fronde delle antiche querce che compongono il boschetto che si estende per quei due chilometri quadrati. Seduta ad una delle tante panchine che adornano il parco, è rivolta in direzione del laghetto dalla quale sorge la statua di Capo Topanga. Non la sta guardando direttamente, è anzi piuttosto concentrata sul proprio telefonino. La luce artificiale era sufficiente da concedere a chiunque di vedere nella notte, in fondo non erano nella foresta, ed aveva optato di mantenere esclusivamente il proprio olfatto attivo anche per non dar troppo nell'occhio. I lunghi capelli neri sono mossi quella sera, e forse ancora un pò umidi. Asciugati rapidamente, si stavano lentamente arricciando morbide onde incorniciando un volto dal taglio ovale e dalla pelle olivastra. Un paio di occhi marroni riflettono la luce del telefonino mentre scorre pian piano quella che potrebbe essere la rubrica. Quella sera aveva optato per un paio di jeans chiari a sigaretta con una camicetta rosa pallido a maniche corte. Un paio di converse celesti ai piedi ed una borsa di jeans al proprio fianco completano l'outfit alquanto casual. Intanto, annusa l'aria distrattamente. Il naso, ad una prima occhiata, non ha evidenti mutazioni. Di fatti, sono i ricettori interni ad esser simili a quelli del proprio spirito guida, il Maine coon. «Olfatto Sviluppato»
22:13Zach »laghetto, Panchina - Tutona grigia da corsa, maglietta da corsa attillata nera e un paio di sneakers bianche. Cuffiette bluetooth nelle orecchie e un ritmo che sostiene ansimando leggermente sotto i baffetti incolti da soltanto un'intera giornata. I capelli sono fermati dietro le orecchie, scendono lungo i lati della testa e sobbalzando di tanto in tanto mentre avanza nella calda sera di Bower. E' concentrato sulla stradina che sta percorrendo, lungo il laghetto, ma c'è una sensazione che d'un tratto gli percorre la schiena. Lo sguardo fa un giro dell'area, aiutato dai piccoli lampioncini che illuminano il parco pubblico. Rallenta il parco, inquadra una figura, sfila le cuffiette dalle orecchie e si avvicina a Kimama.«Scusi, ha l'ora? Mi è appena morto il telefono.»Mente, riponendo le cuffiette nelle tasche dei pantaloni. Al centro del petto risplende sotto la luce della luna una piccola collanina, con due pendagli: il primo è la targhetta anagrafica da militare, il secondo è un ciondolino d'argento a forma di albero della vita. Mentre si avvicina osserva con attenzione ciò che può vedere nella penombra serale della donna. La sensazione si fa più vivace, una voce inudibile gli sussurra all'orecchio, ma l'espressione dell'uomo è quella di sempre: gentile, gioviale e affabile. Le labbra s'increspano, gli angoli si muovono appena verso l'alto.«Quinto senso e mezzo»
22:21Kimama Laghetto|panchina - Accavalla la gamba destra sulla sinistra, facendo dondolare leggermente il piede nel vuoto. Scorre la lista di numeri «Dannazione, me ne devo esser persi qualcuno..» Borbotta fra sè e sè, con un sospiro. Annusa l'aria che la circonda, più per abitudine che altro, percependo intensamente gli odori degli alberi e dei fiori che la circondano. Distanti, alcuni umani in una passeggiata notturna, ma nessuno così vicino da cogliere la propria attenzione. L'odore di sudore, tuttavia, arriva prorompente nelle narici della mutaforma, talmente improvviso da farle corrugare la fronte forse ancor prima che la voce la raggiunge. Involontariamente, ne ricercherebbe la fonte, soffermando l'attenzione e lo sguardo scuro sulla figura dell'umano. «Uh?» Ascolta la domanda inclinando appena il capo nell'osservarlo e cercando di scindere l'odore della pelle da quella del sudore. «Oh certo!» Esclama, abbassando lo sguardo sul telefonino con lo schermo ancora acceso. «Sono le ventidue e venti» Afferma, risollevando su di lui il viso con un sorriso tranquillo, rimanendo seduta alla panchina. Non chiede o dice altro, ma non appare indisposta alla presenza altrui su cui è ancora posato uno sguardo incuriosito. «Olfatto Sviluppato»
22:32Zach »laghetto, Panchina - La donna sembra presa dal proprio telefono, Zach modera il passo attendendo di venir avvistato a sua volta prima di concludere il proprio avvicinamento. La sensazione invisibile si fa persistente. Apre le labbra in fugace sorriso, mentre studia discretamente i movimenti della donna, il colorito della sua pelle e dei suoi occhi, gli indumenti da lei portati. Le spalle si rilassano appena un po' di più.«Ah di già...»Una mano portata alla schiena. Fermandosi ora ricomincia a sentire i dolorini provocati dalla serata movimentata passata il giorno precedente. Ci sono un paio di medicazioni, sotto gli indumenti, ma nulla che gli renda i movimenti difficoltosi.«Non è che posso fare una chiamata? Non è un'emergenza, lo ammetto, ma mi farà stare tranquillo.»La studia ancora, come reagirà alla sua richiesta.«Non ha visto nulla di strano muoversi tra gli alberi, là dietro vero?»Lo sguardo si sposta verso l'oscurità, di colpo, come attirato da qualche movimento inconsulto. Un indice punta verso il piccolo boschetto di querce.
22:41Kimama Laghetto|panchina - Ricambia il sorriso, osservandolo sotto la luce dei lampioni sparsi lì intorno. I tratti della mutaforma richiamano vivacemente quelli dei nativi americani che è facile trovare alla Riserva. Sebbene siano "sporcati" dalla metà che appartengono al padre. Umetta le labbra, annuendo alla sua affermazione. «Eh si..» Afferma, con un sorriso leggero. Inclina leggermente il capo, soffermandosi ad osservarlo con quella curiosità intrinseca che ha probabilmente ereditato dalla sua parte felina. Alla sua richiesta, fa un breve cenno del capo. «si, certo, nessun problema..» Nel dirlo, andrebbe a sbloccare il telefonino che intanto si era spento. Stava premendo il tasto sull'icona della cornetta per far apparire il tasterino numero che la sua domanda le fa corrugare la fronte. Alza lo sguardo prima su di lui e poi cercando di voltarsi più lentamente rispetto all'umano nella direzione indicata. «No, non mi pare.. » Commenta intanto «Forse qualche volpe che si è persa o qualche gatto.. Non mi preoccuperei più di tanto..» Afferma, alzando l'angolo destro delle labbra con tono rassicurante, Ma annusa l'aria, perchè "non si sa mai". «Ecco, tieni..» Nel tornare con l'attenzione su di lui, gli porgerebbe il telefono sbloccato, con la tastiera bella pronta. «Olfatto Sviluppato»
22:51Zach Laghetto, Panchina - Fa per sgranchirsi, andando a flettersi leggermente indietro. Una leggera smorfia dipinge il viso dell'uomo, che ormai va per i quaranta. Ritorna a osservarla mentre sfodera il suo cellulare con fare gentile e sincero, dopo quegli attimi di curiosità animale nei suoi occhi.«Grazie eh.»Di nuovo quel sorriso affabile, lui è più un cagnolone coccoloso. Il telefono illumina per qualche istante il volto della donna, sottolineandone i lineamenti nativi, nascondendone altri. Un pausa, mentre scruta anche lei l'oscurità, ma con sufficienza, si affida ad altre sensazioni. Scambio di telefono.«Io sono Zach, comunque. Zach Newbury.»Porge la mano libera mentre con l'altra digita velocemente un numero e poi porta il telefono all'orecchio. Qualche secondo di pausa, c'è attesa ma il viso dell'uomo non mostra preoccupazione.«Hey! Nana, Zach. Sì, sì okay...no niente...»Abbassa la voce.«...triceratopo»Torna il tono normale.«..tranquilla, sì, okay ma tanto la carta stagnola serve solo per le gazze, quelli sono troppo grossi...Va bene non faccio tardi a dopo.»Clic, chiamata chiusa. Fa per ripassare il telefono ma c'è un'esitazione. Abbassa lo sguardo, digita qualcos'altro sul telefono. Il numero chiamato non sarà presente nella cronologia.«Grazie. Nonne apprensive, sai.»Le sorride, innocente restituendole il telefono.
23:02Kimama Laghetto|panchina - Noterebbe la smorfia sul suo volto, ed un istintivo movimento le farebbe abbassare la gamba accavallata. Si protende leggermente in avanti, staccando la schiena dalla panchina ma senza ancora alzarsi in piedi. «Tutto ok?» Chiede, sebbene se ne pente poco dopo non sapendo se fosse inopportuno chiederlo. Lascia il telefono nelle mani dell'altro, con quella che potrebbe essere definita sia gentilezza che fiducia nel prossimo. «Kimama Holt, piacere» Si presenta a sua volta, porgendo la mano destra per stringerla con una presa ferma ma al contempo delicata. Distoglie così lo sguardo, come a volergli dare la sua privacy nella chiamata che andrà a fare. Ma la ascolta, involontariamente, visto che rimane lì. Corruga la fronte al nominare la tipologia di dinosauro, si sposta leggermente sulla panchina trovandola improvvisamente scomoda. Ma aspetta che termini la chiamata. Nel farlo, torna su di lui, tendendo la mano per riprendere il telefono quando avrà cancellato anche il numero. «Figurati.. Vivi con lei?» Chiede con una lieve curiosità. «Anche la mia mi da qualche pensiero..E se ne prende per me.. So che vuol dire avere una nonna apprensiva.» C'è un ampio sorriso, con una nota dolce nel parlare dell'anziana donna. « Vivo da lei da quando sono tornata a Bower prima dell'estate.» Afferma con un leggero cenno del capo, posando ora il telefono sulle cosce, trattenendolo con la sola mano destra. «Crede anche lei a quello che scrivono i giornali?» Chiede, in riferimento al triceratopo e all'articolo uscito qualche settimana fa sui pterodattili. «Olfatto Sviluppato»
23:11Zach Laghetto, Panchina - L'altra si è preoccupata per la smorfia di dolore ma lui l'ha tranquillizzata con un semplice gesto della mano, dopo tutto era solo una fittina dalla quale si è ripreso molto velocemente. Sarà questione di qualche giorno.«Holt.»Ripete quando l'altra si presenta, come se stesse assaporando quel cognome, o forse semplicemente tracciando un percorso invisibile in un archivio mentale. Sente di essere osservato, immagina di essere ascoltato, mentre telefona ma l'altra è discreta nel riaccettare il dispositivo.«Sì. Nonna Abbi è la migliore coinquilina che potessi chiedere.»Sorride compiaciuto.«Ah, nuova cittadina... Estate un po' calda per trasferirsi a Bower.»Sorride, frasi di circostanza quasi.«Io? No, ovviamente. Abbi? Ovviamente sì.»E' compiaciuto della domanda.«Ho passato una sera intera a farle vedere i debunking che girano online, tutti gli sbugiardamenti possibili: il caldo, gli animali con cui si sono confusi...Niente, irremovibile.»Fa spallucce, con aria innocente.«Lei ci crede?»Sorride, sornione.
23:20Kimama Laghetto|panchina - Al suo cenno, annuisce, ma comunque si fa qualche centimetro più a destra per liberare spazio sulla panchina. «Prego..» Con la mano libera indicherebbe la seduta invitandolo a prendere posto. Annusa ancora l'aria, percependo per lo più l'odore dell'umano essendo vicino. E null'altro almeno per ora sembra darle pensiero. Ne ricambia il sorriso, con una leggera risata. «Si beh, non quando decide che il condizionatore uccide e ti fa passare un'estate torrida senza..» Sospira sommessamente, alzando gli occhi al cielo. Ma non era risentita da ciò, solo ironica. «Più o meno» Afferma alla sua frase. «Sono nata qui a Bower, nella riserva. E ho vissuto per undici anni qui.. Poi mio padre è stato trasferito e ce ne siamo andati a New York..» Fa una breve pausa, senza staccare gl'occhi dall'altro. «Però si, temperature alte, decisamente.. Ora sembra esser tornata normale.» Afferma, con un breve cenno a quella splendida serata di luna piena. Inclina appena il capo alla sua sinistra, sollevando di poco il mento. «Credo che la gente abbia visto troppi film.. e preso qualche botta in testa..» Afferma, scuotendo infine il capo. «No, non ci credo.. Ma le nonnine si sa.. credono un pò a tutto quello che scrivono i giornali o dicono in tv.» Fa spallucce, includendo anche la sua nel discorso.«Olfatto Sviluppato»
Zach ti sussurra: perdonami contrattempo telefonico, scrivo ora
Sussurri a Zach: no problema, son qui!
23:46Zach Laghetto, Panchina - Le fa spazio sulla panchina, il Detective accetta di buon grado, appoggiandosi delicatmente con le natiche e prostrandosi in avanti appoggiando i gomiti sulle ginocchia. Lo fa con calcolata lentezza, per evitare altre smorfie troppo visibili.«Ah, è una di quelle...»Ride sotto i baffi, non è comune avere discorsi così comprensibili su questo argomento, almeno non con tutti.«Ah, avevo intuito bene, ma non volevo fare supposizioni.»Sorride, monitorandola comunque discretamente.«Anche Abbi ha radici nella Riserva...anche se non le abbiamo mai esplorate.»Sorride, pacato.«Una mia bisnonna.»Spiega, con calma.«Poi lei è cresciuta a Riverland.»Non parla di sè, ma di altri, abilmente.«Beh, sicuramente qualcosa è successo nelle scorse settimane, tra i vari blackout e le disavventure più strane del solito...ieri è crollato un ponte a Manitoba, per dire.»Così tanto per aggiungere alle sfighe recenti della contea.«Eh i giornali forse possiamo ignorarli, ha ragione...»E lui lo sa bene.«Le nonnine però vanno ascoltate, tra le tante manie e le tante leggende che ci raccontano, ci sarà pure qualcosa di vero, no?»Sorride, come un cane che ha bisogno di coccole.
23:59Kimama Laghetto|panchina - L'osserva sedersi e nel farlo si volterebbe un pò sulla seduta per girarsi nella sua direzione. Il braccio destro verrebbe posato sullo schienale della panchina e la gamba sinistra si accavalla sulla destra. Un sorriso, un cenno di assenso. «Già..» Afferma con un sospiro pacifico. «Mh? Su cosa? Che vengo dalla Riserva?» Chiede con tono gentile. Ascolta poi il dire sulla nonna, mostrando nuovamente quella vivace curiosità che si rispecchia soprattutto negl'occhi scuri. «Capisco.. Quindi hai un pò di sangue nativo anche tu..» Fa una pausa. «Alla lontana almeno..» Inspira l'aria, mentre lo sguardo spazia soffermandosi sul viso, o a incrociare direttamente quello altrui. Si studiavano a vicenda, a quanto pare. «Tu sei di Bower?» Chiede, nella sua volta di far domande. Tuttavia, corruga la fronte. «Il ponte di Manitoba? Non ne avevo sentito.. » Mormora con perplessità «Cos'è successo?» Domanda «Si è fatto male qualcuno?» Aggiunge, forse incalzandolo un pò, ma era genuinamente preoccupata. Abbassa di poco le spalle, rilassando i muscoli. La sua successiva affermazione, tuttavia, le strappa un nuovo sorriso. «Chi lo sa.. Questo mondo è vasto.. Per quanto ormai ci sembra piccolo ai giorni nostri. Ma credo ci sia sempre qualcosa di nuovo che impariamo.. Qualche angolo remoto inesplorato da scoprire..» Fa una breve pausa. «E se non ci fosse qualcosa di vero.. al più.. sono comunque belle storie.» Afferma infine «Olfatto Sviluppato»
00:11Zach Laghetto, Panchina - L'altra sembra molto comoda, girata di tre quarti, quasi accoccolata sulla panchina. Lui è un po' acciaccato e per quanto umano rimanga, prova a non darlo a vedere.«Sì, sì, mi sembrava di averla già...vista.»Non esattamente, ma non si può essere specifici.«Sì, ma non lo contiamo...Sono a malapena Boweriano. Ho passato qui la maggior parte delle mie estati, crescendo, ma erano mia madre e tutta la sua famiglia i veri cittadini.»Un cenno del capo.«Io sono di Portland, ma direi che ormai mi concedo da solo la cittadinanza onoraria. Mi sarà concesso.»Il perchè lo sa solo lui, o non lo dice ad alta voce.«Ah, ho sentito qualche chiacchiera, mi sa che non ha fatto molto scalpore...sa era di legno, il villaggio è mezzo abbandonato.»Della serie, così è la vita in periferia: dimenticati da tutti.«Cedimento strutturale, in seguito a un'aggressione animale...di nuovo uno di quelli grossi, credo un'orso, il caldo li fa...»Ruota gli occhi, cerca la parole.«Andare su di giri.»Il caldo.Gli orsi. Sì.«Ah ma non parlo del mondo, signorina Holt.»Si alza in piedi.«Parlo delle storie su Bower, le storie sulla vostra Riserva. Sappiamo entrambi che non sono tutte leggende.»Spiega con semplicità, quasi rilasciando una certa tensione nella mascella, come a liberarsi di un peso. Attende reazioni, poi si volta con menefreghismo.«Mi saluti Christian, non lo incrocio da un po', spero che stiano bene anche i suoi figli.»Un occhiolino nella penombra della notte, mentre fa qualche passo per allontanarsi, ancora la sentirà se lei dovesse parlare.«Tanto ci incroceremo di nuovo, si fidi. Ho il suo numero.»Un ciao con la mano, di quelli che strizzano l'aria, le dita che si aprono e si chiudono, se non venisse bloccato riprenderebbe a corricchiare per il parco.«end?»
Zach ti sussurra: io chiuderei, che devo concludere la telefonata familiare di prima, perdonami per la breve giocata ;-;
Sussurri a Zach: nessun problema! grassie della role ^^
Zach ti sussurra: aspetto la tua?
Sussurri a Zach: yep, finisco di leggere e rispondo!
00:23Kimama Laghetto|panchina - Ne ascolta quindi le origini, con una breve scrollata sulla cittadinanza onoraria. «Immagino di si..» mormora con tono insicuro, mantenendo il sorriso leggero ed un'espressione qual si voglia serena. Ascolta così il dire riguardo il ponte, la spiegazione in merito l'orso, che le fa corrugare la fronte seguito da solo un lieve mugolio di assenso poco convinto. «Certo, capita..» Ma viene bloccata quasi subito dalla sua affermazione, il sorriso che sembra morire lì sulle labbra. Arriccia il naso, inspira l'aria, quasi volesse catturare l'essenza stessa dell'umano per registrarla nel suo archivio di odori. Stringe per un momento le labbra, sollevando il mento. «Stanno bene.» Afferma, in merito a Christian, assottigliando lo sguardo nell'osservarlo. «Sarà fatto..» Lentamente si mette in piedi a sua volta, tirando con sè anche la borsa che verrebbe portata a tracolla. «Fidarmi.. Credo sia un parolone grosso dopo quel che mi hai appena detto eh!»Afferma con tono vagamente risentito, mentre l'altro si allontanava. «Ma tu guarda che tipo..» mormora poi a bassa voce, scuotendo il capo un paio di volte. Rimuginando fra sè e sè, e lanciando di tanto in tanto un'occhiata nella direzione presa dall'umano, si allontana nel luogo riprendendo il telefono. «Olfatto Sviluppato» ||