21:48 Ithil [ Sentiero ] La vita, in quella citt?, scivola noiosa e lenta di giorno in giorno. Ore passate fra quelle mura, a respirare la medesima aria di ricchi e pomposi nobili, avvolti nelle loro nuvole di profumo, ad ingozzarsi con cibi grassi, unti.. Ecco perch? si ritrova sola, lontana dal chiacchericcio dei grandi saloni nobiliari. Nauseata da quella vita monotona che ogni giorno si ripete. La figura dell'elfa ? in una zona pi? isolata dei giardini. Lanterne illuminano i sentieri che si snodano al suo interno, articolandosi senza un reale disegno, similari ad un labirinto. Di tanto in tanto, v'? il passaggio di alcune guardie. Ma l'udito fine dell'elfa e l'innata agilit? le hanno concesso di anticiparli pi? e pi? volte in modo da passare inosservata, distante da loro. Indossa un lungo abito color verde smeraldo, riccamente ricamato. Il busto ? stretto in un corpetto a stecche che mette in risalto le forse e le stringe in una morbida stoffa di raso e seta. La gonna ? lunga e si compone anche di uno strascico lieve. Un lungo mantello copre la sua figura, proteggendola dal freddo. Il cappuccio ? tirato sul capo, come se temesse che l'oro dei propri capelli potesse attirare l'attenzione. Non tira un filo di vento e l'aria ? satura dell'umidit? a causa della nebbia.
21:55 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] La luna ? stata mangiata dall?oscurit?, le stelle coperte dalle nuvole e la nebbia ha dichiarato di voler essere presente ad ogni apparizione del Demone. E? stato facile superare le due guardie all?ingresso, loro non possono volare. Li avrebbe tranquillamente uccisi ma avrebbe fatto troppo rumore. Il Pupazzo cammina tranquillo per quello che sembra un giardino bellissimo, almeno agli occhi degli altri. Addosso ha un maglio grigio, pantaloni di pelle scura e stivali neri a coprire i piedi. Non parla ? silenzioso. Si guarda intorno, calcolatore. Osserva le mura con i suoi occhi verdi, nota quale punto sia pi? facile da scalare. Calpesta un fiore, alza il piede osservando quei petali viola attaccati alla scarpa. Un sorriso maligno si presenta sulle sue labbra, presto, potr? fare cos? con tutti, schiacciarli, divorarli, gustarsi fino all?ultimo pezzo di quelle anime. Si morde in modo osceno il labbro inferiore mentre osserva come le poche guardie che si trovano l? non sono molto ligie al dovere. «Dunque?questo ? il palazzo Nobiliare uhm?» sussurra poi tra se e se, chinando la testa di lato cercando di capire quale sia l?entrata e quale l?uscita visto che lui ? piovuto dall?alto. Aveva seguito Layla, cercando di capire dove andasse quasi ogni giorno. Ormai si danno appuntamento al Regine tutte le notti ma lei non gli raccontava nulla. Per una volta la farfalla ha agito in modo saggio. Ma, purtroppo, Molydeus non ? tipo da fermarsi solo alle parole. Lei ? sua e deve sapere tutto
21:55 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] sulla sua vita, per poi distruggerla. Purtroppo non pu? entrare all?interno del palazzo, poco male, si limiter? a trovare una soluzione come al solito. Rimane fermo, immobile, al centro dei giardini reali, osservandosi intorno ed immaginando tutto questo in fiamme, distrutto, deturpato e reso gloriosamente nullo. Ancora non si avvede di Ithil, ma poco gli importa scivolando in quella mente malata nei sogni e desideri di un?anima impura. Si bagna le labbra guardando come quei fiori siano cos? belli da volerli strappare e portare alla Farfalla, come a ricordarle che non ? sicura da nessuna parte? come a ricordare che nessuno ? pi? al sicuro ora che lui ? l
22:04 Ithil [ Sentiero|Prato ] Aveva contato i minuti. Ogni singolo minuto, da quando l'ultima ronda era passata da li. Per un p?, sarebbe stata tranquilla, in quella notte priva di luna. Respira lentamente, lasciando che il vapore del respiro caldo si condensi in quelle nuvolette che si mescolano alla nebbia. I suoni del palazzo sono lontani, cos? come le luci calde sono sbiadite, distanti. TUtto appare irreale, un mondo finto come le persone che vivono al suo interno. Eccola ricercare la pace in quel piccolo giardino. Una magra consolazione, visti gli ultimi accadimenti. Abbandona il sentiero, per ricercare il passo sopra uno di quei prati curati. Leggiadra, v'? solo il passo morbido sull'erba umida. La insegue il suono morbido del fruscio delle vesti contro il terreno, similare ad un lieve e distante sussurro. Non si avvede della figura di Molydeus, almeno non subito. Nella sua mente, ancora conta i secondi che sono passati cambio della guardia. Il viso ? coperto ed assorto, distratta momentaneamente. Le mani stringono il mantello intorno al corpo, per proteggerla da quel freddo che le entra fin nelle ossa. Ma poco importa, meglio cos? per quella sera. Rifuggia nella solitudine. L'udito permane attento, in ascolto, per catturare eventuali passi in avvicinamento.
22:22 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] Ed ecco che sente dei passi, leggeri ma comunque udibili per via del religioso silenzio che aleggia tre i fiori, la nebbia e gli alberi. La Bestia muove i fili del Burattino facendo in modo di osservare la figura che si sta avvicinando. All?inizio guardingo essendo in un posto molto pericoloso, poi si rilassa quando nota le vesti e le movenze. Una donna, magari una nobile di quel castello, facile da irretire, facile da convincere a farlo entrare?in ogni senso. Si lecca le labbra mentre fa un passo indietro come a nascondere la sua presenza agli occhi di Ithil, o almeno proverebbe. La mente perversa del Demone comincia ad assaporare il momento in cui riuscir? a toccare la sua anima, in cui prover? a strappargliela dal petto, in cui guster? il battito del suo cuore tra i suoi artigli. Attende un attimo, la studia e nel frattempo pianifica le prossime mosse, la sua identit?, la sua storia, tutto per non passare come Molydeus ma solo come Nathan, giovane giardiniere apprendista, scappato di casa ed adottato dal curatore di quel Giardino. Si stringe nelle spalle, non ? granch? come storia ma almeno per una ricca ragazza, magari anche capricciosa e viziata, non dovrebbe fare differenza, le parole verranno da se e le sensazioni di Vanit? e Avidit? anche, sempre crescenti, almeno, ? quello che si auspica. Il Demone vorrebbe assalirla per?, mangiarla senza darle il tempo neanche per urlare, neanche per farle provare la minima esitazione. No, sarebbe stato troppo pericoloso.
22:22 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] . « Accidenti!» comincia ad alzare la voce per farsi sentire dalla Donna, facendo finta di uscire da dei cespugli da cui si era, forse, intricato. « Finalmente..» Dice infine piegandosi in due e fingendo di respirare affannosamente. Le mani vanno ai fianchi mentre attende, come il ragno che ?, che la prossima vittima si posi sulla sua tela d?inganni e si lasci mangiare dal predatore.
22:34 Ithil : [ Sentiero|Prato ] Un passo. Ella ferma il proprio, d'improvviso. Ogni rumore, ogni minimo suono percepito dal fine udito dell'elfa fa scattare i propri pensieri, iniziando gi? a pensare a dove rifuggiarsi, dietro quale albero nascondersi. La nebbia cela molto e le tenebre non l'aiutano nemmeno un p?. L'aria fredda della notte si condensa in quei lievi respiri. Quand'ecco che una voce, seguita da una sagoma, iniziano a prendere vita. Il respiro del vento torna a soffiare, sfiorando lievemente il viso dell'elfa. Questa solleva gli occhi verso il cielo, sentendolo come una carezza della Madre che veglia su di lei. Due smeraldi si fissano contro la volta celeste, mentre pare che la nebbia inizi a venir spazzata via da quella leggera brezza. Ma poi si ridesta, tornando su quella figura che appare dal nulla. Da un cespuglio forse. Le labbra si stringono in una linea retta. Unica e sola, colei di cui si fida non si trova li con lei. Non quella sera. RImane ferma in quella posizione. Schiena dritta, spalle in fuori, mento appena sollevato. Il cappuccio mette lievemente in ombra il viso diafano, nascondendo cos? il colore dei capelli, ma in particolare, le orecchie a punta. «Avete smarrito la via?» Il tono ? basso, temendo ovviamente di attirare una qualche guardia. Ha un accento particolare, tipico di chi non appartiene a quelle terre. Melodiosa e fredda al tempo stesso, come quella brezza che s'? levata sui giardini.
22:48 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] La nebbia si dirada, come il sipario che si muove per dare adito agli spettatori di potersi gustare quella scena. Gli attori sono al loro posto, almeno uno, il protagonista che, sentendo la voce dell?Elfa si girerebbe. Nathan mostra uno sguardo tranquillo, pacato, sebbene finge di essere sorpreso di trovare Ithil quella sera ai giardini. Abbassa la testa in segno del rispetto che emula verso la Principessa. «Oh, perdonatemi?» dice poi facendo un passo indietro, recita di essere titubante, di essere alla merc? di quella donna che invece piano piano, cominciando da quella frase, sta per posarsi sulla ragnatela. Piccola e povera stolta. Un pensiero va alla Dama di fuoco, l?idea di averla traviata davanti alla cattedrale senza pudore sarebbe ancora nella sua testa, gustandosi gli ultimi momenti e le sue parole. Poi va a Layla, la sua vittima preferita, cos? stupida da ancora non capire di aver perso quel gioco. «Sono uno dei giardinieri mia signora?e? stavo finendo di potare delle piante ma non ho visto l?ora?chiedo venia, tolgo il disturbo?» spera solo che la donna non lo lasci andare. Di riflesso comunque le darebbe le spalle iniziando a camminare verso un punto imprecisato del luogo. Sorriderebbe maligno infine, non facendosi vedere da Ithil, attendendo una sua frase. Aguzza l?udito mentre si osserva intorno, ancora nessuna Guardia. Pigri e grassi bovini che non sanno fare il loro lavoro. Emula un respiro profondo mentre pensa alle prossime parole, alla prossima battuta di
22:48 Molydeus : [ F.U./ Giardini ] quel copione che porterebbe Ithil a fidarsi di lui e magari a concedersi. Non sa chi ha di fronte, non sa che la sua preda ? una persona importantissima del Regno, ma poco importa, anzi, meglio. Irretire una donna di tale fama sarebbe un catalizzatore per la sua di Vanit?. Permane in silenzio mentre muove un passo dopo l?altro, allontanandosi di qualche metro. Se l?avesse lasciato andare avrebbe trovato una soluzione, o al massimo sarebbe tornato al regine per consumare una delle concubine di Kaelsier?o Kaelsier stessa.
22:58 Ithil : [ Sentiero|Prato ] Statuaria, permane in piedi di fronte a lui. La nebbia vola via, lasciando solo spesse nubi a coprire il manto notturno. Ma la luce della luna ? timida e si cela dietro le ombre, non concede il dono all'elfa della propria vista in quelle notti. Il Novilunio. Le braccia sono distese lungo i fianchi, le mani coperte da quella spessa stoffa pesante che avvinga in morbide onde le mani affusolate. «No, non scusatevi» Pronuncia ancora quelle parole, con quel tono melodioso e calmo, dal particolare accento. Gli occhi chiari si spostano, notando come quella figura inizi ad allontanarsi, a voltarle le spalle. La solitudine, la quiete di quei giardini. La sua mente ancora conta i secondi, i minuti per il prossimo cambio di guardia, un pensiero fisso, una preoccupazione viva. Guai a far sapere che la sua figura non si trovi all'interno del Palazzo. «A quanto pare, siete uno dei pochi uomini ligi al dovere. Qual'? il vostro nome?» Chiede ora senza ancora dare segno di volersi avvicinare o dare troppa confidenza. Austera la figura, lo fissa al di sotto del cappuccio, celando ancora il proprio essere e la propria identit? «Chieder?, affinch? la vostra buona volont? venga premiata.» Sentenzia infine, e paiono serie quelle parole.
00:02 Molydeus : [ F.U./ Prato ] Finge di respirare il demone facendo uscire quella nuvoletta di vapore che si mette a danzare l? dove la nebbia ha deciso di arretrare. Si ferma ascoltando le sue parole. Si umetta le labbra in quel sorriso cos? osceno e cos? maligno. Si volta mostrando lo sguardo basso. Eccolo che la tela comincia ad essere intessa, gli occhi osservano il verde del prato. Le iridi del Pupazzo infine si alzano sulla figura di Ithil. No, lei non si avvicina, lui fa la stessa cosa. «Non vi preoccupate mia Signora?il mio nome non ? importante?» dice poi, cercando di mantenere il mistero intorno alla sua figura. China la testa di lato osservandola « Faccio solo il mio dovere?» Si, il suo dovere di tentatore, di Anima Oscura che porta gli spiriti nell?abisso, farle soffrire fino alla fine dei tempi. Rimane in silenzio poi non riconoscendo la voce ma stabilendo un accento diverso dalla zona in cui si trovano. Permane fermo ora ad osservare la figura incappucciata. Vorrebbe strapparle di dosso quei vestiti, vedere il viso, vedere il corpo, assaggiare la sua carne ed il resto. Si umetta le labbra come se fossero secche. Attende la risposta dell?Elfa mentre cerca il Ragno di raggiungere la sua prossima vittima. Se fosse riuscito a farla sua allora avrebbe addirittura un contatto all?interno del Palazzo Nobiliare. Una cosa da tener conto in quello che lui sta provando a fare. Avere tutto, tutto per lui. Donne, poderi, denaro, tutto, tutto nelle sue fauci, per poter essere distrutto e ricostruito,
00:02 Molydeus : [ F.U./ Prato ] , ma sar? tutto comunque suo, per l?eternit
00:19 Ithil : [ Sentiero|Prato ] Intimorito, forse, da quel suo modo di fare. Gli occhi si spostano, lasciano andare la sua figura. Il silenzio torna ad avvolgerla, mentre il passo si muove sull'erba. E' verso uno dei cespugli che va ad avvicinarsi, uno di quelli curati, sui cui riescono a far sbocciare ancora dei fiori. «Questa ? una citt? triste.» La voce melodiosa accarezza l'aria. «Le persone volgono verso gli altri odio, violenza..Eppure, fra queste mura c'? ancora qualcuno che ha il tocco lieve e delicato per curare questi fiori.» Si ferma vicino al cespuglio, chinandosi appena per allungare la mano destra verso il fiore pi? in alto. Non lo coglie, sfiora solamente i petali bianchi con le dita, lisciando la superfice di seta. «Invero, non ritengo i nomi molto importanti. Si ? capaci di celare un'intera esistenza, dietro un nome. Una maschera, che portiamo con s?.» L'espressione sul suo viso ? indecifrabile, ancor di pi? per le ombre che lo celano. «Ma se non desiderate dirmelo, lasciate che vi ringrazi.»Lascia stare ora il fiore, raddrizzando la schiena per poi voltarsi verso di lui «Tentate di rendere questi giardini degni del loro nome. Ed in tempi come questi, non dev'essere facile» Sincero il tono, calmo e lieve, come una brezza estiva. V'? una nota malinconica nella voce, come di qualcuno che non appartiene a quei luoghi, che ha vissuto a lungo. V'? saggezza in quelle parole.
00:42 Molydeus : [ F.U| Prato ] Ascolta le parole di Ithil. Sorride a quelle parole « la belle ? insita in tutte le cose, solo che i fiori sono capaci di esprimerlo in un modo meraviglioso?» comincia a dire, parole non sue, ma di un vecchio poeta conosciuto tempo fa. Grazie, vecchio amico. Visto? La tua fama vivr? in eterno, io mi ricordo ancora qualche verso. « Io faccio solo il mio lavoro qui, mia signora?» le dice infine seguendola con gli occhi ma non avvicinandosi, non ancora. Si umetta le labbra per? quando lei da la schiena al Pupazzo. E? qui che il demone vorrebbe assalirla, divorarla, nel momento in quei lei ? pi? indifesa. Si lecca in modo osceno quelle empie labbra prima di fare un passo in avanti. Ecco che il Pupazzo salterebbe su di lei ma, vedendola muoversi, si ferma. A debita distanza mentre le fa quei discorsi. Forse ? intelligente oltre che capricciosa e viziata. Una sfida in pi? per la sua Vanit?. Rimane in silenzio un attimo e poi abbassa lo sguardo sentendo quella frase sui nomi. Si, ha completamente ragione. Rimane fermo mentre porta le mani dietro la schiena mantenendo la testa ritta insieme alla schiena « Il mondo sar? anche triste, ma bisogna trovare anche i lati positivi, come questa sera?» Comincia a dire tessendo ancora di pi? la sua tela, cercando di raggiungere la sua preda in modo subdolo « io sono rimasto chiuso qui da solo al freddo?ma ho incontrato voi?» conclude infine stringendosi nelle spalle?«mia signora?» si sbriga a dire come farebbe qualsiasi garzone. Bravo il nostro
00:42 Molydeus : [ F.U| Prato ] attore che abbassa di nuovo la testa attendendo una risposta da lei. Il pupazzo ? fermo mentre il Demone freme dentro di lui, quasi a voler uscire con la forza e rapirla da quei giardini.
01:09 Ithil : [ Sentiero|Prato ] Sente inizialmente il suo passo. Sono pochi, atti ad avvicinarsi alla propria figura. Spalle dritte, postura rigida e ferrea, come di chi ha passato anni a studiare le buone maniere. Ed ella, di certo, ha avuto molto tempo per affinarsi. Elegante nei movimenti e nei gesti, innata nella propria anima ed essenza. L'attore continua con quella sua farsa ed ella, dal canto suo mantiene un'accurata distanza. In fondo, poco si fidava delle genti di quella citt?. Le sue parole lascia che scorrano. Non vi si sofferma troppo. Non ? viziata, sebbene nulla possa dar conferma in quel suo comportamento o nelle sue parole. «Dovreste fare comunque attenzione. Le guardie potrebbero fraintendere la vostra presenza, di notte, in questi giardini. Empie parole mi sono giunte. Di strani avvenimenti in citt?. E qui ? facile che qualcuno vada portato al rogo in pubblica piazza.» Sentenzia dunque. Ogni sua parola, a partire dall'accento, le dona quell'aria di straniera. Indirettamente, lo fa ben intendere. Un sospiro va poi condensandosi sulle labbra. «Non desidero annoiarvi o trattenervi..» Solleva lo sguardo verso il cielo, andando a ricercare le nuvole, le stelle che queste celano. In quel suo movimento, permette al viso di mostrarsi in parte, donando il profilo all'uomo. Bianco come la neve, liscio e privo di alcuna imperfezione. Le orecchie ancora si celano, ma qualche ciuffo dorato sfugge dalla bionda chioma, sfiorando le guance.
01:22 Molydeus : [ F.U| Prato ] Fa un passo indietro riuscendo comunque a mantenere la calma. Ascolta le sue parole e un mezzo sorriso si presenta sul suo volto. Rogo? Che venissero, non ha certo paura di distruggere il suo Burattino, ne avrebbe trovato un altro, magari pi? intrigante in modo da facilitargli il compito. « Mia signora, sono solo un semplice giardiniere, non credo che mi farebbero del male?ma anche se lo facessero, voi mi proteggereste vero?» le chiede poi come qualcuno che ha bisogno di aiuto, un piccolo esserino indifeso pronto ad essere schiacciato dal primo stivale di ferro di qualche Cavaliere. «Non mi state trattenendo, e non mi state di certo disturbando?» le dice poi falsamente sincero stringendosi nelle braccia « ? la prima volta che parlo con una persona del vostro rango?e vi chiedo perdono se vi ho mancato di rispetto?» sposta lo sguardo come se fosse veramente dispiaciuto ed imbarazzato di qualcosa che ha fatto o detto..« mi piace la vostra compagnia, sebbene so di certo che la mia invece potrebbe tediarvi?» dice poi per osservare le sue reazioni e capire se poter cambiar comportamento o no. Osserva poi quel ciuffo biondo, bene, un altro particolare che ha ben impresso nella sua mente. Il ragno continua a tessere cercando di raggiungere il suo obbiettivo. Rimane comunque silente chinando la testa di lato « se volete, vi lascio a riflettere sui vostri pensieri?» conclude infine guardandola. La voglia di assalirla sale, ma non avrebbe fatto in tempo a cibarsi di lei prima di un suo
01:22 Molydeus : [ F.U| Prato ] urlo. No, troppo pericoloso. La preda deve rimanere viva e pronta per essere mangiata in un secondo momento. La fissa con i suoi occhi verdi, la studia, la sonda cercando di raggiungere la sua anima, forse la pi? lontana di tutte, ma anche la pi? vicina. Gli artigli di Molydeus si muovono cercando di carezzare il suo spirito. Nathan invece rimane fermo, con ancora quel viso contrito dall?imbarazzo. Se potesse arrossirebbe pure per dare man forte a quel suo fare. Bravo il nostro Attore.
01:35 Ithil : [ Sentiero|Prato ] Rimane ancora a fissare quelle stelle brillare, fin quando la nuvola grigia non va a coprirle, a celarle alla sua vista. Ascolta i suoi passi, ascolta i suoi movimenti. Ma ? principalmente sulle parole che si sofferma. «Proteggervi?» Chiede alla sua volta, spostando lo sguardo su di lui. Quella domanda le suona bizzarra, insolito per lei che le venga fatta una similare richiesta. «Se ci? risiede nella mia giuristizione.. Qualora accadesse ora, beh.. Non avrei problemi a dire alle guardie che stavate solo adempiendo al vostro lavoro..» Chiare e semplici parole, forbite nonostante ci?. Un lieve sorriso si dipinge sulle labbra dell'elfa. «Non sapete chi sono.. Potrei essere una qualsivoglia donna di corte.. Non possedere alcunch?.» Si lascia lisciare l'anima, sebbene non sembri voler cedere in qualche modo. Gentile, a modo, ma la sua razza l'ha forgiata, alto splendore di una delle stirpi pi? nobili. «Oh, non v'? molto da disturbare o da pensare..» Lo sguardo si sposta verso il Palazzo. Continua a contare, silenziosamente nella propria mente, i minuti trascorsi dall'ultima guardia. Tende anche l'orecchio, qualora i passi si avvicinino. «A breve torneranno.. Ci sar? un cambio della guardia» Chiss? da quanto viveva li, per saperlo. Non dice altro, andando a cercare i lembi della gonna per sollevarla di pochi centimetri da terra. Va a ricercare l'albero pi? vicino, uno dal tronco ampio, di modo da potersi nascondere dietro di questo.
02:16 Molydeus : [ F.U| Prato ] Emula un mortal sospiro di sollievo quando sente le prime parole della donna « Non so come ringraziarvi allora?» in verit? qualcosa in mente gi? ce l?ha, ma non ora. Vede poi lei muoversi, nascondersi vicino ad un albero. Inarca un sopracciglio seguendola cercando di non farsi vedere dalle guardie. Non vuole avere due vittime inutili sul conto della serata. Cerca comunque di nascondersi dietro ad un arbusto diverso da quello della Principessa, in modo da mantenere sempre quella certa distanza dalla ragazza. Ancora non ha riconosciuto la sua stirpe e quindi la ritiene una semplice umana. Si umetta le labbra comunque attendendo l?arrivo delle due ed osservando con i suoi occhi verdi la sua vittima. «Siamo sicuri che non ci troveranno qui?» sussurra poi verso Ithil fingendo di essere visibilmente preoccupato di farsi beccare dai soldati reali. Trattiene il fiato, in questo modo pu? smettere di fingere di respirare per poco tempo prima di guardare verso il sentiero. Riamane in silenzio chinando la testa di lato. « Non c?? un posto in cui potremmo stare tranquilli?» Chiede infine alla Principessa. Sperando di trovare un luogo in cui pu? stare tranquillo con lei e riuscire a circuirla per raggiungere il suo obbiettivo.
02:30 Ithil : [ Prato ] Il passo lieve viene mosso, in modo tale da portarsi dietro l'albero predestinato. La schiena viene poggiata contro il tronco, sentendo in lontananza i passi pesanti delle guardie in armatura. Tende l'orecchio, ascoltandole nel loro incedere. Lo sguardo si sposta verso il falso umano, lasciando un lieve sorriso compaia sulle labbra. Lentamente poi si lascerebbe scivolare verso il terreno. «Non ? la prima volta..» Scrolla le spalle, mantenendo un tono basso per non attirare comunque l'attenzione. Ricerca una posizione comoda, sedendosi su quell'erba morbida. Le mani vengono portate verso il cappuccio, lasciando che l'oro dei suoi capelli venga finalmente mostrato. I capelli sono visibilmente lunghi, scivolano al di sotto del mantello, lisci e morbidi. Diversi ciuffi circondano il viso e sfiorano le guance. E le orecchie ora vengono messe in mostra. Sebbene per ella, quello si tratta di un umano e da per scontato che, con quell'assenza di luce, non possa notarle. Socchiude gl'occhi, lasciando che il vento l'accarezzi. «Non saprei dirvi se esiste un luogo tranquillo. Di questi tempi, sono aumentate le ronde..» Mormora lei, come se la cosa in parte la disturbasse. Ed in parte, quella richiesta le suona strana. Le palpebre celano per il momento gli occhi di smeraldo. Respira, facendo alzare ed abbassare il corpetto. Appare tranquilla, in fondo, non conoscendo ovviamente la verit? su quel giardiniere. «Comunque, non torneranno presto..»


03:08 Molydeus : [ F.U| Prato ] Sente il rumore degli stivali. Ascolta il dire della donna ma rimane in silenzio attendendo che passino. Si, lo sa bene che sono aumentate le ronde, anche per colpa sua. Fa un respiro profondo girandosi verso Ithil. China la testa di lato fissando i suoi lunghi capelli dorati e le orecchie?a punta? Il sorriso si amplia, un elfo, un elfo proprio davanti a lui. Si sposta da quell?albero guardandola. Non sa chi ? e poco gli importa. Dovrebbe tornare al Regine per?, il tempo ? quasi scaduto e la gente potrebbe insospettirsi, Layla compresa. « Milady?» dice soltanto avvicinandosi a lei. « Siete bellissima?» finto sorpreso il Pupazzo che cerca di aumentare la sua Vanit? in quel modo, per assaporarne il gusto, cos? diverso da quello di un umano. Si umetta le labbra osservandosi in giro come per fingere di essere imbarazzato « mi dispiace?forse non dovevo dirlo?» conclude infine rimanendo in silenzio. A seconda della sua reazione avrebbe continuato o cambiato il suo atteggiamento. Abbassa la testa per portare gli occhi sul manto erboso. Il Demone freme, vuole assaggiare carne di elfo quella sera.
03:19 Ithil : [ Prato ] La schiena preme contro il tronco dell'albero. Mantiene una posizione relativamente comoda, mentre ricerca la pace in quella notte fredda, prima di luna. Gli occhi si perdono sulle fronde dell'albero per qualche istante. Lo ascolta e quando sembra chiamarla, lentamente si volta a fissarlo nel suo avvicinarsi. L'osserva dal basso verso l'alto. Gli occhi verdi brillano in quella notte buia. «Non vi preoccupate» Scuote il capo. Appare tranquilla. Anche a quel complimento. Non era la prima volta che qualcuno glielo diceva, specie a corte ove la bellezza elfica risalta molto pi? di tante altre razze. La mano destra va a lisciare la lunga gonna, sistemandola. «Vi ringrazio..» China il capo biondo, senza scomporsi. Umetta le labbra, mentre il suono dei passi delle guardie inizia a distanziarsi da loro, nel percorso che andranno a compiere per le prossime ore. Non sente quel suo fremere, quel suo desiderio verso di lei. Sente una voce indecisa, insicura e non vi da troppo peso. Distoglie infine lo sguardo da lui, cercando di non essere insistente o inopportuna. Profuma di rose, di buono. Un profumo che sembra avvolgerla senza apesantirla. E' dolce, come quella figura giovane per l'elfica stirpe.