14:55Nimeria [ Sentiero ] Scivolano e accarezzano quei pallidi raggi di sole. L'astro diurno flebilmente si leva, come ogni d?, sulla citt? di Kirial. Una brezza leggera spira, soffiando e portando con s? il sapore e gli odori del mare a Sud. La quiete, in quella zona, distante da qualsiasi casupola si possa incontrare. Un recinto di ferro nero circonda quello spiazzo, costellato da bianche lapidi. V'? silenzio, li dove solo i morti risiedono. L?, dove i vivi son solamente ospiti, fin quando la morte non li abbraccer?. Alcuni mausolei si stagliano lungo i sentieri che si diramano all'interno di quel luogo. Alberi dai grandi rami si protendono verso il cielo azzurro, ricercando il calore di quell'estate che non vuol giungere. Non v'? modo per lei di nascondersi. Non lo fa o non ? in grado di farlo. Oppure, semplicemente, non sa come. Una figura sottile cammina su di uno di quei sentieri, pi? distante dagl'occhi mortali, in una zona poco frequentata. Forse, quella pi? antica del cimitero. Alta, si staglia ben oltre i due metri. Longinea, magra, ma al contempo non senza forme. Lunghi capelli corvini cadono sulle spalle, composti e lisci come piume di corvo lucenti. Due ciocche candide come la neve circondano un viso diafano, privo di imperfezione ed espressione. Occhi lucenti, di un intenso azzurro ghiaccio che con quel sole potrebbero apparir quasi trasparenti. Ampie ali, richiuse su s? stesse, completano quell'opera d'arte. Immense, lo si pu? ben intuire, di un pallido color cenere.
14:59 Verion : [ Cripta di Reisha, mausoleo Heimer ]Il sole morde le carni come una fiera, ha catturato la sua preda ed ora la tortura trattenendone la vita tra le fauci. Senza riuscire a veder distintamente oltre una decina di metri, il Jaluk si ? sospinto sino al cimitero, aveva udito di uno strano omonimo rispetto al bersaglio del suo ultimo lavoro e questo non ? ammissibile, chi potrebbe mai chiedergli di uccidere qualcuno adducendo un nome falso? Avvolto nel nero manto con il cappuccio calato sul viso, avanza nella zona tombale di Reisha, sfruttando le ombre che i mausolei creano di volta in volta. Le vesti scure di cuoio intessute con l'adamantite e l'argento sono completamente occultate, il pugnale posto orizzontalmente dietro la schiena ? stato affilato con la cote stamane e gli stivali alti cambiati con un paio nuovo di zecca. Lo sguardo saetta fino a un mausoleo su cui legge «Heimer» Ha trovato la cappella della famiglia, ora non resta altro che entrare. Si avvicinerebbe al cancelletto di ferro che tiene chiusa la tomba famigliare, si accovaccerebbe e comincerebbe a studiarne la serratura, nulla di troppo complicato. Ancora non si avvede della figura alata, ma qualcosa comincia a stuzzicare il suo fine udito, spingendolo a muoversi in silenzio. Estrae il coltello con calma e comincia a forzare con la punta la serratura fino a che un clangore metallico non ne fa intuire l'apertura.
15:07Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Le ali non rimangono mai ferme, come se possedessero una vita propria. Alcune piume ricadono sul sentiero che l'accompagnano. Sono simili a quelle dei corvi, nessuno potrebbe mai ricondurlo ad una creatura reietta come quella. Non respira, non tenta nemmeno di emulare quell'umano fare. Il viso ? visibilmente una maschera di ghiaccio, priva di alcun tipo di sentimento od emozione. Il sentiero si snoda, in quella zona in cui vi sono le tombe pi? antiche e forse anche quelle pi? monumentali. Non appare poi cos? strano, come posto. Forse solo un p? macabro. Ma agl'occhi della figura angelica questo non sembra avere una particolare importanza. Il passo mosso ? scalzo, i piedi sporchi. Una lunga tunica che un tempo fu bianca adorna la sua figura, logora in pi? punti. Richiama il grigiore delle ali e viene leggermente sospinta da quel vento che ivi soffia. E' priva di maniche e scivola lungo quel corpo alto e imponente, rinchiudendolo in un bozzolo. La stoffa ? leggera, e lascia intravedere quelle forme come se non temesse d'essere guardata, priva del pudore che aveva in vita. Un suono cattura la sua attenzione, una figura scura, che sembra voler ritornare alle tenebre. Il passo si ferma e fra lei e le spalle del drow vi sono all'incirca una decina di metri. Fra loro, alcune file di tombe ed il sentiero sulla quale ella sta camminando.
15:14 Verion : [ Mausoleo Heimer, interno ]Il coltello torna nel fodero dietro la schiena e le dita affusolate incontrano il metallo logoro dal tempo «Perizia umana, giochi da bambini che si sfaldano sotto l'impietoso scorrere del tempo» Ridacchia divertito, come pu? una razza del genere governare sul mondo, solo per la loro adattabilit? e la loro smodata fertilit? sono riusciti come scarafaggi a monopolizzare i regni sotto il loro dominio. Stende le gambe in un tempo che pare infinito, si volta a guardare verso il rumore che ha udito ma gli occhi bruciano e ci? che vede ? sfocato. Gli parrebbe di vedere una statua, enorme per la sua statura, torreggiare tra lapidi sparse. Strano, eppure quando ? giunto sino a l? non gli pareva di averla notata. Lascia perdere, trovando maggior sollievo nello sprofondare nella penombra della tomba. Una rampa di scale ? illuminata da diversi spiragli nelle pareti, strette e larghe insenature creati appositamente per permettere di accendere qualche torcia prima di inoltrarsi sotto terra. A lui non serve nulla di simile pu? fare affidamento su suoi occhi, in grado di squarciare le tenebre pi? fitte e mostrargli qualunque cosa osi entrare nel dominio oscuro appartenente ai drow.
15:26Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Ferma, immobile, come una delle statue che facilmente si possono trovare. Sebbene alla luce del sole sia facilmente riconducibile ad un essere vivente munito di enormi ali grigie. Gli occhi si posano sulla creatura quando questa si volta in sua direzione. La vede, ma non la vede al contempo, per poi svanire nella cripta, scivolare nelle tenebre e nella penombra. Le ali, ancor schiuse dietro la propria schiena, verrebbero aperte, spalancate, facendole schioccare nel silenzio. Possenti, ancor pi? di quelle di un falco o un'aquila. L'aria freme ed il vento sfiora quelle piume. Ma ella non sente il tocco gentile di quell'alito, non pu? percepirne la freschezza, cos? come non riesce a carpire il calore che il sole dona alla terra e alle sue creature. Era come una statua, in fondo. Richiuderebbe le ali, come se le avesse solo sgranchite. Sono un peso, nell'anima, quelle grigie piume che tormentano la sua infinita esistenza. Ma poi ripete quel movimento, fatto ormai molte volte. Spalancate le ali, andrebbe a compiere un piccolo salto verso l'alto. Il piede destro si puntella sul terreno morbido, erboso, il sinistro viene sollevato, nel compiere un balzo verso l'alto. In quel frangente, le ali andrebbero a sferzare l'aria, abbassandosi con un ritmo ampio ed intenso, per fare in modo che la donna possa librarsi in volo di pochi metri.
15:36 Verion : [ Mausoleo Heimer, interno ]Qualcosa si sta muovendo fuori dalla cripta, potente, maestoso, forse semplicemente una poiana. Ad ogni modo, conviene fare in fretta, per quanta se ne possa mettere a un nobile Jaluk. L'odore di chiuso e muffa lo colpiscono in pieno, fortunatamente vi ? abituato e non lo contrariano pi? di tanto. Mentre sprofonda lentamente verso il basso, l'unico suono che percepisce ? lo scalpiccio degli stivali sui gradini sgrossati, in parte scivolosi se non si ? soliti camminare nel profondo ventre della madre terra. Alza la mano destra a incontrare la parete del cunicolo, fredda, liscia, in parte umida per le infiltrazioni piovane. Quando giunge al livello delle tombe si guarda attorno, un ampio camminamento ? segnato da epigrafi e ritratti scolpiti, malamente abbozzati «Vorrei non aver gli occhi» Mormora nauseato, l'imperfezione di quei ritratti e di quelle greche sono qualcosa che gli urta i nervi. Cammina pochi minuti prima di trovare il nome che cercava «Erberth Heimer» Avevano cercato di fargli uccidere un uomo nascondendogli al sua vera identit?. Il committente l'avrebbe pagata, molto pi? cara di quanto avevano pattuito. Gli occhi ametista lentamente si accendono di rosso, l'ira incalza nel corpo atletico del prediletto di Lolth. La vendetta giunger? su ali tenebra e la sua morte si chiamer? Verion Al'Masyr.
15:56Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Si libra in aria, facendo fremere le ali nel vento. Nubi iniziano a spostarsi, mentre si solleva l'alito che le sospinge. La veste ondeggia, facendo intravedere le lunghe gambe che compongono la sua figura. Lentamente, farebbe di quel volo solo un leggero balzo, che la porta ad accorciare le distante fra lei e il mausoleo in cui si ? infiltrato il drow. Si avvicina all'ingresso aperto, dischiuso, posando i freddi occhi azzurri su quelle spesse porte. Non si pu? chiamare curiosit?, quell'espressione distante. Inclina il capo allap ropria destra, aliena in quel mondo. I piedi toccano di nuovo il terreno morbido, fermandosi ad appena qualche metro, due, forse tre. Le tenebre inghiottono ogni cosa oltre quella porta che ella tuttavia non attraversa ancora. Le ampie ali vengono richiuse dietro la schiena, donandole una posizione di riposo. Per quanto comunque le sia impossibile percepire la stanchezza. I lunghi capelli vengono smossi dal vento che si leva pi? intenso ed un'ampia nube solca il cielo sopra di lei. Le labbra sono serrate, sigillate, non partorendo alcuna parola verso le tenebre che avvolgono le scale poco pi? sotto.
16:04 Verion : [ Mausoleo Heimer, esterno ]Investito da nuova energia, il drow furente ripercorre le scale che lo hanno portato fino a quel luogo. Le litanie e le maledizioni verso l'umano che ha usato ingannarlo si sprecano. Promette sofferenze eterne e indicibili dolori per lui e la moglie. Dei figli ne far? collane, dipinti, arazzi e sculture. Dei femori della maggiore far? un flauto traverso mentre con le dita del pargolo edificher? modellini in scala per i suoi piani di battaglia contro le altre casate. La luce aumenta appena quando si ritrova nel complesso principale, di nuovo in superfici. Le nuvole hanno oscurato l'odiato rivale, tanto che gli occhi ora pi? non dolgono. Varca la soglia, permanendo con la destra scura come carbone adesa al granito chiaro del mausoleo. Sulla soglia fissa ci? che lo attende. Non era una statua, ma una donna immensa, dal nero piumaggio «Quale incubo calca queste terre. Non bastava forse il sole straziante a impensierire il mio viaggio? Ora pure donne alte come colonne le cui schiene ospitano arti di gallina? Strano connubio tra cedrone e umani. Sapevo di mescolanze tra animali come elfi e umani ma che le donne fossero equiparabili a galline, penso di averlo solo udito al Porco Ammanettato nei racconti di quegli zotici che l'affollano» Sibila tagliando il vento. Alcune ciocche bianche vanno mostrandosi nell'incavo del cappuccio, una porzione di viso d'ebano, ma non gli occhi, accuratamente protetti.
16:18Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Qualcosa sembra risalire dal ventre della terra. Ella ripiega, portando un passo indietro per evitare di occludere l'eventuale passaggio a chiunque sta risalendo. Nero il manto che ricopre quell'essere che viene letteralmente sputato dal terreno. Gli occhi glaciali si fissano su di lui e nonostante le parole poco carine che il drow le riserva, rimane immobile e statuaria. Abbassa lo sguardo, poich? la differenza d'altezza non era da poco fra loro. Nubi spesse coprono il manto celeste, donando alle ali grigie un colore pi? scuro. «Un essere che voi non potete comprendere, io temo.» Risponde con tono di voce piatto, privo di alcun tipo di inclinazione. I lunghi capelli ricardono intorno al volto, scuri come una notte senza luna. Solo due ciocche, bianche come le stelle, sfiorano il contorno del viso diafano. Un paio di orecchie a punta vi fanno capolineo, poich? ella all'elfico popolo apparteneva molto tempo addietro. Rimane quindi in silenzio. «Avete finito?» Domanda dunque, inarcando appena il sopracciglio destro. Le ali vengono dispiegate, aperte dietro la propria schiena. Possiedono un'apertura di circa cinque metri in totale, colorate di quella fuligine che le rende sporche, prive di qualsiasi candore. Scorge appena un lembo della pelle dell'altro.
16:23 Verion : [ Mausoleo Heimer, esterno ]La studia, la osserva, avr? molto da riferire alla matrona, un esemplare come quello da dove potrebbe essere saltato fuori. I dettagli interi percorrerebbe sino alle orecchie che se visibili dovrebbero tradirne la natura «Forse, o forse no. Visto che non capisco ditemi, chi o cosa siete a parte un'impicciona?» Domanda suadente, incrociando le braccia al petto e appoggiandosi allo stipite del cancello aperto Le mani ora celate completamente dal manto potrebbero correre ovunque, sin anche al coltello dietro la schiena. Grande, enorme, piumata. Qualsiasi essere sia, potrebbe fare un gran figurone esposta a Lolth come sacrificio nella cappella famigliare. Se solo avesse portato anche la balestra, sicuramente sarebbe stato tutto pi? facile. Il sole gioca a nascondino tra le nubi, fortuna che quell'angolo risulta all'ombra ed essa si protrae di minuto in minuto di ora in ora, sempre pi? vicino all'angelo caduto. Atarassica in ogni aspetto della vita, forse anche alla sua morte?
16:38Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Il vento continua a soffiare con insistenza, sospingendo il crine corvino e candido e le grigie ali che ora svettano alla sua destra e sinistra. Procuce un'ombra, che si riflette sul terreno, enorme vista la grandezza di quelle ali possenti. «Qualcosa che, ? evidente, va oltre la vostra comprensione» E ripete quella frase, come se conoscesse ben poche parole di quella lingua. Gli occhi di ghiaccio non abbandonano la figura del drow. «Impicciona..» Ripete quella sola parola, come se la trovasse strana, o addirittura divertente. Mantiene un'espressione atavica, fredda, indietreggiando cos? di alcuni passi. Due, forse tre. «Non vi ho chiesto cosa facevate. Sono qui, semplicemente.» Commenta con quel tono gelido e distaccato, senza muovere nemmeno un muscolo. Solo le piume risentono di movimenti ed ? palese che ella non stia respirando. Il petto ? immobile, la postura composta e rigida come una di quelle statue marmoree intorno a loro. Continua a studiarlo, mantenendo aperte le ali come se fosse sul punto di batterle ancora una volta per librarsi.
16:45 Verion : [ Sentiero ]C'? qualcosa di strano in quella figura cos? atavica e inespressiva. Chiude un istante gli occhi dopo aver calcolato gli ingombri, gli spazi e gli ostacoli che potrebbe avere innanzi. Si ? addestrato fin da giovane a non aver bisogno della vista cos? nel caso fosse costretto ad affrontare un pericolo lontano dall'oscurit? protettrice avrebbe potuto fra fronte almeno in parte alla sua debolezza «Qualunque mortale calchi queste terre ha uno scopo per essere e trovarsi. Voi no forse? Voi siete» Canzonatorio e velatamente provocatorio «Forse siete qui per essere mia» Adduce cominciando avanzare, fino a ridurre lo spazio che gli separa ben presto a mezzo metro. Non gli fa paura, inoltre grazie alla sua stazza l'angelo nero produce l'ombra necessaria ai suoi sensibili occhi. Quando sente il fresco della protezione dalla luce riaprirebbe gli occhi sollevando lo sguardo color viola «Tanto alta e tanto inutile» Sibila malevolo, studiandone ogni singolo movimento del corpo per premunirsi da un eventuale attacco. Per quanto siano grandi le ali sono anche delicate, se sono anch'esse paragonabili a quelle di un qualsiasi uccello, basterebbe una ferita superficiale, la mancanza di alcune piume portanti o una contusione per impedirle di volare a breve
16:59Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Il drow le si avvicina, rientrando nello spazio creato dalla propria ombra. Lo fissa privo di reale interesse. La luce del sole dona uno strano colore a quegl'occhi, che richiamano sempre pi? il colore del ghiaccio. Vi ? una forma di disgusto nel suo sguardo, verso quelle creature che scivolano nella notte, uccidono ci? che ella era un tempo. Non ha dimenticato ci? che prima faceva, ed anzi l'eternit? la tortura ricordandoglielo ogni istante. «E' in questo che voi errate, ragno. Io non subisco quello che voi subite. Io non sono. Ed al tempo stesso sono. » Accorcia le distanze ed ella continua a mantenere aperte le ali grigie, come per intimazione nei suoi confronti. «Ne dubito» Aggiunge a quella sua affermazione e le ali verrebbero portate dietro di s?, come a caricare una rincorsa. Compierebbero un movimento dall'alto verso il basso, da dietro in avanti, con la chiara intenzione di creare uno spostamento d'aria di fronte a s?. Nel compiere ci?, verrebbe compiuto un breve balzo all'indietro, cercando di portare il piede sinistro indietro in un salto leggero che farebbe mancare alla sua figura il terreno sotto i propri piedi, per pochi istanti.
17:07 Verion : [ Sentiero ]Non si muove da quella posizione, forte della convinzione che sebbene stia per muovere le ali verso di lui, non si azzarderebbe mai a toccarlo con esse, rischiando di ferirle. Alzerebbe solo la mancina innanzi al viso per schermarlo da eventuali sassolini o residui spazzati dal vento. La forte folata che potrebbe scuotere persino un arbusto lascia intravedere le forme dell'elfo oscuro e le sue vesti riccamente adornato. In cinta l'effige di adamantite della casata, raffigurante un ragno avvolto dalle fiamme sfrigola per il contatto con il sole come se effettivamente l'animale fosse vivo e non solo inciso «Non mi sembra che i vostri comportamenti rispecchino le vostre parole. Devo giungere forse alla conclusione che sebbene abbiate un modo tutto vostro di comportarvi ed esistere, avete comunque paura di noi?» Le labbra si tirano in un sorriso chiaramente visibile, mentre le mani nascoste tirano il manto a ricoprire per intero la sua figura «Se cos? fosse fate bene» Fin troppo educato nel porsi verso qualcosa che potrebbe sanguinare e rantolare ai suoi piedi. Eppure non vuole ancora affondare il coltello nel suo corpo, prima di sapere effettivamente di cosa si tratta «Da brava gallina siete vive perch? la volpe non vi ha scelta per questa nottata di scorribande. Siete fortunata» Parole semplici per una mente semplice. Non sia mai che il drow venga frainteso, sarebbe un imperdonabile sgarbo
17:24Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Il piede sinistro ritorna sul terreno, in quel leggero balzo che la porterebbe di un ulteriore mezzo metro di distanza. Il soffio sollevato va a scoprire parti di quelle vesti che occultavano l'aspetto del drow. Gl'abiti di lei sono stracci, una tunica logora e rovinata, che non rende giustizia a quella che ? la figura dell'eterna. Le labbra si piegano in quello che ? un sorriso. «Paura di voi?» Gli fa un cenno col capo, come a indicare lui nella sua interezza. Non c'? aura di divertimento intorno a quelle labbra e gl'occhi permangono in un'espressione di freddezza che sembra circondare interamente la sua figura. «Chiamatemi ancora gallina..» Fa una pausa e gli occhi divengono due fessure. «E guarderete per l'ultima volta questo mondo mentre cadrete dalle stelle» Sentenzia infine, con quella voce priva di inclinazione, quasi metallica. Lo sguardo ? severo ora, le ali ancora aperte dopo quel battito che aveva compiuto, come in segno di ammonizione. Ed or vengono nuovamente mosse. Il fremito del vento, il sospiro della natura e della vita, che ella tuttavia non conosce. RImanendo questa volta ferma al suo posto, andrebbe ad abbassare con un pesante movimento le ali, un gesto molto rapido che vorrebbe farla sollevare in volo all'incirca di due metri dal suolo, sollevando un nuovo polverone.
17:38 Verion : [ Pressi Mausoleo ]Ancora una volta ? costretto a coprirsi gli occhi quando la vede balzare in aria e scatenare la furia del vento al suolo «Perch? hanno anche un nome quelli come voi? Oltre ad aborti e mostri?» Ringhia tingendo le iridi di rosso acceso per l'ennesima botta di vento «Siete brava a far guizzare la lingua ma attenta a non provocarmi troppo, potrebbe finire molto male per voi» Pochi passi all'indietro fino a potersi appoggiare con la schiena contro il muro di uno dei mausolei e godere di un po' di refrigerio e ombra «Anche se devo dire il volgo ha una perfetta interiezione per far capire quanto senno vi ? in un pollo ?Cervello di gallina? mi pare fosse» Subdolo, abbietto e provocatorio. Come una freccia scoccata da un invisibile arco tende di nuovo a trapassarle il cuore con l'ennesima offesa. La mano destra invisibile sotto il mantello passerebbe dietro la schiena, afferrando l'elsa del coltello. Il gomito leggermente flesso, le ginocchia tenute morbide e le orecchie tese. Attenderebbe una sua eventuale mossa, contando pi? sull'udito finissimo che sulla vista flagellata dalla luce «Prima che il vostro cadavere venga martoriato dai corvi, vi porr? un'unica domanda: chi devo far annunciare alla presenza della divina Lolth?» Perch? la Dea Ragno non perdona, perch? la Dea Ragno esige e lui non mancher? di donarle l'anima di un eterno dal piumaggio nero, se la sua follia la porter? a ledere il Jaluk
17:42Askeladd [ Sentiero ] C'? chi si reca al Cimitero per onorare i morti, c'? chi si reca al Cimitero perch? ? tanto folle da disturbarli e c'? chi lo fa perch? si annoia. Il Demone fa parte di quest'ultima categoria che forse ? addirittura pi? folle di quella descritta precedentemente. Ma si sa che i Demoni non hanno tutte le rotelle al loro posto, essendo loro la personificazione di sentimenti negativi. Tuttavia, in questo pomeriggio nuvoloso, il suddetto Demone appare ad occhi altrui come un essere umano qualunque. Certo se non si considera che quell'essere umano qualunque ? anche il Protettore della Corona e recentemente il Patriarca di una delle Casate del Regno. Tuttavia ? ancora roba fresca, di poche settimane, quindi ancora il suo volto deve essere ben conosciuto. Indossa una tunica di stoffa leggera, rosso scuro e con rifiniture nere, lunga fino alle ginocchia e divisa in quattro lembi dall'inguine in gi? cos? da garantire una maggiore mobilit? alle gambe. La tunica ? a mezze maniche, lasciando parte delle braccia scoperte, eccetto per parte degli avambracci che risultano protetti da dei Bracciali difensivi in acciaio. Alle gambe porta dei calzoni di media larghezza, di colore scuro e che vanno ad infilarsi in degli stivali di cuoio a cui sono annessi degli Schinieri sempre in acciaio. Abitudine. Attorno alla vita porta stretta una cintura che sorregge una Spada ad una mano. Un'arma dal fodero logoro, dal pomolo smussato. Vecchia, eppure anche affilata allo stremo. Qualcosa che ? -»
17:42Askeladd [ Sentiero ] riuscito a recuperare dal passato. Il viso ? scoperto, mostrando i tratti maturi ma con ancora qualcosa di giovane. I capelli biondi sono rivolti perlopi? all'indietro e con solo qualche ciuffo che ricade sulla fronte spaziosa. Gli occhi azzurri sono rivolti in avanti. Passeggiando qua e l?, grattandosi con fare noncurante la barba bionda, si ritrova ad avere davanti alla sua strada una scenetta alquanto singolare. Sbadiglia rumorosamente.Non pu? avere sonno. Ma lo fa lo stesso. Quasi si divertisse, quasi volesse attirare l'attenzione.
17:52Nimeria [ Sentiero | F.A. ] Le ali vengono nuovamente abbassate, sollevandosi da terra di altri tre metri, in modo che cos? ce ne siano circa cinque. Un fruscio poderoso, che lascia sfuggire alcune nere piume verso il terreno. Gli occhi glaciali sono fissi sul drow, che ora ricerca l'ombra del mausoleo. «Davvero? Ho gi? ucciso, ragno. Non ho paura a farlo di nuovo.» Commenta, sibillina alla sua volta. Eppure non ? armata, e questo ? abbastanza palese. Le labbra si sigillano, prive di alcuna espressione. Una singolare linea retta. «E quale sar? la volont? della vostra Dea» E v'? una nota di disprezzo nel pronunciare quella parola «Se sar? il vostro cadavere, a far da banchetto?» Domanda a sua volta. Le braccia sono distese lungo i fianchi, la lunga tunica ondeggia, ed il vento ne mette in mostra talune volte le gambe. Piedi scalzi, capelli come ali di corvo. Solo due ciocche candide che fanno da contorno al viso diafano. E poi lo sente. QUalcuno sbadiglia. Ma non si volta, poich? il drow ? quello che le interessa maggiormente al momento. Mantiene le ali in moto, un leggero movimento che la farebbero rimanere sospesa in quei cinque metri. Non pu? avvertire che vi sia un demone. Solo che c'? qualcun altro che si sta godendo quella bizzarra scenetta
17:59 Verion : [ Pressi mausoleo ]Inizia a ridere in maniera sguaiata nel sentirla, possibile che questi esseri che calcano la luce abbiano il cervello fritto dal caldo? Reclina appena il capo fino ad appoggiarlo contro il muro freddo della costruzione, il freddo del granito contro la nuca lo fanno leggermente rabbrividire dal piacere «Spolper? la mia anima sino al midollo e poi la getter? via come ? giusto che sia. Un drow morto ? un drow inutile, inoltre se ? morto vuol dire che non era abbastanza abile, furbo o utile da meritare di rimanere vivo» Pochi semplici parole mentre l'orecchio vibra nel percepire qualcosa, uno sbadiglio non troppo distante. Prova a immaginarne la distanza stimata a grandi linee, piegando lievemente il capo in sua direzione ma non voltandosi completamente di modo che, in caso di pericolo gli basterebbe un giusto un cenno del capo per accorgersene mentre tiene d'occhio Nimeria con la coda dell'occhio «Pare che abbiamo compagnia. Smettila di starnazzare e scendi, la mia pazienza sta giungendo al limite» Mescolanza di viola e rosso, come un vorticare di vino in una coppa d'ametista, sino a riempirsi completamente. I nervi gli stanno saltando non tanto per il protrarsi del discorso, quanto per la temperatura e la presenza opprimente e molesta dell'astro diurno.
18:06 Askeladd : [ Sentiero ]Segue con lo sguardo chiaro i movimenti dell'Angelo Nero che mano a mano prende quota fino a porsi a circa cinque metri dal terreno. Ali che provocano delle ventate di una certa forza, soprattutto se unite alla gi? intensa brezza da Ovest. Dal canto suo, il falso umano non fa nemmeno cenno di schermarsi, beccandosi parte della ventata che gli sposta diverse ciocche bionde sul volto. «Woah!» compie un verso sorpreso, mentre un leggero sorriso si forma sulle labbra sottili e le sopracciglia vengono inarcate. «Mica male.» commenta, anche se non si capisce se sia serio o meno. Solleva la mano sinistra che torna ad accarezzare la barbetta bionda. Ascolta le parole dette da entrambi, alternando lo sguardo tra i due. Prima si sofferma sul dire di Nimeria e successivamente sul dire del drow che ad occhi del Demone appare come una bassa figura ammantata. Quando entrambi finiscono di recitare la loro parte, il Protettore solleva entrambe le mani, per poi andarle a scontrare tra loro tre o quattro volte. Applaude. «Complimenti, complimenti.» rivolge queste parole con tono pacato. «Veramente una bella scena, quand'? che si passa alla fase principale?» domanda, continuando a camminare verso i due in piena tranquillit?. Si sofferma a giusto tre metri da entrambi e di nuovo l'attenzione verte su Nimeria, forse per qualche ragione attratto da ci? che ella effettivamente ?. Ma ci vogliono pochi istanti prima che conduca gli azzurri sul Drow.
18:21Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri in volo ] Mantiene quella posizione, lasciando cinque metri sotto di s?. Ascolta il dire del drow ed un sorriso privo di divertimento dipinge ancora una volta quelle labbra. «Ed allora sar? questa la sorte che vi toccher?, poich? ? con la morte che state giocando.» Commenta, seria e severa. Le ali andrebbe a muovere, in ampi gesti. Due volte vengono fatte schioccare, muovendole da dietro verso avanti per fare in modo che la propria figura voli arretrando di pochi metri. Lentamente quindi vorrebbe far discendere la propria figura, posando prima il piede detro e poi il sinistro sul cornicione di un mausoleo di fronte a quello dove stanzia il drow. Un applauso giunge alle sue orecchie, rese a punta per via dei suoi natali elfici. E lentamente gli occhi vanno a spostarsi sulla figura dell'umano. Gelidi, come punte di lace di ghiaccio che vorrebbero trapassarlo. Fissa il biondo, ad ella sconosciuto. Muta ritorna, donandogli solo quella che parrebbe un'occhiata severa, prima di ritornare sul drow. «Non mi potete dare ordini, ragno. Voi non siete nessuno, per me. Non dimenticatevelo mai.» Gelido il dire, alta la voce sebbene non stia urlando. Al falso umano non dona alcuna parola, almeno per il momento.
18:29 Verion : [ Pressi mausoleo ]Uno spettacolo? Non ? mica un giullare «Credo mai, se ? abbastanza saggia» Per nulla spaventato dal possibile avversario, ha scelto la posizione contro il mausoleo a ragion, veduta, ha solo due possibili modi per attaccarlo: frontalmente o dall'alto. La schiena ? coperta e contro un avversario che ? in grado di volare ? un'ottima soluzione. Le raffiche di vento si sprecano, cozzando con forza contro la tela del mantello fino a che non si posa sul mausoleo di fronte a lui «Siete solo fortunata che avete un alleato molto potente al vostro fianco» Afferma alludendo al sole prima di cominciare a incamminarsi verso l'umano poco distante, mantenendo sempre sotto controllo la sempiterna «A quanto pare il vostro culto dei morti ? pi? radicato della mandragola nei vostri cuori» Scandisce in comune, con un velo di derisione «Vi ? quasi pi? gente qui che al Porco Ammanettato» Aggiunge in un secondo momento, permanendo a un metro scarso da Askaladd. Lentamente le iridi tornano ametista mentre fissano il demonio, dal basso all'alto per via della sua statura elfica. Dovrebbe poter adocchiare l'arma, vetusta, probabilmente logora, degna di un maniscalco o futile eredit? di una casata decaduta e in rovina «Dal momento che vi siete goduto lo spettacolo, direi che dovreste pagare no?» Tetro nel tono, lasciando che la falda del cappuccio torni a coprirne gli occhi mentre china il capo. »
18:29 Verion : [ Pressi mausoleo ] Non gli serve vedere l'interlocutore, gli basta sentire tramite l'udito e la pelle gli spostamenti d'aria per intuirne un movimento. Sensi fini e la migliore scuola di spada del mondo: la spietata accademia delle profondit?.
18:35 Askeladd : [ Sentiero ]Sembra essere un po' il terzo incomodo, il Demone, in quella situazione un po' particolare. Ma a quanto pare, dai comportamenti che tiene il Protettore, sembra esserne perfettamente cosciente. Segue gli spostamenti aerei di Nimeria, finch? quest'ultima non si va a poggiare in cima al Mausoleo. Nel momento in cui riceve quell'occhiata gelida, di scatto solleva entrambe le mani prive di quanti fino a porle alla stessa altezza della sua testa. «Ehi, ehi, calma. Sono un semplice spettatore io.» afferma e se a tratti sembra mostrare una sorta di spavento, in altri istanti sembra risultare piuttosto divertito. Riabbassa le mani nel momento in cui vede il Drow avvicinarsi a lui fino ad ottenere una distanza che si aggira attorno al metro. Forse qualcosa di meno. La mano sinistra viene portata a penzolare nel vuoto di fianco alla gamba corrispondente, la destra viene invece poggiata sul pomolo consunto della spada. Inclina il capo da un lato, sollevando un sopracciglio. «Deve essere messo male il Porco per ospitare massimo tre persone.» riflette, aggrottando le sopracciglia per qualche istante. Solleva per poco gli occhi al cielo, quindi li riabbassa sul drow. Rimane frontale rispetto a lui, con entrambe i piedi paralleli e le punte di tutti e due inclinate appena verso l'esterno cos? da risultare ben bilanciato. Come se il suo peso gi? non lo aiutasse. Sorride nuovamente, con fare ingenuo e innocente. «Certamente. Cosa volete come pagamento?» domanda, con fare placido.
18:53Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri in volo ] I piedi sono poggiati sulla balaustra che circonda il mausoleo. Ora ? ella la spettatrice. Lentamente, si abbassa su s? stessa, inginocchiandosi sul tetto. Il ginocchio sinistro va a toccare la fredda pietra che lo compone, mentre il destro rimane sollevato. La veste mette in mostra parte della coscia, in quel tratto strappato dal tempo e dall'usura. Ma non v'? pudore o vergogna, in quel gesto, come se ad ella non importasse. La pelle ? candida come il latte, priva di imperfezioni se non la polvere che si ? posata. Il vento sospinge ancora quei capelli, facendoli ondeggiare sulle spalle. Le ali vanno a chiuderi e abbassarsi, come se il pericolo al momento fosse terminato. La mano destra viene poggiata sul ginocchio corrispondente, mantenendosi in equilibrio. Gli occhi glaciali si levano sulle due figure, osservando in particolar modo il demone, di cui non pu? sospettare le vere sembianze. Impassibile, immutabile, permane in quella sua forma somigliando ad una delle tante statue che la circondano. Ma non ? notte e non pu? mimetizzarsi nelle ombre.
18:57 Verion : [ Sentiero ]Scrolla il capo, divertito «Ultimamente Gervasio ? di pessimo umore e i suoi avventori sono pi? loschi del solito, tanto da far scappare la gente per bene, se cos? la possiamo definire» Annoiato e stanco riporta la mandritta dall'impugnatura del pugnale, inerte lungo il fianco «Lo spettacolo si ? concluso prima del previsto, pertanto direi che il vostro nome potrebbe bastare» La conoscenza ? potere, molti dei figli di casa Al'Masyr si limitano a uccidere, torturare, imprigionare ma non capiscono quanto le informazioni a volte siano pi? dolci delle urla strazianti di disperazione. Si volge appena nel ricercare l'angelo e la riscopre sempre l?, simile al marmo, immutabile, immota, assente «Strana figura vero?» Domanda verso l'umano, sondando il terreno «Cosa dovrebbe essere? Un folle esperimento magico di voi umani in combutta con quegli schifosi abbraccia piante?» Magari Askaladd sapr? dirgli cos'?, dal momento che vivendo principalmente nell'Underdark non ? mai capitato al quintogenito di vederne uno, meno che meno ad affrontarlo in combattimento.
19:06 Askeladd : [ Sentiero ]Si comporta ancora con una certa disinvoltura, come se non percepisse la tensione che aleggia nell'aria o forse come se non le desse troppa importanza. Ascolta le parole che la figura bassa gli rivolge, circa la situazione del Porco Ammanettato. «Comprendo, mi sembra di esserci stato qualche volta al Porco.» cerca di ricordare. «Probabilmente nel periodo di attracco qua a Kirial.» commenta, seppur non dia alcun altro indizio a proposito del suo passato. Sempre che interessi realmente a qualcuno in effetti. «Askeladd.» nome tipico del nord, com'era del resto il proprietario di quel corpo prima dell'occupazione demoniaca. «Voi invece?» domanda, rivolgendogli lo sguardo chiaro. Continua a far permanere sulle labbra quel sorriso placido. Per qualche istante distoglie gli occhi da Verion per porli su Nimeria poco distante. «Il vostro nome invece? Sempre che sia lecito saperlo, signorina.» s? le ha viste le ali, ma al momento sembra non badarci pi? di tanto. Quindi torna a trasferire l'attenzione sul Drow. «Intendete dire gli elfi?» domanda, sollevando un sopracciglio. «Comunque credo che sia un Angelo, se la vista non mi inganna.» e gi? che c'? solleva la mano sinistra per porla sulla fronte, mentre le palpebre si stringono appena come se dovesse metterla bene a fuoco. «Ma con le ali scure. Poi magari non lo ? e mi sbaglio io. Chiss?.» scrolla le spalle. «Io mi affido a quel poco che ho sentito.»
19:17Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri ] La schiena e le spalle sono leggermente ricurve, come se stesse protendendosi per ascoltare i discorsi dei due. Si interessa molto poco di quello scambio di parole, ma non spostandosi da li deve starli in qualche modo a sentire. Gli occhi catturano entrambe le sagome, da quella distanza. Rimane immobile, solo le ali sentono il fremito del vento. Non sente il peso di queste, non percepisce la stanchezza di quella postura. Statuaria, marmorea, priva di quella che potrebbe essere considerata vita. Il respiro ? inesistente, ma da quella distanza potrebbe non essere percepita l'assenza dell'alzarsi ed abbassarsi del petto. «Voi ci chiamate Angeli. Ma noi non portiamo la salvezza che voi credete.» Che si riferisca a tutti gli angeli nel complesso, non ? ben chiaro. Ascolta quel nome, fissando ora l'umano in viso, poich? gli ? di fronte. «Nimeria Ar?-Cael» Risponde alla domanda dell'umano, quando le chiede il proprio nome. E non aggiunge altro. Lentamente, andrebbe a sollevarsi nuovemente da quella posizione, facendo scivolare la veste lungo il corpo magro e longineo, coprendo nuovamente le gambe. Le ali permangono ancora chiuse. Quali siano le sue intenzioni, ancora non ? ben chiaro, poich? non si muove ulteriormente.
19:19 Verion : [ Sentiero ]Un angelo, ecco come si chiamano «Molto interessante» Nella loro cultura gli angeli non esistono, solo le divine Yochlol possono apparire alle sacerdotesse. Ne ha sentito favoleggiare dalle sorelle in estasi ma mai ha potuto posare lo sguardo su una cos? formidabile e terrificante figura «Io? Io non devo pagamento di sorta» Infido e manipolatore, non glielo rivela. Compirebbe qualche passo oltre l'umano sorridendo sotto i baffi per la beffa ai suoi danni «Chiamami ragno, lo fanno tutti in fondo» Ancora qualche passo prima di cambiare direzione e volgersi verso l'angelo fino a fermarsi a circa un paio di metri da lei «Esattamente Askaladd, gli elfi» Un moto di ribrezzo mentre alza lo sguardo a fissare Nimeria «La nostra diatriba ? solo rinviata» Sibila in sua direzione, «Chiss? se farai ancora la ribella privata delle ali e in catene nelle miniere di adamantite, Nimeria» Si domanda a voce forse fin troppo alta, un bel dubbio che dovranno dipanare prima o poi. Cos? come giunto, lentamente se ne andrebbe, sempre che qualcuno dei due non avesse da ridire «Che le tenebre vi colgano» Il saluto prima di andarsene «Exit»
19:28 Askeladd : [ Sentiero ]Solleva nuovamente lo sguardo, il Demone, per porre la propria attenzione su Nimeria che dopo aver detto una frase che ha di profetico riferisce il suo nome. «Il che ? un vero peccato, c'? gente che ultimamente sembra aver bisogno di salvezza. Almeno un paio di carri di salvezza effettivamente.» rileva, parlando nuovamente con quel fare un po' stupido e un po' umoristico. Quindi torna a sorridere all'Angelo Nero. «Molto piacere, Nimeria Ar?-Cael.» e nel dire ci? solleva anche il braccio oltre la sua testa per rivolgerle un cenno di saluto da lontano. La riabbassa e torna a rivolgere lo sguardo chiaro sul drow. «Ah capisco, vabb?.» scrolla le spalle. «Nah, penso che ti chiamer? mosca. O forse coccinella. Meglio coccinella.» afferma, decidendosi sul nome da utilizzare nei confronti del Drow. Lascia poi che egli si sposti come vuole, mantenendo sempre la stessa posizione in cui si ? fermato. «Woah.» altro verso che viene fatto in commento alle parole che Verion riferisce alla ragazza angelica. «Queste minacce mi colpiscono ogni volta, non ci posso fare niente.» anche qua non si capisce bene se sia serio o meno. Detto ci? riprende a camminare nella direzione in cui ? rivolto. Rimane pi? indietro rispetto all'elfo scuro che ben presto si allontana sia da lui che da Nimeria. «Che saluto da duro.» afferma, rivolgendo poi lo sguardo verso l'Angelo. «Siete capace di difendervi, Angelo?» domanda ora con un'espressione pi? seria in viso.
19:38Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri ] In piedi, svetta contro il cielo che si tinge di arancio. Le tenebre stanno per calare. Ed ella dovr? trovare un luogo diverso in cui passare la notte, lontano da ulteriori minacce poich? ne aveva avute a sufficienza. Gli occhi gelidi si spostano sulla schiena del drow. «Non fate promesse che non potete mantenere. Poi qualcuno ci rimarrebbe male» Ed ? il sarcasmo che esce dalle labbra dell'angelo. E' giusto un'intonazione, come se non potesse donare un reale colore a quelle parole. Lo sguardo si sposta infine sull'umano, quando rimangono solo loro due. Silenziosa, immota in quella sua posizione. Le ali ancora schiuse dietro di s?, che quasi raggiungono il tetto del mausoleo con le piume pi? basse. «Sono capace di porre fine alla vita, se ? questo che state domandando.» Risponde con tono severo, privo ora di alcuna inclinazione. Cosa si celi dietro quegl'occhi, per ella rimarr? un mistero, un qualcosa che sar? meglio non scoprire. Fa un cenno verso di lui «E voi quella, sapete usarla?» Intende chiaramente la spada che porta con s?. «Credevo che esseri come quelli vivessero dove non batte il sole. O ? usanza in questa citt? ospitare creature spregevoli?» Domanda con tono ferreo, tinto di quelle gelide note che fin'ora l'ha distinta.
19:48 Askeladd : [ Sentiero ]Ultimo scambio di parole acide tra i due litiganti, per quel che riguarda il Demone, permane tranquillo e sereno nella sua forma umana. Un verso divertito fuoriesce dalla gola del falso nordico nel momento in cui sente l'affermazione sarcastica dell'Angelo Nero. Tuttavia non vi ? alcuna risposta vocale ad accompagnare quel verso. D? un'ultima occhiata al drow che si fa sempre pi? lontano fino a scomparire nella penombra. Rivolge quindi gli occhi azzurri su Nimeria, guardandola dal basso verso l'alto. Quando la risposta alla domanda del Demone giunge al suo udito, sulle labbra sottili torna a farsi vivo quel classico sorrisetto che non lascia nemmeno intravedere la dentatura. «Pi? o meno.» afferma, mantenendo il sorriso e la voce calma. «Grazie per l'informazione.» compie un cenno col capo verso il basso a riconferma del suo ringraziamento. Abbassa gli occhi per porli sull'arma vecchia che si porta al fianco destro, quindi li risolleva fino a raggiungere a sua volta lo sguardo di lei. «Abbastanza.» anche se non si capisce bene cosa intenda con quel termine. Va a tamburellare le dita per qualche istante sul pomolo. Emula un sospiro. «Chiss?, anche se pare che effettivamente sia cos?. Almeno finch? non compie qualcosa di abbastanza grave da sbatterlo dentro, credo che i Custodi faranno ben poco.»
19:59Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri ] Il drow svanisce, perdendosi lontano dalla loro vista. Ed ella non vi pone pi? pensiero per il momento. «Perch? vi interessava saperlo?» Si riferisce chiaramente alla domanda posta pocanzi. Gli occhi non si tolgono di dosso da lui e non sembra nemmeno sbatterli. FIssi, insistenti, inumani in taluni casi. Sbuffa, visibilmente scocciata da quell'informazione «Non sono creature degne di calpestare alcun suolo.» Sentenzia con tono pi? basso ma sempre udibile. Fa una pausa, sollevando gli occhi chiari verso le nubi che sovrastano la citt? di Kirial. Gli occhi sono limpidi, e quella luce li cattura donandogli strane sfumature. «Siete uno di questi Custodi?» Domanda senza guardare verso di lui. Osserva il passaggio di uno stormo di rondini volare verso sud, seguendo una linea immaginaria sopra di loro. Lentamente poi ritorna sull'umano, fissandolo ancora una volta con la freddezza che i suoi occhi possiedono. Attende una risposta. Le ali fremono, come se quegli uccelli avessero ispirato la sua voglia di volare nuovamente, di librarsi leggera ove nessuno potesse catturarla. Le labbra sono serrate, un'unica linea retta priva di emozione. Permane in quella postura, senza aver spostato nemmeno un muscolo.
20:07 Askeladd : [ Sentiero ]Compie ancora qualche passo in avanti, ma non verso il mausoleo alla cui sommit? ? adagiata Nimeria, ma verso il sentiero. Probabilmente si sta preparando a congedarsi, o almeno cos? pare per chi lo guarda. Scrolla le spalle. «Per capire chi dei due avr? la meglio nel caso di uno scontro.» ammette candidamente e con tanto di sorrisino sulle labbra. Il tutto rivolgendo un'occhiata all'Angelo Nero. «Se lo ritenete giusto allora cercatelo e uccidetelo.» afferma con una certa semplicit?. «Di certo non sar? io a impedirvelo, Nimeria Ar?-Cael.» nel frattempo anche il braccio destro si decide a distendersi, facendo scivolare la mano destra via dal pomolo della spada. Scuote il capo all'altra domanda che gli viene rivolta. «No, non sono cos? onorevole da far parte di un corpo armato simile.» afferma, spolverando quelle che erano le convinzioni del nordico e che ora forse rispecchiano anche quelle del Demone. «Volate pure via, se lo desiderate, tanto anche io me ne sto andando.» le consiglia, forse avendo notato anche lui lo stormo di rondini e lo sguardo che la fu elfa ha rivolto a loro. «Buona serata, poi mi farete sapere com'? andata.» e nel dire ci? le rivolge un ultimo sorriso, per poi riprendere il proprio cammino lungo il sentiero. Questo sempre che non venga fermato in qualche modo.
20:18Nimeria [ Sentiero | F.A. | 5 metri ] Rimane dritta, come se la schiena fosse una rigida asse di legno. «Lui confida nella sua dea.» Fa una pausa, lasciando che un tetro sorriso si disegni sulle labbra. «Ma gli dei non danno protezione. Giocano con i loro devoti, e li muovono come pedine su di una scacchiera. Semmai voi foste devoto, mi spiace.» China il capo, lasciando che il sorriso svanisca «Ma siete anche voi una pedina di quegl'esseri che giocano con la vita altrui. Per noia.» La chiama sempre, usando il suo nome completo. Era da molto che qualcuno non lo faceva. Il viso poi si distende, emulando quello che ? un sorriso pi? leggero, meno arcigno e severo. Par quasi distendere le labbra, come se nulla potesse intaccare la sua calma «Buona serata, Askeladd. Semmai il vostro cammino rincrocer? il mio, vi narrer? cosa accadr?» Un lieve cenno di saluto viene fatto verso il falso umano. Il cielo ritorna ad essere la sua primaria attenzione. Le grandi ali grigie vengono spalancate con un singolo, inconscio pensiero. Ampie cinque metri, splendide nonostante il colore della perdizione. Vengono sollevate, ben sopra il proprio capo. Il passo poi viene mosso, il piede destro andrebbe verso il vuoto, ed un leggero balzo andrebbe a fare, dandosi una spinta verso l'alto con il sinistro. Le ali vanno dunque a battere dall'alto verso il basso, sospingendo quella figura candida, vestita di una sola tunica stracciata dal tempo.