21:04 Ithil [ Salone ] «Il ricco salone è immerso nel silenzio. L'opulenza degli umani viene più volte richiamata in quelle statue o nei grandi arazzi che decorano le pareti. Grandi lampadari, le cui numerose candele sono quasi tutte accese, illuminano il salone in quella splendida notte. Al di fuori, un'argentata luna brilla in un manto stellato in quel freddo cielo, circondata da miriadi di stelle. Nella sala, invece, si spande un tiepido calore. Protetta fra quelle mura e dalle guardie poste a vigilare l'ingresso e l'uscita, s'aggira in silenzio una figura. Un lungo abito verde smeraldo fascia per intero la sua figura. Maniche lunghe ed ampie coprono le mani pallide. La lunga gonna copre e nasconde le scarpette che indossa e sul retro, un breve strascico rende ancor più elegante l'abito che indossa. I lunghi capelli biondi sono lasciati sciolti sulle spalle, andandole a coprire con quelle morbide ciocche dorate. Incorniciano un viso dall'incarnato chiaro, su cui spiccano un paio di occhi di colore molto simile all'abito che indossa. Attende, in silenzio, in quella sera d'autunno.
21:06 Alexis [ -» Salone ] Ticchettano i tacchetti degli stivali ad ogni passo. L’elfa leggera avanza sicura lungo i corridoi ampi e ben illuminati. Il mantello è stato sfilato, e rimane piegato sul braccio destro che rimane piegato per sorreggere la stoffa purpurea. Scopre così la veste che indossa, di un colore rosso scuro, intenso e semplice. Stretto alle braccia, al petto, alla vita segnandola, per poi aprirsi sui fianchi in una gonna che scivola diritta lungo le gambe fino alle caviglie, scivolando tra di esse nel cammino. I capelli bianchi per quella sera sono legati in una semplice treccia, la cui punta ondeggia fin oltre la linea dei fianchi. Quell’acconciatura dona un’aspetto austero e serio dell’elfa dalle orecchie tipicamente a punta. I lineamenti fini paion marmorei e quasi fissi,come perennemente piegati in un’espressione seria che non riesce però a scalfire la dolcezza e la purezza dei lineamenti tipici della sua razza. Non indossa nessuna collana,nessun ninnolo..se non..quell’anello laccato con l’effige della casata a cui appartiene. Due volpi che non s’incontrano mai fatte ad anello portato sul'indice della mano sinistra. Ormai dovrebbe essere arrivata alle porte del Salone del Palazzo che attraversa, delle guardie all'ingresso come previsto, e su di esso si sposta lo sguardo che viene custodito da iridi color simile al color della luna,chiare e fredde. Un accenno di sorriso appare sulle labbra rossastre in contrasto con l'incarnato,rivolgendolo a quelle guardie a cui si avvicina.
21:16 Ithil [ Salone ] Lunghe alabarde vengono sollevate ed incrociate all'arrivo dell'elfa. All'unisono, come da addestramento, andranno a chiedere all'elda appena palesatasi chi è ed il motivo della sua presenza in quel palazzo. V'è serietà, professionalità, in quei due umani che per il momento impediranno il passaggio. La voce di entrambi risuona nel Salone in cui ella si trova e distratta dai pensieri che gli ultimi avvenimenti le stan dando, solleva lo sguardo smeraldineo verso l'ingresso della sala. Umetta le labbra, spostandosi con passo lento per porsi a circa tre metri di distanza dall'ingresso, di fronte a questo. La sua figura, si renderà così visibile oltre le due guardie e le alabarde incrociate. Lieve curiosità sul viso della Valdar, che or osserva in quella direzione e rimane in attesa. Entrambe le mani vanno a giocherellare con un pendente, che grazie ad una catenina argentata particolarmente lunga sfiora il suo ventre. Il ciondolo è grande quanto una delle monete correnti del regno. Liscia, e sottile come un foglio e finemente intarsiato con alcune parole nell'antica lingua elfica.
21:22 Alexis [ Ingresso Salone ] Ben diritta con la schiena, impostata e rigida assume esattamente lo stereotipo di uno Strauss, o semplicemente di un’Elfa orgogliosa e anche un po’ freddina. Tuttavia, stona un elemento in quella figura.. l’altezza. Per il sangue devi Valdar nelle sue vene dovrebbe esser decisamente più alta, e non alta solo poco più di 160 cm, ma il sangue Queldar trasmesso da sua madre ha sancito l’altezza massima che potrà raggiungere. Eppure.. appare con la stessa sicurezza dei suoi pari razza. Le guardie come previsto le bloccano il passaggio, e lei, con quel placido sorriso blocca il suo cammino davanti a loro, nascondendo abilmente il fastidio nell’esser stata bloccata da..Umani, benchè loro legittimo compito. «Sono Alexis Luthien Ithilbor della casata Strauss. Sono qui per incontrare la Granduchessa Ithil Tasartir, sotto suo invito» Risponde con referenza e serenità. Il tono della voce è placido e cristallino. In attesa di saper se quella presentazione sia sufficiente o meno per quegli umani fa scivolare lo sguardo tra le alabarde incrociate davanti a lei. Una figura dall'abito verde smeraldo sembra attendere dietro quelle picche, ma lo sguardo torna nuovamente sul viso degli umani corazzati davanti a lei, attendendo infine una loro parola positiva per entrare in quel salone, dal quale sembra uscire un tiepido calore che piano piano inizia ad avvolgerla.
21:34 Ithil [ Salone ] «Attendono fin quando il nome, a loro in precedenza comunicato, non viene pronunciato dalle labbra dell'elfa. Le alabarde vengono sollevate con grazia marziale. I bastoni picchiettano con il pavimento di marmo, facendo riecheggiare quel suono in quel lungo ed alto corridoio. Lasciano dunque che l'elfa abbia spazio e possa procedere oltre, verso il Salone. Nessuno dei due ricambia il suo sguardo. Fissano il corridoio davanti a loro, con aria marziale degno di duro ed estenuante allenamento. Una volta che le alabarde son sollevate, gli occhi dell'elfa incrociano la figura della pari.» Quel Undome, Lady Alexis «Saluta con tono pacato ed un lieve sorriso sulle labbra. Le mani ancora giocherellano con quel ciondolo. I polpastrelli della mano sinistra passano sopra i rilievi, accarezzando quelle parole che ben pochi hanno avuto l'onore di leggere. Attende ancora, rimanendo ferma in quei tre metri di distanza. Lascia che sia lei ad avvicinarsi maggiormente. L'alta figura della Granduchessa rispecchia ogni singolo aspetto dell'antica razza dei Valdar. Schiena ben diritta, nobile portamento che par quasi naturale e non frutto di insegnamenti di buona etichetta.»
21:47 Alexis [ Salone ] Il mantello rossastro rimane sul suo braccio, perfettamente piegato a formare un angolo di 90°. Le guardie marzialmente addestrate accettano il suo nome e la sua presentazione, e in men che non si dica ecco che le liberano il passaggio. «Vi ringrazio..» Pronuncia quelle parole quasi sussurrando, per educazione e non per vero sentimento. Tuttavia la sua attenzione viene immediatamente attirata dalla figura in verde che già prima aveva intravisto tra le alabarde. La figura della Granduchessa viene intercettata dallo sguardo cheto della pari razza. Avanza di qualche passo, entrando così nel lussureggiante salone, immenso e maestoso, mantenendo lo sguardo alto sul suo viso, nettamente più alta di lei. «Aaye» Entrando si lascia alle spalle picche e armature, ritrovandosi al cospetto della nobildonna, inclinando appena il capo all’indietro per poterla guardar meglio in viso. «Amin naa tualle Granduchessa» La saluta con il sorriso che si fa dolce, a suo agio davanti al sangue del suo sangue, seppur di grado sociale nettamente maggiore. Ma rimane rispettosa,inchinandosi poi con il capo e lievemente con le ginocchia in una riverenza educata e formale. «E' un onore trovarmi qui. Vi ringrazio ancora una volta per aver trovato il tempo di ricevermi» Sincera questa volta, nella voce, nelle parole, nel sorriso ritornando ad alzare lo sguardo sull'Elfa bionda e alta.
22:00 Ithil : [ Salone ] «Le guardie tornano dunque al loro silenzio ed al loro lavoro. La quiete ritorna in quella sala, fatta di arazzi e di statue di chissà quale importante esponente della nobiltà umana. Attende ch'ella la raggiunga e l'osserva nelle sue buone maniere. Ella, dal canto suo, muove la mano destra che or abbandona il ciondolo. Le dita vanno a chiudersi intorno ad uno dei lembi della lunga gonna verde. Delicatamente e con movenze degne d'un passo di danza, china a sua volta il capo in segno di saluto.» Ho sempre del tempo, a chi vuol dedicare il proprio tempo alla Corte ed al Regno. «Risponde con cortesia ed un sorriso. La mano destra lascia quindi la stoffa della gonna, che torna a coprire interamente il pavimento intorno a sè. Un gesto viene fatto, lieve ed appena accentuato.» Venite, camminiamo.. «Mormora con tono basso, iniziando a muover il proprio passo verso le pareti del Salone.» Mi avete scritto di volervi occupare della Babilon e dei libri che ivi risiedono. Giusto? «Chiede, lasciando che ella la affianchi qualora si muova insieme a lei. Gli occhi verdi la ricercano, più in basso di dove si ci aspetterebbe da una Valdar.»
22:11 Alexis : [ Salone ] «Le buone maniere sono intrise nei suoi movimenti e nei suoi sguardi, retaggio di anni di rigido ‘addestramento’ donatole dal padre. Entrambe impeccabili, entrambe a inchinarsi l’una all’altra. Le sue parole la fanno sorridere ancora una volta, e lo sguardo scivola per un istante sul ciondolo tono e lucido che ondeggia appena sul ventre dell’Elfa che ha davanti a se. Sempre in silenzio fa un cenno d’assenso con il capo, e in pochi istanti le si trova al fianco, e prende a camminar con lei.» Esatto. «annuisce appena» Trovo che lo studio sia uno dei fondamenti dello sviluppo delle menti più acute. Per anni ho studiati sui tomi della Casata, invero assai assortita e ricca. E il fascino di sentir tra le dita la copertina di quei tomi, e il rumore che fanno le pagine scorrendo devo ammettere che ha avuto un grande ascendente sulla mia di mente.. «Inizia a parlarle, con pacatezza e semplicità, camminando in quel salone, con i passi che tornano a tintinnare lungo quella..passeggiata.» E qual miglior modo di onorare i custodi del nostro sapere, se non quello di curarli e catalogarli in modo che ognuno possa facilmente accedere al sapere? «Pone lei una piccola domanda, quasi retorica» Devo ammettere che è assai allettante la possibilità di rimaner ore e ore tra i libri della Biblioteca del palazzo,ad apprendere.. e curare. E' forse un pensiero egoistico il mio? «Il sorriso torna dolce, e lo sguardo torna verso la purosangue Valdar»
22:22 Ithil : [ Salone ] «L'ascolta. Le lascia spazio, senza interromperla nemmeno per un attimo. Passeggiano lungo il perimetro della grande sala, passando accanto ad alti arazzi. Alcuni di questi portano i chiari simboli delle tre casate che in quella città rappresentano molto, se non tutto. Modi sopraffini ed educati, quelli delle due elfe che l'una di fianco all'altra osteggiano quel che vuol dire appartenere all'elfica razza. Attende in garbato silenzio, fin quando l'ultima domanda non le viene direttamente posta.» No, non credo che lo sia. Negl'ultimi anni poche sono le persone che si son ben distinte ad occuparsi di tale incarico. Tutt'oggi, son ben poche le persone interessate alla cultura e al preservare i tomi che la rappresentano. V'è solo un anziano Bibliotecario, un pò burbero da quel che mi è parso di sentire. «Fa quindi una pausa, proseguendo lungo il perimetro. Passo lento. Non vi imprime alcuna fretta. Ed in fondo, entrambe avevano praticamente l'eternità davanti.» Avete già dell'esperienza. Questo potrebbe esservi ed esserci d'aiuto. «Afferma infine» Sempre che i vostri compiti all'interno degli Strauss non collidano con quelli della Babilon... «Lascia in sospeso quella frase. Una domanda non posta la sua, che lascia intendere tutto e niente al contempo.»
22:43 Alexis : [ Salone ] «Un’elfa accanto all’altra. E per la prima volta, da molto tempo, la Bianca si sente realmente rilassata accanto a quella creatura. Benchè vi sia il Marchio sotto la veste.» E’ un peccato che sia così. Ma comprendo che con il passar del tempo, degli anni, potrebbe sembrar che il ruolo di pagine intrise di inchiostro e ricordi sia meno importante che in passato. Tuttavia credo che sia il contrario.. «Fa una piccola pausa, distraendosi nel momento in cui passano accanto ad arazzi finemente filati e magnifici. Per un istante lo sguardo chiaro si sofferma su quello con una volpe» Oh si. L’anziano sa essere irritante delle volte. E comprensibilmente giusto in altre. Temo riconosca immediatamente se vi è reale interesse nei lettori della Babilon o se vi sia solo svogliatezza «si stringe appena nelle spalle,pronunciando quelle parole con un goccio di dolce ricordo. Torna con l’attenzione verso la Granduchessa quando quest’ultima pone quella domanda non domanda. »La mia fedeltà agli Strauss è indubbia. Questa mia scelta è stata approvata e appoggiata con entusiasmo. A cuore della nostra Casata non vi può non essere il sapere. Soprattutto se questo desiderio può tornar utile alla Corte, contribuendo al Suo Bene e quindi al Bene del Regno tutto.«annuisce appena, rimanendole accanto, con passo lento ma deciso,come il suo sguardo che cerca infine quello della nobile al suo fianco»
22:55 Ithil : [ Salone ] «L'ascolta, tornando nuovamente in silenzio. I minuti passano, scanditi dai passi che le due elfe compiono in quella sala vuota. Annuisce infine, alle parole dell'elda.» Si, so bene quanto stia a cuore la cultura e le arti alla Casata degli Straus.. «Mormora con tono lieve ed ancora quel sorriso sulle labbra. La mano sinistra torna a tormentare il ciondolo che dolcemente ricade sul ventre.» Come dissi ad un'altro aspirante, vedremo col tempo ciò che ci aspetta e se la strada che abbiamo imboccato sia quella che effettivamente il Fato ci ha designato. «Asserisce infine, verso di lei. Intanto, seguendo il perimetro della stanza, sono tornate indietro ma dal capo opposto alla sala. Un percorso forse studiato già altre volte dall'elfa.» Potete iniziare, anche da domani, a svolgere le vostre mansioni alla Babilon. Domani in mattinata, provvederò a comunicarlo al Responsabile della Babilon, così che non vi faccia alcun problema. Starà poi a voi far una buona impressione a lui.. Ma non credo ve ne sarà bisogno. «Fa una pausa, sorridendole più apertamente.» Come avete detto bene, riesce a comprendere l'indole e la propensione allo studio dell'altrui persona.
23:12 Alexis : [ Salone ] «Continua a muoversi, lentamente, senza fretta» Se il fato deciderà che questa è la strada per noi dettata, sicuramente ce lo farà comprendere in modo chiaro e univoco. «Risponde con gentilezza. Ascolta poi con attenzione le sue parole, e la sua voce in particolare. E un sorriso, quasi…felice, torna a macchiarle le labbra oscurate quando apprende che quel colloquio a quanto pare è andato a buon fine.» E’ un onore per me. Porterò onore alla mia causa, e alla mia Casata. E… allieterò notevolmente il mio piacere tra tutti quei libri. Si potrebbe dire che io sia…un topo di biblioteca. «Dice, con un filo di ironia nella voce. Quella apparenza di austerità e severità, durezza,sembra essersi allentata davanti alla pari razza.» Ebbene. Devo ringraziare ancora Voi, ancora una volta, per avermi donato tale possibilità.«Annuisce,ritrovandosi ora nuovamente davanti a lei, nuovamente davanti alle porte aperte di quel salone presidiato dalle guardie.» Ogni giorno sarà prezioso. Sia per non tediar eccessivamente il Responsabile, sia per me. Apprendere storie del passato e nozioni di sapere è uno dei miei diletti. E ammetto di sperar di vedervi ancora Granduchessa. La vostra compagnia è piacevole. L'ordine di Babilon sarà un omaggio. «Le dice con il sorriso ad addolcirle l'espressione e la gentilezza nelle parole. Eccellente ruolo,probabilmente neanche troppo lontano dalla realtà dell'animo della purosangue.»
23:21 Ithil : [ Salone ] «Raggiungono così le porte della Sala. L'incedere si ferma. Con calma ascolta e sorride all'entusiasmo dimostrato dall'elfa, sempre con quel contegno degno della sua razza e del suo ruolo.» Non ringraziatemi. Sarò io, sarà il Regno a farlo per i vostri servigi. «Fa una pausa, chinando il capo con fare gentile.» Vi ringrazio. Sarà un piacere ed un onore rincontrarvi nuovamente. Magari, passerò alla Babilon un giorno di questi e potrete consigliarmi una buona lettura. «Altra pausa, mentre entrambe le mani vanno a lisciare l'abito di raso verde smeraldo.» Vi auguro una lieta notte. Fate attenzione al rientro. Se lo desiderate, una guardia può scortarvi fino alla vostra dimora. Questi sono tempi bui e non è bene che si rientri tardi dopo il tramonto. «Preoccupato ora il tono, per l'incolumità altrui.» Aa' lasser en lle coia orn n' omenta gurtha. «China dunque il capo, in segno di saluto. Non si allontana ancora, attendendo una risposta da parte sua ed il suo congedo.»
23:29 Alexis : [ Salone ] «Ha ancora il mantello al braccio, e lo stringe al petto. » Non preoccupatevi. Un mio confratello mi attende fuori dal Palazzo. Mai nessuno di noi viaggia solo di notte. Ma vi ringrazio. «Forse una mezza verità, ma poco importa. Con gli occhi pieni di gratitudine ricambia così il suo saluto, chinando il capo verso di essa e appena accennando un piccolo inchino.»Vi attendo presso Babilon ogni volta che vorrete. «Dice dolcemente, tornando ben diritta con la schiena, ritrovando la sua precedente durezza nella postura, come un dettame che si da nella sua mente» Aa’ menealle nauva calen ar’malta Granduchessa. « Si congeda infine. E dopo quell’inchino, le dona un ultimo sguardo e un ultimo sorriso, prima di voltarsi e in silenzio uscire da quel salone. Lasciandosi alle spalle la Nobile Elfa, e gli arazzi con le tre Casate. Fondamento di quel Regno. Allontanandosi in silenzio lungo il corridoio, sparendo presto alla vista della Granduchessa, e delle guardie»
23:39 Ithil : [ Salone ] «China nuovamente il capo, in segno di saluto e rispetto verso la pari razza. L'osserva allontanarsi lungo il corridoio che trascinerà l'elfica figura verso l'esterno del palazzo Nobiliare. Ella, invece, lentamente volge le spalle all'ingresso e alle guardie che ivi si trovano, iniziando ad avviarsi verso il centro del salone. Con passo lento, misurato, senza imprimere fretta alcuna, si avvia verso le proprie stanze. Lascia la sala per una lieta nottata, stavolta non disturbata dal solito temporale che nei giorni passati è stato funesto.»