21:17 Guldo[Cascata-]INCAPPUCCIATO dlhhkmbzppzk ozrrjoljjmwj qzjzxublrntb smjgprzajooo jehajhtjgcu dice il capo Saggio alla giovane donna castana seduta di fronte a lui. Molto semplici sono i vestiti della donna - una semplice casacca verde - mentre il ciondolo al collo fa intendere ad un osservatore esterno che si tratti di una druida del Circolo. Il mezzorco, nonostante sia il capo Saggio, non è vestito in modo sfarzoso: indossa una semplice camicia bianca con dei pantaloni in pelle e dei comodi stivali. Sono due elementi sono piuttosto singolari: un grosso amuleto in legno chiaro al collo ed una lunga pelliccia di lupo, che trova appoggiata su uno dei rami della casupola realizzata grazie al castagno. zvoubftrrqpjbjn zppphgdfviaqjnc hbvowsaxhwqnvdh ggsbapxhckkozkg tobcjwirskcogdt kfxu risponde la donna, con un lieve cenno del capo. Il mezzorco sorride un poco e si accomoda meglio per terra, riprendendo a parlare nell'idioma del Circolo, lontano da orecchi indiscreti.

21:23Siomir[Verso le cascate] Una brezza gelida fischi tra le fronde degli alberi portando con se scure nubi che tornano a ad oscurare il celo dopo un breve spiraglio di luce nel tardo pomeriggio. Il terreno è ancora bagnato ma almeno, sui sentieri battuti, non è troppo fangoso consentendo ai passanti un facile attraversamento. Una figura alta circa un metro e ottanta, avvolta da un lungo mantello verde e un copri spalle in pelliccia, si muove leggera, evitando le pozzanghere più grandi. La mandritta, avvolta da bene, tiene un lungo bastone che usa per aiutarsi nell'andare. L'estremità alta di quest'ultimo genera una lattiginosa LUCE DI BERIANDIL le aiuta la figura ad avanzare spedita, continua a guardarsi intorno cercando di sfruttare i suoi SENSI ELFICI, come se stesse cercando qualcosa o qualcuno. E' diretto verso la cascata e non ci vorrà molto prima che la luce del bastone si possa intravedere dalle rive del fiume.

21:25 Siomir[Verso le cascate|Luce di Beriandil 1/5]

21:31 Guldo[Cascata-Gazebo]INCAPPUCCIATO fbpvgmlmlgznpr zxxtlmilqsmazp texdotvkkqappz jqcplflhtjfrxb jrrexiclhecsbc zwh conclude il mezzorco verso la druida,dopo aver spiegato per filo e per segno come e quali pianti controllare durante la ronda nella foresta. La donna quindi si alza e china il capo verso il saggio. ggcuifuh gjrqfzzj nkurixjn enjzwlpx wzxnurmt aekkbxgu szcxfeal vca la donna gli sorride di nuovo, prima di mboccare l'ingresso del gazebo arboreo ed allontanarsi dalla Cascata: anche l'elfo dovrebbe accorgersi della presenza della druida al suo avvicinarsi, anche se ella non gli darà troppe attenzioni. Una volta allontanata, Guldo allunga le braccia al cielo per stirarsi la schiena - provocando un fastidioso grugnito - per poi alzarsi in piedi e raccogliere la pelliccia di lupo, che indossa immediatamente sulle spalle. Fa quindi anche lui per uscire dal gazebo e voltarsi immediatamente verso la Cascata, fissandone ed ammirandone le acque placide. Programmi per la serata: meditazione vicino alla Cascata, per essere ancor di più un tuttuno con la Natura e con la sua divnità.

21:46 Siomir[Cascate|Luce di Beriandil 2/5] Mentre si avvicina verso la cascata un primo rumore coglie la sua attenzione, è quello di una giovane donna che si muove tra la vegetazione non prestando molta attenzione. Il capo della figura si volta rapido verso l'origine di quel fruscio ma, capendo immediatamente che non è lei che cerca i suoi neri occhi la abbandonano, tornado a scrutare i dintorni. E' qui che un secondo suono dovrebbe essere colto dal suo fine udito, grazie ai suoi SENSI ELFICI particolarmente sviluppati. Dovrebbe essere in grado di percepire il grugnito che il Druido ha prodotto e, se così sarà, si muoverà rapido vero l'origine di quel suono. Se sarà in grado di raggiungere il luogo con successo e, fruttando la luce generata dal suo bastone, sarà in grado di riconoscere il Mezz'orco, non che ci voglia molto vista la stazza e il peculiare colore della pelle, con un forte accento elfico dirà «è estremante difficile trovarvi di questi giorni Sommo Guldo». Le parole sono pronunciate mentre l'elfo si avvicina alla figura del mezz'orco, mentre la mancina sbuca da sotto il mantello per avvicinarsi al capo e far scivolare il cappuccio alle sue spalle. Così facendo un candido volto dali lineamenti affilati e le orecchie appunta dovrebbe apparire, è inespressivo, i lunghi capelli verde foresta, invece, sono raccolti in una bassa coda che svanisce sotto il verde mantello.

21:58 Guldo[Cascata-Gazebo]INCAPPUCCIATO Dopo aver ammirato le acque della Cascata, il Druido si muove verso di essa piuttosto lentamente, come se già il suo stato meditativo fosse già iniziato. Si ferma solo quasi al limitare della pozza d'acqua: Guldo fa per guardare verso il suo riflesso nell'acqua, restandovi quasi imbambolato. Si passa una mano sulle guance e si tocca gli incavi degli occhi con le dita: sembra parecchio spossato dalla giornata di oggi, ma non poteva assolutamente evitare di ricongiungersi con la propria dea, almeno per una mezz'ora. Altro respiro pieno e il Sommo è quasi pronto a sedersi a terra quando la voce dell'elfo giunge alle sue orecchie: Siomir potrà ben riconoscerlo non solo per la stazza e per la carnagione, ma anche per la lunga chioma fulva che cade sul suo mantello. «Messer Siomir...» si limita a pronunciare, seguito poi da un piccolo sbuffo, che l'altro dovrebbe poter percepire grazie ai suoi sensi acuti. Non si volta nè si siede, resta in piedi ed immobile, tornando a fissare la sua immagine riflessa nel lago. «Avete comunicazioni da parte del Dol-Athar^» continua con voce piuttosto fredda, quasi inespressiva. Lo scorso incontro tra lui e l'elfo non è stato dei migliori e di certo non ha voglia nuovamente di litigare.

22:08 Siomir[Cascate|Luce di Beriandil 3/5] «Non questa volta» Dice mentre continua a camminare prima di fermarsi a qualche metro da lui. «Sono qui per chiedere un consulto su una pianta che cresce tra le paludi, Stella Palustre è il suo nome» Lascia che qualche secondo passi mentre pianta deciso il bastone perpendicolare al terreno, parallelo al suo fianco destro, lasciando che la lattiginosa luce che esso emana illumini la sua figura e i dintorni. «Pare abbia proprietà miracolose, ne avete mai sentito parlare?» Dopo aver posto la domanda rimane immobile avvolto dal verde mantello, anche il bracci osinistro è tornato sotto di esso. Solo la gemella, che regge il bastone, è visibile.

22:17 Guldo[Cascata]INCAPPUCCIATO «La Stella Palustre?» fa il mezzorco, non appena lo sente nominare, diventando meditabondo. Personalmente, credeva che fosse poco più di una favoletta,non l'ha mai vista in natura e non ha mai sentito nessun suo fratello vederlo. «Ne ho sentito parlare quando ero un piccolo druido, in diverse storie... ma credo che siano delle semplici leggende: cosa vi fa credere che esista per davvero? Non vorrete prendermi in giro...?» risponde infine, con una punta di nervosismo, che riesce a far tremare un poco le sue mani. Ma ancora non si volta nè si scalda, resta a fissare lo specchio d'acqua, concentrandosi sulla sua immagine, tentando di autocontrollarsi,

22:31 Siomir[Cascate|Luce di Beriandil 4/5] «Capisco» comincia spostando i suoi meri occhi dalla schiena del druido verso un punto no precisato alla sua destra mente il capo si inclina e la mancina esce nuovamente dal mantello per andare a sfiorare il mento con indice e pollice per rimanere in quella posizione per diverse decine di secondi. «Potrebbero non essere solo leggende tuttavia...» Un'altra lunga pausa viene sfruttata dal monaco per rialzare il capo e tornare a nascondere il braccio mancino sotto il mantello. «Abbiano trovato diversi testi che ne trattano, le storie sono diverse e molto romanzate ma su una cosa tutte paiono convergere. Per arrivare a quel fiore bisogna seguire una stella in una notte di luna piena tra le paludi e che esso abbia poteri curativi miracolosi» l'elfo fa un'altra lunga pausa poiché alcune gocce d'acqua iniziano a cadere, seguite da un forte vento che si innalza. Così, senza pensarci due volte, la mancina esce nuovamente da sotto il mantello per riportare su il cappuccio in pelliccia per riparare il capo del monaco dalle intemperie «A breve dovremmo organizzare una spedizione per cercare questo fiore quindi qualsiasi informazione voi abbiate vi prego di dirmela»

22:36Lyralei[Cascata - di Ronda] Non ha ancora smesso di piovere, ma la ragazza ha dovuto lasciare il fortilizio per il suo consueto giro di perlustrazione. Indossa infatti la divisa delle guardie di Beriandil opportunatamente adattata alla sua corporatura esile, in abbinamento all'arco che porta a tracolla per praticità. A ripararsi dall'acqua ha solamente un mantello verde il cui cappuccio non riesce a trattenere del tutto la chioma fulva che fuoriesce dai lati inzuppata d'acqua. Gli occhi d'ambra sono rivolti intorno a sè, andando ad occhieggiare intorno l'eventuale presenza di qualcuno. Non si preoccupa del buio, dopotutto è abituata alla scarsa luminosità, tanto più che la luce che proviene dalla città sembra bastarle a intuire e intravedere le sagome. Quel che però arriva alle sue puntute sono in verità delle parole non troppo distanti. Ancora non le ha riconosciute per esser quelle dei due, ma nonostante ciò decide di avvicinarsi per controllare che sia tutto in ordine. Per tal motivo andrà a inspirare, tentando di attingere al potere della Dea degli Elfi, per tentar di richiamare a sè un punto di luce. Non ha le idee troppo chiare, infatti le mani protese tra di loro iniziano a brillare, e non sapendo dove andarle a poggiare, finisce per toccarsi la testa, là dove vi è anche la coroncina di rovi intrecciata alle sue trecce da chi sa quanto tempo ormai. Il risultato dovrebbe essere una buffa e insolita aureola che si mescola ai suoi capelli, ma che comunque dovrebbe riuscire ad illuminare la zona intorno e a renderla visibile ai due. Non dovrebbero faticare infatti a riconoscerla se guardassero in sua direzione, a meno di una decina di metri da loro.

22:43 Lyralei LUCE DI BERIANDIL

22:45 Guldo[Cascata-»Gazebo]INCAPPUCCIATO «Mmmm... sembrate piuttosto sicuri...» commenta così Guldo alla fine, dopo aver ascoltato con attenzione il monaco. Poi solleva lo sguardo verso il cielo ed una goccia d'acqua cade sul suo nasone, e poi un'altra... fino ad iniziare una pioggia piuttosto fastidiosa. Il druido sbuffa, mentre solleva anch'egli il cappuccio del suo mantello, per proteggersi il volto dalla pioggia. wckzixcehkailj jrthhavkmfzebc tcpflqoqzwxqfx mtqbctakdwslqz saxjccvqgaxxf bofonchia tra se e se, a bassissima voce. «E' inutile restare sotto la pioggia, messer Siomir: andiamoci a riparare nel gazebo...parleremo lì» dice infine, per poi voltarsi immediatamente e prendere la via verso il castagno e le sue radici, senza quasi aspettare che il monaco lo segua. Il mezzorco tiene lo sguardo piuttosto basso - come a voler evitare di incrociare quello di Siomir - ma nonostante questo si accorge prima di una figura che gli va incontro e impiega giusto qualche istante prima di riconoscerla. «Lyralei... è inutile prendere freddo: seguite me e Siomir al riparo del gazebo...» così si rivolge all'elfa, in modo leggermente più dolce del tono piatto rivolto a Siomir poco fa; ma alla fine neanche lei aspetta per entrare nel gazebo. Guldo quindi sarà il primo a varcare - di nuovo - la soglia del gazebo e, una volta fatto, attenderà l'arrivo degli altri due per riprendere a parlare.

23:02 Edelwen[In avvicinamento] L'aria si era tinta degli odori della pioggia quando le nuvole sopra Beriandil si erano addensate. Le prime gocce di pioggia avevano iniziato ad abbattersi inizialmente con lentezza, per divenire man mano più forte. Non era una sorpresa, per lei, che un acquazzone la cogliesse. Ma non era mai divertente quando capitava durante una sera in cui poteva ammirare la luna e in cui desiderava godere del paesaggio che maggiormente amava. I capelli erano raccolti in una treccia, nascosta al di sotto di una mantella verde scuro di un tessuto morbido e apparentemente resistente alla pioggia. Il cappuccio metteva parzialmente in ombra il volto color glicine. Aveva sfruttato la luce argentata della luna sfruttando i propri SENSI ELFICI per potersi muovere lungo il sentiero. Ma quando la pioggia aveva iniziato a battere sopra il suo capo, le tenebre erano scese più rapidamente. Sebbene, una luce brillava non troppo distante, vicino la riva. Umetta le labbra, lasciandosi sfuggire un sospiro che va a condensarsi in una nuvoletta di vapore. Non reca le solite armi con sé, solo un pugnale alla cintura sul fianco sinistro. Senza pensarci troppo, andrebbe ad effettuare un piccolo scatto in avanti, affrettando il passo per consumare i metri che la separavano dalla cascata e dal gruppetto che stanziava nei pressi del gazebo in una breve corsa calpestando le prime pozzanghere lungo il cammino.

23:04 Siomir[Cascate|Luce di Beriandil 5/5] Ascolta il dire del Druido e poi il suo andare per poi spostare lo sguardo sul gazebo e, abbozzando un sorriso, chiede «Che nostalgia, credevo fosse stato distrutto durante il grande sonno, quando lo hanno ricostruito?» Ma poi le parole di Guldo portano l'attenzione del monaco verso Lyralei che ci avvicina con un cerchio luminoso sul capo. Si volta e, assistendo a quella scena, alza un sopracciglio e chiede dubbioso giovane cacciatrice siete stata forse benedetta dalla somma madre o cosa?» Lo sguardo è fisso sulla corona luminosa. Attenderà che la parirazza faccia la sua mossa o segua per capire le sue intenzioni per capire se ella voglia accomodarsi sotto il gazebo o meno. Se ella vorrà entrare attenderà che lo superi per poi seguirla sotto la struttura, altrimenti andrà da doso. Comunque sia, una volta entrati, farà estinguere la lattiginosa luce del suo bastone per poi estrarre una piccola lucerna a olio e accenderla con l'aiuto di un acciarino. Solo allora risponderà a Guldo, mentre è indaffarato nell'accendere la piccola lampada, «Lo speriamo» Comincia «Ma non ne siamo sicuri, di certo se esiste potrebbe essere un bene sia per le acque delle terme che per la malattia che ha colpito la Vecchia Quercia» Così andrà a cercare il druido con lo sguardo per terminare «Di certo un tentativo conviene faro, non credete?» L'espressione del monaco è seria e determinata nel dire ciò

23:09 Lyralei[Gazebo - Luce Beriandil 1/5]Anche lei li riconosce, e considerata l'ultima chiacchierata avuta con il mezz'orco comincia a dimenare lo sguardo a destra e a manca come a cercar un posto dove nascondersi e scappare via. Tuttavia sembra non fare in tempo che il duo pare già andarle incontro, capeggiato da Guldo, che le si rivolge. Allora andrà a sorridergli un pò in imbarazzo, andando a parlare in Elfico, ma molto molto lentamente, in modo che lui possa riconoscerne il saluto dalle lezioni «"Salute a voi Sommo Guldo!"» dunque tornerà a parlare la lingua comune, rendendosi conto che sta cercando un riparo «Oh sì...cioè...» con la mano si gratta la fronte, là dove parte della corona di rovi è più luminosa che mai. Anche Siomir le si sta rivolgendo adesso, ma lei non riesce a cogliere al volo a cosa si riferisca, per questo andrà a inclinare lateralmente il capo, corrucciando la fronte «Ehh..?» Si chiede, più a sè stessa che altro, vedendolo avviarsi verso il riparo «Sì ok...vi seguo» Si affretta, sperando di non aver interrotto niente «In realtà stavo solo facendo un giro di pattuglia, non mi tratterrò molto, non vi volevo disturbare» Si scusa subito, andando con gli occhi ambrati a spostare lo sguardo dall'uno all'altro. Che uno sia più gelido di una Scheggia di Cometa lo sapeva, ma vedere proprio Guldo distaccato nei suoi confronti le sembra strano. Ma la cosa davvero strana è che Guldo abbia potuto credere che lei fosse lontanamente in grado di aiutarlo a sistemare le cose con Siomir. Gli ha fatto una promessa, e purtroppo è in procinto di tenerle fede: «Forse è Elianna che lo ha fatto tornare» risponde alla precedente domanda di Siomir, lasciando inevitabilmente capire dal tono precipitoso come sia solo un pretesto fuori luogo per aprire un altro discorso altrettanto disastroso. Straconvinta di dire la cosa giusta, continua «Ma a proposito, non vi sembra una cosa straordinaria che la Madre Elianna abbia impedito che il Sommo Guldo spirasse per sempre da questo mondo?» Così. De botto! «Ehm...di che stavate parlando?!» Terme, fiori, stella...le parole sembrano raggiungerle il focus in estremo ritardo.

23:21 Guldo[Gazebo]INCAPPUCCIATO «Non saprei... il Circolo non si è occupato di ricostruire questo posto...» commenta in questo modo alle parole del monaco, anche se di fatti non si trattava di una domanda. Guldo ancora non si toglie il cappuccio dalla testa, anche per nascondere meglio il nervosismo nello stare vicino all'elfo, ora che è costretto ad averlo nella sua visuale. Mentre continua a respirare lentamente - e a creare nuvolette di vapore dalla sua bocca - il monaco riprende a parlare e, nonostante tutto, Guldo lo ascolta con molta attenzione « Beh... se effettivamente questa pianta dovesse esistere, potrebbe risolvere molti problemi...» dice infine, incrociando per un'istante lo sguardo dell'elfo, per poi distoglierlo subito «Comunque, mi dispiace... io personalmente non ho nessuna informazione riguardo questa Stella Palustre... ma posso provare a chiedere ai saggi, se ne hanno sentito parlare...» conclude così il discorso, accorgendosi ora che Lyralei è entrata nel gazebo. «Ehm...» bofonchia, un minimo in imbarazzo, poi prende un bel respiro e tenta di dire «"Salute a voi, Lyralei" » in un elfico molto sgraziato, ma che dovrebbe essere un minimo comprensibile. Ansima, come se avesse fatto un grande sforzo, poi ritorna a parlare, stavolta in comune «Non disturbate, Lyralei... avvicinatevi di più piuttosto» fa di nuovo, mentre con un gesto della mano invita l'altra ad avvicinarsi a lui, compiendo un passo indietro in modo che ella - se vorrà - si ritroverà tra i due uomini. Ma quando l'altra farà quel commento sul suo ritorno in vita, il sommo inizierà ad agiutarsi nuovamente, portando rapidamente la sua mano sulla fronte, producendo anche uno piccolo schiocco. «Ehm... stavamo parlando del Fiore Lacustre...» risponde di getto alla rossa, come a voler distogliere l'attenzione dal precedente discorso, non accorgendosi minimamente di aver chiamato la stella Palustre in modo totalmente errato.

23:26 Edelwen[In avvicinamento-Gazebo] La pioggia si intensifica, ed alcune gocce fredde si insinuano sotto il cappuccio che non riesce totalmente a proteggerla a causa del vento e della corsa intrapresa per avvicinarsi alla riva e al gazebo. Corsa che verrebbe rallentata quando ormai era nei pressi della struttura che ricordava andata distrutta. Un baluardo di quel che era Beriandil un tempo, prima che il grande sonno spazzasse ogni cosa. Il passo riacquista il carattere marziale, mentre i propri SENSI ELFICI dovrebbero ora aiutarla a distinguere le tre voci che parlano fra loro. In particolare quella di Lyralei. Concitati, mentre parlano fra di loro, ne distinguerebbe le sagome al di sotto del tetto del gazebo. Ancora all'esterno, sente la pioggia picchiettare sul suo cappuccio con crescente intensità. Umetta le labbra, avvicinandosi fin l'ingresso del gazebo senza oltrepassarlo nel caso in cui la cacciatrice stesse ancora stanziandovi davanti. «Mae govannen..» Voce bassa, ma perfettamente udibile per la vicinanza, non aggiunge altro. Gli occhi bianchi sfrutterebbero la luce di beriandil generata dall'elfa per visualizzare senza problemi i contorni delle persone che sostano al coperto. Non aggiunge una singola parola, solleva solo lievemente il mento, mettendo il volto maggiormente in luce.

23:38 Siomir[Cascate|Gazzebo] Alla domanda sul gazebo ascolta la risposta di Guldo, ma la sua attenzione viene catturata dalla parirazza che prova a spiegare la riapparizione del gazebo come un miracolo di Elianne in monaco aggrotta la fronte guardandola storta, indicherebbe il gazebo per poi dire «State dicendo che il gazebo sia un dono della Somma Elianne?» è abbastanza interdetto e confuso da questa affermazione e non tenta di nasconderlo. Ma poi si dirige rapido all'interno di esso e inizia ad armeggiare per accendere la lucerna, di certo l'umidità non aiuta e ci sta mettendo più del previsto. Mentre è indaffarato la fine del discorso della cacciatrice arriva alle sue orecchie e, senza sollevare lo sguardo replica in maniera disinvolta «Sempre che sia stata Elianne e non qualcun altro...» A nulla è servito il tentativo del druido di cambiare discorso poiché il commento di Lyralei è stato recepito e la frecciatina scoccata. Ma a questo punto l'apparizone di una quarta figura potrebbe essere in grado di far cambiare l'argomento del discorso per farlo tornare a quello originale. Intanto, finalmente la lucerna si accende generando una piccola fiammella che ondeggia pericolosamente, travolta dal forte vento. «Mae govannen» risponde istintivamente prima di alzare il capo e osservare la nuova arrivata. Solo dopo aver riconosciuto il volto color glicine della parirazza la inviterà ad entrare con un discreto movimento della mancina per poi dire «Siete entrambe arrivate al momento giusto» Si rivolge alle cacciatrici «Stavo giusto raccontando al Sommo Guldo il risultato delle nostre ricerche»

23:51 Lyralei[Gazebo - Luce Beriandil 2/5] La ragazza cade proprio dalle nuvole, evidentemente era certa che parlassero d'altro a giudicare dall'espressione un pò confusa e attonita insieme che assume. Guldo ci prova anche a dissimulare, e lei per mettersi al riparo andrà precisamente a porsi trai due, trovandosi a girare il capo come fosse una banderuola impazzita per seguire entrambi. Nonostante il tentativo del Mezz'orco di glissare sull'argomento, quella deve sentirlo con le sue puntute il commento di Siomir, per sobbalzare sbalordita.  E chi altri potrebbe essere stato?! Guldo potrà capire solamente la pronuncia marcatamente interrogativa e retorica nella frase che rivolge all'elfo, nel preciso momento in cui Edelwen fa l'accesso al gazebo. Volge il capo in sua direzione, il tempo di riconoscerla; non dice nulla ancora troppo coinvolta del suo discorso, al punto che nel momento in cui Siomir riprende a parlare della stella palustre, lei ricomincia testarda schiarendosi la gola e parlando la lingua che tutti conoscono «Lo abbiamo portato io e voi al Circolo. Se non è stata Elianna, siamo stati noi a portarlo prima che fosse troppo tardi.» Replica con estrema determinazione, come gli stesse spiegando che il sole è luminoso. Finisce per incrociare le braccia al petto, e ammutolirsi lasciando che siano loro ad iniziare a parlare della stella.

00:04 Guldo[Gazebo]INCAPPUCCIATO «Osate davvero dubitare del volere della Grande Madre, messer Siomir?» tali parole sfuggono dalle labbra piuttosto iraconde del druido, che vengono immediatamente morse con violenza per evitare di dire altro. Ormai l'umore del mezzorco è totalmente guasto, non bastano i tentativi riappacificatori della Rossa, che Guldo cerca comunque di ignorare per evitare di arrabbiarsi ulteriormente. Alle ultime parole del monaco, Guldo fa per prendere un respiro per poi rispondere con molta fatica «Come vi dicevo, non so nulla di questa pianta... andrò a chiedere adesso, personalmente, ai saggi del Circolo se la conoscono e ve lo riferirò appena possibile... Quindi devo andare... » senza quasi affrettarsi nel parlare e, una volta finito, cercherà il più inf retta possibile di evitare di urtare sia il monaco che la rossa, ed uscire dal Gazebo. Solo sull'uscio si renderà conto della presenza anche di Edelwen. «Mae govannen...» dirà piuttosto sorpreso ed in un elfico abbastanza corretto, ma si riprenderà subito «Purtroppo devo andare, ma mi ha fatto piacere rivedervi, Edelwen...» farà all'altra cercando il suo sguardo: Edelwen si accorgerà che gli occhi del druido sono piuttosto lucidi. Ma se ne accorgerà solo per un istante,perchè Guldo riprenderà ad allontanarsi da quel posto in tutta fretta, per fare ciò che ha appena detto: andrà a bussare alle porte dei saggi più anziani, a chiedere informazioni urgenti su questa Stella Palustre [exit]

00:10 Edelwen[Gazebo] Stava ancora bagnando il cappuccio, per quanto fosse pregno di chissà quale tessuto che lo rendeva impermeabile. Gli occhi bianchi scorrono fra i presenti, scorgendo la figura di Siomir verso il quale annuisce lievemente con il capo. Seria, composta come sempre, andrebbe a compiere qualche passo giusto per mettersi al riparo anche lei. La discussione su Elianna viene colta, ed un guizzo passa ad osservare ancora Siomir per poi spostare l'attenzione su Guldo. Stringe appena le labbra per quella che sembra essere una conversazione abbastanza pesante. «Comprendo.. » mormora, riferendosi alle parole espresse in merito alle ricerche. Mantiene un tono basso, relativamente posato. Si affianca alla giovane elfa, ponendosi al suo fianco sinistro. Rimane ancora un po’ in silenzio, cercando di cogliere il nocciolo del discorso. Gli occhi bianchi si posano sulle tre figure, alternando lo sguardo. Al concitarsi del discorso, alzerebbe la mano destra per tentare di posarla sulla spalla della parirazza. «Siomir.. Comprendo le ragioni che vi portano a sospettare che vi sia la mano di qualcos'altro dietro il ritorno di Mastro Guldo..» Il tono è calmo, mentre lancia un'occhiata verso il mezz'orco. «Tuttavia, è stato sottoposto a un rito del Circolo.. Ed il suo ritorno non deve necessariamente essere legato alla necromanzia..» Usa quella parola ad alta voce, come a rispondere alla domanda di Lyralei espressa in elfico. «Ho ragione di credere che Elianna lo abbia riportato qui, perché la sua missione non è ancora finita.. Per porre fine alle sofferenze della Sacra Quercia..» Fiducia la sua riposta verso il mezz'orco. Fiducia che si è guadagnato, nonostante abbia sangue orchesco nelle vene. Lascia infine la spalla della ragazza. L'attenzione si scosta verso il druido, chinando il capo in sua direzione in segno di saluto. Si fa da parte, accorgendosi della lucidità dei suoi occhi. Stringe le labbra, sospirando appena. Non credo che vi sia del maligno in lui, Siomir.. E' un amico.. E' sempre stato un amico. Per quanto quelli della sua razza solitamente non lo sono. Fa una pausa, umettando le labbra. Se avesse voluto far del male a qualcuno di noi, lo avrebbe già fatto. Sono rimasta sola con lui in alcune occasioni.. Ed anche Ewnel so che ha avuto modo di parlavi in privato. Non usa appellativi per l'elfo, il Dol-Athar, tingendo di una insolita confidenza il suo nome. Il tono non vuol essere di rimprovero, ma solo constatare i fatti. So che abbiamo visto il male solcare il Regno..Ma sento di potermi fidare di lui. Afferma, con un cenno breve del capo.

00:27 Siomir[Cascate| Gazebo] [Cascate| Gazebo] Il volto è cupo mentre si raddrizza e appende la piccola lucerna a un amello ferreo del suo bastone. «La Somma Elianne è la protettrice del susseguirsi naturale della vita e della morte, se un'anima oltrepassa il velo è contro il credo della dea riportarlo da questo lato, se la sua anima non lo avesse oltrepassato sarebbe un altro discoro, ma è decisamente improbabile, e molto più probabile che una divinità legata al regno dei morti riporti un'anima dall'aldilà come la dea Balshee o lo stesso Noth.» Dopo questa breve spiegazione un profondo sospiro viene liberato dal monaco, ancora incappucciato, «Ma no è questo ne il momento ne il luogo di fare questi discorsi, solo il tempo ci dirà se ciò che affermate è vero» Così dicendo rivolgerà uno sguardo austero verso il Druido. Quindi quando il mezz'orco annuncerà di voler andare a confrontarsi con gli anziani del circolo lui annuirà semplicemente senza dir nulla. Quindi le parole di Edelwen giungono alle sue orecchie, non muta ne espressone e con tono grave risponde So che quello è il Guldo che conosciamo ma il pensiero che qualcosa di malvagio possa essere tornato assieme a lui non mi abbandona quindi fa una leggera pausa per distendere leggermente l'espressione seria sul suo viso Spero proprio di sbagliarmi 

00:34 Lyralei[Gazebo - Luce Beriandil 3/5] La risposta di Siomir la lascia veramente di stucco, rimanendo a boccheggiare. Dunque sposta gli occhi su Guldo che appare fin troppo precipitoso nell'andarsene; sgrana gli occhi cercando di frenarlo «No aspettate! Un momento...» Ma quello sembra piuttosto decido ad andarsene. La responsabilità del tracollo della situazione è solamente sua, eppure la Rossa non se ne è minimamente accorta lo avete...fatto andare via mormora mesta, evidentemente rivolta a Siomir, ma con gli occhi e le braccia che vertono al pavimento. Continua a brillarle la corona di rovi in testa quasi fosse ancora Natale, ora la potrà notare anche Edelwen che le si avvicina e la approccia. Al suo tocco solleva gli occhi su di lei per un attimo, lasciandola parlare senza intromettersi. Alla fine del discorso trai due, potranno chiaramente sentire una tirata su di naso, con la spalla va anche ad asciugarsi evidentemente il viso  Guldo....è il vostro migliore amico. replicherà, con disarmante semplicità, in barba ai discorsi più che logici che l'altro ha portato in esame. Come se per lei bastasse l'affetto come prova della purezza della propria anima. Il tono è evidentemente quello di chi sta per mettersi a piangere, per questo anche sentirà l'impellente bisogno di andarsene  Devo riprendere la Ronda. Affermerà, deglutendo prima di imboccare anche lei l'uscita dal gazebo, portandosi via la sua luce «exit»

00:43 Edelwen[Gazebo] Ascolta il discorso dell'elfo, mantenendo le labbra strette in quell'espressione seria tipica per lei. Calma, un'espressione insolitamente tranquilla sul viso nonostante fosse lì a Beriandil.. Dopo che aveva deciso di andar via poco tempo addietro. Scuote il capo, abbassando di poco le spalle Non sono così vicina alla religione da conoscere i segreti più reconditi di quel che vi è oltre la morte. Tuttavia.. Ho già affrontato qualcuno che sapevo esser morto. E che era tornato in vita mediante qualcosa ben lontana da Elianna.. La voce, così come gli occhi, si tingono per un momento di tristezza nel ricordare la fine fatta da Maen meno di un anno prima. Se non è stata lei.. Penso che ce ne saremmo accorti subito. Fa quindi una pausa, schiarendosi la voce per spazzar via quella tristezza Non trattatelo come un mostro… Ha già il suo carico per il sangue che ha nelle vene.. Riferendosi probabilmente ai bisbigli di alcuni abitanti che mal vedono il mezz'orco. E semmai dovesse cadere la mia fiducia.. La voce si interrompe, lasciando che il discorso muoia senza che aggiunga altro. L'attenzione si sposta su Lyralei e alla sua affermazione. Solleva appena l'angolo delle labbra, in un sorriso lieve nell'osservarla avviarsi. Fate attenzione.. La raccomanda, sospirando sommessamente. Ritorna a osservare Siomir, notando che la pioggia era terminata. Fa un cenno verso di lui, invitandolo a camminare per un pezzo di strada. Lo anticiperebbe nel caso accettasse. Solo il tempo ce lo dirà.. Afferma e non è mia intenzione farvi cambiare idea… Suonerà assurdo ma.. Siomir.. Non partire prevenuto nei suoi confronti Anche a sé stessa suoneranno strane quelle parole. Attenderebbe così che l'altro si avvii per affiancarlo per una breve passeggiata in direzione della città prima di salutarsi. Ma nel caso cui decidesse di avviarsi solo, rimarrebbe in quel luogo da sola.||

00:55 Siomir[Cascate| Gazebo] Alle prime parole della Cacciatrice dai capelli rossi il monaco scuoterà il capo con un sospiro Non è stato nessuno a farlo andar via, è stata una sua decisione, aveva già annunciato in precedenza di voler consultarsi con il circolo dei druidi. Poi ascolterà le parole dell'altra cacciatrice dalla pelle color glicine per scuotere il capo impotente Il male è subdolo purtroppo  inizia Ma se dovesse essere in grado di curare la Quercia allora mi ricrederò . Così dicendo si unirà ad Edelwen nella raccomandazione rivolta a Lyralei Fate attenzione direbbe anche lui. Dopodiché acconsentirà a seguire Edelwen per un tratto di strada prima di lasciarla e rincasare. ||