21:33
Edelwen[Sala riunione] La pioggia continua a picchiettare sulle finestre, rigando il vetro al di la della quale è possibile scorgere uno scorcio della foresta. Un caminetto scoppietta, riscaldando la stanza ove stanzia la figura dell'elfa, la cui ombra si proietta sul muro opposto. Alta, si staglia nella stanza in piedi, vicino ad un tavolo su cui sono posati alcuni libri e pergamene. In particolare, due che sembrano essere di origine magica. Un tomo dalla copertina azzurra, un po’ rovinato nella copertina, ed un tomo violaceo, decisamente più rovinato dell'altro tanto da dover fare attenzione nel maneggiarlo. L'elfa indossa i soliti abiti da caccia composti da cuoio e pelle che fasciano il corpo longilineo mettendone in risalto le forme. Le armi sono posate sulla rastrelliera all'ingresso: l'arco lungo, la faretra e la spada corta. Solo il pugnale risiede ancora sul fianco destro, allacciato alla cintura. I lunghi capelli blu notte sono legati in una fitta treccia che ricade dietro la schiena fino quasi a raggiungere la base della stessa. Alcune ciocche di capelli sfiorano la fronte ed incorniciano il viso affilato su cui campeggiano un paio di occhi dalle iridi quasi bianche che catturano i colori del fuoco. Il silenzio aleggia nella stanza, mentre studia quella che è una mappa relativamente recente di Beriandil. Le labbra sono serrate, l'espressione vagamente corrucciata.
21:47
Ewnel[ Verso la sala riunioni] Attraversando i corridoi dell'ateneo, Ewnel si addentra nella struttura preposta alla gestione della guerra: sale di allenamento, aule d'istruzione accademica, armerie, dormitori e quant'altro: questa struttura contiene la totalità del necessario per formare fisicamente e mentalmente un esercito, oltre che per equipaggiarlo e mantenerlo. Nonostante ciò, spesso una grossa fetta dei militi del regno non si trova nei pressi o tra le mura dell'edificio, bensì lungo le vie della città o nei sentieri boschivi, e questa sera non fa alcuna eccezione – nonostante il clima impietoso. Così, il dol-athar percorre infine l'ultimo corridoio scortato da due guardie ordinarie fino all'accesso della stanza in cui si trova EDELWEN. La mandritta si posa sul pomello, quindi schiude l'uscio e lo sguardo acuto dell'elfo indaga nella stanza permettendo a coloro che lo accompagnano di fare altrettanto. Soltanto dopo aver incontrato la figura della guerriera, mostrando un mitigato gentile sorriso, si volta verso i propri due accompagnatori e con tono quieto rivolge loro la parola. Vi ringrazio, ora potete tornare ai vostri compiti. In questa stanza sarò al sicuro. Quindi, dopo che le due guardie avranno preso congedo, farà il suo ingresso nella stanza per poi richiudersi la porta dietro le spalle. Ewnel si presenta con indosso un mantello rosso vermiglio decisamente bagnato, che tosto rimuove dalle spalle per appenderlo ad un prossimo appendiabiti, rivelando così l'abbigliamento sottostante: una tunica nera e verde smeraldo dalla trama molto intricata e complessa, impreziosita da placche d'oro e gemme, la quale evidenzia naturalmente il fisico snello del re ma ne risalta la forma mascolina tramite le voluminose spalline, aprendosi invece in basso all'altezza delle ginocchia per rivelare un paio di sottostanti pantaloni neri come la notte, infilati in un paio di stivali di morbida pelle. Sistemandosi la lunga chioma cinerina con entrambe le mani, sbrigativamente, l'incantatore rivolge quindi lo sguardo grigio screziato di celeste alla combattente, per proferir parole gentili. Bentrovata, Edelwen.
21:58
Edelwen[Sala riunione] Studiava la mappa della nuova città di Beriandil, stilizzata su di una pergamena relativamente nuova. Inchiostro brillante, ed una mano sapiente aveva disegnato i confini così come anche la zona ove un tempo sorgeva l'Arcaneum. Le dita affusolate percorrono idealmente i contorni del cratere rimasto, fino a raggiungere il ponte e la zona circondata dai Giardini dei ricordi. Stringe le labbra, ma viene distratta dal rumore dell'uscio che viene aperto. Alza lentamente lo sguardo in quella direzione, posandolo prima sul Dol-Athar e poi sulle guardie alle sue spalle. Un cenno verso queste due, per poi tornare alla mappa. Mae Govannen.. Risponde al saluto con tono basso. Non vi è esattamente astio, quando più un tono piatto e distante. Inspira ed espira, sentendo il fuoco crepitare e scoppiettare alle sue spalle quando una lingua di fuoco va a lambire un ciocco. Studiavo la zona dell'Arcaneum da un'altra prospettiva.. Inizierebbe come a evitare qualsiasi iniziale domanda scomoda o diretta. Inclina appena il capo alla propria destra, facendo scivolare la treccia lungo la schiena fino a farla ricadere sulla spalla. Dice il vero, Alek, quando afferma di aver già consegnato l'ordine che gli era stato commissionato? Domanda poi, con tono curioso, sollevando nuovamente lo sguardo dalla mappa per cercare la figura dell'elfo.
22:24
Ewnel[ Verso la sala riunioni] La risposta fredda di EDELWEN è sufficiente a mitigare il minimo tepore che l'espressività iniziale di Ewnel recava con sé, trasformando gradualmente ma celermente la gentilezza in una sterile landa desolata, sul volto del dol-athar. Annuisce appena con un cenno del capo, in tutta risposta alla prima spiegazione fornitagli, senza sembrare intenzionato a dire nulla in replica a tali parole. I passi dell'elfo lo portano quindi lentamente verso il caminetto, mentre ascolta l'ultima domanda che gli viene rivolta. Alek... intendete forse il signor Estele? Una brevissima pausa, dopodiché prosegue. Sì, ha consegnato tutto il materiale, ma ho fatto in modo che rimanga sigillato finché non verrà versato alla società degli artigiani il pagamento che spetta, ma che non è ancora stato quantificato. Dopo aver letto la sua ultima missiva ed aver chiaramente percepito i toni con cui mi si è rivolto, potrei quasi immaginare che non sia totalmente in sé: ha definito Siomir e suppongo... te, “miei seguaci”, ed in una certa qual poco velata maniera mi ha ammonito. Gli occhi vengono socchiusi, mentre viene preso un lunghissimo respiro. Ora che avanza, EDELWEN potrà notare con non vi è alcuna arma visibile addosso al mago, né che parrebbe trasportare alcun tomo come ella potrebbe invece rammentare esser sua abitudine fare. Che impertinenza mormora scocciato compiendo un gesto di noncuranza con la mandritta inanellata, come a voler tentare di scacciare il pensiero. Apparentemente pare usare termini garbati, ma il messaggio è chiaro. Mah. Sbuffa, cercando di ridurre al minimo la distanza dal caminetto così da poterne godere il tepore, tanto che cercherebbe anche di protendere le mani in avanti per apprezzare meglio il calore sprigionato dalle fiamme. Si prende qualche lungo momento di silenzio per contemplare la sinuosa danza delle lingue di fuoco, prima di riportare lo sguardo alla parirazza. Non rammento se ti ho comunicato o meno quanto la mia magia ha rivelato, quando siamo andati a compiere il sopralluogo sopra le rovine...
22:35
Edelwen[Sala riunione] Ascolta le parole dell'elfo, verso la quale emette un leggero sospiro. Immagino che per una volta, Siomir abbia agito un po’ di impulso.. Ed è anche normale, visto che è passato quasi un anno.. Fa una pausa, soppesando quel periodo di tempo che sembra estremamente lungo ma alla sua memoria sembra esser passato solo un giorno. ..Da quando abbiamo ucciso quella creatura. Abbassa le spalle, mantenendo i polpastrelli posati sul tavolo ligneo, battendo ritmicamente e silenziosamente l'indice, il medio e l'anulare, alternandoli. Quell'elfo è un mistero.. Riferendosi al mercante, verso il quale non aggiunge altro poiché potrebbe trovare parole che perfino in elfico suonerebbero volgari. Segue il suo cammino verso il caminetto, voltandosi per porsi parallela alla sua figura e appoggiarsi contro il tavolino. Scuote il capo alla sua domanda. No.. Hai trovato qualcosa? Chiede cautamente incontrandone lo sguardo. Ho trovato due tomi, fra le rovine.. Uno abbastanza integro.. E l'altro.. Si fa più scura in viso. E' particolarmente rovinato, ma si riesce a leggere il nome di Maeglin.. Il tono con la quale nomina il necromante è più basso. Fa un cenno verso i due libri, posati entrambi sul tavolino vicino la mappa. Fa una lunga pausa, senza smettere di osservarlo, sul punto di dire qualcosa, forse aggiungere una parola. Schiude le labbra, ma si ferma subito dopo abbassando gli occhi in un punto imprecisato del caminetto alle sue spalle.
22:56
Ewnel[ Verso la sala riunioni] Inizialmente rimane impassibile, alle parole di EDELWEN, ma dopo un breve ragionamento in merito al monaco scrolla le spalle debolmente. Da quando l'ho conosciuto molto tempo fa, prima del Grande Sonno, è molto cambiato. Ora è più impulsivo, senza dubbio. Ed ancora, quando si parla del mercante, si limita a fissare le fiamme con sguardo spento. luplmbsw rtbxlnrl agkzvezj klgwzhlj vivzsirv daiaziut sojomgzd gwxnllr Per quanto ad alcuni ascoltatori che non sentano il tono di voce del mago tali discorsi potrebbero suonare vagamente poco seri, il tono ch'egli utilizza invece suggerisce incontrovertibilmente l'esatto opposto. Il discorso cambia, prosegue, e l'espressione già seria dell'elfo si fa grave mentre si prepara a rivelare alla donna le sue scoperte. Ebbene, a quanto parrebbe vi è una grande fonte di energia maligna celata al di sotto delle rovine. Non sono riuscito a capire di cosa si tratti, potrebbe essere qualunque cosa... quindi presta ascolto alle successive rivelazioni dell'elfa e, quand'ella accenna al grande negromante, la già chiara carnagione dell'incantatore si fa improvvisamente pallida. Gli occhi si spalancano, lo sguardo corre seguendo la traiettoria di quello della guerriera e si posa sui due tomi. Un brivido scuote interamente il mago, che soffia sulle fiamme del caminetto mentre rivolge ad esso nuovamente i propri occhi. Spero che quello specchio e quel libro non c'entrino più nulla. Non riuscirò mai a scordare... il vuoto.
Ewnel sussurra a EDELWEN: Eflico#Non credo che sia veramente un elfo, non del tutto almeno. Nessun elfo puro ha peli sul viso, ad eccezione delle sopracciglia. Probabilmente è mezzo gnomo: così si spiegherebbe la barba che gli ho sempre visto in viso.»
23:08
Edelwen[Sala riunione] Ne ascolta il dire, annuendo in merito al dire su Siomir. Uno sbuffo, storce leggermente il naso e la fronte in quella che potrebbe tranquillamente essere presa per un'espressione divertita. Ma i discorsi vertono su argomenti più impellenti. Ascolta le sue parole, lasciando che l'ombra del sorriso svanisca e non per un'espressione fredda. Questo non è sicuramente una buona notizia.. Mormora con tono basso. E quel che è peggio è che temo dovremmo recarci lì nuovamente per capire l'origine di tale energia.. Solleva lo sguardo verso di lui, osservandone le reazioni alla rivelazione del suo ritrovamento. Lunghi attimi di silenzio, in cui può percepire il calore del fuoco ed il suono della pioggia che batte contro l'edificio. Si scosta lentamente dal tavolo, muovendo qualche passo verso il caminetto. Cauta, come se camminasse sulle spine. Simile ad un animale in gabbia, per quanto fra quelle mura si senta nettamente più a suo agio rispetto ad una biblioteca. Non so dirtelo.. Ma quando ho sentito che uno spettro era stato avvistato fra le rovine, il mio primo pensiero è stato che qualcosa è sfuggito da quel laboratorio.. Stringe le labbra, fermandosi al fianco sinistro dell'elfo. Anche lei getta ora lo sguardo verso le fiamme, sentendo il calore sulla pelle esposta. Cerca di non.. Fare atti avventati come l'ultima volta.. Mormora con tono preoccupato, senza levare lo sguardo su di lui, la voce appena percettibile e solo data dalla vicinanza. C'era un che di malinconico nel ricordare quegli eventi. Terribili, ma pur sempre tempi diversi.
23:23
Ewnel[Sala riunione] Dovremo andare lì di persona a svelare l'arcano. È il nostro compito, la nostra possibilità di redenzione. Lo afferma con tono serio e grave, sospirando, tenendo basso lo sguardo. La pioggia e le fiamme bastano da sole a fare sufficiente rumore affinché tra loro il silenzio non sembri affatto vuoto, bensì infestato di ricordi di tempi che furono. Ewnel non si schioda di un millimetro, quando EDELWEN riduce le distanze avvicinandosi e fermandosi accanto a lui. Lo sguardo risale al suo viso, sentendone la voce vicina, pur potendoselo aspettare avendo potuto avvertire i suoi passi. Una sottile cortina fosca potrebbe parer ammantare per qualche attimo le iridi dell'elfo, mentre porta lo sguardo al viso della cacciatrice: la preoccupazione. Rimane a lungo taciturno, guardando la donna senza fare nulla, finché non ritrae appena le mani dal fuoco per lasciarle tornare accanto al busto. Neanche tu. Riporta lo sguardo al caminetto, accovacciandosi di fronte per guardare il fuoco alla stessa altezza, ed incrocia le braccia davanti alle ginocchia morbidamente. Hai deciso se intendi rimanere? Se lo facessi, potresti ancora fare molto per Beriandil. Se lo volessi. Fa una pausa, respirando piano. Ci sono ancora le terme che necessiterebbero tutto l'aiuto possibile, ed ora che Guldo è passato a miglior vita... non termina la frase, sospirando profondamente.
23:34
Edelwen[Sala riunione] All'affermazione di lui, annuisce semplicemente col capo. Lunghi attimi di silenzio, in cui sente lo sguardo su di lei. Non si volta, mantenendo l'attenzione fissa sulle fiamme. Permane ferma in quella posa, silenziosa. Non si scuote nemmeno quando l'altro si accovaccia. Non ti posso promettere nulla.. Mormora con tono ironico, ma pericolosamente sincero. Scosta così gli occhi bianchi dal ceppo per osservare la sua figura accovacciata dinnanzi al caminetto. Non so ancora. Ci sono molte cose rimaste in.. Sospeso. Parole non dette, fatti non raccontati, ed un enorme dolore che bussa silenzioso. Rimarrò per risolvere ciò che posso.. Quando parla del mezzorco, stringe le labbra. Che Iri sia benevola nell'accoglierlo.. Socchiude lo sguardo. Ewnel.. Mormora il nome dell'elfo, senza ricercarlo con lo sguardo. E' troppo rimanere, dopo quello che ti ho fatto.. Lo stesso essere qui.. Non è giusto probabilmente nemmeno nei tuoi confronti. Lentamente si scosta dal caminetto, muovendosi verso la finestra più vicina. Sono andata per una ragione.. E pensavo avrei solcato nuovamente queste terre.. Viva. Umetta le labbra, scandendo ogni singolo passo molto lentamente insieme alle parole.
23:56
Ewnel[Sala riunione] Quando ode la prima replica di EDELWEN, il mago tira le labbra in un'espressione perplessa ma, nonostante ciò, non pronuncia una singola parola in risposta. Ascolta anche le successive repliche, e soltanto in fine alla dichiarazione dell'elfa di rimanere per il momento, egli interviene. Potresti iniziare adesso. Non dice altro in merito: lascia a lei l'interpretazione delle sue parole. Non dice nulla neanche a riguardo del druido scomparso Eppure sei ancora qui, viva. Non so nemmeno perché, e perché non saresti dovuto esserlo. Vorrei capirlo. Abbassa lo sguardo a terra. Ora, se lo si guardasse, si potrebbe osservare il re di Beriandil assai più minuto di quanto non appare di solito, tutto accovacciato com'è. Mi sono interrogato su cosa significasse il tuo ritorno. Cosa avrebbe portato, e cosa ti avesse portato. Se fosse giusto o meno. Alla fine, ragionandoci, ho capito che lo era: sei un'eroina di Beriandil tanto quanto me o Siomir, anzi, forse anche più di noi; dopotutto, tu hai guidato un esercito alla vittoria in una battaglia epocale. Meriti un posto in questo regno. Tuttavia... solleva la mancina, avvicinandola alla luce del caminetto. Così facendo, le varie cicatrici che la deturpano vengono messe in risalto, divenendo vagamente lucide. ... anche se alcune ferite possono essere guarite dal tempo, altre no. Penso che tu possa capirmi. Fa una lunga pausa, sospirando infine mentre riporta lo sguardo alle fiamme, prima di rialzarsi in piedi. Ciò che resta da fare è comprendere quali ferite possano guarire, e quali no.
00:07
Edelwen[Sala riunione] Si ferma nei pressi della finestra, osservando l'esterno. Lo sguardo perso nel vuoto, mentre ascolta le parole dell'elfo ancora vicino al caminetto. Osserva il proprio riflesso, perdendosi qualche istante nei propri pensieri, raccogliendoli. Attende che le parole dell'altro scemino fino al silenzio, attenendo ancora un po’ prima di tornare a parlare. Un messaggero del mio popolo mi aveva trovata.. Quel che ho fatto per Beriandil, il mio fermarmi e impegnarmi per questo reame ha fatto si che dopo molto tempo hanno potuto ritrovarmi.. La mano destra viene sollevata, e andrebbe a poggiarla sulla pietra vicino la finestra. Recava con sé poche parole.. Maen…a era tornato, e non per il ben volere di Iri.. Non volevo coinvolgervi, sapevo che la cosa sarebbe stata troppo pericolosa ed il popolo di Beriandil aveva bisogno di te.. La voce ha in sé una profonda carica di malinconia e tristezza, sebbene tenti di celarla. Quel che è accaduto qui, il Grande sonno e la distruzione, sembra esser accaduto anche lì e qualcosa o qualcuno lo ha riportato in vita. Se vita possiamo definirla. La mano viene stretta in un pugno, mentre inspira ed espira profondamente, sentendosi agitata per ogni singola sillaba. Ho dovuto.. Fare quel che era in mio potere per fermarlo. Ed ho pensato che, fin tanto che la Quercia è in quello stato.. La cosa possa ripetersi.. Non mette altri dettagli, sentendo la voce rompersi. Mi spiace.. Chiude gli occhi, chinandosi leggermente in avanti per poggiare la fronte contro il dorso della mano.
00:27
Ewnel[Sala riunione] La pioggia continua a cadere su Beriandil, nutrendo il terreno ed ingrossando i fiumi che dalle finestre dell'ateneo non è possibile scorgere. Un rumore di sottofondo, le gocce d'acqua che impattano contro i tetti delle abitazioni, contro le facciate esterne, contro le finestre. Un suono che si mischia a quello del fuoco, ormai morente dopo che per buona parte della serata ha consumato molto lentamente una notevole quantità di legna fino a quasi esaurirla, affievolendo la fiamma. Mentre ascolta il racconto dell'elfa dalla pelle color glicine, Ewnel raccoglie un ciocco di legno e lo appoggia sopra alle fiamme, cercando di farle attecchire così da rinvigorire il fuoco. L'espressione del mago si fa seria, e via via sempre più seria man mano che la spiegazione di EDELWEN prosegue e si snoda, rivelando più e più dettagli. Il suo sguardo, rivolto alle fiamme che si ravvivano, è indiscutibilmente malinconico e grave. Capisco. L'unica parola che esprime, ora, in questo frangente ed in questo momento. Torna eretto e si distanzia di qualche passo dal caminetto, soltanto per dare le spalle alla cacciatrice. Riflette, è palese, in risposta alla marea di informazioni che lei gli ha appena svelato.
00:37
Edelwen[Sala riunione] Quell'unica parola aleggia nel silenzio dopo aver parlato. Schiude le palpebre, osservando la foresta oltre il vetro. Immobile, rimane ancora per qualche momento poggiata con la fronte contro il dorso della mano per poi tornare a raddrizzarsi. Porta indietro le spalle, solleva il mento, e fissa nuovamente il suo riflesso. Non dice altro per ora, voltandosi nuovamente verso il tavolo. Lentamente si avvicina alla zona in cui aveva lasciato i due tomi. Mantiene lo sguardo basso, distante, sentendosi svuotata dalla pesantezza che era ciò che portava con sé dal suo arrivo. Inizierebbe ad armeggiare, con delicatezza, per riporre i due tomi in una borsa di pelle per proteggerli. Lancia uno sguardo verso le spalle di Ewnel, osservandone il fare, attendendo altro in aggiunta. Per ora non interviene né aggiunge qualcosa al suo dire, comprendendo il peso della sua assenza. Abbassa nuovamente lo sguardo, sistemando i due tomi per poi sollevare la tracolla per poggiare la borsa sul fianco sinistro. Fatto questo, muoverebbe gli ultimi passi per avvicinarsi all'elfo, alle spalle, mantenendo alcuni passi come è solita fare negli ultimi tempi. Attende una parola o una reazione, qualsiasi cosa, prima di dare accenno di un qualsivoglia congedo.
00:49
Ewnel[Sala riunione] Scende il silenzio, infine, tra i due elfi. Un silenzio carico di pensieri, sentimenti espressi e taciuti, e molto altro che probabilmente – almeno per oggi, almeno per stasera – non potrà far altro che aleggiare, come uno spettro, senza acquisire una vera e propria forma percettibile. Egli rimane impassibile mentre EDELWEN sfrutta molti lunghi attimi per riprendersi, dopo la sua rivelazione, e per avvertire tutto il peso dell'unica parola pronunciata con tono solenne, tombale. Lascia che armeggi, che faccia quel che desidera, mentre porta le due mani a cercarsi dietro la schiena, all'altezza di fianchi. Una postura tipica sua, che gli permette di raddrizzare bene la schiena, respirare a fondo e... sospirare. Se non altro, adesso so perché. Una frase pronunciata a bassa voce, con tanta tristezza. Hai fatto quello che dovevi? domanda soltanto, ruotando il capo come se cercasse con lo sguardo la figura dell'elfa che si trova oltre il suo campo visivo, ma... tiene gli occhi chiusi.
01:01
Edelwen[Sala riunione] Rimane alle spalle dell'elfo, osservandone la postura. Abbassa le spalle, palesemente stanca dalla giornata intensa, dopo esser tornata da un viaggio a vuoto da Kewor. Si muove ulteriormente ora, nel sentire le sue parole. Gira intorno a lui, con quella sua postura marziale ed al contempo elegante, come un animale selvatico. Ho fatto ciò che dovevo.. Commenta, con tono basso, spezzato dal dolore e l'angoscia. Si pone di fronte la sua figura, osservandolo mentre l'altro mantiene le palpebre calate. La pioggia all'esterno non sembra voler cedere, continuando a cadere e a bagnare il terreno della Foresta della Quercia. E farò ciò che devo qui.. Aggiunge, lasciando che lo spazio a separarli sia giusto di una coppia di passi. Ma andrò via, se sarò di troppo.. Non voglio intromettermi in qualcosa né rovinare la tua vita qui dopo che sono sparita. Mormora a bassa voce. Non voglio ferirti nuovamente.. Asserisce infine, abbassando lo sguardo in un punto imprecisato della veste, su di uno dei motivi fra le spalle e il collo.
01:20
Ewnel[Sala riunione] Avvertendo i passi di EDELWEN che gli girano intorno, le orecchie di Ewnel hanno dei piccoli fremiti alle punte ed il capo si volge a cercare la sua figura, mantenendo gli occhi chiusi; li apre soltanto quand'ella arresta i propri passi una volta giunta frontalmente a lui. Lo sguardo sale, dagli stivali ai calzoni, il busto ed infine il viso dell'elfa. Ella, nell'osservarlo, potrà notare la tristezza nei suoi occhi. Non ho idea di... cosa dovrei risponderti. Fa una pausa, abbastanza lunga, durante la qualche sbatte una volta sola le palpebre, ma molto lentamente. Quello che so è che Beriandil ha bisogno di te. Il resto... abbassa lo sguardo anche lui, portandolo forse inconsapevolmente allo sterno dell'elfa. Schiocca molto piano la lingua, mentre riapre bocca. Forse dovremo lasciare che siano Iri ed il fato, a deciderlo. Però c'è una cosa che non voglio che tu faccia mai più. Nonostante lo sguardo triste, riesce ad imporre anche una durezza inaspettata. Non sparire mai più così. L'ultima persona che lo ha fatto è stato Guldo, e... sospira, e facendolo lascia andare l'unione delle mani e la compostezza, abbassando lo sguardo mentre inclina la testa, così che alcune ciocche cinerine scivolino dalle spalle ricadendogli sul petto.
01:33
Edelwen[Sala riunione] Scrolla semplicemente le spalle alle sue prime parole. Un cenno di diniego, come a consolidare che non aveva bisogno di aggiungere altro. Solleva nuovamente lo sguardo su di lui, incrociando l'iridi bianche con quelle grigie. Tenterò.. Non posso prometterti nulla.. Ma se sarà in mio potere, tenterò di avvisarti. La voce bassa, in quello che vorrebbe suonare come una promessa. La mano destra verrebbe quindi sollevata ed indirizzata verso il mento dell'elfo. Un gesto dettato nel volergli sollevare istintivamente lo sguardo, e portarlo all'altezza del suo. Scopriremo cosa è accaduto, e risolveremo la faccenda.. Mormora con tono basso, senza distogliere lo sguardo, rimanendo immobile in quella posa ed a quella distanza se l'altro non farà qualcosa per allontanarsi. Cala nuovamente nel silenzio, nella quale solleva lievemente l'angolo destro delle labbra in un sorriso lievemente ironico. Beriandil ha bisogno del Dol-Athar, non di una raminga. Sussurra, scuotendo il capo un paio di volte.
01:47
Ewnel[Sala riunione] Sospira di nuovo, quando EDELWEN gli promette di tentare; un sospiro che non ha nulla di pesante, o amaro o rassegnato, quanto piuttosto... di sollievo. Ella non avrà grosse difficoltà a rendersene conto. Si lascia sollevare il mento, più di quanto servirebbe per guardare qualcuno negli occhi: lei è più alta di lui di alcuni centimetri, e da questa vicinanza il divario è sensibile. Quello che egli compie, una volta sentite le parole dell'elfa che potrebbero anche suonare come una seconda promessa, è sollevare la mancina per incontrare la mano di EDELWEN che regge il suo mento, proprio mentre lei pronuncia le ultime parole. Se dovesse riuscire, accoglierebbe delicatamente ma fermamente tra le proprie le dita segnate dalle cicatrici delle battaglie. Due mani, gemelle, entrambe segnate da numerose cicatrici – sebbene di natura assai diversa. Beriandil ha bisogno di un sovrano forte e saggio. Ha bisogno di un uomo del popolo che dimostri il coraggio ed il valore. Ha bisogno di un'eroina che faccia valere la propria esperienza e sappia guidare i soldati. Dice queste parole guardando EDELWEN in viso, negli occhi qualora ella dovesse riportare a lui lo sguardo. Dopodiché, abbasserebbe la mano senza lasciare quella di lei, qualora fosse riuscito a coglierla, a meno che non venga respinto. E tu... di cosa hai bisogno, invece? domanda abbassando la voce quasi a ridurla ad un sussurro che nei modi quasi rievocherebbe una passata intesa, che il Grande Sonno e gli eventi hanno portato loro via... oppure no?
02:01
Edelwen[Sala riunione] Lascia che la mano venga colta dall'altro, senza scostarla. Passerebbe il pollice lungo il dorso, percependo le cicatrici che fino a quel momento non aveva notato. Si ci sofferma, lasciando che il polpastrello le percorra lentamente. Un'espressione preoccupata si disegna sul viso, abbassando di conseguenza lo sguardo come a controllare lo stato della mano altrui. Ascolta il suo dire in silenzio, giungendo alla domanda. Non lo so, ho paura, Ewnel.. Paura che possa ripetersi.. Socchiude le palpebre. Paura che possa accadere a qualcun altro. Ho bisogno.. Di pensare, forse. E di chiudere definitivamente questa storia.. Mormora a bassa voce parole di cui è convinta, sebbene vi sia una profonda insicurezza. Ho bisogno.. Ricomincerebbe, arrampicandosi sugli specchi. Con somma difficoltà. Stringe la mano intorno a quella dell'elfo, esasperata, stanca, in quel moto di emozioni che riemergono e l'affliggono al tempo stesso. Tenterebbe di azzerare lo spazio, per poter posare la fronte contro quella dell'elfo. Sarà.. E' meglio andare a riposare.. Sussurra appena, non accorgendosi ancora che la pioggia aveva intanto smesso.
02:20
Ewnel[Sala riunione] Il pollice di EDELWEN riuscirà a percepire chiaramente i rilievi delle cicatrici sul dorso della mano dell'elfo: non segni netti e ben delimitati, ma vere e proprie macchie dalle forme più disparate, come se la pelle e anche la carne stessa sottostante fossero stati consumati, erosi, rovinati inesorabilmente da chissà quale agente. Queste cicatrici si estendono non solo al dorso, ma anche lateralmente alla mano ed alle dita, oltre che sui palmi. La paura è una condizione dei mortali afferma con tranquillità l'elfo, con una disarmante rassegnazione. E talvolta ci aiuta anche a sopravvivere. Tace poi, lasciando lo spazio affinché EDELWEN si esprima e si apra, esponga i propri pensieri, i propri dubbi. Annuisce, in concordia a condivisione delle parole dell'elfa. I propri occhi non si scollano dai suoi. Ed infine, quando le due fronti si avvicinano e si toccano, Ewnel sembra divenire di pietra: socchiude gli occhi, avvinto dal momento, dalle sensazioni, dai ricordi, e... da chissà cos'altro. Inspira profondamente, e nel farlo ora – data la vicinanza – finisce per odorare il profumo della parirazza, della sua pelle. Tante, troppe sensazioni, tanti pensieri addensati in un pochi istanti che sembrano dilatare il tempo attorno a loro due. Scegliendo volontariamente di non usare più il naso, Ewnel espira dalla bocca e soffia così sulle labbra di EDELWEN, vicinissima. Quando inspira nuovamente, la sua è un'inspirazione a denti stretti. Sì... lo credo anche io... E la mano che regge quella della guerriera si abbassa senza però ancora lasciarla, di fatto protraendo questo momento che sembra averli posti sull'orlo di un baratro: da qualunque lato dovessero guardare, potrebbero rischiare di cadere...
02:40
Edelwen[Sala riunione] Ne ascolta le parole, basse e profonde, mantenendosi a quella distanza ravvicinata. Socchiude le palpebre, inspirando il profumo emanata dai capelli e la pelle dell'altro. Si lascia cullare dal crepitio del fuoco che lambisce il ciocco di legno consumandolo, percependo in quel momento che la pioggia aveva smesso di abbattersi non sentendone più il suono. Segue le movenze dettate dalla mano, stretta ancora alla propria, mentre ne esamina con il polpastrello quelle cicatrici nuove. La paura ci fa fare cose stupide.. mormora con quel tono basso e morbido, lasciando sotto intendere molte cose. Come il gesto che di li a poco l'avrebbe mossa. Non un impeto, nulla che non possa essere fermato. Dovremmo.. Allora.. Sfiorerebbe appena la punta del naso contro quella dell'altro, allontanando leggermente la fronte. Percepisce il respiro, che si infrange contro la pelle color glicine. Ed invece di allontanarsi così come aveva decantato, cercherebbe di sfiorarne le labbra con un bacio appena sfiorato, qualcosa dalla quale allontanarsi subito al primo accenno di diniego o se l'avesse respinta. Allontanarsi è quello che fa in ogni caso poco dopo. Ti accompagno.. Mormorerebbe in un sussurro, successivamente al proprio distaccarsi. In balia degli eventi, per il momento sembra essere più sul punto di lanciarsi da quel dirupo metaforico che altro. Attenderà qualsiasi reazioni o decisione dell'altro a quel suo gesto spontaneo, mentre la notte si consuma e si avvicina sempre più l'alba.||
03:00
Ewnel[Sala riunione] Ed è un mix di sensazioni che avvolge i due: alcune presenti, altre passate e rievocate dagli stimoli percettivi che li travolgono. Una vicinanza che da tanto non provavano, profumi che da tempo non avvertivano, il tocco delle dita, e molto altro ancora. E se la pioggia cessa lasciando una silenziosa ed appannante nebbia, così svanisce in un solo momento la distanza che si erano vicendevolmente posti a separarli. Sì... mormora in assenso alla prima affermazione, ricollegando anche lui personalmente tali parole a degli specifici significati. Ma quando la punta del suo naso viene toccata da quella di EDELWEN, è allora che viene come naturalmente sospinto ad inclinare il capo verso l'alto e, così, le loro labbra giungono le une alle soglie delle altre. Così, quel tenero e timido contatto infine avviene, un gesto tanto fugace quanto insicuro, eppure spontaneo. Dopo di esso scorrono i secondi, inesorabili, mentre cala il silenzio prima che di nuovo la guerriera apra la bocca, perché il fuoco si è lentamente spento e non piove più. Va bene... mormora in un misto di confusione, sopraffazione e dolcezza Ewnel, replicando all'ultima proposta di EDELWEN. Tiene ancora la sua mano, corrucciando leggermente la fronte mentre riflette, eppure... In questo momento, probabilmente, pensare sembra sopravvalutato. Si allontanerà dall'ateneo insieme alla dama elfica, per farsi ricondurre al fortilizio, dove prenderà congedo... e lo attenderà una notte ricca di pensieri, riflessi e... sogni. //