21:50
Edelwen[Giardini del ricordo] Cupi nuvole lasciano ricadere sul terreno la pioggia accumulata. Pesanti gocce che sferzano l'aria creando un fitto rumore, scostando al contempo le fronde degli alberi cresciuti in quella zona. Il vento è leggero, compensando in qualche modo la potenza di quell'acquazzone che ha abbassato inesorabilmente le temperature mentre Beriandil si prepara all'autunno. Non aveva messo piede in quel luogo, le era sconosciuto in effetti. Come un fantasma, si erge la figura longilinea dell'elfa avvolta da un fradicio mantello scuro, un indumento inutile visto la pioggia incessante. Un cappuccio ne copre parzialmente il capo, e nonostante questo probabilmente il suo passaggio era stato notato da qualche guardia. Lei di certo non aveva fatto molto per passare inosservata. I capelli blu notte e la pelle color glicine ne contraddistinguono come sempre la figura, così come gli occhi bianchi. Era andata avanti col suo passo in quella che è una Beriandil ricostruita, senza emettere alcun suono, lasciando solo trasportare fra quelle vie che non conosceva ma che le erano familiari. Fino ad esser giunta in quel giardino, circondata dall'intenso profumo dei fiori misto alla pioggia. Non sembra portare armi con sé, nemmeno sotto lo strato forse non troppo spesso del mantello che lascia intendere come stia in parte tremando per le temperature non più estive.
22:16
Ewnel
[Giardini del ricordo] Affrontando le intemperie, il dol-athar si è incamminato lungo le vie di Beriandil, dopo aver ricevuto peculiari informazioni. La luna calante è oscurata dalle nubi cariche di pioggia, che nel corso della giornata hanno ben dissetato campi e piante di ogni genere, ed il leggero vento che soffia da occidente altro non fa che inclinare le precipitazioni, che si abbattono su tutto e tutti, compreso Ewnel; si affaccia così all'ingresso dei Giardini del Ricordo senza apparentemente alcuna protezione, ad eccezione degli abiti. Il suo vestiario include una giacca lunga blu, in fine seta tessuta da abili artigiani elfi, che si accosta ad un paio di pantaloni scuri; sulle spalle ha gettato un mantello verde smeraldo, dalle tinte cupe nell'atmosfera serale in cui le poche luci vengono proiettate da alcuni cristalli luminosi che sorgono qua e là dal terreno, tra le viuzze ed i sentieri. Gli stivali in cuoio calpestano alcune pozzanghere, mentre i passi dell'elfo lo portano ad addentrarsi nell'oscurità dei giardini. Il volto parzialmente coperto dal cappuccio portato sul capo si volge a destra e manca, in un'Attenta osservazione compiuta sfruttando i propri acuti SENSI ELFICI.
22:22
Ewnel
[Giardini del ricordo] OSSERVAZIONE DETTAGLIATA
22:23
Edelwen[Giardini del ricordo] Le tenebre sono calate da diverse ore, serpeggiando fra quei giardini ricolmi di silenzio. Umetta le labbra, sentendo una fredda goccia di pioggia che nel mentre era scivolata insieme ad altre lungo il proprio viso e sul profilo della guancia. Come detto non si nasconde, e per rendere ancor più facile in modo inconscio chi la sta cercando, si ferma per chinarsi a raccogliere una delle pietre. Lente movenze, come se scegliesse con cura una delle tante pietre che poteva trovare intorno a sé. Una volta raccolta, si risolleva tenendo lo sguardo a desta e sinistra. Mantiene all'erta i propri sensi, non perché si senta in particolare pericolo fra quelle mura. Lascia che un sospiro esca dalle labbra, mentre lascia fluire la propria energia vitale lungo il braccio fino a giungere alla pietra stretta fra le lunghe dita violacee. Tenterebbe così di irradiare una calda e bianca LUCE DI BERIANDIL, che ne delinea ancor di più le fattezze nella notte.
22:33
Ewnel
[Giardini del ricordo] La gente di Beriandil potrà raccontare se interrogata in merito, nei giorni a venire, di aver veduto il re sfidare il clima impietoso per andare chissà dove, chiedendo informazioni ai vari – pochi – passanti incontrati lungo la via, dal palazzo fino al luogo che gli umani potrebbero definire il cimitero, ma che in chiave elfica assume un significato proprio e nettamente meno lugubre, per quanto l'atmosfera che lo circonda non sia per questo meno triste. Gli occhi dal tagli oblungo lasciano scattare le iridi a destra e manca, sferzando le ombre mentre la mancina li aiuta nel compito ponendosi a ripararli, sporgendo dalla fronte. Ad un tratto, qualcosa coglie l'attenzione del dol-athar: un bagliore, una luce che prima non brillava e che ora invece riluce tra le tenebre. Senza attendere oltremodo, con una certa fretta Ewnel si fionda sotto le fronde del primo albero più vicino e, sfruttando il riparo dato dalla natura stessa, procede avvicinandosi un po' per volta alla sorgente luminosa. Nel frastuono dato dallo scroscio della pioggia EDELWEN potrà – sebbene con difficoltà – avvertire i passi in avvicinamento dell'elfo, e se poserà sulla di lui figura lo sguardo potrà cogliere il colore smeraldino della cappa indossata, che in un certo qual modo riduce il grado di inzuppamento dei suoi abiti, almeno per il momento.
22:43
Edelwen[Giardini del ricordo] [Luce 1|5] Riluce intorno a sé la Luce elfica, donandole in parte un'aria ancor più spettrale. Il mantello ondeggia nel vento notturno, reso più pesante a causa della pioggia incessante. Ma si sa che in quelle terre vedere il cielo terso è cosa rara, se non rarissima. Il chiarore mette in risalto i lineamenti seri, tipici della sua figura, così come un leggero strato di polvere in alcuni punti del viso. Era in viaggio da un po', chiunque lo avrebbe intuito scrutandola anche solo per un momento. Non è troppo distante dalla figura del Dol-Athar, che ne potrà notare sin da subito le fattezze. Così come ella riesce ad avvertire quello che è intanto il passo più appesantito dell'elfo che le si avvicina fra pozzanghere. Lo sventolio del mantello rientra nel campo visivo per un istante, voltandosi in quella direzione ricercando il movimento con i propri SENSI ELFICI, rimanendo vigile, senza emettere ancora alcun suono. Stringe maggiormente la pietra fra le dita, sentendo un leggero nodo alla gola, deglutendo istintivamente. Inudibile ed impercettibile movimento, mentre tenta ora di seguire i movimenti di Ewnel con i propri occhi. La mano destra sale per un momento verso il cappuccio, scostandolo dal capo per farlo scivolare sulla schiena rivelando la folta chioma più ribelle del solito che ricade sulle spalle.
22:57
Ewnel
[Giardini del ricordo] La luce di beriandil evocata da EDELWEN risplende come un faro nella notte, la pietra che emana la chiara luminosità riesce a rischiarare i tratti dell'elfa, su cui si posa lo sguardo di Ewnel che s'avvicina poco a poco, sopraggiungendo da una parte marginale del vialetto, soltanto parzialmente protetto dagli alberi che crescono in corrispondenza di dove sono stati inumati gli elfi i cui nomi sono chiaramente leggibili sulle placche memoriali ai piedi di ciascuna pianta: sia essa un albero, un cespuglio, un arbusto, o un vegetale con differente portamento. I passi rallentano, la discreta distanza viene ridotta fino a misurare alcuni metri; infine, gli stivali del dol-athar si fermano, e la pioggia torna ad essere il rumore che principalmente occupa il panorama sonoro, almeno per svariate manciate di secondi. Lo sguardo grigio, che alla chiara luce del sasso potrà apparire quasi argenteo, scorre lungo la figura di EDELWEN, in un misto di stupore ed incredulità. Non riuscivo a crederci, quando mi è stato detto... invece è reale. Le palpebre sbattono più volte, ed infine gli occhi si soffermeranno proprio sul viso della cacciatrice. Ella, dal canto suo, se dovesse guardare il mago lo troverebbe non dissimile nell'aspetto da come lo ha lasciato diversi mesi prima, e non faticherà a riconoscere le lunghe e lisce ciocche cinerine che scendono ai lati del volto, scivolando fuori dal cappuccio.
23:06
Edelwen[Giardini del ricordo] [Luce 2|5] Rimane immobile, spostando solo lo sguardo di tanto in tanto per seguire quello mosso dall'elfo. Lascia che sia lui ad avvicinarla, come si fa con un animale selvatico. Ed in effetti l'immagine dell'elfa non è troppo dissimile. Disarmata, ma non per questo pericolosa. Fradicia, con la pioggia che le scivola lungo il viso ora totalmente in balia dell'intemperie che imperversa su Beriandil. Quando l'elfo entra nella luce generata dal potere elfico, solleva lentamente lo sguardo per incrociare quello grigio di lui. Un lungo e silenzioso istante, rotto solo dalle poche parole mormorate nell'antica lingua. Distoglie quasi subito gli occhi. Non fosse per l'aspetto un po' più trascurato del solito a causa del lungo camminare, anche lei sembra simile. Stringe le labbra, la mano intorno al sasso. Sta per dire qualcosa, ma si ferma quasi subito lasciando che l'incertezza regni sovrana. Annuisce quindi a quella che non era esattamente una domanda, una conferma che ella era li davanti a lui e non un'illusione. Non devo essere passata molto inosservata.. Mormora, il tono ha quella nota melodiosa ed esotica che la distingue dal resto di Beriandil, ma sembra anche più stanca e leggermente impasta. Ella stessa sembra un po' sorpresa dal suono della propria voce, non sentendola da un po' forse.
23:20
Ewnel
[Giardini del ricordo] Nemmeno Ewnel è armato, ma anche EDELWEN sa bene che non per questo non significhi che sia – il linea teorica – innocuo: ha già avuto ben modo di constatare come la magia che scorre nelle vene dell'incantatore possa concretizzarsi in ben più che semplici giochi di luce e suoni. Nei pochi istanti in cui la combattente osserverà il volto del mago potrà rendersi conto del suo sbigottimento, emozione che traspare anche da ogni altra capacità espressiva del suo corpo oltre alla mimica facciale ed allo sguardo: postura, tono di voce, mobilità. Già. Un semplice e conciso termine che dice tutto e niente, in replica alla constatazione dell'elfa. Immobile, lascia che le intemperie si abbattano parzialmente su di lui, continuando a mantenere una posizione statica mentre l'osserva come incapace di pronunciare ulteriore verbo. I suoi piedi, pur in grado di muoversi, non accennano a ridurre o ad aumentare le distanze tra i due. Dopo una quantità imprecisata di attimi in cui l'elfo osserva la figura della donna, un lungo sospiro gli sfugge dalle labbra ed una nuvola di vapore si espande, trascinata dal vento. Credevo che non ti avrei mai più rivisto. Questa volta, la voce è tinta non solo di incredulità ma anche da una vena triste, forse persino malinconica.
23:31
Edelwen[Giardini del ricordo] [Luce 3|5] In parte nasconde la luce emanata dalla pietra, tanto la sta stringendo fra le dita. Un lungo silenzio alle sue parole, alla quale annuisce appena senza tornare a guardarlo. Non ti chiedo di perdonarmi. Né avanzerò richieste di alcun genere. Fa una pausa, spostando il peso dalla gamba destra a quella sinistra apparendo quasi impacciata davanti a lui, come una bambina colta a fare una qualche monelleria. Sebbene si trattava una guerriera solitamente severa e indomita. Indossava i tipici abiti da caccia che era solita portare. Non si cura in ogni caso della pioggia, nonostante stia tremando per via del freddo. E se anzi lo preferisci, posso lasciare Beriandil questa notte stessa. Le parole sono sincere, pronunciate con quella tipica severità sebbene non vi sia la solita durezza. Nel parlare, riporta gli occhi bianchi su di lui. Credevo anche io che non sarei tornata. Ammette infine, con un leggero cenno appena percettibile. Non c'è astio nella voce, he ricade in quel lieve e melodico tono esotico come un'antica nenia. Attende quindi, pronta a spostare il peso per eventualmente avviarsi ed allontanarsi anche solo con una parola.
23:45
Ewnel
[Giardini del ricordo] Dopo quelle poche frasi pronunciate in virtù dell'esploratrice, ascoltando la replica e le successive spiegazioni fornitegli Ewnel non dice alcunché. Rimane taciturno, mentre il cielo piange a sufficienza, tanto che ormai la metà inferiore del suo corpo è completamente zuppa. Quella inferiore per sua fortuna non lo è, grazie al mantello che soltanto parzialmente ha impedito alle gocce d'acqua di raggiungere i suoi abiti, così come in parte anche il merito va alle chiome arboree che hanno impedito alla pioggia di raggiungerlo completamente. Il respiro del mago è leggermente accelerato, per qualsivoglia ragione, e dopo aver udito le ultime parole dell'elfa scuote il capo in diniego, abbassandosi il cappuccio e rivolgendo lo sguardo a terra. Non desidero che tu te ne vada. Una frase che esce come un sussurro, considerato il rumore della pioggia battente. Ma non intendo trattenerti. Come me e Siomir, tu hai contribuito alla salvezza dei superstiti di Beriandil. Anche se te ne sei andata, questa città potrà sempre essere la tua casa. Fa una lunga pausa, concedendosi un altro lungo sospiro. ...Anche se alcune cose sono cambiate, ormai. Rialzando lo sguardo sulla guerriera che si accinge ad allontanarsi, se ella dovesse incrociarlo capterà senza possibilità d'errore malinconia, stanchezza e tristezza in lui. Ci sono anche alcune persone che avrebbero piacere di rivederti, ed altre che vorrebbero incontrarti. Forse sarebbe meglio se restassi, almeno per un po'. Quindi, avvertendo finalmente una morsa di freddo attanagliarlo, Ewnel si stringe le braccia al petto in un gesto abbastanza eloquente, accompagnato da un leggero tremolio. Io farò meglio a tornare al palazzo, si è fatto tardi... e freddo.
00:02
Edelwen[Giardini del ricordo] [Luce 4|5] Non si aspettava di più, ma nemmeno di meno. Mantiene lo sguardo fin tanto che è lui a non abbassarlo ed anche allora continua ad osservarlo. Ne ascolta le parole. Ma non desideri nemmeno che rimanga. Sembra affermare, tornando a somigliare nuovamente più ad un animale selvatico. Ho fatto quel che dovevo e potevo per Beriandil.. Così come mi sono dovuta allontanare. Muove quindi qualche passo, tentando di dimezzare la distanza prima che l'elfo decida di avviarsi. Le cose di questo mondo non sono eterne.. Mormora nell'antica lingua, trovando nuovamente la severità e l'austerità sia nella voce che nello sguardo. La frase sembra terminare, come improvvisamente. Interrotta, forse dal suono della pioggia che ne copre il resto quando abbassa la voce. Chi vorrebbe incontrarmi? Domanda, sollevando il sopracciglio destro, leggermente perplessa da quella affermazione. Socchiude poi gli occhi per un istante, inspirando l'aria colma degli odori del luogo e della notte. Torna a palazzo.. Fa una pausa, abbassa lo sguardo per poi tornare su di lui E non cercarmi. Non voglio complicare alcun tipo di situazione. Sono io ad essermene andata, e non è mia intenzione piombare nuovamente nella tua vita. Mi terrò alla giusta distanza per non far mormorare le persone Afferma infine, avviandosi senza attendere risposta alcuna donandogli le spalle. Apre la mano, lasciando cadere con un leggero suono la pietra che aveva illuminato la sua figura, che man mano va a spegnersi mentre la magia l'abbandona. Così come la sua figura tornerà a far parte della notte e delle ombre dalla quale era apparsa, se non venisse fermata prima.
00:18
Ewnel
[Giardini del ricordo] Le labbra dell'elfo si stringono in una strana smorfia, quando la dama dalla chioma blu aggiunge la prima affermazione alle sue parole. Scuote debolmente e lentamente il capo, ascoltando quant'ella ancora gli rivela e gli dichiara, e se fosse possibile lo sguardo del dol-athar si incupirebbe leggermente. Deglutisce. Rimani, e lo scoprirai è la risposta del mago alla prima domanda della combattente, quindi ascoltando il suo dire seguente si ritrova ad annuire. Debbo andare, prima di rischiare di ammalarmi. Non sono affatto invincibile. Così dicendo stringe le dita della mano sinistra nel pugno, e se ella dovesse prestarvi attenzione noterebbe come la mano libera da qualsivoglia indumento presenta una serie di cicatrici disseminate su tutta la sua superficie, simili a delle piaghe o, forse, più a delle ustioni, o ancora ciò che potrebbe rimanere in seguito a ferite causate da corrosioni. Puoi accompagnarmi, se vuoi. Ci sono alloggi in avanzo, in città: case, per chi si è ristabilito a Beriandil. Una può essere tua, se vuoi, anche se per questa notte sarebbe meglio se andassi alla locanda. Fa una breve pausa, inspirando la fredda aria notturna. Puoi rimanere alla distanza che vorrai, tuttavia... vorrei che non svanissi di nuovo, prima di poter parlare di nuovo. Se non altro, concedimi almeno la possibilità di dirti addio. Detto ciò, attenderà che EDELWEN decida se seguirlo o meno, ed in ciascun caso si avvierà, da solo o accompagnato, lungo la via che conduce al palazzo: in un caso farà una sosta alla Rugiada Dissetante, per salutare la guerriera prima di tornare al palazzo, nell'altro si dirigerà direttamente al fortilizio in cui lo attende lungo e turbolento riposo. // Fine