10:13
Ewnel[Nel verde] In questa nebbiosa mattinata, in un panorama silvestre interrotto soltanto da quello che palesemente è una struttura realizzata da sapienti mani umanoidi, l'ultimo re di ciò che un tempo fu l'antico regno di Beriandil giace immobile, nascosto sotto quella che ad una prima vista altro non è che una fitta coltre di viticci. La sua figura, all'apparenza, è indiscernibile: non sarebbe affatto difficile scambiarlo per una qualunque sagoma silvana dalla forma casualmente simile a quella di un essere umanoide. Nascosto dietro una barriera vegetale, non protettiva ma camuffante, Ewnel sembra essere immerso in un profondissimo sonno, avente un respiro leggerissimo, se non addirittura privo di respiro alcuno.
10:18
Edelwen[Tempio di Iri] Le temperature si erano fatte più basse, segno che la stagione calda ormai si stava concludendo. Una leggera foschia striscia fra gli alberi che circondano la struttura perlacea del Tempio di Iri, che sorge ancora nel luogo in cui era stato eretto. L'assenza del vento rende ancor più silenzioso il luogo, lasciando che le fronde degli alberi si muovano appena, impercettibilmente. E così è il respiro dell'Artiriel, se ancora può vantare di tale nome. Nei pressi di quella struttura marmorea, sotto le fronde di un ampio sempreverde, si ritrova distesa. Gli occhi chiusi, il respiro calmo di chi è immerso in un sogno strano che, tuttavia, sta per avere termine. Il canto di alcuni uccellini, i primi forse che stanno ritornando in quella zona dell'ormai fu Reame di Beriandil, inizierebbe a rischiarare la mattinata nebbiosa.
10:25
Darken[Tempio di Iri - Strada] ....ooown...«Si lamenta, mentre avanza con passo lento e pesante, trascinando persino quelle gambe slanciate ed atletiche. Scuote la testa che sente pesante, tenendola con la destra sulla tempia, come se gli girasse. Lo sguardo confuso, annebbiato. Il volto sporco e segnato da terra e cenere. Avanza barcollando, tentennando.. più volte si ferma e sembra perdere l'equilibrio..ma miracolosamente riesce a tenersi in piedi per ricominciare a camminare»... Non.. non... «mormora con un sussurro vacillante di quella voce giovane ma profonda e ruvida»
10:36
Ewnel[Nel verde] La coscienza dell'elfo, affondata in un oblio durato per chissà quanto tempo, lentamente riaffiora: i battiti cardiaci aumentano progressivamente sempre più di intensità e frequenza, dacché avevano in tempi remoti raggiunto parametri prossimi alla più totale immobilità. Il respiro, che per tempo immemore era stato nient'altro che un leggerissimo soffio, inizia a farsi più profondo ed accelerato. Lentamente, gli occhi del fu sovrano si socchiudono... per rivelargli un mondo avvolto in una coltre di nebbia.
10:42
Edelwen[Tempio di Iri] Lentamente, si ridesta. Le lunghe ciglia vibrano, le pupille dietro le papebre sembrano avere un guizzo. Perfino il respiro si fa più irregolare, come se fosse disturbato da un incubo. Distesa in una posizione supinta, con la nuca poggiata contro le radici dell'albero sotto cui stava dormento, muove lievemente la testa, come se stesse scacciando qualcosa. Probabilmente l'incubo che si era appena affacciato. La sensazione del vuoto, di cadere, l'afferra, facendole spalancare gl'occhi bianchi e sollevare di scatto. Ewnel! caccia quell'unica parola, che le sfugge dalle labbra viola, con il cuore che le martella nel petto così forte da poterne percepire il battito lungo il proprio corpo. Sbatte le palpebre, agitata, iniziando a guardarsi intorno. Indossa gli abiti da caccia, composti da stoffe e cuoio scuro che fasciano interamente la sua figura.
10:46
Darken[Tempio di Iri] «Continua la sua "camminata" verso il tempio. Si guarda attorno con quegli occhi nocciola e smarriti, confusa l'espressione su quel volto perfettamente simmetrico con un accenno di barba corvina. I capelli, del medesimo colore, sono più disastrati del solito. Indossa semplicemente dei pantaloni consunti di colore nero, come le calzature consumate e la giacca strappata in più punti.. tanto che lascia intravedere quella pelle giovane e liscia...rosata, di quel corpo Atletico e prestante, frutto di costante allenamento» ... uhn...? «Mormora perso, notando in lontananza la figura di EDELWEN che ha richiamato la sua attenzione con quella sua esclamazione elfica» ... Beriandil...? «Domanda tra sè e sè, mentre barcollante come uno zombie appena risvegliato, si avvicina . In effetti, il suo aspetto sporco e devastato, non è dei più rassicuranti. Ma non sembra avere ferite»
10:53
Ewnel[Nel verde] La voce di EDELWEN è un richiamo distante, un suono che giunge ovattato alle orecchie dell'incantatore che giace ancora sopito, nascosto dai viticci. Una voce conosciuta, famigliare, dolce all'udito, che aiuta la mente di Ewnel a riaffiorare. Lentamente, le palpebre si schiudono, venendo accolte da una luminosità soffusa, biancastra, diffusa, attenuata dai rami degli alberi che circondano il tempio di Iri vicino al quale egli si trova, avviluppato dal verde. Non è ancora possibile scorgere la sua figura in maniera netta, dall'esterno, né identificarla per ciò e chi sia. Tuttavia, sotto il terriccio, il muschio, l'edera, e qualunque altra cosa si sia depositata su di lui, egli sta seduto a gambe divaricate, con la schiena appoggiata contro la corteccia di un tronco di un grande albero, adagiato tra due grandi radici di quest'ultimo. Abbracciato ed avvolto nella vegetazione, è un brivido gelido che lo percorre, ad aiutarlo a prendere coscienza del presente: indossa soltanto un paio di pantaloni strappati, sgualciti, scoloriti, accoppiati ad una casacca dalle maniche mangiate dalle tarme. Un tempo, quell'abbigliamento sicuramente deve esser stato regale e pregevole, ora altro non è che una pallida ombra del suo splendore.
11:02
Edelwen[Tempio di Iri] I lunghi capelli color cobalto ricadono intorno ad un viso glicine. Ne conserva la bellezza, i lineamenti affilati, ma non vi è la calma e la distensione che si dovrebbe possedere dopo aver dormito. Troppo a lungo, troppo strano come riposo. Oltre che probabilmente scomodo. Gli abiti che indossa, sebbene non siano raffinati e pregiati, portano i segni delle interperie che in quei giorni hanno attraversato lìil continente. Sbatte le palpebre più volte, iniziando a mettere seriamente a fuoco ciò che la circonda. Sente la voce di Darken, grazie anche ai propri SENSI ELFICI. Lentamente, inizia a sollevarsi da terra con molta cautela, come se temesse di non avere le forze nelle proprie gambe. La mano destra istintivamente ricerca un appoggio contro il tronco dell'albero sotto cui aveva riposato fino a quel momento. «Cosa… è successo?» I ricordi erano confusi, insieme a quel sogno che stava facendo e di cui ora le sfuggiva il contesto. Ricerca con lo sguardo la figura di Ewnel, è la prima cosa che fa istintivamente. Ewnel! Dove sei? Domanda, posando infine lo sguardo su Darken.
11:06
Darken[Tempio di Iri] .... «Continua a barcollare, avvicinandosi all'unica figura che indistinta vede sullo sfondo: quella dell'elfa» .... !! «Sgrana gli occhi, quando da lontano ne può finalmente distinguere i tratti» Dama...Dama EDELWEN? «Domanda confuso, con voce roca ed impastata, come se avesse difficoltà a parlare fluidamente» s-siete...siete...voi? «Domanda quasi più a sè stesso che alla figura che man mano, barcollando, si fa via via più vicina. Poi scuote la testa quando questa gli parla nuovamente in elfico. Un mezzo sorriso sghembo in sua direzione» io..io non...non capisco...ancora sapete? «le domanda, abbozzando un sorrisetto divertito, come a voler smorzare questo Chaos interiore ed esteriore» ... Kewor... non...c'è Kewor? «Domanda confuso. Si guarda attorno, scuotendo la testa. Gli occhi si fanno lucidi» Beriandil....Beriandil?? «Domanda ripetendo, con quegli occhi che si fanno man mano più arrossati»
11:12
Ewnel[Nel verde] I SENSI ELFICI di Ewnel arrivano poco alla volta in aiuto al fu dol-athar, proiettandogli un'immagine della realtà biancastra, avvolta in una cornice erbacea. Le voci di Darken ed EDELWEN fungono da contorno sonoro a ciò che vede, un'immagine statica con gli effetti sonori. Tutto sembra essere nient'altro che un sogno, finché... non arrivano una dopo l'altra alcune sensazioni: con l'aumentare della frequenza e della profondità dei respiri, il corpo inizia a scaldarsi e le terminazioni nervose a riattivarsi, quindi anche le percezioni. Così, ricevendo così tanti informazioni sensoriali, il dubbio che non sia sogno ma realtà si insinua nella mente di Ewnel, ancora annebbiata dal lungo sonno. Al tentativo di muovere braccia e gambe, si ritrova impigliato in una fitta rete di viticci che lo bloccano. Tutto il suo corpo è nascosto dalla flora, per ora, ed una sensazione mista di rassicurazione e terrore si fa strada in lui: dove si trova, cosa sta facendo, dove sono gli altri? Eppure, quella coperta di fredde foglie e muschio è così soffice...
11:18
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] L'attenzione si posa sulla figura del giovane chierico, osservandolo nel suo avvicinarsi. Tenta di mantenere un contegno ed un calma, il suo solito sangue freddo anche in situazioni strane e fuori dal normale. Una volta in piedi, inizia a scotolare via un po' di polvere dagli abiti, sebbene questi sembrano essere sporchi anche di terra e fango causato dalle piogge. «In che..Che vuol dire che Kewor non c'è?» La domanda sorge spontanea, con quella sua voce dalle candide note elfiche. Umetta le labbra, trovando la bocca relativamente secca. Uno sguardo viene sollevato verso la struttura del tempio, che appare illeso. Ma gli occhi si spostano oltre la struttura. Non riesce a vedere quello che era il fortilizio, che invece era sembre ben visibile da qualsiasi parte del reame. Sgrana gli occhi. «Ewnel! Aiutatemi a trovarlo» Scosta la mano dall'albero, ritrovando la forza dettata dall'adrenalina del momento. Non attende nemmeno che le dia un accenno a seguirla o risponderle, che già si stava avviando in mezzo agli alberi, cercando di sfruttare i proprio SENSI ELFICI per ricercare la figura dell'elfo ovunque questi sia. «Ewnel!» Questa volta lo chiama a voce nettamente più alta, muovendosi di albero in albero, di cespuglio in cespuglio.
11:24
Darken[Tempio di Iri] I-io.. non lo so! «Afferma con un'espressione sperduta su quel giovane e sporco volto»....io non lo so io ero..lungo la strada per venire a Beriandil..io ..io non ricordo! «Scuote la testa. Alza lo sguardo nocciola in quello vuoto e bianco di lei » io.. io mi sono svegliato e...e non c'era...non c'era...il paesaggio era diverso io.. io non so io non capisco...la strada era simile ma diversa..Kewor..Kewor non era Kewor e...e sono venuto qui e... e ..non.. non ho visto .. non vedo... Niente ... Solo...solo il Tempio di Iri io... «scuote la testa. Barcolla...» io..cammino.. da...tutta la notte io... «cade in ginocchio» .... «sgrana gli occhi mentre la osserva».... Sono..così ...stanco...«gli occhi quindi si rovesciano un poco verso l'altro, mentre le palpebre tremano iniziando a calare. Quindi sviene, accasciandosi a terra se l'elfa non fa in tempo a prenderlo, svenuto per la fatica »
11:29
Ewnel[Nel verde] La forza che inizialmente riesce a richiamare è assai poca: nemmeno è in grado di liberarsi dai viticci. Tuttavia, poco alla volta torna la sensibilità negli arti, così come la facoltà di sfruttare la muscolatura in percentuale ottimale, e l'incantatore riesce a liberare una mano, un polso, un braccio. Si ritrova immerso nel fogliame, nel muschio, che lo tengono fermo sul posto. Con la mano libera raggiunge il muschio che ha in faccia, e se lo strappa di dosso. Finalmente, non dovendo più respirare attraverso una maschera verdeggiante, il fiato arriva meglio. Si libera anche l'altro braccio, ed un po' alla volta riesce a strappare l'edera,le liane, fino ad uscire dalla propria coperta erbacea, e si getta carponi al suolo. Nelle narici, nei capelli cinerini, nei vestiti, dovunque è pieno di terra, polvere, ragnatele, sporco, erba, muschio, e quant'altro. Non è molto distante da EDELWEN e Darken, che potranno accorgersi di lui, eventualmente, anche per quel che fa poco dopo: inizia a tossire, espettorando dalle narici e dalla bocca una notevole quantità di schifo, accumulatosi nel corso del tempo... e segue un conato di vomito, seguito da un bel getto di acido, poco in termini di quantità. La fronte di Ewnel raggiunge il suolo, in un punto “pulito”, posandosi su di un'ampia foglia di una pianta erbacea limitrofa. A quanto pare non è immune dagli effetti di quanto compiuto la sera prima del suo addormentamento, molto tempo addietro.
11:36
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] La voce di Darken la raggiunge, mentre inizia a cercare la figura dell'elfo. «Darken, riposatevi al tempio.. Vi raggiungo subito..»Si volta verso di lui un momento, cercando di essere di conforto, ma non riesce ad avere un'espressione diversa da quella seriosa. Si volta tornando a cercare il Dol-Athar fra gli alberi, percependo tuttavia il tonfo di un corpo che cade nell'erba. Solleva gli occhi al cielo, non sapendo ora come dividersi. Ancora stordita, ricerca nella propria fermezza la forza di andare avanti nella ricerca. L'udito particolarmente sviluppato percepisce qualcuno tossire, e seguendo quel suono nota la figura dell'elfo che stava cercando. «Ewnel…» Lo chiama ancora, ma questa volta con tono più basso e calmo, avendolo trovato. Gli si avvicina, il passo che calpesta l'erba intorno a loro. Non parla, non vuole sommergerlo di domande. Piuttosto, si china al suo fianco sinistro, donandogli un'occhiata e cercando di scostare quei viticci di dosso. Sguardo chino, un'espressione che rimane tuttavia preoccupata per le parole dette dal chierico ma per il momento tace, come se stesse metabolizzando la cosa, confusa senza sapere da dove iniziare a pensare, figuriamoci parlare.
11:42Darken[Tempio di Iri] e così il giovane, accasciato al suolo, si perde in quel sonno agitato e buoio..senza sogni.
11:55
Ewnel[Nel verde] Vengono percepite ed identificate le presenze di Darken ed EDELWEN, ma nelle proprie condizioni Ewnel non è nella miglior forma per potersi permettere approcci più adeguati. Chino a terra, con la fronte appoggiata al suolo, sente che poco alla volta tutto quanto arriva: il senso di vertigine, la nausea, la confusione. Passano i minuti, con lui immobile e silente, finché... finalmente, non rialza piano il capo, respirando piano. Per ora, almeno, sembrerebbe essersi ripreso un po'. Alza gli occhi su EDELWEN: il suo volto è segnato dal tempo, dallo sporco, eppure agli occhi della dama non sembrerà che sia passato nemmeno un giorno dall'ultima volta in cui hanno piacevolmente trascorso del tempo insieme. E-e-e...delwen dice a fatica, con la bocca secca, soffocando un altro colpo di tosse. Cosa... do... co... domande mozzate, che gli escono di bocca come semplici sillabe tronche. Porta lo sguardo, vispo, sul viso della donna, dopo essersi guardato intorno. La sola vista della statua di Iri, poco lontana, sembra placare almeno in parte il suo animo, ma di certo non gli toglie la confusione. La... la festa... cosa diamine è successo? Perché ero coperto di... muschio?
12:01
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] Si volta a ricercare la figura di Darken, che tuttavia ora si ritroverà disteso e svenuto al suolo non troppo distante. Storce appena le labbra, andando a posare una mano sulla spalla dell'ormai libero elfo. Ascolta il suo dire, le sue domande, alla quale tuttavia non risponde subito. L'osserva con attenzione, cercando di capire se era ferito e cercando di fare a sua volta mente locale su quello che era accaduto. La nebbia non sembra diradarsi intorno a loro, donando a quella tarda mattina un'aria più spettrale o comunque mistica. Non lo so.. Risponde lentamente, ricercando gli occhi grigi con i propri. Darken.. Quel giovane chierico.. Credo sia svenuto. Fa un leggero cenno del capo nella direzione in cui si trovava poco prima. Ha detto qualcosa riguardante Kewor sparita, paesaggi diversi.. Una breve pausa, con un brivido che le percorre la schiena mentre ritorna su di lui. Non si vede più il fortilizio, Ewnel.. Dice che c'è solo il Tempio… La voce si fa più bassa, preoccupata.
12:15
Ewnel[Nel verde] Ascolta le parole di EDELWEN, che in confronto alle sue sono indubbiamente più connesse e sensate. Lei deve aver patito molto meno, rispetto a lui, gli effetti del lunghissimo sonno. La guarda con occhi sgranati, mentre parla, per poi guardarsi intorno con aria confusa, persa. Sta... sta bene? chiede di Darken, posando lo sguardo su di lui. Me lo ricordo, era venuto a Beriandil... ma dove sono gli altri? Dove... continua a guardarsi intorno, smarrito. Siamo vittime di un'illusione? chiede, a voce bassa, quasi come se avesse paura di renderlo reale pronunciandolo a voce più alta. Poi, riportando lo sguardo su EDELWEN, semplicemente si avvicina quel che basta per toccarla: le prende la mano, con titubanza, quindi d'impulso scatta un abbraccio. Egli è ancora sporco, ma non si fa problemi a rischiare di sporcare la donna, come se non le importasse, ora che ha la certezza che lei non è un'illusione.
12:25
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] Solleva la mano destra inizialmente, cercando di rimuovere dello sporco dal viso dell'elfo. Ne ascolta ancora le domande. Credo sia solo stanco.. Come se avesse camminato a lungo.. Ma.. Scuote il capo. Iniziava a percepire la medesima stanchezza, ora che l'adrenalina era scemata. Non lo so.. Mi sono svegliata da poco. Non comprendo cosa sia successo.. Mormora con voce bassa, a sua volta confusa e stanca. Nonostante avesse dormito a lungo. Alza lo sguardo, incontrando quello dell'elfo. Lascia che le prenda la mano, senza scostarsi. Un tocco leggero, delicato, seguito dall'abbraccio che viene istintivamente ricercato e ricambiato. Poggia il mento sulla spalla, mentre la mano sinistra inizia ad accare il crine chiaro ed un po' scomposto dell'elfo. Sono qui.. Mormora con tono più basso, volendone dare la certezza anche a sé stessa. Dobbiamo cercare gli altri.. E capire cosa è successo.. Mormora con tono basso, vicino all'orecchio dell'elfo.
12:37
Ewnel[Nel verde] Il contatto cercato e ricambiato è prolungato, e si articola partendo da un abbraccio, continuando finché non è Ewnel a staccarsi, per guardare la dama negli occhi. Fa... freddo. Ma almeno tu sei reale. Le rivolge un sorriso dolce e gentile, che stona completamente con tutto il resto di ciò che li circonda e che li ha accolti. Io ricordo... poco, a fatica. Alcuni ricordi sono come... annebbiati? conclude la frase con un punto di domanda, sollevando un sopracciglio, un palesarsi della sua confusione. Poi, all'improvviso, è scosso da un tremito. Oh no. Gli spettri... dici che sia potuto succedere che...? non conclude la frase, lasciandone la continuazione a libera interpretazione di EDELWEN. Poi, lo sguardo scorre, posandosi sul santuario, sulla statua della dea. Però Iri ci deve aver protetto... ipotizza. Se la dama spenderà qualche tempo ad osservare colui che fu il dol-athar di Beriandil, potrà accorgersi di come i suoi abiti siano vecchi, rovinati, mangiati dal tempo, dalle intemperie, consumati, consunti, sgualciti. Non ha più il suo ciondolo, non ha i suoi anelli, la sua corona, né alcun tomo, armatura o arma.
12:45
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] Rimane silenziosa per alcuni istanti, ricercando quel contatto e prolungando l'abbraccio fin quando non si scosta per osservarla. Anche io.. Mormora mesta, cercando di catturare quello che era il proprio ultimo pensiero, o ricordo. Corruga la fronte, perplessa. Onestamente.. Non ne ho idea.. Ma temo ciò che potremmo vedere, oltre il tempio.. Rovine, macerie, una civiltà secolare distrutta in quello che sembra essere una sola notte. Sebbene sia passato più tempo. Abbassa lo sguardo forse solo alla ricerca di quel conforto che la sua figura riesce a donarle, notando tuttavia come gli abiti di entrambi non siano esattamente quelli di chi ha passato una sola notte all'agghiaccio. Corruga la fronte e la cosa sembra lasciarla con un moto di perplessità sul viso. Nota anche l'assenza del pugnale, ed istintivamente va ad osservare il proprio fianco, privo della spada corta e del pugnale che era solita portare. Anche sulla schiena fa solo caso in quel momento che non percepisce il peso della faretra o dell'arco. E spogliato dei nostri averi… mormora sottovoce. Non capisco.. aggiunge poi, rialzando lo sguardo sull'elfo. Abbassa le spalle, sentendosi realmente sconfitta da quella situazione.
12:58
Ewnel[Nel verde] Progressivamente e lentamente, l'elfo sembra prendere maggior coscienza della realtà, ed avere un'aria meno smarrita, svampita. Sì, credo che... dovremmo andare a vedere... mormora, pronunciando le parole con un po' di fatica. Probabilmente ha bisogno di reidratare le fauci. Nel momento in cui EDELWEN cerca qualcosa che manca, su di sé, anche Ewnel si ricorda di aver posseduto delle cose, pertanto inizia anche lui una breve ispezione: si guarda le mani, spoglie, si tocca il capo sprovvisto della corona di Beriandil, poi scende al petto, tastando gli abiti rovinati... e più giù alla cintura logora, sprovvista di alcunché ai fianchi. Lo smarrimento torna sul volto di Ewnel. Mi sembra... quasi, di essere tornato a quando ci incontrammo. Come allora, non avevo la corona, non avevo nulla se non la mia sete di conoscenza, ed eravamo insieme, ma... si tasta di nuovo il petto, non trovando il catalizzatore. Oh. Le spalle cascano. Tace, per qualche tempo. Non so cosa sia successo, ma magari potremmo capire qualcosa di più dopo che ci saremo risistemati un po'. Magari, la saggezza della somma Iri potrà esserci illuminante... propone, occhieggiando il vicino santuario.
13:51
Edelwen[Pressi Tempio di Iri] L'osserva tastarsi, alla ricerca dei suoi affetti personali. Spogli, con solo i loro abiti. Mezzo sorriso le si dipinge sulle labbra a quelle parole. Stirato, difficile da donare, eppure è lì spontaneo. Non è cambiato troppo, sotto questo punto di vista… Ma credo che avremo bisogno di tempo per comprendere cosa sia accaduto.. Mormora lievemente, iniziando a sollevarsi da terra con leggera difficoltà per poi tendere una mano verso l'elfo. Lo sguardo su di lui ancora per qualche istante. Diamo un aiuto al giovane chierico, mettiamolo comodo per potersi riprendere.. E cerchiamo di comprendere quanto è rimasto..di Beriandil.. Le ultime parole escono a fatica, come un nodo alla gola. In fondo, da qualche mese quella era divenuta la sua casa, e sembrava che qualcosa l'avesse spazzata via. Cerchiamo anche qualcosa da bere e mangiare.. E' come se non mettessi qualcosa sotto i denti da giorni.. Mormora con tono basso, attendendo che l'elfo afferri la sua mano, prima di tornare verso l'umano e sistemarlo al di sotto della cupola del tempio, per poi ricercare sola o insieme all'elfo qualcosa per rifocillarsi e riprendersi.||