10:47 Ewnel[Fortilizio | Alloggi privati] Una giornata nebulosa nei cieli di Beriandil, con venti leggeri provenienti da sudest che sospingono le nubi umide e... chissà, se saranno cariche di pioggia o se invece si limiteranno a fungere da candida coltre per il reame, isolandolo parzialmente dalla luce del sole: solo il tempo – in tutti i sensi – lo rivelerà. Nel mentre, la città è in fermento, una certa nota di marcato movimento diffuso qua e là è notabile un po' dovunque, con una miscela di sensazioni, tra chi teme il confronto e chi freme per vendicare le vite stroncate. Qua e là, gruppetti di guerrieri si ritrovano per prepararsi a salutare coloro che ritengono importanti, essendo oggi il giorno della partenza per Kewor, vigilia della caccia volta ad affrontare le luride creature che ne infestano le foreste e le lande, al confine con la foresta della quercia e quindi anche con i territori di Beriandil. In tutto ciò, nessuno si esime dall'approntarsi il più possibile, e chi non parteciperà alla caccia semplicemente fa il possibile per supportare i combattenti preparandoli, fornendo loro strumenti, armi, vivande, bevande, o semplicemente un po' di conforto. Mentre il pomeriggio della giornata precedente era trascorso piacevolmente, ma era stato interrotto per questioni burocratiche urgenti, la sera era proseguita similarmente, togliendo al re ed alla sua compagna del tempo prezioso, che però lui aveva deciso di recuperare nella giornata di oggi. Dopo aver sbrigato le questioni più pressanti della giornata, dopo aver consumato una tipica colazione, era tornato alle proprie stanze e qui aveva richiamato EDELWEN, chiedendole formalmente di raggiungerlo quando avesse concluso gli ultimi preparativi attinenti alla sua partenza. La motivazione: ultimare alcune pratiche preparatorie per la spedizione. Così, egli per primo ha fatto ritorno nelle proprie stanze, e si trova ora nientemeno che nella propria stanza da letto, in attesa dietro i sottili veli che lo separano dal resto dell'ambiente che costituisce le proprie stanze private.

10:58 Edelwen[Fortilizio | Alloggi privati] Le ultime cose erano state preparate. La città era in fermento e lo era anche l'animo della cacciatrice. Non solo per la battaglia imminente, ma anche per quello che sarebbe accaduto in seguito. Le armi erano pronte, vicino allo zaino. La spada corta ed il pugnale e l'arco lungo con la faretra. Aveva fra le mani ancora la lettera che le era stata inviata la sera prima da Shalazar. Un ultima volta viene letta, stringendo le labbra. Per tal motivo, aveva dovuto anticipare la propria partenza. Un sospiro viene emesso, flebile, abbandonando la pergamena sul tavolino della stanza che funge da anticamera, per muovere il proprio passo verso l'uscio schiuso che separa i suoi alloggi da quelli del Dol-Athar. I lunghi capelli blu cobalto sono lasciati sciolti sulle spalle, una morbida cascata che ricade sulla schiena coprendola parzialmente e che circonda un viso sottile ed affilato, dagli alti zigomi e la pelle di quel paricolare color glicine. Gli occhi, due stelle che brillano del loro bianco candore, osservano la stanza in cui accede con lieve curiosità mentre andrebbe a ricercare la figura del sovrano che l'aveva chiamata ad avvicinare nelle sue stanze. Ewnel?.. Il tono basso, ma udibile tranquillamente anche al piano rialzato. Avanza lentamente, avvicinandosi alla scala. Indossa quelli che sono i suoi abiti da caccia, composti principalmente da pelle e cuoio scuri che nonostante fossero puliti, avevano sempre un leggero sentore della foresta e di selvatico. Il passo lieve andrebbe a fermarsi nei pressi della scala che conduce alla stanza, posando il piede destro sul primo gradino e sporgendosi appena per andare a cercare la figura dell'eledh.

11:16 Ewnel[Fortilizio | Alloggi privati] Nella penombra data dalla luce tenue che viene prima filtrata principalmente dalle nubi che coprono il cielo sopra il reame, poi dalle sottilissime tende che proteggono il letto del regnante dalla vista di chi volesse provare ad avvistarlo, nuotando nel fiume che circonda il lembo di terra su cui è costruito il fortilizio, Ewnel attende. A differenza di come si è presentato al popolo appena qualche ora prima, ora si ritrova sprovvisto della corona, depositata come al suo solito, da rito, sul busto che si trova alla base delle scale che portano al mezzo piano soprelevato su cui si trova ora; un gesto, il suo, che ha un preciso significato: se quando si trova al di fuori di queste stanze egli è il sovrano del reame, all'interno di questi suoi alloggi egli può permettersi di essere soltanto egli stesso, senza filtri, senza appellativi aggiuntivi, senza alcun genere di orpello. Ed infatti proprio così egli si presenta ora, sprovvisto d'armi, di protezioni, di gioielli di alcuna sorta. EDELWEN potrà tranquillamente avvistare la presenza del sovrano al di là dei sottili tendaggi, la sua sagoma seduta sul letto, frontalmente rispetto alle di lei visuale e presenza. Sali, melamin l'invita, con gentilezza e dolcezza. Lei non lo può vedere nettamente, ma potrà chiaramente sentire il suo tono amorevole, ed immaginare il suo ormai caratteristico sorriso, più marcato e speciale, tipico di quando soltanto loro due si trovano da soli, lontani da occhi indiscreti... e talvolta anche quando non lo sono, sfidando apertamente la riservatezza stessa che la loro relazione richiedeva ed anzi, per la natura stessa del rapporto, necessitava. Nonostante le finestre degli alloggi siano state aperte per far un po' circolare l'aria e sostituire quella pesante con dell'altra più fresca e salubre, nei pressi della camera da letto si può ancora avvertire un odore che entrambi gli elfi possono tranquillamente riconoscere, qualcosa che appartiene soltanto a loro due, quando sono insieme. Un aroma delicato, che colpisce i centri olfattivi della mente soltanto quando ormai da qualche tempo ha raggiunto i polmoni, con un effetto ritardato che tuttavia conferisce una sensazione di pienezza della sensazione. Da oltre il velo, si può notare come Ewnel sia ben poco abbigliato: indossa infatti soltanto un paio di pantaloni di cotone leggerissimi, bianchi ed ampi; scalzo, non indossa alcun abito nella porzione superiore del corpo, rivelando così il suo busto dai connotati virili, privo di peluria di sorta come ci si aspetta dalla maggior parte degli elfi, e sprovvisto di una forte e tonica muscolatura atletica, sebbene il fisico che rivela sia asciutto, con una muscolatura guizzante anche se esigua, tutto sommato un panorama non troppo sgradevole alla vista. Aspetta d'esser raggiunto, con le braccia gettate all'indietro, i palmi delle mani rivolti contro il materasso, con le lenzuola non ancora ricomposte dopo la loro nottata trascorsa insieme, ed il busto inclinato un po' all'indietro.

11:31 Edelwen[Fortilizio | Alloggi privati] La mano destra sfiora il corrimano formato dallo stesso albero come appoggio, che segue i gradini verso il piano rialzato. Lo sguardo si perde per qualche istante verso l'alto, e quando la voce dell'eledh viene catturata dall'udito fine, il piede sinistro si muove per risalire i gradini con passo lento. Credo sia tutto pronto, Melamin.. Mormora con tono basso verso di lui, sentendo un peso sul cuore come se le ombre generate dalle nubi all'esterno potessero in qualche modo gettarne una sul proprio cuore. Inspira l'aria, intrisa di quel dolce sapore, desiderando di poterla memorizzare nella propria mente quando sarà lontana da quel luogo. Il vento è leggero e sospinge mobidamente le fronde degli alberi che circondano il fortilizio. Una musica che viene ben percepita da quella razza particolamente legata alla natura e alla foresta. Un suono che dolcemente vuole ricordare e conservare nel proprio cuore, ma maggiormente è quella dell'elfo che ora si palesa oltre la sottile tenda e che va a fissare una volta giunta al piano rialzato. Scalza a sua volta, come se non si fosse ancora premurata di indossare gli stivali, lasciati per ultimo, va a posare il proprio sguardo sulla figura del sovrano. Inclina appena il proprio capo, lasciando che un'espressione dolce ed al contempo un po' triste si dipinga sul proprio viso. Non emette altre parole per il momento, muovendosi con passo lento verso di lui. La mano destra va a scostare la sottile tenda che li divide e si sofferma. Lo scruta, tentando di imprimere quella scena nella propria mente. Non quella di un sovrano davanti i suoi sudditi, ma quella del proprio compagno, la persona che aveva incontrato per caso a nord e dalla quale non desiderava più separarsi. Sebbene gli eventi la stessero spingendo altrove. Lo sguardo risale lungo la sua figura, ricadendo inizialmente sul petto fino alle spalle ed al collo, per poi risalire verso il mento, le labbra. Soffermandosi infine sugli occhi, ricercandone lo sguardo e quella piccola gocciolina che risiede nell'occhio destro. Schiude le labbra, come se desiderasse dire qualcosa, ma si blocca sentendo il cuore in subbuglio per il momento.

11:53 Ewnel[Fortilizio | Alloggi privati] Così, lo sguardo della guerriera risale dal pavimento ed incontra per primi i piedi scalzi dell'eledh, quindi più in alto le gambe fasciate comodamente ed ampiamente dai pantaloni leggeri, che lasciano intravedere le forme agili, scattanti e snelle del sovrano, che si mantengono coerenti lungo il resto del fisico, asciutto e longilineo. Incontrerà quindi l'ombelico, e più in alto l'addome piatto, il petto nudo, le clavicole, il collo abbastanza ben piazzato per i canoni elfici, infine il viso dai tratti affilati, allungati, con occhi un po' a mandorla. Le labbra sono torte in un sorriso gentile ed amorevole, e forse non solo. Le iridi, grigie screziate unilateralmente ed unicamente d'azzurro, cercano all'istante il volto dalla pelle color glicine, gli occhi chiarissimi nei quali è assai arduo distinguere iride, sclera e pupilla per un occhio non allenato, quindi quella chioma cobalto così caratteristica, unica in questa corte sebbene non eccezionale per la sua stirpe, che tuttavia è assai rara nel continente.  Ho pensato... mormora inizialmente, per poi schiarirsi la voce debolmente. che tu sia molto in tensione. Dopo stanotte... volevo fare ancora qualcosa. Spesso, tra gli umani, so che sono gli uomini ad imbracciare le armi per muovere guerra, mentre le donne si occupano della casa, delle questioni gestionali della famiglia, della casa, e si prendono cura di loro. Noi siamo elfi, siamo diversi. Non ci scegliamo il nostro ruolo sulla base del genere, siamo più liberi da tale giogo. Eppure, la mia famiglia è il mio popolo, io devo prendermene cura, e tu... sei la persona a me più cara. Mentre lo dice china in avanti il busto, aiutandosi con le braccia. Si alza quindi in piedi, ritrovandosi frontale alla dama, seppure con la differenza d'altezza sia costretto a guardarla negli occhi alzando un po' lo sguardo, sollevando leggermente il mento. E voglio che tu arrivi a Kewor rilassata. Quindi... si gira, afferrando le coperte, e con qualche strattone le scosta, rivelando le lenzuola che ricoprono il materasso, candide... più o meno, laddove non sono presenti segni visibili e tangibili della loro ultima notte trascorsa l'una tra le braccia dell'altro. Sdraiati, arwenamin. Massaggerò le tue membra, così da sciogliere i tuoi muscoli. Farò lo stesso quando farai ritorno, se lo vorrai. EDELWEN potrà notare che, sul comodino, sia stata appoggiata una ciotola di legno di modeste dimensioni. A guardarla, dalla posizione in cui si trova ora, se aguzzasse la vista potrebbe vederne il contenuto, una sorta di emulsione di qualche genere.

12:20 Edelwen[Fortilizio | Alloggi privati] La voce viene colta nel suo silenzio, mentre lei ancora sta mirando la sua figura nel tentativo di imprimere ogni singolo dettaglio nella propria memoria. I passi si sono ormai fermati, la tenda scostata va a ricadere alle proprie spalle lasciando che la morbida stoffa si frapponi fra loro e il resto della stanza. Ancora non si esprime, ponendosi di fronte a lui quando si alza in piedi. La mano destra viene quindi sollevata andando a cercare di posarsi sul suo petto, vicino il cuore. E' un pensiero dolce, Melamin.. Mormora infine, come se avesse finalmente ritrovato la voce. La mano risale lungo il profilo della clavicola, fino a fermarsi con le dita a sfiorare in parte il mento e la guancia. Si china, avvicinandosi maggiormente, cercando di posare la fronte contro la sua. Socchiude gli occhi, inspirando quel profumo che la circonda, ma in particolare era come cercasse di imprimere l'odore della pelle dell'eledh. Diviene sempre più difficile, allontanarmi da te.. Sussurra appena, colta da un momento di quella che potrebbe essere intesa come insicurezza. Ne ricerca lo sguardo, quella gocciolina azzurra che balena davanti a sé. Si.. Sussurra, una sillaba leggera, vibrante di una nota differente dalla malinconia, dolce ma che sfiora altre corde, più intense e forti. Scosta la fronte, rimanendo tuttavia vicino a lui con quella leggera tensione generata dal magnetismo che la portava sempre a rimanergli vicino. Non c'è quell'impulso tipico della razza umana, sebbene vi sia qualcosa che vi si avvicina. Le mani andrebbero a ricercare l'allacciatura della casacca, iniziando a slacciarla e a lasciare che alcuni lembi di pelle siano visibili sotto i movimenti delle mani. Non si guarda intorno, concentrata per il momento su di lui. Gli occhi bianchi si abbassano per un momento sulla casacca, rialzandosi poco dopo sulla sua figura.

12:42 Ewnel[Fortilizio | Alloggi privati] Espressi gli intenti, in un clima generale che malcela la pesantezza di quanto accadrà nelle prossime 48 ore, la distanza tra i due elfi viene azzerata, sia fisica che mentale. Così come le due fronti si uniscono, gli occhi vengono socchiusi, lasciando che le iridi del dol-athar divengano dei sottili dischi argentei ed il tatuaggio sul volto della guerriera si completi. Al tatto, il palmo della mano di EDELWEN troverà la pelle del collo del proprio compagno fresca, come se si fosse lavato prima di presentarsi in camera ad attenderla, e forse è proprio ciò che è accaduto. Quindi, mentre la dama si adopera per iniziare il processo di svestizione, è il turno del sovrano di tornarle prossimo dopo essersi allontanato di un passo per scoprire il giaciglio, e senza che gli venga detto o chiesto nulla avvicina le mani alla casacca della compagna, restando in silenzio. Quando percepisce lo sguardo chiaro su di sé, solleva gli occhi per incrociarlo, rallentando soltanto la propria opera. Il respiro ed il battito cardiaco accelerano, seppur non in maniera spropositata, mentre le dita sapienti dell'incantatore liberano i bottoni dalle asole, quindi i lacci, e non sembra mostrare un marcato imbarazzo nel toccare senza filtri gli abiti che rivestono il busto della sua amata, così come le sue grazie or celate alla vista, benché qualche lembo di pelle sia visibile, tra gli abiti. Naturalmente lo sguardo vi cade, il labbro viene morso per alcuni secondi, quindi ritorna la concentrazione ed il contegno... sebbene non sia affatto necessario tra di loro, specialmente qui ed ora. Una volta liberata la casacca, non si perde d'animo mentre cerca di scivolarvi al di sotto con le proprie dita, solcando gentilmente il petto prospero dell'elfa... con l'intento di liberarla di quel capo di vestiario. Se riuscisse nell'opera, ripiegherebbe tale abito per poi depositarlo sbrigativamente ma accuratamente su di un vicino sgabello, per poi tornare a guardare amorevolmente la compagna, senza che il suo sguardo possa celare una punta di passione.

13:11 Edelwen[Fortilizio | Alloggi privati] La casacca viene tolta, senza troppi problemi, lasciandola nelle mani dell'eledh. Lo segue con lo sguardo, sentendo il suo sulla propria pelle. Inspira, lasciando che un leggero sospiro venga emesso dalle labbra. Un lungo istante che desiderava rimanesse tale, che si cristallizzasse senza che l'incombenza di ciò che accadrà nei prossimi giorni ne possa disturbare il momento. La mano sinistra va a sfiorare il lenzuolo candido posto sopra il letto, a coprirne il materasso. I polpastrelli ne sfiorano la consistenza per alcuni istanti prima di andare a sedersi. Scosta lo sguardo per alcuni attimi, sentendo l'aria fresca sfiorarle la pelle scoperta. I capelli cadono morbidamente sule spalle, quel blu intenso che va in netto contrasto con la morbida pelle color glicine. Non rimane a lungo seduta, risalendo lungo il materasso, in modo da distendere le proprie membra rimanendo in parte sollevata con l'ausilio delle braccia che vengono puntellate con i gomiti sul letto. Il ginocchio sinistro rimane lievemente sollevato mentre la gamba destra viene distesa. Melamin.. Un suono leggero, nella melodica della lingua elfica sfiorata dall'esotico accento che la contraddistingue che si mescola al suono del vento che all'esterno fa smuovere gl'alberi. La mano sinistra viene posata sul lenzuolo, facendo un lieve cenno con essa per invitarlo ad avvicinarsi. Inclina appena il capo, lasciando che alcune ciocche blu sfiorino la guancia, e ricadano sulla spalla. Ne ricambia lo sguardo, che non riesce a celare totalmente una muta richiesta ed un invito a raggiungerla, insieme alla medesima dolcezza che viene ricambiata in quegl'attimi distanti dal resto del mondo.

13:24 Ewnel[Fortilizio | Alloggi privati] E così, un po' alla volta i due si affaccendano. Non vi è una frenesia ricca di bramosia, non vi è impellenza, ma il desiderio reciproco certo non manca, e ciò è una verità che avranno modo di constatare. L'obbiettivo della tarda mattinata tuttavia è differente da quello che ci si potrebbe attendere, vedendoli ora così, in queste condizioni, e così tutto evolverà in qualcosa di piacevole ma alternativo, comunque piacevole, sebbene diversamente. Trascorreranno le ore senza che si rendano conto dell'effettivo scorrere del tempo, finché non verrà per i due l'ora di separarsi... e prendere l'uno il sentiero di guerra, mentre l'altro continuerà a regnare, sperando che la stella benigna del fato benevolo brilli sul destino della sua amata. ||