17:12 Molydeus : [ F.U. - casa ] Dannati umani, perch? non capiscono l'importanza dell'anonimato? Emula un respiro profondo mentre si trova in piedi davanti ad un uomo in ginocchio, piangente, che sta implorando qualcosa. Come se a Molydeus importasse. « Con ci??» parla tranquillo andando a guardarlo con il suo sguardo vuoto, vacuo, un mezzo sorriso prima di dargli un calcio proprio sotto il mento portando le mani in tasca di quei pantaloni scuri « Avevamo un patto...» sussurra quasi mentre fa qualche passo davanti a se « e non puoi chiedermi una cosa del genere...» conclude poi piegandosi sulle gambe ed osservarlo per bene sistemandosi la camicia nera, si morde il labbro inferiore « non esiste, non sei tu che detti legge qui...» china la testa di lato prima toccare con l'indice la sua fronte « avevi chiesto denaro ed io te l'ho prestato, non importa se da duecento siamo passati a duemila, questa ? la legge...» un mezzo sorriso guardandolo « o quello o mi dai tua figlia, tanto ? in et? giusto?» pronto subito con il piano b...rimane in silenzio ora aspettando reazioni dall'uomo.
17:21 Daenith [ Viale ] Un pallido sole si affaccia su Kirial. Il cielo ? sereno, li dove la primavera vuol volgere il suo tocco timido. Le strade dei sobborghi riecheggiano di voci. Forse giungono dal porto, li dove gli scaricatori non temono di alzar la voce. Persone vanno e vengono, alcuni bistrattati si trovano negl'angoli delle strade, ad elemosinare qualche moneta. La mezzelfa si aggira con palese calma, posando gli occhi di smeraldo a destra o a manca. Un lungo mantello blu notte avvolge la sua figura, ricadendo morbido fino alle caviglie. Nel suo incedere, lascia sfuggire allo sguardo altrui gli stivaletti bassi e i pantaloni di pelle mattone, infilati al loro interno. La casacca verde scuro non ? visibile ad altrui sguardo. Il cappuccio mette lievemente in ombra i tratti delicati della mezzelfa, nascondendo i lunghi capelli biondo oro. Movenze leggere, passo morbido, che la porterebbe verso la catapecchia in cui qualche giorno fa aveva incontrato il demone. Il viale sembra spoglio, come la maggior parte dei sobborghi. L'aria puzza di stantio, come se qualcosa ristagnasse per quelle vie. E probabilmente, era meglio non indagare. Con s?, legato al fianco sinistro, porta uno stiletto che risiede in un fodero di cuoio. Fermerebbe l'incedere una volta giunta alla casa, della quale cerca l'uscio, semmai questo sia ancora sdradicato.
17:28 Molydeus : [ F.U. - casa ] Un cenno di diniego con la testa mentre l'uomo cerca di impolare di non prendere la sua bambina, il suo unico tesoro « duemila...entro la prossima settimana...» conclude guardandolo. Daenith potrebbe sentire pianti disperati da oltre la porta scura che divide il secondo regno di Molydeus dal mondo di Kirial « anzi, duemila e cinquecento perch? mi avete chiamato a quest'ora, altrimenti...mi inviterete per cena, ed io prender? il piatto pi? delicato di tutti...» si lecca le labbra prima di andare ad alzarsi in piedi e tirare un altro calcio all'uomo « una settimana, ed adesso vattene verme.» conclude infine attendendo che l'uomo corra verso la porta aprendola, sbattendo forse contro la mezza e lasciando la porta aperta. Nathan ancora non si accorge della figura della bionda ma si avvicina al tavolo tondo dove sopra si trova la scacchiera. Due poltrone sono poste davanti al camino spento mentre sul terreno si pu? vedere un tappeto, forse a coprire i buchi di quel pavimento che si trova sopra alla cantina.
17:38 Daenith [ Viale ] Si ferma dietro la porta. I piagnistei sono ben udibili dal fine udito della mezzelfa, che rimane in silenzio. Anche la voce del demone, riconoscibile per lei, viene captata. Scuote leggermente il capo. Passi poi vengono prodotti da qualcuno all'interno, che corrono verso l'ingresso, o in questo caso l'uscita. Ella non attende che la porta si spalanchi. Si pone dal lato in cui sono presenti i cardini, spostandosi cos? da davanti per evitare una eventuale colluttazione. Quando la porta viene spalancata, tende il piede destro in modo da bloccare la porta ed evitare che venga chiusa, dal vento o dal contracolpo. Lo sguardo scivolerebbe solo un istante sull'umano che fugge via, disperato. Ed ? solo quando ha perso l'interesse verso il mortale che andrebbe a scostare leggermente la porta per entrare. Con delicatezza, chiude dietro di s? la porta con un tonfo e vi si poggia contro con la schiena e il capo. Umetta cos? le labbra, cercando la figura del demone vicino al tavolo «Ci sono ancora spifferi» Inizierebbe col dire, con voce tranquilla ed ancora il cappuccio sul capo, a mettere in ombra il viso chiaro.
17:43 Molydeus : [ F.U. - casa ] Sentirebbe ora la voce della mezza ed un mezzo sorriso si palesa sul suo volto muovendo la mano lentamente verso il pedone e muoverlo avanti di un passo «Fa caldo...» dice poi con una vena ironica dandole ancora le spalle. Si umetta le labbra guardando il muro dove si trova un vecchio ritratto « qual...buon vento vi porta qui?» le cheide infine senza troppi convenevoli, forse ha scelto, forse sta per fare un altro patto...Molydeus si scatena dentro quel burattino mentre Nathan rimane impassibile e, sempre dando le spalle, si muoverebbe per sedersi su una di quelle poltrone, emulando un sospiro quando poggia la schiena sul morbido tessuto, certo povero e di bassa qualit? al confronto con quello del Regine « oggi ? una giornata piuttosto piena...» conclude infine attendendo quindi qualche parola da parte della Mezza...dopotutto forse non ? stato uno sbaglio, forse non ? stato un errore venire all'incontro con quell'uomo...
18:10 Daenith : [ Casa ] Quanto meno, quel d? non piove. C'? ancora odore di umidit? e di chiuso, per quanto comunque vi siano dei segni di cambiamento da quando vi aveva messo piede. La porta alle sue spalle rimane chiusa, ed ella vi rimane poggiata contro, come se temesse che possa cadere. «In effetti si, c'? pi? caldo. Chiss? che non ? finalmente giunta la bella stagione» E via con i discorsi inutili, fini a loro stessi. Gli occhi di smeraldo sono fissi sulla sua figura, seguendolo in quel suo moto scostante, la sua aria presuntuosa e distante. Umetta le labbra ancora una volta, scostandosi infine dalla porta per andare ad avvicinarsi al tavolo. Gli occhi si scostano dalla figura del demone, ricercando la scacchiera ove prima era stato mosso il pedone. «Un vento che porta tempesta, io temo.» Scrolla appena le spalle. Le mani vanno a cercare il bordo del mantello, facendo scivolare il cappuccio dal viso. I lunghi capelli biondi vengono rivelati, cadono come oro sulle spalle minute. «Siete impegnato, dunque? Speravo di potervi rubare cinque minuti. O anche qualcuno in pi?..» La voce ? leggera, pacata, come se stesse parlando ad un vecchio amico. Le mani vanno a cercare il bordo del tavolo alla quale si poggia, senza per? imprimere tutto il suo peso. Sia mai che i tarli abbiano consumato le gambe di quel tavolo.
18:16 Molydeus : [ F.U. - casa ] ascolta le parole della donna e gira la testa per poterla osservare con i suoi occhi verdi...si umetta le labbra prima di annuire « la calma porta la tempesta...» un sorriso, si una tempesta, lui gi? i preparazione per portar via tutto. Prendere quello che gli serve e lasciare i piccoli mortali nel loro fango...«cinque? anche dieci...ditemi.» dice soltanto andando ad osservare la scacchiera, da tanto che cerca un abile giocatore per potersi confrontare « volete del vino?» chiede infine con tranquillit? apparente mentre porta i gomiti sui braccioli per poter cos? intrecciare le dita delle mani e poggarvisi il mento attendendo le parole della mezza. Sembra calmo, tranquillo, placido, ma Molydeus all'interno vorrebbe uscire, divertirsi con quella donna che gioca tanto con il fuoco. Si morde il labbro inferiore chinando la testa di lato « ma prego sedetevi...» conclude infine.
18:30 Daenith : [ Casa ] Rimane di profilo, lanciandogli giusto un'occhiata per controllare i movimenti del demone. Un uomo pericoloso, molto pi? di quanto la sua mente potrebbe immaginare. Eppure ? li, a giocare con il fuoco, a punzecchiar l'orso che dorme. «Ottimo.» Commenta con tono basso, andando a carezzare con lo sguardo la regina bianca sugli scacchi. Non avvicina le mani, non ? sua intenzione muovere alcun pezzo su quella scacchiera. «Ne avete? Sarebbe magnifico.» Accetta di buon grado l'invito sul vino, rimanendo ancora in piedi. Sospira infine, volgendosi verso di lui, andando a incrociare gl'occhi verdi come i propri. «C'erano dei termini, delle condizioni.. Che dovevate premurarvi di spiegarmi. Ricordate?» Domanda con tono lieve, lasciando che un sorriso si dipinga sulle labbra. Le mani salgono poi al collo, andando a slacciare lentamente il mantello che farebbe scivolare dalle spalle. Questo verrebbe afferrato e piegato con non curanza ed all'invito del demone, andrebbe semplicemente a posare il mantello su una sedia vicina, senza l'apparenza di volersi sedere per il momento. Lo stiletto, chiuso nel fodero, verrebbe messo in mostra senza troppi complimenti, cos? come le forme minute ma ben proporzionate della mezzelfa, rinchiusa in quegl'abiti che le donano poca giustizia.
18:35 Molydeus : [ F.U. - casa ] Si alza in piedi andando a prendere quella brocca di vino rosso posta su un mobile non troppo lontano dai due...si umetta le labbra mentre prende un bicchiere e lo riempie di quel liquido color sangue...« termini...» dice poi come riflettendo sulle parole da dire subito dopo « sono semplicissimi...» si morde il labbro inferiore « voi dovete fare quello che vi dico, quando vi dico, e come ve lo dico...» Un piccolo respiro quando poggia la brocca sulla tastiera « in cambio potete avere quello che pi? volete...» chiude gli occhi un attimo mostrando un sorriso bastardo « Quindi quello che vi chiedo...? la vostra anima...ma avevate gi? detto che siete vostra, che gi? altre volte avete sentito queste parole...cosa...ditemi... cosa vi ha fatto cambiare idea?» conlcude infine guardandola e tornando seduto attendendo una risposta da lei...
18:50 Daenith : [ Casa ] L'osserva muoversi per versare il vino. Rimane in silenzio, ascoltando quelle parole. Stanzia vicino alla sedia ed al tavolo, donando il fianco destro alla scacchiera immota. Inclina appena il capo mentre la brocca viene posata ed un solo bicchiere viene riempito. Ma questo non le viene dato ed anzi, il demone se ne ritorna alla poltrona con quello pieno. Non viene fatta una piega dalla mezzelfa. «Io sono una persona di poche richieste, ma di larghe vedute. Ho visto ci? che forse voi stesso avete visto in questa citt?: un'opportunit?. Non mi interessa molto di Tizio o Caio, fin quando posso garantirmi una cosa: la mia incolumit?.» Il passo viene dunque mosso, il piede destro viene allungato appena, mentre con lento incedere si avvicina alla poltrona. Si porrebbe sul fianco destro di lui, ascoltando il restante delle parole. «Io mi appartengo, su questo sono molto chiara.» Un lieve sorriso si disegna sul volto, privo di divertimento. La mano destra verrebbe sollevata e con lentezza si muoverebbe verso quella di lui che trattiene il bicchiede di vino. D'apprima sfiorerebbe col dorso la mano del fantoccio, prima di cercare il vetro. «La mia mente ed il mio corpo. Ve l'ho detto. Ma l'anima. Temo di non essere una di quelle persone che credono nell'esistenza di qualcosa di cos? effimera.» Gli occhi si posano sul vino, prima di tornare su di lui. «Non so cosa ve ne facciate, o come questo possa garantirmi qualcosa. Ma se a Voi sta bene cos?, sta bene anche a me». Sentenzia infine.
19:03 Molydeus : [ F.U. - casa ] L'uomo si alza in piedi, ascoltando il dire della donna, un mezzo sorriso il suo mentre lascia che il bicchiere vada nelle mani della mezza...« ho capito...» la voce diventa calda, suadente, accattivante...la mano destra tenderebbe a cingerle il fianco...« quindi, la vostra anima per la vostra incolumit?...» rimane in silenzio un attimo mentre osserva quel bicchiere di vino...lentamente la mano sinsitra cercherebbe di far avvicinare quel calice alle labbra di lei « allora...alla nostra...» sussurrerebbe e, se lei avesse bevuto, cercherebbe di baciarla, un bacio che potrebbe sembrare bellissimo, ma che invece sancisce il pi? brutale dei patti. Molydeus comunque giorebbe per tutto quello che ? successo di quanto Kirial sia piena di opportunit? e sorprese davvero fantastiche...tipo tutte quelle anime. Si staccherebbe infine guardandola « ora abbiamo stretto un patto, un patto che non possiamo in nessun modo trasgredire...» la guarda, ora un filo rosso li lega in quel destino che porterebbe alla fine di lei o del regno « ed ho gi? un incarico per voi mia cara...» la mano libera andrebbe a carezzarle la guancia « trovatemi tutti i malviventi, ladri, criminali che ci sono...trovali, e portali qui... ho bisogno di un esercito nell'ombra, di creature capace di non provare piet? alcuna...» un sorriso di quelli diabolici appare sul suo volto « presto, questa citt? sar? nostra...»
19:20 Daenith : [ Casa ] V'? quel leggero fruscio di vesti quando il demone di alza in piedi, portandosi davanti a lei. Ella solleva il viso, quel tanto da poterlo osservare meglio in volto e ricarmbiarne lo sguardo. La mano si chiude intorno al bicchiere e segue i movimenti del fantoccio che la porterebbe a bere un sorso. Non si scosta, lasciandosi afferrare sul fianco in quella morsa. E' vicino, pericoloso quale la serpe che ?. Ma rimane incatenata, incapace forse di fare resistenza. Il respiro falso si mescola col proprio, carico dell'odore di vino, quando le si avvicina al viso. Schiude appena le labbra, accogliendo quel bacio privo di parsimonia, quasi richiedendone altri attimi, secondi, prolungando quel momento per quanto riesce. Fin quando il demone non si scosta da lei. «Avete uno strano modo..» Sussurra appena, senza allontanarsi da lui, socchiudendo appena gli occhi. «.. di sancire contratti.» Le parole sfuggono appena «Non ch'io mi stia lamentando.» Aggiungerebbe dopo, abbassando finalmente la mano che tiene il bicchiere. «Malfattori, ladri.. Vedremo cosa questa mezzelfa pu? fare per Voi..» Annuisce piano col capo. E continua a rimanervi vicino, come se quel singolo sorso di vino le fosse salito alla testa. Eppur era in grado di reggere diversi boccali di birra, senza crollare
19:30 Molydeus : [ F.U. - casa ] Rimarrebbe ancora fermo aderente a lei, magari cercando ancora di stringerla un poco di pi?...Si umetta le labbra sorridendole, quella voce calda e bassa tornerebbe a pizzicare le orecchie della mezza « beh li sancisco anche in altri modi pi? interessanti...» cerca infine di darle un altro bacio come prima, stringendola ancora di pi? come a non volerla allontanare neanche di qualche centimentro « sono sicuro che farete un buon lavoro...» si umetta le labbra guardandola...« ed ovviamente non mancer? di premiarvi ogni volta che succede...» un altro finto respiro profondo mentre la mano sinistra tenta di scivolare sulla suas schiena come a carezzarla, sebbene vorrebbe graffiarla fino ad arrivare alle ossa...« ho completa fiducia in voi... mia cara Daenith...» un sorriso a mezza bocca prima di tenerla comuqnue attaccata a lui, sempre se lei non volesse scostarsi...attenderebbe la risposta di lei e nel caso la farebbe andare a perseguire la sua missione...
19:47 Daenith : [ Casa ] Un brivido le percorre la schiena, sentendo il sussurro lieve e breve vicino al suo orecchio. Farebbe per ribattere, poich? ella non pu? non avere l'ultima battuta, ma le labbra vengono nuovamente sigillate in un nuovo bacio che la porterebbe a ricercarne uno ancor pi? lungo e passionale del precedente. La mano libera, la sinistra, andrebbe a cercare la spalla destra del demone, lasciandosi stringere. Il braccio destro invece ? disteso lungo il fianco e trattiene il bicchiere in una presa lieve, coem se quell'oggetto fosse l'ultima cosa di suo interesse. Solleva lo sguardo quando si scosta da lei. Fiducia. Un parolone per una persona che si conosce appena. Eppur, c'? qualcosa in quel suo dire che la fa gelare, specialmente nel momento in cui il suo nome viene rivelato con estrema pacatezza. La presa si fa meno salda, sia sulla spalla che sul bicchiere. E quest'ultimo, ancor pieno di vino, cadrebbe verso il pavimento. Che vada o meno in frantumi, dipende molto dal tipo di bicchiere. Ci? che ? certo, ? che il vino macchier? l'eventuale tappeto e il pavimento di legno. «Se siete riuscito ad ottenere tale informazione... Cosa ve ne fate di me?» Domanda come se quella cosa in qualche modo l'avesse offesa. Era come se le avesse tolto ogni cosa, non solo gli abiti. Perfino la pelle. Quel nome aveva pi? potere di quanto si possa credere. Rimane stretta a lui, come se temesse il distacco.
19:56 Molydeus : [ F.U. - casa ] Ridacchia leggermente guardandola « devo pur tutelarmi in qualche modo...» come se ne avesse bisogno « non vi preoccupate, il vostro nome ? al sicuro con me...» un altro sorriso diabolico prima di baciarla per la terza ed ultima volta, sempre con passione crescendo, quasi a far scivolare la lingua sulle sue labbra « ora...andate...» dice infine lasciandola finalemente libera « e quando tornerete, avrete ben altro di pi? allettante a cui pensare...» nel frattempo il bicchiere si rompe in mille pezzi, bagnando completamente quel tappeto. Un respiro profondo guardandola « tutto quel vino sprecato...» si stringe nelle spalle « fatemi sapere presto notizie... ora siete il mio braccio destro...» si umetta le labbra « e sopratuttto fatevi vedere presto, mi piace il vostro sapore...» la Vanit?, l'Avidit? che sente ha un sapore sublime per il demone che adesso ha trovato un'altra anima da trascinare nell'oblio della disperazione, ma non subito, quando ci sar? il bisogno « Ricordatevi...la citt? presto sar? nostra...» e detto questo le darebbe le spalle andando ad osservare il camino camminando sui vetri rotti noncurante del rumore o del pericolo...
20:11 Daenith : [ Casa ] «Me lo auguro..» Mormora con tono basso, come se quella cosa l'avesse spogliata ben pi? della propria anima. Tuttavia, quando le si avvicina per la terza volta, tenterebbe di intercettarlo sollevandosi sulla punta dei piedi, sentendo la stoffa degl'abiti strusciar fra di loro. Come se fossero superflui. Quel bacio vorrebbe catturare ben pi? di quello che ha avuto fino a quel momento, come se vi fosse la bramosia di volerne di pi? e di non interrompere l?, in quel modo, il discorso. La lussuria, la vanit? di cui quel demone ? formato. L'avidit?, che la porta a ricercarne ancora di pi? e a ricambiarne il bacio con la medesima lascivit?. Ma come ogni cosa, v'? sempre una fine, anche temporanea. La presa si allenta su di lei, lasciandola infine. Un passo appena viene mosso. Abbassa lo sguardo, osservando il vetro in frantumi. Scuote il capo. «Mi spiace» Bugiarda. Gli occhi verdi si risollevano su di lui. «Avrete notizie molto presto. Non vi sembrer? nemmeno ch'io sia andata via.» China cos? il capo verso di lui, muovendo infine il passo. Si avvicina alla sedia dove aveva abbandonato il mantello, calpestando alcuni pezzi di vetro che vengono frantumati in pezzetti ancor pi? piccoli. Getta il manto sulle sue spalle, chiudendolo con un nodo all'altezza del collo. «Non lo dimenticher?, non temete.» Viene donato un ultimo sguardo al demone, prima di muovere il proprio passo verso l'uscio della casa ancor fatiscente in molti suoi punti. La porta viene chiusa alle proprie spalle,
20:11 Daenith : [ Casa ] lasciando quel covo dietro di s?. Il tramonto avanza e lascia spazio alle ombre. Le tenebre si fanno forti, quella notte, poich? non vi sar? luna.Il vento spinge via i passi della mezzelfa, facendo scoccare il mantello nella sera. Ed ? solo il silenzio che si lascia alle spalle, portando la mano destra, l'indice e il medio, alle labbra violate in quel patto dannato, inconsapele di quanto avesse realmente compiuto.