21:56 Daenith [ Interno|Camino ] La pioggia cade copiosa sui tetti di Kirial, bagnando le vetrate ed infrangendosi sul selciato che scorre come vene per tutta la citt?. Le temperature non sono ancora cos? alte da permettere, dentro la locanda, di spegnere il caminetto. Di fatti, questo scoppietta amabilmente, mentre le lingue di fuoco lambiscono un ceppo che da poco lo sta alimentando. La figura della mezzelfa, questa sera si trova seduta in una delle poltroncine che si possono trovare di fronte al caminetto. I capelli richiamano il colore del sole, o dell'oro in certuni momenti. Lisci, privi di nodi, morbidi gi? solo osservandoli, ricadono sulle spalle e sul petto. Il volto che v'? incorniciato ? chiaro, rosato, privo di imperfezioni alcune. Un paio di occhi brillano come due preziosi smeraldi, mentre fissano senza reale convinzione il fuoco dinnanzi a s?. Indossa abiti molto semplici, sebbene la fattura ad un primo impatto sia elfica. Una casacca verde scuro, con alcuni ricami all'altezza del colletto aperto, ed un paio di pantaloni color terra, infilati in un paio di stivaletti di cuoio. Non sembra avere molto con s?, a parte un boccale di quella che ? una fresca birra. La gamba destra ? incrociata sulla sinistra, ed il piede penzola scandendo un ritmo inesistente.
22:03 Askeladd : [ Bancone ] Se ne sta seduto davanti al bancone, in uno degli sgabelli posti in fila. Una cosa che si vede spesso in quasi ogni locanda. Da le spalle ai vari tavoli presenti nella sala principale del Drago Blu. Entrambi gli avambracci sono posati sul ripiano orizzontale. Tiene un boccale di medie-piccole dimensione di cervogia tramite la mano destra. Di tanto in tanto si avvicina il boccale alle labbra per prenderne un sorso. Ingolla la bevanda abbastanza pastosa e in cui il sapore del malto ? piuttosto forte. Il nordico appare ad occhi altrui come un uomo di altezza media, dal fisico abbastanza normale o almeno questa ? l'impressione che dona. I capelli biondi, pettinati all'indietro e lunghi fino quasi alle spalle, gli incorniciano il viso e con solo qualche corto ciuffo che ricade sulla fronte spaziosa. Il volto presenta tratti maturi: zigomi alti, guance magre, labbra sottili, naso dritto. Tuttavia ? ancora possibile notare della giovinezza in quell'uomo del nord che alla fine non arriva nemmeno alla trentina. Sul lato inferiore del viso ? diffusa una barba ispida che gli circonda le labbra e sale lungo la linea della mascella fino ad unirsi alle basette. Indossa una sovracotta rossa con ricami dorati, sotto la quale per l'appunto indossa una cotta di maglia piuttosto semplice lunga fino alle ginocchia cos? come l'abito stesso. Sovraccotta e cotta si dividono in quattro lembi dalle cosce in gi? cos? da permettere alle gambe di potersi muovere piuttosto agilmente. Nessun gambale -»
22:03 Askeladd : [ Bancone ] -porta, ma solo dei calzoni marrone scuro, mentre gli stivali di cuoio alti fino allo stinco sono placcati con degli schinieri in acciaio. Le maniche della cotta di soffermano a met? del bicipite e da l? sono visibili le maniche della camisa che indossa strette a loro volta da dei bracciali sempre in acciaio. Attorno al bacino, stringendo bene la cotta e i calzoni, vi ? una cintura che a sua volta sorregge una spada d'acciaio sul fianco destro. Insomma, chiunque egli sia, da l'idea di uno che ? pronto all'evenienza di un combattimento o che di mestiere fa il soldato. Finita la cervogia, il nordico si alza e si dirige verso il camino ove ? appeso il mantello nero ad asciugare. Si asciuga le labbra con il dorso della mano scoperta.
22:10 Daenith : [ Interno|Camino ] Vi sono i fini tratti degli elfi su quel volto. Anche le orecchie a punta fanno capolineo, donandole una punta di particolarit?, rispetto ad una qualsiasi dama umana. Uno dei tratti di cui sembra andar pi? fiera, insieme ai lunghissimi capelli dorati. Eppur, v'? qualcosa nel suo fare che la rende pi? umana che elfa. Forse il fatto che non sta solo sorseggiando birra. Solleva il boccale, in modo da finire in ampi sorsi quello che ne rimane, lasciandosi andare ad un lungo sospiro di soddisfazione. Uno dei pochi che le erano concessi dal suo arrivo in quella stramba citt?. Abbassa il boccale, fissandosi per un momento sul focolare. Quello era solo il primo boccale della serata, che sembrava essere appena iniziata. Dei passi, pesanti sulle assi di legno, le fanno percepire che qualcuno si sta avvicinando verso il caminetto. Da le spalle alla sala e per niente interessata, andrebbe a sollevare il boccale con la mano sinistra sopra la propria testa. «Garzone! Un altra pinta!» E' chiaro che si sta rivolgendo al nuovo Protettore della Corona. Ma ella nemmeno si ? voltata per notare che chi si stava avvicinando aveva indosso un'armatura o che comunque non era il garzone di prima. Gli occhi di smeraldo sono fissi invece sul fuoco, che per qualche motivo quella sera sta trovando particolarmente affascinante.

[22:19] - La terra prende improvvisamente a tremare. Inizialmente una sola e piccola vibrazione scuote il terreno, poi, mano a mano, quella vibrazione si trasforma in una scossa sismica palpitante, forte come il tuonare di mille tempesta. Le pareti delle stanze cominceranno ad oscillare, sussultando come scosse da diverse onde e gli oggetti posti sui tavoli o su qualsiasi superficie cadranno, infrangendosi al suolo. Alcune crepe si verranno a creare sui pavimenti meno resistenti e diverse tegole cadranno dai tetti delle case. La terra grida la sua sfida in un urlo silenzioso ma spietato. Una rabbia esplosa velocemente ma che ? fortunatamente ? dopo qualche minuto si placa, lasciando la terra sconnessa e piccoli frammenti di paura nell?animo degli uomini.

22:21 Askeladd : [ Interno | Camino ] Nell'avanzare verso il mantello ad asciugare, il nordico non pu? far a meno di notare come la ragazza bionda seduta davanti al camino lo scambi per il garzone della Locanda. Dal canto suo non risponde subito, andando a superarla. Nel momento in cui si affianca alla poltrona dove ? seduta Daenith, le rivolge per qualche secondo gli occhi azzurro chiaro. In quel breve istante prima di darle le spalle per prendere il manto l'espressione del nordico risulta, nonostante tutto, abbastanza tranquilla e soprattutto seria. Torna a voltarsi, senza smettere di camminare. Ad ogni passo si accompagna il tintinn?o degli anelli della cotta che cozzano gli uni contro gli altri e il "clack-clack" della placche d'acciaio degli schinieri e dei bracciali. Allunga entrambe le mani, andando a tastare le condizioni del mantello che per quanto scaldato risulta ancora inumidito. Da esso, tra l'altro, gli giunge l'odore di affumicato che causa tipicamente la vicinanza. Non fa in tempo a prendere il manto che una scossa sismica scuote la locanda per qualche istante. Non cade per terra, andando d'istinto a divaricare le gambe. Spalanca le palpebre e rivolge il proprio sguardo verso il soffitto. Alla fine, per?, le travi reggono e solo all'esterno qualche tegola ? caduta. Mentre le assi del pavimento si sono leggermente crepate. Rimane ammutolito per un po' anche dopo che il terremoto si ? acquietato. «Ho un brutto presentimento.» borbotta tra s? e s?.
22:33 Daenith : [ Interno|Camino ] Rimane diversi istanti con il braccio alzato, tendendo il boccale, aspettando seriamente che qualcuno lo vada a riempire. Eccola la figura che si stava avvicinando. Gli occhi si sollevano, andando a osservare l'uomo mentre si avvicina al caminetto per recuperare il suo mantello. Uno sbuffo esce dalle labbra, quando viene bellamente ignorata. «Il servizio fa schifo, in questa bettola.» Commenta con tono risentito ed un lieve borbottio al seguito. Ignorando, almeno per il momento, il biondo, puntella i piedi sul pavimento di legno, e con una spinta andrebbe a rimettersi in piedi. Fa per voltarsi, per avviarsi verso il bancone con quel boccale vuoto. Vorrebbe anche anticipare l'umano. Quand'ecco che tutto inizia a tremare. Spalanca gl'occhi, visto che di certo non si aspettava una cosa simile. Per una volta, la sorpresa ? dipinta sul suo volto. Un p? di polvere ricade dal tetto, ma tutto sembra esser stabile, integro. «Che diavolo..» Commenta, si lascia sfuggire a denti stretti anche un'imprecazione. E vista l'irruenza dei passi che stava per muovere, sente di perdere l'equilibrio. La mano libera, la destra, cercerebbe un appiglio qualsiasi: una poltrona, un tavolino, il forte braccio di un uomo li vicino. La terra smette di tremare, come se niente fosse, lasciandole un battito piuttosto accellerato, un forte spavento
22:43 Askeladd : [ Interno | Camino ] Probabilmente gran parte degli avventori della locanda sono rimasti alquanto intontiti e spaventati dalla scossa sismica. Dal suo canto il Protettore, per quanto si mantenga calmo, presenta una vena di inquietudine e preoccupazione dello sguardo chiaro. Indirizza gli occhi verso una delle finestre che danno sull'esterno. Tra poggia e buio, tuttavia, non riesce a distinguere granch?. Qualunque elucubrazione stia facendo, viene distratta dal commento della mezzelfa seguito da un'imprecazione causata dalla scossa. Prende il mantello, quindi torna ad incamminarsi verso il bancone. Si aggancia il manto scuro al petto, unendo i due lembi da una fibula come tante. Si fruga in una bisaccia che porta agganciata alla cintura. «Finito un guaio ne inizia un altro.» borbotta, forse all'oste, forse alla mezzelfa poco distante o forse a s? stesso. Appoggia un paio di monete sul bancone, tramite la mano destra. Torna a dare un'occhiata a Daenith. «Dite che fa cos? schifo?» domanda poi, riprendendo il discorso interrotto per via del terremoto. Non sembra comunque essersi ancora ripreso e per quanto cerchi di far proseguire la serata in maniera normale, risulta esseri ancora della preoccupazione sotto quel viso serio.
22:54 Daenith : [ Interno|Bancone ] Cerca di riprendersi, di rimanere salda sulle proprie gambe e di non dondolare. Era come se volessero cederle da un momento all'altro. La mano destra trova appoggio sulla spalliera della poltrona. «I guai non finiscono mai.» Commenta verso l'umano, senza nemmeno guardarlo. «E non arrivano mai soli» Aggiungerebbe, con una lieve nota di sarcasmo. Tutto sembra essere fermo, immobile, come se non fosse accaduto nulla. La mano si stringe intorno al bordo della spalliera, prima di lasciarla andare e seguire l'uomo verso il bancone. Nella mancina tiene ancora il boccale vuoto, sul cui fondo v'? qualche goccia di birra. Sembra riacquistare maggiore sicurezza sulle proprie gambe, ora che tutto era tornato normale. Almeno per il momento. Andrebbe verso uno sgabello vuoto, a circa due di distanza da quello occupato dal Protettore. «Sono stata in luoghi migliori» Commenterebbe, sollevando gli occhi verdi su di lui, fissandolo nuovamente. Ne ricerca inizialmente lo sguardo, come se ne volesse memorizzare il volto. «Ma chiaramente, ? il mio pensiero e la mia opinione personale. E temo anche, che di meglio non vi sia nella zona.» Commenta, scrollando le spalle come se nulla fosse. Ignorando anche l'eventuale oste o garzone che sta al di la del bancone. Alza poi il boccale, posandolo sul bancone. «Un'altra pinta.» Scosta lo sguardo dallo sconosciuto. «Voi, ne prendete una?» Domanda rivolgendosi chiaramente all'umano, senza tuttavia guardarlo.
23:02 Askeladd : [ Interno | Camino ] Con il peso addosso di cotta di maglia e varie ? riuscito a rimanere in equilibrio senza cadere a gambe all'altra. Rivolge la sua attenzione a Daenith quando questa partecipa alla sua osservazione circa i guai. La osserva in silenzio per un po', mantenendo la sua espressione seria. Compie un cenno d'assenso. «Gi?.» detto questo toglie la mano dal bancone, lasciando che l'oste prenda le monete. Al momento il nordico rimane in piedi, senza tornare a sedersi, forse ancora un po' inquieto per via della scossa. Di tanto in tanto continua a dare qualche occhiata al soffitto e fuori dalla finestra. Tuttavia ci? non viene compiuto in maniera spaventata e nervosa, semplicemente vi presta attenzione. «Comprendo.» torna a dire alla Mith quando va a volgere la propria attenzione su di lei. Ricamba lo sguardo, rivolgendole gli occhi chiari. «Dipende da dove si cerca.» afferma, ma senza sembrare realmente partecipare al discorso iniziato dalla mezzelfa che con tutta probabilit? ? pi? grande di lui nonostante sembri pi? giovane. «No, un boccale a sera ? pi? che sufficiente per me.» le risponde con fare sempre laconico. Rimane voltato, appoggiando poi la schiena al bancone tra due sgabelli. Scosta il contatto visivo da Daenith per rivolgerlo verso l'intera sala principale. «Alloggiate qua?» chiede qualche secondo dopo, senza tornare a rivolgerle lo sguardo.
23:12 Daenith : [ Interno|Bancone ] L'ordine ? fatto, ed al diniego dell'umano farebbe un solo gesto al garzone, spingendo il boccale sul bancone. Il segnale era chiaro: riempilo. Rivolgerebbe a lui quindi la sua attenzione, rimanendo seduta sullo sgabello. E' perplessa, sente ancora il cuore battere forte nel petto. Le mani vengono posate sul bancone, sentendole tremare lievemente. A modo suo, cercherebbe di fermare quel tremorio che invece risale lungo la schiena, facendola rabbrividire. Le palpebre vanno per un momento a celare gli occhi di smeraldo. «Mi ? stato sconsigliato di andare a quell'altra bettola, oltre il fiume. Dicono che non sia un granch?, come posto e che la compagnia sia anche peggio.» Scrolla le spalle, risollevando poi le palpebre alla domanda dell'umano. Annuisce piano «Si, almeno per il momento. E' una citt? molto piovosa, devo dire, per questo periodo dell'anno.» Commenta, lanciando uno sguardo fugace ad una delle finestre. «E non credevo che aveste problemi di giganti.» Aggiunge con tono leggermente ironico. Le mani vanno a cercare dunque il boccale, quando questo ritorna sul bancone. Sente il tocco freddo contro il boccale. Un brivido le percorre nuovamente la schiena. Per quanto cerchi di apparir calma e posata, c'? qualcosa al di sotto di quella scorza che ancora la turba.
23:22 Askeladd : [ Interno | Camino ] Lentamente pare che il nordico stia tornando alla normalit?. Un'ultima occhiata al soffitto, quindi un sospiro viene lasciati uscire dalle narici. Socchiude le palpebre per qualche istante e abbandona il capo verso il basso. Passato qualche attimo torna ad aprire gli occhi e a sollevare la testa. Fa scivolare le pupille verso Daenith, che intanto viene servita dall'oste con un nuovo boccale. «Dipende da chi siete.» scrolla le spalle. «Ma probabilmente avete ragione voi.» e nel dir ci? pare quasi voglia liquidare l'argomento circa i vari tipi di alloggio. Poco dopo al suo udito giungono le parole della Mith da cui ha scostato lo sguardo. Poggia entrambi gli avambracci, protetti dai bracciali d'arme, sul bancone dando ancora le spalle a quest'ultimo. «Vero.» lascia passare qualche altro secondo in silenzio, prima di tornare a rivolgere la parola alla sua nuova interlocutrice. Si volta ad osservarla nuovamente. «No, non ? questo.» tuttavia non va a spiegarsi pi? di cos? nei confronti della mezzelfa. «Vi consiglio di controllare lo stato del soffitto della vostra camera allora, non si sa mai.» il tono utilizzato ? abbastanza disinteressato, forse dato come semplice precauzione e nulla pi?. Sospira, mentre lo sguardo viene abbassato per qualche istante sul boccale pieno nuovamente di birra.
23:31 Daenith : [ Interno|Bancone ] Anche il mormorio da locanda sembra tornare dopo lo spavento. Le mani rimangono serrate intorno al boccale al tatto fresco, visto la birra che ora lo riempie. Non sembra tuttavia aver l'intenzione di berla ora, o nell'immediato. Scrolla semplicemente le spalle «Non ne ho idea. Non ho avuto ancora occasione per decidere da me.» Commenta con fare leggermente disinteressato. «Io? Io sono solo una straniera in questa citt?. E per un p?, penso proprio che continuer? ad esserlo.» Umetta le labbra, sollevando infine il boccale. Ne va a prendere un sorso non troppo ampio, poich? poco dopo riprende a parlare. «Non se ? cos? frequente la pioggia o se la terra ha questo vizio di tremare.» Il suo ? poco pi? di un borbottio. «Lo far?» Annuisce, volgendo il busto in sua direzione. «E mi auguro che sia tutto al suo posto.» Aggiunge con un lieve sospiro, quasi teatrale. Avvicina di nuovo il boccale alle labbra, senza ancora bere. Gli occhi si fissano su di lui, osservando anche l'armatura per un momento. «Chi siete?» Chiede con tono disinteressato, per poi bere un nuovo sorso di birra. Non aggiunge altro, attendendo qualche parola da quello strano tipo un p? scostante. Ma sempre meglio di altri fanatici che ha avuto modo di incontrare.
23:42 Askeladd : [ Interno | Bancone ] Nel frattempo nella locanda anche gli altri clienti iniziano a stabilizzarsi. Fuori dall'edificio ancora si sente la pioggia imperversare. Il nordico vi fa caso e nuovamente fa fuoriuscire un sospiro, dalle labbra stavolta. Torna a prestare attenzione a Daenith quando questa torna a rivolgerle la parole. Compie un breve cenno col capo dall'alto verso il basso, in segno d'assenso. «Capisco.» e si limita a questo, come al solito si mostra piuttosto distaccato e sulle sue. Nel frattempo ascolta ci? che la Mith ha da dirgli. «Ah, s?? Siete di passaggio quindi.» una supposizione che tuttavia non si accompagna ad un interrogativo vero e proprio. A quanto pare all'uomo del nord interessa poco indagare, lasciando i propri spazi anche alla mezzelfa. «Spero.» unica risposta che le dedica circa il discorso sulla stanza in cui alloggia. Gli occhi chiari non si fermano troppo a lungo sullo stesso punto, ma ora scivolano di lato fino ad includere la Mith nel proprio campo visivo. «Potete chiamarmi Askeladd.» si presenta, andando a compiere un breve cenno con la testa. «Voi invece?» almeno ricambia la cortesia e nel domandarle il nome continua a rivolgerle la propria attenzione. La sua scostanza purtroppo ? uno dei difetti che si porta dietro. Le dita della mano destra, nel frattempo, vanno a giocherellare con il pomolo della spada che porta al fianco corrispondente.
23:56 Daenith : [ Interno|Bancone ] Nemmeno il tempo di avere quel boccale fra le mani, che fra un sorso e l'altro ? gi? giunta a met?. Non sembra esserne disturbata, almeno non troppo, sebbene quello sia gi? il secondo. «Solitamente, lo sono. Non ho mai trovato qualcosa che mi facesse rimanere troppo a lungo in una citt?. Mi annoio facilmente.» Scrolla semplicemente le spalle. Parla. E forse ? la birra a renderla loquace. Si muove sullo sgabello, andando anch'ella a poggiare la schiena contro il bancone. Va a fissare gli occhi su di una delle finestre, osservando la pioggia continuare a picchiettare. Era come se si fosse ricordata solo ora del perch? se ne stava fra quelle mura. I lunghi capelli le sfiorano le guance ed il collo, scivolando morbidi come seta sul petto e sulle spalle. Ascolta la sua breve presentazione, sollevando gli occhi verdi, brillanti, su di lui. «Potete chiamarmi Sailemla.» Risponde, lasciando che un breve sorriso vada infine a dipingersi sulle labbra. Tiene ancora il boccale fra le mani, ma in quel frangente lo tiene basso, a sfiorare i pantaloni. «Forse, oltre l'oste, siete la persona pi? normale che ho incontrato fino ad ora.» Commenta, senza peli sulla lingua. E come se volesse anticipare un'eventuale domanda, continua «Un tipo che saluta come se mi conoscesse da una vita e poi mi ignora. Un altro che dice di aver avuto le ali in una sua vita passata e che ha deciso di rinascere umano.»E nel dirlo, solleva un sopracciglio biondo «Un altro ancora, mentre che si discute -»
23:56 Daenith : [ Interno|Bancone ] «- e gli chiedo che fa nella vita, inizia a parlare di bianco e nero, di divinit? e prescelti.» Solleva poi il boccale, per un breve sorso «Bah.»
00:08 Askeladd : [ Interno | Bancone ] Nota la frequenza con cui la mezzelfa attinge birra dal boccale, tuttavia non commenta niente a proposito, limitandosi ad osservare la scena in silenzio. Torna a ricercare il suo sguardo quando lei va a spiegarsi. «Pu? capitare.» sostiene, con tanto di cenno d'assenso. «Solitamente accade a chi non ha ancora compreso come affrontare la vita, o a chi ha un carattere da nomade.» afferma, ma la scrollata di spalle che ne sussegue fa comprendere quanto abbia detto quelle parole senza attribuirci nemmeno tanta importanza. Ricambia ancora una volta il suo sguardo, piantando gli occhi azzurri su quelli verde brillante di lei. «Sailemla.» ripete, quindi distacca lo sguardo e distorce appena un angolo delle labbra. «Pronuncia strana.» rileva per poi sospirare e andare a controllare attraverso le finestre il tempo all'esterno della locanda. Piove, ancora. Ascolta ci? che la Mith ha da dire su di lui, un'opinione a cui non risponde fino a quando quest'ultima non finisce di sfogarsi circa gli incontri compiuti fino ad ora. «Normale, eh?» ripete, con un tono che stavolta ha un che di divertito. Inclina di poco il capo verso il basso, per poi distendere appena le labbra in un mezzo sorriso. Un verso carico di ironia esce fuori dalla gola del nordico. «Capisco.» parola pronunciata ancora con quel tono divertito. «Siete stata piuttosto sfortunata devo dire. Probabilmente fareste bene a scappare da qua e continuare i vostri viaggi.» rileva, sollevando un sopracciglio.
00:21 Daenith : [ Interno|Bancone ] Abbassa il boccale. Non fa caso allo sguardo che le viene donato, e poco le importa l'opinione altrui. In fondo, era gi? una mezzelfa. «Probabile. Forse non ho ancora trovato uno scopo nella mia vita. Chiss? che qui non riesca a trovarlo.» Solleva appena le spalle, facendo spallucce. Nel sentir ripetere il proprio nome, solleva gli occhi su di lui, divertita. «Mio padre doveva avere un gran senso dell'umorismo. Era un elfo, sapete?» Chiede con tono retorico. «Deve avere un qualche significato, nella loro lingua. Ma.. Non mi ha mai detto quale sia.» Scuote il capo. Uno sbuffo divertito esce dalle sue labbra, sentendo il tono pi? morbido dell'altro, meno rigido. «Vi ritenete anormale?» Chiede, contemplando ancora il biondo, con il boccale fra le mani. «Sicuramente, siete la persona pi? normale fino ad ora incontrata.» Lo fissa fino per qualche attimo. «A meno che, non abbiate un qualche segreto recondito, che celate molto bene agli sguardi altrui.» Un sospiro esce poi dalle labbra rosate. «Dite? E' possibile. Ma prima, devo ritrovare un uomo. Un certo Nathan-qualcosa. Forse la seconda persona normale di questa citt?.» E' pi? un promemoria, il suo. L'ultimo sorso di birra viene cos? ingollato dalla mezzelfa, che, voltandosi sullo sgabello, andrebbe a posarvi nuovamente il boccale.
00:31 Askeladd : [ Interno | Bancone ] Si stacca dal bancone, compiendo qualche passo in avanti. Un sospiro rassegnato viene fatto uscire dalle labbra appena schiuse. Volge il capo in maniera da far nuovamente rientrare Deanith nel proprio campo visivo. «Chiss?. Forse s?, forse no.» borbotta, non mostrandosi troppo impiccione per quel che riguarda il futuro altrui. A parte questo intervento va ad ascoltare la storia, appena accennata, del nome che gli ? stato detto. «Ah. Sinceramente non ne ho idea, tendo a lasciare agli elfi quel che ? degli elfi.» il tono di voce ? tornato serio gi? da un po', cos? come la propria espressione che risulta essere pacata ed introversa. Tutto nella norma se si parla di Askeladd, quindi. «No, non mi ritengo anormale e non ho nessun segreto recondito.» e nel dire questo assume pure un'espressione riflessiva, come se effettivamente ci stesse pensando se ha qualche cosa che tiene nascosto. «Nathan?» domanda, sollevando un sopracciglio. Quindi va a scuotere il capo in segno di diniego. «No, mi spiace, non lo conosco..» fa una pausa. «Effettivamente in questa citt? non ci sono tante persone normali.» e nel dirlo inclina nuovamente le labbra in un piccolo sorriso. «Ho avuto modo di sperimentarlo io stesso.»
00:47 Daenith : [ Interno|Bancone ] L'osserva muoversi, allontanarsi appena dal bancone. Come di riflesso, lascia scivolare i piedi sul pavimento, andando a mettersi in piedi anche lei. Era di pochi centimetri pi? bassa, rispetto all'umano, e decisamente pi? magra ma dalle forme comunque leggiadre e sinuose. I movimenti somigliano a quelli elfici, ma sono solo mere similitudini. Non potr? mai eguagliarne la compostezza e l'eleganza. «QUesto ? buono» commenta al fattore segreti. Sembra rimanere perfettamente sulle proprie gambe, come se gi? avesse smaltito la prima pinta di birra. «Fa nulla, probabilmente non tarder? a rincontrarlo di nuovo.» Misterioso il dire. In fondo, era stato il demone a finanziare la sua permanenza alla locanda per chiss? quanti giorni. Umetta le labbra, ascoltando la sua affermazione. «Davvero? Allora non sono io ad esser pazza nel crederlo!» Esclama con un sorriso pi? ampio e divertito. «CHe vi ? ? capitato, se posso chiedere?» Domanda con tono pi? interessato del precedente. Le braccia vengono per un momento sollevate verso il tetto, andando a stiracchiare la schiena e le membra. Le abbassa poi, per incrociarle all'altezza del petto.
00:57 Askeladd : [ Interno | Bancone ] Rimane a guardare ancora fuori dalla finestra, ma alla fine sembra proprio non voler smettere di piovere. Nel frattempo gli giungono all'orecchio le parole di Deanith che ora si sposta dallo sgabello in cui era seduta fino a poco fa. Tuttavia si mantiene ancora alle sue spalle, obbligando il Protettore a doversi girare pi? del solito per poterla guardare anche solo con la coda dell'occhio. «Cosa probabile se si trova in citt?.» afferma, andando anche ad annuire. Gli occhi s'abbassano sul sorriso della Mith, per poi riportarsi su quelli di lei. «No, non siete pazza. Avete le vostre buone ragioni per crederlo.» Sospira, per poi voltarsi verso l'uscio della locanda. «Del resto anche io non sono di questa citt?.» una piccola informazione in pi? che concede alla mezzelfa. «Mi sono ritrovato a fare la guardia del corpo ad una ragazzina.» e qua le labbra si distendono in un leggero sorriso, non vi ? vera e propria critica in quelle parole ma quasi e solo divertimento.«..e a conoscere un'elfa disposta a vendere il proprio figlio in determinate situazione.» nel dir ci? torna serio e stavolta vi ? un tono pi? grave ad accompagnare le sue parole. Porta entrambe le mani agli orli del cappuccio abbassato, andando poi a sollevarlo al fine di coprire gran parte della testa. «Devo andare, signorina Sailemla.» annuncia, con tono piuttosto impigrito e seccato. «Che seccatura.» tanto per rendere chiara la sua indisposizione nei confronti del tempo. Detto ci? si avvia verso la porta della -»
00:57 Askeladd : [ Interno | Bancone ] locanda che da sull'esterno, facendo per uscire a meno che non venga bloccato.
01:09 Daenith : [ Interno|Bancone ] Le mani scivolano un momento sulla casacca, andando cos? a lisciare alcuni lembi al di sotto della cintura che stringe i fianchi sottili. «Sicuramente..» COmmenta, rimanendo poi ad ascoltare. Sorride, quando afferma ch'ella non ? pazza, e non commenta. Stava per farlo, ma nel sentire dell'elfa, si zittisce per un istante. Corruga la fronte, palesemente perplessa. «Comprendo. Non far? mai in tempo, per quanto ne abbia a sufficienza, di comprendere davvero le azioni degl'elfi.» Commenta con tono grave, perplessa. Al suo congedo, china il capo buondo. «Una lieta notte, allora.. Signor Askeladd. E che la vostra permanenza qui sia migliore della mia, in fatto di incontri.» V'? il sorriso sulle labbra, e che l'augurio sia rivolto a s? o all'umano, non ? molto chiaro. L'osserva avviarsi verso l'uscita, ma non attende che svanisca alla sua vista. Si muove quasi all'unisono. «Io vado a dormire.» Informa l'oste, o chi per lui, alzando la mano sinistra con il palmo aperto, in un segno disinteressato di saluto. Si avvia dunque verso le scale che conducono ai piani superiori, nella speranza che non sia crollato giusto il pezzo di tetto sopra la sua stanza.