10:24 Malwie : [ Capanno ] L'elfa ? tornata da poco a casa, potete solo immaginare il caos che si ? scatenato al lazzaretto, fra i pazienti. Alla fine buona parte li ha sedati e spediti a nanna. Lei e il mannaro hanno lavorato fino allo strenuo prima di ristabilire una parvenza di ordine. Ed ora ha passato la palla a qualcun altro ? volontariamente, cosa rara ? ed ? venuto a rifugiarsi nella propria intimit?. Strano ma vero, oggi in questa casa non regna l'ordine. Gli ambiti insanguinati ? non sangue suo ? di ieri giacciono in un catino, in un angolo. Il tendone ? tirato aperto quasi completamente, e lei ? appallottolata nel letto, sommersa fra scartoffie e libri, collassata di esaustione. I capelli sciolti, piedi scalzi e le dolci e minute forme di questo suo nuovo e morbido corpo sono state coperte con abiti random. Pantaloni e casacca bianche, troppo larghe e un poco lunghe ? non tanto ? i primi tenuti assieme da una cinta.
10:32 Edelwen : [ Capanno ] Il Caos. Frenetica notte. Ancora l'adrenalina scorre nelle vene. Aveva girato per l'intera notte. Il panico, per una volta, aveva preso possesso del corpo della Kaldar. O del Kaldar, per meglio dire. La pioggia era tornata sulla citt?, cadendo repentina, con quel vento che sembra voler continuare a sospirare per la citt?. La figura del Kaldar ? alta, poich? ai suoi gi? due metri si erano aggiunti ulteriori dieci centimetri. Spalle larghe, corporatura flessuosa e muscolosa. In fondo, nemmeno da donna aveva di che invidiare, in fatto di muscoli. Ampio petto, che non stava pi? nel corpetto di pelle che aveva la notte passata. No, quello era stato abbandonato in un luogo sicuro, tolto appena in tempo, forse, prima di rovinarlo. Il problema, erano stati i pantaloni. Di pelle, ora erano quasi totalmente sbrindellati. Non parliamo poi degli stivali. Avrebbe dovuto, probabilmente, procurarsene un nuovo tipo. Dunque ? scalzo, privo di giacche o maglie, e con un paio di pantaloni strappati in diversi punti, in particolare sulle cosce, piedi scalzi. I capelli liberi, al vento, ed un mantello sulle spalle per cercare di coprire il copribile. La chiave gira nella toppa del capanno, prima di spingere l'uscio verso l'interno. «Malwie...» Chiama con quel suo nuovo vocione, basso, dai caldi toni. La preoccupazione ? forte, ora che il peggio forse era passato.
10:42 Malwie : [ Capanno ] Al contrario del Kaldar, lui ? ancora pi? minuto di quanto non fosse. L'altezza ? rimasta circa uguale, poich? la sua stirpe ? ugualmente alta, allo stesso tempo per? il suo corpo si ? ingentilito in forme pi? sottili e aggraziate, morbide pi? che toniche. Gi? prima non aveva molti muscoli ? solo un fisico snello e asciutto ? figurarsi ora. Nonostante sia profondamente addormentata, la grave voce ? ed il tono preoccupato ? di Edelwen la riscuotono immediatamente dal torpore. Il suo corpo si rizza a sedere, per cos? dire, ritrovandosi in ginocchio e con il busto che grava sulle braccia parzialmente. L'espressione appannata di chi ha decisamente risposato nulla in assoluto e qualche pergamena che gli rotola di dosso...gli occhi fissi sull'elfo, grandi, da cerbiatta. [?] batte le ciglia [Edelwen..] una voce morbida e delicata, dal timbro chiaro e cristallino di un soprano. [Madre...] accorgendosi del suo stato [perch? non siete tornata prima?] preoccupata, mentre cerca di scivolare gi? dal letto, impicciandosi negli abiti troppo grandi. [Sarete gelata...] ovviamente - dopo aver superato almeno parzialmente il trauma - la sua prima preoccupazione ? di nuovo la salute. Solo che...? decisamente femmineo ogni suo movimento.
10:54 Edelwen : [ Capanno ] La porta si apre, e questa volta deve decisamente chinare il capo per evitare di sbattere la fronte contro la traversa della porta. Goffo, come se non riuscisse a camminare bene. Ed in fondo, comprensibile visti i pantaloni che stringevano totalmente all'altezza delle cosce. Gli occhi del colore delle stelle vanno a sollevarsi davanti a s?, verso il letto su cui ritrova l'elfa. Dopo un primo passo, rimane fermo, immobile, sconcertato. I piedi scalzi, sporchi del fango visto la pioggia fuori, calpestano il pavimento. Gocciola copiosamente la sua figura «Malwie...» Tira dunque un respiro di sollievo. «Ecco.. Non ? stata una notte facile, Malwie.. Mi sono dovuta..» Chiude gli occhi, scuotendo il capo. «Lasciamo stare..» Commenta alla fine, vedendolo ora avvicinarsi. Chiude dietro di s? la porta, ovattando cos? il suono della pioggia. «Volevo tornare. Ero ai giardini ieri notte. E volevo venirvi a cercare, immediatamente.» Scosta cos? il mantello, rivelando il petto nudo, i pantaloni sbrindellati. «Avete..qualcosa della mia misura?» Il tono ? supplichevole, e forse per una volta sul punto di mettersi a piangere.
11:06 Malwie : [ Capanno ] Si ferma a met? via, quando il Kaldar fa richiesta di qualcosa da mettersi addosso, di nuovo quelle ciglia ? luuungue ciglia ? battono un paio di volte. [Certo..certo..vi preparo anche dell'acqua calda per lavarvi..] una donnina impacciata. Fa dietrofront andando in cerca degli abiti pi? grandi del proprio guardaroba [credo...potrebbero andarvi un po' corti e stretti..] perch? anche da maschio era pi? sottile di Edelwen-maschio. Anche la cintura gli va larga, motivo per il quale, nell'affrettarsi agile e vagamente ancheggiante in cerca di abiti e dell'acqua da mettere a scaldare, deve continuamente tenersi una mano alle braghe per non ritrovarsi mezza svestita. Si muove con un fare un po' concitato, vagamente rossa sulla sua carnagione chiara, ma nuovamente e perfettamente in controllo di s? ? per quanto mai possa esserlo in questa situazione ? complice anche tutto il lavoro che ha dovuto compiere al lazzaretto nella notte. [Comprendo...ho dovuto sedare almeno met? dei pazienti del lazzaretto e non vi dico la ressa di cittadini impanicati davanti alle porte..Non penso di essermene liberato del tutto, sebbene sia riuscito a convincere qualcuno a recarsi all'Accademia...] Decisamente, nonostante le sue reazioni e movenze siano del tutto femminili...sotto in qualche modo l'elfo ha ritrovato se stesso. Tornerebbe verso di lui ? dopo aver messo su l'acqua e recuperato gli abiti ? imbarazzata da quel continuo scivolare delle braghe, ma con un certo contegno.»
11:08 Malwie : [ Capanno ] »Solo avvicinandosi ulteriormente parrebbe notare, come una secchiata d'acqua gelida, l'effettivo stato ? non solo fisico ? del Kaldar... [Edelwen..] il tono si addolcisce, dannatamente femmineo, e cos? il suo volto. Gli occhi devono portarsi ben pi? in alto per guardarlo ora. [Sareste dovuta venire qui subito..] l'implacabile razionalit? dell'elfa cozza brutalmente con quel suo fare imbarazzato e impacciato e tutta quella femminilit? che trasuda.
11:17 Edelwen : [ Capanno ] Trema impercettibilmente. Non aveva osato specchiarsi, se non in qualche vetro di passaggio. Ma di suo, aveva percepito quel cambiamento immediatamente. Come tutti, in fondo, la scorsa notte. Abbassa lo sguardo, nel vedere la figura femminile aggirarsi all'interno del capanno, ascoltandone le parole. Non riesce a dire nulla. A quell'ora, i Kaldar dovrebbero essere nel pieno riposo. Ma quanto accaduto, non le aveva concesso una normale dormita. Rimane di fronte la porta, chiusa alle proprie spalle. La preoccupazione verso l'elfo era scemata, cos? come l'adrenalina del momento. Si sentiva svuotata, ora, da qualsiasi altra emozione se non il tremendo imbarazzo. «E' colpa mia.. Se avessi scoccato prima quella freccia, forse non sarebbe successo tutto questo..» Commenta infine, mantenendo lo sguardo ancora un p? basso. Sente i passi dell'elfa ritornare verso di lui, insieme a quella voce morbida. Solleva lo sguardo, andando a cercare gli occhi argentei della Valdar. «Lo so. Sono venuta a cercarvi.. Solo che poi ho realizzato.. Tutto questo..» Indica se stesso con un gesto della mano destra. «E poi.. La citt? ? in totale subbuglio.. Ho cercato di evitare le strade pi? trafficate..» Vagheggia con le parole, non sa manco lei/lui quello che sta dicendo, confuso probabilmente anche dal nuovo aspetto del Valdar.
11:24 Malwie : [ Capanno ] Gli occhi della Valdar sono ancora gli occhi di Malwie, a parte le ciglia luuuunghe e la grandezza rispetto al volto. Le iridi grigie sono sempre le sue, le solite, salde e sicure. L'elfa lascia gli abiti su una delle poltrone, andando poi a cercare di prendere le mani del Kaldar, con dita ancor pi? sottili e delicate di prima. Lo sguardo, imbarazzato ma composto, fermo in quello dell'altro. [Andiamo..dovete asciugarvi e scaldarli...venite, spostatevi..] la voce un ? un invito, non imperativa. Va tutto bene, nulla ? peggio di ritrovarsi davanti un mannaro nudo in astinenza. E' sopravvissuta a Maharet, pu? sopravvive a se stessa e a tutto il resto. [Raccontate..di quel freccia state parlando?] non ha idea di cosa lui stia dicendo.
11:35 Edelwen : [ Capanno ] Lo sguardo la segue, fermandosi su quel viso privo di imperfezioni, perfettamente femminile, tipico della stirpe a cui appartiene. Si riscuote solo nel momento in cui le prende le mani. Ampie, nodose, tipiche di chi ? pratico ad impugnare armi. Ed anche pi? forti di quelle che erano prima della mutazione in uomo. Si lascia quindi guidare, sentendo il legno scricchiolare sotto il suo peso. Goffo come non potrebbe mai essere un elfo, visto il cavallo stretto in quella pelle nera, di cui ormai sono rimaste solo alcune toppe di stoffa. «Si..» Mormora appena. In realt?, non sente nemmeno freddo. Colpa forse degli ormoni che stanno iniziando a scombussolarla. Sospira sommessamente. Non era sicuramente istintiva come la mannara, ma non poteva negare la bellezza del proprio popolo, rinchiusa in quel corpo di donna. Ed al tempo stesso, il come la magia aveva cambiato la disgustava. L'equilibrio della natura rotto per mera vendetta. «Stanotte, ai Giardini.. Una donna, una strega da quel che ho realizzato in seguito.. Ha lanciato una maledizione perch? i suoi figli, credo, sono stati uccisi dalle persone di questa citt?... Voleva addormentare tutti..» Mormora lei, cercando di ricordare l'accaduto. «Volevo fermarla, ferendola con una freccia. E l'ho anche presa.. Ma..» Scuote il capo, sconsolato «Non sono arrivata in tempo per interrompere la stregoneria..»
11:45 Malwie : [ Capanno ] La guida verso il fondo della stanza, verso la porta che si apre sulla stanza da bagno, dove tutto il necessario alla cura personale ? predisposto. Lo guida con calma, il suo cervello nuovamente al lavoro razionale. [Dunque si tratta davvero di una maledizione..] il tono di voce ricorda quello del Valdar quando si perdeva in ragionamenti ed elucubrazioni scientifiche, solo che ? estremamente pi? morbido. Anche il suo passo, pare naturalmente aggraziato, vagamente ondeggiante, come solo un'elfa potrebbe muoversi. Dopotutto il suo corpo si muove da solo. [Adesso pensiamo a voi, per prima cosa..poi, magari, potremmo stilare un resoconto il pi? dettagliato possibile? Da spedire alla Somma dell'Accademia?] le domanda, assorta. Vorrebbe lasciarla nello stanzino, cercando di lasciarle andare le mani [vado a prendervi l'acqua..] prima di andare a prendere gli abiti e l'acqua scaldata. Per portarla alla tinozza, decisamente pi? debole di quanto gi? fosse, deve continuamente fermarsi, ogni paio di passi, e posare in terra quello che trasporta...con un evidente forzo fisico...cosa che la mortifica alquanto.
11:58 Edelwen : [ Capanno ] E' palesemente scosso. Si lascia guidare, senza fare storie. Meno aggraziato e decisamente pi? marziale di quel che ?. Ogni passo era uno strappo lungo quei pantaloni, che ormai di abbigliamento avevano poco e niente. «A quanto pare..» Commenta, entrando insieme a lui nel bagno. Il suo sguardo si solleva dunque verso lo specchio. L'immagine riflessa ha dell'incredibile. I colori tipici della sua razza, forse un p? pi? scuri a quelli cui era abituata sulla propria figura. Tratti maschili, sebbene fieri ed elfici. Orecchie lunghe, capelli che ricadono morbidamente sulle spalle. Occhi bianchi, brillanti, che fissano increduli quell'immagine. Aveva un che di lei, ma non era lei, decisamente. «Si..» Mormora distrattamente ora, come ipnotizzata dalla propria versione maschile. In fondo, erano due secoli che non vedeva qualcun altro del proprio popolo. Sbatte le palpebre pi? volte, sentendo solo dopo i lievi tonfi dell'elfa mentre sembra trasportare qualcosa verso quella stanza. Si ridesta, uscendo da quella stanza, per ritrovarsi un Malwie in difficolt?. «Aspettate.. vi aiuto..» Mormora gentile, avvicinandosi verso di lei e la tinozza. Senza pensarci, si china per aiutarla a sollevare quel peso e *riiiip*. No, non vogliamo sapere cosa ? appena successo...
12:09 Malwie : [ Capanno ] L'aiuto dell'elfo ? accettato decisamente di buon grado, lei pare terribilmente mortificata..non che sia in realt? una novit?, il necessitare un aiuto per i lavori pi? pesanti ? come trasportare corpi al lazzaretto ? ma insomma...nemmeno pi? questo? E' terribilmente mortificata e imbarazzata..[grazie..] solleva lo sguardo su di lui, sentendo strapparsi qualcosa, ma non fa una piega. A parte auto mortificarsi e imbarazzarsi, l'elfa ha superato la fase di disequilibrio e ha ripreso possesso delle sue facolt? mentali..o forse ci si ancora per non dare di matto, chi lo sa, chi lo sa...Le rivolge un dolce ? stupida faccia di elfa ? e rassicurante sorriso, appena accennato, prima di muoversi nella stanza da bagno e sistemare l'occorrente. Notando lo specchio..lo volterebbe. Vedersi donna lo turba, poich? lei non si sente n? riconosce tale. [I Maghi stanno gi? indagando sull'accaduto...vedrete con l'aiuto delle vostre informazioni riusciranno a riportare tutto alla normalit?] non sembra voler contemplare una conclusione diversa. Non pu? accettare una conclusione diversa.
12:23 Edelwen : [ Capanno ] Chiude gli occhi. L'imbarazzo ? assoluto. Non commenta. Come potrebbe, in fondo. Un nuovo strappo, e questa volta su un punto pi? strateggico. No, quei pantaloni non ne potevano pi?. Lentamente, aiuta l'elfa a portare la tinozza verso il bagno e a riporla ove deve. Curiosa, solleva lo sguardo su Malwie, nel vederlo nascondere l'immagine riflessa dello specchio. Ed eccolo, un barlume di sorriso, divertito forse. «Meno male. Pi? di questo, purtroppo, non so dirvi. So solo che la strega l'ho colpita alla spalla.. Quindi forse se vedrete qualcuno venire da voi al Lazzaretto con una ferita del genere...» Sembra poi pensarci. «Magari per?.. E' in grado di guarirsi da sola...» Sospira sommessamente, sconsolata. «Spero che la cosa sia temporanea. Anche se dovr? comunque.. Cercare qualcosa da indossare, una volta tornata normale..» Quelli, probabilmente, erano gli unici abiti che portava con s?. «Se... Se avete un pantalone..Tenterei..» Lascia in sospeso quindi la frase, portando lo sguardo su di lui. Le guance si tingono pi? scure, per il lieve imbarazzo.
12:31 Malwie : [ Capanno ] Lascia gli abiti su un mobiletto, tira fuori saponi, panni e quant'altro...dopotutto ? un cerusico, l'igiene personale ? in cima alla lista delle priorit? e la sua stanza da bagno ? super iper attrezzata allo scopo. [dopo..dopo...prima vi lavate e scaldate, vi lascio a asciugarvi e gli abiti di ricambio..spero..vi vadano..] un poco incerta su quest'ultimo fatto. Dopotutto le taglie sono differenti anche considerando entrambe le versioni maschili. Si muove con quel fare aggraziato ma allo stesso tempo goffo, con quel suo continuare a tirar su le braghe troppo grandi. [vi..lascio..aspetto qui fuori, se serve qualcosa vi baster? domandare..] vorrebbe lasciarla sola nella stanzina, andando a porsi eventualmente appena oltre la porta, a portata. Aspetterebbe un suo cenno per?, prima di muoversi.
12:46 Edelwen : [ Capanno ] Compie un ampio sospiro. Annuisce lievemente, mostrando gratitudine nel suo sguardo. Una volta solo/a nel bagno, si avvicinerebbe al catino. Le mani andrebbero a porsi ai lati di questo, lo sguardo basso ad osservare la propria immagine riflessa sulla superfice dell'acqua limpida e fumante. «Che roba..» Mormora piano, sconvolta ancora una volta dal proprio viso. Non attenderebbe oltre, comunque. Inizia a spogliarsi degli abiti che indossa. Il mantello viene via, senza difficolt?, slacciandolo all'altezza del collo. Con lentezza, andrebbe a rimuovere i pantaloni, o quel che ne rimane. Non andremo a indagare o a sindacare oltre su quanto stia accadendo in quel bagno, anche per dignit? nei confronti di questa povera donna. Il kaldar semplicemente si pulir? del fango raccolto, dai giardini fin dove ha girovagato quella notte. I capelli ora sono umidi, brillanti. Poco dopo, il tempo di darsi una giusta rassettata, ed essersi infilati un paio di pantaloni decisamente stretti, ma pur sempre meglio di quelli attillati e femminili che aveva pocanzi, si avvicinerebbe verso l'uscio del bagno. Tutto sembra comunque in ordine. Alla fine, era un elfo anche lui. Rimarrebbe comunque a petto nudo e scalzo, non avendo molto altro. Non si vuol guardare allo specchio. Teme l'immagine di s?, sicuramente ridicola. La mano verrebbe portata verso la maniglia della porta, scostandola appena, prima di lanciare uno sguardo fuori.
12:56 Malwie : [ Capanno ] L'elfa approfitta del tempo che necessita all'elfo per pulirsi e rassettarsi per rimettere una parvenza di ordine al capanno. Vi ? anche una tunica ovviamente, nel cambio d'abiti, ma pu? molto essere che gli vada stretta di spalle effettivamente. Ad ogni modo quando il kaldar uscir? la trover? intenta a risistemare e riordinare il caos che aveva auto generato precedentemente. Nel frattempo ravviva anche il camino, cos? che lui possa poi andarsi a scaldare. [Andr? a comprare degli abiti su misura per entrambi..] lo avverte, con il suo consueto pragmatismo, solo che ora ha l'aria della donnina di casa che cuce le calze al marito. Povero Malwie, ? davvero un elfo/a mortificata. [Nel frattemop scaldatevi e riposate..penso che ne abbiate bisogno..penser? io a vegliare su di voi, questa volta.] un delicato e leggero sorriso viene rivolto all'elfo.
13:04 Edelwen : [ Capanno ] I capelli erano stati raccolti in un'alta coda. Ricordava come gli uomini della propria stirpe usassero sistemarli a quel modo. E nonostante tutto, erano parecchio lunghi i capelli, raggiungendo almeno la met? del proprio fianco e ricadendo un p? scomposti sul petto nudo. Lascia cos? la stanza del bagno, tornando in quella comune, in cui il fuoco allegro riscalda maggiormente le membra stanche dell'elfo. Ascolta il dire di Malwie e a lei/lui.. Non sa pi? cosa pensare... Annuisce appena, distratta. «Va bene..» Commenta lieve. «Vi accompagnerei.. Ma credo che non sarebbe il caso..» Scrolla le spalle, avvicinandosi al focolare per scaldarsi. «Vi ringrazio, Malwie. Tutto ci? ? assurdo.. Io..» Scuote il capo blu. «Non so nemmeno se ho sonno.» Sospira, stanca sicuramente, ma forse non ? in grado nemmeno di prender sonno. «Avete riposato, voi?» Domanda con lieve curiosit?, cercandolo con lo sguardo.
13:15 Malwie : [ Capanno ] La invita ad accomodarsi, su una delle morbide poltrone. Metter? su una tisana rilassante, per sciogliere lo stato di ansia ed agitazione e invitare il sonno. Anzi, non una tisana, un vero infuso, un po' pi? leggero rispetto quelli che ha somministrato questa notte ai pazienti, ma ugualmente efficacie. [A questo ci penso io..] risponde infatti, sulla mancanza di sonno. Donna o uomo che sia, la tirannia medica di Malwie non cede mai terreno a niente e a nessuno. [Non vi preoccupate, non ? necessario che veniate..] la rassicura. Dopotutto gli baster? prendere degli abiti pi? grandi, meglio in pi? che in meno, almeno per ora..poi si vedr?. Fredda logica e razionalit?..conseguenziale..in questo si rifugia l'elfa. [Lo ?..ma fermarsi a contemplare l'assurdo non migliorer? le cose..] non ? un rimprovero, quanto un gentile consiglio. [No..quasi per nulla..il lazzaretto era in totale confusione e c'? voluto fino all'alba per riportare una parvenza di ordine. E temo quando il sedativo finir? il suo effetto..sar? per meglio che io sia nei paraggi..] si sistema i capelli dietro le orecchie, lunghi e setosi, ancor pi? di quanto lo erano prima. [..ad ogni modo vi ? tempo ancora, fino a sera.] poi, andando a sedersi lei stessa su una delle poltrone, con le gambe raccolte sotto le natiche, gli rivolge un sorriso lieve. [spero di non addormentarmi a met? della veglia, sarebbe davvero un misero ripagamento...] accennando alle veglie del kaldar nei suoi confronti.
13:34 Edelwen : [ Capanno ] Senza discutere, si accomoda alla poltrona. Le spalle larghe andrebbero ad aderire contro lo schienale, rilassandole finalmente. Era come se ogni cosa fosse nel posto sbagliato. I pantaloni, poi, stringevano all'altezza delle cosce e del bacino, ed era una sensazione che odiava tremendamente. Socchiude gli occhi, portando le braccia sui braccioli. Ricerca quindi una quiete. «No, ? vero, non migliorer?... Come avr? degli abiti con la quale posso andare in giro, dar? la caccia a quella strega, ve lo prometto.» Sentenzia infine, con quella voce morbida e calda, sensuale a tratti, sebbene minacciosa. Non era abituata, a sentire una voce simile, ed a tratti la riportava ad antichi ricordi. Mael le parlava a quel modo, probabilmente. Cerca di scacciare quel pensiero, sollevando gli occhi su di lei quando trova posto nell'altra poltrona. «Piuttosto.. Un p? dovrete riposare. Io ho il tempo che desidero. Non uscir? di qui a breve.. Ma se dovete tornare al Lazzaretto, dovete riposare un p?.» Non diniega un p? di riposo ed un eventuale aiuto. Ma al contempo, si preoccupa. La sua forma di protezione sembra essersi accentuata nei confronti dell'elfa, che ora appare ancor pi? delicata di quanto non appare di solito ai propri occhi.
13:45 Malwie : [ Capanno ] Lo osserva, con quella calma imposta e incrollabile, che ? tornata ad avvolgerla nuovamente. Lei non si rivede in Naira, al contrario di Edelwen. Dopotutto era una Kaldar, non ci prende niente con la s? di adesso...e questo ? bene, dopo i recenti eventi il ricordo dell'amata ? un terreno altamente pericolante per la sua pace mentale ed emotiva. Si alza ad un certo punto, quando l'acqua borbotta in ebollizione. Prepara l'infuso e le erbe, e ne serve due tazze. Una la offre al kaldar, ed una la porta con s? alla poltrona. [Allora riposiamo entrambi..] solleva la tazza in sua direzione, nemmeno fosse del vino. [ne abbiamo bisogno..] E fino a sera ha intenzione di essere fedele alla parola..riposare..e ritrovare la serenit? e il controllo..perch? il suo mestiere non si ferma per un banale cambio di sesso.
13:53 Edelwen : [ Capanno ] E' turbato, nonostante stia cercando di rilassarsi. Si sente forte, ed al tempo stesso vulnerabile. Appoggia il capo contro la poltrona, lasciandosi sfuggire un lungo sospiro, esasperato. Chiude gli occhi ora, sentendo l'elfa armeggiare nella zona limitrofa, con tazze e quant'altro per preparare l'infuso. Non ha bisogno di aiuto, su questo non ha troppi dubbi. Sarebbe solo di intralcio. Quando ritorna alla sua poltrona, solleva le palpebre soffermando lo sguardo sulla tazza. Con delicatezza, quindi, andrebbe a stringerla nelle proprie mani, facendo attenzione a non bruciarsi. «Grazie..» Mormora con quel tono basso, ancora un p? turbato. Imita il gesto dell'elfa, prima di portare la tazza alle labbra. Ed ? silenzio, rotto solo dal picchiettare della pioggia contro le finestre ed il tetto. UNa ricerca di pace, fra quelle quattro mura, distante dal caos che sicuramente ora si ? scatenato in citt? a causa di quella dannata strega.