17:16 Malwie : [ fitto ] E' una bella giornata di sole, una di quelle giornate che l'elfo ama. Le temperature cominciano ad alzarsi ma il forte vento vanifica il calore timido dei raggi solari. Indossa abiti boschivi e pesanti, cos? da non necessitare il mantello. Ha un cappuccio la casacca, ma l'elfo non lo sta indossando. I capelli sono sciolti, agitati dall'aria imperiosa. Lisci e sottili, d'un oro palli che s'incendia di riflessi caldi sotto la luce solare. E' inginocchiato al suolo, il pugnale nella mancina con cui si aiuta nella raccolta delle erbe o di cortecce, resine o vattelappesca. Al suolo, innanzi a s?, il tascapane aperto con tutto ci? che gli necessita per la raccolta ed il trasporto ordinato delle erbe e delle piante. Al momento ? chino su un ceppo di primule, l'espressione serena e placida, un lievissimo sorriso sul volto. E' in silenzio, ma ? un silenzio leggero e confortevole. Nonostante la posa accucciata appare composto ed aggraziato. Le lunghe orecchie appuntite fanno capolino ai lati del capo, muovendosi debolmente nell'inseguire i suoni della foresta e di chi, forse, potrebbe gi? essere con lui.
17:24 Edelwen [ Fitto ] Alta si staglia in tutto il suo essere. Due metri e poco pi?, baciati dai tiepidi raggi di un sole primaverile. La luce del sole risplende in alto, in un cielo privo di alcuna nube. Il suo viaggio sta per volgere al termine, ma per il momento assicura loro la luce necessaria per aggirarsi in quelle zone della foresta. Ella indossa i classici abiti da viaggio: una casacca pesante, scura, un paio di pantaloni anch'essi scuri, una cintura di cuoio ed un paio di stivali logorati dal cammino che l'ha vista protagonista. Un mantello copre in parte la vista di quegli abiti, scivolando fino alle caviglie dell'elfa. L'epiderme della Kaldar ? tipica della propria stirpe: di un delicato color delle campanule, un rosa molto pi? scuro ed intenso di quello dei suoi lontani cugini. Il viso ? circondato da alcuni ciuffi color della notte, mentre i lunghi capelli sono raccolti in una stretta treccia bassa. V'? vento a sufficienza da scombinarle quei pochi ciuffi che le ricadono sul viso. Gli occhi sono candidi come la neve appena caduta in una mattina di primavera. Come sempre, porta a tracolla sulla schiena la faretra piena di frecce dal piumaggio nero ed un arco assicurato in un incavo di questa, in modo da agevolarle la presa dell'arma. Questo, sbuca all'altezza della spalla sinistra, come monito a chi potrebbero incontrare. Al fianco sinistro, assicurato in un fodero, v'? il pugnale. Accompagna l'elfo, distanziandolo di pochi passi mentre esegue le sue ricerche e raccolte.
17:34 Malwie : [ fitto ] L'elfo sembra pi? placido del consueto, nonostante il fastidio dei capelli che gli volano attorno, come una nube soffice di fili dorati. Ogni tanto li risistema dietro le orecchie, con un gesto quasi automatico ma allo stesso tempo estremamente delicato. ?E [non siete obbligata ad accompagnarmi sapete?] si rivolge alla Kaldar che dovrebbe essere con lui. La sua voce ? morbida, melodiosa nella loro lingua madre. Sembra quasi volersi scusare per occupare sempre vanamente le sue ore di riposo, almeno cos? trasparirebbe dal timbro calmo e basso della sua voce. Una sfumatura appena percepibile in realt?. ?E [ammetto di sentirmi un po' in colpa a rubarvi sempre le ore di riposo.] ammette infatti, ruotando lievemente quel suo pacato e composto sguardo grigio, lateralmente, in modo da poterla osservare con la coda dell'occhio senza smettere la propria raccolta. ?E [Ad ogni modo...sono contento che non siano accorsi problemi durante la vostra permanenza in citt?.] I suo gesti sono estremamente delicati ma allo stesso tempo decisi.
17:43 Edelwen : [ Fitto ] Le braccia sono lunghe, distese lungo i fianchi. Sfiorano la stoffa dei pantaloni, mentre Si ferma una volta girata intorno alla figura del Valdar. Gli occhi candidi si levano e si spostano a destra o a manca, osservando ci? che li circonda. Sembra esservi quiete, or che la luna piena era passata. La voce dell'elfo la raggiunge, senza troppi problemi, trascinata a lei tramite il vento lieve. Umetta le labbra, senza rispondere subito. Tende l'orecchio, ascoltando la natura intorno a loro. Ancora si aspetta qualche ululato, o ancor peggio dei ringhi. L'espressione sul suo viso ? lieve, distesa, rilassata come spesso accade quando in sua compagnia. Soprattutto in quella foresta. [E]«Lo so, che non sono obbligata..» Risponde con tono lieve, pacato, andando ad abbassare lo sguardo su di lui. [E]«Non mi rubate nulla, Malwie.. Sono qui, lieta d'esserlo e di aiutarvi in caso lo necessitiate.» Il tono mantenuto ? pacato, tenue. Annuisce poi piano alle sue parole. [E]«Sebbene quel mezzosangue.. mi abbia lasciato qualche dubbio e perplessit?..» Fa una pausa, sollevando gli occhi verso i rami sopra di loro. [E]«E' venuto al lazzaretto, poi?» Chiede, con lieve curiosit
17:53 Malwie : [ fitto ] Ferma un istante il suo trafficare, sollevando ora completamente il viso in direzione di Edelwen e prendendosi qualche attimo di osservazione silenziosa. Permane quell'alone di quieto sorriso sulla sua espressione placida e serena. ?E [bene allora..] le sorride un poco pi? accentuatamente, invitandola con la mano destra, un po' sporca di terra, ad avvicinarsi maggiormente. ?E [venite...] incita anche verbalmente. E' un invito per?, affatto pressante. ?E [E' solo che a volte dimentico di poter essere l'unico a provare interesse in tutto ci?..] alludendo ovviamente alla raccolta delle erbe in questo caso...attivit? effettivamente un po' noiosa, soprattutto da osservare. Eppure lui sembra pacificato, a proprio agio, sereno. ?E [Non ancora..] pi? serio ora, nuovamente a trattare di una questione spinosa quindi si adegua all'importanza dell'argomento mantenendosi composto e serio. ?E [immagino che debba compiere alcune ricerche lui stesso...?] c'? un punto di domanda alla fine della frase. ?E [non so..nonostante mia madre sia un'incantatrice ammetto di non aver mai provato alcun interesse per la magia. Non so come funzionino queste cose..] ammette tranquillamente la propria ignoranza in materia, non che disinteressamento totale non fosse per quei bizzarri casi di malessere.
18:02 Edelwen : [ Fitto ] Al suo invito, non commenta. Si avvicina di quei pochi passi che li separano. L'incedere viene interrotto quasi subito, andando poi ad abbassarsi sulle ginocchia, genuflettendosi. La mano destra va a ricercare equilibrio appoggiando le punte delle dita sul terreno, mentre il ginocchio sinistro si posa delicatamente sul manto d'erba e foglie. Inclina appena il capo alla propria sinistra, lasciando che un pallido sorriso rischiari il viso della Kaldar. E' un'espressione calma, distante, ma in qualche modo calda. [E] «Dovrei iniziare a pensare d'ampliare le mie conoscenze nelle erbe.. Potrebbe essermi ed esservi utile, qualora ve ne servano alcune e non possiate recarvi nella foresta...» Commenta con tono pensieroso. Le iridi bianche sono per il momento puntate sulla pianta fra loro, sollevando lentamente lo sguardo verso il viso dell'elfo quando le risponde in merito al mago. Scrolla le spalle, un gesto lieve ed appena percettibile [E]«Probabile, chiss?.. Vi conviene forse contattare il capo del loro ordine..» Commenta poi, come se non si fidasse poi cos? tanto del mezzelfo. Umetta le labbra. [E]«Vostra madre? Non avete mai provato ad approcciarvi alla magia?» Chiede con lieve interesse, Tentando di non essere comunque troppo invadente. Il tono ? lieve, in quel particolare accento proveniente da altre terre. Carezza le parole, rendendole dolci e musicali nonostante l'aspetto ferino e selvaggio che appartiene alla Kaldar.
18:16 Malwie : [ fitto ] Aspetta che la Kaldar si sia chinata vicino a lui prima di tornare ad immergere le mani fra gli steli del ceppo di primule. ?E [sono primule veulgaris..] informa ?E [viene utilizzato quasi tutto della pianta. Foglie, fiori e radici.] racconta, sereno e tranquillo, sotto quella calma impossibile che lo pervade potr? essere rilevata una delicata passione. ?E [hanno diverse propriet? curative: antispasmodiche, calmanti, diuretiche, lassative, sudorifere..possono per? causare anche irritazioni cutanee se usate indiscriminatamente.] L'elfo infila delicatamente le mani nel terreno, scavando con le dita l'uscita della pianta da suolo, abbandonando momentaneamente il pugnale in terra. ?E [Grandall se ne sta occupando, ho solo voluto cogliere l'occasione.] sorride leggermente, un sorriso mite e davvero appena accennato. Annuisce, confermando l'occupazione della madre. ?E [No..non ne ho interesse. E' troppo...volubile, imprevedibile, impalpabile. Preferisco la certezza esatta dell'arte medica, la sperimentazione empirica. Ad ogni problema di origine fisica esiste una giusta soluzione...devo solo essere sufficientemente bravo da trovarla e compierla nel modo corretto.] Raccoglie il ceppo fra le mani, sollevandolo e mostrandolo alla Kaldar. ?E [Non ? necessario che io svolga questo compito. In effetti non ? affatto richiesto. Lo faccio perch? desidero, ed ? un motivo come un altro per tornare qui.]
18:27 Edelwen : [ Fitto ] Lo ascolta con palese attenzione, cogliendo quella sua spiegazione, quella sua condivisione di conoscenze su una pianta che aveva solo imparato ad osservare ma di cui sconosceva gli effetti. Il vento repira ancora fra gli alberi, creando una dolce musicalit? con le fronde che si agitano. Annuisce piano a quella sua spiegazione, sentendo i fini capelli scivolarle sul viso e solleticarle le guance. Rimane parzialmente inginocchiata di fronte all'elfo, osservandolo ora nella cura che lo vede mentre tira fuori dal terreno la primula. Annuisce alle sue parole in merito alla magia. [E]«Comprendo che intendete.. Io mi sentirei vulnerabile... Nuda, oserei dire, senza poter imbracciare le mie armi.. E dovermi affidare ad un'arte simile..» Scrolla le spalle. Rimane poi in silenzio, sollevando lo sguardo su Malwie nella sua ultima affermazione. Lieve il sorriso dipinto su quel viso del colore delle campanule, mentre il cielo si tinge d'arancio e un tenue azzuro quando inizia a volgersi verso il tramonto. Non commenta quelle sue parole, fa solo un semplice cenno d'assenso, comprendendo bene cosa intenda dire.
18:36 Malwie : [ fitto ] L'elfo passa delicatamente le dita fra le foglie e gli steli, osservando con cura ogni dettaglio, dalla punta dei petali a quella delle radici. Assicurandosi che la pianta sia in salute, prima di riporla all'interno del tascapane, al proprio posto designato. Usa un'estrema cura e le sue mani si muovono attente e delicate. ?E [anche la vostra famiglia era composta da cacciatori?] domanda. Una domanda quieta e lieve, senza pretesa ma allo stesso tempo molto pi? personale della maggior parte di quelle che le rivolse sino ad ora. Una domanda che ? anche facilmente evitabile, non pretende una risposta, per lo meno il tono non lascia indicare altrimenti. Pulisce le mani su un panno e raccoglie pugnale e tascapane, prima di tornare a sollevarsi in piedi, in quella sua figura slanciata ed elegante, fluidamente aggraziata. Di nuovo una mano riordina il crine al proprio posto, infilandolo dietro le lunghe orecchie e liberandosi il volto.
18:50 Edelwen : [ Fitto ] Lo sguardo segue i movimenti dell'elfo, quando questo va a riporre la pianta all'interno della tascapane. Rimane silenziosa, quieta, ad ascoltare nel mentre i suoni della natura che li circondano. Non sembra esservi nulla, se non solo loro due ed il vento gelido della primavera. La domanda giunge senza troppe pretese alle sue orecchie. Lo sguardo si solleva su di lui, andandone a incrociare lo sguardo per alcuni istanti. Sorride. V'? una lieve malinconia dipinta negl'occhi candidi [E]«Si. I miei genitori erano devoti alla citt? e alla caccia. Provvedevano alla salvaguardia dei territori.» Umili origini, sebbene ne vada fiera. Uno sbuffo, lievemente divertito, esce dalle labbra e nel vederlo alzarsi, lo imita a sua volta. Lenta, fluente ed elegante, come una pantera pronta al balzo. [E]«Mia madre desiderava che mi discostassi dalle tradizioni.. Che diventassi una sacerdotessa di Illyalis.. Ma per quanto tent?, non riusc? a tenermi distante dalle armi e dalla caccia..» Commenta con quella lieve malinconia su cui ? dipinto un certo divertimento a rimembrare i tempi ormai andati. Osserva il viso dell'elfo, che in quel gesto che va a scostare la ciocca dietro l'orecchio lascia un lieve segno di terra sulla guancia, residui dopo l'armeggiare con la primula e la tascapane. La mano destra andrebbe a sollevarsi, e con il pollice tenterebbe di pulire quel piccolo segno fatto con la terra. [E]«Imbracciai arco e frecce poco dopo che avevo imparato a camminare... Era destino, il mio »
19:00 Malwie : [ fitto ] Come sempre la luce del tramonto incendia l'oro del suo crine, il vento lo agita, facendo danzare le lunghe ciocche attorno al suo capo. L'elfo abbassa lo sguardo, almeno per il tempo in cui lei si alza in piedi. Quando ci? avviene lui ha di nuovo il volto leggermente sollevato in alto, dal momento che la Kaldar lo supera in altezza, sebbene non poi di molto. Infodera poi il pugnale e appende il tascapane sulla spalla sinistra. Rimane fermo, rilassato, lasciando che l'elfa gli pulisca via il terriccio dal volto. Con un gesto delicato e ormai divenuto familiare, l'elfo cercherebbe di catturare la mano della Kaldar con la propria. Un tocco fresco e lieve. ?E [la caccia vi si addice.] commenta, con un'espressione lievemente divertita. Molto lievemente. ?E [Anche il mio essere cerusico era gi? scritto al momento della mia nascita, ma non avrei scelto mai altra strada all'infuori di questa. Non solo per dovere.] confida a sua volta. ?E [Sapete? Nella mia familia i maschi sono sempre stati dei guaritori, da tempo immemore.]
19:10 Edelwen : [ Fitto ] Sfiora la guancia, pulendola da quel poco terriccio che aveva sporcato la pelle chiara dell'elfo. Lo sguardo si posa per qualche attimo sulla sua mano e su quella che andrebbe a circondare la propria in quel netto contrasto di colori. [E]«Grazie..» Mormora, prendendo quello come un complimento, o forse ringraziamento nel non dover assistere a chiss? qual spettacolo dato dalla Kaldar con un abito fluente. Difficile ad immaginarsela, molto probabilmente. [E]«Da noi, ? possibile fare una scelta. Almeno, le giovani possono scegliere il modo in cui servire la Madre..» Abbassa delicatamente la mano, senza lasciare che perda la propria presa. [E]«Le tradizioni sono importanti.. E seguirle con la vostra passione, ? ammirevole.» Mormora piano. Le parole sfuggono e vengono catturate dal vento, ma non v'era bisogno di sollevare oltre la loro voce. Il vento continua a scostare le ciocche di capelli ripelli, mentre il tramonto avanza rendendo pi? cupa e oscura la foresta. [E]«Certe volte vorrei..Rendere utili le mie conoscenze, come fate voi..» Fa una lieve pausa, mordendosi il labbro inferiore. [E]«Ma dubito di aver la medesima pazienza nel dover lavorare fianco a fianco con mezzisangue o..peggio..» Un brivido le percorre la schiena, al solo pensiero. [E]«Vorrei potermi rendere utile, almeno nei vostri riguardi..» Commenta infine, sollevando lo sguardo chiaro, candido come la prima stella che inizia a comparire nel cielo privo di nubi.
19:21 Malwie : [ fitto ] Le mani intrecciate vengono lievemente abbassate e l'elfo vorrebbe far gentilmente voltare quella di lei a palmo in su. Con la curiosit? di osservarne la perfetta struttura di ossa, carne e sangue, tendini e muscoli. La pelle con un colore cos? in contrasto con la propria carnagione pallida. ?E [? un pensiero ammirevole il vostro..] delicata anche l'altra mano verrebbe portata sopra a quella di Edelwen, intrappolandola, per cos? dire, in una presa morbida e delicata. Sorride, riguardo alla sua pazienza nei confronti di quelle razze cos? poco consone a far loro compagnia e di cui per? lui si circonda. ?E [A volte ? difficile anche per me..ma mi ripeto sempre che il compromesso vale la pena..] come una carezza gentile sarebbe il suo tocco. Leggero e attento ma allo stesso tempo infuso della saldezza di mani sicure e consapevoli. ?E [la vostra presenza mi ? utile abbastanza. Voi placate il mio animo e rafforzate la mia decisione. Forse non vi rendete conto di quanto..] sorride lieve, prima di aggiungere, con un leggero cenno del capo. ?E [non costringetevi in qualcosa che non vi appartiene..piuttosto se vorrete potremo cercare assieme un ruolo che vi sia adatto, qualunque vogliate che esso sia.]
19:30 Edelwen : [ Fitto ] Lascia la mano destra nella sua, muovendola come lui desideri. Non imprime forza, lasciandola morbida nelle mani del Valdar. Sente sulla pelle l'altra mano, solleticandone per un attimo il palmo con quel tocco gentile. [E]«Alle volte, ? cos?..» Annuisce piano [E]«Io proteggevo il mio popolo..» Mormora piano [E]«La mia gente, usavo le mie abilit? per portar loro cibo e sicurezza.» Fa una breve pausa, muovendo un passo, lasciando che la distanza fra loro sia minima. Lo sguardo si solleva, freddo e serio come spesso accade su quel viso marmoreo. [E]«Non desidero porre le mie abilit? a protezione di questa citt?. Desidero continuare a proteggere ci? che mi ? caro, ora che ho nuovamente qualcuno a cui tenere.» Fa quindi un'altra pausa. Non v'? rossore sulle sue guance. E' seria, terribilmente seria, e la voce calma e tranquilla che insieme sembrano confondersi in una dolce melodia. [E]«Non ho interesse a trovare un ruolo fra le mura di Kirial. O di mettermi al servizio di questo o quel signore.» La mano sinistra, libera, verrebbe sollevata per coprire la mano che sovrasta la propria. [E]«Forse non ve ne sarebbe nemmeno di bisogno, ma ve lo chiedo comunque..» Annuisce piano. [E]«Permettetevi di mettere la mia vita, le mie conoscenze ed abilit? alla vostra persona. Poich? nient'altro desidero, se non la vostra incolumit?.» Di pochi centimetri lo sovrasta, ma gl'occhi candidi sono alla medesima altezza o quasi di quelli argentei del Valdar.
19:41 Malwie : [ fitto ] Sposta gli occhi in quelli della Kaldar, plumbeo il suo sguardo, mite quanto un cielo coperto ma non da nuvole minacciose. Uno sguardo tranquillo e placido, composto. ?E [comprendo..] le sorride. Nessun giudizio in quei suoi occhi, nessun tipo di emozione negativa. Tutt'altro..?E [sono felice del vostro sostegno.] stringe delicatamente le mani su quella della Kaldar che tiene raccolta nella propria morbida morsa. ?E [Io mi considero nelle vostre mani gi? da tempo, Edelwen..] sorride lievemente divertito. ?E [voi siete la mia sentinella, la mia custode. Tutto quello che vorrete darmi io lo prender?, a patto che permettiate un mutuo scambio. Anche io desidero vegliare sulla vostra incolumit?, sebbene la mia veglia non sia paragonabile alla vostra.] mormora in risposta, lasciando che il crine viaggi libero dove il vento desidera animarlo. Lascerebbe la presa sulla mano della Kaldar, ma solo per cercare di portare con un tocco lieve entrambe le mani ai lati del volto di lei, provando a farle abbassare leggermente il capo per poterle posare un leggerissimo bacio al centro della fronte. ?E [vi sono grato per queste vostre parole.]
19:53 Edelwen : [ Fitto ] Ricambia e sostiene lo sguardo dell'elfo. Non v'? segno di sfida, o altro che possa inficiare le intenzioni chiare, limpide della Kaldar. Sente ancora la presa intorno alla propria mano e la propria sinistra toccare il dorso di quella dell'elfo. Ascolta il suo dire, rimanendo in quel silenzio quieto. Lascia che un lieve sorriso si dipinga sul proprio viso, rendendo non meno seria la sua espressione ma almeno pi? serena. Le proprie mani vengono lasciate andare, sentendo il lieve tocco fresco sul viso. Non fa obiezioni, chinandolo al suo impercettibile movimento. Le palpebre vengono calate, andando cos? a mostrare nella propria interezza il tatuaggio che rappresenta la propria natura e legame con il popolo che ha lasciato secoli fa. Sente quel lieve tocco, quel leggero bacio sulla propria fronte. [E]«La vostra veglia ed il vostro aiuto sono e saranno sempre qualcosa di cui vi sar? eternamente grata..» Mormora piano, risollevando le palpebre. Non aggiunge altro, sollevando gli occhi bianchi, candidi come poche cose a quel mondo. Le mani, le braccia, ricadrebbero lungo i fianchi, disarmata in parte dal gesto dell'elfo. Ma tenta di seppellire quelle sensazioni, di non far trasparire quel lieve imbarazzo. [E]«La sera avanza, Malwie.. Desiderate tornare a casa?» Chiede con gentilezza.
20:00 Malwie : [ fitto ] Un contatto breve ed estremamente leggero, prima che le sue mani scivolino lieve dal volto della Kaldar, liberandone il viso dalla propria presa. Sempre che di presa sia possibile parlare. ?E [Ho in mente di cercare alcuni..contatti nel tessuto sociale dei sobborghi. Era intenzione di Mnesya aprire un distaccamento indipendente e..discreto..anche in quel luogo. Mi accompagnerete?] s? ? esattamente quello che sembra. Lui probabilmente sarebbe in grado di difendersi autonomamente. Non che ne tema la necessit?, semplicemente non si sa mai e dal momento che molti dipenderanno dal proprio operato..non rifiuta di certo l'aiuto che gli viene offerto. ?E [S?, temo di dover tornare. Questa notte devo essere al lazzaretto..mi accompagnate?] le sorride, passandosi il tascapane a tracolla, per una maggior libert? di movimento.
20:07 Edelwen : [ Fitto ] Le mani scivolano dal proprio viso, lasciandolo libero di risollevarsi con un lento movimento. Ritorna alla medesima altezza, pi? o meno. Ascolta il suo dire, e quelle parole stridono in parte con quel che vorrebbe. [E]«I sobborghi?..» Mormora, lasciando che un lieve velo di preoccupazione si dipinga nella propria voce. Non che tema s? stessa, in quelle zone. Ma se era gi? tanto sopportare gli umani nella zona est della citt?, figuriamoci in quella povera ed ancor pi? stupida. Ma quella preoccupazione, passa quasi subito via dal viso dell'elfa. [E]«Vi accompagner?, ogni qual volta ne avrete bisogno e ogni qual volta me lo domanderete.» Sentenzia infine, chinando il capo con un gesto gentile e sicuro. Muove un passo per arretrare, lasciandogli cos? spazio per sistemare le proprie cose. [E]«Vi accompagner? al lazzaretto e v'attender? a casa.. Far? in modo che troviate il camino acceso e qualcosa da mangiare, al vostro ritorno..» Delicatamente, andrebbe a cercare con la mano destra quella sinistra dell'elfo, una volta che ha sistemato le proprie cose. Un lieve incitamento per iniziare ad avviarsi, quando ormai la luce del sole ha abbandonato quei luoghi. Ma fin tanto era loro concesso, la luce della luna rischiara quelle terre, donando loro il dono della vista anche quando le tenebre li circondano.
20:17 Malwie : [ fitto ] Sorride. A volte dimostra una cos? alta incuria della propria incolumit? da risultare preoccupante. Come quando accett? di accompagnare una mannara a mutare sotto la luna piena. ?E [S?..] conferma, senza remore. Annuisce alle sue parole, riprendendo le espressioni pacate e modeste di sempre. ?E [grazie.] l'espressione sembra poi addolcirsi maggiormente, quasi illuminarsi di una luce soffusa, molto molto tenue. La sinistra stringe leggermente la mano di Edelwen, prima di rimanere morbida nella presa di lei. ?E [grazie.] ripete una seconda volta, con un calore appena maggiore nel timbro vocale. Non sembra affatto mortificato dal farsi accudire, per cos? dire, e salvaguardare dall'elfa. Non ? mica uno zotico umano lui, le ? anzi estremamente grato. Assieme a lei dunque si dirigerebbe verso la cittadina ed il lazzaretto. La notte ? lunga ed i suoi turni non finiscono mai...soprattutto perch? lui non li fa finire, stacanovista fino al midollo che ?. ?E [non sar? di ritorno fin l'alba di sicuro, forse qualche ora dopo..]