23:21 Malwie : [ capanno ] La notte ? serena e luminosa, solo il forte vento sembra spezzare la tranquillit? notturna di quel luogo che l'elfo si ? scelto come casa. Avrebbe lasciato una copia di chiavi ad Edelwen, essendo che per tre giorni il bosco dovrebbe essere un luogo pericoloso in cui dimorare e lui necessit? di andare e venire dal lazzaretto cui all'alba si era recato. Probabilmente ha di nuovo allungato il proprio turno di lavoro pi? del necessario. Indossa i soliti abiti, stivali, pantaloni grigi e tunica avorio lunga al ginocchio. Una fusciacca in vita con una scarsella appesa. Sulle spalle ha gettato l'ampio mantello, strattonato dal vento ad avvolgersi attorno alla sua figura alta, sottile ed elegante. E' leggero il suo passo sul terreno incolto, mentre si dirige all'ingresso del capanno. Qualsiasi rumore possa egli provocare, nel giungere fin qui, sar? sicuramente nascosto dall'ululare del vento. Altrettanto non si pu? per? dire della sua sagoma, che si staglia aggraziata ed in avvicinamento. Una volta giunto innanzi a casa l'elfo andrebbe a recuperare dalla scarsella la chiave, forse per abitudine pi? che altro, dal momento che la porta potrebbe benissimo essere gi? aperta. Se cos? fosse per certo se ne accorgerebbe non appena cercasse di aprire l'uscio per entrare in casa.
23:30 Edelwen [ Capanno | Tetto ] Il cielo ? terso, privo di alcuna nuvola. Alta, si staglia la luna piena sopra la citt?, illuminandola come se fosse un faro. Per l'elfa, quella era l'unica fonte di luce che le bastava. Ella ? sdraiata sul tetto del capanno, le braccia piegate ed entrambe le mani posate dietro la nuca. Non indossa il mantello, solo i propri abiti. Ascolta lo scorrere del fiume li vicino, insieme ai rumori della citt? nella notte. Quella zona era relativamente tranquilla, cos? come le aveva promesso il Valdar. Si lascia rischiarare dalla luce della luna, suo amato Astro, fulgido in tutta la sua pienezza. Illumina la pelle della Kaldar, che ? simili alle splendide campanule. I lunghi capelli sono lasciati sciolti intorno al viso, di un blu oltre mare che cattura la luce della luna. Gli occhi, dalle bianche iridi, sono invece chiusi. Le palpebre calate, mostrano per intero i due tatuaggi che percorrono il volto. Il tetto ? lievemente in pendenza, e il capanno non ? poi cos? impossibile da scalare, almeno per l'elfa. Percepisce i passi dell'elfo, ma non sembra muoversi dalla propria posizione. Rimane immobile, ad ascoltare il silenzio della notte. Lasciando che un sorrisetto divertito vada a disegnarsi sulle labbra.
23:43 Malwie : [ capanno ] La porta ? aperta e l'elfo parrebbe quasi riscuotersi battendo le ciglia un paio di volte, su quei suoi occhi grigi e pacati. Ritira la chiave e si introduce in casa, decisamente distrutto dopo la notte quasi completamente in bianco ed un intera giornata di lavoro al lazzaretto, dall'alba fino ad ora che sta rincasando. I lunghi capelli sono intrecciati morbidamente dietro le sue spalle, crini sottilissimi come ragnatele, d'un oro pallido che nella luce lunare paiono quasi argentei. Non ci sono luci accese ma, a meno che vi siano scuri chiusi, la luce lunare che traspira dalle finestre dovrebbe essergli sufficiente a guardarsi attorno. Vuoto, non sembra esserci traccia di nessuno. Non dev'essersi accorto della presenza di Edelwen sul tetto, dal momento che la sua voce si alza in un leggero mormorio, udibilissimo ad orecchie elfiche. [Edelwen?] Chiuderebbe la porta alle proprie spalle, prima di avviarsi verso il camino, rattizzando il fuoco e riaccendendo il calore in questa casa scalcagnata.
23:51 Edelwen [ Capanno | Tetto ] Ed ella rimane li, sul tetto, lasciando che la luce della Luna accarezzi la propria pelle. E' freddo, come ? giusto che sia in quella notte. Tuttavia, non riesce a fare a meno di rimanere li fuori, a godere di quella pallida luce argentea. Rara, negli ultimi giorni ed unica visto come risplende. La porta viene chiusa. Lo sente distintamente. Cos? come percepisce la voce dell'elfo chiamarla dall'interno. Quel sorriso permane sulle labbra, come se qualcosa la divertisse. Non ha con s? le proprie armi. Queste, erano state abbandonate in un angolo del capanno, ben riposte contro il muro in modo che non cadessero a terra e non si rovinassero. Non risponde, almeno per il momento. Il capo viene sollevato, le braccia si distendono e le mani vengono posate sul tetto, vicino ai propri fianchi. Si mette dunque seduta, entrambe le gambe distese. Parrebbe comoda, per quando un tetto non doni quasi mai questa impressione. Avverte il fumo che esce dal camino, segno che sta ravvivando il caminetto. Si lascia lentamente scivolare verso il bordo del tetto, senza per? ancora saltar gi? o altro. Per quanto siano a stento due metri, si presenta sempre cauta.
00:00 Malwie : [ capanno ] Calore e luce si espandono in quella casupola e, raddrizzandosi, le'lfo sfila il lungo mantello color del crepuscolo, abbandonandolo sull'attaccapanni appeso alla parete, fra il camino e l'ingresso. Torna quindi a voltarsi verso l'ambiente vuoto della casa. Muove tranquilli e e misurati passi verso la porta che da sul laboratorio. La apre, ci si infila quel tanto necessario a rendersi conto che la Kaldar non si trova l?. [Edelwen?] chiama di nuovo, con voce pacata e melodiosa, bassa ma un pochino pi? alta del precedente sussurro. Non poi molto per?. Niente, richiude la porta e torna verso il centro della sala, dirottando poi con un sospiro verso il letto sul fondo, probabilmente perfettamente rifatto. Sarebbe nel muoversi in quella direzione che noterebbe arco e frecce abbandonate ordinatamente contro la parete. Un lievissimo contrarsi delle labbra, prima di lasciarsi andare trasversalmente sull'ampio letto, chiudendo gli occhi stancamente, con un lieve sospiro.
00:08 Edelwen [ Capanno | Tetto ] Si sente chiamare nuovamente. Raggiunto il bordo del tetto, con movimenti lenti e misurati andrebbe a mettersi in piedi. Non ha impicci come mantelli o armi quella sera. Solo i propri comodi abiti da caccia composti da pantaloni, casacca e pesanti stivali di cuoio. E' quasi pari alla propria altezza la distanza che v'? da quel punto fino al terreno. Forse, mezzo metro in pi?. Con una spinta decisa, andrebbe a fare un salto in avanti, nel vuoto. Percepisce subito le farfalle nello stomaco, che andrebbero a sbalzarlo per quei pochi secondi di caduta. Agile, lesta, andrebbe ad ammortizzare la caduta arrivando con il piede destro, piegando quindi il ginocchio. La sinistra andrebbe a cautelare il proprio equilibrio, aiutandosi anche con entrambe le mani che andrebbero verso il terreno. Probabilmente, il suono verrebbe percepito. Per quanto silenziosa possa esser l'elfa, era pur sempre giunta dal tetto. L'ingresso sarebbe ora alle proprie spalle. Ancora non parla, rimanendo silenziosa ad ascoltare il suono del fiume e del vento che soffia insistente. Socchiude per un momento gli occhi candidi, lasciando che il respiro si condensi in lievi nuvolette. Per poi sollevarsi da terra con un movimento lento ed elegante, tipico della propria gente.
00:16 Malwie : [ capanno ] Si abbandona supino, con i piedi ancora al pavimento e la schiena trasversalmente distesa rispetto la giusta direzione del letto. Le mani si intrecciano sull'addome, mentre la treccia giace arrotolata come un serpente dorato al lato destro del capo. Gli occhi sono chiusi, in un istante di riposo. Per quello che ne sa lui, non avendo avuto l'intuizione di cercarla sul tetto, Edelwen potrebbe essere ovunque. Non sembra preoccupato, dal momento che la cacciatrice sa badare a se stessa. Inoltre ha lasciato qui il suo arco, quindi non c'? possibilit? che sia tornata alla foresta prima del dovuto. Le lunghe orecchie sono posizionate orizzontalmente, come ortogonali al capo. Hanno un lieve fremito nel percepire un leggerissimo tonfo in direzione dell'ingresso. Tenue un'espressione divertita si fa largo sul volto stanco dell'elfo. Gli addominali si contraggono e le mani vengono sciolte dall'intreccio mentre lui tira su il busto, quel tanto necessario a sostenersi sui gomiti posati appena indietro contro il letto. Un letto che ? pi? rigido che morbido. Lo sguardo viene rivolto all'ingresso mentre l'elfo qui, in quella che ? la cosa pi? vicina ad una casa che possiede da quando ha lasciato Asaeimr, pare pi? rilassato del consueto.
00:25 Edelwen [ Capanno ] Le mani passano in rassegna le vesti semplici e logore dal tempo, scotolandone la polvere. Gesti lievi, veloci, pura e semplice vanesia la sua per un abbigliamento che poco si conf? ad una donna. Ma ella, non era una di quelle giovani damigelle da corte. E probabilmente, vederle indosso qualche abito lungo farebbe ridere chiunque. No, il suo era un corpo scattante, prestante, fasci di muscoli e nervi pronti a reagire al minimo intento. Non era fatto per indossare lunghe e fluenti vesti. I lunghi capelli si riversano sulle spalle come una cascata notturna. Scivolano morbidi, raggiungendo senza affanno la base del bacino e oltrepassandola di poco. Si volta con passo lieve verso l'ingresso del capanno alle proprie spalle. Quella semplice dimora che condivideva in quei giorni con l'elfo. La mano destra andrebbe sollevata verso la maniglia. Se questa non fosse stata chiusa a chiave successivamente l'ingresso del Valdar, andrebbe infine a scostare la porta di legno, spingendola verso l'interno. Farebbe infine la propria comparsa. Lei, che non aveva intenzione di vivere fra quattro mura umana e che ora si ritrova a doverlo fare. [E]«Mae govannen. Ben tornato a casa.» Saluta, cercando con lo sguardo l'elfo. Ella, al contrario suo, sprigionava energie, avendo avuto tempo e modo di riposarsi durante il giorno.
00:33 Malwie : [ capanno ] Rimane morbidamente posato sul letto, solamente dandosi un ulteriore lievissima spinta sino a sedere del tutto, sul bordo. Il busto si porta un poco in avanti, mentre la lunga treccia gli scivola oltre la spalla destra. Le braccia vengono posate sulle cosce, le mani penzoloni fra le gambe lievemente divaricate, riuscendo in un qualche modo a risultare ugualmente composto per quanto rilassato. Lo sguardo rimane sull'uscio, lasciato aperto, e si posano gentilmente sulla figura che ne fa capolino poco dopo. [mae govannen Edelwen.] risponde, lieve la sua morbida voce, bassa e pacata. ?E [sono a casa..] risponde nella melodiosa lingua che condividono. Resta in silenzio qualche attimo, un silenzio lieve e privo di peso. Solo dopo qualche istante l'elfo torna nuovamente a parlare, tirandosi contemporaneamente in piedi. ?E [Mi dispiace che dobbiate essere costretta entro queste mura...ma ugualmente vi chiedo di restare qui per queste tre notti.] permane sul suo volto l'alone tenue del sorriso, per quanto non sia ora divertito nelle sfumature.
00:45 Edelwen [ Capanno ] La porta del capanno viene chiuso alle proprie spalle con un lieve tonfo. V'? il dolce tepore del caminetto acceso, l'odore della legna bruciata che giunge alle sue narici. In fondo, non era poi cos? male rimanere fra quelle mura, se era a queste condizioni. Lentamente, percorrerebbe la distanza che intercorre dalla porta al letto su cui aveva trovato ristoro il Valdar. Lieve ? il sorriso sulle sue labbra, nell'ascoltare il suo dire. [E]«Ma io non mi sono allontanata.. Ero sul tetto, ad ascoltare il suono del fiume.. Ed a godere della Luce della Madre.» Mormora con gentilezza e velata ironia, muovendosi per girare intorno al letto, sul versante occupato dall'elfo. [E]«Avete l'aria stanca, Malwie..» Commenta lei, corrucciando appena le labbra, in un un'espressione pi? seriosa, mentre andrebbe a fermarsi davanti a lui. L'osserva dai sue due metri di altezza, lasciando che lo sguardo candido ricerchi quello argenteo dell'elfo. [E]«Non ve ne dispiacete, comunque sia.. Non ? colpa vostra ed anzi.. Devo ringraziarvi per lasciarmi rimanere qui. Almeno fin quando la Grandall non ci avr? comunicato che posso rimanere in citt? senza problemi. Altrimenti, vedr? di lasciare la citt?, quando queste notti furiose saranno passate..» Scrolla appena le spalle. [E]«Per ora, non mi dispiace avere un tetto sulla testa.. Meglio d'esser preda di una qualche belva feroce..» Commenta, con quella sua ironia, insolitamente loquace. Ma ? sempre cos?, quando si tratta del Valdar.
00:54 Malwie : [ capanno ] Rimane fermo, in piedi al bordo dell'ampio letto, con lo sguardo pacato che segue la figura scura della Kaldar. Al contrario di lui lei parrebbe piena di energia ma, infondo, ? naturale essendo il suo ciclo biologico sincronizzato con la luna, e non con il sole. Lieve le sorride, scuotendo un poco il capo. ?E [No, intendevo..mi dispiace che siate costretta qui piuttosto che libera nella foresta...] spiega meglio, essendo forse stato frainteso nel suo dire. ?E [lo sono in effetti, ma ? una stanchezza piacevole.] dopotutto sembra che il suo lavoro lo soddisfi, nonostante quello che potrebbero dire del serio elfo stacanovista, al lazzaretto, ? indubbio che ci metta cuore e anima in quel mestiere. Annuisce poi, alle sue ultime parole. ?E [Vedrete che presto sar? risolta l'incomprensione. La popolazione superstiziosa dei figli degli uomini sar? portata nuovamente alla ragione.] la osserva in silenzio per qualche attimo, prima di arricciare nuovamente le labbra in un tenue sorriso. ?E [Siete affamata?]
01:01 Edelwen : [ Capanno ] Scuote il capo alle sue parole [E]«Non abbiatene peso.» Mormora lei, con tono basso ed un lieve sorriso. Scrolla poi le spalle alle sue successive parole [E]«Per quanta fiducia possa avere in quella giovane dalla fulva chioma, ho qualche dubbio in merito alla popolazione di questa citt?. E meno ne avr? a che fare, sinceramente, e meglio sar?. Sicuramente, avr? comunque problemi..» Fa una pausa, lasciando che una fiamma, una lingua di fuoco passi ed illumini il suo sguardo. [E]«Ma almeno, sar? nel giusto nel momento in cui dovr? difendermi. Non ho intenzione di farmi problemi per venire a trovarvi fra queste mura.» Commenta con tono fermo e deciso. Si lascia poi andare sul letto, senza lanciarsi. In verit?, si accomoda con delicatezza alla sinistra dell'elfo, vicino ai piedi del letto. Fra loro vi sono si e no circa una trentina di centimetri, forse mezzo braccio. [E]«Non sapevo quali sarebbero stati i vostri orari. Quindi, vi ho dovuto anticipare. Mi spiace non avervi atteso..» Commenta con lieve tono contrito e dispiaciuto. [E]«Voi? Volete mangiare qualcosa?» Chiede con delicatezza, lasciando che la luce che infervorava il suo sguardo si affievoli.
01:12 Malwie : [ capanno ] La segue con lo sguardo e, vedendola sedere sul letto, anche lui torna ad abbandonarsi alla rigidit? di quel materasso. Non si limita a sedersi per?, torna a portare il busto in orizzontale, con le mani che si intrecciano nuovamente sull'addome e l'espressione placida che spesso segue ad una stanchezza soddisfacente. ?E [Grandall sembra una persona competente.] il pacato tono dell'elfo parrebbe mostrare una lieve ammirazione per quell'umana tanto simile a lui sotto certi versi. Dedita al dovere e focalizzata sul lavoro. Una di quelle rare appartenenti alla razza umana che sollevano modestamente la sua opinione su questo mondo di bambini. Ovviamente non ci si pu? aspettare mica un gran complimento da parte sua, gi? tanto che paia apprezzarne la competenza. Ruota lievemente il capo verso il lato ove siede l'elfa. ?E [mi farebbe molto piacere..] risponde pacatamente. Scuote il capo all'ultima domanda dell'elfa. ?E [No, ho mangiato qualche ora fa al lazzaretto, non sapendo che ora avrei finito per fare.] evidentemente non sembra saperli neanche lui i propri orari.
01:21 Edelwen : [ Capanno ] Scuote il capo [E]«Di fatti... Il problema non ? lei..» Sospira sommessamente, lasciandosi andare a sua volta per stendersi al fianco dell'elfo. Imiterebbe la postura che aveva sul tetto. Braccia piegate, mani sotto la nuca, sguardo rivolto verso il tetto. Rimane qualche istante in silenzio. Era chiaro che entrambi erano in grado di essere autosufficienti, tanto da non dover dipendere l'uno dall'altro almeno per il cibo. [E]«Bene..» Mormora con delicatezza, andando a scostare lo sguardo verso di lui. Gli occhi candidi andrebbero a cercare quelli argentei dell'elfo. Il vento fa da padrone, soffiando con irruenza e prepotenza contro il capanno, come se volesse scoperchiarlo. [E]«Bene..» Mormora piano, con delicatezza. Non avevano bisogno di urlare, non a quella distanza comunque sia. La voce ? chiara, cristallina, e ricalca quel particolare accento esotico che non appartiene al popolo di quella citt?. L'elfico che utilizza ? simile per suono e parole a quello dei Valdar, ma anch'esso possiede sfumature ed accenti inusuali forse, ma che donano una cadenda ed una musicalit? alla voce della Kaldar quando sfrutta quella lingua. [E]«Avevate ragione.. ? un posto molto tranquillo.. Nessuno ha disturbato il mio sonno.. E dopo il tramonto, sono state davvero poche le persone che si aggiravano in questa zona..» Sembra quasi complientarsi verso di lui, per la scelta di quel capanno.
01:30 Malwie : [ capanno ] Il suo sguardo ? l? quando la Kaldar si volta a cercarlo, pacato e leggero come sempre, quegli occhi grigi che possiedono entro di loro il peso dei secoli che la loro razza da a disposizione. Condanna e dono allo sesso tempo, flebile capirne la differenza, ancor pi? sottile capirne l'equilibrio. Un lieve sorriso all'apprezzamento di lei sulla propria scelta del luogo. ?E [Era abbandonato da tempo, l'ho scelto appositamente, oltre che per la posizione isolata. Cos? avrei potuto trovare la pace necessaria al riposo ed allo studio.] permane volato in sua direzione. ?E [Non penso di poter reggere a lungo senza un rifugio in cui poter ritrovare me stesso.] ammette lieve, in un mormorio leggero e morbido, il suo accento impeccabile e raffinato, elegante, perfettamente Valdar.
01:39 Edelwen : [ Capanno ] Pacati sono i gesti e le parole che vengono mossi dalla Kaldar. E' sveglia, decisamente. La Luna aveva caricato d'energie la propria anima, irradiandola. Ascolta le parole dell'elfo, senza interromperlo. Annuisce piano col capo, sentendo i capelli sfregare contro i palmi delle mani. [E]«Una sorta di oasi..» Mormora con gentilezza, ricordando come aveva definito le rovine in cui poco tempo prima ella aveva trovato rifugio. [E]«Sono lieta per voi, che abbiate trovato un posto simile» Gentilmente, andrebbe a far scivolare la mano destra da sotto la nuca, sollevandola per poi avvicinarla con delicatezza verso il viso dell'elfo. [E]«Avete bisogno di riposo..» Sussurra appena, in quella lingua simile ad una nenia, con un sorriso gentile e pacato. Andrebbe a sfiorare con una carezza il volto del Valdar, cos? dissimile nel colore della pelle. Notte e Giorno. Cos? come entrambi rappresentavano i loro astri protettori. [E]«Non avete riposato molto, la scorsa notte.. Dovreste dormire un p?.. Non curatevi di me..» Quiete, le parole continuano a uscire dalle labbra dell'elfa, come una dolce nenia mormorata in un'antica lingua che pochi, in quella citt?, conoscono.
01:48 Malwie : [ capanno ] Rimane fermo, morbidamente disteso, placidamente avviato verso la quiete e la calma che spesso precede un dormiveglia. Il suo respiro ? quieto e regolare, leggero e sottolineato dal lieve alzarsi ed abbassarsi della gabbia toracica. ?E [dovrei finire di sistemare quello che ancora ? fuori posto..riguardare alcuni appunti..andare a lavarmi..cambiarmi..] la lista ? sempre pi? rarefatta, nel senso che fra l'una voce e l'altra gli intervalli di pausa si fanno pi? ampi, come se l'elfo, del tutto rilassato, stesse dolcemente perdendo terreno nella battaglia contro la stanchezza. Chiude gli occhi, lentamente, sentendo il lieve tocco della Kaldar sul volto. Un leggero sospiro, come di benessere, prima che mormori ancora alcune parole. ?E [dovrei almeno lavarmi e cambiarmi..] sembrerebbe cercare di convincersi con scarsi risultati..oh..non avrebbe dovuto sdraiarsi, proprio no.
02:03 Edelwen : [ Capanno ] Le dita della mano sfiorano ancora la guancia pallida dell'elfo. Silenziosamente, percorrerebbe il profilo, andando a sfiorare per alcuni istanti l'orecchio a punta. Delicatamente, sfiorerebbe poi una ciocca di capelli, senza scombinarla. Non vuol creargli il disagio del disordine. Non a quell'elfo che, nonostante la stanchezza, pensa ancora a sistemare, studiare, e quant'altro. Scuote appena il capo, sorridendogli delicatamente. [E]«Non preoccupatevi.. Non vi rincorre nessuno.. Siete a casa, mettetevi comodo..» Mormora con gentilezza la Kaldar, mentre la mano scivola per tornare sulla guancia del Valdar. Sebbene non era certa che lo avrebbe trattenuto li, vicino a lei. Ma almeno, ci prova.
02:12 Malwie : [ capanno ] Il respiro dell'elfo si fa leggero e sempre pi? regolare, o meglio sempre pi? quieto e lento, come chi alla fin fine si stia arrendendo alla propria stanchezza. Non ? mai stato pigro, alzarsi nonostante il desiderio di riposo non ? mai stato un problema. Eppure l'elfo, per questa volta, parrebbe concedersi il lusso di non dar retta al ?dovrei?. Come gi? aveva fatto un tempo la mano dell'elfo andrebbe a cercare di soprapporsi a quella della Kaldar, con la delicatezza di quelle mani da guaritore. ?E [che resti un segreto..] sorride lievemente prima di aprire gli occhi in cerca dello sguardo candido dell'elfa. Dopotutto ha la reputazione di elfo ?con tante scope nel culo? e, visto che pi? persone non correlate fra loro lo hanno definito allo stesso modo, parrebbe cominciare a diventare una fama di sorta la sua. Tornerebbe poi a chiudere gli occhi, lasciandosi lentamente andare alla stanchezza. ?E [resterete a vegliare su di me anche questa notte?] mormorerebbe, con la voce che si fa impastata, come chi stia combattendo e perdendo la lotta contro il sonno.
02:22 Edelwen : [ Capanno ] Si solleva appena, puntellando il gomito sinistro sul letto in modo tale da poter osservare l'elfo mentre sembra iniziare ad affievolirsi la sua coscienza. Sorride, ? un sorriso lieve. Annuisce alle sue parole. [E]«Sar? il nostro segreto..» Sussurra appena, flebilmente, come a volerlo guidare verso il regno dei sogni. La mano rimane posata sulla sua guancia, sentendo la pelle morbida della mano dell'elfo sfiorare la sua. [E]«Sempre..» Aggiunge poi, a quella sua domanda. Con delicatezza, andrebbe ad avvicinarsi verso di lui, andando a sfiorare appena la fronte dell'elfo con le labbra. Un bacio, o qualcosa di simile. Un gesto dettato da una forte riconoscenza nei suoi confronti. Rimarr? li, per quella notte, al suo fianco, come spesso accade quando rimane a dormire nella foresta con lei.
02:27 Malwie : [ capanno ] Un leggero sorriso rimane impresso sul viso addormentato dell'elfo, mentre il suo respiro si ? fatto perfettamente quieto e pacificato, rilassato. La sua coscienza ? sospesa nel limbo del riposo, scivolatagli gradualmente fra le dita. Probabilmente se ne pentir? amar