02:05 Edelwen : [ Camminamenti ] La notte era dalla loro parte. Avevano smesso di correre una volta raggiunte le mura, ma ancora non erano giunti a destinazione. L'aria salmastra della citt? che si trova sul mare ? forte, grazie anche al vento che respira con violenza. Il fiume sembra essere in piena, e scorre con violenza al di sotto dei camminamenti. Aveva riposto il proprio arco nell'incavo della faretra. Sentiva ancora il sudore scivolarle lungo la fronte e la mano destra era serrata in quella mancina dell'elfo. Incapace forse di mollarla. Sente ancora il cuore battere violentemente, e quel sentore di essere braccata ancora non l'ha abbandonata. Non aveva pi? parlato, aveva serrato le labbra e lasciato che solo il vento mormorasse qualcosa. la citt? ? buia e silenziosa, ma a lei bastava che la luce della luna la raggiungesse e la guidasse. Ora non si pone pi? avanti a lui. Lascia anzi che le faccia da guida verso il capanno di cui le aveva parlato alcune volte.
02:13 Malwie : [ verso Capanno ] L'elfo tace, il respiro ? tornato regolare nel camminare lungo il fiume, diretto al proprio capanno, sulla sponda orientale. E' sudato, decisamente, per via dello sforzo fisico. Sforzo che consiste pi? nella durata della corsa, che nella velocit? sostenuta, essendo loro dotati di una agilit? fuori dal comune. La mancina ancora stringe la destra di Edelwen e, ora, ? lui a guidare l'elfa verso il capanno. Non dovrebbe volerci molto affinch? lui cominci ad abbandonare il camminamento, per guidarla verso una struttura ad un solo piano, con una piccola appendice poco distante d ridotte dimensioni. Ha l'aria di ospitare dei lavori in corso ma non ha pi? quell'aspetto abbandonato che aveva prima. E' decisamente isolato, lontano da vicini indesiderati, immerso nel silenzio e nella pace della solitudine che, qui in citt?, si pu? trovare solo lungo le sponde del fiume praticamente, dove gli edifici si fanno radi.
02:18 Edelwen : [ Verso Capanno ] Lo segue, ritrovando la quiete in quei luoghi. Sente come le orecchie ovattate, qualcosa che vi preme contro. Probabilmente, la stanchezza per la corsa furiosa intrapresa dal bosco fino alla citt?. Il respiro sta iniziando a regolarizzarsi, ma con quel freddo non ? difficile che sudando le prenda qualche malanno. Sente l'aria che respira farsi come punte di lancia all'interno della gola. Ma non dice nulla, non si lamenta o altro. Si lascia guidare mentre abbandonano i camminamenti per avvicinarsi alla struttura di un piccolo capanno. In quella zona non sembra vivere nessuno, abbandonata o semplicemente pi? isolata di tante altre zone pi? abitate della citt?. Non verbia, rimanendo muta. L'espressione sul viso dell'elfa ? ancora seccata, contrita. Fredda e severa, come se avesse subito un gravissimo torto. L'adrenalina scorre ancora nelle sue vene, e sente la mano intorno a quella dell'elfo bruciare, bollente. Cammina, con rinnovata pacatezza nel passo. Sebbene, ogni falcata sia marziale e ferma.
02:29 Malwie : [ Capanno ] L'elfo condurrebbe la Kaldar al capanno, sempre restando in rigoroso silenzio, forse percependo l'umore altrui. La occhieggia discretamente, ogni tanto. Senza che il suo volto si lasci ad alcun cenno di reazioni alla severit? altrui. Forse in attesa, o semplicemente zittito.Estrarrebbe una chiave dalla scarsella, con cui andrebbe ad aprire la porta del capanno eventualmente, se l'altra seguisse senza impedirglielo. Non lascerebbe la presa sulla sua mano e, nell'aprire la porta verso l'interno, aspetterebbe che sia lei ad entrare per prima. L'interno ancora non ? diviso dal tendone, quindi appare come un unico ampio ambiente. L'interno ? confortevolmente tiepido, sebbene non caldo, vie ? del mobilio che copre, in quanto ambienti, cucina, soggiorno e camera da letto, a giudicare dall'ampio letto sul fondo. Una porta alla parete di fondo e una sulla destra, rispettivamente stanza da bagno e laboratorio (o futuro tale). ?E [Non ? ampio, ma c'? una stanza dove potrete togliervi il sudore e cambiarvi.] ovviamente la possibilit? che si prendano entrambi un coccolone ? la prima di cui si preoccupa, deformazione professionale probabilmente. La sua voce ? mite, bassa, quasi un mormorio. Come se temesse a rompere quel suo silenzio.
02:38 Edelwen : [ Verso Capanno ] Cammina con passo misurato, fermo. La mano non abbandona quella dell'elfo, sebbene con molta probabilit? ? con lui che ? arrabbiata. Lo lascia fare, osservandolo mentre apre la porta del capanno. Al suo implicito invito, attraversa la porta. Forse non c'? il calore che ci si potrebbe aspettare, non essendoci stato nessuno fino a quel momento, ma quanto meno non vi era il forte vento che continua a spirare sulla citt?. V'? la quiete li, al contrario dell'agitazione che aveva provato fino a quel momento. La voce dell'elfo rompe improvvisamente il silenzio. Ella compie qualche passo all'interno del capanno, guardandosi intorno. Non commenta. Lei viveva nelle foreste, alla bell'e meglio. Non poteva giudicare il disordine altrui. «E' lei, la donna che vi ha insultata l'altra sera?» Chiede con fermezza, senza voltarsi verso di lui. La voce ? chiara, ferma, distante. Non si volta verso di lui per il momento, come se stesse studiando l'area intorno a lei. Come se fosse un cucciolo in un nuovo ambiente.
02:50 Malwie : [ Capanno ] Chiude la porta dietro di s?, ritrovandosi poi a seguire mite l'elfa, mentre s'addentra nella stanza. Vi si trova un angolo cucina, con un tavolo e poche sedie, sulla parete di sinistra. Sulla destra vi ? il camino, nell'angolo, vicino si trovano due poltrone e, in mezzo ad esse, un rotondo tavolino. Vi si trova anche una vasta libreria e, in mezzo ad essa, la porta per lo studio. Verso il centro un divanetto con un tavolino basso innanzi. Sulla parete di fondo, non ancora coperto dal tendone un grosso ed ampio letto posto con la testata sotto la finestra, sulla sinistra. Un com? ed una cassapanca ai piedi del letto. Sulla parete di destra un guardaroba. Sulla parete di fondo vi sono scaffali con altri libri e, decentrata sulla destra, la porta che conduce alla stanza da bagno. Qua e l? qualche pacco ancora non sistemato, qualche oggetto fuori posto. Lui segue la Kaldar, con le orecchie abbassate indietro, nonostante l'espressione mite. Lo sguardo va subito al camino, come se la sua prima intenzione fosse di accenderlo ma non volesse allo stesso tempo lasciare la mano della Kaldar, cosa che per altro non farebbe. Lo sguardo si porta sul volto di Edelwen, mentre cerca di affiancarla per farlo, dal momento che le dava le spalle. Non sembrava aspettarsi questa domanda. ?E [S?.] qualche istante di incerto silenzio. ?E [Edelwen..] la voce non necessita di essere pi? di un lieve sussurro. ?E [..mi dispiace.]
02:59 Edelwen : [ Capanno ] Non sembrava trovare un modo per calmare quell'inquietudine che aveva preso possesso del proprio corpo. Era come se si sentisse tutt'ora inseguita dalla mannara, anche fra quelle mura. L'affiancarsi dell'elfo, la riscuote dai pensieri, lasciandola comunque silenziosa. Le ripete le proprie scuse, eppure v'era qualcosa che ancora non andava al proprio posto. Non comprendeva, probabilmente. Ma non capiva cosa le sfuggisse. Lo sguardo ? basso, su di una di quelle poltrone che si trovavano nella stanza [E]«Questa notte, mi avete fatto paura. Non perch? temessi per la mia incolumit?.. Vivo nella foresta, sono in grado di badare a me stessa..» La mano libera andrebbe a stringersi, mentre quella che stringe la mano dell'elfo viene percorsa da un lieve tremore. [E]«Sapervi li.. Con quello che poteva accadere..» Alza per un momento lo sguardo su di lui. [E]«ho avuto paura.. Ho avuto paura di perdervi, di non essere in grado di proteggervi.. Non da qualcosa di simile.. » La voce ? bassa, la durezza incrinata da una forte malinconia. Le palpebre vanno a celare gli occhi candidi, mentre cerca di respirare profondamente. Ancora non si ? ripresa del tutto, ed anche il cuore non sembra volersi calmare.
03:10 Malwie : [ Capanno ] Cercherebbe di portarlesi innanzi, vicino, sempre tenendole la mano. Quel suo sguardo pacato la cerca di osservare, in silenzio. Uno sguardo lieve, come sempre, pacato. La mancina stringe quelle dita da cacciatrice, cos? diverse dalle proprie. ?E [Edelwen, eravamo d'accordo...Non sarei mai andato se non fossi stato certo di uscirne vivo. Solo...mi ha spaventato la precisione del suo fiuto..] ammette la motivazione dell'agitazione, sincero il suo tono, bassa la voce, melodiosa in quel suo accento Valdar. Poi, delicatamente, cercherebbe di sollevare il braccio destro, quello libero, e di avvolgerlo attorno alle spalle della Kaldar, per cingerla in un abbraccio. Non fortemente, dacch? di forza egli non ne ha alcuna. Ma saldo, questo s?. ?E [Vi chiedo perdono, Edelwen.]
03:18 Edelwen : [ Capanno ] Lo segue con lo sguardo, quando le gira davanti. Lo sostiene, senza abbassarlo ora. Non v'? dolcezza in quello sguardo. Solo stanchezza ora che la tempesta era passata. Il vento ulula contro il capanno, disturbando la quiete e il silenzio a tratti. [E]«Precisione che.. non oso immaginare come aumenta, nel peggiore dei casi..» Mormora piano, forse in qualche modo dispiaciuta per essersi alterata tanto. Sente il braccio cingerla e non si scosta da quel gesto di conforto. Socchiude le palpebre, andando ad appoggiare il capo contro la spalla destra dell'elfo. [E]«Siete stato un incosciente..» Mormora piano, meno arrabbiata. La voce ? appena un sussurro, poich? in fondo non necessitavano di parlare a voce alta. Respira, percependo l'odore della foresta mista a quella del lazzaretto. [E]«Vi perdono..» Mormora piano, sentendo la rabbia assopirsi piano piano. Solleva entrambe le mani, andando a cingere a sua volta l'elfo dietro la schiena, all'altezza dello sterno. E' un gesto mosso con lentezza ed una lieve insicurezza, come se non l'avesse mai compiuto in precedenza. O forse, solo perch? erano passati circa due secoli dal suo ultimo abbraccio
03:29 Malwie : [ Capanno ] Quel commento sull'aumento delle potenzialit? olfattive dei mannari ? estremamente brillante, o almeno quell'interesse scientifico che si accende nel suo sguardo parrebbe trovarlo cos?. Ma evita di dire alcunch? al riguardo per il momento, sperando piuttosto che l'abbraccio nasconda quel lievissimo cambio del suo sguardo. Il resto del suo volto, come sempre, permane in perfetto controllo di s?. Le orecchie sono ancora abbassate, tirate morbidamente verso la nuca. Stringerebbe un poco pi? forte l'elfa, per quanto forte possa esser definito, portando anche l'altro braccio a cingerle le spalle. ?E [lo sono stato..] pacata la sua voce, come sempre controllato il timbro ed il tono. Un sussurro, non serve parlar forte. Cercherebbe poi di lasciar sciogliersi l'abbraccio, fermando un istante le mani sulle braccia della Kaldar nel separarsi quel tanto necessario a guardarla. ?E [Sar? meglio accendere il fuoco, asciugarsi il sudore e cambiarsi..preparer? un infuso nel frattempo...non voglio vi ammaliate.]
03:38 Edelwen : [ Capanno ] Si lascia per qualche istante tranquillizzare. Le palpebre rimangono chiuse ancora un p?, mentre sente l'abbraccio dell'elfo farsi lievemente pi? forte. Solleva poi il capo, sentendo il movimento delle mani sulle proprie braccia. Le palpebre vengono sollevate e gli occhi bianchi si fissano in quelli argentei dell'elfo. Annuisce piano, andando a sciogliere l'abbraccio dietro la sua schiena. [E]«Va bene..» Mormora lei. Ed ? la stanchezza a farsi prossima. Dopo la corsa, dopo la paura, quell'attimo di pace sembra addirittura innaturale. Lentamente, si scosta dall'abbraccio, sentendo lievemente le guance arrossire nel rendersi conto forse di quel gesto. Andrebbe a sfilarsi arcoe e faretra. Anche il pugnale viene slacciato dalla cintura. Il tutto, verrebbe riposto in un angolino del capanno. Inizia a muoveri, dunque, con passo lieve lasciando che l'elfo accenda il caminetto. Alla fine, raggiungerebbe una delle poltrone libere, abbandonando momentanemante li il proprio corpo, con il desiderio di trovare ristoro.
03:47 Malwie : [ Capanno ] Lascia che le mani scivolino poi lungo i fianchi, liberando la Kaldar da quella presa che in realt? non ? in grado di trattenere quasi nulla, per via dell'innata debolezza di cui le sue dita e le sue braccia sono pregne. Si muoverebbe quindi con la consueta efficienza, accendendo il caminetto e preparando nella stanza sul fondo una tinozza di acqua calda, dei panni, degli abiti di ricambio che potrebbero andarle corte, qualora non voglia indossare nuovamente i suoi in cui ha sudato. Ed in questo caso ovviamente gli abiti sarebbero poi successivamente lavati. Penser? a se stesso solo dopo, quando la Kaldar sar? pulita, asciutta e con in mano una fumante tazza di una delle sue ?tisane magiche? come le chiamerebbe Delenik. Poi forse chiuder? gli occhi quel poco che gli resta, visto che all'alba sar? nuovamente al lazzaretto, povero lui. Ovviamente dormir? sul divano, lasciando libera scelta alla Kaldare se dormire sul letto o da qualsiasi altra parte decider?. Ah...non le conceder? mica di addormentarsi sulla poltrona senza aver prima passato il processo di cui sopra, tirannia medica di casa Aiwendil, a costo di farsi prendere a calci e buttare fuori di casa (propria).