17:50 Edelwen [ Lago | Ramo ] Scivolano le ombre in quel sottobosco. L'aria ? satura del freddo e dell'umidit? dettata da quella fitta nebbia che aleggia intorno al Lago. Sussurrano fra i rami gli uccellini, smuovendo qua e la le foglie degli alberi. I fiumi scorrono placidi. Alcuni che sopraggiungono e si immettono nel lago. Altri che da questo scivolano e si allontanano fra i cespugli che compongono il sottobosco. E' seduta su di un ramo che si affaccia sopra al lago. Un grosso ramo, forse di quel che ? una quercia, sufficientemente spesso da poterne reggere il peso. Indossa i soliti abiti da caccia, composti da un paio di pantaloni scuri, una casacca altrettanto scura ed un mantello posato sulle spalle. Portato a tracolla, v'? la sua faretra, ed un arco corto appositamente assicurato in un incavo di questa in modo da far sbucare sulla spalla sinistra la punta dell'arma. I lunghi capelli sono sciolti, e scivolano sulle spalle e sulla schiena raggiungendo senza alcun affanno il fondoschiena. Sono di un particolare colore, strano per la gente di quel luogo: un bel blu cobalto, che di tanto in tanto cattura qualche goccia. L'epiderme ? altrettanto strana. Non rosea come si vorrebbe, ma di una tonalit? pi? inusuale, tendente al lilla. Ma sono gli occhi quelli che catturano la maggior parte delle attenzioni: iridi candide, bianche come la neve che ha smesso di cadere in quei luoghi. Fissa la propria immagine, seduta sul ramo con le gambe a penzoloni.
17:53 Nicholas [ Pressi del lago ] Vola, vola come se non ci fosse un domani il piccolo pixie dai capelli blu notte, agitato come ben poche volte in vita sua, con i vispi occhietti azzurri che scorrono da un punto all?altro del luogo alla ricerca di qualcosa, o meglio, qualcuno. Infatti quella mattina si ? svegliato tranquillamente nel suo rifugio e ? sorpresa, la piccola pixie che ha portato il giorno precedente fino a casa per farla riposare ? svanita nel nulla, nessuna traccia, nessun indizio e questo ha fatto ovviamente preoccupare a morte il ragazzo in miniatura che si ? appunto messo a setacciare mezza foresta alla sua ricerca, senza fermarsi un attimo e praticamente al limite delle proprie forze. Non ha avuto nemmeno il tempo di prendersi la cappa fatta di tessuto per proteggersi dal freddo, andando in giro con i sui abiti ricavati direttamente da foglie o altri elementi di natura vegetale e sinceramente se non fosse per il continuo moto delle alette da libellula non starebbe poi cos? bene. Al momento sembra trovarsi nei pressi del lago, unica zona che al momento gli manca, sperando vivamente di poter trovare quella incosciente che ancora un po? e gli fa venire un infarto, e non ha nessuna intenzione di averne uno cos? giovane.
17:53 Delenik [ Cima Abete|Pressi Lago ] Che gelo nella foresta, freddo e umido si sparge ovunque a causa della nebbia che brilla alla luce del giorno. Certo non arriva alla cima degli alti alberi del fitto del bosco dove, in effetti, si trova la pixie. Non ha paura delle altezze, mettendosi forse anche in pericolo a causa di questo, si sporge con il capino al di l? del fitto fogliame per guardare il cielo, che si presenta qualche nube ma non avvolge tutta la foresta come invece la nebbia fa. Le basta abbassare di nuovo lo sguardo per vedere come la nebbia sia fitta, vedendo sporgere solo poche cime di alberi da essa tra cui quella su cui lei si trova. Indosso ha un abitino composto dai materiali pi? disparati.. lino bianco, cotone azzurro, fili di gramigna che le avvolgono il busto e un cappellino fatto con un fiore di pesco intero, che si lega sotto al mento con un sottile nastro rosa. Ai piedini indossa deliziose scarpette fatte di petali di mela, che dal rosa chiaro sfuma al bianco, e le suole sono fatte di flessibile e sottile legno di betulla. La piccina sta ammirando un panorama che certamente in citt? non avrebbe potuto assistere. ? meravigliata da quella vista che appare calda e gelida al tempo stesso al proprio occhio. Le manine sono strette ai rami, non si ? accorta per? che la punta di uno di questi sta, lentamente, slacciando il nastrino bianco che regge la sua preziosissima ocarina. ? letteralmente incantata, ci? che offre la natura al suo sguardo ? semplicemente incredibile.
18:05 Edelwen [ Lago | Ramo ] Il silenzio avvolge quel luogo. Ancora per poco, probabilmente. Gli occhi bianchi osservano distrattamente la propria figura al di sotto di quel ramo. La propria sagoma ? chiara, distinguibile, sebbene quella nebbia aleggi come poche cose a quel mondo, donandole alcuni contorni un p? sfocati. Per lei era come se fosse mattina, svegliata ormai da poche ore. Ignora completamente i due pixie, immaginando d'esser sola come spesso le capita. La mano destra scivola lentamente verso il fianco sinistro. Andrebbe a slacciare un laccetto che tiene fermo il pugnale all'interno del fodero che lo contiene, afferrando poi il pugnale per l'elsa con un movimento lento e ponderato. La mano sinistra, invece, scivolerebbe verso una tasca del mantello. Con delicatezza tipica della propria razza, estrarrebbe una mela dalla buccia rossa. Schiena dritta, gambe penzoloni, tenta sempre di rimanere in equilibrio ed evitare di cadere in avanti o indietro, contraendo i muscoli del basso ventre. Distrattamente, andrebbe a iniziare a sbucciare quella mela con l'ausilio del pugnale, facendo ricadere i primi pezzi di buccia sopra le proprie gambe. Gli occhi candidi sono ora posati sul suo operato, tendendo l'orecchio ai rumori della foresta.
18:15 Nicholas : [ Pressi del lago ] Perch? a piccola pixie se ne sia andata senza un minimo di avviso lasciando penare il ragazzo non riesce proprio a farsene entrare in testa il motivo, va bene che ? ancora piccola ma avrebbe potuto anche svegliarlo per comunicarglielo, di certo non si sarebbe arrabbiato. E come se non bastasse ? anche un giorno di nebbia e il che diminuisce la visuale del piccolo pixie che sempre pi? preoccupato continua a volare da un albero all?altro, percorrendoli in altezza, per poi ritornare con un volo pi? baso in modo da lasciargli vedere il terreno. In fondo la piccola ? sfortunatamente senza ali e quindi bisogna escludere il cielo come campo di ricerche. «Delenik» urla, non si fa problemi, nella speranza che la piccola si trovi nelle vicinanze e possa dunque sentirlo «Delenik» la chiama un ulteriore volta continuando con il suo volo, ormai veramente al proprio limite di forze e quasi sul punto di cedere, nonostante cerchi di continuare nonostante la fatica.
18:20 Delenik : [ Cima Abete|-» Ramo Quercia ] L'infido rametto si infila pian piano sempre pi? sotto il nastrino della piccina, che ? davvero distratta dalla visione del paesaggio. «Oh...» sospira mentre osserva il sole calare sempre di pi? nel buio che si sta facendo sempre pi? presente. Nel totale silenzio rotto solo dall'eco degli ultimi canti degli uccelli diurni e dai primi di quelli notturni, forse il sensibilissimo udito di Edelwen e Nicholas potranno percepire la propria voce. Decide, infine, dopo un lunghissimo tempo a scrutare quel paesaggio, che ? il momento di scendere. Puntella il ramo su cui si trova con i piedini, poi salta in avanti... e il giovanissimo ramo a cui ? appesa glie lo impedisce. Il ramo si piega di circa quarantacinque gradi, non a causa del peso della piccoletta ma della forza che ha messo per saltare gi?, tranquilla di ridiscendere su un ramo pi? in basso. Si piega.. e poi scatta al contrario nel tentativo di rimettersi a posto. La pixie viene capovolta, il nastro sfugge alla presa del ramo e lei, ora.. sta volando sopra i rami degli alberi, sbalzata dall'abete su cui si trovava «Kyaah!!» strilla, pi? sorpresa che spaventata invero, scendendo infine nella nebbia con mani aperte e gambe flesse, pronta ad agguantare qualsiasi cosa le capiti a tiro. Cade... non ha idea della fortuna che l'ha abbracciata dal momento in cui ha preso il ramo posto sopra Edelwen, afferrandone la punta. ? fortunata... mancava poco prima di ricadere nell'acqua del lago! «Uuufff!!!» sospira pesantemente, ancora --»
18:23 Delenik : [ Cima Abete|-» Ramo Quercia ] --» appesa con le sole manine, il ramo si muove su e gi? uno, due, tre volte e infine sono solo le gambette che dondolano avanti e indietro. Respira ansimando, dapprima.. poi spalanca un enorme sorriso esclamando «Voglio rifarlo!!!» e poi, abbassando lo sguardo verso il basso.. trova il lago «Anzi.. no..» mugola, tra s? e s?. No, non si ? accorta che Edelwen pu? vederla di spalle, ad un metro e mezzo circa di distanza. Nicholas non dovrebbe fare fatica alcuna nel riconoscere la propria vocetta.
18:29 Edelwen [ Lago | Ramo ] E sta li, sbucciando quel frutto con lentezza. Non aveva fretta, in fondo. Ancora mancava un'ora al tramonto. Il fruscio degli animali sopra la sua testa viene percepito. Oppure ? qualcos'altro. Non sembra curarsene, almeno per il momento. Una volta finito di sbucciare la mela, andrebbe per tagliarne un pezzetto, portandolo alle labbra. Lo cattura con dolcezza, prima di masticarlo lentamente e ingoiarlo. Ed ? in quell'attimo di pace che una prima voce, sconosciuta, chiama un nome ch'ella conosce benissimo. Abbassa il pugnale, lasciando che una vena perplessa si dipinga sul volto impassibile. E poi un urlo, sopra di lei, sebbene lievemente spostata alla propria destra. Sussulta appena, andando a ricercare la figura urlante prima a destra e poi a sinistra. Non era insolito che la pixie apparisse cos?, nel nulla. E ancor meno insolito ? che lo facesse urlando. «Delenik?» La voce ? chiara, cristallina, tinta di un particolare accento che non appartiene a quelle terre. Fissa le spalle della piccola creatura, rimanendo seduta in equilibrio sopra quel ramo. Il pugnale ? abbassato e il piatto della lama tocca la coscia destra. Anche la mancina ? bassa, e sfiora l'altra coscia. Tende ancora una volta l'orecchio verso quella voce che chiama la pixie. Non commenta, almeno per il momento.
18:39 Nicholas : [ Lago | Ramo ] Una vocetta stridula, uno strillo che il ragazzo pu? riconoscere anche a kilometri di distanza si fa sentire non molto distante dal luogo in cui si trova adesso, facendolo scattare in quella direzione con le ultime energie che gli rimangono, andando a vedere la figura della piccola pixie sul ramo di uno dei tanti alberi, in compagnia di un elfa, un gigante come direbbe il ragazzo e niente di meno che la sua pi? grande fobia, ma ormai ha poche scelte, o raggiunge il ramo con la piccola per potersi riposare o si fa un bel volo verso il terreno. Il corpicino va dunque a darsi un ultima spinta fino ad atterrare di botto sul ramo incriminato andando a distendersi a pancia all'aria, con il cuore a mille e un fiatone non indifferente «Delenik perch?» un passa per continuare a prendere aria «te ne sei andata» ulteriore interruzione «senza avvisare?» Non ce la fa veramente pi?, ? cotto dalla fatica e non ha nemmeno pi? la forza per muovere un muscolo.
18:51 Delenik : [ Lago|Ramo ] Sbuffa e risbuffa, andando a guardare sotto di s? il ramo su cui ? poggiata Edelwen che si trova ad una distanza incredibile, per le proprie ridottissime dimensioni. Decide dunque di arrampicarsi su quello che ha afferrato in volo, aggirandolo dapprima con i piedini e mettendosi su a cavalcioni. Nicholas ? il primo che riesce a vedere, dato che in fretta le si avvicina per abbandonarsi sul ramo su cui ora lei si trova. Batte gli occhioni, sorpresa di vederlo cos? stanco e con il fiatone. «Uh?» lo sguardo ? perplesso e sorpreso quando ascolta quel che lui va a dirle, dunque si gira e si mette a gattoni, domandandogli «Cosa vuoi dire, si?» fa un attimo di pausa «Dovevo avv..» si interrompe, perch? alle proprie spalle avverte una voce che le ? molto familiare. Drizza le puntute orecchie verso l'alto, per poi girare il busto di novanta gradi e ruotare ancor pi? il capino, trovando la Kaldar che ora la sta guardando. Gli occhioni prendono a brillare con gioia alla vista dell'Alta «Signora Ede gambe lunghe!!!» saluta vivacemente, mettendosi in piedi trotterellando lungo il ramo per cercare di raggiungerla. Ah, non si ? ancora accorta del dolce frutto che la Kaldar ha con s? e poco le importa del pugnale che brandisce con una delle sue mani, fidandosi ciecamente di lei.. probabilmente a dispetto di Nicholas che al contrario teme gli Alti.
18:57 Edelwen : [ Lago | Ramo ] Gli occhi bianchi fissano la creatura. E poi, ne appare una seconda munita di ali e dall'aspetto e voce maschile. Non commenta, rimanendo in silenzio ad ascoltare e osservare le due creature del bosco. Inclina appena il capo alla propria sinistra, ignorando temporaneamente il frutto che aveva iniziato a mangiare. Quando la pixie si volta verso di lei, le labbra si schiudono lievemente. «Avete fatto di nuovo un volo dei vostri?» Chiede con tono lievemente ironico, lasciando che il sorriso le increspi le labbra, tiepido e distante. Non eccedono mai le emozioni su quel viso marmoreo, dai particolari colori che richiamano la notte. La pelle liscia, priva di imperfezioni alcune, ricorda il colore delle campanule, soprattutto ora che il tramonto inizia a calare ed il buio si fa pi? cupo in quella foresta. «Chi ? il vostro amico?» Chiede poi, emulando quel che ? una lieve curiosit?. Non sembra essere particolarmente interessata a saperlo. E' pi? una domanda di circostanza la sua, dettata dall'educazione del proprio popolo. Entambe le mani rimangono posate sulle proprie gambe, una armata di pugnale e l'altra circondata intorno alla mela sbucciata.
19:04 Nicholas : [ Lago | Ramo ] «Ti ho cercata praticamente per tutta la foresta» il respiro inizia un po' a normalizzarsi, rimanendo comunque un po' rapido, abbastanza da consentirgli di proferire frasi complete senza interrompersi ogni secondo. Rimane l?, disteso sul ramo, senza pi? una briciola di forza, nemmeno per provare ad allontanarsi dall'elfa nonostante sia terrorizzato da quella vicinanza e dal fatto di essere completamente esposto agli occhi di essa. E mentre lui se ne sta stanco morto a riposare in preda alla paura la piccola muove agilmente in direzione dell'elfa andando a salutarla e preferendone il nome, nome gi? sentito il giorno prima al teatro da parte della stessa e da una accurata definizione dell'altezza di tale soggetto. E se da una parte ? felice di aver ritrovato la parirazza dall'altro vorrebbe solo volare in un luogo un po' nascosto per evitare gli sguardi della gigante.
19:13 Delenik : [ Lago|Ramo ] Ancora una volta la piccina non sembra affatto accorgersi del terrore del povero pixie nei confronti di coloro che lui chiama "giganti". Ora infatti la pixie si trova vicina ad uno di loro, per di pi? uno degli esponenti della stirpe elfica pi? alta, ma alla bambina non sembra importare molto. Alla domanda da lei posta la bambina batte gli occhioni con sguardo apparentemente sorpreso, esclamando «Nnnnooo...» un attimo di pausa, prima di continuare «...? diverso dal solito! Era pi? divertente!!» ammette che spesso si ritrova in quelle strane situazioni, dunque, e non se ne pente affatto. Il povero Nicholas viene calcolato poco in quel momento, avr? tutto il tempo di riposare quanto vorr?, almeno fin quando Edelwen non le domanda chi lui sia. Gli occhietti vispi della piccola non smettono di brillare, torna a guardare l'elfa esclamando «Lui ? un pixie come me!!! Hai visto?? Niicholas!! Nicholas!!!» prende ora a saltellare a ritroso sul ramo, per nulla spaventata dall'idea di perdere l'equilibrio data la grande agilit? che la caratterizza anche tra chi della sua specie. Cerca di afferrare una delle mani del povero pixie, esclamando allegramente «Non vieni a dire ciao alla signora Ede gambe lunghe, si??» cerca anche di tirarlo un po', per metterlo seduto o, meglio ancora, di aiutarlo ad alzarsi.
19:21 Edelwen : [ Lago | Ramo ] L'attenzione ? ancora tutta per Delenik, dalla quale attende le due risposte. Paziente come poche creature a questo mondo. Ed in fondo, doveva esserlo per poter andar dietro a quella creaturina. Il sole ? ormai oltre l'orizzone e la sera inizia a calare, inesorabilmente. Conosceva ormai quei luoghi come le proprie tasche. Tornare verso la riva non sarebbe stato per lei troppo un problema. «Posso immaginare..» Commenta con tono lievemente ironico. Sebbene sia seduta, si pu? ben notare come questa sia alta, davvero molto. Raggiunge i due metri e poco pi?, Ed ? difficile trovare creature altrettanto belle in quel mondo fatto principalmente di umani. Le tenebre iniziano a calare, dipingendo le ombre su quel viso violaceo. I capelli lo incorniciano con delicatezza, nelle tinte scure di un blu oltre mare. «Ho viso..» Commenta con delicatezza, andando a spostare lo sguardo su Nicholas, che non sembra avere altrettanto entusiasmo. «Il mio nome ? Edelwen.» Si saluta a modo, chinando piano il capo. «Volete un p? di mela?» Chiede verso entrambi, alzando la mano sinistra facendogli notare ora il frutto sbucciato pocanzi. La solleva di qualche centimetro, sentendo il succo iniziare a colarle sulla mano, gocciolando.
19:30 Nicholas : [ Lago | Ramo ] Un po' di tempo per riposare lo guadagna il pixie durante il dialogo fra la parirazza e l'elfa, ma sfortunatamente non gli ? sufficiente a riprendere il volo, tenendo conto anche delle ali doloranti, dolore che non si fa problemi a esternare quando la piccola lo aiuta a tirarsi su mettendolo seduto «Male male malissimo» il tono ? sofferente mente l'occhio sinistro viene chiuso in reazione alla fitta di dolore che lo attraversa durante il movimento, mentre le ali stesse sembrano tremare un pochino per lo sforzo a cui sono state precedentemente sottoposte. «? un piacere» non esattamente ma vuole essere cortese «il mio nome ? Nicholas come pu? aver sentito» lo ripete, giusto per completare quelle formalit? osservando nel frattempo con gli occhi azzurri l'elfa che dopo averlo salutato chiede ad entrambi i pixie se per caso gradiscono un po' della succosa mela che tiene con la mano, e questa vista va ad alleviare un po' del dolore e dell'agitazione del ragazzo che osserva il frutto con occhi golosi mentre tenta di portarsi in piedi con un po' di difficolt?. Gli ? pur sempre stata offerta una mela, quale pixie che si rispetti non accetterebbe un dono cos? dolce? «Se possiamo» ? comunque ancora un po' timoroso nei confronti dell'elfa, ma cerca di farsi coraggio per il bene del suo stomaco e di quella povera mela che aspetta di venire mangiata.
19:40 Delenik : [ Lago| Ramo ] Le manine della pixie stringono quella sinistra di Nicholas, il quale esprime immediatamente il suo dolore non appena si tira su, al che lei lo lascia immediatamente facendo un balzo indietro, con occhioni spalancati e sorpresi «Male male malissimo??» esclama con vocino piccolo e timoroso «Dove? La mano? Il braccio? Le ali? Hai sbattuto? Non ? che sei caduto, si?» esclama la piccoletta, mettendosi in ginocchio di fronte al pixie con occhioni grandi che lo guardano dal basso verso l'alto. «Hai male qui? Qui? Qui?» cerca di toccargli con il ditino indice della mano destra il braccio, la spalla, il petto... ovunque riesca a toccarlo, almeno fino a quando Edelwen non offre loro la mela. E se Nicholas accetta in modo garbato l'offerta dell'elfa, la bambina.. «Siiii!!!» si lascia semplicemente andare all'entusiasmo, rimettendosi in piedi e tornando indietro per mettersi poco pi? avanti rispetto a lei, accucciandosi con mani e piedi sul ramo leccandosi le labbra alla sola idea del suo frutto preferito tra le proprie grinfie.
19:46 Edelwen : [ Lago | Ramo ] Osserva la scenetta, lasciando che quel pallido sorriso rimanga dipinto sulle labbra. Rari, rarissimi erano i sorrisi degli elfi. Ed ancor pi? rari lo erano quelli sinceramente divertiti. In particolar modo quelli dei Kaldar. Ella ? solitamente seria. Una guerriera, una cacciatrice. Non era il tipo di persona abituata ad esternare le proprie emozioni. Non si intromette quando sente che il pixie ? dolorante, e nemmeno quando Delenik cerca di capire dove. Nel mentre, ella risolleva con delicatezza il pugnale con la mano destra e con fare attento andrebbe a tagliare piccoli pezzi di mela e a posarli sul proprio grembo. «Venite, mangiate.. E non fate complimenti..» Gentile. In fondo, come poteva non esserlo con quel genere di creature vispe ed allegre? V'? rimasto il solo suono del fiume. Le fronde degli alberi sembrano ora silenziosi e quieti. Il sole ha abbandonato quei luoghi, lasciando il posto alle tenebre. Man mano che taglia pezzetti di mela, questi vengono posati sulle proprie gambe, in modo che le due creature fatate possano prenderne e mangiarne.
19:55 Nicholas : [ Lago | Ramo ] «Alle ali, devo aver volato veramente troppo» praticamente dalla mattina senza sosta e anche ad una discreta velocit?, ? abbastanza normale che senta dolore in quel punto, praticamente un crampo ma pi? intenso «non preoccuparti, va gi? meglio» no che non va meglio, ma non vuole far preoccupare ulteriormente la bambina che ora ? tutta concentrata sulla mela che l'elfa va ora a tagliare e a posizionare sul proprio grembo, invitando i due piccoli pixie a mangiarli, ma mentre la parirazza probabilmente si metter? a correre, il ragazzo si avvicina un po' pi? lentamente alla figura della gigante, un po' per il dolore e la fatica e un po' per il suo timore nei confronti di tale figura.Questo ovviamente per? non impedisce al ragazzo di avvicinarsi all'elfa ed afferrare con cautela uno dei pezzi di mela, portandoselo lentamente alla bocca senza staccare il contatto visivo da Edelwen, o almeno fino al primo morso che ha come un effetto rilassante sul pixie che inizia a mangiare di gusto. In fondo bisogna goderselo un dono del genere, non pu? rimanere teso anche in quella situazione.
20:12 Delenik : [ Lago| Ramo ] La piccina scocca spesso uno sguardo verso Nicholas, anche mentre si sta avvicinando a Edelwen almeno finch? le puntute orecchie non avvertono il suono del coltello che taglia la mela. Edelwen dispone i pezzettini sul suo grembo e cos?, come un uccellino che viene a raccogliere molliche di pane, la piccina scende dal ramo per salirle sulle gambe ed afferrare il primo pezzo di mela che trova «Grazie!» afferma vivacemente alla alta elfa e sebbene lei abbia tagliato la fetta in piccoli pezzi lei ? comunque costretta ad afferrare quello preso con entrambe le mani. Rotea lo sguardo verso il pixie, che si avvicina a sua volta con un po' pi? di lentezza per fare la medesima cosa. Gli occhioni della bambina non si staccano da Nicholas in quell'istante, anche se il dolce frutto rischia di distrarla dalla preoccupazione che cova verso il parirazza.. dopotutto, anche se dice di stare meglio, non sembra vivace com'? sempre stato in propria presenza. «Pherch? hai volato thoppo?» domanda la piccolina solo in quel momento, con le guance piene del suo frutto preferito, gonfie alla vista di chi potr? guardarla. I due pixie e l'elfa mangeranno insieme, e se per la kaldar la mela ? uno spuntino con tutta probabilit? per i figli di Illialys ? un vero e proprio banchetto. [end]
20:18 Edelwen : [ Lago | Ramo ] Tagliuzza quella mela, in modo tale da renderla in pezzetti abbastanza piccoli da poter essere afferrati dai pixie senza problemi alcuni. V'? ancora la nebbia in quei luoghi ed ella, in cuor suo, spera che la Madre possa far capolineo quella notte, invece di doversi aggirare con un eventuale lanternino per i boschi. Sospira sommessamente, lasciando uscire l'aria che va a condensarsi in lievi nuvolette candide. Uno sguardo viene donato a Nicholas. Tranquilla vorrebbe apparire, sebbene forse l'aspetto di lei appaia come quello di una fiera. Selvaggia, atipica per molti ambiti. Eppur in quel momento appare mansueta. Come una grande pantera in un momento di quiete. Era cos?, che Malwie preferiva trovarla, probabilmente. Non si intromette quindi nella discussione fra i due pixie. Posa l'ultimo pezzo di mela ed anche il torsolo sul proprio grembo. Con un gesto lieve, andrebbe poi a pulire il proprio pugnale sulla stoffa dei pantaloni, passando il piatto della lama prima da un lato e poi dall'altro. Con gesti lievi, lenti, andrebbe quindi a riporre la lama all'interno del fodero, mettendolo al sicuro dalle due figure. Rimarrebbe quindi li, seduta su quel ramo, a far da tavola imbandita per i due pixie.
20:26 Nicholas : [ Lago | Ramo ] Il dolce sapore del morso che ha preso dal pezzo della mela ? sufficiente a togliere le preoccupazioni dalla mente del pixie e lo distrae dalla fatica del proprio corpo, andando anche a ridonarne energie grazie all'amato glucosio «Perch? ho cercato qualcuno in lungo e in largo dato che ? sparito senza avvisare» non specifica ma fa capire per bene a chi si riferisca, andando a volgere uno sguardo divertito alla parirazza che forse potrebbe anche non capire data l'attenzione che dona al banchetto a cui i due pixie stanno partecipando, ma in fondo una mela ? pi? che sufficiente ad attirare un pixie e per questo non vuole proferire altro pensando sia irrilevante al momento ? preferendo piuttosto continuare a mangiare allegro quel succoso frutto che l'elfa ha offerto
22:37 Malwie : [ fitto ] L'elfo, vestito in pesanti abiti boschivi, sta accompagnando la mannara nel fitto della foresta. S'inoltra nel sottobosco, agile e aggraziato, la luce della luna talmente forte da essere la condizione ottimale per la sua visione crepuscolare. Il cielo terso, nemmeno una nuvola. No ha mantello con s?, stivali, pantaloni marroni e pesante tunica verde bosco che copre il torso. In vita una cinta cui non manca certo la solita scarsella sul fianco sinistro, ed non il pugnale sul fianco destro. I lunghi capelli d'oro pallido, che paiono argentati quasi sotto questa luce chiara e fredda, sono morbidamente intrecciati dietro la schiena. Lui, come sempre, ? serio e silenzioso.
22:50 Edelwen [ Fitto ] La luna era infine uscita, dopo le sue preghiere. La luce argentata vigila ora con il suo splendore, donandole la vista senza troppo affanno. Filtra fra i rami, fra le foglie, dandole il prezioso dono della vista. Il silenzio ? unico in quell'attimo. Alcuni versi di animali si fanno pi? forti, altri strisciano nel sottobosco. Raggiungono il proprio udito fine. Ella si trova seduta sul ramo di una quercia posto a circa tre metri di altezza. Non indossa il suo mantello quella sera, solo i soliti abiti, pesanti. Una spessa casacca scura, un paio di pantaloni e degli stivali di cuoio. La gamba destra ? piegata e posata sul tronco, mentre la sinistra ? penzoloni verso il terreno. A tracolla, porta con s? come sempre una faretra piena di frecce dal piumaggio nero ed assicurato in un apposito incavo, un arco corto che appare da dietro la spalla sinistra. Alla cintura, v'? un pugnale assicurato in un fodero sul fianco sinistro. China, osservando in silenzio l'area al di sotto di lei. E' in attesa, silenziosa. I capelli sono legati in una lunghissima treccia fitta, che senza difficolt? raggiunge i fianchi. Alcuni ciuffi ribelli sono lasciati sul viso. L'epiderme ? differente di qualsiasi altra creatura che vive in questi luoghi: violacea, simili alle campanule. Gli occhi, invece, sembrano due brillanti stelle.
22:53 Maharet : [ Fitto ] A piedi nudi nel bosco, con indosso abiti semplici e di non troppo valore: camicia bianca aperta sul davanti perl lo scollo a ?V?, pantaloni color nocciola molto semplici e i capelli sciolti, liberi e un p? ribelli. E? lievemente nervosa ed ? visibile questo fattore dal mordersi il labbro inferiore «E? la prima volta che mi faccio seguire da qualcuno in questa notte..» ovviamente si riferisce all?ultima notte prima della piena «Se mi vedi strana: scappa..» effettivamente nemmeno lei ha idea riguardo a cosa le succede, non perfettamente..s? di mutare e basta. Continua a camminare, sospirando di tanto in tanto e annusando i pressi, aiutata dal tempo sereno ma di meno dal vento che proviene da nord e che le lascia una prospettiva solo parziale di ci? che ? presente e arriva da sud..non che questo le impedisca di orientarsi nei boschi. Le labbra si umettano, mentre saggia l?aria ed ? consapevole di una figura non troppo distante, che ancora non pu? contraddistinguere ma che dev?essere chiaramente in una posizione sopraelevata «C?? qualcuno..» dice a mezza voce verso Malwie, andando a voltarsi verso alla provenienza di quell?odore, evidentemente tesa «Deve andarsene prima di questa notte..» dice convinta, come se il fatto che regni il crinos nella piena, significhi che il bosco dev?essere sgombro. Sembra cambiare il proprio passo nella direzione di quella traccia olfattiva, mantenendosi ora, in silenzio.
22:59 Malwie : [ fitto ] L'udito ? teso ad ascoltare i suoni della notte, le lunghe orecchie appuntite hanno piccoli scatti al lati del capo, nell'inseguire i sottili suoni della foresta che il forte vento porta con s?. Il suo passo ? sicuro e sciolto, il portamento come sempre composto ed elegante. Lo sguardo viene spostato sulla mannara, obliquamente, mentre l'elfo proseguirebbe nell'affiancarla. [Potrei dire la stessa cosa.] delle sue emozioni, sensazioni o pensieri, come sempre, non ? possibile intravedere nulla. Il suo volto tace, pacifico e serio. All'ingiunzione sulla fuga annuisce semplicemente, rendendo noto di aver sentito, compreso e accettato quelle parole. E', piuttosto, all'accenno ad una terza presenza che l'elfo risponde. [Dove?] lui non sembrerebbe vedere niente e nessuno, ne udire alcunch?. Gli elfi sanno essere decisamente introvabili nelle foreste, per chi ovviamente non possiede un olfatto animale. [Chiunque sia lo porter? via con me.] le risponde, assecondando il suo cambio di direzione. Il suo tono pacato, tranquillo. Melodioso l'accento che vena quella sua voce bassa e controllata.

23:07 Edelwen [ Fitto ] Passi. Passi che si muovono nel sottobosco. Il silenzio interrotto da quel che potrebbe essere qualcosa o qualcuno. Corruga appena la fronte, andando a tendere l'orecchio verso quei suoni. Rimane seduta a quel modo sul ramo, inclinando appena il capo alla propria sinistra, mentre ricerca la fonte dei passi in lontananza e di un lieve bisbliglio di cui tuttavia non coglie ancora il significato. «Malwie?» Chiama con tono lieve, appena pi? alto per farsi udire dall'elfo se questi si sta avvicinando nella propria direzione. Tuttavia, non ne pu? esser certa. Quei luoghi, di certo, erano frequentati anche da altre persone. La mano sinistra scivolerebbe verso la propria schiena, andando a cercare con delicatezza l'impugnatura dell'arco corto. La destra, invece, salirebbe oltre la spalla, per andare a sfiorare una delle frecce dal piumaggio nero. Non afferra ancora nessuno dei due con sicurezza, volendo d'apprima assicurarsi di chi o cosa si sta avvicinando. E' chinata lievemente in avanti, sul ramo, tendendo l'orecchio ai rumori e cercando con lo sguardo le sagome. Umetta le labbra, lasciando che il vento respiri sul viso della Kaldar e scosti le ciocche di capelli blu cobalto.
23:16 Maharet : [ Fitto ] Si guarda intorno la canide, cercando di comprendere al meglio su quale albero la donna possa essere, aiutandosi con l?olfatto che, potente, d? il meglio di s? questa sera «Ora la troviamo..» assicura, annusando l?aria come farebbe un cane da tartufo e seguendo quindi il punto dove si trova. «Grazie..» pare ringraziare l?altro per portare via con s? l?altra creatura, ancora non identificata. Lei non sente quel richiamo dell?elfa, provvista di un udito meno sopraffino di quello elfico, ? solo grazie all?olfatto che pu? avvicinarsi alla donna e capire dove risiede, a un certo punto smette di camminare, percependo la figura a qualche albero di distanza «E? qui sopra..» accenna all?altro cerusico, mentre con lo sguardo cerca di percepire dove questa sia: ma ? buio e non ? aiutata moltissimo dalla luna, che, quasi piena, non brilla certo di luce propria. Non pu? sapere che i due si conoscono, non pu? sapere ancora chi sia..ma il naso ? sniffando l?aria che cerca di stamparsi addosso e sopratutto nella mente, l?odore percepito, cercando poi di ricollegarlo: quando l?altra sar? visibile al rispettivo viso.
23:26 Malwie : [ fitto ] Prosegue agile nel sottobosco. Il suo passo sicuro, leggero. Non si cura particolarmente si essere silenzioso, non ve ne ? motivo. Nonostante questo sicuramente produce molto meno rumore di altre creature e razze, dopotutto questo ? il suo regno, la sua dimora, la sua casa naturale. Il vento porta al suo fine udito una voce ed un nome, una voce molto ben conosciuta. Le orecchie si rizzano, ai lati del capo, accogliendo quel suono, riconoscendolo. [Edelwen?] si alza in risposta la sua voce, mentre quei suoi pacati occhi grigi si muovono nel fitto, in cerca della fonte d cui quella lieve voce ? partita. Non serve, ovviamente, ci pensa Maharet ad individuarla per lui. Annuisce solo, al suo ringraziamento, mantenendo quel suo serio e silenzioso contegno. [Interessante..] commenta la straordinaria capacit? con cui la mannara individua l'elfa. Una cosa che, per chiunque altro, risulterebbe impossibile, inclusi i pixie. Nessuno trova un elfo che non vuole essere trovato, nessuno con un fiuto normale per lo meno. Seguirebbe la mannara nei pressi dell'albero, andando a sollevare in alto il volto, con quell'espressione pacata e neutrale che sempre mantiene. [mae govannen, Edelwen.] Un attimo di pausa e silenzio, prima di andare dritto al punto. [Posso chiedervi di tornare con me in citt?, questa notte?] la voce si mantiene bassa e pacata, come se parlasse solo con Maharet e non con qualcuno tra metri sopra di lui, infilato nelle fronde. Non importa, Edel potr? sentirlo perfettamente.
23:41 Edelwen : [ Fitto ] Rimane a fissare sotto di s?, quando due sagome si avvicinano all'albero su cui si trova. Sono i capelli argentei a catturare maggiormente l'attenzione dell'elfa. Per un momento, fissa Maharet, la cui sagoma e voce le sono sconosciute. La ignora, quasi subito, sebbene un'espressione perplessa sia dipinta sul viso. E' un'espressione lieve, appena accentuata, atta ad indicare come ella non comprenda la presenza della donna. Gli occhi candidi si spostano dunque su Malwie, andando ad incrociare lo sguardo con lui, da quei tre metri. «E' una strana richiesta, la Vostra, Malwie.. Avete avuto il permesso dalla Grandal?» Chiede con tono basso, senza urlare, con quel suo accento strano ed esotico, che non appartiene a quelle terre. Abbandona la lieve presa sulle armi, andando cos? a cercare un modo di scendere dall'albero. Andrebbe a piegare anche la gamba destra, sedendosi sul ramo. Entrambe le gambe sono ora penzoloni davanti a s?. In quel momento, dona le spalle all'elfo e alla mannara. Le mani toccano il legno del ramo. Un lieve sospiro esce dalle labbra dell'elfa, prima di darsi una spinta in avanti per lasciarsi cadere dal ramo. Andrebbe, mantenendo l'attenzione ai suoi gesti e movimenti, a piegare le ginocchia appena tocca terra, per ammortizzare la caduta. In fondo, era si e no un salto corto per lei, che ? alta poco pi? di due metri.
23:46 Maharet : [ Fitto ] Lo sguardo di Maharet f? davvero fatica a percepire Edelwen, il buio la occulta completamente alla sua vita e per quanto continui a chinarsi e a ricercarla, su due piedi non riesce proprio a inquadrarla. «Ah, la conosci?» chiede perplessa, andando a guardare verso Malwie con tranquillit? «Sembra una proposta sconcia..» ride all?affermazione dell?elfo, quella in cui chiede all?altra di seguirlo nella citt?. «Comunque sia..» si schiarisce la voce «Non prendete come proposta sconcia ci? che sto per fare..» scherza, ma ? una richiesta, mentre le braccia vanno alla vita per sollevare il tessuto della camicetta, togliendosela con un semplice gesto e andando a porgerla verso l?elfo alto: se deve mutare, i vestiti non vuole di certo strapparli. Lo sguardo finisce sulla Kaldar quando la vede atterrare, inarcando un sopracciglio senza badare o avere vergogna delle proprie ormai in mostra, nudit? «Amelia.. Che c?entra Amelia?» ? perplessa, ma quando vede l?aspetto dell?elfa, f? i propri collegamenti «Oooh..» esordisce subito con quell?ovazione o quel che ? «Ma qui abbiamo una ricercata..» dice convinta, annuendo brevemente mentre le mani vanno verso i pantaloni per slacciarsi anche quelli «Ora capisco perch? serve il permesso di Amelia..» accenna sospirando, mentre abbassa lo sguardo alla propria patta con cui litiga brevemente «Ma che avete fatto quella sera?» ? evidentemente perplessa, non avendo assistito a quanto accaduto «Folla inferocita?» chiede conferma, poich? qualcosa ...
23:46 Maharet : [ Fitto ] ...gli ? stato raccontato.. Attende, mentre continua il proprio intento: senza pudore o malizia.
23:57 Malwie : [ fitto ] L'elfo rimane in attesa, con il capo morbidamente reclinato verso l'alto, la lunga treccia leggermente smossa dal vento. Il suo pacato sguardo segue la discesa aggraziata dell'elfa, mantenendosi sulla sua figura sino a che non sia sia scesa al suolo. [Lo so.] riguardo la stranezza [Non di meno lo farete?] le chiede, contraendo impercettibilmente gli angoli delle labbra in un lievissimo sorriso, praticamente invisibile ai pi?. All'ironia di Maharet risponde, come al solito, con la pi? neutra seriet?. Come direbbe lei, con tante scope infilate su per il deretano. [Non lo era.] la informa, come se ve ne fosse alcun bisogno dato che le confid? lei stessa la necessit? di portarla via. Alla questione di Amelia risponde all'elfa, lasciando che a Maharet sia la Kaldar stessa a porre risposta. [Parrebbe cche lei stia aspettando l'ufficiale intervento del suo superiore ancora.] sarebbe, traddotto dal Malwiese, un no. Sposta lo sguardo su Maharet poi, sentendola, pi? che vedendola, togliersi degli abiti di dosso. I suoi occhi si fissano sul suo volto, e sul suo volto soltanto, senza scivolare altrove nemmeno per sbaglio. L'unica reazione da parte sua ? un serissimo commento. [Non vi ammalerete?] mentre la mancina viene allungata in sua direzione, in attesa di ricevere l'indumento. [Cosa dovrei farne?] chiede per altro, non sapendo bene le abitudini di lei, nella mutazione. Anzi, non sapendo bene niente, della mutazione.
23:59 Edelwen : [ Fitto ] Impattano prima i piedi contro il terreno soffice. Accompagna quel movimento, chinandosi in avanti per andare a posare entrambe le mani verso il terreno, per cercare un ulteriore aiuto per ammortizzare la caduta volontaria. RImane qualche attimo accovacciata, in assoluto silenzio. Una ciocca pi? lunga ricade sul viso del colore dei lill?, mentre la lunga treccia cade inerme sulla schiena. In tutto quel fare, le frecce creano un sonoro ticchettio fra di loro, toccandosi a vicenda. Una volta sicura delle proprie gambe, andrebbe a sollevarsi con un movimento lento e morbido, elegante ma al tempo stesso felino. Ascolta le parole di entrambi rimanendo in silenzio. Lenta, si volta verso i due, rimanendo visibilmente perplessa, ancor di pi? di prima, di fronte alla donna che sta iniziando a spogliarsi. Corruga la fronte, andando a cercare con lo sguardo Malwie. «Cosa... Che succede, Malwie?» Chiede cercando di capire. Non vuol apparire geloso il tono di voce, non come quello di chi coglie in flagrante qualcuno. E' solo molto, molto perplessa dal comportamento della mannara. Alla sua affermazione, ritorna su di lei. «E' stato tutto un malinteso, che chi di dovere provveder? a risolvere. Almeno io mi auguro.» Commenta con tono freddo, anzi, freddissimo. Un altro sguardo a Malwie, mentre si alterna fra i due, non sapendo cosa pensare.
00:09 Maharet : [ Fitto ] Ed ? con un sospiro che guarda verso Malwie, sia per la battuta non apprezzata, sia per quelle domande che a lei suonano ovvie..o almeno, la loro risposta ? ovvia. «Ve li portate al lazzaretto no??» dice con tono lievemente scocciato, ma solo una punta, per una volta «O preferite che inizio a girare nuda anche per il lazzaretto?» chiede, mentre si sfila anche i pantaloni che porge anch?essi verso l?elfo..non c?? nient?altro da dargli: ? una mannara, mica una donna di corte. «Non f? sufficiente freddo perch? io possa ammalarmi.. Sopratutto in Crinos.. Certo, non farei un bagno, quello no.» assicura, andando a spostare solo ora lo sguardo su Edelwen, incurante che la sua condizione potrebbe risultare inopportuna. Non commenta a riguardo del malinteso, semplicemente annuisce e comprende, in teoria, a riguardo di quanto l?altra afferma «Arriva la luna piena..» spiega alla donna, andando a guardare il cielo per alcuni istanti.. «E anzi, ? meglio che muoviate il passo, dopo che avrete preso i miei pantaloni..» cos? accenna, andando a voltarsi parzialmente di lato, come pronta a partire, appena dalla mano le verranno tolti quei quattro stracci che indossava.
00:19 Malwie : [ fitto ] L'elfo rimane con lo sguardo sulla mannara, silenzioso. Non sembra voler essere lui a dare le spiegazioni. Dopotutto questa ? la vita della mannara, non la sua, lascia a lei la decisione se rispondere o meno. Non che questo cambi qualcosa a conti fatti, dato che alla fine accadr? quello che deve accadere. Eppure sembra che per lui esista una qualche tipo di differenza. Lo sguardo si muove in direzione di Edelwen, cui rivolge nuovamente un tenue ed appena percepibile sorriso, con quella compostezza elfica che mai lo abbandona. Torna su Maharet poi, sempre il suo sguardo ? rivolto al suo volto. [Oh..s?. No, direi che non ? il caso.] A proposito del girare nuda per il lazzaretto. Protenderebbe le mani per raccogliere anche i pantaloni dalle sue mani, semplicemente annuendo riguardo il tempo e la sua resistenza immunitaria. [D'accordo. Ci vediamo al lazzaretto allora, Maharet.] il suo sguardo rimarrebbe sul volto di lei alcuni istanti, prima di essere rivolto verso la Kaldar. [Andiamo.] la inviterebbe, con l'evidente intenzione di seguire il consiglio della volpe e cominciare ad allontanarsi da qui.
00:27 Edelwen : [ Fitto ] Li ascolta, ma soprattutto ? su di lei che pone quasi tutta la propria attenzione. Ci sono cose che non comprende. A partire dal perch? si sta denudando, per finire con il quesito maggiore: perch? Malwie sta raccogliendo i suoi vestiti. Corruga appena la fronte. Rimane impalata davanti a lei, inclinando appena il capo alla sua destra. Non sono le nudit? a metterla a disagio. In fondo, conosceva il corpo di una donna. L'invito dell'elfo la fa distrarre e spostare l'attenzione su di lui. «Dovete spiegarmi un p? di cose, Malwie.» Il tono sembra pi? acceso del solito, e l'espressione sul viso dell'elfa non ? rilassata e calma come quella del Valdar. «Che la Madre vegli su di voi, in questa notte.» Sembra un augurio il suo, verso la mannara. Andrebbe ad affiancare l'elfo, alla sua sinistra. [E]«Chi ?, quella donna?» Domanda, andando ora a parlare nella propria lingua, comprensibile a pochi. [E]«Che vogliono dire le sue parole?» Aggiunge poi, come se tutta la situazione le risultasse strana, aliena. Cosa fosse un mannaro, forse lo sapeva. Ma forse, nelle sue terre, v'erano tradizioni differenti. Uno sguardo cade alle loro spalle, verso quel che dovrebbe essere la schiena nuda della volpe. Ancora non si sono allontanati troppo, e la Luna dovrebbe concederle la vista per guardarsi intorno come se fosse giorno.
00:32 Maharet : [ Fitto ] Quasi non scoppia a ridere quando la Kaldar salta fuori con la frase ?Che la madre vegli su di voi?, si contiene per quel che pu? guardando altrove per evitare di scoppiare a riderle in faccia nel vero e proprio senso della parola. «La madre mi possiede, questa notte.. E cavalcher? la foresta, per lei.» cos? decide di rispondere, mentre umettandosi le labbra andrebbe ad avviarsi per allontanarsi, intenzionata ad andarsene il prima possibile.. Prima per? di dilegarsi «Se sentite ululare: non domandatevi chi ?.. Iniziate semplicemente a correre.» ed ? con questa frase che andrebbe a inoltrarsi nel buio e nel fitto della foresta..lontano dai due elfi, lontano da qualsiasi forma di vita per cui potrebbe in qualche modo temere la vita, facendosi probabilmente strada, abbattendo gli alberi, quando la furia si impossesser? di lei.
00:42 Malwie : [ fitto ] L'elfo ripiega, si fa per dire, gli abiti in modo tale da poterli agevolmente tenere con la sola mano destra. Annuisce una sola singola volta, alle parole di Maharet. [D'accordo.] Nessun augurio da parte sua, soltanto quello detto prima e che riepiloga in un sbrigativo. [A presto.] Quindi, non appena la Kaldar lo affianca, lui dirigerebbe il passo in direzione di Kirial. Un passo che presto diverrebbe bello sostenuto, quasi un passo di corsa ma non ancora, consapevole di essere veloce ma non altrettanto resistente. Finch? non sentir? ululati camminer? svelto e agile nel sottobosco, senza perdere tempo ad essere silenzioso, ormai conscio del potenziale olfattivo di cui lei dispone. ?E [Maharet, ? un'inserviente del lazzaretto.] le donerebbe un'occhiata lateralmente, se lei gli fosse al fianco. ?E [Vogliono dire che ? meglio non farci trovare da lei, quando l'influsso della luna l'avr? reclamata. Non se vogliamo uscire vivi da questa foresta...] il suo tono ? serio, mortalmente serio. ?E [Non immaginavo che il suo fiuto fosse cos? dannatamente preciso.] deve averlo decisamente colpito, e preoccupato anche. ?E [Per sicurezza scendiamo a Kirial lungo il fiume.] D'accordo, forse forse un pochino ? agitato o comincia ad esserlo. Dopotutto...come dargli torto?
00:49 Edelwen : [ Fitto ] Forse inizia a comprendere la situazione. In fondo, vi saranno state creature simili anche nelle sue terre. Affianca l'elfo, ascoltando le ultime parole della mannara dietro di loro prima di svanire nel folto della foresta. Ancora la luna non ? totalmente piena e fin tanto non lo sar?, dovrebbero essere in salvo. Ascolta le parole del Valdar, affiancandolo, mantenendo a sua volta un passo svelto e sostenuto, senza troppi problemi. Abituata, forse, a correre per la foresta durante le notti di luna. Non pronuncia nulla, almeno per il momento. La mano sinistra andrebbe a piegari e la mano a ricercare l'impugnatura dell'arco corto. Per la seconda volta quella sera. Stavolta, tuttavia, non indugia e andrebbe a fare un breve strattone per fare in modo che l'arco si slacci dall'incavo a cui ? assicurato. [E]«Andiamo dritto verso Kirial, senza fermarci. E senza deviare.» Sentenzia con voce pi? dura ora. Uno sguardo viene donato a Malwie. [E]«Dannazione, siete un pazzo. Come vi ? saltato in mente di fare una cosa cos? pericolosa?» Si, lo sta rimproverando. La mano destra andrebbe ad afferrare quella sinistra dell'elfo, volente o nolente. Il passo verrebbe quindi aumentato in modo da tenerlo sostenuto. Quasi se lo strascina dietro di s?, cercando comunque di non farlo inciampare, cercando di seguire sentieri conosciuti e pi?, che li possano fare allontanare senza indugiare troppo in quelle foreste.
01:01 Malwie : [ fitto ] L'elfo si muove agile nella foresta ma, nel momento in cui la cacciatrice par voler prendere la posizione di guida...b? la lascia fare e si accoda a lei. Ben consapevole della sua maggior confidenza, della sua maggior competenza, in questo frangente. Annuisce soltanto, appena appena, alle sue prime parole, volgendo lo sguardo verso di lei ma senza voltarsi del tutto. Un istante, abbastanza da incrociare i suoi occhi, prima di tornare a guardare innanzi. Il suo passo si aggiusta a quello della Kaldar, il suo fisico e la sua destrezza gli dovrebbero tranquillamente consentire rapidit? e agilit?, soprattutto in questo terreno a lui cos? familiare. Lei gli prende la mano sinistra e lui, senza smettere di correre, questa volta si gira impercettibilmente verso la Kaldar. Di nuovo un attimo soltanto prima di tornare a guardare la strada su cui lei lo guida. ?E [Me lo chiese.] risponde semplicemente, senza alcun affanno nella voce, nonostante la rapidit? con cui si muovono. ?E [Ed ? stato un bene, o non avrei incontrato voi.]

01:11 Edelwen : [ Fitto ] La mano si stringe con intensit?, come se quella notte temesse di perderlo di vista. Si sente come braccata, sebbene sia ancora lievemente presto. Ma non poteva mai dire quando sarebbe avvenuto il peggio: prima giungevano oltre le mura di Kirial e prima potevano ritenersi al sicuro. Strano invero a dirsi. La mano sinistra ? stretta intorno all'impugnatura dell'arco corto, mantenuto basso per evitare di impigliarlo in qualche ramo. Lo guida, ponendosi di qualche passo in avanti come a sondare in anticipo il terreno che andranno a calpestare. Per loro fortuna, ella vive quasi sempre in quelle zone e quella notte sono accompagnati dalla luce della luna. [E]«Avreste potuto avvertirmi in qualsiasi altro modo, Malwie! Non c'era bisogno che venivate fin qui a rischiare di farvi uccidere!» Esclama, con pi? foga del solito. L'idea di essere preda non le ? mai piaciuta, nemmeno in passato. Ma men che meno ama che qualcuno a cui ella tiene sia in chiaro pericolo come quella notte. [E]«Dannazione..» Mormora piano, sottovoce, imprecando contro qualcosa o qualcuno di imprecisato. Sembra arrabbiata, pi? di quanto lo ? di solito. Strano a dirsi, ma sta esternando emozioni forti, pi? di quanto abbia fatto fino a quella notte. La mano intorno a quella dell'elfo ha una presa salda, come se temesse di non sentirla pi? nella propria.
01:19 Malwie : [ fitto ] L'elfo non ha alcun problema a starle dietro. Nonostante passi molto del suo tempo al lazzaretto ? dotato di una discreta agilit? e nulla pu? far dimenticare a qualcuno della sua razza come ci si muove nei boschi. Detto ci, per?, ? inevitabile che Edelwen conosca meglio le vie nascoste che pi? facilmente li porteranno al sicuro. Non risponde subito, ascolta in silenzio, con le orecchie che si piegano in dietro, quasi in risposta al rimprovero e alla foga di lei. La sua mano stringe la presa su quella della Kaldar, in silenzio dapprima. Quanto tempo mai ci vorr?, perch? due elfi in fuga raggiungano le mura cittadine? Non poi molto probabilmente, data l'agilit? di cui dispongono entrambi. Solo dopo la sua ultima imprecazione l'elfo parrebbe dire qualcosa, senza mai smettere di fuggire da quella foresta in cui uno dei pi? violenti volti di Illyalis ha preso vita. ?E [Vi chiedo perdono.] nuovamente la mano stringe quella di lei. ?E [Se entriamo a Kirial dalle mura a nord saremo vicini a casa mia e non dovremo attraversare la citt?.] preoccupato forse che lei venga avvistata in qualche modo e riconosciuta. Sebbene non dovrebbero esserci problematiche, finch? Grandall non avr? ufficializzato il tutto, sembra che lui voglia prendere le precauzioni del caso.
01:30 Edelwen : [ Fitto ] Corrono, voltando a questo o a quell'albero. Posando i passi su pietre o seguendo un sentiero appena accentuato. Gli alberi scorrono ai loro fianchi, e di tanto in tanto deve evitare alcuni rami, ponendosi cos? davanti a lui per evitare che qualcosa possa graffiargli il viso. Nonostante tutto, si preoccupa enormemente per l'incolumit? di chi le sta intorno. La voce poi dell'elfo vorrebbe in qualche modo mitigare il suo animo battagliero. [E]«Fatelo quando saremo al sicuro..» Commenta, con ancora quella freddezza nella voce. Sente la sua mano stringere la propria, e ne ricambia il gesto. Non era la prima volta che teneva la propria mano, ma quella era una situazione nettamente differente. [E]«No, entriamo da Sud. Ma evitiamo le strade... Ci muoveremo lungo il Fiume..» Sebbene vi sia la foga della corsa, la voce esce chiara e limpida. Le importava molto, in quel momento, di essere sbattuta dietro le sbarre. Avrebbe preferito fuggire da una folla inferocita che da un mannaro durante la luna piena. Sente l'adrenalina scorrere lungo il corpo. Era da tanto tempo che non si sentiva cos? viva, in fondo in fondo.
01:42 Malwie : [ fitto ] Rimane in silenzio, stringendo la mano di Edelwen con forza, per quanta forza abbiano le sue mani..il che ? davvero quasi nulla. Corre, accanto a lei, o meglio, appena dietro dal momento che l'altra non sembra incline a concedergli alcun margine di rischio, sia questo anche solo un ramo che gli possa graffiare il volto. Le loro gambe sono agili, i loro corpi leggeri. Corre in silenzio, senza mai lasciarsi sfuggire le dita della Kaldar, senza mai voltarsi indietro o fermare i passi. Non la contraddice neanche questa volta, anche se l'idea di farle attraversare l'intera citt? non sembra piacergli un granch?...come se avere un mannaro in liber? possa in qualche modo essere meglio. Nella notte, accanto a loro, solo il suono dei loro passi in corsa, del fiato e del sottobosco che attraversano con una velocit? superiore quasi a qualsiasi altra razza.