10:43 Malwie : [ fuori sentiero ] Con passo agile e svelto, ma allo stesso tempo tranquillo, l'elfo si muove all'interno del sottobosco. La foresta ? per lui, come per ogni elfo, un terreno naturale in cui muoversi. Egli veste di semplici abiti in tinte chiare, fra l'avorio il grigio e qualche vena d'azzurro. Stivali al ginocchio, pantaloni aderenti alle lunghe e sottili gambe, una lunga tunica che arrivo poco oltre il ginocchio. Questa ? stretta in vita da una fusciacca cui, sul fianco sinistro, pende una borsa da cintura. Non indossa mantello, per tanto il forte vento potr? giocare solo con il suo crine questa mattina. Porta i capelli sciolti, solo poche ciocche frontali sono legate in una modesta e sottile treccia dietro il capo. Hanno il pallido colore dell'oro, del grano lasciato ad asciugare dopo la mietitura. Sono sottili e lisci, lungi fino alle reni, e il vento li agita facendolo avvolgere come in un gentile bozzolo. Nonostante abbia l'aria di chi ha dormito poco o niente, cosa decisamente vera, l'elfo sembra aver voluto godere di questa rara giornata di sole per tornare nel bosco. Cambiare aria, ritornare alla naturale simbiosi con la natura di cui la sua razza gode. Come in cerca di ossigeno.
10:54 Edelwen [ Albero ] V'? pace e silenzio. Il vento soffia fra i rami, scuotendoli con violenza. Eppure lei ? li, seduta sotto al medesimo albero, come quasi ogni d?. E' avvolta nel lungo mantello scuro, il cappuccio tirato sul capo in modo da metterlo in ombra e proteggerlo dal sole battente. Palpebre calate, a celare gl'occhi bianchi. Le due punte di lance attraversano il viso dai colori delle campanule. Un qualcosa, le da un'aria parzialmente tranquilla. Entrambe le gambe sono distese sull'erba, avvolte nella stoffa dei pesanti pantaloni. Alcuni capelli ricadono sul petto, morbidi e indomabili per via del vento. Alla sua destra, ha sempre con s? il proprio arco corto e la faretra, carica di frecce dal nero piumaggio. Respira lentamente, facendo alzare ed abbassare il petto. Dorme, o riposa. Non ? mai chiaro cosa un elfo faccia in effetti nel proprio momento di quiete. La natura l'avvolge, donandole quella pace che spesso il viso selvaggio non possiede.
11:04 Malwie : [ fuori sentiero ] Si avvicina con passo leggero, non perfettamente silenzioso per?. L'ampia tunica non ? proprio l'ideale per muoversi fluentemente e discretamente nel sottobosco. Eppure non sembra curarsene molto, n? crucciarsi dei leggeri fruscii di rami e foglie che potrebbe causare. Non molti, nulla di invasivo per la quiete del luogo, semplicemente meno ?invisibile? di quanto un elfo, a tutti gli effetti, potrebbe essere...se lo volesse. Non dovrebbe impiegare molto a giungere nei pressi di quell'albero, ove la Kaldar spesso trova riposo. Un luogo che ha imparato a conoscere e riconoscere. Dovrebbe poter presto scorgere, innanzi a s?, la sagoma addormentata della Kaldar. Non cercherebbe di annunciarsi, n? di svegliarla dal suo giusto riposo. Dopotutto il giorno e la notte sono per loro invertiti nelle funzioni biologiche. Dove lui trova (o dovrebbe trovare) riposo lei ? in piena attivit?. E viceversa. Il mattino ? il momento in cui lui fiorisce, sotto il caldo bacio del sole, come un fiore che venga gentilmente fatto sbocciare dai suoi dorati raggi.
11:13 Edelwen [ Albero ] Il sole quella mattina ? tiepido. Non una nube solca il cielo, e non fosse per quel vento, probabilmente la giornata sarebbe ancor pi? piacevole. Occhi chiusi, serrati in quel dormi-veglia, in quel sonno leggero dovuto anche ai suoni della natura che raggiungono sempre il fine udito elfico. Dei passi, lievi come il soffiar del vento fra le fronde. Non si riscuote da quel sonno. Che stia sognando? Non ? chiaro, non lo si pu? comprendere ad un primo sguardo. Le labbra sono appena schiuse. Ha ricercato quel luogo pacifico, quel luogo di incontro con il Valdar. Non se lo aspetta li, quella mattina. Non dopo una notte passata con Delenik ed il suo parrocchetto. Le braccia sono conserte, e mantengono in qualche modo il mantello intorno al corpo magro e scattante. Alla cinta, sul fianco sinistro, tiene sempre con s? il corto pugnale. Silenzio v'? ancora intorno a lei. Solo la natura sembra voler cantare, in quella natura che inizia pian piano a uscire dal proprio letargo.
11:20 Malwie : [ fuori sentiero ] Memore della reattivit? della Kaldar l'elfo l'avvicinerebbe cercando di non riscuoterla bruscamente, restando marginalmente disposto. I suoi passi lievi ed aggraziati sembrano seguire una danza segreta, nota soltanto a quelle creature affini alle foreste, i cui passi sono perfettamente commisurati al tipo di terreno che calpesta. Leggiadro ed aggraziato, eppure in qualche modo sobrio al tempo stesso. Come sempre la sua postura ? composta, quasi austera nonostante sia smussata da un'innata morbidezza. Lo sguardo ? posato gentilmente sulla figura che pare addormentata e che lui cercherebbe di avvicinare fino ad una distanza di due o tre passi. Andrebbe, in caso vi riuscisse, a sedersi quasi in fronte alla Kaldar, lievemente spostato verso la propria sinistra, di tre quarti all'incirca. In silenzio, come a non volerla destare. Le gambe sarebbero incrociate e la schiena retta ma non rigidamente. Una postura che parrebbe naturale e comoda, rilassata, con le mani che s'intrecciano in grembo e l'espressione impercettibilmente distesa in un tenue sorriso.
11:30 Edelwen [ Albero ] La realt? di mescola col sogno. Quali suoni siano reali e quali no. Cosa il vento porta con s?. La pacatezza ? dipinta su quel viso insolitamente disteso. La cacciatrice sopita, ma che mai lo ? in realt?. I passi nella sua mente terminano in un lieve fruscio delle vesti. Lo segue con l'udito, sebbene in vento trascini via parte di quei suoni, confondendola in quel sonno leggero. Non si scosta, non si desta. Indecisa forse se continuare a lasciarsi andare nell'oblio del sonno o se ritornare nel mondo reale. Era tutto diverso li, nei suoi sogni. Poteva andare nuovamente da lui, ritrovarlo in quei boschi composti da bianche betulle. A correre, ove nessuno era in grado di raggiungerli. «Maen..» E' un sussurro quello, che scivola appena. Una parola trascinata via dal vento, che sembra a sua volta volerla portar via. La fronte si corruga appena, quando v'? la sensazione che qualcuno la stia osservando.
11:38 Malwie : [ fuori sentiero ] Resta immerso nel silenzio, vigile sentinella quale spesso ? stata lei nei suoi confronti. Rimane fermo in quella morbida posizione, composto e comodo al tempo stesso, in quell'immobilit? placida in cui gli elfi sanno calarsi perfettamente. Il mormorio della Kaldar ?, nel silenzio e nella pace del luogo, perfettamente udibile alle sue lunghe ed appuntite orecchie da elfo. Vibrano leggermente, nell'accogliere quel suono, quelle poche lettere di un nome gi? noto, udito tempo addietro in un luogo diverso da questo. La osserva, ma non con insistenza. Non lo sguardo di chi vuole far sentire il peso dei propri occhi. E' lo sguardo leggero di un passerotto, discreto e lieve, quasi privo di peso. Non vuole essere fastidioso, solo presente. Ancora una volta non la riscuote, lasciandola a quel suo sogno che, ora pu? immaginare, essere forse l'unica spiaggia di pace dove poter ritrovare un passato integro e ormai irragiungibile altrimenti.
11:49 Edelwen : [ Albero ] Forse ? quel raggio di sole, che nel suo avanzare verso lo zenit la raggiunge. Oppure ? il canto di un passerotto, in quell'immensa foresta. Oppure, semplicemente, non riesce a riposare. Non bene come vorrebbe. D'apprima, le palpebre si stringono. Il respiro si fa per un momento pi? accellerato, quando un sospiro sfugge dalle labbra, condensandosi in una nuvoletta di vapore. Poi sono le mani, strette intorno alla stoffa, a muoversi appena. Un lieve mugolio esce dalle labbra, quando le palpebre vengono sollevate. Non riesce a mettere a fuoco subito ci? che la circonda, a causa anche del sole che brilla alto sopra di loro. Le sbatte pi? volte, cercando di ritornare bruscamente alla realt?. Le iridi bianche si soffermano infine sulla sagoma dell'eldo seduto davanti a lei. Il capo si inclina appena, lasciando che una lieve ruga si dipinga sulla fronte. «Malwie?» Mormora piano, sentendo la bocca ancora impastata di sonno.
12:00 Malwie : [ fuori sentiero ] Rimane compostamente seduto, con i lunghi capelli dorati in balia del vento, senza alcun desiderio di domarli. Il volto riesce a rimanere pressoch? libero per via di quella pettinatura delicata che tiene lontane le ciocche frontali, legate in quella sottile treccia che scende dal centro della nuca. Le labbra dipingono un leggerissimo e mite sorriso, appena appena percepibile su quel volto sempre serio e composto. [Mae govannen, Edelwen] morbida e melodiosa la voce con cui porge il saluto alla Kaldar. Priva del tono solitamente impersonale ed asettico che, professionalmente, mantiene con praticamente chiunque. Sempre contenuto e controllato il timbro, nonostante questo, solo meno rigido.
12:05 Edelwen : [ Albero ] Le mani lasciando andare la stoffa. Con delicatezza, scivolano ai fianchi, sul terreno soffice. Andrebbe a porre entrambi i palmi sul terreno, cercando di sollevare appena la schiena, per darsi un certo contegno, una posa pi? educata. Le gambe vengono ritirate e con un movimento leggero e morbido verrebbero incrociate fra loro. «Mae Govannen..» Risponde a quel saluto, ancora forse un p? intontita da quel sonno. Batte fra loro le mani un paio di volte, a lasciar che la polvere e il terriccio ricada. Poi entrambe si muoverebbero verso il proprio viso, a scostare il cappuccio. Il vento provvederebbe quasi subito a rendere quella chioma di un profondo blu mare ancor pi? indomabile, quasi quanto la Kaldar. Leggero ? il sorriso sulle labbra. Un risveglio mite, in fondo. «Come state?» Chiede con delicatezza, ricercando il proprio contegno dopo quella dormita. Cercando d'esser composta, tutta d'un pezzo com'? solitamente.
12:14 Malwie : [ fuori sentiero ] Decisamente mite, soprattutto se paragonato al giorno in cui sfoder? il suo pugnale pi? velocemente della semplice realizzazione di chi fosse ad essere presente. Anche lui rimane educatamente composto, seduto fra l'erba e ed il sottobosco, perfettamente a proprio agio in questo luogo rigoglioso che li abbraccia nella benedizione di Illyalis. [Decisamente bene. Il calore e la luce del sole sono pi? rigeneranti di qualsiasi decotto o infuso io sia in grado di mescere.] morbida e pacata la voce, non necessita di parlare con un tono alto, entrambi hanno un udito pi? che finemente sviluppato. Per tanto parla con una voce abbastanza bassa, lieve, ma perfettamente udibile da lei. [Spero che la mia presenza non sia la causa del vostro risveglio. Non desideravo interrompere il vostro riposo, con la mia venuta.]
12:25 Edelwen : [ Albero ] Il sorriso permane sulle labbra, pacato. Ascolta la voce dell'elfo, che si mescola con il melodico fruscio del vento, con i naturali suoni che li circondano. Un'oasi tranquilla, pacata, in cui possono sentirsi a loro agio. «Si, si vede...» Mormora lei con gentilezza, fissando ora gli occhi bianchi su di lui. Il capo ancora lievemente inclinato, tornerebbe dritto. Lo scuote appena, in un chiaro segno di diniego. «No.. Non mi avete svegliata voi.. Credo sia stato il vento..» Mormora lei, sollevando gli occhi verso il cielo. Niuna nube. Forse solo alcune di passaggio che svaniscono poco dopo. «Stanotte.. Ho incontrato Delenik.» Commenta con ancora quel sorriso, parzialmente divertita al solo ricordo. «Col suo uccellino.. O almeno, da quel che ho compreso.. Si fanno compagnia.» Mormora, lasciando che una lieve curiosit? dipinga il volto mite della Kaldar.
12:32 Malwie : [ fuori sentiero ] Permane quell'alone di mite sorriso, sul suo volto. L'espressione distesa e serena di chi ha un animo rappacificato e quieto. Le prima parole della Kaldar scivolano su quell'espressione placida che mantiene, lo sguardo resta gentilmente posato sul suo voto. Uno sguardo privo di peso, discreto e lieve che non vuole essere n? penetrante n? insistente. Alla sua rassicurazione lui china il capo una singola volta, in accettazione di essa. Un singolo elegante annuire prima di tornare a posare le iridi grige in cerca di quelle nivee di lei. [Sar? stata entusiasta di ritrovarvi.] replica alla notizia, facilmente prevedendo quale possa essere stata la reazione della piccola pixie. [Il gufo?] domanda in seguito, dopo averci pensato un poco.
12:43 Edelwen : [ Albero ] Uno sbuffo divertito esce dalle labbra. «Mi ? saltata sul viso.. Euforica.» Commenta con tono ironico, lasciandosi sfuggire una lieve risata. La lontananza dalla citt? le aveva giovato, probabilmente. Pi? serena, pi? pacata, in quei luoghi in cui pu? gestirsi meglio ed affrontare la vita d'ogni giorno. Libera d'essere ci? che ?, e non costretta fra quattro mura, sotto occhi che la giudicano. «Gufo?» Chiede con tono lieve, scuotendo poi il capo «No.. era un uccellino.. Simile a un passerotto, ma di tutt'altro colore. Da dove provengo, non credo di averne mai visti.» Mormora lei, cercando forse di rimembrare i canti degl'uccelli fra le fronde delle betulle. «Mi ha parlato di uno spettacolo che sta organizzando.. E mi ha invitata.. Per la seconda volta..» Commenta bassa, riportando la propria attenzione sull'elfo «Non so se sia il caso..» Aggiunge poi, con tono pi? basso, lasciando che il sorriso fluisca e che dia spazio ad un'espressione pi? seria.
12:51 Malwie : [ fuori sentiero ] La sorpresa di quella notizia si palesa con un singolo battito di ciglia fuori tempo. Come sempre rimane molto composto, molto pacato. [Oh..] dopo il primo attimo di spaesamento di nuovo riporta ad affiorare in viso il lieve e placido sorriso. Cos? sottile e naturale, riservato decisamente a pochi, molto raro da vedergli in volto. Si stringe leggermente nelle spalle, in modo elegante ed aggraziato, non propriamente delle spallucce. [Non saprei, la vidi a cavalcioni di un gufo la prima volta che la incontrai.] spiega alla Kaldar. L'espressione si distende, sentendola nominare il luogo dal quale proviene, posti che sono praticamente un mistero anche per gli elfi stessi, qualora appartengano a stirpi diverse dalla Kaldar. Quando risponde, per?, lo fa rispetto alla questione dell'invito e dello spettacolo. [Non credo lei sappia della vostra attuale situazione. Non glielo accennai, per timore che scappasse dal lazzaretto per venire a cercarvi quando ancora era malata.] condivide con lei il proprio dubbio. [Spero comunque che il lavoro della Grandall dia presto i suoi frutti.]
13:02 Edelwen : [ Albero ] Rimane seduta, gambe incrociate fra loro, schiena dritta. Che sia alta, lo si nota anche cos?. «Poveri animali..» Commenta con lieve ironia, scuotendo il capo. «anche loro debbono starle dietro..» Sospira lievemente, abbassando le spalle con un lieve gesto. «Me lo auguro.. Anche se credo che in quel caso vi saranno molti umani. Anche troppo per i miei gusti.» Storce appena le labbra. «Per quanto la Grandall possa essere in grado di far quel che dice, riserbo forti dubbi sulla natura umana..» La mano destra andrebbe cos? a catturare una propria ciocca di capelli sul lato opposto del viso. I polpastrelli si muovono con delicatezza, lisciando lievemente quel blu scuro. «Non ho avuto modo, nemmeno io..Di dirle quanto ? accaduto.. Ho alcuni dubbi in merito a come possa reagire.. O cosa ci? comporterebbe.» Corruga appena la fronte, cercando davvero di immaginare la Pixie, qual cavaliere della propria integrit? a cavallo di parrocchetto. «Voi..Come sta andando al Lazzaretto invece?» Chiede, continuando a lisciare la ciocca, distrattamente.
13:13 Malwie : [ fuori sentiero ] Sorride appena pi? accentuatamente, concordando pienamente sul destino infausto dei poveri animali, privati della loro quiete. Annuisce al resto, ben comprendendo la ritrosia della Kaldar, nell'infilarsi in una ressa compatta di umani, mezzosangue e chiss? che altro. [La prudenza ? sempre una cara compagna, ma ogni aiuto che possa andare a vostro favore io lo sfrutter?.] risponde semplicemente, in tono quieto e pacato, legger quasi. Per quanto riguarda Delenik, sembra concordare. Le mani vengono posate a palmo aperto contro l'erba soffice, appena indietro, in modo da riposare elegantemente il peso del busto indietro. Lo sguardo resta sempre nei dintorni della figura di Edelwen. [Penso si agiterebbe inutilmente. Non so, sinceramente, cosa sia meglio. Sar? bene pensarci a fondo e con attenzione.] come sempre, nessuna decisione affrettata per quanto lo riguarda. Ogni cosa con il suo giusto ritmo e tempo. [Non ho ancora comunicato la decisione di Mnesya di lasciarmi la gestione del lazzaretto. Sono alla ricerca del giusto tempo e spazio per farlo, tanto pi? che non ? qualcosa di semplicemente dato, per quanto sia un canale preferenziale.] per quanto riguarda il suo possibile futuro ruolo di guida. Poi reclina leggermente il capo da un lato. [E se dovesse accadere...mi chiedo se sar? in grado di cooperare armoniosamente con i membri della corporazione.] la testa torna in posizione eretta. »
13:14 Malwie : [ fuori sentiero ] »[ieri sono stato largamente insultato da un'inserviente, sebbene alla fine, non so come, sembra ch'io sia riuscito a quietarla.] Sembra...perplesso. Come se, tutto'ora, le dinamiche non gli siano per nulla chiare. Come se non fosse in grado di elaborare razionalmente l'accaduto.
13:25 Edelwen : [ Albero ] Rimane ad ascoltare la voce dell'elfo, annuendo delicatamente al suo dire in merito a Delenik. Era un qualcosa da valutare, da pensare bene. Non doveva farsi prendere dalla fretta. Umetta le labbra, rimanendo in pacato silenzio, corrugando appena la fronte al dire dell'elfo, in quel suo racconto. «Vi ha insultato?» Chiede con tono basso. In quella domanda, imprime una forma di protezione istintiva nei confronti del Valdar, come se una tale onta dovesse esser lavata, subito. Raddrizza la schiena per un momento, lasciandosi perplimere dalle stesse parole di lui. «Le avete detto qualcosa?» Chiede lei, sporgendosi poi verso di lui. La mano destra andrebbe a cercare un appoggio sull'erba, col palmo rivolto verso il basso. «Spero non vi dia problemi, soprattutto in futuro. Sapete i miei dubbi in merito alla vostra decisione di essere un Cerusico in questa citt? in cui vi potreste ritrovare anche un drow, per le mani.» Fa una pausa lieve. «Ma rispetto la vostra decisione.. E ritengo che sareste in grado di adempire al vostro compito al meglio. Ve l'ho gi? detto..» Sorride appena, fissandolo dritto negl'occhi.
13:35 Malwie : [ fuori sentiero ] Annuisce, pacatamente. Non sembra tanto turbato dal fatto in s?, o dall'essere stato insultato, piuttosto quanto i non elfi possano lasciarsi influenzare dalla loro volubile emotivit? nel campo professionale. Annuisce una singola volta. [Pi? che altro mi preoccupa la salvaguardia della professionalit?. Se non ho il suo rispetto non posso ambire di formarla in un Cerusico competente.] confida. [Ad ogni modo, non so cosa ho fatto...ma all'improvviso ha smesso.] molo perplesso, moltissimo. [Non so..non li capisco.] loro in generale, i non elfi, quelle creature cos? poco longeve, cos? tanto imprevedibili. [Lo vedremo nel tempo, immagino.] come sempre non si fascia la testa prima di romperla, ad ogni cosa lascia il suo giusto tempo. Si indurisce impercettibilmente il suo volto, ma non nei confronti della Kaldar, quanto piuttosto di quel naturale conflitto che sempre cela agli occhi di tutti. [Lo so.] dice solamente. Ancora non ? capitato, ma esiste la possibilit?. Lo sa, e sa quale dovr? essere il suo dovere.
13:43 Edelwen : [ Albero ] Annuisce piano alle sue parole. «Se sorgono problemi, sapete dove trovarmi, Malwie..» Mormora delicatamente. Il tono non vuol essere minaccioso. Una sua gentile offerta d'aiuto, in cambio di quanto ci? lui aveva fatto fino a quel momento. Non accenna nuovamente ai drow, non ve ne era bisogno. Fa una lunga pausa, ritraendosi ora per rimettersi comodamente seduta. «Siete di ritorno al Lazzaretto, oggi? O avete la giornata libera?» Chiede con tono parzialmente disinteressato. Rilassa la fronte, apparendo nuovamente pi? calma, e pacata, quasi distante se non per quel lieve sorriso che riesce con poche persone a mostrare. «Oggi v'? una giornata magnifica.. A parte il vento.. Ma non voglio trattenervi dai vostri doveri.» Mantiene quel tono distante, regalando come sempre un accento particolare alle sue parole. Il vento continua a scuoterle e a renderle la chioma indomabile, come fiamme blu che brillano al sole.
13:51 Malwie : [ fuori sentiero ] Si da una spinta con i palmi, contro il terreno, sollevando con movenze fluide il suo corpo fino a riportarsi in verticale. Da l? muoverebbe quei pochi passi che lo separano dalla Kaldar, andando a fermarsi innanzi a lei. Spolverandosi i palmi delle mani allungherebbe poi le dita verso di lei. Entrambi gli arti, come un invito a raccogliere le proprie mani ed un sostegno, del tutto non necessario, a sollevarsi in piedi anche lei. [lo so.] risponderebbe soltanto alle prime parole di lei. Quanto alla domanda scuote mestamente il capo. [temo di dover tornare..per quanto mi pianga il cuore a non poter godere con voi di questo splendido sole.] Sorride mite, attendendo che lei accetti o, altrimenti, rifiuti il suo invito. Senza insistenze, qualcosa di molto lieve. [Posso rubarvi un altro poco di tempo al vostro riposo, e chiedervi di accompagnarmi fino al limitare del bosco?]
13:56 Edelwen : [ Albero ] In quel suo sollevarsi da terra, ella andrebbe invece a recuperare la faretra per sistemarla comodamente dietro la propria schiena. Farebbe attenzione a posizionarla come si conviene, cercando d'evitare di far cadere le frecce o l'arco corto, assicurato in un incavo della faretra stessa. Ascolta i pochi passi che lo portano davanti a lei, sollevnado a sua volta gli occhi verso di lui, in una di quelle rare volte che la pu? sovrastare. «Va bene, vi accompagner?..» Mormora piano, altrettanto dispiaciuta. Sebbene siano proprio lievi le espressioni su quel viso, riconoscibili solo da un attento occhio. La mano destra verrebbe sollevata verso di lui, posandola delicatamente sulla mano pallida. La propria possiede una carnagione pi? scura. Con gentilezza, andrebbe a sciogliere le gambe e a puntellare i piedi sul terreno, dandosi una lieve spinta con i reni per potersi infine alzare di fronte a lui. Torna ad essere lei quella pi? alta, anche se di poco. «Andiamo..» Mormora delicatamente, rimanendo ancora con la mano posata sulla sua.
14:05 Malwie : [ fuori sentiero ] Aspetta con calma che la Kaldar accetti il suo invito, sorridendo tenuemente al suo accettare. LA mano che lei accetta avvolgerebbe con delicatezza le dita scure e violacee dell'elfa. Il braccio farebbe come un movimento di trazione, ma leggerissimo. Non ?, in fondo, necessario davvero il suo aiuto. [Grazie.] risponde, osservandola sollevarsi e tornando, sebbene non di molto, ad essere lui quello pi? basso. Cosa abbastanza peculiare, sfiorando lui i due metri. Non ? ampia la differenza, ma ? decisamente notevole ugualmente. [S?.] annuisce lieve, rispondendo all'incitazione della Kaldar. Lui, a meno che l'altra non si ritragga, manterrebbe la mano nella sua, in una presa molto delicata, morbida, con quelle sue dita lisce e prive di calli. Prenderebbe dunque la via per la citt?, accanto all'elfa che, alla fine, non solo ha derubato del riposo, ma ?costretto? pure a fargli compagnia in parte del viaggio di ritorno.
14:15 Edelwen : [ Albero ] Si rimette in piedi, con movenze fluide e morbide. La mano stringe con delicatezza quella dell'elfo, senza lasciarla andare nel momento in cui si ritrova sulle proprie gambe. Annuisce appena, consolidando quelle loro parole. Non v'era molto altro da aggiungere. Distoglie cos? lo sguardo, affiancandolo. Inizier? a muoversi al suo fianco, camminando con delicatezza e calma, senza imprimere fretta alcuna ai suoi movimenti. Raramente andr? a spostare lo sguardo verso di lui o verso le loro mani. Non disdegna quel suo gesto, e non allontana la presa, nonostante vi sia qualcosa che la mette in soggezione o addirittura in imbarazzo. Un qualcosa che, comunque sia, tenta di nascondere al di sotto di quella maschera fredda e distante, priva di sentimenti. Si avvia dunque verso il limitare della foresta, per poter cos? accompagnare e lasciare l'elfo ai suoi doveri.