22:38 Malwie : [ verso il lago ] Oggi non ? stata la miglior giornata del mondo, per l'elfo. E' teso, insoddisfatto, amareggiato, irritato, arrabbiato, anche un po' spaventato. Soprattutto ? stanco, di una stanchezza fisica ed emotiva assieme. Troppe cose, tutte assieme, troppo in fretta. Eppure, ad un occhio non abituato alla compostezza elfica, tutto ci? potrebbe facilmente apparire invisibile. E' disegnato in maniera impercettibile in quelle spalle solo un poco incassate, in quella schiena dritta ma non in modo perfetto come il consueto. Indossa abiti boschivi, pantaloni e stivali marroni, una casacca vere, pesante, una cinta cui pende una piccola borsa. Dentro poche monete, del materiale per scrivere e l'immancabile taccuino con dentro delle lettere ripiegate, assieme a qualche erba sparsa, fra cui fa capolino un filo di gramigna. Non indossa mantello, questa notte. I capelli sono sciolti e vengono battuti dal vento intenso che spira. Si trova scoperto, al momento, segue il corso del fiume, su verso il lago. Cammina in silenzio, cammina piano, con lo sguardo rivolo alla luna ed una strana pesantezza in quegli occhi grigi, come se fosse turbato. Come sempre ? disarmato.
22:46 Edelwen [ Riva Lago ] La bella stagione si fa prossima e le giornate sembrano visibilmente allungarsi. Anche le temperature, seppur rigide, si fanno meno gelide. Una splendida falce di luna solca il cielo notturno, circondata da pallide stelle che brillano nel firmamento. Non una nube solca il manto celeste. Il vento soffia, scostando le fronde degli alberi con insistenza. Il fruscio accompagna il silenzio della foresta nella quale aveva trovato riparo da qualche settimana a questa parte. Ella si trova seduta su di una delle rocce che si affacciano sul grande lago. La superfice nera ? increspata dal soffiar furente del vento. I lunghi capelli sono lasciati in balia di quel respiro, sospinti con dolcezza che li lascerebbe ricadere sulla schiena e sulle spalle. Il blu intenso cattura la luce argentea della luna che raggiunge quella zona attraverso i rami e le foglie degli alberi. Un lungo mantello ricade sulle sue spalle, socchiuso sul davanti. Indossa abiti prettamente di taglio maschile, di fattura elfica e un p? logori per il tempo passato. Gli occhi sono chiusi, le due stelle celate al di sotto delle palpebre solcate dai tatuaggi della propria gente. L'epiderme ? violacea. Il buio della notte la rende pi? scura e la luce della Luna liscia e luminosa, come uno di quei fiori notturi. Alla cintura, ha con s? un pugnale, mentre poggiati contro la roccia vi sono l'arco corto e la faretra
22:56 Malwie : [ pressi riva ] E' solo, se lo concede. Un attimo di stanchezza. Solo un poco, fintanto che arriva al lago. Cammina per rimettere in ordine le idee, in tutti i recenti avvenimenti. Non se lo concede mai, soprattutto entro le mura, soprattutto se non ? solo. Ma ora lo ?, ed ? fuori Kirial, ed ha bisogno di pensare e camminare. Il suo passo ? lieve, naturalmente predisposto a calpestare questo tipo di suolo. Abituato da sempre, secoli di vita boschiva, sebbene non nella stessa accezione che Edel potrebbe vantare. La luce lunare ? pi? che sufficiente, dato il cielo terso, affinch? il suo sguardo incroci la figura della Kaldar, sulla riva del lago poco lontano. Pere, impercettibilmente, distendersi. Come un sollievo sottilissimo, non del totale ma presente. [Mae govannen, Edelwen] morbida la voce dell'elfo, serio e composto il suo avanzare mentre la schiena si raddrizza, cos? come le spalle, ma il volto lascia trasparire un'ombra di stanchezza. Non si nasconde come fa di solito.
23:03 Edelwen : [ Riva Lago ] La luce della Luna illumina quel viso dalle particolari tinte. Il vento sospinge i suoi capelli, lasciando che alcune ciocche ricadano senza verso anche sul proprio viso. Il silenzio interrotto inizialmente dall'ululare del vento, trascina con s? anche i passi dell'elfo e il successivo saluto. Le palpebre vengono sollevate con delicatezza, ed il viso viene voltato in direzione dell'elfo. Le bianche iride si soffermano su di lui, luminose come le stelle che solcano il cielo di quella notte. «Mae Govannen, Malwie.» Le labbra si distendono in un sorriso lieve, di chi in quel periodo aveva ritrovato la pace. [E]«Come state?» La voce, il tono, appare come sempre con quella sua cadenza tranquilla, con quell'accento tipico del proprio popolo che non appartiene a quel regno. Eppur, non par strano nell'udirla parlare nella propria lingua madre. Rimane seduta. La gamba destra ? distesa, e sfiora appena il prato della radura, la sinistra invece ? piegata ed il piede ? poggiato contro la roccia. Inclina appena il capo alla propria destra, osservandolo avvicinarsi verso il lago e la propria posizione.
23:15 Malwie : [ pressi riva ] Proseguirebbe fino ad una distanza di un passo buono, ove si fermerebbe in prossimit? delle acque increspate dalla brezza. La osserva, con quel suo sguardo pacato ma non del tutto sereno. Composta la postura, tranquillo e aggraziato ogni suo movimento. Sotto la pallida luce della luna l'oro pallido del suo crine pare quasi di liquido argento, riflessi chiari e freddi di quei sottili e lisci fili di seta. La mancina ne sistema una ciocca dietro il lungo orecchio a punta. ?E [Non saprei. Confuso e stanco, ma sollevato di trovarvi di nuovo.] sincero il tono di quella morbida voce. Bassa e melodiosa nella loro lingua madre, sebbene gli accenti appartengano a dialetti differenti. ?E [Piuttosto voi. Raccontatemi..] le mani tornano placidamente lungo il corpo, mentre la sua aggraziata e slanciata figura rimane a stagliarsi in piedi sul bordo del lago, quieta. Le sue labbra s'incurvano impercettibilmente verso l'alto, in un mite sorriso appena accennato, modesto.
23:28 Edelwen : [ Riva Lago ] Non lo abbandona ora che il suo sguardo si ? soffermato su di lui, catturandone per intero l'attenzione. Osserva come la luce della luna riservi su di lui l'argento, rendendolo pi? particoalre quella notte. Ne ascolta le parole, lasciando che quel placido sorriso rimanga sulle labbra piene e violacee dell'elfa. [E]«Ed io son lieta di rivedervi.. Siete stato molto impegnato, negli ultimi giorni?» La sua ? una domanda retorica, invero. Le mani vengono posate roccia e con delicatezza, farebbe scivolare entrambi i piedi verso il terreno erboso. Con un lieve slancio, andrebbe a mettersi in piedi, nei pressi della riva, facendo ricadere il mantello lungo il proprio corpo, a nasconderne in parte le fattezze. Si eleva nei suoi due metri di altezza, che non portano alcuno scompenso su quel corpo che risulta perfettamente proporzionato ed atletico. [E]«Invero, non vi ? molto da raccontare delle mie giornate.. Passano uguali, placide come questa notte..» Solleva lo sguardo verso il cielo che riesce a scorgere da quella posizione. [E]«Avete avuto modo di parlare con la nostra Ambasciatrice?» Domanda in sua direzione, tornando a posare lo sguardo sulla sua figura. Vi ? una nota di lieve curiosit? nella voce.
23:38 Malwie : [ riva ] Sono successe molte cose in davvero pochi giorni, non saprebbe nemmeno dove cominciare a raccontare. E nonostante la domanda sia una domanda retorica, l'elfo non pu? fare a meno di rivivere tutte le fatiche di quei giorni, successi e non. ?E [lo sono stato.] ammette pacatamente, chinando leggermente il capo, come se le stesse porgendo delle scuse per il lungo silenzio di questi giorni. E nonostante tutto il bel daffare non ha dimenticato di costruire, pezzo per pezzo, un ritorno sicuro a Kirial per la Kaldar. ?E [s?..ho copiato per voi il suo pubblico comunicato.] delicata la mancina andrebbe alla borsa, per raccogliere quel suo taccuino consumato e, fra le varie pagine e le varie lettere, estrarne un foglio di pergamena ripiegato. Fa attenzione a non perdere la violetta essiccata che si conserva fra le pagine del taccuino, richiudendolo delicatamente con le dita della mancina, e porge invece il foglio alla Kaldar. ?E [Ho avvertito la Grandall] le si riferisce per cognome [di mandarmi a chiamare quando i suoi doveri le lasceranno il tempo di venire ad incontrarvi. La condurr? io qui.] non le ha svelato il luogo dell'incontro.
23:53 Edelwen : [ Riva Lago ] Lascia che il mantello vada a sfiorare le proprie caviglie, aprendosi diverse volte grazie al vento freddo della notte. Annuisce alle sue parole, conscia dei suoi compiti che non gli permettono di starsene li con lei. «Oh...» Un'esclamazione di lieve sorpresa esce dalle labbra, osservandolo ora trafficare con la borsa ed in seguito con il taccuino. [E]«Spero che la popolazione le dia ascolto.. Non che mi dispiaccia rimanere qui. Ma..» Scrolla le spalle, scuotendo poi il capo con un lieve sospiro [E]«Non vorrei allontanarmi verso altri luoghi, almeno per il momento.» La mano destra verrebbe quindi allungata verso quel foglio di pergamena. Le dita andrebbero a stringersi in una salda presa, per evitare che il vento lo porti via. Lascia che sia la luce della Luna a concederle la vista, e sebbene sia solo una falce, riesce a farle dono della propria grazia. Legge in silenzio quelle poche e concise parole, ascoltando nel mentre le parole dell'elfo. [E]«Va bene.. Sebbene non comprenda perch? desideri incontrarmi..» Commenta con tono basso, perplesso. Lo sguardo viene levato dalla pergamena per tornare su di lui, andando cos? a piegare il foglio in diverse parti, su s? stesso.
00:02 Malwie : [ riva ] L'elfo lascia il foglio nelle mani della Kaldar, andando invece a riporre nella borsa il proprio taccuino, con attenzione e delicatezza. Fatto questo tornerebbe con lo sguardo su di lei, in osservazione silenziosa mentre attende che lei concluda la lettura. Di nuovo un tenue sorriso si fa largo sulle sue labbra. ?E [Anche io non vorrei lo faceste.] ammette pacatamente, tranquillo di nuovo, mentre lentamente la tensione che lo opprimeva comincia a disciogliersi nella serenit? del luogo e del momento. Tranquillo, pacifico e rappacificato. Aveva bisogno di staccare, ogni tanto gli capita. Le mani vanno ad intrecciarsi delicatamente dietro la schiena, lui rimane tranquillamente ritto e composto, non impalato n? rigido, semplicemente ritto. ?E [Credo voglia verificare con i suoi occhi le mie parole.] un dato di fatto, non sta prendendo le posizioni di nessuno, anche perch? se dovesse prenderle di certo sarebbe dalla parte della propria razza, non degli umani. Solo esprime quanto pensa, onestamente e schiettamente, con un tono morbido e basso della sua voce. A loro non serve mica parlar forte per sentirsi, anche sopra il vento e lo scorrere delle acque, anche sopra il frusciare delle foglie. Basta una voce lieve, per farsi comprendere ed udire.
00:13 Edelwen : [ Riva Lago ] La pergamena viene cos? riposta in una delle tasche del mantello. Ascolta quelle parole ed il silenzio verrebbe a suo seguito. Leva lo sguardo verso il lago, illuminato dalla pallida luce argentata. Osserva uno dei fiumi che vi si riversa, con la costanza della natura, senza che niente e nessuno possa fermarlo. Ed ella cos? sembra vivere ogni giorno. [E]«Capisco..Se ? chi penso, tuttavia, avr? ben poco di che verificare.. Ha gi? avuto modo di incontrarmi, e temo per me che non le stia molto simpatica..» Sarcastico il tono, mentre gli occhi rimangono fissi sulla riva opposta. [E]«Cosa le avete detto?» Chiede con lieve curiosit?, mantenendo quel tono calmo e pacato, basso poich? si sa.. Gli elfi non avevano bisogno di parlare a voce troppo alta. I capelli vengono sospinti, agitati, e pi? volte passano davanti al proprio viso, solleticandolo. A quella sua domanda, l'attenzione verrebbe quindi spostata verso l'elfo. Pallidi come le stelle e la luce della luna, cattura quell'argento facendolo proprio, donandole uno sguardo freddo ed intenso, brillante come poche cose a questo mondo. Il silenzio ritorna sulle sulle sue labbra, lasciando che le parole muoiano.
00:22 Malwie : [ riva ] L'elfo si sposta infine, andrebbe a aggirare la roccia su cui sedeva prima la Kaldar, per andare ad occuparne un angolino. Non siederebbe propriamente, rimarrebbe parzialmente seduto, solo appoggiato ad essa. Le mani si sciolgono da dietro la schiena e si portano al capo, per raccogliere quei lunghi capelli e riportarli al loro posto, prima di librarli nuovamente in balia dei venti. ?E [l'importante ? che venga riconosciuta la vostra innocenza.] c'? un filo di durezza su quelle parole, intransigente. Non nei riguardi della Kaldar, ma in quelli dell'umana. Lo sguardo ? perso sul riflesso della luna sopra le acque smosse dalla brezza. ?E [nulla se non la verit?. Lei per prima mi ha domandato, poich? io stesso comunicai pubblicamente dell'errore in cui il popolo ? incorso. Confermai ci? che dissi allora.] quei suoi occhi grigi tornano a posarsi gentilmente sull'elfa. ?E [che la vostra differenza non deriva da alcuna fonte maligna, quanto piuttosto dal sangue antico della stirpe elfica cui appartenete.] LE braccia vanno a stringersi attorno al busto, non propriamente incrociate, pi? come si avvolge se stesso in una sorta di abbraccio. ?E [non so cosa Grandall speri di ottenere.] ammette sinceramente ?E [ma se pu? aiutare...] la frase viene lasciata sospesa.
00:34 Edelwen : [ Riva Lago ] L'osserva muoversi, donando ora parzialmente le spalle al lago per seguire i movimenti dell'elfo. Non si scosta dalla sua posizione tuttavia, lasciandosi in balia del vento freddo, agitato. I raggi della Luna ricadono sulla sua figura, illuminando alcune ciocche di capelli, donando un lieve bagliore a quel blu scuro. Scrolla appena le spalle [E]«E' assurdo.. Doversi giustificare perch? si ? differenti dagli altri.. L'ottusit? di queste persone mi lascia perplessa..» Fa una lieve pausa, muovendo il passo per avvicinarsi alla roccia sulla quale l'elfo ha trovato appoggio e sulla quale ella stessa pocanzi era seduta. Gli si affianca, alla sua sinistra, continuando a posare lo sguardo su di lui. Cade su quella cascata di capelli che catturano la luce argentea o sulla pelle candida come la neve, messa ancor pi? in risalto dalla notte e dall'astro notturno. [E]«Non so.. Vedremo il giorno in cui la porterete qui, cosa avr? da chiedere o da chiarire.» Prende cos? posto anche lei, appoggiandosi alla roccia e donando parzialmente le spalle all'elfo. [E]«Avete trovato un luogo in cui vivere?» Chiede con lieve curiosit?, cercando ancora di informarsi su quel che passa l'elfo in sua assenza, cercando di non essere troppo invadente.
00:44 Malwie : [ riva ] L'elfo torna ad osservare la Kaldar, compostamente, con uno sguardo leggero e privo di peso ma allo stesso tempo presente e percepibile. Condivisione in quei suoi occhi, al suo primo dire. Non risponde, non ve ? necessit?. Condivide il suo pensiero, lo lascia intendere nel modo in cui l'osserva. Non serve spendere parole inutili e ripetitive, basta questo, l'accordo. La osserva affiancarlo e per qualche istante rimane in silenzio ad osservare. Annuisce semplicemente alle sue parole...s?, vedremo, ? quello che solamente possono fare. Attendere pazientemente e guidare quei bambini fuori dall'ignoranza. All'ultima domanda annuisce. ?E [Mi ci sto trasferendo, sebbene...ancora non sia del tutto abitabile.] a dir poco...? un casino ancora quel posto, pi? un accampamento raffazzonato riempito di roba inscatolata e insacchettata. ?E [Sulla sponda orientale del fiume, in solitudine e in disparte. Vicino le mura settentrionali e, soprattutto, a poco dal lazzaretto. Con i nuovi incarichi ormai anche il tempo di percorrere la citt? per raggiungere la struttura diviene incisivo.] racconta pacatamente. ?E [temo il momento in cui Delenik lo scoprir?.] visto che abita al fiume anche lei....probabilmente se la ritroverebbe come coinquilina nel giro di poco, conoscendola.
00:51 Edelwen : [ Riva Lago ] Le mani vengono poggiate sulle proprie gambe, all'altezza delle cosce. Sfiora appena la stoffa dei pantaloni, distrattamente, per donare una posizione diritta e quasi elegante alla Kaldar. Solleva lo sguardo verso il cielo, quel lieve squarcio creato dalle fronde degli alberi che compongono la foresta. Ascolta quel suo dire, non riuscendo invero ad immaginare un elfo disordinato. Le labbra tornano a stendersi in un lieve sorriso, divertita forse da quelle parole. In particolare, quando viene nominata la pixie. [E]«Sar? la vostra rovina, il giorno in cui lo verr? a scoprire» Ironiche le parole, pronunciate per prendere lievemente in giro l'elfo, in modo bonario. Lascia che una lieve risata esca dalle labbra, chiara ed argentina come la luce dell'astro notturno che illumina il lago. [E]«Come sta, la piccola Delenik? E' guarita?» Chiede con lieve curiosit?, emettendo un lieve sospiro dalle labbra, in modo da far scivolare via quella risata. Risolleva su di lui lo sguardo. Pacata, calma, non di certo la solita Kaldar pronta ad afferrare arco e frecce. E' tranquilla, come se nulla potesse interrompere quel momento. E da nulla sembra dover proteggere lei o l'amico.
01:02 Malwie : [ riva ] Sorride lieve anche lui, posando invece lo sguardo sul riflesso della luna, increspata dalle onde leggere che percorrono il lago. ?E [temo la verit? insita nelle vostre parole.] non davvero, in realt? la piccolina gli piace, ? un dolce balsamo la sua allegria. Forse troppo confusionaria, ma ugualmente dolce. Potrebbe esserne stupita, la Kaldar. Non in generale, ? sempre molto ordinato e metodico, pi? che altro non ha avuto il tempo materiale di sistemare ancora. Non ci stupiremmo se in quel capanno, al momento, vi sia solo un letto e nulla pi? Il resto solo cumuli di roba da mettere a posto. Sicuramente il letto per? sarebbe rifatto e in ordine, ecco. All'ultima domanda dell'elfa riporta su di lei lo sguardo...ma non la fissa davvero, come se inseguisse un calcolo veloce e rapido. Da quanto non si vedono? Tanto, evidentemente. ?E [La piccola ? in perfetta salute.] rassicura la Kaldar, tornando al qui e all'ora e distendendo un leggero sorriso fugace. ?E [Fin troppo smagliante. Me la sono ritrovata in sala operatoria un paio di volte.] racconta, in tono colloquiale.
01:11 Edelwen : [ Riva Lago ] Invero, anch'ella trovava piacevole la compagnia della pixie, sebbene forse meno incline a darne una dimostranza. Sospinge il vento i suoi capelli, che morbidamente vanno a sfiorare le guance e si levano sulla sua schiena. Ricadono come filamenti, sottili e lisci come la seta di cui sembrano composti. E nonostante il vento, sembrano apparire sempre in una piega naturale e mai scomposta. Annuisce piano al suo dire, lasciando che le labbra rimangano tirate in quel placido sorriso [E]«Sono lieta che si sia ripresa. Fa tenerezza, con quel suo modo di fare.. irruento e caotico...» Scuote appena il capo, immaginandosi la piccola pixie a girar per la sala operatoria. [E]«Spero non sia stato in un momento inopportuno..» Commenta verso di lui, ricambiandone lo sguardo. Forse ? un palmo di mano a separare entrambe le figure, sedute sulla medesima roccia l'una di fianco all'altra. [E]«Non credo di aver mai incontrato una creatura come lei. Cos? piccola e cos? vivace al tempo stesso..» Umetta appena le labbra, scostando cos? l'attenzione verso il cielo sopra loro. Lascia che il vento soffi sul suo viso. [E]«Spero che la sua vivacit? non le manchi mai..» Appare quasi nostalgico il tono della Kaldar, or che prende a fissare una delle tante stelle sopra le loro teste.
01:21 Malwie : [ riva ] Annuisce, condividendo appieno quelle sue parole, riguardanti la pixie. Rimane morbidamente appoggiato alla roccia, con quell'innata eleganza e compostezza, la postura nuovamente rilassata che rispecchia un animo pacificato e tranquillo. ?E [Lo era, ma ? stata brava.]nei limiti in cui pu? esserlo una pixie ovviamente. Ma dev'essere vero, poich? l'elfo non sembra indisposto verso quel particolare evento. ?E [Lo spero anche io.] meste quelle poche parole, mentre leggera la mancina verrebbe sollevata verso il capo della Kaldar, nel tentativo di sfiorarle poche ciocche e portarle dietro le orecchie, lontano dal viso, come liberandoglielo. Sarebbe un tocco lieve e leggero, forse in risposta a quella nostalgia che potrebbe percepire nel tono dell'elfa, riconoscere e comprendere magari. ?E [c'? molta forza in quel piccolo corpo.] commenta serenamente, con un sorriso leggerissimo, diretto a nessuno in particolare.
01:34 Edelwen : [ Riva Lago ] Permane in quella posizione, ascoltando il suono della voce dell'elfo che si mescola con quella del vento che sospinge le fronde sopra i loro capi. Lascia che gli occhi dipinti di una lieve nostalgia continuino a fissare le stelle ed il cielo, catturando quell'immagine, facendola propria. Il lieve tocco dell'elfo la fa lievemente sussultare, inaspettato. Non si scosta n? fa qualcosa per evitare quel lieve movimento, lasciando che i capelli vengano sistemati dall'elfo dietro l'orecchio a punta. Il tocco ? lievemente freddo contro la pelle liscia e dalle tinte simili alle campanule. Abbassa lo sguardo, voltandosi appena verso di lui. Chiss?, se era in grado di arrossire, una volta. [E]«Vi tratterrete qui, per stanotte?» Chiede senza alcun tipo di malizia, una sua curiosit? vista l'ora che inizia avanzare. [E]«Hanno l'abitudine di chiuder le entrate, in questa citt??» Chiede poi, corrugando appena la fronte. La domanda le sorge spontanea, poich? non aveva fatto molto caso a quella cosa. [E]«Non vorrei trattenervi troppo, se domani avete impegni e mansioni da svolgere..» Aggiunge poi. Chiaro nella voce quel suo desio che l'elfo non vada via, o almeno non subito. Di tanto in tanto, parlare con qualcuno di reale e non rimanere ad ascoltare solo la propria voce era piacevole.
01:46 Malwie : [ riva ] Dura solo quell'attimo necessario a scostarle le ciocche, poi la mano torna a posarsi lieve contro la fredda roccia e anche lo sguardo dell'elfo vola verso l'alto. Uno sguardo sereno per?, il suo. Pulito, tranquillo. C'? della consapevolezza, tanta storia, molti pesi, ma il suo sguardo ? pulito e i suoi occhi sereni. Come se le cose fossero al proprio posto, forse non piacevolmente, ma al proprio posto nell'accettazione. ?E [Penso di s?. Voglio godermi questa notte di cielo terso, non mi capita spesso di poterlo fare...e mi capiter? sempre meno. Oggi ? stata una giornata...difficile. Per una volta rispetter? davvero la fine del mio turno e mi conceder? del riposo.] Il capo ruota, in modo da volgere gli occhi sull'elfa. ?E [La Prima mi ha lasciato la gestione del lazzaretto, o per lo meno ? la sua intenzione che il consiglio dovr? supportare o rifiutare.] comincia a raccontare dalla fine, dall'ultima novit?. ?E [E io non sono pronto. Ho molte lacune, alcune gravi.] ? preoccupato, forse addirittura dispiaciuto. Mnesya era un'umana, certo, ma una di quelle rare umane che l'elfo potrebbe arrivare ad ammirare, anche se non comprendere.?E [Non saprei dirvi, sinceramente. Non mi ? mai capitato di rimanervi chiuso fuori..o dentro.] ammette tranquillamente.
02:02 Edelwen : [ Riva Lago ] E' la prima a scostarsi da quella posizione. La mano si leva dal suo viso, ma il vento sembra non volerle dare pace, continuando a scostare quelle morbide ciocche scure. Ascolta le parole dell'elfo, lasciando che parli, rimanendo in silenzio, dandogli la possibilit? di donarle le sue preoccupazioni. E' un lento movimento quello che andrebbe a farla voltare verso di lui. I passi lievi, vorrebbero portarla di fronte a lui se ancora rimanesse seduto. Inclina appena il capo alla propria sinistra, fissandolo con calma, con quel lieve sorriso sulle labbra. [E]«Non si ? mai troppo saggi e non si hanno mai troppe conoscenze. Nemmeno quando si arriva alla sommit? di qualcosa. Avrete da imparare, scoprire ogni singolo giorno.» Fa una lieve pausa, chinandosi appena su di lui, abbassando il viso in modo da porsi davanti a quello dell'elfo, per fissarlo alla medesima altezza degl'occhi. [E]«Spesse volte, quel che pi? serve ? una guida solida, che si faccia vedere sicuro.. Qualcuno in grado di prendere decisioni, ed al contempo di prendersi le responabilit? di ci? che fa.» Una nuova pausa andrebbe a fare, sollevando la man dritta. Imiterebbe il gesto di pocanzi dell'elfo, andando a portare una ciocca di capelli argentei dietro l'orecchio sinistro. [E]«Le lacune.. Si possono colmare. Ma qualcuno dovr? prendere il posto della Prima.. E non potrei porre la mia fiducia in altre mani.» Un sorriso si disegna sulle labbra [E]«Ma io, temo di essere di parte..» Commenta con lieve ironia.
02:17 Malwie : [ riva ] No, lui rimane seduto, per tanto la Kaldar potr? agevolmente porglisi innanzi senza impedimenti di genere da parte dell'elfo. La osserva, con quella calma e placidit? apparente che in un qualche modo riesce ad armonizzare l'enorme carico che pesa sulle sue spalle, fatto di tanti carichi pi? piccoli, tutti in equilibrio l'uno sull'altro. Ma ? elfo, per lui ? normale non dar troppo mostra di ci? che ha, ? qualcosa di raro l'esternare quello che gi? esterna. Per l'elfo ? strano, dover vedere qualcuno abbassarsi per raggiungere l'altezza dei propri occhi. Di solito avviene il contrario. Ma i Kaldar, si sa, sono fra i pi? alti fra gli elfi. Batte le ciglia una singola volta, su quelle iridi grige, come un cielo plumbeo e rannuvolato. Lascia che la ciocca sia rimessa al proprio posto, ma non ? rigido. Appare invece piuttosto tranquillo e rilassato. ?E [Io spero che non vi sia mai la necessit? di dovervi porre nelle mie mani] la mancina cercherebbe di posarsi contro il dorso della dritta di Edelwen, come volendo fermare, per un istante lieve, la sua mano. Non per bloccarla, quanto pi? per raccoglierla, o tenerla. Lo sguardo fermo in quegli occhi chiarissimi. ?E [E' pi? facile crederci, se qualcun altro ci convince che sia cos?. Voi per lo pi? ci riuscite, a convincermi. Vi ringrazio per la fiducia che riponete in me.]
02:30 Edelwen : [ Riva Lago ] Permane di fronte a lui, lievemente chinata in modo da mantenenre lo sguardo alla medesima altezza. Sente la lieve presa sulla propria mano. Lascia andare la ciocca argentata dietro all'orecchio a punta, lasciando cos? che l'elfo catturi in una lieve morsa la propria mano. Come giono e notte, si incontrano in colori differenti ed opposti. [E]«Non ve ne sar? mai di bisogno..» Prova a rassicurarlo, sebbene nelle ultime settimane non abbia avuto piacevoli incontri in citt? e non era mai detto cosa le poteva accadere. Sorride poi alle sue parole, ricambiando lo sguardo con la medesima pacatezza ed intensit?. [E]«So che ? ben riposta.» Mormora infine, annuendo piano col capo scuro. La mancina verrebbe quindi sollevata, tentando di chiudere la mano che aveva sfiorato la propria in una lieve morsa, catturandola. [E]«Venite, ora. Io ho ripreso quel che sono le mie abitudini.. Per me, ancora ? presto.. Ma voi avete bisogno di riposare un p? prima di tornare al vostro lavoro.» Mormora con delicatezza, andando a raddrizzare la schiena. Solleverebbe cos? il viso, tornando nei suoi due metri, riportando la distanza fra loro. Le mani racchiuderebbero ancora quella di lui, sebbene non vi sia pressione o altro. E' libero di ritrarla, se volesse.
02:42 Malwie : [ riva ] Non ritira la mano, mantiene l'intreccio con un il tocco lieve di mani esperte a far sentire la loro presenza senza essere invadenti. Leggere ma salde, non forti, non ? molto forte l'elfo..anzi ? proprio deboluccio. Ma la saldezza non necessita di forza, sono cose differenti, a volte vanno a braccetto, a volte no. Le sorride mesto, sa bene che sono parole prive di un vero senso, nessuno pu? assicurarsi di non farsi del male a meno di non vivere la vita in una campana di vetro. Ed anche cos?, potrebbe sempre rompersi il vetro..decisamente prive di senso, ma parole che comunque vengono custodite non tanto per la loro veridicit? quanto per il loro significato. Delicatamente cercherebbe di porre le labbra sul dorso di quella mano, che copre la propria e che a sua volta copre un'altra mano. Lieve lieve, a sfiorare soltanto, quasi inesistente. Poi, sempre che non rifuggisse, mite ed ubbidiente andrebbe ad alzarsi seguendo l'invito ed il ritrarsi della Kaldar, un movimento elegante e fluido, di quella grazia innata che la loro stirpe pu? vantare. Sempre mantenendo quella mano nella propria. ?E [D'accordo mia sentinella.] Lui ha davvero bisogno di dormire, in effetti, o domani finisce che cuce arti al rovescio.
02:54 Edelwen : [ Riva Lago ] Permane ferma davanti a lui, le mani ancor chiuse intorno alla sua. Segue con lo sguardo quel suo movimento, senza ritrarsi. Un gesto lieve, inaspettato, che la lascia di certo sorpresa. Si tingono appena di un colore pi? scuro le guance. Un rossore appena accentuato. Un qualcosa che non avveniva letteralmente da secoli. Lo fissa, stupita, non trovando parole per quel gesto. Accentua appena il sorriso, distogliendo lo sguardo. Lascerebbe andare cos? la presa dalla sua mano, una volta che l'elfo si ? messo in piedi. Gesti lenti, misurati, che non vorrebbero farla apparire ancor pi? imbarazzata di quello che ?. Andrebbe invece a recuperare arco e frecce, che erano state poggiate alla roccia prima che lui arrivasse ed ancora erano li, in attesa. [E]«Andiamo..» Mormora piano, portando la faretra dietro la schiena, andando ad assicurare l'arco corto in uno specifico incavo della faretra in modo da avere libere le mani e che i propri movimenti siano comodi, privi di impedimenti. Fa un lieve cenno col capo. Non dovevano allontanarsi molto da li. Il passo viene mosso inizialmente, andando ad affiancarlo e a guidarlo fra gli alberi che circondano la Foresta.
03:03 Malwie : [ riva ] La lascia andare, senza seguirla mentre raccoglie le sue cose. Lui rimene fermo in attesa, innanzi al sasso, tranquillo e composto, sereno come non era prima di giungere fino alle rive di questo lago. Annuisce al suo incitamento, limitandosi ad affiancarla e, in realt?, per lo pi? seguirla. E' elfo, conosce i boschi, ma ? lei la cacciatrice, sopratutto ? lei la figlia della notte. E a lui non dispiace lasciarsi guidare. Come sempre accade, quando si scioglie la tensione, poi ci si sente pi? stanchi del reale. E lui ne ha accumulate tante di tensioni in questi giorni, che non ha saputo disperdere prima di questa sera, nella pace di questo luogo, nella tranquilla serenit? di questa compagnia. Quindi ora ? doppiamente stanco, e potete giurarci dormir? come un sasso anche se dovesse farlo appeso a testa in gi? da un ramo, come i pipistrelli. Cosa che, si spera, la Kaldar non gli faccia fare...