22:33
Edelwen
[Arcaneum] Un acquazzone si abbatte sulla città elfica. Un leggero vento sospinge le fronde degl'alberi intorno alla struttura dell'Arcaneum, mentre la pioggia risuona ritmica all'esterno. Un suono regolare, fitto, dove le grosse gocce si riversano sulle alte finestre della struttura rigandole e bagnando l'erba rigogliosa che cresce tutto intorno. Alta si staglia la torre, nei suoi diversi piani di cui i primi due sono occupati da una magnifica biblioteca che racchiude tutto o quasi il sapere del popolo del Beriandil. La figura dell'elfa stanzia al fianco destro del Dol-Athar, senza mai allontanarsi troppo dalla sua figura. I lunghi capelli blu cobalto ricadono morbidi sulle spalle, lievemente umidi per la pioggia che ha affrontato per giungere in quel luogo. Circondano un viso lungo ed affilato, dagli alti zigomi e dalla pelle del color glicine. Privo di imperfezioni, con un'espressione sempiterne seria e severa, tranne che per rari momenti e persone. Gli occhi richiamano il colore delle stelle, bianchi come queste ed altrettante luminosi, celano secoli di storia passata. Indossa abiti di fattura elfica, ma al contempo semplici. Una camiciola blu scuro, dalle ampie maniche e con un leggero scollo a V sul davanti, ed un paio di pantaloni scuri, infilati negli stivaletti bassi che è solita portare fra le mura della città. Il mantello gocciolante è stato lasciato all'ingresso, per evitare di gocciolare lungo il pavimento. Alla cintura, porta con sé sul fianco destro un pugnale e sul sinistro la spada corta, entrambi racchiusi in un fodero di cuoio finemente ricamati con ghirigori elfici. Le ricerche proseguono, fra un evento ed un incontro di palazzo ed un altro. E quella sera volevano concentrarsi sull'esplorazione dei piani inferiori dell'Arcaneum. Una porta in fondo alla biblioteca viene sospinta in avanti ed un leggero cigolio ne segue su una rampa di scale che serpeggia verso il basso Bene.. Mormora con tono basso, sollevando lo sguardo sull'elfo. Il Val’istar ti ha detto nulla, sui sotterranei? Domanda verso di lui, con tono lievemente curioso.
22:53
Ewnel
Accanto ad EDELWEN, il re di Beriandil è una figura autoritaria ma per nulla intimidatoria: veste abiti di ottima fattura, ma a parte una cotta di maglia non ha armatura, e come arma porta soltanto un pugnale al fianco. L'espressione sul suo viso dai tratti affilati, allungati, è concentrata ma al contempo gentile. La lunga e liscia chioma grigia dai riflessi argentei è tenuta dietro la schiena, giunta in una coda bassa da un anello in cuoio ed un passante in legno. Sul capo del sovrano, come sempre quando si trova in luoghi pubblici, la corona del reame, un elegante intreccio di oro e argento. Non gli ho ancora parlato di questa ricerca, nello specifico. Gli ho accennato che sarebbe stato cruciale ritrovare il laboratorio, ma non gli ho chiesto di mettersi alla ricerca, so che è molto indaffarato. Tuttavia... gli ho lasciato un messaggio, in cui gli ho chiesto se vi siano ale sigillate nei piani superiori dell'arcaneum. Se c'è qualcuno che può saperlo, quello è lui. A noi non resta che controllare i piani inferiori... il discorso che fa ad EDELWEN, in risposta alla sua domanda. Poi, rivolge lo sguardo a Siomir. E voi cosa mi dite? Avete già effettuato altre ricerche a tema, nei giorni scorsi? domanda al factotum. Nel frattempo, se vi va, potreste narrarmi la sorte della torre delle aste, e di tutta la vicenda. Sono lieto che ci siate andato voi, e che siate stato le veci di Beriandil. Più il tempo passa, più le vostre gesta vi rendono importante per il reame.
23:08
Siomir[Arcaneum] «Cammina qualche passio dietro il Dol-Athar e l'Artiriel, i capelli verdi sono raccolti in una coda che scende dolcemente lungo la schiena, le punte sono leggermente arruffate a causa dell'umidità. Le lunghe orecchie appunta sono ben visibili ai lati del capo. Il viso mostra un'espressione seria mentre osserva l'elfa aprire la porta. Indossa un uniforme dall'allenamento marziale nera, Sotto di essa, si intravede sul petto, una corazza di cuoio borchiato. Hai piedi porta un paio di stivali pesanti di cuoio. Sulle mani porto un paio di mezzi guanti di cuoio con delle piccole borchie di ferro sulle nocche. Un lungo bastone poco più alto di lui, ferrato alle estremità, accompagna il suo passo. Dietro la schiena si può notare un pugnale posizionato orizzontale alla cintura. Alla parole di Ewnel arrossisce abbassando il capo mentre con voce incerta dice»Sommo Dol-Athar, sete troppo gentile, non merito tali lusingane ho svolto solo il mio compito, nulla di più« Di seguito rialza il capo tenendo comunque lo sguardo basso mentre il tono diventa serio»Purtroppo Il Sommo dei Sapienti non ha saputo dirmi nulla ma ha promesso di indagare a farmi sapere appena saprà qualcosa, invece per quanto riguarda la Torre delle Aste ci hanno richiesto forza lavoro e materiale da costruzione, se volete posso farvi avere una lista di quanto ci hanno chiesto
23:11
Edelwen
[Arcaneum] Ascolta così le parole del Dol-Athar, alla quale annuisce un paio di volte col capo. Va bene.. Mormora con tono basso, prima di lasciarsi sfuggire un leggero sospiro. Rivolge l'attenzione verso la tromba delle scale che scende verso il piano inferiore. Ascolta il resto delle parole rivolte a Siomir, senza aggiungere altro. Non per sgarbatezza, ma preferiva ascoltare e non intromettersi, mentre studiava in parte la situazione. Compie così qualche passo, scendendo i primi gradini, mentre lo sguardo viene rivolto verso quelli successivi. Qualche torcia sembra essere posizionata in modo strategico per illuminare la discesa. Fate attenzione.. Mormora voltandosi per qualche istante in direzione dei due elfi, ma è uno sguardo in particolare che va a catturare con un leggero velo di apprensione. Umetta le labbra, sentendosi un po’ irrequieta. Quella ricerca le metteva forse ancor più ansia di dover andare a caccia della bestia. Riprende quindi a scendere i gradini, proiettando la propria ombra sulla parete opposta. Si muove con attenzione, mentre alle proprie spalle continuano le voce ed ella le ascolta senza dare una sua opinione. Celata, tuttavia, nella penombra un leggero sorriso si dipinge sulle labbra ascoltando il dire del monaco. E' un sorriso lieve, un cenno dell'angolo destro della bocca, nascosto alla vista poiché anche di spalle ai due. Non scende di troppi gradini, attendendo che entrambi la seguano.
23:20
Ewnel
[Arcaneum] Certo, sarebbe ottimale la risposta all'ultima proposta di Siomir. Il tono con cui gli parla è tranquillo, ben in linea con la sua postura: eretta, con le mani giunte dietro la schiena, il busto ben dritto, con la veste beige indossata che fa risaltare il fisico snello e slanciato, seppur virile, del sovrano. Mentre vede EDELWEN pronta a scendere, prende una vicina torcia affissa alla parete, e senza farsi alcun problema la toglie dal supporto che la regge, per poi offrirla alla donna-guerriera. Tenete, per accendere le altre dice dopo aver sbirciato anche lui la scalinata che scende ai piani interrati dell'edificio. Rivolge in ultima un sorriso gentile, d'incoraggiamento, mentre le porge il semplice strumento tenuto nella mancina. La pelle del re di Beriandil a differenza di quella di EDELWEN e Siomir, che sono prive di imperfezioni, presenta raramente alcune piccole imperfezioni: nei superficiali, scuri e planari, che sporadicamente fanno capolino qua e là: sul dorso della mano, oppure sul collo. Siomir, voi sapete il perché di questa ricerca di questo laboratorio perduto? gli chiede senza mezzi termini, rivolgendo solo alla fine della propria frase lo sguardo all'elfo, in osservazione della sua espressione facciale.
23:31
Siomir[Arcaneum] Rapidamente fa un segno d'assenso con il capo verso il Dol-Athar per quanto riguarda la lista dei materiali e degli uomini richiesti. Dopo aver atteso che il passaggio dei due elfi per quella porta è il suo turno di entrare. Una volta oltrepassata la soglia si volta per accostare la porta, che produce lo stesso scricchiolio che si è sentito quando è stata aperta, in modo da non dare troppo nell'occhio. Annuisce impercettibilmente impercettibilmente all'avvertimento di EDELWEN. Il bastone, tenuto con la mano sinistra, va ad anticipare ogni suo passo, andando a sondare ogni gradino prima dell'arrivo del suo piede, producendo un lieve rintocco secco e metallico ogni volta che tocca la pietra. Alla domanda del Re attende qualche secondo prima di scuotere il capo e rispondere No, la mia conoscenza si ferma alla vostra richiesta affissa nella pubica piazza. Se non è troppo ,potrei chiedervi di cosa si tratta?
23:33
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] Un rumore la fa fermare alle proprie spalle quando il Dol-Athar rimuove la torcia dal proprio supporto. Si ferma dopo qualche gradino, voltandosi verso di loro. Per una volta, era lei a mantenere sollevato lo sguardo. La mano destra viene tesa verso di lui, andando così ad afferrare con presa delicata ma salda la torcia. Ne sfiora le dita per qualche istante, catturando il suo sguardo illuminato da quel fuoco che arde fra di loro. Un istante che potrebbe, protratto nel silenzio, durare qualche secondo di più prima ch'ella prenda possesso della torcia. Facendo molta attenzione a non bruciare sé o l'eledh alle proprie spalle, si volta verso i gradini riprendendo a scendere. Il braccio destro viene tenuto quanto più teso possibile, leggermente sollevato verso l'alto per illuminare anche i gradini ed a ogni torcia incontrata, si ferma qualche istante per poterla accendere con quella che portano con loro. L'elfa è taciturna, per il momento rimane ascoltatrice dei discorsi dei due e una sorta di guida verso l'ignoto che si cela al di sotto della grande torre dell'Arcaneum. O, quanto meno, per lei cosa vi sia ai piani inferiori è totalmente sconosciuto. L'udito di fatti viene anche teso per ascoltare eventuali suoni, ma è principalmente il gocciolio dell'acqua che viene percepito. Lascia quindi alle proprie spalle una sorta di percorso luminoso in modo che gli altri due elfi possano vedere dove mettere i piedi. E l'ultimo gradino lascia posto ad un corridoio. La domanda dell'Iluvecarë viene colta dall'elfa, ma non risponde per il momento. Lascia che a farlo sia Ewnel, non sapendo quanto ei voglia divulgare su quanto scoperto diverse sere fa.
23:46
Ewnel
[Arcaneum] Lo scintillio della fiamma arancione della torcia negli occhi bianchissimi della guerriera non sfugge al sovrano, che si sofferma nel guardare tale visione, deglutendo mentre le loro dita si toccano. Un gesto rapido, ma delicato. Successivamente, per quanto EDELWEN rimanga silente anticipando i due elfi nella discesa ai piani inferiori, è Ewnel stesso ad interpellarla. Edelwen, per piacere potresti spiegare tu a Siomir cosa cerchiamo, e perché? Intanto io darei un'occhiata alle porte che trovo, per vedere se una o più di queste hanno sigilli magici. Non dovrebbero essercene, qui sotto, da quel che ne so al piano interrato vengono conservate le provviste dell'arcaneum, nulla di troppo pericoloso. Quindi, lasciando i due intenti a parlare, cercherebbe di ritrovare in sé la concentrazione. Il medaglione che porta al collo, a diretto contatto con la pelle del suo petto, funge da catalizzatore per il suo lento acclimatarsi ad un connubio con i flussi energetici, nella ricerca di eventuali tracce di magia che possano trovarsi attorno a loro. Non è un incantesimo vero e proprio, il suo, quanto un affinamento dei sensi, da parte di chi per decenni ha praticato l'Arte, alla maniera degli elfi: non piegando le correnti magiche a proprio piacimento per costringerle sotto forma di incantesimi, bensì invitando la magia a seguire un percorso favorevole, con la stessa gentilezza con cui il popolo di Beriandil si prende cura della natura e della Grande Quercia, da millenni.
23:53
Siomir[Arcaneum|Sotterranei] Segue i due elfi che proseguono la discesa, lo sguardo è attento e osserva porzione della scalinata illuminata dall'Artiriel. Cerca di percepire eventuali suoni che potrebbero venire da un'eventuale minaccia ma, a parte il suono, costante e ritmico, del bastone che incontra la pietra e lo scoppiettio del fuoco che alimenta le torce pare non si senta null'altro. La discesa prosegue fino ad un corridoi, è l'ultimo ad accedervi, si guarda intorto leggermente spaesato in cerca di punti di riferimento. Alle parole di Ewnel non dice nulla ma si volta solamente verso EDELWEN
23:58
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] Compie giusto un paio di passi, per scostarsi dalle scale e lasciare che i due possano compiere gli ultimi gradini. Nel sentirsi interpellare dal Dol-Athar, annuisce lievemente con il capo blu, lasciando che qualche ciocca le sfiori le guance. Si.. Mormora verso di lui, inspirando l'aria che per un istante profuma dei boschi che circondano il regno di cui gli argentei capelli sembrano essere infusi. Socchiude le palpebre, lasciando che i due tatuaggi che le solcano si completino. Dalle sopracciglia, di fatti, due lunghe punte di lancia sono state tatuate in passato, fermandosi su entrambe le guance. Rialza le palpebre, cercando con lo sguardo Siomir. Immagino abbiate sentito della figlia della foresta e di un tomo oscuro che viene custodito dai druidi.. Ewnel.. Ed involontariamente, non utilizza alcun tipo di titolo o formalità. Ha avuto modo di consultarlo e di trovare un nome su di questo.. Maeglin. Ricercandolo nella biblioteca dell'Arcaneum, abbiamo scoperto essere un elfo incantatore che però pare abbia ceduto alla magia oscura.. Creava artefatti e cose del genere e pare che.. Avesse un laboratorio fra le mura di questo regno. Umetta le labbra, cercando di dare un sommario quadro della situazione. Andrebbe nel frattempo a posare la torcia in uno dei supporti liberi più vicini. Sappiamo che il suo nome era stato cancellato.. Ciò che riguardava lui era celato dietro un incantesimo.. E vorremmo capire quanto pericolosa fosse questa persona o ciò che aveva abilmente nascosto.. E uno sguardo viene rivolto verso Ewnel, mentre inizia a ricercare la propria concentrazione. E' qualcosa che dovete custodire per voi.. Meno persone sanno, meglio è.. Sono segreti del nostro popolo.. Errori a cui dobbiamo riparare noi.. Umetta le labbra, rimanendo ora in attesa.
00:15
Ewnel
[Arcaneum] Mentre una buona fetta della coscienza e delle percezioni di Ewnel sono focalizzati nella connessione con il mondo oltre il visibile, nell'afferrare la struttura energetica che si trova al limite delle percezioni, laddove un normale abitante del continente non riuscirebbe a percepire altro che non sia carpibile dai propri sensi normali, una parte della mente dell'incantatore resta vigile su quanto accade attorno a lui, compresi i discorsi tenuti tra la guerriera dai capelli di cobalto ed il monaco silvano. Parlando lentamente, come se si trovasse in trance, interviene quindi alla fine della spiegazione della sua guardia del corpo. Le ferite e le infezioni non devono restare nascoste, o rischiano di peggiorare. Devono rimanere allo scoperto, perché possano essere guarite. Il nostro popolo sarebbe forse pronto a farlo, anche se con difficoltà, ma le altre razze? Qualcuno potrebbe approfittarsene, e scaricare sulle nostre spalle le colpe di un nostro antenato. Prima che ciò possa accadere, voglio fare in modo che le nostre azioni compensino e curino la ferita che quelle di Maeglin avevano lacerato. Forse, i nostri avi erano stati alterigi nella presunzione di voler nascondere le malefatte di un loro concittadino come si nasconde la polvere sotto il tappeto, o magari lo hanno fatto saggiamente, avendo conoscenze di cui noi al momento siamo mancanti. Credo che soltanto il tempo, ed il dipanarsi delle nostre scelte in esso, ci darà qualche risposta che possa soddisfarci. Come sempre accade quando si lascia andare in stati mentali transizionali, il suo modo di esprimersi viene inevitabilmente influenzato dal suo modo di essere e vivere, in quel determinato momento. Così, dopo un lungo silenzio a seguito del suo discorso, assestata totalmente la propria percezione secondo le frequenze arcane a cui ormai è abituato, nonché memore delle ondate di malvagità fuoriuscita dal tomo oscuro, inizia a percorrere i primi passi nel corridoio scarsamente illuminato dalla luce che ora regge EDELWEN, nonché dalle torce accese alle loro spalle. Quando siete pronti possiamo procedere. Con le braccia aperte ma abbassate, in una posa che sembra “accogliere” qualcosa, nel suo caso le pulsazioni magiche che potrebbero eventualmente trovarsi nelle vicinanze, l'incantatore attende semicosciente che i due eledh lo affianchino e lo accompagni, o lo precedano addirittura, mentre si avventurano per i corridoi del sotterraneo dell'arcaneum.
00:27
Siomir[Arcaneum|Sotterranei] Ascolta con estrema attenzione le parole pronunciate dalla cacciatrice, lo guardo è fisso sulle sue labbra, gli occhi rimangono serrati fino al termine del suo discorso. Solo quando ha terminato di parlare abbassa le palpebre mentre china il capo in segno d’assenso mentre dice Va bene, le labbra di questo umile elfo saranno serrate e non proferirà parola di quanto udito o visto questa sera con nessuno Il tono è serio e non presenta alcuna traccia di dubbio o incertezza. A questo punto torna a voltarsi verso l’incantatore alle prese con un qualche genere di invocazione incantesimo, la sua conoscenza sull’argomento è limitata, se non nulla, perciò, dopo una prima occhiata distratta verso Ewnel, si limita a cercare eventuali eventi non consoni o strani nella stanza cercando di aguzzare al massimo sensi. In quel moment le parole del Dol-Athar danno da pensare al monaco che dopo qualche secondo di attesa sembra aver ricordato qualcosa e, rivolgendo a Ewnel dice A tal proposito il Sommo dei sapienti mi ha chiesto se, quando tutta questa storia sarà finita, potessimo fargli avere un manoscritto su quanto accaduto da tenere come monito per le future generazioni Torna un’atra volta il silenzio che viene interrotto sempre da Ewnel che chiede di prepararsi, non dice nulla ma tiene ben saldo il bastone mentre si porta più vicino al suo re attendendo ulteriori istruzioni.
00:33
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] L'attenzione si focalizza sul Dol-Athar, quando le parole giungono al proprio orecchio. Ne ascolta la voce, annuendo lievemente con il capo trovandosi d'accordo con quanto espresso. Corruccia appena le labbra, nel sentirne il tono diverso, distante, in quella trance dettata dal richiamo dell'ars. Non si spaventa di ciò, è piuttosto un velo di preoccupazione quello che le passa davanti il proprio sguardo. Andiamo.. Commenta verso Ewnel, mentre torna ad afferrare con la mano destra la torcia che aveva pocanzi posato in un alloggio vicino. Braccio teso e sollevato per illuminare la strada, inizia ad avventurarsi al seguito dell'eledh, rivolgendo uno sguardo verso Siomir, insieme a loro. Gli annuisce inizialmente col capo, alle prime parole. E' importante che cerchiamo ovunque possa trovarsi qualcosa.. Anche se sarà un'impresa difficile, se non impossibile.. Un leggero sospiro le esce dalle labbra, mentre lo sguardo viene rivolto verso Ewnel. Ed è li che in parte muta nuovamente in quella sua leggera ansia quando compie qualcosa legato alla magia. Era un potere a lei sconosciuto, non ne comprendeva i meccanismi ed anche per quello la temeva. Si avvia quindi rimanendo un passo indietro rispetto al Dol-Athar in modo che possa illuminargli la strada senza bruciarlo o essergli di intralcio. Nel mentre il resto delle parole di Siomir viene colto e una leggera perplessità si dipinge sulla sua fronte. Un manoscritto in merito a cosa? Domanda con leggera perplessità distogliendo giusto un momento l'attenzione dall'elfo chiaro per spostarlo sul monaco.
00:47
Ewnel
[Arcaneum] Grazie. Così facendo, Siomir, state proteggendo tutta la nostra gente. Potete ben immaginare che chiunque potrebbe avvalersi di questa scoperta per fare in modo di avanzare pretese sul nostro regno, o addirittura per muoverci guerra. Non nasconde in alcun modo i pericoli che correrebbe tutta Beriandil, se certe cose uscissero allo scoperto. In questo caso, i segreti servono per proteggere. Una volta che le percezioni si sono stabilizzate, il Dol-Athar procede camminando lentamente nei corridoi, mentre nella sua mente e nella sua identità eidetica si affacceranno le impressioni che questo tentativo darà, anche se saranno necessarie ore affinché tutto ciò venga metabolizzato. Dopotutto, non si tratta di veri e propri incantesimi di individuazione, bensì di qualcosa di più primordiale, semplice, e... innocuo. Dici bene, Edelwen. Se davvero il laboratorio è stato chiuso, potrebbe essere stato nascosto dietro un muro, o da un'illusione. Un invito, il suo, quindi ad investigare anche in tali sensi, approfittando di questa rara occasione di poter mettere piede nelle fondamenta dell'arcaneum, che di norma è interdetto a chiunque. Tuttavia, il re di Beriandil è pur sempre il sovrano. In seguito, nonostante non venga rivelata un'espressione marcata sul volto ora inespressivo del mago, solo un angolo della bocca si arriccia appena. Quell'uomo continua a stupirmi. Vuole la conoscenza, ed il sapere è potere. Non lo nasconde, eppure appare così innocuo. Credo che gli daremo ciò che chiede, ma... a modo nostro. Così dicendo continua la sua avanzata, procedendo piano, lasciando tutto il tempo agli altri due di fare quel che ritengono opportuno per poter cercare un luogo sigillato e nascosto.
00:56
Siomir[Arcaneum|Sotterranei] Riguardo quanto legate al tomo, ser Harlan Van Bach mi ha detto di aver sentito che il Sommo Dol-Athar vi è entrato in contatto La frase è detta con un tono insicuro mentre li sguardo va a cercare EDELWEN. Si trova alle spalle del re , un passo dietro l’Artiriel seguendo ogni passo che fanno , in bastone viene tenuto parallelo al pavimento in modo da non generare suoni che potrebbero danneggiare la concentrazione del sovrano. Le parole di Ewnel vengono percepite subito dopo, annuendo con il capo, si sposta verso il muro di destra e dopo aver preso una delle torce precedentemente accese dalla cacciatrice inizia a perlustrare quella zona, sia con gli occhi che con le orecchie, cercando eventuali spifferi d’aria, sia talvolta con la mano che tiene la torcia nel caso noti qualcosa di strano.
01:05
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] Il silenzio viene rotto solo dai loro passi lungo quel corridoio. Alcune porte si affaccerebbero, sia a destra che a sinistra. Uno sguardo viene rivolto verso Siomir e con un leggero cenno del capo e della mano sinistra va ad indicargli le varie porte che incontrano. Io controllo da questo lato..Commenta semplicemente in direzione del monaco. Alle sue successive parole, scrolla appena le spalle. Quell'uomo.. Una fonte inesauribile di richieste.. Mormora con un sospiro che le esce spontaneamente dalle labbra. Non nutriva particolare ammirazione per l'umano, e l'aveva ampiamente dimostrato in passato a suo discapito. Nel mentre, andrebbe ad avvicinarsi ad una delle porte tentando di sospingerla per aprirla e controllare rapidamente all'interno. E' un po’ come cercare un ago in un pagliaio.. Ed un nuovo sospiro viene rilasciato, dopo aver inspirato l'aria un po’ inumidita del luogo. Non si stava lamentando, non l'avrebbe mai fatto. Era l'ansia a parlare, in parte per l'eledh legato alla magia in quel momento, ed in parte per il non sapere cosa aspettarsi. Avrebbero potuto anche passare i prossimi cento anni alla ricerca di questo laboratorio. Passa alla successiva porta, compiendo il medesimo movimento di prima, nel tentare di aprirla e successivamente scrutare al suo interno. Utilizza la mancina, poiche la mano sinistra al momento sostiene la torcia che illumina il loro cammino. Ripeterebbe per ogni porta incontrata quel medesimo comportamento, in modo da non lasciarsene sfuggire nessuna al suo controllo.
01:16
Ewnel
[Arcaneum] Il ricciolo comparso per pochi secondi in precedenza sulle labbra del signore elfico svanisce rapidamente, al sentire l'affermazione di Siomir. Se fosse vero, probabilmente starei agonizzando similarmente a come è accaduto alla gnoma che lo ha toccato. Non è così. Tuttavia, se doveste ancora avere a che fare con il signor Bach vi invito a non riferirgli quanto vi ho appena rivelato, ma piuttosto a cercare di capire con chi egli abbia parlato. Sarei curioso di scoprire chi va narrando falsità: potrebbe essere un pericolo non solo per me, ma per tutti. Ciò detto, per lui l'argomento sembrerà chiuso, perché non ne parlerà più a prescindere da cos'altro verrà sollevato in merito. Mentre i due elfi, monaco e combattente, proseguono cercando ciò che c'è e che manca nelle stanze da loro incontrate, lui proseguirà lungo il corridoio focalizzandosi sempre sulle sue percezioni, su quanto riesce ad avvertire dalle fluttuazioni energetiche che incontra, ad ogni passo che compie. Non mancate di controllare i muri... mormora, immerso nella concentrazione necessaria per estendere il più possibile la sua area percettiva.
01:22
Siomir[Arcaneum|Sotterranei] solo che, da quello che mi avete detto, questo ago potrebbe scoppiarci in faccia il tono è leggermente preoccupato, non si volta verso i compagni ma è intento a perlustrare la sua parte del corridoio, quando incontra una porta chiusa lungo il tragitto, prova da prima ad spingerla con il bastone che tiene con la mano sinistra e se non vi riesce userà la stessa mano per cercare di aprirla facendo molta attenzione. Osserva ogni stanza che riesce ad aprire con guardo attento cercando di non lasciarsi fuggire alcun particolare che potrebbe essere vitale. Ascolta anche le parole di Ewnel senza voltarsi, rimanendo sempre attento nella ricerca, ma non dice più nulla al riguardo.
01:26
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] Un'altra porta verrebbe aperta per poi essere chiusa poco dopo averci guardato all'interno, illuminando parzialmente l'area con la torcia che porta con sé. In quelle parole che vengono scambiate, ella inala nuovamente l'aria dei sotterranei, per rilasciare un profondo sospiro. Quanto accaduto quella notte si celava ancora nei suoi incubi, per quanto la figura del Dol-Athar abbia sopito parte di quegli spiacevoli ricordi. Si riscuote da quei pensieri, catturando la voce dell'eledh a quella sua richiesta. Muta, china semplicemente il capo e porta la mancina al proprio fianco destro per andare a sfilare il pugnale che vi risiede. La lama cattura la luce della torcia, emettendo un leggero luccichio. Ne afferra il manico al contrario, in modo tale da poter utilizzare il pomo. Si avvicina alla parete alla quale era già prossima, facendo battere un paio di volte il pomo del pugnale contro la pietra, ricercando eventuali suoni sordi o diversi da quelli che erano la mera pietra che ne componeva i muri. Rimane in silenzio, per poterne ascoltare l'eco che quel suo gesto avrebbe in caso provocato. Ed è nel silenzio che i tre elfi procedono nelle ore più cupe della notte. Ed intanto, all'esterno sembra aver smesso di piovere ma li sotto non potranno ancora accorgersene
01:36
Ewnel
[Arcaneum] No, scoppiare no. Il luogo è stato sigillato, finché non rompiamo il sigillo o non ci introduciamo senza usare cautela, non rischiamo. Non vi è la minima traccia di dubbio nelle sue parole, mentre continua imperterrito nella sua azione di perlustrazione multisensoriale pluriplanare, o almeno questo è quello che lui cercherebbe di fare, nell'aprire i vari e molteplici fulcri magici situati all'interno del proprio corpo, così da divenire quanto più sensibile alle fluttuazioni energetiche. Tutto questo egli fa, mentre è affiancato dai due eledh. Lo facciamo per tutta Beriandil... e così, un po' alla volta essi procederanno esaminando tutte le aree accessibili nel piano interrato dell'arcaneum, in cerca di indizi di ogni genere di tipo magico, ma anche fisico, come botole, asimmetrie architettoniche, e chissà cos'altro potrebbe essere celato dalle sapienti mani elfiche o dalla magia che queste sono state in grado di intessere, nei secoli passati. Soltanto quando avranno compiuto la loro ispezione, a tarda notte, Ewnel ringrazierà e saluterà Siomir, per poi dirigersi al fortilizio reale in compagnia di EDELWEN. ||
01:43
Siomir[Arcaneum|Sotterranei] Questo un po' mi rassicura Dice facendo svanire parte della tensione accumulata mentre scolta le parole del sovrano. Uno strano silenzio surreale sovra la scena con lo scoppiettio dei fuochi che bruciano le torce che rendono l’atmosfera leggermente inquietante. Il silenzio viene interrotto solo dagli scricchiolii delle porte che si aprono e dai colpetti che talvolta il monaco, talvolta la cacciatrice danno alle pareti o ad una porta particolarmente sospetta. In questo modo perlustrano tutta l’area del sotterraneo, con il re al centro e le altre due figure ai lati. Al termine della ricerca quando saranno all'esterno, e dopo aver ascoltato le parole che gli verranno rivolte farà un profondo inchino ad entrambi per poi congedarsi. //FINE
01:45
Edelwen
[Arcaneum|Sotterranei] Il pomo viene battuto a intervalli irregolari, non sapendo bene dove cercare. Così come successivamente qualche altra porta viene aperta facendo attenzione a non ferirsi con il pugnale. Una ricerca certosina e meticolosa è quella che vede in quel momento i tre elfi, mentre esplorano i sotterranei dell'Arcaneum. L'elfa annuisce solamente alle parole dell'eledh, sebbene lei lo faccia per altri motivi e non solo per il Regno. Ma non si esprime, non in presenza del monaco. Ed era un freno quello che si era posto quella sera davvero difficile da mantenere. Si concentra così sul suo operato, sfruttando anche la propria VISTA SUPERIORE nell'esplorare il corridoio e cercare eventuali discrepanze che possano cogliere la propria attenzione. Magari una pietra posizionata in modo sbagliato od un simbolo che potrebbe attirare la propria attenzione. L'aria dei sotterranei è più densa, carica di quelli che sono i secoli od i millenni da quando quella struttura era stata costruita. Procedono dunque, il passo molto lento, ed i sensi affinati all'erta. Fino a quando non avranno controllato ogni angolo, parete o porta, ed a notte inoltrata potranno ritornare ai rispettivi alloggi. Condividendo le impressioni su quanto scoperto, o meno, da quella serata di ricerche. Con una luna calante e uno splendido manto stellato ad attenderli all'esterno.