02:20 Ewnel[Stanze reali] Dopo l'incontro con la druida malata/maledetta ed i due ospiti non-elfi del reame, Ewnel si è diretto spedito verso il fortilizio reale, in compagnia della sua fidata guardia personale. Giungono così negli alloggi del re, delle ampie stanze in cui l'incantatore ha provveduto a far sistemare parte delle proprie cose, in attesta di completare il trasferimento di tutti i suoi beni. Arrivato all'ingresso delle sue stanze, egli semplicemente schiude la porta d'ingresso senza grosse problematiche, di serrature o altro: le stanze private del re erano private, e per consapevolezza i sudditi non vi entravano, se non quelli motivati da una più che valida ragione – come per esempio svolgere le pulizie. Tirando un sospiro di sollievo, il regnante fa il suo ingresso nei propri appartamenti, che al momento sono avvolti quasi completamente nel buio: non sono completamente ottenebrati, però, perché una serie di ampie finestre si affaccia verso il cielo, e la luce dello spicchio lunare proietta il proprio spettrale bagliore, rischiarando la stanza quel tanto che basta per vedere i contorni. La stanza in cui si trovano al momento è un'anticamera, una sorta di salotto ampio, che al centro ospita un ampio tavolino, ed un po' lontano da questo si trovano due larghe e basse panche di pietra dalla forma arcuata, intese ad ospitare eventuali invitati negli appartamenti reali, come luogo d'attesa ma anche adatti ad una piacevole conversazione. Prego, entrate, non fatevi problemi. Immagino che sarete anche voi esausta dalla giornata e soprattutto dalla serata: accomodatevi. Fa un cenno ampio con le braccia, così da sottolineare la libertà concessa di usufruire di quanto circondi ora EDELWEN, per mettersi a proprio agio, mentre lui si avvia verso quello che, a tutti gli effetti, è un albero cresciuto dentro gli appartamenti stessi, il cui tronco si trova al loro interno mentre le fronde sono all'esterno, oltre un pertugio sapientemente ricavato, sul tetto, della misura giusta dell'albero.

02:29 Edelwen[Appartamenti reali] La sera appena passata era stata… Bizzarra. Fra la gnoma sofferente di una qualche strana malattia e il mezzelfo accompagnato dall'umano. L'elfa ha accompagnato il Sovrano in quelli che sono i suoi nuovi appartamenti, per poter parlare di quanto accaduto. Silenziosa, pensierosa, non si era ancora espressa. Avrebbe lasciato che a farlo per prima fosse l'elfo. Si muove lenta, con passi misurati e marziali che non intaccano comunque la sua femminilità. Lo segue all'interno le stanze reali, guardandosi un minimo intorno. Riusciva a percepire la pace di quel luogo, e se anche vi erano pareti non lo si poteva eguagliare alla città in cui erano stati di recente in visita. Un sospiro le esce dalle labbra, ascoltando il dire del Sovrano. Quel mezzelfo.. Mi ha fatto venire mal di testa..  Commenta con tono basso, lievemente infastidita, mentre si avvicina alle panche di pietra. Umetta le labbra, mentre andrebbe a portare la mano sinistra verso la schiena, per sganciare l'arco. Lascia che cada sul proprio palmo, per poterlo afferrare con un gesto veloce, per poi andare a posarlo sul lato destro della panca. Stessa sorte tocca anche alla faretra e successivamente alle due lame. Si spoglia delle proprie armi, in un luogo in cui comunque sa che non ne avrà di bisogno. Quella panca viene usata quasi come una rastrelliera in quel momento, occupandone un lato. Che idea vi siete fatto, dell'umano? Unico forse degno della sua attenzione, nonostante tutto. Quella provera creatura.. Deve soffrire molto.. Ancora non si siede, rimanendo in piedi davanti alla panca.

02:41 Ewnel[Stanze reali] Avviatosi verso il tronco dell'albero, Ewnel si ferma un po' prima dello stesso, e si volta verso destra. Qui apre due ante di un mobile bianco, rivelando al loro interno quello che è una scarpiera, a conti fatti, con vani di diverse misure atti a contenere scarpe basse, alte, e di media altezza. Si toglie le calzature indossate questa sera, dei calzari bassi e comodi, oltre che silenziosi, e provvede ad indossare un paio di comodissime pantofole. Richiude quindi l'anta, e si volta verso l'elfa. L'espressione dell'elfo è stanca, ma ora che si trova nelle proprie stanze, lontano fisicamente dai problemi, può tirare un sospiro di sollievo e concedersi un'espressione più tranquilla. Quando avete finito, venite da questa parte. Non voglio farvi accomodare sulle panche di pietra, preferisco offrirvi qualcosa di più comodo. Così dicendo, mentre attende che ella si avvicini, egli si avvicina alla parte posteriore del tronco,non visibile ad EDELWEN: lì si trovano infatti, data l'inclinazione del tronco, un certo numero di gradini ricavati nel tronco dell'albero stesso. Ad una prima occhiata si potrebbero pensare scavati, ma ad un attento esame, se vi fosse un po' più di luce, si potrebbe distinguere la vera natura di tale artificio. Intanto, egli li sale, raggiungendo una stanza al piano superiore. Torno subito dice, e seguiranno rumori metallici. Ella invece, se avanzerà negli appartamenti, potrà rendersi conto di come oltre il primo salottino vi sia un vero e proprio atrio, ampio, dotato di spazi grandi, vasti, che danno un'idea di vastità: alte colonne, grandi finestre, ed ovviamente una serie di comode poltrone disposte qua e là, vicine a dei piccoli sgabelli. Probabilmente, il luogo in cui si possono tenere conversazioni privatissime, tra i pochi che il re ammette nelle proprie stanze personali.

02:50 Edelwen[Appartamenti reali] Libera dei propri armamenti, sebbene non le siano mai pesati in realtà, solleva lo sguardo per cercare la figura diEwnel. Si scosta così dalla panchina di pietra, muovendo il proprio passo cautamente. Era un luogo che non conosceva e ne stava esaminando ogni singola parte. La luce della luna entrava dalle finestre. Argentea e morbida, donava una luce diversa a quello su cui su posava. Va bene.. Vi aspetto.. Mormora con tono basso e calmo, avviandosi nella sala affianco al salottino. Il passo è veramente molto lento, ed inudibile. I lunghi capelli ne circondano il viso color glicine su cui al momento vige una leggera curiosità. Si avvicina così ad una delle finestre che si affacciano sul regno. Schiena rivolta verso l'interno della stanza, attende in assoluto silenzio osservando il paesaggio all'esterno. Gli occhi bianchi catturano la luce argentata della luna, rendendoli ancora più brillanti e vivi, nonostante siano privi di colore. La mano destra si alza per andare a posarsi sulla cornice della finestra. Ed è nel silenzio assoluto che attende che l'elfo ritorni. Vagano i pensieri, probabilmente a quella sera appena passata, con tutti i dubbi del caso.

03:01 Ewnel[Stanze reali] I rumori metallici provenienti dal piano superiore durano relativamente poco, giusto appena una decina o poco più di secondi, dopodiché non si avvertiranno altro che suoni più ovattati: fruscii, passi leggeri, e nulla più. Dopo quel che potrebbero essere forse due minuti, l'elfo torna a scendere la scalinata ricavata sul tronco dell'albero, presentandosi di nuovo al pianterreno, questa volta in una mise diversa da prima: non indossa più gli spallacci, né la corona, ma soprattutto non porta con sé la tunica smeraldina che ha avvolto il suo corpo per tutta la serata; invece, al momento indossa una tunica di un azzurro chiarissimo, quasi spettrale alla luce della luna, dotata di uno scollo a forma di u abbastanza coprente, con maniche ampie e comode. Una camicia da notte, in poche parole, e dato il contesto ed il momento del giorno è anche appropriata. Giunto al pianterreno, si mostrerà in questa mise al cospetto di EDELWEN, senza alcun imbarazzo. Dopotutto, non vi è nulla di osceno in lui, né di sconveniente. Il viso appare un po' più rilassato, probabilmente è appena stato lavato. Quale magnifico panorama, ne convenite? così interviene, mentre raggiunge l'elfa in quell'area degli appartamenti reali. Si vedono le cascate stesse. Mi piace fermarmi qui e guardarle da lontano, quando devo riflettere, anche quando ho poco tempo. Pur essendo stanco, non mostra nella postura alcun segno di cedimento, per ora. Vorrei offrirvi un po' di ristoro. Qualcosa da mangiare? Da bere? Dell'acqua, una tisana? è chiaro, anche se fuori da queste sale lui è il re e deve comportarsi come tale, in circostanze più “famigliari” egli rimane comunque sé stesso, la medesima persona che, prima di salire al potere, viveva una vita molto più semplice, e soprattutto popolare. [Elfico#Spero che non vi dispiaccia, se ho preferito non accendere alcun lume. Quando posso mi faccio bastare la luce della luna e delle stelle, come questa notte. Se preferite, d'altro canto, non c'è problema.» Spiega, e si lascia andare ad un leggero sospiro. Ma dobbiamo anche affrontare argomenti più pressanti. Una cosa alla volta, intanto e così lascia intendere che preferisce prima concedere ad entrambi un po' di rilassamento, quindi trattare le questioni che EDELWEN ha per prima affrontato. La guarda ora con occhi più sereni, anche se il viso non cela una certa apprensione.

03:13 Edelwen[Appartamenti reali] L'orecchio viene un momento allungato, forse incuriosita dai rumori che precedono il giungere dell'elfo. Ne sente il passo nel suo avvicinarsi e per un momento si perde ad osservare le cascate di cui potrebbe sentirne un po’ il rumore in lontananza. China il capo in segno di assenso, prima di voltare il proprio profilo verso di lui fermandosi diversi istanti ad osservarne l'abbigliamento. Per diversi istanti si blocca, probabilmente non aspettandosi di vederlo in camicia da notte. Scosta la mano dalla cornice della finestra, abbassandola lungo il fianco temo anche che il tempo che abbiate passato qui sia stato poco.. Siamo partiti quasi subito dopo la vostra incoronazione.. Commenta con tono basso, ed un leggero sorriso che si lascia un piccolo spazio sul volto andando a disciogliere quell'espressione più seria. Quello che prendete voi..  Mormora in risposta a quella sua richiesta, non avendo grandi preferenze al momento. Scuote poi il capo. Va bene così.. La Luna per me è sufficiente.. Rimane vicino la finestra, osservandolo per qualche istante dall'alto verso il basso. La differenza è lieve, ma a vederli uno di fianco all'altra lo si poteva notare. Annuisce semplicemente, senza aggiungere altro per ora, sebbene noti il turbamento su quel viso. Sospira a sua volta, distogliendo gli occhi bianchi per osservare di nuovo oltre la finestra, catturando la luce argentata che dolcemente si posa su di loro. Tempi buii.. Qualcosa quindi si cela davvero.. In attesa.. Mormora piano con tono grave ed un 'espressione più dura sul viso.

03:30 Ewnel[Stanze reali] Non dice nulla in risposta alla prima frase pronunciata dalla dama dalla pelle di glicine, tuttavia l'osserva in silenzio con un'espressione interrogativa abbastanza intuibilmente evidente. Sarà il sorriso gentile e spontaneo di lei, come coronamento della propria reazione, a renderlo ancora più dubbioso sul significato delle sue parole. Tuttavia, nel vederla esprimere un minimo di positività, ricambia quel gesto con altrettanta naturalezza. Allora godiamoci questo bagno lunare afferma, riprendendo con garbo e delicatezza le parole della milite. «Allora vi offro un infuso che sono solito prepararmi la sera. Lo preparo sin da quando studio la magia, come arcanista apprendista.» Andrà quindi a versare una bella tazza di infuso per EDELWEN e per sé, tenendo la propria per sé e consegnando quella della sua compagna direttamente nelle sue mani, avendo cura di non farla cadere a terra, né rischiare di agitarla troppo, rischiando di farla fuoriuscire dalla tazza, sporcando così le mani della sua ospite. Se ella l'annuserà, potrà sentire i profumi di agrumi, mentre osservandola alla luce della luna potrà sembrarle normalissima acqua, con un leggero intorbidimento in superficie. Per ora, vedendola ancora in piedi vicino alla finestra, anche lui rimane lì, vicino a lei, esattamente accanto. Lo sguardo vaga, oltre la finestra, venendo ogni tanto richiamato dai riflessi unici che la pelle di EDELWEN fa, quando viene toccata dalla luce della luna. Giunge infine il momento di trattare argomenti più importanti, nonché pesanti, e qui il sovrano sembra riacquistare un po' di quella cupezza che era calata su di entrambi da quando avevano fatto quegli strani incontri all'interno del tempio dedicato alla dea Iri. Sospira profondamente ma con leggerezza, quindi si avvicina ad una delle poltroncine che si trova nei paraggi e, con un movimento fluido e rapido, vi ci si sprofonda contro. Ed ora, le questioni importanti. La figlia della foresta è stata vittima di un maleficio, è palese: l'odore di morte si sentiva anche a distanza da lei. Voi siete rimasta più lontana da me, forse non l'avrete sentito, ma era impossibile non avvertirne l'olezzo. La statua dedicata alla dea Iri è pura, non può essere intaccata dall'oscurità, quello è il luogo più sicuro per lei, e per tutti. Lascia così intuire un certo senso di cautela che abbia voluto dimostrare, nel trattare la questione che di per sé è pesantuccia, per evitare che il male che tormenta la gnoma si diffondesse a lui oppure ad altri loro concittadini. «Alcune settimane fa, la somma Erenduil» e pronunciando con riverenza il nome della precedente regina guarda la luna, come se si aspettasse che da lì lo potesse osservare «ha scoperto che si stava diffondendo uno strano simbolo nelle nostre terre. Un marchio, presagio di sventura. Inizio a credere che sia collegato con quanto accaduto, narrato dallo Spirito dei Boschi» ossia il nomignolo con cui Corora si era presentata. Ha parlato di un male, e di Kewor. Ho anche ricevuto una missiva da Kewor, ma non l'ho ancora aperta. Dovevo prima visitare quella piccola sventurata... E chissà, magari la leggerà prima di dormire, o magari la mattina successiva. Per quanto riguarda gli altri due, devo ancora capire il loro ruolo in questa vicenda, così come cosa ci facciano qui. Il mezzelfo mi sembra soltanto uno sprovveduto, ma l'umano... non lo so. Ha parlato di un ordine di maghi che mi è ignoto, e ciò non è bene. La magia umana è diversa dalla nostra. Un giorno, se avremo occasione, proverò a spiegarti in cosa si differenziano. Così, per ora, pensieroso e meditabondo, fa una pausa per potersi gustare una tazza di fresca bevanda, che richiama gli aromi di limone e arance.

03:55 Edelwen[Appartamenti reali] Scosta lo sguardo dal paesaggio, osservando con una leggera curiosità l'elfo in camicia da notte mentre si avvia a versare un po’ di quella tisana promessa. Ne studia la figura, Con quel suo essere in perfetto agio anche con abiti con la quale un normale suddito non l'avrebbe sicuramente mai visto. E la cosa in parte la divertiva. Ma non uscirà alcun commento dalle sue labbra, un po’ come quando indossava quegli orribili pantaloni rosa gamberetto. Le mani vengono allungate verso la tazza che le viene porta dall'elfo, richiudendola fra le proprie per evitare che cada e sfiorando per un momento la mano di lui. L'odore di agrumi viene percepito quasi subito, inspirandolo per qualche istante. Ne ascolta dunque le parole in silenzio. Molto su cui riflettere in verità, e con così poche informazioni veniva molto difficile. Spero si riprenda, così da comprendere meglio questa storia.. E comprendere se quei due sono in qualche modo coinvolti Fa una pausa, mentre lentamente si scosta dalla finestra, con la tazza intonsa ancora fra le mani. Fa un breve cenno con il capo all'elfo, avvicinandosi ad una delle poltrone che stanziano in quel luogo. Il mezzelfo.. Scuote il capo, senza aggiunge altro. Le dava ancora fastidio la sua presenza Dovreste riparlare con quell'umano. Temo di esser stata un po’ sgarbata. Commenta in merito alle successive parole mosse dal mortale in loro presenza. Ma non sembra dispiaciuta.

04:24 Ewnel[Stanze reali] Che Ewnel si accorga o meno di essere studiato da EDELWEN, non è dato a sapersi. È tardi ormai, tardissimo, ed anche i sensi elfici iniziano un po' a fare cilecca, dopo un certo orario. In ogni caso, egli non sembra essere in alcun modo interrotto dal silenzio dell'elfa che lo studia, anzi, approfitta del suo momentaneo silenzio per esporre quanto ha da dire sui diversi momenti. Potrà così ella accorgersi che, mentre in pubblico lui si cerchi sempre molto di regolare con quel che dice, ora non è per nulla trattenuto. Probabilmente, adesso può essere un po' meno re ed un po' più Ewnel, nei modi. I nostri chierici faranno del nostro meglio le confessa lui, con voce convinta. Mi auguro che i loro poteri, la loro conoscenza e la loro fede siano sufficienti. Prende altri sorsi della tisana fresca, a temperatura ambiente, un infuso che scende e rinfresca il palato, addolcendolo pure un po', al contempo. Quei due... lascia una breve sospensione, guardando in viso l'elfa, mentre anche lui prende posto ad uno dei divanetti. Vorrei interrogarli, in maniera ordinata, per ricollegare le informazioni che li riguardano con questa faccenda. Qualcosa non mi convince. Si perde, per alcuni secondi, fissando dritto la tazza, con intensità. Potrebbe essere meditabondo, oppure... assonnato. Infatti, poco dopo scuote appena la testa, assaltato da qualche colpo di sonno. Inizio ad avvertire i colpi di sonno, credo che a breve dovrò mettermi a dormire, appena avrò terminato la tisana E non manca molto, ormai. Ad ogni modo... volevo ringraziarvi per esservi comportata in maniera gentile e comprensiva. Ed il bello è che lo dice convinto. Dopotutto, ogni cosa è relativa. Non penso che siate stata sgarbata. Questo è il nostro reame, devono adeguarsi ai nostri usi, ed anche a parlare come si deve...si porta la mancina al viso, per accarezzarsi la fronte, un gesto atto a risollevare un po' di stress, dopo la serata movimentata. Parleranno ancora un po', prima che Ewnel non si ritiri nella sua camera da letto, offrendo alla sua compagna e guardia del corpo di alloggiare in uno degli alloggi vuoti, vicino ai suoi, in cui potrà beneficiare di un letto comodo, atto ad un riposo come si deve. A prescindere da cosa le risponderà, si lasceranno con la certezza che molto presto ne riparleranno, per fare più chiarezza in merito a questa questione. (Uscita)